Deluso
L'ho guardato per rivedere Shin Min Ah, ma ha una parte secondaria. L'ho finito solo perchè breve. Un intreccio di storie incastrate tra loro da un destino. Audio italiano su netflix. Un poliziesco thriller drammatico che non mi ha mai catturato, ed ho finito di vedere nei momenti in cucina. C'è poco da fare, se la trama non cattura. E in questo caso, non ti entrano neanche i vari protagonisti, visto che è un kdrama un pò diverso, più breve, intrecciato di storie. Se volete poliziesco/thriller, c'è di molto meglio.Questa recensione ti è stata utile?
Film d'azione - ma poco altro - dell'epoca d'oro di Ji Chang Wook
L'azione, in Fabricated City, indubbiamente non manca. Con elementi presi in prestito dal thriller e dal poliziesco, le scene movimentate di inseguimenti, combattimenti, fughe e peripezie varie la fanno da padrone.Il protagonista, Kwon Yoo, è un giovane ex atleta nazionale di Taekwondo che passa le giornate a giocare negli internet café insieme a un gruppo di amici virtuali. Accusato ingiustamente di un efferato crimine, si ritroverà catapultato in un carcere di massima sicurezza e subirà abusi e angherie di ogni genere, prima di riuscire ad evadere e a mettersi sulle tracce di chi l'ha incastrato. In suo aiuto accorreranno la squadra di amici, che da virtuali si paleseranno in carne ed ossa.
Pilastro portante dell'intero film è sicuramente Ji Chang Wook, che interpreta per l'appunto il protagonista. Siamo in quelli che io definisco i suoi "anni d'oro", ai tempi dei drama che più lo hanno reso famoso ("The K2" piuttosto che "Healer"). Tutte produzioni ad alto tasso d'azione e dove la sua figura di eroe coraggioso e agile nei combattimenti - con tanto di scene acrobatiche girate spesso senza controfigura – non poteva onestamente non affascinare. A differenza dei due drama citati, Fabricated City mostra tinte violente più forti ma non prevede però alcun romance. A dire il vero, tolte le scene d’azione, non prevede in realtà molto altro. Non c’è una storia a monte dei personaggi e nemmeno una profonda introspezione degli stessi. Ci sono dei colpevoli, più o meno insospettabili, ma la stessa ingiustizia subita da Kwon Yoo è di fatto praticamente casuale, quindi priva di un significato o collegamento più sensato o complesso. Con queste premesse, l’unico obiettivo che il film si può porre è quello di smascherare e fermare il cattivo e riabilitare il nome del giovane protagonista.
Diversi gli scivoloni presenti, dalla tecnologia esageratamente all’avanguardia a passaggi non propriamente coerenti (il rifugio della giovane viene utilizzato anche dopo il rinvenimento del localizzatore, Kwon Yoo passa giornate a prenderle di santa ragione in carcere prima di decidersi a rispolverare due mosse di Taekwondo per rimettere i detenuti cattivi al loro posto), fino a forzature davvero un po’ poco credibili (la ragazza sociopatica che si porta a casa l’amico virtuale ma che è a tutti gli effetti poco più di uno sconosciuto accusato di stupro e omicidio proprio non regge, così come il fatto che il giocare in squadra completando missioni tra combattimenti e sparatorie non presuppone il possesso di capacità simili anche nella vita reale, mentre il nostro Comandante sembra diventare magicamente un esperto anche nel mondo vero e proprio).
A tutto ciò si aggiungono dettagli un po’ lasciati al caso (perché l’avvocato abbia mezza faccia annerita e un occhio menomato rimarrà per me per sempre un mistero).
Tra i primissimi attori che mi hanno fatto amare i drama asiatici, Ji Chang Wook in questo film gioca sicuramente in casa, poiché veste i panni del personaggio che indubbiamente gli viene meglio (la sua comprensibile scelta di interrompere poi il filone degli action-drama, proprio per non restare legato a un solo genere, non l’ha purtroppo premiato, già che fatta eccezione per il successivo “Suspicious Partner” devo dire che grandi serie con grandi prove di versatilità non ce ne sono state). Pare però che Fabricated City sarà a breve oggetto di un remake, stavolta un drama, dove nei panni del protagonista ritroveremo proprio Ji Chang Wook, non so se agile come un tempo ma sicuramente esteticamente un po’ cambiato (a quasi una decade di distanza il fascino giovanile si è perso ma non è stato purtroppo sostituito da un fascino più maturo, complice forse anche il ricorso a qualche intervento plastico di troppo).
Un film adatto agli amanti del genere d’azione e/o ai fan che non disdegnano un tuffo nostalgico nel passato dell’apprezzatissimo Wookie.
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The Glory Season 2
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Buon dramma noir, stagione 1+2
Visto con audio italiano su netflix. Qui diviso in 2 stagioni, ma in pratica è una stagione da 16 puntate.Drama noir un pò cupo, ma bello e vendicativo. L'inizio è un pò duro, con le violenze subite, più godibile la parte della lunga vendetta.
Forte un pò troppo articolata e professionale la vendetta architettata per una persona normale, ma ci può stare. Sorge la domanda: senza gli aiuti esterni non previsti, ci sarebbe riuscita?
Comunque godibile se amate il genere thriller noir drammatico, con qualche buon sentimento.
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non il classico bl, ma serie molto bella
serie liceale davvero molto bella e ben fatta. Produzione di qualità, attori in parte e tutti bellissimi. In particolare sono rimasto colpito dall'attore che interpreta Seung Won perchè ha degli occhi davvero incantevoli.Ci sono riflessioni sulle prime cotte, sull'amore, ma anche sull'amicizia, sulla determinazione nel perseguire i propri obiettivi. Le situazioni ispirano tenerezza per i protagonisti e il tono non è mai eccessivo. C'è anche qualche accenno a problematiche più mature, tramite le sorelle di Hui Su e i genitori di Seung Won.
Ho letto molte recensioni negative dovute al fatto che la coppia etero ha tantissimo spazio a discapito della coppia bl, e questo è vero: soprattutto negli ultimi episodi ho avvertito anch'io il desiderio di riservare maggiore spazio alla coppia bl. Addirittura ho letto recensioni che parlavano di straight-washing. Non credo che sia questo il caso, perchè comunque la coppia bl è ben presente è il protagonista rimane sempre Hui Su, perchè vediamo tutto tramite il suo personaggio. Inoltre credo che raccontare la storia in questo modo, ovvero ambientata nel mondo reale, dia una maggiore profondità, sia alle varie vicende, sia al personaggio stesso di Hui Su. Io non conosco il webtoon da cui è tratta la serie, ma da quello che ho letto da altre recensioni sembrerebbe un bl di tipo più classico, in cui ci sono 2 coppie bl e nessuna coppia etero. Ovviamente non c'è nulla di male in questo, se siamo qui a commentare serie bl è perchè ci piace tanto anche questo tipo di approccio "favolistico". Molte serie bl sono delle favole ambientate in una realtà parallela in cui tutti sono gay o bi, in cui vediamo rappresentate tante coppie bl, in cui le ragazze sono o il terzo incomodo o non hanno altro scopo nella vita che intercedere per far formare coppie bl. In questa realtà parallela il problema per un ragazzo che si vuole dichiarare ad un altro ragazzo è solo la timidezza, ma nel mondo reale, e anche in questa serie, oltre alla timidezza, c'è il problema legato al fatto che si è consapevoli di essere una minoranza, che c'è una altissima probabilità che l'altra persona non sia gay, e che ci potrebbe essere anche una reazione poco piacevole ad una dichiarazione di questo tipo. Ho apprezzato molto la presenza di questa tematica. Ho apprezzato molto anche come è stato messo in scena il coming out con la sorella, in maniera molto naturale, e che Hui Su abbia confessato a Chan Yeong che aveva una cotta per lui. Credo che siamo di fronte a tutto il contrario dello straight-washing perchè ambientare la serie in un contesto più realistico in cui ci sono varietà di situazioni dà maggiore spessore sia a queste scene, sia alle scene in cui Hui Su riflette sul proprio approccio all'amore e all'amicizia.
La tematica della cotta segreta per il proprio migliore amico etero, o comunque per un compagno di scuola etero, è un qualcosa che colpisce a fondo, perchè fa parte del vissuto penso di molti gay, così come del mio, e si tratta di un vero e consapevole amore impossibile, la cotta per l'amico -etero- del liceo, con il quale si continua a rimanere amici, accontentandosi della semplice gioia di stargli comunque vicino, come amico.
Non mancano scene molto belle tra Hui Su e Seung Won, in particolare nell'ultimo episodio quando finalmemte Hui Su realizza che anche Seung Won è interessato a lui e si lascia andare ad un pianto liberatorio, prontamente abbracciato da Seung Won, e poi la scena di loro due seduti vicini sotto al cielo stellato, e ancora loro due che vanno a scuola assieme tenendosi per mano sull'autobus. Molto bella anche la scena di qualche episodio prima in cui Seung Won guarda entusiasta le stelle cadenti e poi si gira verso Hui Su, che invece sta guardando lui.
Per quanto riguarda alcuni difetti della serie: alcune incomprensioni sono tirate un po' troppo per le lunghe; Chan Yeong e Ji Yu hanno effettivamente più screentime di quanto avrei preferito. In generale comunque la serie mi è piaciuta tantissimo.
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Ni Hao Huo Yan Lan
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Serie senza spina dorsale che non merita il tempo della visione
Brutta, bruttissima fotocopia di altri drama cinesi che propongono un romance ambientato tra squadre mediche-di salvataggio-vigili del fuoco et simili. Già le altre che mi vengono in mente non sono fiori all'occhiello, nessuna produzione veramente meritevole, ma questa la si poteva benissimo evitare del tutto. Il romance non ha carattere, il contesto degli interventi della squadra antincendio e degli operatori medici non ha carattere, i protagonisti non hanno carattere. E' una cosa buttata lì, senza spina dorsale, incapace di muovere anche solo il minimo passo. Da dimenticare/evitare.Questa recensione ti è stata utile?
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Sei felice Tae Joo?
E' molto difficile fare un commento per questo eccellente drama, senza rischiare di fare spoiler. Evitate le ultime righe.Nel 2018 il tenente di polizia Han Tae Joo, a causa di un grave incidente in servizio è in coma, fin dalla prima puntata. Il resto del drama, con una suspence tesa e continua fino all'ultima puntata è il suo tentativo di capire se l'altra vita, quella che sta vivendo nel 1988, nel quale si svolge quasi tutta la storia, sia sogno, realtà, malattia mentale o altro. Misteriose voci lo richiamano di continuo al presente e la sua razionalità viene messa a dura prova.
Nel 1988 si ritrova a lavorare in una stazione di polizia vecchia maniera. Qui la sua estrema rigidità caratteriale e la rigorosa scientificità della sua professionalità ultramoderna (è uomo del R.I.S.) vengono costantemente sfidate dalle approssimazioni procedurali e dalle violenze anche fisiche di una squadra di polizia che è appena uscita, insieme al paese, da una dittatura. Nè può in alcun modo pensare di condividere con i nuovi compagni il suo 'viaggio a ritroso'.
Col passare del tempo il protagonista ha una crescita lenta ma irreversibile verso una difficile serenità e una apertura e disponibilità umane verso gli altri. L'estrema alterità rispetto al mondo esterno che ha caratterizzato la sua esistenza in entrambi i mondi si stempera piano piano in un credibile processo di umanizzazione. In questo lo aiuta la 'squadra' e il lavoro quotidiano di investigazione, in un avvicinamento reciproco, lungo e non senza forti asperità e conflitti.
Jung Kyun Ho è eccezionale nella costruzione di questo percorso esistenziale. Ogni posa, ogni sguardo, ogni piega della bocca si modificano ad ogni nuovo dolore, ad ogni successo, ad ogni mano tesa. E il peso della solitudine cessa man mano di essere un fardello insopportabile. Una interpretazione magistrale.
Ma è tutta la squadra a fare corpo e a costruire, nel tempo, una solida amicizia nel quotidiano lavoro di tenere a bada la criminalità della cittadina. I quattro poliziotti del 1988 (l'ispettore, i due agenti uomini e l'agente donna) offrono una recitazione di alta classe grazie anche alla solidità della sceneggiatura.
Ed è proprio il cameratismo che si cementa tra i protagonisti a reggere la leggerezza scanzonata e lo humor che pervadono molta parte della vicenda.
Da spettatore si può aggiungere che non solo non c'è un momento di noia ma c'è grande tensione per tutte le puntate. Il tentativo di comprendere, insieme al tenente Han, quale sia la 'realtà' che il protagonista sta vivendo e i possibili sviluppi che lo aspettano tiene incollati alla storia senza un momento di tregua. Il romanticismo è appena accennato ma con una grazia e una delicatezza inconsuete.
Ma alla fine bisogna uscirne e a metà della sedicesima puntata (altro plauso alla sceneggiatura che tiene proprio fino all'ultimo) c'è la svolta definitiva.
Ho letto commenti delusi e amareggiati da una scelta narrativa che può lasciare molte domande irrisolte.
Ma a me, nonostante l'evidente difetto logico, è piaciuta molto anche la fine: un tenente Han, irriconoscibile rispetto all'inizio del drama...
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Tae Joo è, finalmente, felice. E io sono molto contenta per lui.
Colonna sonora notevole e alta valutazione per ulteriore visione . (novembre 2025)
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Bokura no Micro na Shuumatsu
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Amore impossibile ma inevitabile
Iniziato per caso, mi ha travolto.La storia di un amore sbagliato, ma che è l'unico possibile.
La tensione è tutta negli occhi e nella gola, la voce che trema, lo sguardo che brucia.
Ritmi lenti, recitazione minimalista, estetica curata.
Poesia, come la sanno fare bene i giapponesi.
C'è qualche buco di trama, ma glielo si perdona, perché la tensione emotiva è struggente.
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Bride of the Century
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Il cast...il personaggio principale lo avevo già visto e mi piaceva già molto,percui è stato un piacere vederlo anche qua.il resto del cast ottimo.Fotografia molto bella.E ‘ il drama perfetto per spazzare via la tristezza ????
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Bei Wo Nong Diu Liang Ci De Wang Jin Jin
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Romance dai richiami gotici e un omaggio - pur con poche risorse - ad Allan Poe
L'idea alla base del film è sicuramente particolare, un romance che richiama sfumature gotiche in un omaggio all'intramontabile Edgar Allan Poe.Cosa mi è piaciuto del film:
- il fatto che i due protagonisti siano - appunto - appassionati lettori dei racconti di Allan Poe e che ne abbiano tratto spunto, lui nel disegno, lei nella scrittura.
- il tema della retinite pigmentosa, malattia congenita di cui molti ancora oggi ignorano l'esistenza e che con una diminuzione inesorabile e progressiva del campo visivo condanna nella maggior parte dei casi a una cecità totale.
- il non aver tergiversato a lungo sulla formazione della coppia, preferendo dedicare la maggior parte del tempo a mostrare come il rapporto tra i due venga messo alla prova dalle difficoltà quotidiane, con tutto il carico di insicurezza e responsabilità che comporta e dove una forte forza di volontà è strumento necessario per giungere all'epilogo.
- la caratterizzazione estetica della protagonista, una fantastica dark girl con tanto di outfit prevalentemente nero, smalto scuro, e un formidabile taglio a caschetto a frangia corta con tanto di forcina in stile gotico. Anche per quanto riguarda la recitazione, Zhang Jing Yi si dimostra ancora una volta un'attrice di talento (in questo film la prova migliore è indubbiamente la sua, mentre quella del protagonista maschile direi senza infamia e senza lode).
Cosa non ha funzionato:
- zero sviluppo dei personaggi secondari
- in generale, un approccio un po' "povero" in termini di regia, sceneggiatura, scenografia, fotografia e budget. Il film è l'adattamento di un romanzo, una storia con un grande potenziale per una trasposizione cinematografica, ma che è finita nelle mani di una produzione con tanta buona volontà ma risorse limitate.
Non è quindi un film che affascina per la qualità, ma sicuramente stupisce per la sua particolarità.
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Cherry Blossoms After Winter
1 persone hanno trovato utile questa recensione
BL romantico dolce e leggero!
Drama boy loves molto carino,leggero dolce e sentimentale.Parla di un primo amore con una dolcezza inimmaginabile e loro due sono tremendamente belli.
Per me che sono alle prime visioni di bl è stato un bellissimo drama ho apprezzato la dolcezza con il quale viene affrontato un primo approccio tra due giovanni ragazzi.Molto belli i loro momenti di tenerezza e i baci sono di una dolcezza unica.Attori protagonisti belli e bravi e pure i ruoli di supporto mi sono piaciuti sopratutto la madre.
Una piacevole scoperta questo bl e una piacevole visione, per me merita di essere visto poi sono solo otto puntate di circa 25minuti,scorre veloce che nemmeno te ne accorgi che è già finito.
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Uno dei più strani casi di found family
Allora, parto col dire che le recensioni che ho visto mi terrorizzavano, sembrava la cosa più oscena comparsa sulla terra e invece devo dire che ho visto di molto pregio, anche di meglio, ma sicuramente non è il prodotto peggiore che io abbia visto, anzi ripeto. Allora, parto col dire che io non sono fan delle storie di mafia, quindi usare quel mondo per una serie, non ne sono fan. Questo. Poi ritengo che la storia in sé sia un po’ deboluccia, ma i personaggi sono piacevoli, gli attoria hanno chimica e le musiche carine. Quindi pur capendo che non è la perfezione più assoluta è comunque una serie piacevole e secondo me un’introduzione al “dark Romance” migliore di serie come Kinn e Porsche dove forse il tutto è trattato in maniera troppo pesante.Questa recensione ti è stata utile?
Hen Jun Bu Si Jiang Lou Yue
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Una montagna russa di sentimenti
Ho appena concluso la visione di questo drama fantastico. E' la prima volta che vedo un drama ambientato ai tempi dei signori della guerra e non mi aspettavo un ambiente così violento (sempre nel limite del "violento" in un drama cinese). Come qualcuno ha già scritto l'ambientazione ed i costumi sono fedelissimi all'epoca, e devo dire che sono splendidamente eleganti, e non credo apparirebbero troppo fuori luogo nemmeno oggi.Sicuramente le emozioni che si provano guardando questo drama sono tante e contrastanti. I personaggi sono tutti ben disegnati e trovano tutti un loro sviluppo all'interno della storia, nessuno risulta essere banale o inutile, ognuno ha il suo scopo ben definito. Come ogni drama che si rispetti vi è una coppia principale ed una secondaria. La coppia principale formata dal poliziotto e dal medico, e quella secondaria formata da uno degli uomini più influenti della città ed un attore di teatro cinese. Due coppie favolose, di cui si intuiscono i sentimenti più sinceri e profondi, soprattutto nella seconda coppia. Poliziotto e medico sono legati da una profonda amicizia e interviene all'interno di questo rapporto Chu Ran, una giovane giornalista chiaramente innamorata di Yuelou (il poliziotto) ma che mai entrerà in competizione con Yuzhi (il medico). In realtà proprio questa presenza femminile lascerà sempre un po' in sospeso i sentimenti tra medico e poliziotto. Figura femminile che non interviene nella seconda coppia, rendendo più palese il legame.
Io ho amato Yuelou, ma ancor di più (e non vogliatemene) ho amato l'eleganza di Zhan Junbai (l'uomo influente) interpretato maestralmente da Chen Yucheng. In realtà questi due attori spiccano sugli altri per interpretazione e carisma. Attirano sicuramente su di loro l'interesse del pubblico.
Ciò che mi viene da dire a primo impatto sulla storia è che "Il conte di Montecristo" rispetto a questo drama sembra una storiella. In questo drama il concetto di vendetta è alla base di ogni singola storia, tutti devono vendicarsi di qualcuno, e le loro vite si intrecciano nelle vendette gli uni degli altri creando coalizioni e rompendone altre. Il tradimento chiaramente viaggia pari passo della vendetta. Il problema è che non mi è ben chiara la morale e come qualcuno ha suggerito in altri commenti bisognerebbe terminare il drama a circa 4 minuti dalla fine. Allora avrebbe un senso. Ma così non riesco proprio a capirlo.
Ciò nonostante rimane uno dei drama più belli che abbia mai visto!
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Serie avvincente, migliorabile nell'ultima parte
Serie avvincente, capace di catturare l'attenzione dello spettatore sin dai primissimi minuti. Tema d'avvio è la boxe, sport che caratterizza i due giovani protagonisti e grazie al quale fanno conoscenza. Un'amicizia pulita, come non mi capitava di vedere da molto tempo, che non viene stupidamente messa alla prova dal classico triangolo amoroso piuttosto che dall'invidia da "eterno secondo". E' un'amicizia leale, di crescita cooperativa, dove ciascuno dei due è spunto di miglioramento per l'altro e appoggio sicuro in caso di bisogno.Fin da subito subentra anche il tema predominante della serie, ovvero tra figure rilevanti del mondo dell'usura. Una piaga, quella degli strozzini, che viene trattata in maniera completa, affrontandola e valutandola da tutti i punti di vista. La lotta al clan potente e spregevole diventa perno centrale della serie e permette di radunare il gruppo delle figure principali: dalla parte dei buoni i già citati giovani protagonisti, ai quale si uniscono il vecchio presidente Choi, la nipote putativa, e i due "coltelli", un tempo al servizio di Choi e rimastigli fedelissimi. Dall'altra, il cattivo, anche lui ex fedelissimo di Choi, ma animato dall'avidità e dal desiderio di potere che l'aveva spinto a tradire il suo mentore e a diventare un pezzo grosso con agganci in tutti i settori, dalla magistratura alle forze dell'ordine alla politica.
La serie conta in totale 8 episodi da un'ora circa l'uno e per i primi sei è davvero splendida: via via che la resa dei conti entra nel vivo, emergono aspetti ed emozioni ad ampio spettro: la fiducia e fedeltà, l'affetto che va oltre il semplice legame di sangue, la riconoscenza e gratitudine, la già citata amicizia, la voglia di redimersi e riparare agli errori del passato, la brama di potere capace di annullare l'umanità di una persona, la determinazione a resistere, ad affrontare una volta per tutte - costi quel che costi - ciò che da tempo è rimasto in sospeso...
Tutto è ben dosato, ogni personaggio è rappresentativo di uno o più di questi aspetti. Ovviamente avevo messo in conto che la squadra dei buoni alla fine avrebbe trionfato ma non senza qualche importante perdita: il presidente Choi era di fatto destinato, forse anche uno dei coltelli. Il sesto episodio però si conclude in modo un po' troppo esagerato, spazzando via tutta la vecchia guardia e disperdendo per strada anche la giovane nipote, la cui relazione che andava evolvendosi con i due ragazzi aveva ancora molto da offrire. Invece si fa piazza pulita e si toglie di mezzo buona parte degli attori protagonisti, per avviare un settimo episodio che mostra anche un salto temporale non propriamente chiarissimo. La spiacevole sensazione è quella di quando a distanza di un po' di tempo viene fatto il sequel di una serie/film, ma dove gli attori principali, se non addirittura i personaggi, sono cambiati. Ho trovatoun po' incoerente l'idea che con un po' di allenamento i due giovani baldi siano in grado di fermare il nemico, lo stesso che con la vecchia squadra al completo non si era riusciti a fermare (e lì c'era la forza dell'esperienza del presidente Choi, oltre all'abilità e capacità dei due coltelli, certo non risultato di un allenamento di qualche settimana). Ma questa sembra voler essere la conclusione della serie, quindi fuori una giovane e avanti una sorta di misera sostituta, si ripescano due agganci con le giuste conoscenze perchè da soli in due non andrebbero da nessuna parte, e il gioco è fatto: il nemico viene finalmente sconfitto. La conclusione non è netta ma nemmeno troppo aperta: un finale che può terminare - un po' insipidamente - lì, oppure può lasciare uno spiraglio per l'aggancio di un sequel, come mi pare sia stato recentemente confermato. Di questa serie ho adorato praticamente i primi tre quarti: la virata degli ultimi due secondo me l'ha un po' rovinata, per cui non ho grandi aspettative verso l'ipotetica seconda stagione. Resta comunque una serie meritevole, con un cast davvero valido (tutti i tre giovani, Choi, i coltelli e persino il cattivo...attori che ho già conosciuto e apprezzato in altre serie).
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Fuyu no Nanka sa, Haru no Nanka ne
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Ciò che amore non è
Questa serie, disponibile su Netflix con il titolo "Sounds of Winter", è girata quasi con un impianto documentaristico, regalando momenti di grande introspezione, con un ritmo lento (a tratti soporifero), dialoghi lunghi e intensi, scene con ampio minutaggio, location urban e una fotografia fredda. I costumi sono minimal e, soprattutto nel caso della protagonista, semplici e oversize, quindi outfit privi di orpelli per non distrarre dal focus narrativo. La colonna sonora è caratterizzata dalle canzoni più in voga del J-Pop.Sicuramente la qualità della recitazione degli attori è eccellente, visto il forte realismo che permea le vicende dei personaggi.
Protagonista è una giovane scrittrice di nome Ayana, le cui frequenti delusioni sentimentali, raccontate in alcuni flashback che aprono la gran parte degli episodi, l'hanno resa incapace di amare davvero; intraprende, infatti, una relazione con un hair stylist, Yukio, incontrato casualmente in una lavanderia a gettoni ma, nel frattempo, lo tradisce con il signor Yamada e ha un'ambigua amicizia con Kotaro. Insomma, non è la classica eroina romantica. Si ripetono scene di vita quotidiana, in cui la vediamo mangiare e fumare o prendere appunti per i suoi romanzi.
La narrazione non è altro che uno sguardo sulla realtà contemporanea, fatta di rapporti affettivi "liquidi", dove la stabilità e l'esclusività si sono dissolte.
Il messaggio che trasmette è di una donna ferita, fragile, ma libera, che non vuole né essere etichettata né appartenere a qualcuno. Molto attuale.
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