Completo
Phoenix
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 28, 2025
26 di 26 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Il sudoku dei sentimenti in VHS

Avete presente quando un drama coreano tenta disperatamente di essere drammatico, ma finisce per sembrare più una soap anni ’80 registrata sopra a una videocassetta di Sanremo? Ecco, Phoenix è esattamente questo.
Parte con una passione che dovrebbe incendiare lo schermo, ma si spegne presto trasformandosi in un sudoku dei sentimenti: tutti provano qualcosa, nessuno capisce cosa, e lo spettatore rimane lì a fare da arbitro con la matita in mano.
I personaggi piangono, sospirano, urlano con la stessa convinzione con cui io urlo al microonde quando non suona. Il pathos? Rimasto bloccato in sala d’attesa, probabilmente a fare la fila con l’ansia. Tu guardi e pensi: “Scusate, ma era questo il momento in cui dovevo piangere o ridere?”.
Il vero spettacolo però è il vintage involontario: abiti, acconciature, relazioni sentimentali tutte dritte dritte da una soffitta piena di VHS e spalline imbottite. La protagonista poi merita un premio speciale: cammina come se fosse in passerella, ma così lenta che persino le lumache le suonano il clacson e la sorpassano in curva.
Phoenix è un melodramma che prova a volare ma finisce per becchettare per terra come una gallina nostalgica.
Consigliato solo agli amanti del retrò, dei drammoni che non ce la fanno a diventare drammoni… e a chi colleziona momenti trash con la stessa dedizione di un archeologo.

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Protect the Boss
1 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 5, 2022
18 di 18 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Divertente, un po' più lento dopo la metà

Protect the Boss è una serie in 18 episodi da un’ora circa ciascuno. Si tratta quindi di un drama piuttosto corposo, forse troppo, per quello che viene raccontato. Siamo nell’abusato ambiente degli uffici di una grande società gestita a livello familiare, nella quale tra l’altro non si capisce molto cosa facciano gli impiegati e i dirigenti, visto che paiono sempre più impegnati a persegui(ta)re l’anima gemella o a farsi le scarpe l’un l’altro piuttosto che a svolgere un qualsivoglia lavoro.

I cliché abbondano, come spesso accade nei drama: si va dal presidente-padre violento ma sotto sotto amorevole, ai traumi infantili, passando per gelosie e complotti dei familiari, per finire allo stereotipo del ricco figlio di papà che si innamora della povera e grezza segretaria campagnola. Eppure, nonostante l’apparenza, le vicende non sono così scontate, perché su questa trama se ne vanno ad innestare altre che aggiungono sale e pepe a questa minestra che, altrimenti, risulterebbe molto insipida.

Invece, l’agorafobia del protagonista Heon Ji Cha, mirabilmente interpretato da un giovane Ji Sung, rende la prima metà del drama molto interessante, specie per il rapporto che viene a crearsi con la sua muova segretaria, l’energica Eun Seol No, che l’attrice Kang Hee Choi è riuscita a rendere al meglio, e che lotta con lui per guarirlo da questa malattia debilitante che non gli consente di prendere posto a testa alta nel consiglio di amministrazione, cosa cui peraltro egli non aspira, ma che il padre desidera. Siamo in Dramaland, quindi soprassediamo sul fatto che una ragazza qualsiasi possa agire da psichiatra dopo aver letto qualche libro, e riuscire a guarire il giovane in pochi mesi.

Le lotte intestine nella famiglia sono un altro asse portante della serie, coi genitori che cercano di spingere i figli in posizione predominante, facendo di tutto per scalzare la supremazia del presidente e scongiurare l’ascesa del figlio anticonformista. Peccato per loro, che i ragazzi finiscano ben presto per fare amicizia e opposizione alle trame genitoriali, mentre si innestano giochi di innamoramenti a formare un quadrilatero che ci metterà un po’ ad assumere forma definitiva.

Nel frattempo, si parla molto di fondi neri, evasione di tasse e così via, non mancando di rimarcarne l’illiceità. Peccato che gli evasori della nostra allegra società se la cavino sempre con qualche centinaio di ore di servizi sociali. Potenza dell’essere importanti e del sapere come impietosire il prossimo presentandosi su una sedia a rotelle…

Ma quella che veramente scalda il cuore di questa serie altrimenti piuttosto anonima è la grande amicizia che si viene a creare tra la protagonista, la sua compagna di stanza e Na Yoon Seo, ricca e viziatissima figlia di mammà, che passa dall’essere un’antagonista ad un’amica sincera. Queste tre ragazze ci faranno ridere e piangere con loro.

La serie procede senza troppa suspense a passo lento e sicuro, ma lento. Troppo spesso nei drama accade, come qui, che le situazioni diventino ripetitive, che le vicende sembrino ristagnare, mentre gli ostacoli posti sulla strada della coppia principale si moltiplicano a dismisura, uno dopo l’altro. Passata la metà dell’opera, finite le risate che le situazioni iniziali ci avevano strappato, arriva un generale rallentamento che ci porta a chiederci perché abbiano dovuto insistere a fare 18 puntate quando avevano materiale per 15. Un racconto più condensato sarebbe stato scintillante, mentre così la seconda metà risulta un po’ appannata. Peccato.

Perché, allora, ho assegnato un voto tutto sommato alto? Perché, come già detto, l’amicizia delle ragazze è qualcosa che scalda veramente il cuore. La lunghezza della serie ha consentito di descrivere crescite caratteriali importanti in diversi personaggi, primo fra tutti il protagonista, che di crescita da fare ne aveva veramente tanta. Ma, soprattutto, per l’interpretazione che ne ha dato Ji Sung. Di questo stupendo attore, magnifico qui a 30 anni e ancora meglio in altri drama a 40, non si può che dire bene: la sua recitazione è sempre impeccabile, le sue micro espressioni, il linguaggio del corpo, qualcosa di sublime. Se non mi credete e ancora non l’avete fatto, andate a guardare Kill Me, Heal Me, dove recita la parte di un uomo con personalità multiple. Non due o tre, ma sette, e le interpreta tutte…

Finita questa parentesi di adorazione per Ji Sung, bisogna riconoscere che l’intero cast ha lavorato benissimo, sia pur a tratti con qualche esagerazione nella mimica, ma non bisogna dimenticare che si tratta di una commedia, e quindi qualche smorfia è pur consentita. Se eccezione c’è stata, è da applicarsi a Jae Joong Kim, che ha interpretato il ruolo di Moo Won Cha, cugino, antagonista e amico del protagonista, un ragazzo bellissimo ma dalla mimica piuttosto legnosa. Purtroppo chiunque si trovi a recitare al fianco di Ji Sung è destinato a subire paragoni impietosi.

Il commento musicale che cade a proposito, i begli abiti di tutti (tranne che della povera protagonista!) le ambientazioni ben curate e una cinematografia sul pezzo contribuiscono a rendere questo drama una serie da vedere per tutti coloro che non vogliano azione a tutti i costi e non si lascino scoraggiare dalla lentezza.

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The Bride of Habaek
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da AleLu
ott 28, 2020
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 5.0
Acting/Cast 6.5
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Doveva crederci di più

Nessuna grande trama ed interpretazione.
Quando ho iniziato a guardarlo in realtà ho pensato a Goblin e numerose volte dopo è stato lo stesso, me lo ha ricordato spesso e questa cosa proprio non sono riuscita a superarla. E' stato continuo il paragone per storia, effetti speciali, attori.
Lui con il giusto atteggiamento da Dio, lei...boh. Un personaggio senza carattere.
Non ho letto il novel quindi non posso fare paragoni, ma di certo non è il drama della vita.
Può andare bene se avete voglia di qualcosa da guardare anche skippando delle scene.
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Hidamari ga Kikoeru
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 15, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

serie molto bella, ma la storia d'amore è poco sviluppata

serie davvero molto bella e delicata. I personaggi di Kohei e Taichi sono molto ben caratterizzati. Per quanto riguarda la tematica della disabilità uditiva ho trovato alcune situazioni e alcune frasi molto significative e importanti. Ci sono personaggi secondari che entrano ottimamente nella storia, gli amici del campus, il nonno di Taichi, Maya. Anche per quanto riguarda l'amicizia tra i due protagonisti ci sono scene e dialoghi davvero splendidi. La parte debole purtroppo è la storia BL, che viene sviluppata poco e si concretizza solo negli ultimi minuti dell'ultimo episodio, dopo interi episodi in cui Kohei e Taichi hanno problemi di comunicazione e interagiscono pochissimo tra di loro. Essendo una serie BL si tratta di una lacuna importante che ha fatto scendere di parecchio il voto.

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Doctor Slump
1 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 12, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Uno dei migliori romance degli ultimi tempi

Recensito da: Jade IG:_Dramalia_

Sono innamorata.
Non c’è altro modo per descrivere la sensazione che ho provato mentre guardavo questo drama. Inizialmente ero scettica, lo ammetto, i drama romantici e medical non sono proprio nelle mie corde, ma non appena ho messo gli occhi sui protagonisti, sono caduta vittima del loro fascino. Sono incredibili, fantastici, divertenti, imbranati all’inverosimile e di una dolcezza disarmante, catturano l’attenzione dal primo istante e non ti lasciano più andare, facendoti desiderare mille puntate di loro che fanno semplicemente gli idioti sdolcinati. E pensare che io sono il tipo che si guarda My Name o D.P e li ama, sono il tipo di persona che non gradisce troppe smancerie, eppure Park Hyung-shik e Park Shin-hye sono incredibili nei loro ruoli e mi hanno fatta perdutamente innamorare, seppur la trama sia molto semplice.
Yeo Jong-woo è un chirurgo plastico affermato, ricco, bello e famoso. La sua clinica è rinomata in tutto il paese e anche oltre, i suoi video su NeoTube fanno sospirare le donne e lui ha una vita perfetta in tutto e per tutto. Si è fatto il mazzo per arrivare lì, ha studiato sodo e si è guadagnato ogni istante di successo. Purtroppo per lui però, durante un intervento a una ricca ereditiera di Macao, qualcosa va storto e la donna muore sotto i ferri. Viene indagato per negligenza medica e lo accusano di averla uccisa di proposito dandole anticoagulanti che non dovevano neanche essere presenti in clinica. Tutto quello che ha faticosamente costruito, in un secondo si sgretola sotto le sue mani. I suoi amici lo abbandonano, è costretto a chiudere la clinica, vendere la casa e la macchina per risarcire i danni e si ritrova senza niente. Devastato, trova in affitto una piccola casetta a basso prezzo dove si rifugia per leccarsi le ferite e cercare di affrontare il processo come meglio può. Il fato però è in agguato e con lui la sua ex compagna di classe, rivale e spina nel fianco numero uno, Ha-neul. La ragazza sta a sua volta affrontando un brutto momento. E’ depressa, ha perso il lavoro e la sua vita non è mai stata così vuota. I due si trovano proprio quando i loro mondi sono andati in pezzi e tutte le certezze che avevano sono scomparse. All’inizio sembra che la loro storica rivalità e antipatia torni a galla, facendoli bisticciare in continuazione e guardarsi in cagnesco, ma lentamente i due iniziano ad aprirsi e a notare le fragilità dell’altro. Ha-neul non ha mai fatto niente nella sua vita, solo studiato, ma quell’impegno e quella costanza, sembrano non averla portata ad altro che all’infelicità. Si è sempre persa tutto, le uscite con gli amici, le bevute fino a notte fonda, la sala giochi e via discorrendo, ma con l’aiuto di Jong-woo inizia a recuperare ogni istante perduto. I due si spalleggiano a vicenda e in pochissimo tempo diventano amici. E’ bellissimo vederli insieme, divertente all’inverosimile e si percepisce dal primo istante la chimica tra loro. Ridono, scherzano, si prendono in giro ed è un susseguirsi di scenette comiche, che mi hanno strappato risate in abbondanza e anche una buona dose di sospiri. Va da sé che i due si innamorano. La loro storia è però un casino, perché loro stessi sono a pezzi. Lei depressa, con la paura di essere felice e lui con la sindrome da stress post traumatico che lo affligge, il processo e la perdita di tutto quello che era la sua vita. Sono davvero bravi a farci vedere quanto queste due malattie possano avere mille sfumature. Ha-neul ride, si gode la vita e un momento dopo è a pezzi, col cuore in frantumi, che cerca di tenersi insieme. Lui che aiuta lei e attraverso ciò, cerca di guarire anche sé stesso. Sono veramente splendidi. Così come lo è la famiglia di lei. Un branco di pazzi, assurdi, rumorosi, caotici, ma dolcissimi e amorevoli, sempre pronti ad aiutarla, anche sbagliando, ma essendo sempre dalla sua parte in ogni istante. Adottano di fatto anche lui, prima ancora che se ne renda conto, prima ancora che si innamori di Ha-neul, è già parte della famiglia. Fanno ridere fino alle lacrime le scenette del fratello di lei che cerca di farli uscire insieme, parlando da vero uomo con Jong-woo. Ovviamente dietro a tutto questo c’è molto altro. Si scopre infatti che la morte misteriosa dell’ereditiera era tutto un piano ben congegnato e che dietro di esso c’era il migliore amico di Jong-woo, il suo mentore, colui che gli era stato sempre accanto quando era un ragazzo. Un trauma per lui, soprattutto quando viene fuori che è anche colui che ha contribuito a distruggere Ha-neul e la sua autostima, rubandole la tesi e screditandola agli occhi di tutti in ospedale, per fare in modo che diventasse una reietta. Davvero ben fatto, senza essere troppo preponderante come trama, aiuta i personaggi a calarsi più profondamente in loro stessi e guarire, chiudendo vecchie ferite. Anche se non sono una fan degli amici dei protagonisti che si mettono insieme, qui ho veramente amato la seconda coppia. Due medici, entrambi con figli, che si avvicinano lentamente, aiutandosi a vicenda ad affrontare il durissimo mondo moderno. Fantastici. Non c’è un personaggio fuori posto, una battuta sbagliata, un momento di noia in Dr. Slump, che sembra una commediola allegra e divertente, ma che in realtà affronta temi difficili col sorriso, mostrando senza paura i vari volti della depressione. Dovevate vedermi ogni due secondi a sospirare e gioire con loro, innamorata persa di questa coppia di pazzi scatenati, che risultano troppo divertenti e dolci persino per il mio cuore di pietra. Li ho amati e ho amato la serie. E’ leggera, profonda, divertente e fa riflettere in egual misura, senza annoiare mai, senza mai esagerare, perfetta sotto ogni aspetto. Mi sono anche commossa in più di un’occasione, vedendoli soffrire e fare i conti con le loro fragilità, imparando ad amarsi e ad amare. Ha-neul è stata bravissima nel suo cambiamento da robot a giovane ragazza spensierata, che assaggia la vita per la prima volta, tenendo Jong-woo per mano, aiutandolo e sostenendolo in ogni momento. Davvero bravi tutti. Ve lo consiglio caldamente, poichè secondo me è uno dei migliori romance usciti negli ultimi anni.

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Completo
Bad Relationship
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Ciocia
gen 20, 2026
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Deluso

L'ho guardato per rivedere Shin Min Ah, ma ha una parte secondaria. L'ho finito solo perchè breve. Un intreccio di storie incastrate tra loro da un destino. Audio italiano su netflix. Un poliziesco thriller drammatico che non mi ha mai catturato, ed ho finito di vedere nei momenti in cucina. C'è poco da fare, se la trama non cattura. E in questo caso, non ti entrano neanche i vari protagonisti, visto che è un kdrama un pò diverso, più breve, intrecciato di storie. Se volete poliziesco/thriller, c'è di molto meglio.
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Fabricated City
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 18, 2025
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Film d'azione - ma poco altro - dell'epoca d'oro di Ji Chang Wook

L'azione, in Fabricated City, indubbiamente non manca. Con elementi presi in prestito dal thriller e dal poliziesco, le scene movimentate di inseguimenti, combattimenti, fughe e peripezie varie la fanno da padrone.
Il protagonista, Kwon Yoo, è un giovane ex atleta nazionale di Taekwondo che passa le giornate a giocare negli internet café insieme a un gruppo di amici virtuali. Accusato ingiustamente di un efferato crimine, si ritroverà catapultato in un carcere di massima sicurezza e subirà abusi e angherie di ogni genere, prima di riuscire ad evadere e a mettersi sulle tracce di chi l'ha incastrato. In suo aiuto accorreranno la squadra di amici, che da virtuali si paleseranno in carne ed ossa.
Pilastro portante dell'intero film è sicuramente Ji Chang Wook, che interpreta per l'appunto il protagonista. Siamo in quelli che io definisco i suoi "anni d'oro", ai tempi dei drama che più lo hanno reso famoso ("The K2" piuttosto che "Healer"). Tutte produzioni ad alto tasso d'azione e dove la sua figura di eroe coraggioso e agile nei combattimenti - con tanto di scene acrobatiche girate spesso senza controfigura – non poteva onestamente non affascinare. A differenza dei due drama citati, Fabricated City mostra tinte violente più forti ma non prevede però alcun romance. A dire il vero, tolte le scene d’azione, non prevede in realtà molto altro. Non c’è una storia a monte dei personaggi e nemmeno una profonda introspezione degli stessi. Ci sono dei colpevoli, più o meno insospettabili, ma la stessa ingiustizia subita da Kwon Yoo è di fatto praticamente casuale, quindi priva di un significato o collegamento più sensato o complesso. Con queste premesse, l’unico obiettivo che il film si può porre è quello di smascherare e fermare il cattivo e riabilitare il nome del giovane protagonista.
Diversi gli scivoloni presenti, dalla tecnologia esageratamente all’avanguardia a passaggi non propriamente coerenti (il rifugio della giovane viene utilizzato anche dopo il rinvenimento del localizzatore, Kwon Yoo passa giornate a prenderle di santa ragione in carcere prima di decidersi a rispolverare due mosse di Taekwondo per rimettere i detenuti cattivi al loro posto), fino a forzature davvero un po’ poco credibili (la ragazza sociopatica che si porta a casa l’amico virtuale ma che è a tutti gli effetti poco più di uno sconosciuto accusato di stupro e omicidio proprio non regge, così come il fatto che il giocare in squadra completando missioni tra combattimenti e sparatorie non presuppone il possesso di capacità simili anche nella vita reale, mentre il nostro Comandante sembra diventare magicamente un esperto anche nel mondo vero e proprio).
A tutto ciò si aggiungono dettagli un po’ lasciati al caso (perché l’avvocato abbia mezza faccia annerita e un occhio menomato rimarrà per me per sempre un mistero).
Tra i primissimi attori che mi hanno fatto amare i drama asiatici, Ji Chang Wook in questo film gioca sicuramente in casa, poiché veste i panni del personaggio che indubbiamente gli viene meglio (la sua comprensibile scelta di interrompere poi il filone degli action-drama, proprio per non restare legato a un solo genere, non l’ha purtroppo premiato, già che fatta eccezione per il successivo “Suspicious Partner” devo dire che grandi serie con grandi prove di versatilità non ce ne sono state). Pare però che Fabricated City sarà a breve oggetto di un remake, stavolta un drama, dove nei panni del protagonista ritroveremo proprio Ji Chang Wook, non so se agile come un tempo ma sicuramente esteticamente un po’ cambiato (a quasi una decade di distanza il fascino giovanile si è perso ma non è stato purtroppo sostituito da un fascino più maturo, complice forse anche il ricorso a qualche intervento plastico di troppo).
Un film adatto agli amanti del genere d’azione e/o ai fan che non disdegnano un tuffo nostalgico nel passato dell’apprezzatissimo Wookie.

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The Glory Season 2
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Ciocia
apr 12, 2026
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Buon dramma noir, stagione 1+2

Visto con audio italiano su netflix. Qui diviso in 2 stagioni, ma in pratica è una stagione da 16 puntate.
Drama noir un pò cupo, ma bello e vendicativo. L'inizio è un pò duro, con le violenze subite, più godibile la parte della lunga vendetta.
Forte un pò troppo articolata e professionale la vendetta architettata per una persona normale, ma ci può stare. Sorge la domanda: senza gli aiuti esterni non previsti, ci sarebbe riuscita?
Comunque godibile se amate il genere thriller noir drammatico, con qualche buon sentimento.
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Heesu in Class 2
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 4, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 1
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
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non il classico bl, ma serie molto bella

serie liceale davvero molto bella e ben fatta. Produzione di qualità, attori in parte e tutti bellissimi. In particolare sono rimasto colpito dall'attore che interpreta Seung Won perchè ha degli occhi davvero incantevoli.

Ci sono riflessioni sulle prime cotte, sull'amore, ma anche sull'amicizia, sulla determinazione nel perseguire i propri obiettivi. Le situazioni ispirano tenerezza per i protagonisti e il tono non è mai eccessivo. C'è anche qualche accenno a problematiche più mature, tramite le sorelle di Hui Su e i genitori di Seung Won.

Ho letto molte recensioni negative dovute al fatto che la coppia etero ha tantissimo spazio a discapito della coppia bl, e questo è vero: soprattutto negli ultimi episodi ho avvertito anch'io il desiderio di riservare maggiore spazio alla coppia bl. Addirittura ho letto recensioni che parlavano di straight-washing. Non credo che sia questo il caso, perchè comunque la coppia bl è ben presente è il protagonista rimane sempre Hui Su, perchè vediamo tutto tramite il suo personaggio. Inoltre credo che raccontare la storia in questo modo, ovvero ambientata nel mondo reale, dia una maggiore profondità, sia alle varie vicende, sia al personaggio stesso di Hui Su. Io non conosco il webtoon da cui è tratta la serie, ma da quello che ho letto da altre recensioni sembrerebbe un bl di tipo più classico, in cui ci sono 2 coppie bl e nessuna coppia etero. Ovviamente non c'è nulla di male in questo, se siamo qui a commentare serie bl è perchè ci piace tanto anche questo tipo di approccio "favolistico". Molte serie bl sono delle favole ambientate in una realtà parallela in cui tutti sono gay o bi, in cui vediamo rappresentate tante coppie bl, in cui le ragazze sono o il terzo incomodo o non hanno altro scopo nella vita che intercedere per far formare coppie bl. In questa realtà parallela il problema per un ragazzo che si vuole dichiarare ad un altro ragazzo è solo la timidezza, ma nel mondo reale, e anche in questa serie, oltre alla timidezza, c'è il problema legato al fatto che si è consapevoli di essere una minoranza, che c'è una altissima probabilità che l'altra persona non sia gay, e che ci potrebbe essere anche una reazione poco piacevole ad una dichiarazione di questo tipo. Ho apprezzato molto la presenza di questa tematica. Ho apprezzato molto anche come è stato messo in scena il coming out con la sorella, in maniera molto naturale, e che Hui Su abbia confessato a Chan Yeong che aveva una cotta per lui. Credo che siamo di fronte a tutto il contrario dello straight-washing perchè ambientare la serie in un contesto più realistico in cui ci sono varietà di situazioni dà maggiore spessore sia a queste scene, sia alle scene in cui Hui Su riflette sul proprio approccio all'amore e all'amicizia.

La tematica della cotta segreta per il proprio migliore amico etero, o comunque per un compagno di scuola etero, è un qualcosa che colpisce a fondo, perchè fa parte del vissuto penso di molti gay, così come del mio, e si tratta di un vero e consapevole amore impossibile, la cotta per l'amico -etero- del liceo, con il quale si continua a rimanere amici, accontentandosi della semplice gioia di stargli comunque vicino, come amico.

Non mancano scene molto belle tra Hui Su e Seung Won, in particolare nell'ultimo episodio quando finalmemte Hui Su realizza che anche Seung Won è interessato a lui e si lascia andare ad un pianto liberatorio, prontamente abbracciato da Seung Won, e poi la scena di loro due seduti vicini sotto al cielo stellato, e ancora loro due che vanno a scuola assieme tenendosi per mano sull'autobus. Molto bella anche la scena di qualche episodio prima in cui Seung Won guarda entusiasta le stelle cadenti e poi si gira verso Hui Su, che invece sta guardando lui.

Per quanto riguarda alcuni difetti della serie: alcune incomprensioni sono tirate un po' troppo per le lunghe; Chan Yeong e Ji Yu hanno effettivamente più screentime di quanto avrei preferito. In generale comunque la serie mi è piaciuta tantissimo.

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Ni Hao Huo Yan Lan
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 2, 2024
24 di 24 episodi visti
Completo 1
Generale 4.0
Storia 4.0
Acting/Cast 4.0
Musica 4.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Serie senza spina dorsale che non merita il tempo della visione

Brutta, bruttissima fotocopia di altri drama cinesi che propongono un romance ambientato tra squadre mediche-di salvataggio-vigili del fuoco et simili. Già le altre che mi vengono in mente non sono fiori all'occhiello, nessuna produzione veramente meritevole, ma questa la si poteva benissimo evitare del tutto. Il romance non ha carattere, il contesto degli interventi della squadra antincendio e degli operatori medici non ha carattere, i protagonisti non hanno carattere. E' una cosa buttata lì, senza spina dorsale, incapace di muovere anche solo il minimo passo. Da dimenticare/evitare.

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Life on Mars
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
nov 5, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.0
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Sei felice Tae Joo?

E' molto difficile fare un commento per questo eccellente drama, senza rischiare di fare spoiler. Evitate le ultime righe.
Nel 2018 il tenente di polizia Han Tae Joo, a causa di un grave incidente in servizio è in coma, fin dalla prima puntata. Il resto del drama, con una suspence tesa e continua fino all'ultima puntata è il suo tentativo di capire se l'altra vita, quella che sta vivendo nel 1988, nel quale si svolge quasi tutta la storia, sia sogno, realtà, malattia mentale o altro. Misteriose voci lo richiamano di continuo al presente e la sua razionalità viene messa a dura prova.
Nel 1988 si ritrova a lavorare in una stazione di polizia vecchia maniera. Qui la sua estrema rigidità caratteriale e la rigorosa scientificità della sua professionalità ultramoderna (è uomo del R.I.S.) vengono costantemente sfidate dalle approssimazioni procedurali e dalle violenze anche fisiche di una squadra di polizia che è appena uscita, insieme al paese, da una dittatura. Nè può in alcun modo pensare di condividere con i nuovi compagni il suo 'viaggio a ritroso'.
Col passare del tempo il protagonista ha una crescita lenta ma irreversibile verso una difficile serenità e una apertura e disponibilità umane verso gli altri. L'estrema alterità rispetto al mondo esterno che ha caratterizzato la sua esistenza in entrambi i mondi si stempera piano piano in un credibile processo di umanizzazione. In questo lo aiuta la 'squadra' e il lavoro quotidiano di investigazione, in un avvicinamento reciproco, lungo e non senza forti asperità e conflitti.
Jung Kyun Ho è eccezionale nella costruzione di questo percorso esistenziale. Ogni posa, ogni sguardo, ogni piega della bocca si modificano ad ogni nuovo dolore, ad ogni successo, ad ogni mano tesa. E il peso della solitudine cessa man mano di essere un fardello insopportabile. Una interpretazione magistrale.
Ma è tutta la squadra a fare corpo e a costruire, nel tempo, una solida amicizia nel quotidiano lavoro di tenere a bada la criminalità della cittadina. I quattro poliziotti del 1988 (l'ispettore, i due agenti uomini e l'agente donna) offrono una recitazione di alta classe grazie anche alla solidità della sceneggiatura.
Ed è proprio il cameratismo che si cementa tra i protagonisti a reggere la leggerezza scanzonata e lo humor che pervadono molta parte della vicenda.
Da spettatore si può aggiungere che non solo non c'è un momento di noia ma c'è grande tensione per tutte le puntate. Il tentativo di comprendere, insieme al tenente Han, quale sia la 'realtà' che il protagonista sta vivendo e i possibili sviluppi che lo aspettano tiene incollati alla storia senza un momento di tregua. Il romanticismo è appena accennato ma con una grazia e una delicatezza inconsuete.
Ma alla fine bisogna uscirne e a metà della sedicesima puntata (altro plauso alla sceneggiatura che tiene proprio fino all'ultimo) c'è la svolta definitiva.
Ho letto commenti delusi e amareggiati da una scelta narrativa che può lasciare molte domande irrisolte.
Ma a me, nonostante l'evidente difetto logico, è piaciuta molto anche la fine: un tenente Han, irriconoscibile rispetto all'inizio del drama...
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....................
Tae Joo è, finalmente, felice. E io sono molto contenta per lui.
Colonna sonora notevole e alta valutazione per ulteriore visione . (novembre 2025)

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Bokura no Micro na Shuumatsu
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Beneb
nov 23, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5

Amore impossibile ma inevitabile

Iniziato per caso, mi ha travolto.
La storia di un amore sbagliato, ma che è l'unico possibile.
La tensione è tutta negli occhi e nella gola, la voce che trema, lo sguardo che brucia.
Ritmi lenti, recitazione minimalista, estetica curata.
Poesia, come la sanno fare bene i giapponesi.
C'è qualche buco di trama, ma glielo si perdona, perché la tensione emotiva è struggente.
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You Are Too Precious to Me
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
25 giorni fa
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0
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Film imperfetto ma capace di mettere il cuore nel palmo della mano

Questo film coreano del 2021 - conosciuto anche come “My lovely angel” - racconta la storia di Jae Sik, un uomo sommerso dai debiti e sull'orlo del baratro morale, e di Eun Hye, una bambina di sette anni sordocieca che si ritrova sola al mondo dopo la morte della madre. Quello che temevo potesse essere l'ennesimo melò strappalacrime si è rivelato invece un'opera sorprendentemente delicata e genuina.

La pellicola mi ha ricordato immediatamente un film molto datato – molto, molto datato, già che correva l’anno 1962 – che ho visto più volte da ragazzina, intitolato “Anna dei miracoli” e anch’esso incentrato sulla figura di una bambina sordocieca e sul viaggio di “scoperta” e connessione al mondo circostante grazie all’aiuto di una figura adulta con la quale non aveva legami di sangue. Tra l’altro era a sua volta basato sulla storia vera di Helen Keller, donna sordocieca vissuta nella prima metà del Novecento e la cui vita è stata a dir poco sorprendente.

Tornando a questo film, la forza risiede principalmente nella recitazione dei protagonisti, in primis nella straordinaria performance della piccola Jung Seo Yeon: a soli sette anni, la piccola attrice è riuscita a comunicare un intero universo emotivo senza pronunciare una singola parola, usando invece il corpo, i gesti e le espressioni facciali in modo così convincente da far dimenticare allo spettatore che si tratta di recitazione. Ci sono schiere di cosiddetti attori che avrebbero solo che da imparare dalla prova di questa giovanissima artista. Jin Goo, dal canto suo, è perfetto nel ruolo di un uomo inizialmente interessato solo al denaro, che si trasforma però gradualmente in una figura paterna, trovando nella bambina uno specchio della propria solitudine.

La regia mostra una notevole sensibilità nel trattare il tema della disabilità, evitando cadute nel pietismo o nell’esaltazione forzata della diversità. Le inquadrature riescono spesso a far percepire il mondo dal punto di vista della piccola Eun Hye, rendendo quasi tangibili le sue difficoltà e i suoi piccoli, grandissimi trionfi comunicativi. Sono piccoli gesti incredibilmente importanti e, in questo senso, Il film esplora con un misto di delicatezza e stupore i metodi di comunicazione tattile, mostrando come un semplice tocco sulla mano possa diventare un linguaggio capace di esprimere emozioni anche molto intense.
Certo, non manca qualche scena che richiama a sé le lacrime al pari di un potente magnete: penso a quando Eun Hye comprende la tristezza di Jae Sik al punto da arrivare a confortarlo oppure il finale, quando regala un pianto disperato davanti al quale è praticamente impossibile restare indifferenti. Ma ho apprezzato che l’intero film non abbia collezionato una sfilza di scene volutamente strappalacrime, scegliendo invece di mostrare anche la bellezza e i sorrisi che costellano molti altri momenti, altrettanto toccanti.

In sintesi, tra i punti di forza c’è la recitazione e la tematica centrale. Ad abbassare la qualità di quello che poteva davvero essere un film memorabile c’è una sceneggiatura davvero troppo dispersiva, soprattutto nella parte centrale, dove s’inseriscono tutta una serie di sotto trame che – è evidente – non c’è il tempo di sviluppare a dovere, e francamente neppure la necessità. Gli inseguitori, la questione dei debiti di Jae Sik, il viaggio in campagna alla ricerca della fantomatica zia… Sono tutti elementi che sanno un po’ di riempitivo, forse per creare un minimo effetto dinamico, ma di fatto distolgono l’attenzione dal cuore pulsante della storia, ovvero il rapporto tra i due protagonisti. Qualche perplessità anche rispetto all’evoluzione del legame tra i due, di fatto troppo rapido per essere davvero credibile: sarebbe stato meglio se la pellicola avesse coperto un arco narrativo temporalmente più ampio, così da rendere la crescita della reciproca fiducia e affetto più naturale. Stesso discorso per l’apprendimento delle modalità comunicative, dove l’acquisizione del linguaggio che si basa sul tracciare le lettere sul palmo della mano richiede davvero tempistiche molto ma molto più lunghe. L’ultimo appunto è per il finale, che lascia volutamente molte domande aperte sul destino dei due e sul futuro che li attende: se da una parte un lieto fine improvviso sarebbe sembrato precipitoso e poco rispettoso della complessità della situazione, dall’altro l’impressione percepita dallo spettatore può essere un vero e proprio senso di incompiutezza. Non avrei mosso mezza critica se fosse la chiusura del primo episodio di un drama, ma non era questo il caso.

Complessivamente, però, il film riesce a raggiungere il suo intento principale: raccontare una storia d'amore nella sua forma più pura e incondizionata, quella che nasce dal bisogno reciproco e dalla scoperta di un'affinità profonda al di là delle barriere fisiche e sociali. La sintonia tra i due attori principali è talmente autentica da rendere ogni scena condivisa un piccolo gioiello carico d’affetto e complicità.

Pur non essendo un’opera perfetta, complici le divagazioni di una sceneggiatura che avrebbe dovuto essere più rigorosa e tenere bene a mente le priorità, la sincerità emotiva che traspare con forza dall’interpretazione dei due protagonisti fa passare in secondo piano i difetti strutturali. Tuttavia, la potenza del rapporto che si instaura tra i due protagonisti e la forza delle loro interpretazioni sono tali da far passare in secondo piano i difetti strutturali. Consigliato a chi cerca un’esperienza che smuova il cuore al punto da versare qualche lacrima sincera grazie ad un approccio commovente ma mai manipolatorio e che sia disposto però ad essere anche un tantino indulgente su alcune scelte narrative discutibili. Non credo si possa rimpiangere di averlo visto, questo proprio no.

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Bride of the Century
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 2, 2024
16 di 16 episodi visti
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Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Serie che sono riuscita ad apprezzare non poco, a modo suo. Diversa dai drama recenti, del resto risale a una decade fa, mi ha ricordato per certi versi serie romantiche come "The King - 2 hearts" (anche questa dello stesso periodo, sebbene punta di diamante in confronto). Riprese, angolazioni, scenografia, sceneggiatura... Hanno un sapore diverso rispetto alle serie odierne, ma non mi sentire di definirle migliori o peggiori. Diverse, con i loro pro e i loro contro. La commedia propone temi abbastanza classici, tra i quali la fanciulla povera che incontrerà il ricco rampollo, piuttosto che la questione dell'identità nascosta (ho poco apprezzato l'idea di due sosia identiche non consanguinee, situazione già riscontrata nel drama cinese "She who is dangerous to me" e anche lì risultata al pari di una nota stonata). Molte le scene tra i protagonisti, siparietti classici dove però, a differenza di produzioni più recenti, la capacità di coinvolgere ed emozionare è ben presente. Bravissima l'attrice protagonista, capace di offrire contemporaneamente due ritratti diametralmente opposti: quello della ragazza ricca, cinica e viziata e quello della giovane schietta ma di buon cuore, povera ma con una propria dignità e valori morali. Il protagonista passabile, ma non incisivo al massimo, soprattutto nella seconda metà della serie l'ho visto un po' ingessato nella recitazione (del resto se fatto il paragone con The King 2 hearts, lì c'era un formidabile Lee Seung Gi che catalizzava l'attenzione al pari di un magnete... Prestazione difficile da eguagliare). In conclusione, una visione che consiglio, perchè piacevole e perchè offre una boccata d'aria diversa dal solito che aiuta ad staccare dalle serie fatte con lo stampino.

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Wind-Bell
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Mareth
mar 27, 2019
10 di 10 episodi visti
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Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.0
Musica 5.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Ragazze che dire,la storia non è spettacolare,ma...gli ambienti sono bellissimi ti fa proprio avere voglia di andare in Corea e visitate questi posti turistici,per non parlare di Windbell la pensione,una casa tradizionale bellissima,e poi c’è il mercato insomma davvero un mucchio di posti bellissimi.E’ stato girato o in primavera e trasmette perfettamente la sensazione di primavera,tepore e l’allegria che sono un po’ sopite in inverno,perciò mette proprio di buon umore.
Il cast...il personaggio principale lo avevo già visto e mi piaceva già molto,percui è stato un piacere vederlo anche qua.il resto del cast ottimo.Fotografia molto bella.E ‘ il drama perfetto per spazzare via la tristezza ????

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