Completo
The Sweet Blood
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 12, 2023
15 di 15 episodi visti
Completo 0
Generale 2.0
Storia 2.0
Acting/Cast 3.0
Musica 2.0
Valutazione del Rewatch 3.0

Insipid TV series. He could definitely do without it

The plot was outlined, but not deepened for the best, it had some big gaps, indeed it seems that whoever wrote the plot didn't try too hard, in fact to plug the various holes there were boring scenes like in the last episode we have only seen the appointment of two high school boys is enough, practically. Boring series, with the classic handsome vampire, which is pleasant yes, but in the end there was little concreteness in his character. The other characters have not been well outlined, a strong plot is missing, the personality of each single character and the action is missing, the clashes to say the least embarrassing not to mention the ridiculous effect of the wolf's claws, the series was made in 2021 , if I'm not mistaken, you could have worked harder with the special effects. And then where is the blood? It's a series about vampires but it doesn't do justice to this legendary figure, so we're left a little disappointed. The music, it seemed to me two maximum let's spread a pitiful veil. It seemed to me that whoever worked behind this series didn't want to do something good with it, it seems that nobody wanted to put in any effort, the bad guys who aren't real bad guys, the action that if there, is any is embarrassing and lose. Only worth watching if you're really desperate.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Taking the Male Lead's First Night
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
lug 18, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 5.5
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 5.5

Una buona premessa che si risolve in una serie mediocre e che manca di identità

Incipit curioso, aspettative medie. Il primo episodio mi ha spiazzata, l’avvio decisamente migliore di quanto mi aspettassi. La protagonista che si ritrova a vivere all’interno del romanzo non è una novità – vedasi “Lost Romance”, anno 2020, tanto per citarne uno – ma la vera chicca è l’evoluzione rapida tra i due, una vera e propria partenza col botto, unita all’elemento – gestito in chiave simpatica e divertente – della prima notte…di lui, con il risveglio al mattino successivo che propone una scena a parti invertite rispetto al solito.
Uno spunto grazioso che andava alimentato e arricchito negli episodi a seguire, ma che va invece a disperdersi a favore di altre questioni non altrettanto accattivanti. Anche l’intesa di coppia che inizialmente prometteva tensione e romanticismo sembra subire un calo costante, la serie perde smalto man mano che procede, il focus passa a concentrarsi su tutta una serie di intrighi interessanti solo fino a un certo punto e introducendo una quantità eccessiva di personaggi secondari, spesso non necessari.
Rispetto ai protagonisti, buona ma non eccellente la prova di lui (già conosciuto e apprezzato nel ruolo di cattivo in “Vincenzo”. Lei invece convince davvero poco: a tratti sembra un po’ una macchietta mentre sul fronte estetico il make up è un vero scempio, col risultato che appare più vecchia di quello che è (anagraficamente l’attrice è anche più giovane rispetto al partner).
La fotografia risulta curata, le musiche apprezzabili, l’ambientazione storica resa con un certo fascino.
Trattandosi di una serie ispirata a un racconto, il risultato lascia però abbastanza a desiderare. Alla buona partenza segue un declino che poteva essere evitato: se da una parte c’è l’aiuto di una linea guida già che la vicenda non viene inventata da zero, dall’altra serve però un investimento imprescindibile per far si che la trasposizione mantenga alto l’interesse. Senza questa particolare attenzione, il prodotto finale non può che essere discutibile, come questo è il caso.
Il finale, inoltre, particolarmente deludente. Doveva essere nell’insieme un drama con uno spunto nuovo, si è rivelato un insieme di cose già viste e senza una vera e propria identità.
Mi fermo a una sufficienza stiracchiata, il contraccolpo della delusione dopo la premessa iniziale è stato peggio dell’affrontare un drama mediocre fin dall’inizio.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Be with You
1 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 4, 2020
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.5

Ti apre il cuore

Una storia malinconica quanto sublime (nel senso che sublimina gli affetti familiari e di amicizia , difficile da trovarsi in questa vita terrena). Ce ne fossero così nella realtà! " Eri un desiderio dentro il cuore. Ti guardo e non comprendo il tuo mistero quando cammini dolcemente in questo mondo" . Questi versi di Tagor riassumono la sostanza di questo film.
La musica, quando pianoforte, quando strumentale , con la sua discrezione rasserenante, calma lo spirito , accompagna mirabilmente la vicenda.
Gli attori, tutti, sono davvero bravi nel valorizzare i personaggi. Gli ambienti sono umili eppure attraenti , si direbbe in armonia con la natura e con lo svolgimento dei fatti.
Per due ore abbondanti si è accompagnati nei sentimenti di fedeltà nell'amicizia, nella coppia, nella famiglia, nella parola data. Una vicenda triste che però non è amara ma anzi perpetua la gioia e la tenerezza dei tempi vissuti nelle cose buone. Non è chiaro come finisce la storia e anche questo finale è in tono con la dimensione di mezzo fra la decadenza del mondo materiale e l'eternità del mondo dei sentimenti.
Per chi ama la lotta , la competizione , le scene di violenza o l'intrigo questo film non è adatto. A chi piace invece credere e sognare di un mondo gentile, di sentimenti profondi e inalterabili, di gratitudine nonostante il destino
infausto , troverà ristoro in questo film.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Ever Night
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 6, 2025
60 di 60 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Fantasy epico inusuale e interessante... Ma anche impegnativo e imperfetto.

Drama inusuale, un fantasy epico ambientato in un mondo antico tra coltivazione, profezie e arti marziali, che affascina per certi versi ma che lascia abbastanza perplessi per altri.
Il ritmo risente certamente dell’estrema durata – 60 episodi a mio avviso sono davvero troppi, anche per la serie migliore del mondo, che non è sicuramente questa – per cui si alternano parti più interessanti e altre che risultano quasi superflue, dove la noia è inevitabilmente in agguato.
Le scene di combattimento sono davvero accattivanti e di grande effetto, soprattutto nella prima parte e nel finale. Scenografia e CGI molto curate, da questo punto di vista è stato fatto sicuramente un buon lavoro. Una menzione d’onore alla fotografia, davvero spettacolare.
La trama non è originalissima ma sufficientemente articolata e interessante, sebbene non manchino delle falle in termini di nessi logici. Ad arricchire le vicende ci sono scontri tra sette potenti, abili guerrieri, coltivatori, e profezie sinistre che presagiscono un futuro di buio e di totale caos. I personaggi sono davvero molti, ho apprezzato in particolar modo i “fratelli/sorelle” dell'accadeia, ma trovato abbastanza sotto tono i cattivi, tratteggiati in modo sbiadito e per nulla soddisfacente .
Passando ai protagonisti, Ning Que è un antieroe credibile, caratterizzato da una serie di difetti che lo rendono molto più realistico del classico protagonista da manuale, forte, bello, valoroso e senza alcuna sbavatura.
Lui no, lui è un sopravvissuto, con tutto il carico che un passato come il suo comporta. I suoi valori e i suoi metodi sono quelli di chi ha dovuto lottare costantemente per non soccombere. Scaltro e spavaldo, a tratti manipolatore, decisamente sfacciato, poco avvezzo al tatto, tenace e feroce – soprattutto se si pensa ai primi episodi - e diffidente nei confronti di tutti fatta eccezione di Sang Sang.
Sang Sang è una giovane ragazza abituata a rimboccarsi le maniche, cresciuta praticamente in simbiosi con il suo “Shao-Ye”: il loro è un prendersi cura a vicenda, ciascuno dei due mettendo a frutto le proprie capacità. In Sang Sang è evidente un affidarsi completamente a Ning Que, con una fiducia cieca.
E’ un pairing piuttosto particolare e di difficile definizione: il legame stretto che condividono fin dall’infanzia, un rapporto esclusivo che li ha visti affrontare fianco a fianco tutto il percorso di crescita e tutte le difficoltà incontrate nella vita viene affrontato da diverse angolazioni nel corso del drama. Andando oltre la scontata apparenza del rapporto serva-padrone, si evince un legame molto più profondo. Salvata quando era ancora in fasce da Ning Que quand'egli stesso era solo un bambino, viene di fatto cresciuta da lui al pari di una figlia di cui, nonostante la giovanissima età, si fa praticamente carico. Col passare degli anni il supporto diventa via via reciproco, il vivere assieme e la confidenza che caratterizza il loro rapporto ricorda molto il legame tra due amici o fratelli pur non essendo di fatto nè l'uno nè l'altro, con lui che lotta per la sopravvivenza di entrambi e lei che si prende cura di lui e gestisce le finanze. Solo ben dopo la metà della serie si affronterà il loro rapporto in termini di coppia, aspetto che non verrà mai promosso da un vero e proprio sentimento passionale o romantico ma più determinato da un profondo e platonico senso di appartenenza reciproca. Anche la semplice ma volutamente palese differenza di statura sembra entrare in contrasto con l’idea dei due come coppia.
Non c’è quindi il classico romance che caratterizza molti drama di questo genere e questo può essere al contempo una delusione e un valore aggiunto. Ning Que manifesterà inoltre un interesse anche nei confronti di altre figure femminili, prime fra tutte la Maniaca dei Libri. L’infatuazione nei suoi confronti lo porrà di fronte ad un arduo dilemma, e se da una parte promuoverà in lui la consapevolezza dell’appartenenza profonda e indissolubile che da sempre lo lega a Sang Sang – e che sempre lo legherà – già che il pensiero di separarsi da lei non era mai stato preso nemmeno in considerazione e quando si presenta la possibilità che accada scopre di non poterlo sopportare, dall’altra la decisione di scegliere in modo definitivo Sang Sang non è propriamente un momento di gioia, ma piuttosto una decisione dolceamara, che comporta anche il rimpianto di dover lasciar andare una donna – la Maniaca dei Libri – che gli piace indubbiamente molto. E' affascinato e intrigato da una, ma legato in modo profondo all'altra: a una può rinunciare - pur con rammarico - all'altra no. Per chi ama le storie d’amore non è certo un risvolto che si riesce ad apprezzare più di tanto, per quanto sia per assurdo forse più realistico delle innumerevoli love story dove il lui di turno ha occhi solo per lei (e viceversa) in un mondo perennemente tinteggiato di rosa.
In questo senso sono stata molto combattuta: per certi versi ho apprezzato l’originalità della situazione e il suo essere appunto molto realistica, ma a conti fatti le emozioni e le storie che si cercano in un drama spesso hanno lo scopo di permettere un momentaneo distacco dalla realtà e qualche sogno ad occhi aperti, quindi in questo senso è stato piuttosto deludente.
Una nota che può apparire un po' stonata è l’atteggiamento spesso rude di Ning Que nei confronti di Sang Sang, che, per quanto celi in realtà un profondo affetto, sembra davvero un po’ bistrattarla. Solo con un successivo rewatch ho colto delle sfumature che hanno attutito un po' questo effetto.

Parlando del cast, buona la prova recitativa, ma non eccellente. Non conoscevo Ireine Song, l’ho trovata brava anche se forse non ha saputo sfruttare completamente il potenziale legato al suo personaggio. A vestire i panni di Niang Que un giovanissimo Chen Fei Yu, attualmente uno dei miei attori cinesi preferiti e sulle cui orme sono giunta a questo titolo. Esteticamente ancora segnato dalle fattezze tipiche adolescenziali, i cui lineamenti sono diventati poi negli anni più sottili ed eleganti, si contraddistingue per una recitazione interessante ma ancora molto acerba e imperfetta. Un talento all’epoca ancora da raffinare, con una buona base espressiva dove manca però in termini di esperienza e di controllo, soprattutto per quanto riguarda la mimica facciale, ben lontana dall’eleganza che – al di là dei ruoli interpretati – ha acquisito col tempo e dato prova negli ultimi drama. Resta comunque una valutazione positiva se si considera che è il suo primo ruolo da protagonista di un drama della durata importante e che all’epoca era appena diciottenne. In generale, il resto del cast - decisamente numeroso - vanta delle prove di tutto rispetto.

Il finale cala il sipario dopo un passaggio forte e su una scena particolarmente intensa, che rimanda il prosieguo alla seconda stagione, alla quale ho buttato giusto un’occhiata veloce: la sostituzione dell’attore protagonista e un’altra sfilza interminabile di episodi hanno avuto effetto deterrente.

Complessivamente lo vedo come un progetto corposo e ambizioso, riuscito per la maggior parte, che regala una valida e un po’ atipica saga eroica, dei bei personaggi e una buona e apprezzabile recitazione. A distanza di tempo l'ho anche rivisto e, avendo nel frattempo qualche termine di paragone in più rispetto a drama dello stesso genere, lo metterei senza dubbio nell'elenco dei titoli consigliati.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Go Ho's Starry Night
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 24, 2024
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Serie senza pretese, con poligoni amorosi troppo complessi rispetto al tempo a disposizione

Sono incappata in questa serie sulle orme dell'attore protagonista, Kim Young Kwang, è bene dirlo. E va detto che l'ho apprezzato molto, nel ruolo, nell'espressività, nella recitazione. Se devo dare un giudizio alla serie in sé, una commedia leggera che non fa né male né bene. L'avrei forse valutata qualcosa in più se non ci fossero stati due elementi in particolare, a mio avviso i principali difetti:
- la durata: i drama non sono strutturati come dei film che sanno starci in un paio d'ore, si dilungano per conformazione e in questo caso i 20 episodi sono fittizi, dato che durano meno di una ventina di minuti l'uno. In certi passaggi, insomma, che la sceneggiatura avesse una certa fretta era più che palese;
- la geometria della love story: già il tempo a disposizione è quello che è, non capisco complicare con una serie di intrecci complessi poi da sciogliere. Perchè non è nemmeno un triangolo amoroso, ma addirittura un quadrilatero (e, anche se solo accennato, la direzione sembrava volesse puntare a poligoni anche superiori).
Paragonerei questa serie alla ricetta per una buona torta - non squisita, ma comunque buona - dove però ci si mette troppi ingredienti e si sbagliano pure i tempi di cottura.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Be Your Knight
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 3, 2024
29 di 29 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 4.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Punti di forza davvero sprecati...

Questa seria si è rivelata essere un vero e proprio spreco. Spesso mi sono imbattuta in drama potenzialmente interessanti nell'idea ma fallimentari nel concreto. "Be your knight", se possibile, fa pure peggio: investe qualcosa di buono e lo spreca nel peggiore dei modi. Per quella che è la sceneggiatura, non meritava il minimo investimento. E invece l'investimento c'è stato e si vede, sia in termini economici - non ci troviamo di fronte alla serie thai di turno a budget risicato, per intenderci - fino al cast che, devo dire, è di tutto rispetto. Il protagonista anche azzeccato, l'attore che lo interpreta ha la capacità di risultare freddo, minaccioso e distaccato. L'attrice non la conoscevo, ma anche lei mi è sembrata un'ottima scelta. Il periodo storico una vera chicca, i costumi d'epoca affascinanti (non ho le competenze per dire quanto fedeli alla realtà del tempo, ma erano comunque un piacere da vedere, dalle spille agli orecchini, dai fermagli ai vestiti, per non parlare poi delle scarpe che la protagonista indossa nel primo episodio, che richiamano proprio un'eleganza d'altri tempi). Riprese e regia di qualità, forse i suoni un po' troppo artefatti, ma niente di così trascendentale. Tanti punti di forza, dunque. Gettati tutti in pasto ai pesci da una sceneggiatura a dir poco ridicola e imbarazzante. Ed ecco che i protagonisti introdotti nel primo episodio - lui così aggressivo, lei determinata a non farsi intimidire - sembrano di fatto volatilizzarsi già nel secondo episodio: spuntano a oltranza mignoli intrecciati a suggellare promesse (non siamo all'asilo, vorrei ricordare, e lei giusto nell'episodio precedente l'ha quasi centrato con un colpo di pistola, ma sembrano quisquilie, evidentemente). Lei, così spavalda e determinata da andare a caccia del finto/sostituto fidanzato, che poi va in crisi per il bacio a stampo che suggella le promesse matrimoniali.... ridicolo... e ancor più ridicolo lui - l'uomo tutto d'un pezzo che nel salone da barbiere la minacciava con una lama alla gola - che le chiede pure scusa... Dai, siamo seri! Il tenore è sostanzialmente questo, ci sono delle scene ben girate che sembrano annunciare momenti fatidici, con tutte le angolazioni di ripresa al posto giusto e gli sguardi del caso...e poi, il contenuto della conversazione si riscopre essere di una banalità senza precedenti. Se il primo episodio crea un po' di confusione sul senso di ciò che accade, dal secondo si pensa bene di dare qualche info in più allo spettatore...ma perchè fare la fatica di costruire qualcosa di credibile, quando semplicemente si può prevedere che la protagonista faccia monologhi notturni che lui prontamente ascolta, o che la vecchia nonna ripercorra opportunamente il viale dei vecchi ricordi ad alta voce in giardino, guarda caso proprio mentre lui è nascosto nei pressi. Sono veramente sotterfugi di bassa qualità, quasi ad assolvere sbrigativamente il compito di dare un senso alla storia. Tralascio poi le incoerenze...la nonna ci fa frustare a sangue? Ma due minuti dopo, appena si sente mancare, accorriamo preoccupati al suo capezzale. Ma perchè?!?! Dato che una coppia protagonista prevedibile e snaturata non bastava, gli sceneggiatori hanno ben pensato di piazzare anche un secondo pairing, dello stesso tenore del primo, ovvero poco credibile e per nulla approfondito. Sorvolo sul finale, in particolar modo la scena di chiusura, ai limiti dell'inguardabile. Il sei politico è per i punti positivi citati all'inizio, anche se sono stati davvero un completo spreco data la qualità di un prodotto che - basato su un disastro di sceneggiatura - non poteva che uscirne a testa bassa.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Contract Love From Today
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 8, 2025
15 di 15 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 5.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Come bere un bicchiere d'acqua: non fa male, ma non sa di niente

Commediola banale e leggera incentrata su adolescenti e rivolta a giovani fan di idol drama.
Buoni sentimenti, scaramucce prevedibili, spessore inconsistente.
Una passeggiata veloce - quindici episodi fortunatamente non troppo lunghi o impegnativi - che portano in scena i più ovvii tira e molla tra liceali, senza rinunciare a nessun aspetto prevedibilmente abusato: la ragazza bella e popolare ammirata da tutti, le amiche fidate, l'amica invidiosa e gelosa, il ragazzo belloccio e sbruffone ma pronto a redimersi e il giovane bello e bravo, non popolare ma che si rivelerà un ragazzo d'oro. Aggiungiamoci un contratto di finta relazione, e il gioco - visto, già visto, stravisto - è fatto!
Recitazione standard, niente di importante da segnalare. Un po' come la storia, senza nemmeno uno spunto veramente apprezzabile che sia uno. Visione che può fare da riempitivo quando proprio non si sa cosa guardare, ma nulla più.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Because This is My First Life
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 9, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Because This Is My First Life

Because This Is My First Life mi è piaciuto molto. Ho apprezzato tutte e tre le coppie, ognuna con una propria storia e un modo diverso di affrontare l’amore e la vita. Il kdrama riesce a mostrare con delicatezza la contrapposizione tra tradizione e modernità, toccando temi molto attuali come le difficoltà economiche dei giovani e le pressioni di una società ancora legata a modelli patriarcali. Mi è piaciuto il modo in cui ha fatto emergere la disparità tra uomo e donna nel mondo del lavoro, senza risultare pesante o didascalico. Anche la terza coppia, quella per certi versi più tradizionale, è quella che evolve di più. Seppur lento, non mi sono mai annoiata: è un kdrama che fa riflettere, ma riesce anche a essere tenero e sincero nei sentimenti che racconta.


e il cambiamento di Se Hee che inizia a vedersi quando si taglia i capelli come Bok Nam?!? 😍

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Kill Me Love Me
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 12, 2025
32 di 32 episodi visti
Completo 2
Generale 6.5
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 1.0
L'ho iniziato con aspettative fin troppo alte e purtroppo la caduta ha fatto male. Nel complesso però penso sia un drama che meriti di essere visto, una volta e mai più XD. Alcune dinamiche all'interno della storia sono abbastanza confusionarie, riguardanti soprattutto i due protagonisti ma alla fine anche loro trovano un loro equilibrio. ML è un personaggio quanto mai complesso, ma è interessante scoprire sempre più su di lui man mano che si va avanti. FL invece non mi ha particolarmente conquistata, forse in lei ci vedevo ancora troppo il personaggio di The Double.
Unica nota veramente negativa di tutto ciò è da imputare alla relazione del Re con la giovane moglie: troppo age gap, tanto che nella mia testa continuavo a vederci solo un'amicizia ma non riuscivo proprio a pensare di collegarli con un relazione amorosa di coppia. So che nella vera epoca antica tutto ciò era la normalità, lo comprendo. Ma non ce l'ho fatta.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Eun Soo Good Day
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
ott 27, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 8.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

Più moralista di quanto sembri

Iniziamo col dire che considero questo un bel drama, con una trama che viene portata fino alla fine con coerenza e personaggi complessi interpretati da bravi attori. In particolare il protagonista maschile. Ho adorato la colonna sonora e la fotografia, nonchè il coraggio di mettere in scena alcune scene parecchio crude ma mai inutili o scontate.
Ma da spettatrice occidentale abituata a film o telefilm thriller sullo spaccio di droga e criminalità varia non posso dargli un voto altissimo poichè non riesce in una delle cose principali dei thriller almeno per me: il ritmo. Non lo mantiene. Crea dei picchi dei crscendo, ma poi finisce in pausa, crea altri picchi, poi di nuovo pausa....troppi flashback a mio avviso, alcuni ci stanno e creano suspance e sorpresa, ma troppi vanno a rallentare e over complicare la trama che poteva sfilare via molto più lineare. e creare più impatto. Peccato perchè poteva gareggiare con film o telefilm occidentale se non avesse ceduto sul complicare inutilmente acuni passaggi o creare troppi tempi morti e che alla fine finiscono per sembrare ripetitivi. Diverso dal mondo occidentale anche il concetto centrale e moralista del fatto che chiunque tocchi la droga non possa redimersi mai del tutto e debba venire punito. Non importano le tue motivazioni hai sbagliato e devi pagare.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
So I Married an Anti-Fan
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da ILJ
giu 5, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0

POTEVA ESSERE...MA NO

Mi duole dirlo perché gli attori principali mi sarebbero pure simpatici...ma no, proprio non ci siamo. Innanzitutto ML nel ruolo di popstar è credibile quanto un gatto in bicicletta. Purtroppo per lui.
La storia del reality, poi, avrebbe potuto essere più divertente e invece sembrava mancare di coraggio: una antifan avrebbe fatto peggio.
L'amora scocca senza alcun preavviso, non c'è una crescita; sai che accadrà perché così deve essere ma non te lo aspetti perché nelle scene precedenti non c'è alcuna "magia", sopratutto da parte di ML.
Infine gli antagonisti sono - nell'ordine - una piagnucolona e un patetico.
Stranamente questo kdrama si riprende un po' nelle ultime tre puntate, ma che fatica seguirlo fino a quel punto...
In sostanza senza infamia e senza lode.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Quando la Vita Ti Dà Mandarini
1 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 4, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 8.0

Devastante e bellissimo

Mi ci sono voluti due mesi per finirlo tutto. Dopo ogni episodio ho dovuto prendere delle pause perché mi sentivo devastata dall’accuratezza con cui è raccontato l’amore. Prima il rapporto di Ae-sun con la mamma, poi la storia d’amore con Gwan-sik e infine il rapporto tra loro e la figlia.
L’autenticità delle loro storie ti spezza il cuore e te lo cura allo stesso tempo. Non credo che avró mai il coraggio di rivederlo, ho pianto tutte le mie lacrime, ma lo consiglio senza dubbio. La scrittura migliore che abbia mai visto in una serie, insieme alla fotografia e alla bravura degli attori ti lascia senza parole. Magnifici.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
I May Love You
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 9, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 5.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Non so perchè non l'ho droppato prima

Sono rimasta fino alla fine forse per la seconda coppia perchè era quella l'unica che mi interessava davvero. Il problema maggiore dietro a questo drama sta nel fatto che c'è troppo stacco tra il rifiuto e l'accettazione dei sentimenti. Ora mi spiego meglio.
Veniamo direttamente buttati quando la nostra protagonista è già lì lì per confessarsi, quindi questo amore noi non lo vediamo sbocciare e crescere e non ci sarebbe nulla di male, ma fatemi continuare. Lei si confessa e viene prontamente respinta. Al che lui praticamente subito si rende conto dell'errore e inizia a "stalkerarla" per farle capire che ha sbagliato che in realtà le vuole bene. Lei lo rifiuta perchè a detta sua ha già il cuore spezzato e non ne vuole sapere. Di cosa stiamo parlando? Non è passato così tanto tempo. Se gliela vuoi fare pagare va bene, ma con i tempi giusti tutto sarebbe stato meglio. Secondo me hanno sbagliato i passaggi. Poi per il resto il drama non è davvero malvagio ma purtroppo loro due sono il focus intorno a cui tutto gira, quindi va da sè che non mi sia andato troppo a genio. Peccato, perchè alcune dinamiche sono carine ma per me rimane un no.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Vuoi sposare mio marito?
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 28, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Questa recensione può contenere spoiler

Personaggi complessi, attori strepitosi.

Recensito da: Jade Profilo IG: _Dramalia_

Ho iniziato a scrivere questa recensione due volte, ed entrambe le volte ho cancellato tutto quello che avevo messo nero su bianco. Per qualche motivo, non so quale, non riesco ad esprimere come mi sento in merito a questo drama. Sarà per la complessità dei personaggi, per la trama arzigogolata, per l’immensa bravura degli attori o per il tempo sorprendentemente lungo che mi ci è voluto per finirlo, ma dare una descrizione definita mi pareva uno scoglio complesso. Perciò mi sono trovata a dovermi chiedere se mi fosse effettivamente piaciuto il drama e la risposta è stata: sì, ma con riserva.
La trama è innanzitutto il grande punto di forza e anche la debolezza del drama in sé. Non fraintendetemi, è fatta davvero bene, tutto torna nella sua complessità, nei suoi tranelli, nelle sue mosse e contromosse come in una partita di scacchi, ma a volte risulta veramente troppo lenta e pesante. Ma andiamo con ordine, se ci riesco.
Park Ji-Won è una donna malata di cancro, praticamente in fin di vita, a cui un giorno viene detto che il marito non ha pagato le parcelle e che per continuare a usufruire delle cure deve rintracciarlo e fargli sborsare i soldi, altrimenti non potrà restare. Sconvolta, cerca di chiamarlo, ma il simpaticone non ha alcuna intenzione di rispondere. Già da qui sappiamo che non vincerà mai il premio “marito dell’anno”. Prende dunque un taxi e, non si sa con che forza, si trascina fino al suo appartamento dopo aver avuto una strana conversazione con il conducente. Trova quindi il marito, uno scansafatiche di prima categoria, a letto con la sua unica e migliore amica dai tempi delle scuole. I due non solo le hanno mentito e l’hanno tradita, ma meditano di intascare l’assicurazione sulla vita al momento della sua morte e se la ridono bellamente alle sue spalle, fantasticando sui modi di accelerare la sua dipartita. In un primo momento il suo istinto le suggerisce di andarsene, di chinare il capo come ha sempre fatto nella sua misera vita di abnegazione, invece li affronta a muso duro e, in seguito a una colluttazione violenta, batte la testa sul tavolino di vetro e muore. Si risveglia però nel 2013, dieci anni prima del fatto, nel suo posto di lavoro, col suddetto marito traditore che ancora è solo un fidanzato che la fissa. Ovviamente ha una specie di crollo emotivo, impazzisce e sclera di brutto (come darle torto, se mi svegliassi dieci anni prima, con la consapevolezza di tutto il mio futuro, sicuramente mi prenderebbe un colpo), strillando come una pazza e fuggendo scalza dall’ufficio. Interviene il suo capo, tale Yu Ji-Hyuk (Na In-woo) che cerca di fermarla e comprendere i motivi di tale collasso emotivo tutto a un tratto. Ovviamente lei non può dire che è appena morta e tornata indietro nel tempo, ma cerca di comprendere cosa le sia successo, con scarsi risultati. Sa solo che il tassista non era altro che il defunto padre e in un modo o nell’altro ha avuto un ruolo nella faccenda. Appurato che non è un sogno, che è sveglia e che non è in coma in qualche ospedale, Ji-Won capisce che quella che sta vivendo è una seconda occasione, quella per essere felice e cambiare un destino a dir poco schifoso. (Sì, lo so, avrei potuto usare parole più poetiche, ma diciamoci le cose come stanno, questa poveraccia aveva una vita di merda e bisogna pur ammetterlo). Con una memoria da elefante, ricorda ogni cosa che le sia accaduta e non solo, è abbastanza sveglia per investire dei soldi nelle compagnie che sa avranno successo. Posso solo dire che anche io avrei fatto lo stesso e sfido chiunque altro a dire il contrario. Comunque, dopo aver messo i suoi soldi a fruttare, fatto un controllo per escludere di avere già il cancro, comincia a liberarsi della zavorra. Prova a lasciare il fidanzato, Lee Min-Hwan (Lee Yi-Kyung), ma le cose non vanno proprio come si era aspettata. Comprende dunque, in seguito a un incidente, che il destino non può essere cambiato, alcune cose devono accadere, ma se non vuole che accadano a lei, qualcuno deve pur prendersele. Perciò inizia a tramare, con l’aiuto di Yu Ki-hyuk, anche lui tornato indietro dalla morte. Il bel Ceo diventa a tutti gli effetti la sua spada e il suo scudo, la sua ancora di salvezza e il suo rifugio sicuro, in un mare di intrighi pieno di squali affamati. Ji-Won si tramuta nell’eroina della sua storia, lascia perdere la vecchia sé stessa, pavida e sottomessa, per indossare i panni della donna forte e determinata. Lentamente si libera delle vestigia del suo passato e risorge come una persona nuova. La faccenda si fa sempre più complessa via via che il drama procede, gli intrighi, i tradimenti, i sotterfugi più intricati e, se da prima la faccenda era solo romantica, alla fine si assiste a un vero e proprio susseguirsi di minacce di morte, tentati omicidi e la faccenda degenera totalmente con l’arrivo della promessa sposa di Ji-Hyuk, una pazza scatenata che praticamente fa fuori tutti senza rimorsi. Ora, perché ho detto che la trama è il punto di forza di questo drama ma anche un suo limite? Perché il titolo in sé suggerisce un certo tipo di svolgimento che effettivamente abbiamo per un certo periodo, poi tutto degenera e diventa davvero tanto esagerato. Per un drama sul cambiare il futuro, sulla rinascita, sulla scoperta di sé stessi, omicidi e occultamenti di cadaveri forse sono stati un pochino troppi. L’ho trovato vagamente noioso verso la fine, poco in linea con la storia fino a quel momento. E’ vero che i personaggi coinvolti sono praticamente tutti dei pazzi senza morale, alcuni da ricovero immediato in un manicomio, ma l’aggiunta dell’ex di Ji-Hyuk è stata una scelta a mio parere che si poteva evitare. Per allungare il brodo, esagerare tutto, non serviva certo lei. Fatto sta che in questo drama non ce n’è uno normale. Min-Hwan è violento, viziato, attaccato ai soldi in maniera patologica, un essere senza spina dorsale che si diverte a prendersela con i più deboli, solo per un bisogno di affermazione personale. Su-Min, la migliore amica, è ossessionata da Ji-Won al punto che brama ogni cosa che è sua, vuole che la veneri e abbia bisogno di lei, ma allo stesso tempo nutre un odio viscerale nei suoi confronti, che la portano a sabotarla in modo che non possa avere altri che lei. Solo con questi due personaggi posso tranquillamente dire che la caratterizzazione è andata oltre i soliti standard, raggiungendo un livello di complessità unico, a cui i due attori hanno fatto ampiamente onore con la loro recitazione. Sono entrambi sublimi, entrambi perfettamente calati nei ruoli e sinceramente li ho trovati spesso più bravi degli attori protagonisti. Non che Park Min-Young non sia stata bravissima, così come Na In-Woo, perché lo sono stati, ma semplicemente gli altri avevano ruoli così pregni di follia, dolore e complessità, da surclassarli in più di un’occasione. A volte, per quanto sia bravo un attore, il ruolo interpretato fa la differenza e qui si è sentito tutto il peso della sceneggiatura. Personalmente, nei drama precedenti che aveva fatto, Park Min-Young non mi aveva convinta, a tratti delusa, perciò ero molto curiosa di vederla in questa interpretazione, per capire se, quando aveva interpretato la Segretaria Kim, fosse stata così convincente per la presenza di Seo Nazionale o se fosse effettivamente talentuosa. Posso dire che qui mi è piaciuta moltissimo, si è calata nel ruolo alla perfezione, sia quando ha interpretato la donna sottomessa e vessata, sia quando ha cambiato completamente faccia, diventando forte e sicura di sé, con tutte le fragilità del caso. Ha anche perso moltissimo peso per impersonare una malata terminale e la sua dedizione al ruolo le è sicuramente valsa la mia ammirazione. Ma veniamo a Na In-Woo, una scoperta che so a molte di voi è piaciuta particolarmente. Personalmente non lo trovo così affascinante da impazzire per lui, ma credo sia un grande attore, con possibilità future interessanti. Il suo ruolo l’ho trovato calzante, perché mi sembra proprio il tipo da green flag, ma secondo me la chimica tra i due non è così travolgente come mi sarebbe piaciuto vedere. La Park ha sicuramente avuto coprotagonisti con cui aveva più chimica, ma qui si parla di un amore dolce, che nasce dalle difficoltà e unisce, e quindi non sono proprio scontenta. Quindi alla fine mi è piaciuto il drama o no? Sì, vale sicuramente la pena vederlo, se non altro per apprezzare la recitazione magistrale di tutti gli attori coinvolti, ma avrei preferito qualche puntata in meno, in modo da snellire una trama appesantita dai troppi intrighi e macchinazioni.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Eul's Love
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 10, 2025
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 6.5

In linea con le BL coreane, graziosa ma non senza pecche.

Drama BL molto breve, sei episodi in tutto per un totale di tre ore scarse e incentrato sul tema della seconda chance dopo una rottura dovuta a un fraintendimento. Va da sé che tutto si concentra proprio su questo, ovvero come i due protagonisti, ritrovatisi dopo quasi un decennio da quella che era una relazione appena avviata quando erano ventenni e subito interrotta a causa di un malinteso, tornano a rapportarsi tra loro, inizialmente per questioni professionale e poi, tra dubbi, paure e speranze, anche dal punto di vista sentimentale.
Si tratta dell’adattamento del manhwa “Eul’s love” , dal quale differisce principalmente per il fatto che il manhwa dedica almeno un terzo dei capitoli alle scene NC18 – e/o riferimenti annessi – tra i due. La serie – in linea con le tipiche produzioni coreane – punta invece a dare risalto ai sentimenti, al confronto, alle emozioni, offrendo uno scenario breve ma credibile. Nonostante questo l’inizio parte decisamente col botto, aspetto che porterà immediata soddisfazione ai fan delle scene d’amore.
A scatola chiusa avrei detto che tra i due protagonisti il mio preferito sarebbe stato Jin Hwan, mentre invece a conti fatti ho trovato molto più realistico Kim Min Jun. I suoi pensieri e le motivazioni dietro le sue azioni sono chiari, dubbi e titubanze che lo affliggono anche. Jin Hwan ho fatto più fatica ad inquadrarlo, la sua caratterizzazione stride un po’ tra quello che dice e come si approccia, con un’espressione sorridente ma indecifrabile. Paradossalmente, è molto più espressivo quando non si trova con Kim Min Jun (vedi la serata di rimpatriata con i vecchi compagni di classe, dopo il matrimonio dell’amico). Che sia per caratterizzazione del personaggio o per livello di recitazione degli attori, Kim Min Jun batte Jin Hwan a occhi chiusi.
Ora, date le premesse e date la durata, oltre a chiarire il malinteso e ricostruire la relazione altro non c’è: il pregio di questa serie non è certo nei contenuti, tutt’altro che ricchi, ma nella modalità in cui un tema, per quanto circoscritto, viene portato in scena. L’avrei definita un “poco ma ben fatto”, cosa che personalmente non disdegno mai, ma l’ultimo episodio è stato davvero sotto tono: se la rottura da giovani era dovuta a un fraintendimento, la crisi che si profila nuovamente all’orizzonte si basa davvero sul nulla totale. Comprendo che i dubbi e le vecchie paure non siano così facili da accantonare, tanto da promuovere una sorta di circolo vizioso al primo, stupido, imprevisto… Ma era comunque necessario imbastire qualcosa di più credibile.
Riassumendo, tra i pregi metterei il personaggio di Kim Min Jun e la capacità di molte BL coreane di dare risalto ai sentimenti riuscendo a coinvolgere pur mantenendo un tono di compostezza.
Tra i contro, la caratterizzazione di Jin Hwan e la sua espressività nel corso della serie, oltre a un finale qualitativamente in calo e un po’ sbrigativo nelle ultime scene.
Una visione che di certo non lascia il segno ma che sa regalare comunque qualche ora piacevole.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?