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Valida serie tra numeri e revisori dei conti, oltre a un cattivo con gli attributi
Secondo kDrama che ho visto negli ultimi mesi incentrato sull'insolita figura dei revisori dei conti e per la seconda volta mi sono trovata davanti a una serie sorprendentemente meritevole. Aspetto singolare, già che l'ambientazione porterebbe a pensare a qualcosa di potenzialmente noioso e piatto. E invece ne esce una serie accattivante, così come successo con "The Auditors/Thank You". Forse, a fare la differenza, è proprio la consapevolezza di trattare un tema che necessita un'attenta valorizzazione e un impegno non trascurabile per agganciare l'interesse dello spettatore. Un'accortezza che - mi viene da pensare - è forse troppo spesso ritenuta non necessaria in quelle moltissime serie dagli spunti anche innovativi ma dove vi è quasi l'illusione che basti un'idea originale a garantire un buon risultato, quasi che una serie si costruisca e stia in piedi quasi da sola.Tornando a "Numbers"...Come dice il titolo, i numeri qui la fanno da padrone. Numeri che sono si oggettivi e precisi, numeri ai quali non si scappa, ma numeri che possono essere interpretati da chi ha quindi il potere di decidere le sorti di intere aziende. Un ruolo difficile e insidioso, dove l'essere "giusti" non va sempre a braccetto col classico concetto di giustizia. Il drama ruota attorno alle figure principali di una famosa compagnia, la Taeil Accounting, che vede tra le new entry uno dei protagonisti, un giovane ragazzo animato dal proposito della vendetta e divenuto revisore proprio per far sì che il personaggio corrotto di turno paghi per le proprie malefatte. Questo ci porta dritti al nostro cattivo, e che cattivo! Un cattivo di prim'ordine, con un (come sempre) formidabile Choi Min Soo nei panni del vicedirettore commerciale Han Je Kyun. Un personaggio con gli attributi, avido e scaltro, disposto a tutto per soddisfare la sua brama di soldi e di potere. Elegante, autorevole nella sua compostezza, nei suoi sorrisetti taglienti e sguardi affilati che lancia da dietro le lenti di quegli occhiali che spesso rimette in posizione, in un gesto che - come molti altri - si impara presto a leggere. Poi abbiamo il figlio, interpretato da un sempre imponente, rigidamente affascinante Choi Jin Hyuk, che veste il ruolo di un revisore onesto e intelligente, tenuto sotto scacco da quel padre che ha imparato a detestare: cercherà in tutti i modi non solo di smarcarsi dalla sua ombra, ma intraprenderà una vera e propria guerra padre-figlio senza esclusione di colpi. Trova quindi spazio una simpatica Bromance tra lui e il nuovo giovane arrivato, sebbene le aspettative dei primissimi episodi non trovino una giusta evoluzione nel corso della serie, limitandosi a qualche simpatico richiamo del rapporto tra i due tra un episodio e l'altro. A entrambi viene poi fornita una donzella, per il primo un vecchio amore finito drasticamente e mai dimenticato, per il secondo una giovane impiegata che si rivelerà un'affidabile spalla e valido elemento della schiera dei buoni.
Se da una parte abbiamo quindi un cast eccellente (soprattutto i due Choi, nessuna parentela tra loro, per chi se lo stesse chiedendo), dall'altra non mancano però i difetti, in primis i riferimenti troppo specifici e dettagliati su indici, acquisizioni, liquidazioni e quant'altro, che si rivelano in certi momenti forse un po' troppo complessi da comprendere per chi non è ferrato di suo sull'argomento. Qualche intoppo poi su alcune dinamiche riguardanti gli altri personaggi, soprattutto Jang Ji Soo: la sua ricomparsa stride troppo con l'immagine con la quale era stata introdotta, abbiamo già il giovane revisore quale mente brillante capace di inventarsi revisore quasi dall'oggi al domani, che anche lei - sempre per propositi di vendetta - sia diventata nel giro di una manciata di anni una figura di prestigio di un'importante e potente azienda, sembra davvero poco credibile. Se sei arrabbiato, puoi trasformarti in breve tempo in una figura ad hoc, super competente, e mettere così i bastoni tra le ruote ai cattivi. Anche meno, grazie. Ji Soo rientra in scena fredda e distaccata come un ghiacciolo - anche troppo - per passare al lento disgelo man mano che comprende come sono andate veramente le cose. Il figlio segreto è forse l'elemento peggio gestito del drama: spunta fuori dal nulla, una carta sulla quale anche il vicedirettore farà ben poca leva. Anche la reazione di Seung Jo quando scopre di essere diventato padre è poco credibile: non fa domande, accantona la questione e insieme a Ji Soo continuano la lotta contro il vicepresidente mentre il bimbo in questione resta relegato chissà dove e con chissà chi.
Altri personaggi secondari invece sono invece stati delineati con maggiore precisione: elemento comune quasi a tutti è quello di non essere mai completamente del tutto innocenti, con errori passati per i quali giunge il momento di fare ammenda.
Per i fan dei romance come la sottoscritta, va' precisato che qui non c'è altro che un debole accenno... Ma va bene così: non è l'obiettivo del drama, che punta invece a farsi apprezzare per altro.
Il personaggio meglio riuscito e più carismatico è sorprendentemente il cattivo: il vicedirettore è davvero una figura complessa, che non si può non condannare ma al contempo che suscita curiosità e interesse. Singolare come non si accanisca sul proprio figlio, mentre questo fa di tutto per farlo finire in prigione. Emblematica in tal senso è la sua affermazione "la tua fortuna è essere mio figlio, la mia sfortuna è che tu sia mio figlio". Non c'è affetto o senso paterno, ma un'egoistica scelta di avere al proprio fianco il sangue del suo sangue (un concetto che si avvicina molto a quello di fitness darwiniana). La scena finale al parco giochi è un po' un colpo basso: mostra un inaspettato e unico momento di umanità, senza occhiali e senza maschera, mentre sta brevemente seduto su una panchina a osservare a distanza il nipote che non avrà mai modo di conoscere (e nemmeno l'interesse a farlo). Si tratta però di un minuscolo frangente, senza un vero rimpiante: subito dopo tornerà ad essere quello di sempre, di nuovo dedito ai suoi noti giochi di potere. Il male non vince sempre, ma sicuramente resta in agguato.
Concludendo, una serie che mi è piaciuta molto, pur con qualche difetto e tratto a volte eccessivamente pesante (in termini di dettagli su transazioni e resoconti vari) e che mi sento di consigliare a chi ha apprezzato altri drama simili quali il sopracitato "The Auditors/Thank You".
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Premesse e primo episodio ok. Poi, il nulla.
C'è una tematica di base anche originale e interessante, quella della chirurgia plastica, del suo utilizzo smisurato, di come possa fare male ma possa anche essere utile.
Manca però una direzione precisa verso la quale costruire la storia, c'è una buona idea - ripeto - ma una volta presentata, non sembra esserci altro, mentre una buona serie ha bisogno i solide basi, tanto lavoro per uno sviluppo concreto e interessante e molto, molto altro. Ci sono temi già visti un milione di volte, ma se impostati bene e sviluppati con cura, non mi stancherei mai di vedere riproposti. Qui c'è un guizzo di novità, ma buttata lì come se da sola dovesse fare il miracolo di determinare le sorti del drama.
Nel concreto, s'inserisce l'elemento thriller e il contesto del passato, ma quasi a riempitivo e senza l'impressione di voler arrivare da qualche parte di preciso. Il finale frettoloso, i nodi che arrivano al pettine sciolti dando un banale strattone, persino la carta del romance che poteva essere giocata sembra vittima della svogliatezza di prendere in mano la faccenda e impegnarsi a delinearla.
Ah, inutile dire che il coinvolgimento emotivo è sotte zero. Il giudizio finale, direi, emerge da sè.
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Unintentional Love Story
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Uno dei bl coreani più belli visti fino ad ora!
Dolce, delicato e con una giusta dose di angst, Unintentional love story mi ha letteralmente rubato il cuore.Non c’è nulla da fare, i coreani hanno una marcia in più nel raccontare storie , di qualsiasi tipo esse siano. E qui il tocco magico dei coreani si evince fin dalle prime scene e dalle prime battute.
Trama: semplice ma di impatto; sviluppata benissimo con nulla lasciato al caso.
Cast: tutti eccezionali, tutto ben calati nei rispettivi ruoli e tutti i loro personaggi di spessore. Ma il mio applauso va ai due protagonisti che, con i loro sguardi e i loro abbracci, mi hanno scaldato il cuore è fatta emozionare tantissimo.
Ost: tutte meravigliose e perfette per la storia.
A chi ama i bl e ancora non ha visto questo vi dò un consiglio: guardatelo perché vi ruberà il cuore.
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Sungkyunkwan Scandal
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Università nell'antica Joseon
Se vi piacciono i drama scolastici e quelli storici, questa è l'opera che fa per voi. Ci sono il gruppo dei cattivi che bullizza i più deboli, l'intelligentone di turno, gli "scemi", la ragazza da salvare ma che in realtà poi si salva da sola, etc... Tutto svolto in una scuola maschile (e da qui nasce lo scandalo) durante l'era Joseon.Sono sincera: ho faticato non poco a vederlo non perchè sia brutto (come potete vedere dai voti alti) ma perchè vecchio e questo si percepisce moltissimo dalla regia lenta e dalle inquadrature diverse a come sono abituata con i drama di adesso. Questo mi ha rallentato molto nella visione, ma c'è stata una componente importante che mi ha fatto finire il tutto. Parliamoci chiaro. La storia di base non è granchè. Quelli che hanno tenuto insieme la baracca sono stati i personaggi e ovviamente gli attori che li hanno interpretati. Andavo avanti nella visione solo per loro, perchè volevo sapere che fine facevano, come riuscivano a cavarsela in determinate situazioni etc. Oltre ai protagonisti, bellissimi insieme anche se un po' acerbi, ho amato alla follia il personaggio interpretato da Song Joong Ki (tanto che adesso ho voglia di rivedere Descendant of the sun). Lui davvero bellissimo, particolare, un personaggio che si nasconde dietro una maschera con ironia e sempre giocherellone: penso sia il migliore del drama.
Nel complesso, non lo riguarderei perchè la regia non mi ha aiutato per nulla ma la storia è carina. Fate voi.
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Ho versato lacrime in ogni singolo episodio, ma sono riuscita ad arrivare alla fine. Non so se farò mai un rewatch perché è comunque un drama un po triste ma lo consiglio a chi cerca una storia romantica, di speranza e di rivincita.
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24-Hour Health Club
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Semplice ma bello
Quando ho iniziato questo drama non mi aspettavo nulla di speciale soprattutto dopo i primi 20 minuti!! Ma passato questo piccolo scoglio ho sempre atteso con gioia ogni nuovo episodio.. il mix e' contagioso... Esilarante sempre, ma con quel tocco speciale nel raccontare le storie dei personaggi che ti fa commuovere ... Ma come dimenticare gli sguardi da pazzoide sadico del nostro direttore le sue espressioni uniche mi hanno fatto morire dal ridere sempre!! Insieme alla sua goffa ma dolcissima dichiarazione d'amore! Le tre comare poi ahahahah ma quante patate dolci si sono mangiate in questo drama 😂😂 E la nostra protagonista ... Amo particolarmente quest'attrice ha un espressione e una semplicità così naturale nella recitazione che ti coinvolge pienamente nel suo ruolo ❤️ sono stati in grado di farmi venire fame sempre 😂 ma allo stesso tempo voglia di allenarmi con un malato del fitness come il nostro direttore... E benedica trovare un istruttore così 🔥La storia nasce semplice e senza pretese e così desideri vederla finire... Bello ❤️ mi mancheranno ❤️
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Il gangster adolescente
The Dude in Me* (2019), diretto da Kang Hyo-jin, porta sullo schermo un classico espediente narrativo della commedia – lo scambio dei corpi – intrecciandolo con elementi tipici coreani: ritmo vivace, humour e un tocco di dramma sentimentale (questa è stata la parte meno convincente). La trama ruota attorno a un liceale impacciato, sovrappeso e vittima di bullismo che, a seguito di un incidente bizzarro, si ritrova nel corpo di un potente gangster. Da qui si apre un gioco di contrasti che genera situazioni tanto comiche quanto paradossali.Punti di forza: Lo scambio di identità è sempre un tema interessante, soprattutto quella di Park Sung-woong, L’attore si è calato con discreta naturalezza nei panni di un adolescente intrappolato in un corpo adulto, riuscendo a strappare risate senza scadere nel caricaturale.
Il ritmo narrativo è scorrevole e non annoia: alterna sequenze comiche a momenti di introspezione, costruendo un equilibrio piacevole.
Alla leggerezza della commedia si aggiungono accenti romantici e un messaggio positivo legato alla crescita personale e ai valori legati alla famiglia.
L'idea di utilizzare un tropo molto abusato ma legandolo all'idea del gangster che nel corpo di un ragazzino bullizzato opererà una giusta nemesi e punizione dei bulli.
Limiti: la sceneggiatura, pur divertente, non osa abbastanza, la struttura è prevedibile e i cliché del genere si accumulano, lasciando poche sorprese allo spettatore, io sapevo esattamente cosa sarebbe successo e chi era la responsabile dello scambio. Così come sapevo quando e come sarebbero tornati ognuno al proprio posto.
Alcune svolte narrative risultano forzate o poco credibili, soprattutto nel tentativo di aggiungere pathos e dramma a una premessa fondamentalmente comica, non riuscendovi. Mi riferisco alla sotto trama dell'amore adolescenziale ritrovato, e la scelta di un'attrice troppo matura e sgradevole da vedere insieme ad un ragazzino di 17 anni.
Sul piano tematico, il film accenna a questioni sociali come bullismo e pressione scolastica, ma non le approfondisce veramente, preferendo restare in superficie per mantenere il tono leggero.
In conclusione è un film brillante e godibile, che punta soprattutto all’intrattenimento e ci riesce bene, grazie alla verve comica e all’energia degli interpreti. Non è un’opera rivoluzionaria né particolarmente originale, ma regala un paio d’ore spensierate con il giusto mix di risate e sentimento, lasciando allo spettatore un messaggio positivo e ottimista.
Colonna sonora non pervenuta, così la valuto col minimo.
Interpretazioni sufficienti ma non memorabili.
Utilizzo delle protesi e della tuta di gomma per simulare il sovrappeso del ragazzo, espediente abusato nel cinema coreano (nessun attore prende peso veramente come fanno gli americani) , purtroppo la tuta imbottita era troppo visibile, quando il soggetto si piega o si siede, la pancia è tirata , non crea pliche come il grasso naturale.
Ho tristemente notato come il sovrappeso nelle donne sia oggetto di stigma e scherno, vedete oh my venus se non mi credete, mentre al maschile viene meglio tollerato e meno stigmatizzato. Ti rendi conto così di quanta poca libertà abbiano le donne coreane di osare un po' di più nell'essere se stesse.
Sottotitoli su Prime veramente penosi per essere un portale di streaming a pagamento (e non è la prima volta). Purtroppo sia netflix che prime, vedendo che nessuno si ribella e che gli abbonamenti crescono, si occupano sempre meno di fornire traduzioni di livello, con una revisione finale come andrebbe fatto e come accadeva nel passato. Il risultato sono traduzioni automatiche letterali con un minimo di adattamento.
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Una sorpresa sorprendente!
Una delle mie attrici preferite (sola ragione che mi ha spinto alla visione) e l' U N I C O attore coreano che detesto. A priori un mix non proprio azzeccato.Invece...
Se non ne avessi già visti a iosa di drama romantici, il voto sarebbe anche superiore. Un difetto è una certa cripticitá di senso nelle schermaglie dialogiche amorose (potrebbe essere tuttavia colpa di lacune nei sottotitoli), sempre , comunque, molto frizzanti e godibili, grazie alla brillante recitazione dei due protagonisti.
Le sceneggiatrici hanno evitato i cliché di questo tipo di storie, (tranne la madre di tutti i cliché: cheabol + fanciulla povera), riuscendo così a mantenere alta la tensione e l'interesse. Niente lungaggini o sbrodolamenti inutili. Anche la puntata in più (sono 17 in tutto), forse aggiunta in corso d'opera per sfruttare il successo della serie, riesce a 'tenere' evitando troppe inutilità.
E, udite udite, Ji Sub finalmente sorride!! Ci riesce benissimo e, paradossalmente, la sua antipatica (per me) faccia-maschera-triste, che mi ha fatto sbuffare in altre interpretazioni, ha contribuito alla positiva sorpresa e al piacere della visione. Di Gong Hyo-Jin posso solo dire che è bravissima, espressiva e con un sex appeal morbido che mi incanta ogni volta ( adorabile in It's ok that's love, con un So In Sung da svenimento!). Anche i comprimari fanno egregiamente il loro dovere e danno un enorme contributo alla riuscita dell'impresa. Tra tutti mi ha fatto sorridere la parte della zia: Kim Mi Kyung con un lunghissimo numero di titoli sulle spalle qui fa, contro la sua 'specializzazione' da burbera saggia, modesta e buona, la parte della raffinata, elegante cattiva (beh, insomma...un po'!). Anche la colonna sonora è all'altezza dello spettacolo. Alcune canzoni sono davvero suggestive. May 2025
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Gli autori incentrano la storia sulla tematica del bullismo e fin qui nulla di nuovo, ciò che ho davvero apprezzato è il messaggio che lascia la serie. Tendiamo a credere che sia necessario farsi carico da soli delle problematiche che più ci tormentano, questo porta a sentirsi soli e schiacciati. Gli autori sottolineano infatti il fatto che non si è soli,che le persone che ci sono più vicine sono pronte a sostenerci,che non c’è nessuna regola che ci costringe a farcela da soli e che non c’è nessuna debolezza o umiliazione nel condividere il peso con le persone che ci amano.Mi rendo conto sembri per alcuni un messaggio scontato,ma allo stesso tempo molto volte lo dimentichiamo.Ho trovato la storia ,la fotografia e il cast perfetti
Consigliato se non si cerca una commedia,anche se c’è del romanticismo
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Konin Todoke Nihan wo Oshita Dakedesuga
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Piaciuta molto anche la questione affrontata dal fratello di lui con la moglie: l'ho trovata davvero interessante poichè va in parte(lo sottolineo) a rompere gli stereotipi della classica famiglia a cui i giapponesi sono tanto attaccati. Degli intramezzi invece me n'è piaciuto solo uno e mi dispiace per come è stato trattato ma amen. Gli altri personaggi invece non mi hanno convinta per nulla. Insomma, adatto come drama solo a chi ama il trope contratto di matrimonio però vi avverto che non è granchè.
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Vorrei Dirti Che Ti Amo
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Inno alla gioventù
Questo film è delicato , fresco tipicamente adolescenziale , non impegnativo , sicuramente vale la pena guardarlo per passare qualche ora in leggerezza .I protagonisti sono giovani studenti tipicamente avvolti dai drammi romantici che caratterizzano l età dell adolescenza.
ore di evasione ogni tanto ci vogliono......
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A...come Allucinante, Assurdo e Agghiacciante
Davvero, sono basita. Il livello di esasperazione era tale che non sono nemmeno riuscita ad abbandonare la serie, avevo quasi la necessità di vedere con i miei occhi, fino alla fine, il delirio di un drama che è a dir poco assurdo.Dovessimo riassumere la traccia in poche parole, direi che lui - da sempre innamorato di lei - la costringe a un matrimonio che lei non vorrebbe ma al quale, per una serie di motivi, non può sottrarsi e inizia così l'improbabile convivenza - segreta, perchè quasi nessuno sa che sono marito e moglie - dei due giovani coniugi.
Ora, questa descrizione calza a pennello anche con altre serie, ad esempio la recente e popolare "When the phone rings", tanto per citarne una.
Nel concreto, però, parliamo di due pianeti diversi (anzi, galassie diverse, data l'infinita distanza).
Tornando a 101 Marriages - già sul titolo ci sarebbe molto da ridire - ogni azione e reazione, le cui conseguenze hanno determinato il concatenarsi degli eventi che costituiscono il drama, sono davvero in contrapposizione con qualsiasi minima forma di sano buonsenso. A livello di recitazione, lei quanto meno nella prima parte è talmente poco espressiva e sulle sue da non fare quanto meno alcun danno. Lui è imbarazzante, sembra quasi bipolare, alterna momenti di ridicola gelosia - nei quali da prova di comportamenti anche malsani - a scene in cui si atteggia a uomo tutto d'un pezzo, per poi virare nuovamente in siparietti inverosimili, con occhi a cuoricino e sorrisi beati (in realtà, mi sono sembrati solo inquietanti). Occorre davvero una buona dose di crudeltà per imporre a un attore un copione del genere. E' tutto poco credibile, al limite del grottesco. Una farsa che fa davvero ridere, non una risata di sano divertimento, ma di puro imbarazzo. Per la storia, la recitazione, la caratterizzazione dei personaggi. L'unico motivo per vederlo è se si vuole ampliare i propri orizzonti in termini di giudizi negativi.
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La trama è semplice, nulla di particolare, è una delle solite storielle ma comunque mi è piaciuta molto.
I protagonisti hanno una chimica buona, non proprio quello che cerco io o comunque una di quelle chimiche che per me arrivano alle stelle ma vabbè alla fine è stato ugualmente piacevole vederli insieme.
Parlando di Ton devo dire che non mi è molto piaciuto sin dall'inizio in quanto come persona sembrava una persona per bene ma purtroppo tutti quei discorsi omofobi mi stavano sul cazzo e li faceva di continuo quindi veramente non riuscivo a capire come Nhai e Ai abbiano sopportato tutto ciò per anni senza poter ribattere.
La cosa che mi dava più fastidio riguardo questi discorsi era il fatto che faceva dei discorsi omofobi però poi dopo se ne usciva dicendo cose come “non li odio”, “non sono contro di loro”, però ci stava sempre qel “ma” che mi faceva chiedere “bello, deciditi, sei contro o pro?”, non ci stavo a capire nulla ma per me già solo se inserisci il “ma” sei nella parte sbagliata.
So che questi suoi discorsi erano detti in quanto sin da piccolo era stato influenzato dai genitori ma purtroppo la situazione è una, crescendo si acquisisce la capacità di ragionare di testa propria e io non credo che tu crescendo non sappia capire e vedere ciò che è giusto e non è giusto, personalmente sono stata cresciuta con un'idea sbagliata ma sin da piccola sono riuscita stesso io a ragionare e ora sono qui a guardare un bl senza problemi e senza avere pregiudizi, di conseguenza non riesco a capirlo del tutto, è adulto e doveva capirlo da solo già molto prima.
Vabbè in ogni caso non mi stava molto simpatico soprattutto per il fatto che non riuscisse a capire i propri sentimenti, continuava a dire “mio fratello, è mio fratello” sempre questo, non riusciva proprio a capire che la sua era gelosia e sta cosa mi dava sui nervi, non si dava una svegliata; fortunatamente poi dopo ce l'ha fatta grazie soprattutto a quei tre bellissimi amori miei Nhai, Ai e Miriam che hanno messo su quel piano favoloso.
A questo proposito parlando di quel piano devo dire che l'ho trovato un'idea geniale e mi ha fatto piacere come effettivamente non abbiano costretto Na a fare ciò che dicevano, mi ha fatto piacere che abbiano capito la sua situazione, una situazione in cui Na ama Chon e quindi sicuramente poteva uscirne da questa situa molto ferito in cuore.
Di sua parte ho apprezzato il coraggio di Na al voler provare questa cosa così da avere una possibilità anche se era nulla, dato che sapeva che a Chon piace Ton e che questo piano serviva per far avvicinare loro due.
Parlando proprio di Na, all’inizio sembrava molto scontroso ma io già avevo capito che era una buona persona, sono fiera di averlo pensato sin dall’inizio e non dopo che ciò era stato dimostrato; ho sempre pensato fosse una brava persona che purtroppo era un pò fastidiosa col suo esibizionismo ma poi abbiamo comunque ben visto che lui non esibisce i suoi soldi per chissà quale motivo ma perchè non avendo amicizie non sapeva come farsele quindi facendo vedere di avere soldi aveva una probabilità maggiore che qualcuno si avvicinasse a lui, anche se con cattive intenzioni a lui non fregava, basta che aveva un amicx.
Purtroppo questo concetto lo capisco e conosco bene in quanto anche io sono in una situazione simile (non esibisco i soldi perchè so povera, semplicemente cambio in base alla persone in modo che non gli sto sul cazzo e l’amicizia dura) (non prendete sul serio questo comportamento perchè io stessa lo faccio per farmi piacere ma mi abbandonano ugualmente) (mi sento stra sola, qualcuno faccia amicizia con me pls).
Parlando invece di Nhai, Ai e Miriam, la loro situazione sin dall'inizio mi sembrava molto incredibile, era molto surreale effettivamente e proprio per questo non capisco come Ton sia riuscito a credere a una cosa del genere ma vabbè fin quando ci ha creduto meglio così.
In generale li ho amati un botto, sono stati la salvezza e mi hanno fatto morire dalle risate insieme soprattutto alla madre di Chon quando ha detto al padre di Ton “vecchio disgustoso con il cazzo moscio” e tutti quelli insulti, lì l’ho amata più che mai, in generale ho sempre amato come abbia sempre supportato suo figlio e lì mi è sembrata stra figa ahahah mi sono spaccata dalle risate.
Parlando infine del padre di Ton continuerò ad odiarlo per sempre PUNTO ciò perché capisco tutto quello che vuoi e la tua paura ma sinceramente parlando come puoi privare tuo figlio dall'essere se stesso solo perché ti importa di un nipotino del cazzo, sinceramente non vedo questa come una sufficiente motivazione al suo comportamento orribile e disgustoso avuto per tutta la serie, poi sinceramente proprio per ripicca se fossi stata una loro figlia il nipote non gliel’avrei fatto vedere manco col binocolo, sincera come sempre io eh.
Mi ero dimenticata di Amp vero…allora io sinceramente non ho parole riguardo Amp perché veramente è inutile parlare proprio per una stronzetta del genere, mi ha dato sui nervi tutto il tempo perché proprio non capisco la situazione del tipo tu tradisci il tuo tipo, lo lasci e poi vai pure trovando di essere così altezzosa dicendo che effettivamente lui è andato a pigliare un'altra persona perché sicuramente gli manchi te, perché tu sei la migliore ma dico io con quale autostima me lo stai dicendo, un autostima molto alta…troppo alta rispetto a quello che sei effettivamente, io veramente non la capisco e sinceramente non mi è piaciuta per nulla, invece mi ha fatto super piacere come il karma gli sia girato contro.
In generale consiglio molto questa sera è qualcosa di molto carino e semplice da vedere e sì questo è.
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Aoshima-kun wa Ijiwaru
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Breve commedia con una love story molto incentrata sul tema della differenza d'età
Breve drama giapponese che segue la nascita e la tortuosa evoluzione della storia d’amore tra i due protagonisti, separati da un discreto divario d’età (lui è una decina di anni più giovane di lei). Solitamente non amo particolarmente i pairing che vedono una donna matura – in termini anagrafici – accanto a un uomo molto più giovane, anzi, la maggior parte delle volte è un topic che evito proprio, soprattutto se ci si aggiungono elementi quali relazione insegnante-studente e via dicendo.Vuoi che la trama un po’ mi incuriosiva, vuoi che la durata non si prospettava comunque infinita, ho deciso di dare a questa serie una chance: non posso dire di averla trovata brutta, ma vero è che tutto sembra davvero ruotare attorno alla differenza di età tra i due.
Da una parte abbiamo Yukino, donna che inizia ad avvertire il peso delle lancette dell’orologio biologico ma che al contempo sembra essersi già arresa a una placida vita in solitudine, fatta di abbigliamento comodo, tempo libero per sé stessa (tanto, troppo!), e un quieto vivere un po’ vuoto ma ormai familiare.
Dall’altra abbiamo Mizuki: giovane, non particolarmente interessato a compiacere gli altri, sebbene educato e rispettoso.
L’essere entrambi impiegati nella stessa azienda e la necessità per Yukino di presentarsi a un ricevimento con un fidanzato al seguito, li pone nella condizione di avviare una finta relazione che, in breve tempo, comincerà a coinvolgerli per davvero.
Molteplici sono le scene e i tentativi di evidenziare l’insicurezza di Yukino, come a dimostrazione che l’età anagrafica non descrive automaticamente una persona, tant’è che al contrario di Mizuki viene messa in risalto la maturità a pazienza di molti suoi atteggiamenti verso Yukino (fatta eccezione per una sana gelosia, ma quella non ha età).
Aspetti tutti un po’ prevedibili ma che, tra i mille tentennamenti di lei e i tentativi di avance di lui, portano la coppia a un punto di arrivo. Per arrivare a ciò occorre sorbirsi la manfrina della differenza di età (soprattutto da parte di Yukino) uno svariato e indicibile numero di volte, cosa che rende noiosa e ripetitiva la storia.
A un certo punto al divario anagrafico si affianca anche il tema del matrimonio, pensiero che per lei ha una certa importanza e non nell’ottica di un futuro troppo lontano, mentre per Mizuki rappresenta qualcosa senza valore, non tanto perché ancora molto giovane ma perché incondizionato dal suo vissuto lo (i molteplici divorzi del padre lo hanno fatto sperimentare tre diverse figure materne).
Riassumendo, età e questione del matrimonio sono i due grandi ostacoli che la storia di questo drama deve affrontare e superare. Non ci sono altre montagne da scalare, insomma.
Rispetto alla recitazione, direi buona ma non mi sbilancerei oltre. La chimica tra i due latita un po’.
Nient’altro di meritevole da menzionare, colonna sonora compresa.
Tornando indietro, probabilmente non lo rivedrei.
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molte sottotrame casuali non ben gestite, ma comunque gradevole. Ok la sottotrama del basket
Non è proprio un bl, ma una serie sul basket con anche dei risvolti bl: le scene che riguardano il basket sono tante e comunque devo dire anche ben realizzate.Ci sono molti personaggi e sottotrame che non sono gestite proprio benissimo (sottotrame che spuntano dal nulla e si risolvono in maniera altrettanto rapida e casuale), tuttavia non c'è nessun difetto veramente grosso e la serie si lascia guardare per lo più gradevolmente.
Ryu: buon personaggio, anche se speravo che il motivo per cui ad inizio serie si era ritrovato per strada e a che fare con malviventi e scommesse illegali fosse un motivo migliore, ma questo è un problema che riguarda anche il personaggio della mamma.
Zen: la recitazione dell'attore che interpreta Zen, comunque carinissimo, alla lunga mi ha un po' infastidito perchè fa sempre la stessa espressione in ogni scena (tipo strizzare gli occhi). Anche il personaggio di Zen presenta diversi problemi: davvero non si rende conto che Atom ha una cotta per lui? davvero si butta in un covo di malviventi pericolosi senza chiamare la polizia o perlomeno comunicare la propria posizione a qualcuno?
Atom: buon personaggi fino ad un certo punto, ma poi non capisce che deve fermarsi e diventa invadente e anche un po' inquietante.
Ton (l'allenatore): buon personaggio, che insegue anche lui il suo "rebound".
Shogun: personaggio molto secondario, ma lo voglio segnalare perchè mi è piaciuto molto.
la mamma di Ryu: preferisce che il figlio frequenti malavitosi rischiando la vita tutti i giorni piuttosto che farlo giocare a basket, poi dal nulla va a vedere mezza partita e cambia del tutto opinione, personaggio incomprensibile, scritto veramente male.
la nonna di Zen: bel personaggio, ma la malattia e la guarigione con annesso torneo per racimolare soldi per l'interveno arrivano un po' dal nulla, come del resto molte altre sottotrame.
Que e la sottotrama malavitosa: di solito evito di guardare bl con questo tipo di risvolti, preferisco che la serie si concentri sulla storia d'amore, e comunque sottotrama buttata lì che non porta da nessuna parte.
ci sono poi tanti altri personaggi secondari, soprattutto, ma non solo, del club del basket, che non hanno una grande caratterizzazione, ma che comunque hanno tutti un loro momento nella serie.
Come detto ci sono molte sottotrame gestite male: molto male ad esempio la faccenda di Puket nel finale: è servita solo per fare una scena di addio tra Ryu e Zen e poi si è risolta offscreen dopo 5 minuti.
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