Legend of Awakening
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Le leggenda di un risveglio... Che fa un po' addormentare.
Ultimo drama di Chen Fei Yu che mi mancava da vedere, con tanto di approccio titubante per via delle molte recensioni non particolarmente entusiaste e alle quali - a visione conclusa - non posso che accodarmi.Classico fantasy dove spopolano le arti marziali e dove giovani discepoli puntano a sviluppare e acquisire gli enormi poteri dati dalle auree, ciascuna delle quali conferisce impressionanti capacità in un campo specifico (forza, manipolazione della mente, percezione del suono, ecc.). I grandi maestri riescono con fatica a padroneggiare fino a cinque auree e che qualcuno nasca con il talento per padroneggiarle tutte e sei è cosa più unica che rara, una figura alla quale viene dato il nome di "risvegliato". Ovviamente il protagonista sarà un risvegliato, un giovane con un passato doloroso alle spalle e le cui origini - sconosciute anche a lui stesso - resteranno avvolte per buona parte del drama nel mistero. L'altro elemento chiave della storia è una setta particolarmente feroce e sanguinaria che punta a distruggere tutti gli altri gruppi annientandoli a uno a uno con efferata violenza.
Lu Ping - il protagonista - viene presentato come un giovane scampato a un passato di torture insieme alla "sorella" minore non consanguinea: i due trovano rifugio in un'altra setta, diventando discepoli di un maestro decisamente bislacco. Lu Ping farà di tutto per spacciarsi per uno scansafatiche e nascondere così i suoi reali poteri, comunque bloccati da un sigillo impostogli da piccolo che - nonostante gli sforzi - non riuscirà a rimuovere. Le dinamiche inizieranno a farsi più complesse e il solitario Lu Ping stringerà amicizia con altri giovani - il primo discepolo della propria setta e un giovane aspirante assassino. Le vicende dell'improbabile quartetto - che conta anche la sorella Su Tang - coinvolgeranno anche il maestro Guo You Dao e una sua vecchia conoscenza, Chu Min, oltre a intrecciarsi con le dinamiche di alcuni personaggi di corte, in particolar modo la giovane e abile Qin Sang e la sua serva, Ling Zi Yan.
L'idea tutto sommato c'è, le capacità per costruirci sopra un drama di quasi cinquanta episodi direi proprio di no. La sceneggiatura è davvero troppo debole, prolissa in molti punti. Manca l'equilibrio tra i vari elementi, manca la capacità di sviluppare le varie tematiche in modo che risultino interessanti e coerenti, avvincenti e stimolanti. Sembra invece di annaspare nelle sabbie mobili - le stesse in cui Mo Lin cerca di far finire Lu Ping in uno dei primi episodi - con la differenza che il drama, al contrario del nostro protagonista - vi rimane invischiato per tutta la durata della serie.
Il fatto di poter padroneggiare una o addirittura più auree entra spesso in conflitto con la coerenza della vicenda: in possesso di tali abilità molte situazioni potrebbero essere risolte in un battibaleno, e svariati problemi od ostacoli non delinearsi in quanto tali. Invece c'è una sorta di dilungarsi continuo, dove la soluzione sembra sempre lì a portata di mano ma verso la quale i personaggi non sembrano voler puntare, limitandosi a girare in tondo. C'è proprio tanta inesperienza (o incompetenza) dietro a questa sceneggiatura, che promuove tra l'altro dei passaggi troppo bruschi tra i momenti più seri e quelli di maggiore leggerezza (non di rado capita che sul finire di un'intensa scena di scontro/combattimento, dove ci sono in gioco non solo le vite dei presenti e ma il futuro di intere popolazioni, ecco che - con il cattivo di turno messo in ginocchio e ormai alle strette - il clima si rassereni di colpo dando spazio a battute e commenti sciocchi vari tra i membri del quartetto. Fuori luogo, fuori momento, poco credibile.
Paradossalmente, nonostante la trama sia per molti versi discutibile, ci sono tanti personaggi che mi hanno colpita positivamente. Il maestro che si spaccia per un pigro ubriacone avido nasconde in realtà un animo saggio, che in realtà si intuisce quasi fin da subito, ma che agli occhi degli altri riesce a mascherare abbastanza bene grazie a un'atteggiamento a dir poco stravagante ed eccentrico, le cui modalità mi hanno ricordato molto il Jack Sparrow di Johnny Depp nella saga dei Pirati dei Caraibi. Sono quelle figure complesse capaci di dare tono e ritmo a una storia altrimenti fiacca e piatta. Sulla stessa scia anche Mo Lin, che al contrario nasconde ben poca saggezza ma che con il suo atteggiamento inusuale e sopra le righe aggiunge simpatica freschezza a molte scene. Su Tang, la sorella putativa di Lu Ping, è un'altra figura che riesce a trovare una sua precisa dimensione e caratterizzazione. Interessante anche il fratello del maestro, che entra in scena più avanti, così come Chu Min, personaggio la cui storia pregressa viene svelata man mano.
Bene anche la protagonista, ma non oltre: non so se per livello di recitazione o limiti legati alla caratterizzazione del personaggio, la sua figura non mi è sembrata sfruttata al meglio. Rispetto al pairing principale il personaggio meglio riuscito è sicuramente Lu Ping, del resto figura predominante e centrale della vicenda generale. Per Chen Fei Yu ci troviamo a due anni dalla sua prova in "Evernight" e, contemporaneamente, due anni prima del suo successo in "Lighter & Princess". La prova in questo drama ricorda molto la precedente, ancora parzialmente acerba, oltre al fatto che il ruolo richiama molto quello di Evernight (anche lì un fantasy storico, anche lì giovane solitario inizialmente solo contro il mondo ad eccezione di una sorellina non consanguinea, e che nel corso della vicenda acquisirà non solo potere ma intreccerà anche relazioni di amicizia/fratellanza. Si ricala quindi in un ruolo già testato, portando a casa un buon risultato.
Proprio il tema dell'amicizia/fratellanza è tra i tratti che più ho apprezzato di questa serie: tra Lu Ping, Mo Lin e Xi Fan parlerei quasi di bromance. Un legame che nasce da zero, lentamente, sostituendosi all'iniziale diffidenza e diventano via via un supporto reciproco fondamentale, anche dal punto di vista affettivo.
Se sul fronte di buoni abbiamo figure valide e interessanti, magari non sempre integerrime, capaci di sbagliare ma poi anche di fare ammenda, la schiera dei cattivi lascia un po' a desiderare. Si sente la mancanza di quel cattivo veramente cattivo, che è tale punto e basta senza mille giustificazioni sul perchè sia diventato quello che è.
Rispetto all'arco narrativo, se i primi trenta episodi sembrano già un po' troppi e allungati, gli ultimi dieci o quindici mettono duramente alla prova la forza di volontà dello spettatore, nonostante il romance - se così possiamo chiamarlo - riesca a ritagliarsi qualche scena dedicata. Proprio sul fronte della love story, c'è da dire che si è volato molto basso. Pochi baci - molto statici - e una parsimonia in generale di momenti romantici. Non c'è quella love story che fa battere il cuore e che ti viene voglia di andare a riguardare, in poche parole.
INIZIO SPOILER!!!
Arrivati con estrema fatica - ed estrema lentezza e noia - agli ultimi episodi, ecco l'ennesima delusione: delle tre coppie - la principale e due secondarie - una non è destinata al lieto fine. Spiacevolezza vuole che sia proprio il pairing principale, con una dipartita di lei che avviene nel penultimo episodio. Un addio non previsto, non strettamente necessario e gestito in modo piuttosto sbrigativo. Tanto per mettere la ciliegina sulla torta delle pecche, insomma.
FINE SPOILER!!!
Detto questo... Lo consiglierei? Probabilmente no. Facile che risulti una mezza delusione anche per i fan dei fantasy xianxia/wuxia, dei fan dei cDrama in generale, dei fan di Chen Fei Yu, dei fan di tutte e tre le cose messe insieme. Sufficienza strappata giusto per alcuni spunti validi e una buona caratterizzazione dei personaggi.
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Aspettative decisamente disattese...
Tenevo da parte questo titolo per i "periodi di magra": vuoi che il 2024 non si sta rivelando affatto ricco di produzioni valide, vuoi che degli anni precedenti inizio a temere di aver già visto il meglio sulla piazza... Reduce da alcuni drama di discutibile qualità ho pensato fosse il caso di giocarmi la carta "Black", per tirarmi su il morale e aggiungere finalmente un altro titolo alla lista dei preferiti. L'aspettativa era decisamente alta: un romance tra un Tristo Mietitore e una ragazza umana capace di vedere le ombre della morte. Mi aspettavo qualcosa in stile Goblin, o Korean Odyssey, credo. Ma invece di una bella storia d'amore contornata da un po' di azione, indagini e mistero, mi sono ritrovata davanti una serie più incentrata sul genere thriller che sul resto, con lo sviluppo della love story abbastanza discutibile (altro che slow burn...fossimo in ambito culinario sarebbe una lunga, lunghissima cottura a bassa temperatura). Non mi sono piaciute tutte le questioni legate alle identità celate, che vengono trascinate praticamente fino alla fine, mentre la speranza era che la protagonista venisse a conoscenza quasi subito dell'identità del Cupo Mietitore per vedere poi la coppia, affiatata, procedere salda nello sviluppo della trama. La vera identità di lui è abbastanza facile da intuire, se voleva essere un super colpo di scena...beh, non lo è stato. Il finale non merita nemmeno di essere commentato, ha avuto il solo pregio di non farmi minimamente vacillare nel mio giudizio tutt'altro che positivo, anzi, ha praticamente dato il colpo di grazia.Questa recensione ti è stata utile?
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Lo inizi, lo vedi, lo saluti.
Recensito da: Effe IG: _Dramalia_Hype altissimo per il ritorno sullo schermo dell’amatissimo Lee Dong-wook, ritorno che però ha fatto storcere il naso a non pochi appassionati a giudicare dalle aspre critiche che ho letto. Ebbene, io una fan del buon Dong-wook non lo sono mai davvero stata, tant’è che, non fucilatemi, ma “Tale of the nine-taled” figura tra i miei drama droppati. Merito l’espulsione dal mondo dramoso probabilmente, ma il fatto che io non sia mai impazzita per questo attore mi ha portato a vedere “Divorce Insurance" senza gli occhi della “speranza”. Nessuna aspettativa, solo curiosità per una trama che sembrava carina e che effettivamente carina lo è stata davvero. Comprendo però anche lo sdegno generale degli appassionati, questo non è sicuramente un drama di spicco né di rilievo, non è un drama da cardiopalma e non è nemmeno un prodotto destinato ad un futuro rewatch. Si inizia, si vede e si saluta. E’ un nudo e crudo passatempo, ma forse il cast non proprio conosciuto, fatta eccezione per il protagonista, questo poteva già farlo presagire. La storia è quella di Noh Gi-joon, un attuario, ovvero un professionista che si occupa di analizzare e gestire i rischi finanziari e assicurativi, basandosi sulla matematica, la statistica e la finanza (sì, l’ho googlato) che vive un momento di crisi all’interno dell’assicurazione per cui lavora. Sono anni infatti che naviga tra proposte assicurative di dubbia utilità, come ad esempio una polizza anti caduta nei tombini. Un giorno però gli viene un’idea folle basandosi sulla sua esperienza di vita: un’assicurazione contro il divorzio. Gi-joon è infatti un pluridivorziato, una situazione decisamente particolare che lui racconta così:
“Primo divorzio? Visioni diverse del matrimonio. Secondo divorzio? Visioni diverse del mondo. Terzo divorzio? Visioni diverse della vita.”
La prima moglie di Gi-joon infatti non era esattamente una regina della condivisione coniugale, più una detentrice della propria libertà preferendo tetti separati, frequentazioni separate e via dicendo. La seconda moglie invece ha compreso di essere più portata come monaca buddista che come consorte, mentre la terza, quella di cui si parla meno, semplicemente era più innamorata di quanto non lo fosse lui.
Tutto ciò lo rende dunque un vero esperto dell’argomento, al punto che lui stesso inizia a percepire il divorzio nella stessa ottica del matrimonio, ovvero come una ricerca della felicità. Nel matrimonio la si cerca di raggiungere col partner, nel divorzio separandosi da lui e da una situazione che ci impedisce di essere felici. Il che trovo abbia senso. Noh Gi-joon però è anche spinto da un avvenimento nel suo passato che ha visto la sorella soffocata da un matrimonio che non l’appagava più. La donna è deceduta, nella serie non si capisce mai veramente se sia morta a seguito di un incidente o se si sia suicidata, ma l’ultima immagine che Gi-joon ha di lei è per lui focalizzante, si tratta infatti di un momento di confessione in cui lui ha minimizzato il suo disagio spingendola a continuare a "sopportare" il matrimonio, un po’ come i dettami della società pretendono.
L’idea dell’assicurazione contro il divorzio comunque è davvero valida, tant’è che inizia a fare gola anche ad assicurazioni rivali che provano ad appropriarsene creando non pochi problemi. Viene dunque istituita una task force per il lancio della polizza, una task force costituita da un gruppo molto particolare: Na Dae-bok, il caposquadra sull’orlo del divorzio con la moglie; Ahn Jeon-man, perito del rischio e infelicemente divorziato; Kang Han-deul, sottoscrittrice di polizze che è appena stata tradita e mollata dal marito che si è portato via tutto, persino la tavoletta del water; Cho Ah-young, l’unica non divorziata che però non crede nelle relazioni e sta cercando di sposare sè stessa; Jeon Na-rae, prima moglie di Gi-joon che è la direttrice esecutiva del progetto; Infine ovviamente Gi-joon nel ruolo di attuario e pluridivorziato. La squadra quindi inizia a destreggiarsi tra boicottaggi e problemi, affinchè la polizza venga approvata infatti devono completare almeno 30 sottoscrizioni ed evitare che queste persone per 6 mesi divorzino. Inutile dirvi che ci riescono e nel frattempo trovano anche il tempo per innamorarsi. Come vi dicevo la storia è carina, semplice, tranquilla, piacevole. Nulla di memorabile, ma non è nemmeno il disastro di cui qualcuno ha parlato. E’ sicuramente un prodotto di nicchia, poco rifinito, non particolarmente sponsorizzato, probabilmente non all’altezza di un attore del calibro di Lee Dong-wook. Nonostante ciò, rimane una commediola spensierata e gradevole che vi consiglio per momenti di serena tranquillità con qualche risata al punto giusto.
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Feel What You Feel
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Noioso
Questo drama purtroppo non mi ha soddisfatto e convinto. Non dico che faccia schifo perchè sarebbe esagerato e non lo penso minimamente, diciamo che secondo me presenta delle cose che non vanno.Il problema principale per quanto mi riguarda è la noia che mi ha inflitto anzi che poi mi sono inflitta nel continuarlo quindi mea culpa, perchè è molto banalotto e soprattutto prevedibile.
Io di solito amo queste storie tenere e scolastiche che sia università o liceo ma qui essendo troppo prevedibile non mi ha coinvolto più di tanto, inoltre secondo me alcune dinamiche sono un pò forzate e esagerate. Si poteva curare di più la costruzione del loro rapporto invece è un pò buttato lì, anche la seconda coppia viene gestita un pò alle acque di rose ma li ho trovati comunque più carini e sensati per certi aspetti. Ci sono drammi completamente inutili a mio parere, che non servono a costruire il rapporto dei protagonisti cioè l'intento era quello ma non si nota, io non l'ho notato più di tanto.
L'ambientazione anni 2000 non si percepisce molto ma secondo me questo è dovuto anche dal poco budget quindi diciamo che prendo in pò in considerazione questo aspetto. Si nota che sono attori alle prime armi, personalmente la recitazione non mi è piaciuta per niente almeno per quanto riguarda la coppia principale, meglio la seconda coppia etc.
Insomma dalla mia descrizione sembra che sia da buttare ma per me comunque raggiunge la sufficienza e volendo è piacevole da vedere, soprattutto per chi ama il genere e si vede velocemente essendo breve.
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Zettai BL ni Naru Sekai VS Zettai BL ni Naritakunai Otoko 2
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Divertentissima parodia
Una spassosissima trasposizione di un manga che si burla, senza mai sconfinare nell'omofobia, di tutti i cliché dei manga/drama BL. Qui la mimica esagerata di Atsuhiro Inukai la fa da padrona e non è assolutamente fuori posto, anzi, è decisamente un valore aggiunto per l'opera. Ma si lasciano guardare molto piacevolmente anche il dolcissimo Yūtarō nei panni del fratello minore del protagonista, e Akihisa Shiono come suo boyfriend.Ovviamente il mattatore è Atsuhiro Inukai, che interpreta Mob, un personaggio di contorno che, rendendosi conto di trovarsi nel mondo del BL, e rifiutando categoricamente di innamorarsi di un altro ragazzo, fa di tutto per deviare l'attenzione lontano da sé per evitare di diventare il protagonista. Così, fra situazioni cringe oltre ogni limite, bellocci con sfondo floreale e musiche liberamente tratte da La bella e la bestia, il nostro si caccerà nei frangenti più imbarazzanti.
Per quanto arreso al suo destino alla fine della serie precedente, il nostro Mob si ritrova improvvisamente di nuovo spaiato e ricomincia immediatamente la sua operazione "contro".
Ma è possibile sfuggire alle leggi non scritte del mondo del BL? La domanda, ovviamente, è retorica.
La seconda serie è solo di pochissimo inferiore alla prima, probabilmente solo per il fatto che il ripetersi di un certo tipo di espressività, alla lunga, diventa un po’ stucchevole.
La storia, però, procede con nuove situazioni, il cerchio si richiude là dove si era aperto… O forse no?
Dopo aver abbondantemente sghignazzato per tutta la durata del drama, aiutata dal fatto di essere una fruitrice di contenuti BL convinta e di lunga data, aspetto con ansia la terza serie, che sarebbe prevista intorno alla primavera 2024.
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Your Name Engraved Herein
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Film impegnativo, non per gli amanti dell'intrattenimento
Un film, questo, che non è per tutti. Certo non per chi cerca una BL facile e spensierata.A dire il vero, qui non parlerei nemmeno di BL. Se vediamo tre piani diversi, quello individuale, quello di coppia, e quello relativo al contesto esterno, è proprio il piano intermedio ad essere meno rappresentato. Non c'è una storia di coppia, insomma.
Ci sono scene che, come passaggi fondamentali, portano passo dopo passo allo sviluppo dei due protagonisti e, di conseguenza, all'interazione tra di loro e col mondo esterno.
Ambientato subito dopo l'abolizione della legge marziale a Taiwan, in un momento sì di grandi cambiamenti, ma dove il tema dell'omosessualità è ancora visto come un problema e l'omofobia spopola.
Due giovani studenti s'incontrano e devono ciascuno venire a patti con sentimenti che non avevano messo in conto di provare. Jia Han è forse il personaggio più lineare e facile da leggere: viene travolto dalla presenza di Birdy come un tornado - inizialmente è proprio quest'ultimo che, complice un carattere impulsivo e volte un po' sopra le righe, promuove infatti momenti condivisi tra i due - e una volta compresi e accettati i propri sentimenti rimarrà sostanzialmente fedele ad essi. Il suo amore nei confronti di Birdy resisterà a tutto, alla convinzione di non essere corrisposto, alla mancanza di coraggio di Birdy nel fare insieme a lui quel passo così difficile.
Birdy è decisamente più criptico e tormentato: se il sentimento, possiamo supporre, è lo stesso, la reazione è ben diversa. Si rifugia nella negazione, situazione che sicuramente fa soffrire Jia Han ma che deve essere devastante in primis per lui, vittima di un conflitto interno che cerca di soffocare ma che, di fatto, è sempre lì presente.
La scena nella doccia - banale se letta solo sotto il punto di vista fisico - rappresenta il momento in cui i nodi vengono al pettine. Birdy si ritrova messo a nudo - ovviamente non non mi riferisco alla mancanza di vestiti - e incapace di negare ancora una volta i propri sentimenti. Se Jia Han lo costringe a un'ammissione non verbale, lo stesso Birdy, subito dopo, compie un atto sincero, il bacio da parte sua a Jia Han, quasi unidirezionale, a sottolineare come gli argini appena rotti abbiano permesso a Birdy una manifestazione veramente sua e veramente onesta. C'è quindi un'ammissione, un atto liberatorio, e dunque le scuse. C'è la verità assoluta, in quella scena. Verità che però torna a trovarsi in forte contrasto con la vita quotidiana: pur essendosi lasciato andare, pur avendo mostrato a Jia Han che il sentimento era ricambiato, Birdy non riesce a compiere la scelta di stare al suo fianco. Non potendo però più nemmeno negare, l'allontanamento diventa la sua unica opzione (la scena sulla spiaggia stempererà un addio altrimenti troppo tragico, sottolineerà il difficile bivio tra ciò che si vuole e i limiti che non si riesce a superare).
!!!SPOLER!!!
Il finale non lo definirei un happy ending, ma nemmeno un finale triste o propriamente aperto. E' una conclusione doverosa, che da senso al tutto. Non può essere un lieto fine, perchè anche se si sono incontrati nuovamente sono comunque passati 30 anni ed è evidente che la vita che avrebbero voluto/potuto rimarrà un mero desiderio. Di fatto, la loro vita è comunque trascorsa, impossibile riavvolgerla. L'ammissione di Birdy, però, è davvero importante, poichè al di là del risultato da un senso a tutto quanto è stato. Cosa può esserci dopo questo finale non è ben chiaro, forse un avvicinamento, forse qualcosa di più, non credo sia importante. Tra i due, Jia Han è rimasto fedele a sè stesso e ai propri sentimenti, indipendentemente dagli eventi. Più triste forse la situazione di Birdy, che ai tempi della loro frequentazione prima ha negato e poi non è comunque riuscito a trovare la forza di seguire i suoi sentimenti, per poi vivere una vita di facciata che non poteva che - alla lunga - andare a rotoli.
Oltre alla vita di coppia che tra i due non c'è stata, ha anche il rimpianto di averci messo una vita a venire davvero a patti con sè stesso (aver mostrato in adolescenza i suoi sentimenti piuttosto che la telefonata fatta l'anno successivo, sono più momenti di cedimento isolati, che non può negare ma ai quali reagisce proseguendo comunque sulla strada che aveva scelto)
!!!FINE SPOILER!!!
Concludendo, un film impegnativo, che ha una sola chiave di lettura: non è una storia che può essere apprezzata superficialmente e che nasconde però significati più profondi. C'è solo la seconda parte, occorre essere disposti a fermarsi, capirla, in certi passaggi pure a rivederla, per comprenderla veramente. Non c'è intrattenimento, se è quello che si va cercando, anche in minima parte, il risultato non può essere che deludente.
Ma resta un prodotto davvero di spessore, credo poco appetibile ai più, ma innegabilmente valido.
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Pochi conflitti per una storia molto convincente
Questo drama è stato per me una piacevole sorpresa. Della bravura di Dilraba non dubitavo perché l'avevo già vista diverse volte in precedenza, ma non mi aspettavo che Yang Yang, oltre che bello da paura, fosse anche così bravo. E devo anche riconoscere che praticamente la totalità degli attori e personaggi di spalla e di contorno ha fatto un lavoro egregio. Molti personaggi tra cui sicuramente i principali hanno conosciuto una piacevole evoluzione, ed è stato veramente gradevole vedere il procedere della relazione fra i due protagonisti. Entrambi sono stati caratterizzati come persone molto verosimili, con pregi e difetti. Reali. Grandi assenti le lunghissime incomprensioni tanto care ai drama, che dividono i protagonisti per decenni... Qui, dopo un inizio un po' burrascoso, le cose filano lisce. Con nostro grande piacere.Per quanto riguarda la storia, non si può dire che abbia conosciuto uno svolgimento particolarmente aggressivo. Le conflittualità sono state obiettivamente poche, eppure ciò non ha minimamente inficiato il valore dell'intrattenimento di questa serie. L'unico appunto che forse si può fare è il fatto che nelle prime puntate l'attenzione si focalizzi tutta su un videogioco, mentre nel prosieguo questo aspetto viene praticamente a sparire. La seconda parte infatti è molto più dedicata all'impresa aerospaziale, forse un po' troppo, perché la carriera di Dilraba, che pure prosegue, passa un poo' in secondo piano.
E qui veniamo a quella che è forse un po' la nota dolente di questa serie: la grandeur dell'autocompiacimento cinese per le proprie imprese. Ma, dico io, basta guardare un film americano per incappare in autocompiacimenti di livello anche superiore, che francamente hanno stufato da mo'.
Più che altro, si ha l'impressione che questo drama, che utilizza attori già adulti e che sembra rivolgersi a un pubblico non prettamente di ragazzine, voglia affrontare il discorso delle convenzioni sociali e dell'importanza che ha per il grande paese lo spirito di sacrificio di coloro che lavorano nei campi scientifici.
Ma il mio pensiero è: se è così importante avere degli scienziati, degli ingegneri aerospaziali così bravi e preparati, perché non pagarli un po' di più in modo che non siano costretti ad abbandonare la professione per cercare uno stipendio più dignitoso per la famiglia? D'accordo lo spirito di sacrificio, ma il merito andrebbe ricompensato.
Detto questo, occorre rilevare come ci siano state diverse scene piuttosto... diciamo accattivanti, con baci bollenti e conversazioni suggestive che hanno reso diverse puntate abbastanza birichine, molto più di come siamo abituati guardando le opere cinesi. Bisogna riconoscere che Yang Yang sa come baciare davanti alla macchina da presa e i suoi sguardi e le sue espressioni sono materia per sogni bagnati. Non so se sia doppiato, ma se questa è la sua voce, tanta roba. Sarà che ho visto questa serie d'estate, ma per certe scene ci vuole un ventaglio. O un ventilatore. E un ghiacciolo. La chimica fra questi due è esplosiva, sono di una naturalezza incredibile, sembrano fatti l'uno per l'altra. Non c'è possibilità di elementi di disturbo né per lui né per lei: i vecchi amori di entrambi non hanno mai avuto alcuna possibilità e infatti sono spariti ben presto, rimessi a posto con poche secche parole.
Anche le musiche sono state molto gradevoli, ci sono stati dei pezzi strumentali molto piacevoli e molto ben utilizzati nei momenti in cui servivano, e anche le canzoni opening ending e insert si sono lasciate ascoltare molto volentieri.
In sunto, un dramma molto piacevole che, proprio perché prodotto di intrattenimento così lineare, gentile e simpatico, a mio parere regge benissimo una seconda visione, anche solo per vedere l'interazione di questi due, così teneri.
Non aspettatevi colpi di scena e scintille ad ogni episodio, perché le scintille di questo drama le fanno i due protagonisti che, già da soli, riescono a rendere questo lavoro indimenticabile. Aggiungiamoci tutto il contorno, che è fatto molto bene, e abbiamo un drama assolutamente da non perdere.
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its so beautiful
is so good and have very suspance scene is good auiabihwihwihihwjbs wjpojsohs suoi SK si k Ek bene jej j is j di di kd j di k j di di ke j j di ricerca k Ek e JJ Ek Ek eijeibeibeibbiineoneojibeibeoneibibeoneibeibibubeibeuvubeibeijibibeuviheuveineubeeeupveupvepyveepyveepyvewoycwyvppyveeeypvhvoeeeehpvehpvhvwpwwohcwhcowohwwoyvoyvwwowhowhovphvehovouveouvehve wwovwcoywcoywwycowyocwwoyxwyoxwyoxy2ox2xyo2oyx2cyo2yoxcywoowycoycwoycwwwoycoycwwyocwxywowyoxoycwyocwwwwyocywyocwyocwcyowyocwwqyocwcyoocywwemQuesta recensione ti è stata utile?
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OH GUARDA SONO APPENA DIVENTATO PAPà!
Il drama è stato molto carino. Ok io sono un pò di parte perchè Yamada Yuki - che qui interpreta Kyohei - è uno dei miei attori preferiti e “forse” sono poco obbiettiva.La serie ha solo 10 episodi da 20 minuti circa l’uno, e scorre che è una meraviglia: perfetto da vedersi la sera prima di andare a letto se si è in cerca di qualcosa di leggero, divertente ma con significati profondi.
Ci sono scene che fanno morire dalle risate, altre che ti inteneriscono... altre che ti fanno infuriare ed altre dove sei dispiaciuto per cosa sta accadendo su schermo. Lo spettatore partecipa attivamente all’evoluzione dei ragazzi e all’impatto che il bambino ha nelle loro vite.
La storia infatti o meglio il bambino arrivato dal nulla è un modo perchè i tre personaggi esprimano la propria personalità o la loro infanzia e, apparte Takeru che mi ha annoiato, gli altri due sono stati ben caratterizzati e alla fine sono risultati adorabili.
Per farti capire che la trama non è il punto focale - i personaggi lo sono - ogni puntata a delle mini interviste meno di un minuto dove i characters parlano degli avvenimenti che sono successi e cosa hanno provato oppure delle loro sensazioni per un determinato avvenimento. è una cosa carina per farti conoscere ancora di più il personaggi. La serie parla di amore, maturità, senso di responsabilità ma anche di perdono e accettazione: essere genitori è difficoltoso e credo che questa serie rappresenti bene le gioie ed i dolori che derivano dall’essere papà/mamma.
Anche se non ho pianto, Sannin No Papa è riuscito con pochi episodi ad intenerirmi, trasmettermi il suo messaggio e farmi empatizzare con tutti i personaggi.
Buone le musiche e anche la recitazione è stata convincente, con alcune interpretazioni un pò esagerate ma che ormai reputo tipiche nelle opere giapponesi.
Voto: 7.8
SPOILER A STECCA
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Nonostante abbia voluto vedere questo drama per Yamada Yuki, alla fine ho dato il mio cuore allo stilista tutto panna e fragole Hajime: lui è quello più in difficoltà dall’arrivo del bambino poichè pensa di non essere capace di amare.
Il padre che lo picchiava ha instaurato in lui un trauma così grande che non è nemmeno capace di prendere in braccio l’ipotetico figlio. Solo il terrore che Haruto - nome del baby - si sia fatto male, spinge il ragazzo ad abbracciare il neonato, iniziando così una relazione affettiva adorabile.
Vederli disegnare insieme è una gioia per gli occhi.
Kyohei invece è quello più organizzato con il bambino. Cresciuto in una famiglia agiata e amorevole, riesce a mantenere il sangue freddo ed ad espletare alle esigenze di Haruto molto velocemente.
Purtroppo è anche un gran traditore che mente alla sua promessa sposa sull’ipotetico figlio, venendo scaricato una volta scoperto. Pensando che i soldi e la promozione sia la cosa più importante della sua vita, l’arrivo di Haruto e la perdita della fidanzata lo costringono a rivisitare i suoi principi per essere un uomo e un ipotetico padre migliore.
Durante la serie si assiste alla sua evoluzione e senso di responsabilità riuscendo a riconquistare anche la fidanzata.
è lui ad insistere per i test del DNA: con il suo trasferimento a Los Angeles intende portare Haruto con lui nel caso fosse il padre. Ed è sempre lui a tirare fuori la tematica della serie: va bene per un bambino avere 3 papà e nessuna mamma? basta l’affetto e l’amore di tre persone?
Takuto - che è il primo ad accettare Haruto e a volersene occupare - risponde che ormai loro tre e il bambino hanno creato una famiglia, anche senza legami di sangue.
Ma in realtà i tre ragazzi riflettono a lungo sulla questione quando ritorna in scena la madre di Haruto intenzionata a portarsi via il bambino: dopo un anno PERCHè PER QUESTA TIZIA “UN Pò DI TEMPO” VUOLE DIRE UN ANNO il bambino non riconosce più sua madre e viene così affrontato il tema della maternità. Forse è meglio lasciare il bambino ai ragazzi che se ne sono occupati così bene visto che come madre non sono brava?
Ed infine c’è Takuto che come personaggio è quello che mi è piaciuto di meno. Mi è sembrato tantissimo lo stereotipo del ragazzo goffo ma di buon cuore, onesto e sempre sorridente che ho trovato in altri settordici drama e che alla lunga mi annoiano.
Infine due parole sul finale: ero davvero curiosa di sapere come sarebbero usciti dall’ impasse, ossia se tenersi il bambino, ridarlo alla madre, fare il test, portare Haruto a Los Angeles... e devo ammettere che mi ha piacevolmente colpita essendo forse la cosa migliore che potessero fare.
Mi è inoltre piaciuto come Haruto alla fine sia cresciuto come un mixer tra i suoi tre papà e come i tre ragazzi che NON VOLEVANO occuparsi di questo bambino alla fine hanno fatto il diavolo a quattro per lui. #adorabili
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visto solo per vedere Lee Jong-suk in veste diversa
Sapevo già che non mi avrebbe fatto impazzire ma volevo anche vedere Lee Jong-suk in un ruolo diverso dal romantico e dolce che avevo visto in altri suoi drama.Sicuramente il film per chi ama i genere crime sarà anche bello,io l'ho trovato quasi spaventoso.Sangue a non finire e scene forti.Il protagonista uno psicopatico e Lee anche così è stato bravo però non fa per me.
Sulla carta storia intrigante e ben recitata, comunque meglio la parte del poliziotto che quella del protagonista.Ho faticato a finirlo nonostante il protagonista.
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Un bel film!
Un film bello emozionante e divertente nonostante tutto.Un film che racconta la vita spensierata che si ha da giovanni,da ragazzi che però a volte ci mette alla prova e per questi ragazzi la prova è tosta. Un amore adolescenziale mai confessato.un legame di amicizia che solo a quel età si crea.
Preparate i fazzoletti perché farà versare le lacrime anche ai più stoici ma soprattutto emozionante e commovente l'amicizia.
Per una serata emozionante ma anche divertente consiglio vivamente la visione.
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Twenty Five Twenty One
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Ottimo melodramma, un pò troppo lungo.
Visto con audio italiano su netflix ( buon audio ).E' drama tipo Reply se l'avete già visto, ma personalmente migliore, più simpatico ed emozionante.
I tag sono giusti, è un melodramma nostalgico ( la storia passata raccontata è per lo più ambientata tra 1998-2001 ), su amicizie giovanili, sport, problemi di vita, primi amori, il tutto in contrasto alla vita e mondo del lavoro. Bella musiche. Scorre bene, ma è troppo lungo, 16 puntate da 70 minuti circa, ultime 2 da 90 minuti. Preferisco la prima parte, più allegra ed emozionante. Arrivate alle ultime 5 puntate le cose si fanno più intense, problematiche, melodrammatiche ( non eccessivamente ). Bravi tutti i protagonisti, soprattutto le 2 schermitrici. Si è spinti ad andare avanti e vedere la fine per vedere e capire come erano andate le cose nel passato. La trama può piacere o meno, certo che la scelta del protagonista è dura da digerire, per un italiano nel 2026. Sono immerso nei kdrama da 2 anni, sono abituato al loro modo di comportarsi. Non so a fine anni 90 come andavano le cose. Non spoilero nulla: Dico solo che quel mondo del giornalismo di cronaca, mi sembra spinto all'estremo, con lavoro 24/24ore senza vita sociale....la scelta del protagonista mi sembra forzata, oggi, io e penso quasi tutti, farei scelta ben diversa.
Comunque da vedere.
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storia surreale ma divertente.
Ho deciso di vedere tutta la serie di questi drama e dopo il primo è toccato a questo,che come già sapevo non c'entra niente sono tutte storie separate ma che comunque ho deciso di vedere.Questa è una storia piuttosto surreale, un fantasy, un esperimento medico che fa diventare super umano più o meno uno sfigato che però è più carino da sfigato.La storia romantica c'è ed è pure bella ma prevale la vena comica del drama. Ho temuto per il finale ma alla fine l'amore vince e va tutto bene.
Diciamo una storia carina ma nulla di speciale.
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Una piccola opera d’arte incompresa e sottovalutata
Mi dispiace vedere tante recensioni negative, io ho trovato questo drama davvero sublime. La fotografia è raffinata e ricercata, accompagnata da inquadrature poetiche, in cui emozioni e sentimenti non solo si percepiscono ma addirittura si “vedono” attraverso ogni gesto, perfino dentro a ogni respiro. La delicata colonna sonora lascia spazio a momenti di silenzio davvero intensi, valorizzando l’emotività dei protagonisti.
Capisco quanto possa disturbare la tossicità dei rapporti che lega i personaggi, non è certo un tema nuovo, ma qui viene trattato in modo maturo e mai volgare, mostrando la consapevolezza e il bisogno di lavorare sulla propria autostima e di impegnarsi nella propria crescita personale per uscire dalla trappola di una situazione distruttiva. Leggendo tra i commenti, mi rendo conto che il finale non è stato capito del tutto, forse perché non lo vediamo alla fine dell’ultimo episodio ma si costruisce man mano nell’intro degli ultimi quattro episodi: il passaggio a livello e il treno che passa, dividendo i protagonisti, sono una metafora della realizzazione dei loro diversi percorsi di vita, che si riuniscono nell’intro del 9 (gli sguardi e un sorriso appena accennato promettono un nuovo inizio dopo gli anni di separazione che li hanno resi più maturi e pronti per stare finalmente insieme).
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Lovers of the Red Sky
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Negli ultimi 5 episodi la trama è una minestra lunga che finisce per annoiare.
Durante la dinastia Joseon (1392-1910), una giovane donna di nome Hong Chun Gi (Kim Yoo Jung) fa la pittrice, una vera rarità nella Corea Joseon, dove i valori confuciani impongono che tali attività siano inappropriate per una donna.È nata cieca, ma in qualche modo è riuscita a riacquistare il senso della vista ed ora è stata accettata alla più prestigiosa università d'arte del paese.
Un giorno incontra Ha Ram (Ahn Hyo Seop), un astrologo il cui destino è l'opposto del suo: sebbene sia nato vedente, ha perso la vista in un incidente d'infanzia. Ciononostante, è anche in possesso di un talento sorprendente: nonostante il fatto che sia cieco, può leggere il futuro seguendo il movimento del cielo la notte.
I personaggi principali di sono bravi e il cast indovinato. Anche lo spunto, una fiaba fantastica con la lotta tra il bene e il male, è Ok. La storia d'amore, con happy end finale, dopo un po' risulta insulsa e noiosetta.
Mi spiace perché l'attrice principale è veramente carismatica, ma alla fine tutta la serie dice pochino.
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