Completo
Per Amore e per Destino
2 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 12, 2023
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 9.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 2.0
Alla fine è stato un buon drama e devo ringraziare la situazione in cui ero per averlo portato avanti più di quello che in realtà gli avrei concesso. Se fossi stata con il wifi probabilmente mi sarei spostata su altro.
Il drama non è malvagio e alcuni punti soprattutto vicino alla parte finale (che cosa assurda) mi sono piaciuti davvero molto. Le pecche in questo drama sono davvero tante, in primis i tanti buchi di trama, cose letteralmente lasciate al caso e ad alcune "piccolezze" non si hanno nemmeno delle risposte. Alcune sottotrame un po' ci sono, un po' spariscono, a volte riappaiono.. E' tutto così e la prima parte è decisamente molla rispetto alla seconda. Alla fine la storia d'amore tra i due protagonisti mi è piaciuta, ma avrei voluto che le cose interessanti fossero meglio spalmate lungo tutta la durata nel drama e non all'ultimo. Se solitamente i kdrama annoiano verso la fine, questo fa tutto il contrario compromettendo quella fetta di pubblico che grazie alla noia sceglie di abbandonarne la visione.
A me non è dispiaciuto, ma non è questo gran affare.

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Shining
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 2, 2026
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.5
Acting/Cast 8.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 6.0

L’amore ci illumina, ma solo per un istante. Poi precipita in un’ombra che confonde e deprime

"L’amore illumina" – "Still Shining" – è un drama coreano del 2026, 10 episodi che attraversano due vite e due età dell’amore.
È con questa sensazione sospesa che si apre questo drama: due episodi iniziali splendidi, capaci di evocare la nostalgia degli amori adolescenziali, freschi e assoluti, per poi scivolare in un percorso narrativo che non mantiene la promessa dell’esordio.

La storia di Tae-seo ed Eun-a funziona finché resta ancorata alla loro giovinezza e innocenza.
Si incontrano in un’estate di campagna, si conoscono, si innamorano. Una semplicità disarmante, tenera, universale. È proprio questa normalità a incantare: ritroviamo in loro un’eco delle nostre prime emozioni, di quel misto di malinconia e dolcezza che appartiene a un tempo lontano ma mai del tutto perduto.

Le loro vite, però, non sono semplici quanto il loro amore. Ognuno porta con sé ferite, mancanze, scheletri che sembrano alleggerirsi solo quando sono insieme. Finché la distanza universitaria non li divide. Una rottura comune, dolorosa ma comprensibile, come accade a tante coppie che crescono in direzioni diverse.

Dieci anni dopo si ritrovano adulti, con carriere più o meno realizzate, cicatrici ancora aperte e una quotidianità che somiglia molto alla nostra: dolori, rimpianti, qualche vittoria, qualche sconfitta. È qui che la serie continua a funzionare, perché parla di persone reali, di sentimenti credibili, e i due attori – calati perfettamente in questa parte – riescono a restituire anche le sfumature più piccole.

Poi, però, qualcosa si spezza.
La sceneggiatura sembra perdere coraggio: si rifugia in un’agonia narrativa fatta di tira e molla inconsistenti, rotture poco motivate, dialoghi che non scavano mai davvero. Perfino la recitazione ne risente, soprattutto quella della protagonista, che da intensa e vibrante diventa inspiegabilmente piatta, quasi svuotata. Forse un riflesso del cambio di rotta voluto dagli sceneggiatori. Forse no. Ma l’effetto si sente.

E qui emerge il vero problema: Tae-seo ed Eun-a, da adulti, non costruiscono nulla insieme.
Invece di comportarsi come due persone mature che si amano, inseguono sogni — o meglio, fantasmi — senza mai fermarsi davvero ad ascoltarsi. Hanno affinità, condividono molte "prime volte", ma non fanno un solo passo concreto verso un progetto comune.
È un comportamento immaturo, codardo, a tratti egoista.
I problemi non li affrontano: li evitano. Non si parlano, non si confrontano, e nei momenti in cui servirebbe davvero non si chiariscono. E questo rende incomprensibile anche l’eventuale separazione: non c’è un percorso, un momento di consapevolezza, solo infelicità reciproca generata da fraintendimenti lasciati marcire.
Alla fine ci si chiede persino se si amino davvero, perché non è realistico lasciar scivolare via tutto in quel modo insulso.

Parlando del resto del cast, i comprimari restano sullo sfondo: personaggi potenzialmente interessanti, con problemi che avrebbero potuto dare profondità alla storia, ma che vengono sacrificati per lasciare tutto il peso narrativo alla coppia principale. Una scelta che, paradossalmente, rende ancora più evidente il calo qualitativo della seconda parte.

Le musiche non aiutano: non lasciano traccia, non sostengono davvero le emozioni che la storia vorrebbe evocare. A poche ore dall'episodio finale non ricordavo un tema o un motivo: segno inequivocabile che non lasciano davvero il segno.

Un vero peccato, perché la serie è visivamente splendida: fotografia, scenografia e paesaggi sono curati con una delicatezza rara, e alcune riflessioni visive restano impresse.
Per tutti questi motivi la delusione è doppia: "L’amore illumina" poteva essere una piccola perla, e invece si rivela una conchiglia piena di sabbia, incapace di custodire ciò che prometteva.

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My Dearest Part 2
2 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 28, 2024
11 di 11 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 9.0

Dramma bellissimo una storia d'amore struggente in tempi davvero difficili e violenti

Carissimo" è davvero un dramma bellissimo. Nonostante le immagini crude nei momenti difficili, il racconto è di un'intensità struggente. La storia d'amore tra i protagonisti, pur iniziando quasi per gioco, si trasforma gradualmente in un legame profondo e incrollabile, capace di sfidare le numerose prove che la guerra e la società impongono loro.

Al cuore della narrazione non c'è solo l'amore romantico, ma anche un affascinante legame fraterno tra i due protagonisti maschili, che cresce tra momenti di conflitto e solidarietà. Il loro rapporto diventa un faro di lealtà e rispetto reciproco, che si rafforza mentre lottano per i propri valori e per il benessere delle persone amate. Entrambi si trovano immersi in una realtà più grande di loro, ma la loro determinazione a proteggere chi ama li porta a una crescita personale che è sia dolorosa sia profonda

"Carissimo" offre un ritratto unico di un'epoca storica, in cui idealismo e sacrificio vanno di pari passo, e ci ricorda quanto possono essere complessi i legami umani, specialmente in tempi di crisi. È una storia che tocca l'anima, mostrando come amore, amicizia e onore possano intrecciarsi in modi inaspettati, rendendo ogni momento di questo dramma una lezione di vita e coraggio.*

La storia si svolge durante il periodo Joseon nel 17° secolo segnato dalla Seconda Invasione Manciù della Corea nel 1636. Quando la guerra inizia a travolgere il paese, entrambi i protagonisti si ritrovano a dover mettere da parte le loro idee romantiche e le certezze del passato per confrontarsi con le dure realtà della sopravvivenza.
In mezzo a battaglie, fughe e devastazioni, Gil-chae e Jang-hyun sviluppano un legame profondo che li porterà a crescere e a cambiare. Gil-chae, inizialmente inesperta e ingenua, matura affrontando le difficoltà, scoprendo il coraggio e la forza necessari per proteggere coloro che ama. Allo stesso tempo, Jang-hyun, che ha sempre vissuto con distacco e cinismo, si lascia lentamente trasformare dal calore e dalla dedizione di Gil-chae, trovando in lei un motivo per aprirsi e per affrontare le sue sofferenze passate.
La loro storia d'amore è però continuamente messa alla prova dalla guerra, dalle convenzioni sociali e dai segreti che entrambi si portano dietro. Tra separazioni dolorose, incontri imprevisti e ostacoli quasi insormontabili, i due si trovano a combattere non solo per sopravvivere ma anche per proteggere il loro amore.
il drama esplora il potere trasformativo dell'amore e della resilienza in tempi di crisi, mettendo in evidenza le lotte interiori e sociali che accompagnano sia l'amore sia l' identità. La serie riflette sul sacrificio, sulla ricerca della propria voce in una società rigida e sull'importanza di rimanere fedeli a sé stessi anche quando il mondo intorno è in rovina.
La storia d'amore tra Gil-chae e Jang-hyun è al centro del drama, ma non è solo una storia romantica idealizzata. È un amore che richiede sacrificio, che mette entrambi i protagonisti davanti alle loro paure e li spinge a crescere, abbandonando pregiudizi e illusioni infantili. La loro relazione è una critica ai sentimenti superficiali e idealizzati, invitando a riflettere sul fatto che l'amore autentico nasce dalle difficoltà e dalla reciproca trasformazione
La parte storica di *Dearest* è stata ricostruita con grande attenzione, e il dramma cerca di mantenere una certa fedeltà al contesto dell'invasione della dinastia Qing, che avvenne durante il periodo Joseon nel 17° secolo. Questo periodo fu segnato dalla Seconda Invasione Manciù della Corea nel 1636, un evento traumatico che ebbe un impatto devastante sulla popolazione e sulla politica del tempo. Ecco alcuni aspetti storici che il dramma cerca di rappresentare in modo accurato: La dinastia Qing, originaria della Manciuria, era una minaccia concreta per Joseon, e durante l'invasione, molti nobili e civili furono presi in ostaggio o uccisi. La popolazione coreana fu costretta a piegarsi al dominio Qing per garantire la sopravvivenza del paese. Il dramma rappresenta bene le tensioni e l'angoscia vissuta dalla popolazione e dall'aristocrazia coreana, così come il senso di onore e vergogna che accompagnava questo conflitto.
Nel periodo Joseon, la cultura confuciana e il codice d'onore attribuivano grande importanza alla purezza e alla castità delle donne, soprattutto per quelle di origine nobile. Secondo la mentalità dell'epoca, una donna era considerata "disonorata" anche solo se veniva sfiorata contro la sua volontà o subiva violenze, in particolare da parte di un nemico o di un invasore. Questo era dovuto a una visione molto rigida e patriarcale della moralità e della purezza femminile, che si rifletteva in un'idea di "onore familiare" basata sulla reputazione della donna.
Durante le invasioni, molte donne di famiglie nobili preferivano il suicidio piuttosto che rischiare di essere catturate, poiché pensavano che la loro "perdita di purezza" avrebbe gettato disonore non solo su di loro, ma anche su tutta la loro famiglia. Una donna che fosse stata anche solo sfiorata dall'invasore infatti poteva essere rifiutata dalla sua famiglia e dalla società, anche se ciò fosse avvenuto senza il suo consenso. Questo stigmatizzava ancora di più le vittime, contribuendo a una cultura di colpa e vergogna in cui le donne erano tenute a uno standard moralistico ingiusto
Nel periodo Joseon gli studenti avevano un ruolo molto importante e rispettato nella società, soprattutto quelli che studiavano per diventare funzionari governativi. Durante questa dinastia, la cultura confuciana promossa dal governo coreano enfatizzava il valore dell'istruzione e l'importanza dello studio dei classici confuciani per raggiungere posizioni di potere e rispettabilità. Gli studenti, in particolare quelli delle *seowon* (accademie confuciane) o delle *hyanggyo* (scuole locali confuciane sponsorizzate dal governo), erano considerati i futuri leader intellettuali e morali del paese.
Uno dei motivi per cui gli studenti godevano di uno status elevato era il Sistema degli Esami Gwageo
Per avanzare nella gerarchia politica, si dovevano superare gli esami *gwageo*, un sistema di esami imperiali basato sul modello cinese, che richiedeva uno studio approfondito delle opere confuciane, della poesia e della filosofia. Gli studenti che eccellevano in questi studi avevano la possibilità di entrare nella burocrazia di Joseon, diventando ufficiali e funzionari rispettati. Questa possibilità rendeva l'istruzione altamente ambita, e gli studenti godevano di grande stima sociale per il loro impegno

In Dearest, la rigidità e l'idealismo degli studenti, insieme all'ostinazione del re, portano a sacrifici enormi e spesso inutili, che pesano soprattutto sulla popolazione comune. La loro intransigenza, sebbene fondata su principi elevati e sull'orgoglio nazionale, finisce per rivelarsi un'arma a doppio taglio, con conseguenze devastanti per il popolo. L'idealismo degli studenti, spinto dal desiderio di mantenere l'onore e di resistere all'invasione, porta a decisioni che , purtroppo, ignorano il costo umano e le condizioni reali. Gli studenti idealisti, pur con buone intenzioni, mancano a volte della flessibilità necessaria per adattarsi alla realtà della guerra. Il loro atteggiamento rigido, dalle lontano esigenze pratiche, finisce per chiedere sacrificio alla popolazione, che subisce direttamente il peso della guerra, della carestia e della perdita di libertà
Il suicidio di molte donne, presentato nel dramma, riflette la devastazione che una società confuciana estremamente patriarcale poteva infliggere. In tempi di invasione e di disonore, queste donne non avevano via di fuga: pur essendo vittime, erano condannate a portare il peso di un'umiliazione che la società non perdonava. Questo codice morale così duro costringeva molte di loro a scegliere la morte piuttosto che vivere in un mondo che le avrebbe rifiutate e condannate ingiustamente.

Il dramma, nel mostrare queste storie, offre una critica potente alla rigidità di una morale che, pur basata su principi di purezza e onore, finisce per trasformarsi in un sistema che punisce proprio i più vulnerabili. La rappresentazione del dramma e del suicidio di queste donne costrette a scegliere tra l'onore e la vita fa riflettere su quanto possa essere disumanizzante una società che antepone il codice morale alla compassione e alla giustizia.

Dearest lascia, quindi, un messaggio struggente: non basta combattere il nemico esterno se si ignorano le battaglie interne e le sofferenze imposte dai propri valori. È un invito a costruire una società dove l'onore non sia una prigione, ma un valore che protegge e rispetta ogni vita, senza eccezioni.

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Pinocchio
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 3, 2022
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 9.5

Una piccola perla

La mia idea di partenza per l’anno nuovo era iniziare con qualcosa di semplice, tipo una classica storia d’amore. Quello che mi sono ritrovata tra le mani è altro. Pinocchio è tutto tranne questo.
Vi siete mai chiesti cosa si cela dietro al lavoro di un giornalista?
Quale potere la figura del reporter esercita sul pubblico?
Cosa succederebbe se dietro ad una notizia ci fosse un favore?
Questo drama vi risponde svelando i retroscena, i sacrifici e le difficoltà di svolgere questo lavoro e allo stesso tempo di rimanere fedeli a se stessi.
Protagonisti di questa storia sono due giovani con uno “strano” rapporto che si ritroveranno a lavorare per due emittenti avversarie: Dal Po non ha mai voluto intraprendere questa strada ma forse sarà l’unica con cui potrà avere tutte le risposte che cerca, mentre In Ha lo sogna fin dalle superiori. Abbiamo anche altri personaggi che ruotano attorno ai protagonisti e che saranno fondamentali, tipo Cap o Beom Jo. La storia d’amore è presente ma non stucchevole, e si sposa bene con il tutto il contesto. Unica cosa non apprezzata, la musica.
Per il resto, veramente una piccola perla nonostante come drama sia vecchiotto.

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True Beauty
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 13, 2021
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 4.5
Storia 4.0
Acting/Cast 7.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 1.0

Noia per 14 puntate

Anche i 2 soli neuroni impegnati a vedere questo drama alla fine mi hanno chiesto, perché ? Avrei dovuto droppare fin dall'inizio ma causa le ottime recensioni ho sempre rinunciato, ero io che forse non vedevo, oppure il meglio doveva arrivare. Si le ultime 2 puntate. Ma non si possono vedere 20 ore di programmazione per sole 2 ore buone e le restanti 18 ore mediocri, soprattutto stante le aspettative.
Peccato per gli attori tutti bravi, la storia inesistente, regia idem. Ho visto altri drama con storie banali ma da intese emozioni, qui quasi niente.
Le Ost buone

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Come i fiori sulla sabbia
2 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 14, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 8.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.0

Ssireum, amore e mistero: perché Come i fiori sulla sabbia conquista

Come i fiori sulla sabbia è una gradevolissima commedia che sorprende soprattutto per l’interpretazione di Jang Dong Yoon nel ruolo di Kim Baek Doo. Non lo conoscevo o non lo avevo mai notato prima, ma qui fa davvero la differenza: sembra che sceneggiatura e regia siano state costruite apposta per lui.

La storia ruota attorno al Ssireum, la lotta tradizionale coreana, simile a un mix tra wrestling e lotta greco-romana. Non è necessario conoscere o amare questo sport: serve principalmente come pretesto per esplorare un intero paese, un microcosmo ricco di storie personali, familiari e di crescita, con un mistero legato a morti sospette che aggiunge tensione alla narrazione.

Tutti gli attori, anche quelli nei ruoli minori, sono eccellenti. La protagonista femminile rompe gli schemi: non è la classica attrice patinata e bellissima, ma una donna forte, diretta e spesso arrabbiata, che diventa un incredibile supporto per il protagonista maschile. Lui, invece, è bello, ingenuo, un po’ tontolone ma estremamente buono: insieme formano una coppia autentica, lontana dai cliché melensi, dove ciascuno valorizza l’unicità dell’altro.

I personaggi, in generale, sono simpatici e tenerissimi, e la serie riesce a catturare lo spettatore senza dover saltare scene o eccedere in melodrammi: le emozioni scorrono rapide e genuine, rendendo la visione fluida e piacevole fino all’ultimo episodio.

In sintesi, Come i fiori sulla sabbia è una serie che affascina per la sua leggerezza, l’umanità dei personaggi e la chimica sorprendente tra i protagonisti. Un piccolo gioiello che conquista dal primo all’ultimo minuto.

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Il Tempo per Noi
2 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 4, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.0

Fantasy romantico bello e divertente!

Fantasy con viaggio nel tempo e mondi paralleli ma non confusionario come a volte capita. I protagonisti si ritrovano a vivere due vite diverse ma che a un certo punto finalmente combaceranno.
La storia parte da un evento traumatico che porterà la protagonista in un passato dove il suo amato è ancora vivo ma veramente non è il suo amato.
Difficile da spiegare come evolve la storia ma ci saranno un bel po di voli di scena che renderà il dramma coinvolgente e molto emozionante.
Consiglio la visione e preparate i fazzoletti!
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Dawn Amidst Hidden Clouds
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 10, 2025
22 di 22 episodi visti
Completo 0
Generale 4.5
Storia 5.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Come dire... Ad una certa, soprattutto all'inizio ho avuto il presentimento che l'opera mi avrebbe giocato un brutto tiro e dovevo dare ascolto al mio intuito. La storia è molto banale, a tratti scontata, non mi ha coinvolto moltissimo però ho resistito perchè il drama è breve. Ad una certa diventa un vero e proprio pasticcio ma tu ci passi sopra perchè oramai vuoi finirlo. Piangi (?) un pochino e poi si avvia alla conclusione per finire con un qualcosa senza alcuna logica e pure in maniera aperta. Ma che cazz* fai? Mi prendi per il c*lo?
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The Judge from Hell
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
dic 2, 2024
14 di 14 episodi visti
Completo 9
Generale 8.0
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.5
Questa recensione può contenere spoiler

Thriller Romance paranormal con un cuore e un pugnale

Questo è uno di quei drama con una trama mediocre o meglio, non ben definita, che non spiega quasi per nulla la gerarchia infernale dei demoni dell'Inferno, le loro caratteristiche, missioni, ma ci butta lì alcune informazioni e per il resto si concentra su alcuni casi di violenza che occupano alcune puntate e su un mistero principale da risolvere che riguarda un serial killer scomparso da 25 anni. La serie in questione perciò parte come un telefilm quasi poliziesco/giudiziario con casi diversi ogni puntata per poi concentrarsi invece sulla trama principale restando poliziesca ma aggiungendo più note paranormal e romantiche. Purtroppo alcune lacune informative di cui sopra riguardo L'Inferno, i demoni, Satana ecc, l'inutile dilungarsi delle scene di punizione dei colpevoli prima della loro morte (troppo lunghe veramente!) e anche alcuni salti temporali inspiegabili (perchè il killer non ha più colpito per 25 anni? ok Satana aveva già i pezzi di ricambio non gliene servivano altri, ma l'umano che lo serviva era un sadico serial killer come fa a smettere così di botto? E poi Satana è così scemo da credere che in 25 anni non si potesse trovare un ciondolo che già si sapeva più o meno dov'era?) compreso il salto temporale del finale dove la protagonista a cui restano solo tre anni da passare col suo amore si allontana da lui per due anni (ok si vedono ma non possono stare insieme insieme)solo per diventare migliore (... ma che cavolo?) rovinano il flow di un drama che brilla grazie al suo cast.
Tutti i personaggi, i due protagonisti, i secondari, i buoni, i cattivi, sono bravi a riescono a risollevare dalla mediocrità questa serie tv che rischiava di essere veramente poco riuscita ed invece grazie al loro carisma e alla loro capacità di dare vita a personaggi forse non scritti proprio benissimo, riece a sollevarsi fino a ben più della sufficienza. Almeno per me. La buonissima performance della protagonista da sola vale la visione di questo drama.

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Cupido amore mio
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 3, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 1
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Più che un fantasy romantico è un noir!

Il titolo è un po' forviante, fa pensare che è una commedia romantica fantasy invece ha dei risvolti noir con tanto di serial killer.
La storia fantasy c'è perché lui è Cupido rilegato a vivere in mezzo ai umani per 500anni aspettando l'ultima metamorfosi per tornare al suo posto ma qualcosa va "storto" e così incontra lei una bella veterinaria che però si rivelerà l'amore della sua vita proprio per lui che di legami non ne può avere soprattutto con gli umani. Comunque la loro storia tra alti e bassi, ricordi e tragedie avrà il giusto finale.
Anche la storia del killer è ben raccontata e fino alla fine non ti aspetti l'assassino.
Bella chimica tra i protagonisti, bei baci, un po' di comico e qualche tragedia ma nel complesso un bel dramma da vedere!

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Resta con me
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 9, 2024
24 di 24 episodi visti
Completo 3
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Un vero gioiello nato come remake di una serie che era l'esatto opposto

Difficile spiegare i molteplici aspetti che mi hanno stupita - in positivo - di questa serie. Quando ho letto la trama ho avuto la sensazione di un "de ja vù": Resta con me è in effetti il remake di un altro drama made in China, risalente a una decina di anni fa e intitolato "Addicted". Una serie che ho visto un po' di tempo fa e che mi era andata proprio di traverso, volta alla ribellione assoluta, non solo verso la censura dei drama cinesi ma anche nei confronti del sano buonsenso, e il risultato era stato un drama malsano e tossico, diseducativo e per nulla coinvolgente, che nel concreto più che terminare con una prima stagione sembrava essere stato opportunamente interrotto. Quante volte davanti a serie con buon potenziale ma risultato più che deludente mi sono detta "ah, se la rifacessero da capo come si deve...". Ecco, "Resta con me" fa proprio quello. Riparte da zero con idee più chiare e più pulite, e ci aggiunge un notevole salto di qualità. Gli attori protagonisti sono davvero convincenti (quelli di Addicted avevano anche un'età che stonava con il contesto scolastico), la trama è ricca, la storia dentro la quale i personaggi ritagliano il proprio spazio è ben delineata, scorre con naturalezza e coerenza, mantenendo viva l'attenzione dello spettatore. Non ci sono passaggi lasciati al caso, scene forzate ma senza senso, al contrario. E' un drama che presenta spaccati originali, ricco di spunti non scontati. Il secondo aspetto che tanto ho apprezzato di questo drama è l'importanza dei personaggi: non ci sono due protagonisti e poi un gruppetto di figure a contorno, bensì personaggi tutti importanti a modo loro, principali o secondari che siano. Sono ben tratteggiati e danno veramente un valore aggiunto alla trama, fondamentali per portare avanti la tematica della famiglia, aspetto davvero sentito e ben gestito. Tutto questo lo si riscontra già all'inizio, nella sigla, a mio avviso bellissima. Dei tanti pregi di questo drama, però, il migliore in assoluto è quello che proprio non avrei mai immaginato: il drama, più che una storia BL, sembra puntare a una Bromance. Solo verso la fine ci sono passaggi che, in maniera davvero velata, possiamo ricondurre a una BL. Paradossalmente, l'impatto emotivo è davvero fortissimo. Non avevo davvero messo in conto una tale capacità di coinvolgere ed emozionare, tutto grazie a gesti e parole e sguardi studiati - mai sdolcinati, mai fuori luogo, mai eccessivi - ma che davvero riescono a esprimere un sentimento molto forte e intenso. Il tutto senza scene esplicite, baci mozzafiato, o che altro...credo sia un'impresa davvero ardua. Sostanzialmente, potrei definirla come la meno BL tra le BL ma quella che più mi ha emozionata. Sembra contraddittorio ma è davvero prova della grande qualità di questa seria. L'unica pecca è il finale, aperto e con questioni palesemente in sospeso. L'avrei anche perdonato in attesa del meritato e dovuto sequel ma, purtroppo, ho letto che la prospettiva di una seconda stagione è sfumata. Davvero un peccato, se c'era una serie che meritava era questa. Però, anche con questa nota di amarezza, non me la sento di penalizzare il giudizio sulla serie in sé, che rappresenta a mio avviso una delle migliori BL in circolazione.

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Hi My Soul Mate
2 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 30, 2024
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Soulmate

Questo film mi ha parecchio stranito!
All'inizio pensavo fosse una classica situazione già vista, ovvero due migliori amiche che litigano perché innamorate dello stesso uomo, e invece qui c'è molto altro!
Alla base del film c'è un rapporto di amicizia forte ma complicato di due ragazze molto diverse tra loro che sono cresciute insieme! Nel corso della vita i loro sogni e desideri si sono scontrati con la dura realtà della vita e come capita in questi casi, ne prendono atto e percorrono la strada che gli si pone davanti, con tutte le conseguenze del caso!
Una delle protagoniste è Ahn Mi-Son (Kim Da-Mi) che interpreta sempre un personaggio carismatico e fragile allo stesso tempo, una persona a cui la vita non ha regalato niente e perciò è sempre alla ricerca del suo posto nel mondo che spesso é avverso nei suoi confronti, l'altra è Go Ha-Eun (Jeon So-nee) che è la classica ragazza perfettina con poco carattere a cui però sta stretta la sua vita e cerca anche lei di trovare la sua strada, o soprattutto di cercare se stessa! Il fulcro della situazione poi ruota intorno a Ham Jin-Woo (Byun Woo Suk) a cui avrei dato una testata dall'inizio alla fine 😑, detto ciò non commento altro si di lui per non spoilerare niente ..
La mia preferita è Kim Da-Mi che dopo averla vista nella sua terza interpretazione, va finire nella vetta delle mie attrici coreane preferite perché ha un'espressività senza eguali, soprattutto calcolando che è giovanissima!
Il film in conclusione è molto crudo e mi ha lasciato tanta tristezza e amarezza, ma in ogni caso vale la pena essere guardato se avete due ore libere tra una la fine di una serie e l'altra.

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Love Game in Eastern Fantasy
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 30, 2025
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

La solita solfa: premesse buone, avvio interessante, vari difetti e tipico calo nella seconda parte

C-drama appartenente al genere wuxia che non riesce a distinguersi dalla massa ma chi si confonde con le molte altre serie simili, tutte accomunate da una valutazione complessivamente buona ma non oltre, risultato di una media tra una prima parte generalmente sempre migliore della metà successiva.

PRO
- L'attore protagonista, interessante sia a livello estetico sia rispetto all'espressività. Convince nell'atteggiamento distaccato della prima parte, senza tatto e a tratti un po' scontroso, convince anche nei primi momenti a difese abbassate, imbarazzato per situazioni alle quali no è evidentemente avvezzo. Convince un po' meno nei momenti accorati , dove risulta essere lui un po' imbarazzante.
- Il gruppetto dei "Quattro maestri del bambù" che viaggiano assieme consente di vedere non solo momenti dedicati alla coppia principale ma promuove interazioni più diversificate che caratterizzano le varie relazioni tra i membri. Il piccolo demone-germoglio di bambù è stata una scelta intelligente, capace nel suo piccolo di interrompere quella che altrimenti sarebbe potuta essere una monotonia a livello di scene.
- Il pairing secondario che, pur non essendo nulla di spettacolare, ha molto da insegnare alla coppia principale.
- L'idea di trascinare la protagonista dal mondo reale a una sorta di gioco in un mondo fantasy virtuale, con missioni da compiere e un aggiornamento periodico della percentuale di interesse che riesce a promuovere nell'ML. In certi passaggi il meccanismo è un po' troppo sottolineato, forse, ma complessivamente è un elemento sicuramente originale.
- La caratterizzazione del ML: piace la sua storia, la sua natura di mezzo demone, il cambio di aspetto, e il senso che viene reso noto verso la fine e che permette di ricollegare un po' tutto quanto.


CONTRO:
- Esther Yu continua ad riconfermarsi un'attrice che proprio non riesco ad apprezzare e che ripropone personaggi tutti uguali tra loro, dove le protagoniste femminili sono caratterizzate da tratti infantili e petulanti, più adatti all'immagine di una bambina che associabili a una figura adulta. Il doppiaggio, in aggiunta, non aiuta di certo.
- la storia/background: la vicenda fa da sfondo al romance e in generale al focus sui quattro personaggi principali. Da non aspettarsi una trama avvincente e ben strutturata, che abbia un senso di per sè, ma al contrario una serie di passaggi causa/effetto non sempre collegati tra loro e coerenti in termini di logica. Farsi apprezzare per la trama, insomma, non era tra gli obiettivi della serie.
- il romance: già che la storia sembra essere al suo servizio, c'è da dire che la coppia principale delude un po' in quanto a chimica e sviluppo della love story. Tante, tantissime le scene dedicate alle interazioni tra i due - nella prima parte anche interessanti - ma di fatto i momenti romantici saranno pochissimi e i baci nemmeno pervenuti, aspetto che penalizza soprattutto la seconda parte e che è un po' inaccettabile in quello che è un drama prevalentemente romantico. Rinunciamo a una trama vera e propria a favore di un romance - ok - ma se poi si deve rinunciare anche al romance, cosa resta?
- il finale: come sempre accade nei cDrama che si basano su viaggi nel tempo o in altri mondi, la conclusione è sempre una scena striminzita e palesemente vaga, una conclusione "aperta" dove in maniera non esplicita lo spettatore può decidere di vederci l'happy ending che, di fatto, non viene mostrato. In questo caso, si è stati anche più parsimoniosi del solito, non degnando il ML nemmeno di un'inquadratura finale.

Tirando le somme, questo drama - che ho visto solo perchè tra i consigliati in relazione a "When destiny brings the demon" (e, mi si perdoni, ma il paragone proprio non regge) - non è complessivamente inguardabile ma un mezzo buco nell'acqua, quello sì. Non l'ho droppato, sono arrivata alla fine anche se a fatica (la seconda parte mi ha messa un po' alla prova, va detto), e andrà a finire nel dimenticatoio insieme a tante altre serie simili, che non sono certo capolavori ma che nemmeno ricordo in modo particolarmente negativo o che considero totali perdite di tempo. Un triste anonimato, insomma.

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Joy of Life
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 21, 2022
46 di 46 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.5

L'unico difetto è che è solo la prima stagione.

Prima cosa in assoluto: questa è solo la prima stagione di una serie di tre. La seconda dovrebbe essere più o meno in lavorazione (novembre 2021). Ciò per sottolineare, subito, che il finale della serie ci lascia con un colpo di scena pesante e una suspense intollerabile.
Detto questo, un drama magnifico, a partire dagli attori. Tendo a non soffermarmi troppo sulle attrici, sono donna, in fondo, ma gli attori sono praticamente tutti bellissimi e molto bravi. Zhang Ruo Yun ti prende a poco a poco… Inizialmente non mi entusiasmava, ma nel giro di pochi episodi mi ha completamente catturato. Tutti i vari comprimari e secondari fanno un lavoro egregio, ma chi venisse qui per Xiao Zhan sappia che lo si vede solo nelle ultime puntate e il suo personaggio non è dei più simpatici.
Ho apprezzato particolarmente la storia, che non conosce praticamente momenti di noia, e in una serie così lunga è dire molto. In questo isekai ci sono intrighi, lotte, colpi di scena, sospetti accuratamente nutriti, rivelazioni: c’è di tutto e di più. Poco romanticismo, e non se ne sente la mancanza. I risvolti personali di molti personaggi vengono abbondantemente sviscerati. Soprattutto, non esistono buoni e cattivi monodimensionali: di tutti vengono forniti molti tratti caratteriali e le circostanze che li hanno resi come sono. Un paio di antagonisti sono resi così umanamente che quasi si farebbe il tifo per loro. Quasi.
Personalmente ho trovato che l’unica parte debole della serie fosse la relazione della coppia principale. La protagonista ha poco spazio, un personaggio piuttosto noioso e monocorde, e nella seconda parte del drama, quando l’azione si sposta, sparisce completamente. Magari tornerà nella seconda stagione e le daranno un percorso di crescita. Intanto, ci ricordano che esiste perché ogni tanto il protagonista ripete di essere innamorato di lei.
A parte ciò, una cinematografia magnifica, con riprese da angolature particolari, movimenti della macchina da presa molto ben studiati, con scenografie magnifiche e costumi splendidi: il tutto è una gioia per gli occhi. Anche la musica di background ha momenti ispirati, pur se le sigle si lasciano dimenticare in fretta.
In sunto, un’opera il cui unico, vero difetto è di lasciarci col fiato sospeso. Non sono il tipo che ben convive con la curiosità: penso che andrò a cercarmi l’opera da cui è tratto.

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The Moon Flows over the River
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 24, 2025
14 di 14 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 5.0
Acting/Cast 7.5
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 4.5

Quando la noia fa da padrona... Romance storico-fantasy tra uno sbadiglio e l'altro

Noioso.
Tra tutti gli aggettivi che mi passano per la mente pensando a questo drama, il termine "noioso" è indubbiamente quello che si ripropone più spesso.
Noioso perchè dopo i primi episodi la curiosità si esaurisce definitivamente.
Ancor più noioso, se penso che ripropone una serie di meccanismi all'infinito e dinamiche ripetute
Ulteriormente noioso per via dello scambio di corpi tra i protagonisti: non l'ho trovato divertente, piuttosto un diversivo fastidioso - a tratti ridicolo - e del quale avrei fatto volentieri meno.
Definitivamente noioso, persino nel finale: solitamente si spera sempre in qualche scena extra, qualche minuto in più per godersi il tanto sospirato epilogo. Qui no, qui guardavo il tempo rimanente auspicando la comparsa dei titoli di coda che avrebbero chiuso definitivamente il supplizio.

Tutto da gettare alle ortiche?
Onestamente no. Qualcosa - non molto - si salva.
Di certo non la caratterizzazione dei personaggi principali, dove l'immancabile amnesia trasforma la nostra principessa in una facchina che si atteggia a dura, stravolgendone completamente la natura - ricordi o non ricordi poco conta - e andando decisamente OOC. Non è andata molto meglio a lui, che salta da scene serie e credibili a siparietti buffi con esclamazioni strozzate varie, per non parlare degli innumerevoli pianti da vitello (va bene un po di pathos, ma non allaghiamo il set, per favore).
Sicuramente a fare centro non è stato nemmeno il pairing secondario, che personalmente mi ha suscitato solo una perenne insofferenza.
In termini di OST, niente che si sia fatto notare.
A salvarsi è l'attore protagonista, Kang Tae Oh, che sebbene in certe scene sia risultato davvero eccessivo (la colpa credo più del copione che sua), nei momenti più drammatici - no, non il pianto disperato - ha saputo offrire una recitazione convincente. In qualche raro momento ho avuto modo di apprezzare anche alcuni sguardi e posture particolari, di un'elegante compostezza capace di richiamare in qualche modo alla memoria il sublime Lee Jang Hyun di Namgoong Min in "Lovers".
E, sicuramente, si salva alla grande il cattivo di turno, Jin Goo, sicuramente il personaggio meglio riuscito di tutto il drama. Una prova notevole per , che negli ultimi anni ho piacevolmente ritrovato in ruoli ambigui, fatti di chiaroscuri interessanti (in questo caso più scuro che chiaro). Un “Villain” di quelli credibili e ben caratterizzati, che non esistono giusto per contrapporsi all’eroe di turno ma sono il risultato di un percorso tutto loro.

Tirando le somme la definirei una visione accessoria e tranquillamente evitabile, un kdrama che è un investimento – anche e soprattutto di tempo – praticamente a fondo perduto.

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