Completo
My Wife is a Thief
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 16, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Buon C-drama storico, tra romance, arti marziali e una coppia apparentemente improbabile.

Una premessa doverosa: ho iniziato questo drama quale "trattamento choc" dopo la conclusione di "Revenged Love" per voltare pagina rispetto ai due protagonisti ai quali mi ero davvero affezionata e interrompere il rischio di un rewatch continuo. Ergo, mi sono tuffata sul genere che solitamente rifuggo (drama cinese storico, wuxia o xanxia che sia) e dove, nonostante svariati tentativi anche con i titoli più quotati, non sono mai riuscita a portare a termine una visione che sia una, droppando quasi subito tra noia e disinteresse.
La trama di questo drama un po' mi incuriosiva, il cliché del matrimonio combinato lo rivedo sempre con piacere e Sabrina Zhuang nei panni della protagonista era un'altra nota positiva (attrice che apprezzo e che in alcune serie ha saputo interpretare fanciulle di carattere).
Ironia della sorte, l'attore protagonista - Tang Xiao Tian, che non conoscevo - è risultato assomigliare incredibilmente e avere la stessa voce (stesso doppiatore) di Tian Xu Ning, l'amato Chi Cheng protagonista del sopracitato "Revenged Love": una congiura, insomma!

Tornando al drama in questione, non ho modo di fare grandi paragoni con altre serie dello stesso genere, ma il fatto che sia la prima volta che riesco a concluderne una vorrà pur dire qualcosa. Il romance si mescola in modo equilibrato alle tecniche del Kung Fu, sebbene lo definirei un drama dove l'azione viaggia in parallelo con la love story ma complessivamente è un po' subordinata ad essa. Interessante la figura della giovane ladra, la Liu Rong di Sabrina Zhang è un personaggio indubbiamente di carattere e carismatico. Più ingessato invece Xu Mu Chen, dove l'atteggiamento distaccato e controllato sembra mancare dello charme necessario a fare di lui un protagonista apparentemente freddo ma affascinante. Risulta però piacevolmente agile, intelligente e intuitivo, mentre esteticamente non sono mancati make up con un incarnato da moribondo che non era propriamente il massimo. L'identità nascosta di lei permette di apprezzare l'insolita e improbabile coppia, dove lei è di fatto una ladra (ma di quelle buone e giuste) e lui un ispettore che deve riabilitare il nome della propria famiglia. La recitazione direi buona per entrambi, non una prova memorabile. Stesso discorso per i personaggi secondari, fanno il loro dovere ma nessuno rimane particolarmente impresso (eccetto forse il Duca, mentre al contrario il figlio è stato una sorta di fastidio cronico).
Le scene dei combattimenti molto ad effetto, soprattutto quando lottano tra di loro o quando uniscono le forze. Costumi e accessori molto belli e raffinati, ambientazione curata.
L'evoluzione del romance è lenta, aspetto che sicuramente dilunga l'attesa ma che conferisce anche credibilità, permettendo al duo inizialmente estraneo di imparare via via a conoscersi e poi ad apprezzarsi sempre più. L'affiatamento non è tra i migliori mai visti, ma sufficiente a rendere alcune scene emozionanti. Molti i cliché prevedibili inseriti nella vita quotidiana di coppia che aiutano ad alleggerire la vicenda con qualche momento simpatico e divertente.
Gli intrighi presenti e passati sono abbastanza fitti, alcuni più palesi di altri, ma a fronte del gomitolo aggrovigliato presentato in partenza sembra via via mancare la voglia e l'impegno necessari per dipanare la matassa come si deve: molti nodi vengono sciolti sul finire in modo un po' banale e semplicistico, altri persi un po' per strada. E' in questo senso che vedo la trama un po' piegata al romance.
Una nota di demerito riguarda la musica: un paio di canzoni, di qualità discutibile, che vengono riproposte all'infinito ma senza essere capaci di dare quel quid in più alla scena.

Per gli amanti del genere credo non sia un drama particolarmente eclatante o originale. A me complessivamente devo dire che è piaciuto, non finirà certo dritto nella mia top ten ma è stata comunque una visione apprezzata, che non mi sento di sconsigliare. Un approccio con aspettative medie e la consapevolezza di non avere tra le mani una perla rara dovrebbero garantire un giudizio comunque positivo.

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Hidden Love
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 22, 2024
25 di 25 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Un cdrama tenero dolce e romantico!

Classico cdrama del genere romantico e dolce di quelli che scaldano il cuore e fanno bene al umore.
Qui c'è di tutto dalla ragazzina che si prende una cotta al ragazzo con un passato difficile, dal amicizia quasi fraterna che si trasforma nel grande amore. Un primo amore tenero e forte, una storia comune e semplice tra un ragazzo e una ragazza che nonostante qualche difficoltà si innamorano follemente e va tutto bene.
Non risulta mai noioso nonostante sia una cosa da dramma classico e poi loro due fanno innamorare tutti.
C'è il romanticismo ma non mancano anche i momenti davvero emozionanti e loro due sono belli insieme.
Finale felice e tutti contenti!
Lo consiglio vivamente per una busionr che scalda il cuore!

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Jiao Yang Si Wo
1 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 17, 2026
36 di 36 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 5.5
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 3.0

It could have been better!

I had high expectations for this drama and instead it is yet another Chinese series that tries to excite but that, at a certain point, ends up being predictable and repetitive. In fact, a fairly interesting and cute first part is followed by a second whose slow pace and unconvincing turns make it difficult to stay involved until the end.
The two protagonists can do nothing, good, beautiful and convincing, but unfortunately inserted in a story that had potential ruined by the choice to make a disproportionate number of episodes. I am of the opinion that stories like Shine on me, that is, simple romantic stories, should not have too many episodes because there is a risk of boring viewers, unless there are interesting dynamics or twists that keep the interest of the watcher alive.
Too bad, it could have been a great drama but, for me, they ruined everything.


Avevo grandi aspettative per questo drama e invece è l’ennesima serie cinese che tenta di emozionare ma che, ad un certo punto, finisce per risultare prevedibile e ripetitiva. Infatti, ad una prima parte abbastanza interessante e carina ne segue una seconda il cui ritmo lento e le svolte poco convincenti rendono difficile rimanere coinvolti fino alla fine.
Nulla possono i due protagonisti, bravi, belli e convincenti, ma purtroppo inseriti in una storia che aveva del potenziale rovinato dalla scelta di fare un numero spropositato di episodi. Sono del parere che storie come Shine on me, cioè semplici storie romantiche, non debbano avere troppi episodi perché si rischia di far annoiare gli spettatori, a meno che non ci siano dinamiche o svolte interessanti che tengano vivo l’interesse di chi guarda.
Peccato, poteva essere un gran bel drama ma, per me, hanno rovinato tutto.

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Hou Hui You Qi
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
set 15, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Vite sfortunate, resilienza e la possibilità di riscrivere la propria storia.

Con i suoi 12 episodi da tre quarti d’ora l’uno, “Twelve letters” porta in scena una storia di notevole spessore, capace di cogliere l’essenza della vita vera, non quella edulcorata dei sogni ad occhi aperti, dove una grande storia d’amore può annientare qualsiasi ostacolo. Twelve letters è un inno alla resilienza, all’amore nel senso più ampio del termine, che non spazza via le difficoltà della vita ma che però non smette nemmeno di resistere, pur nel dolore e nella sofferenza, e lotta per andare avanti, sempre e comunque.
Un drama serio, dove la spensieratezza non può essere che di passaggio, comparsa fugace di brevi momenti destinati ad essere un’eccezione in un quotidiano che appare spesso senza speranza.
Davvero tante le vite difficili narrate, dove talvolta sembra non esserci nemmeno un piccolo barlume di speranza all’orizzonte. I trascorsi dei due protagonisti sono tragici e strazianti, il loro vissuto attuale anche, le prospettive future pressoché inesistenti. Accanto a loro, altre vite spezzate, quelle di molti personaggi secondari a loro legati. Rispetto a molti altri drama che raccontano di vite difficili ma che sono più di nome che di fatto, in questa serie la violenza quotidiana la sofferenza esasperante ed esasperata emergono nitidamente. Chi venuto al mondo in situazioni difficili, chi incapace di risollevarsi, chi rassegnato a un destino che sembra già scritto.
E’ in questo scenario tutt’altro che idilliaco che si incontrano i protagonisti. Più che un incontro – il loro - è uno scontro iniziale che evolve poi in una graduale conoscenza e quindi in un supporto reciproco che sarà anche espressione concreta di un profondo sentimento. L’elemento fantasy delle lettere che arrivano da un futuro distante diverse decadi funge da catalizzatore di una serie di eventi a cascata che andranno a stravolgere la linearità della vicenda, offrendo inaspettate opportunità e nuove difficoltà e, di fatto, permettendo di riscrivere la storia. Ogni lettera determina una sorta di rivalutazione di quanto è già noto e nuove supposizioni su ciò che deve ancora avvenire. Nel presente, due personaggi altrettanto fondamentali ricostruiscono a piccoli pezzi la vita – passata e sconosciuta – dei loro cari. Qualche piccola incoerenza legata ai salti temporali emerge, cosa che però è abbastanza frequente quando si intrecciano fittamente eventi di epoche diverse… Qualcosa sfugge sempre. Giusto farlo presente, ma non ne farei un dramma. Complessivamente, la sostanza della serie non cambia.
Mi ha colpita la totale e voluta mancanza di romanticismo nella coppia protagonista: non un bacio, non un abbraccio, nessun camminare mano nella mano. Scelta davvero inusuale, ma carica di significato. A un certo punto della storia è chiaro che i due sono diventati a tutti gli effetti una coppia, ma non è l’“innamoramento” che questo drama vuole mostrare. L’amore, qui, è inteso nella sua accezione più vasta, che non si limita a quello tra un uomo e una donna, ma anche ad esempio a quello tra genitori e figli, consanguinei o meno. Il tema del sacrificio si ripropone in due importanti occasioni quale scelta consapevole per dare ad altri l’opportunità di una meritata vita migliore.
I sentimenti negativi, in Twelve letters, sono anch’essi altrettanti forti: c’è una crudeltà che viene perpetrata ciclicamente – a volte sembra quasi all’infinito – senza mai un’ombra di rimorso a farla vacillare. Coesistere passivamente, fuggire, tagliare i ponti…sono tutte opzioni che vengono vagliate di fronte alla disumanità di un padre che davvero non può essere definito tale. Le scelte che possono sembrare risolutive, si dimostrano fallimentari nel futuro, e questo rimette nuovamente tutto in gioco, andando a riscrivere, ancora una volta, la storia del passato.


Emotivamente parlando, il drama è davvero molto coinvolgente. Le lacrime sfuggono al controllo, ci si ritrova a immedesimarsi nei personaggi con estrema facilità. Questo grazie anche alla recitazione, davvero ottima. Wang Ying Lu, attrice da me da poco scoperta e apprezzata per un altro ruolo decisamente più allegro, qui dimostra di saper gestire un personaggio estremamente drammatico in modo credibile ed equilibrato, senza sbavature. Zhou Yi Ran interpreta un protagonista maschile con una caratterizzazione che gli è affine e che ha tratti comuni ad altri personaggi da lui interpretati in drama passati, sebbene qui mostri una profondità maggiore, credo una vera e propria maturazione positiva di questo giovane e promettente attore.
Prove altrettanto valide sono quelle degli attori che rivestono alcuni ruoli secondari: Shen Cheng, Tan Xin, Li Cha Dong, tanto per citarne alcuni.

SPOILER!!!
Qualche perplessità sul finale: nell’ultima scena ambientata nel futuro si vede un uomo di spalle seduto al tavolino che assomiglia incredibilmente a Shen Cheng. Mi sta bene lasciare intendere che potrebbe effettivamente essere lui, ma allora andava ritoccata la sua affermazione rispetto alla propria età, dove un mero calcolo matematico fa capire che non può essere figlio biologico di Hai Tang e Yi Xun. In alternativa, si sarebbe dovuto omettere il dato anagrafico e allora sì, il dubbio che Hai Tang si fosse sposata mentre già aspettava un bambino da Yi Xun sarebbe stato coerente col fatto che, nel futuro, anche cambiato il corso del destino, Shen Cheng ci sarebbe comunque stato.
FINE SPOILER!!!

Difficile il rewatch: questo è un drama di alto livello che però, per come pensato e impostato, poco si presta ad essere rivisto, non tanto perchè ormai consapevoli di come andrà a finire ma perchè tale consapevolezza non permette di percepire tutto lo svolgersi della vicenda con il giusto approccio, vincolato a una comprensione graduale degli elementi man mano inseriti.

Concludo consigliandone sicuramente la visione: un drama a grande impatto emotivo, capace di far soffrire ma anche di portare speranza. Equilibrato, ben fatto, ben recitato e qualitativamente davvero meritevole.


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Completo
KinnPorsche
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 3, 2024
14 di 14 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Un capolavoro nell'idea, una serie con grosse pecche nel concreto.

KinnePorsche si prospettava come "LA" serie. Quella che aveva le carte in regola per strappare un 10 pieno e diventare il capolavoro del genere BL. Almeno questo è quanto promettevano trama e recensioni a dir poco estasiate. Il contesto della malavita e un'ambientazione per una volta tanto non accademica, era ciò in cui confidavo. Dopo i primi 6 minuti - quando Kinn fredda un tizio con un colpo di pistola - sono convinta: ho tra le mani un vero gioiello. Alla fine del primo episodio, e della memorabile scazzottata tra Kinn e Porsche, sono ancora dello stesso parere.
La triste verità si palesa, ahimè, già negli episodi successivi. Non ci sono personaggi che seguono una trama, ma la trama che si piega a scene volute tra i personaggi, meccanismo destinato ad incappare nell'incoerenza assoluta. Un esempio? La battuta ad effetto di Kinn rispetto al fatto che tutti lo vogliono morto...Tutti chi?!? Nel primo episodio gira con una scorta armata, dopo un po' di puntate se ne va a zonzo per i fatti suoi. Le pratiche BSDM di Kinn? Altro esempio, anche lì elemento iniziale ad effetto che - per carità - può starci, ma poi non può finire nel nulla cosmico. Ciò che si promette allo spettatore, che siano caratterizzazioni, frasi o quant'altro, deve poi essere mantenuto, altrimenti nasce spontaneo l'interrogativo "Ma perchè?!?!?". Dico, ma dove sta la credibilità di uno spietato boss della malavita con la mira di un cecchino che si illumina di entusiasmo manco fosse un albero a Natale nel catturare un pesce con un bastone la cui punta - c'è davvero bisogno che qualcuno glielo dica? - non può essere spuntata? Ma per favore, non scherziamo. La serie procede, le belle premesse iniziali finiscono nel dimenticatoio e la coppia felice cade sempre di più nell'OOC: Porsche in particolare viene proprio snaturato, un bel personaggio con un carattere deciso e definito che diventa a tratti ridicolo col suo risolino melenso. Kinn, poi, è stato davvero una delusione cocente: quella maschera di spietata freddezza che avevo tanto apprezzato nel primo episodio si è rivelata essere in realtà la sua unica espressione. No, errore mio, le sue espressioni in realtà sono ben due: Kinn che non sorride e Kinn che sorride. Se all'attore che interpreta Porsche riconosco la capacità di aver saputo mostrare tutta una serie di espressioni, per Kinn - e più che il personaggio dovrei dire l'attore che lo interpreta - mi è sembrato davvero di avere a che fare con una paresi facciale che non distingueva rabbia, preoccupazione, noia, paura, stupore, risentimento o che altro. Va da sé che la chimica tra i due - nonostante credo sia la serie che più di tutte può vantare le scene più esplicite (NC18 senza ombra di dubbio) - alla fine è quella che è, vuoi per la poca espressività i Kinn, vuoi per Porsche che del personaggio iniziale conserva giusto il nome. Grossolani errori vengono perpetrati anche a danno dei personaggi secondari, in primis Pete/Vegas: io capisco l'idea che sta dietro alla loro ship, un amore che nasce da un iniziale odio, ma messa così non è davvero credibile: cinque minuti prima Vegas si accanisce su Pete torturandolo fino a ridurlo praticamente in fin di vita, cinque minuti dopo i due si avvicinano grazie al "toccante" momento della dipartita del riccio di Vegas. Dai, mi viene da ridere anche mentre lo scrivo. In questo mare di pecche la serie ha comunque un suo fascino, per quanto altalenante e discontinuo. A salvarla sono due personaggi secondari: uno è Thankhun, splendido ed esilarante con la sua verve, la dipendenza dalle serie tv, l'abbigliamento a dir poco eccentrico e la sua passione per le carpe koi; l'altro è Kim, un personaggio con tutti gli attributi che avrebbe dovuto avere Kinn nel ruolo del boss protagonista della serie. E' proprio Kim che sa muoversi perfettamente in quel mondo che paradossalmente sembra rifuggire: freddo, determinato, mai snaturato, consapevole delle proprie abilità "da cattivo" ma che non necessita mai di metterle in mostra se non necessarie. E' diretto e scaltro, fedele ai suoi principi e soprattutto non si trasforma in una "panna cotta" come accade a Kinn e Porsche in diverse scene di una glicemia banale e irritante. KinnPorsche non è quindi un capolavoro, poteva essere l'idea di un capolavoro, poteva avere una qualità di riprese degne di un capolavoro...ma per quella temo dovrò ancora attendere che qualcuno, con magari con le stesse premesse, voglia dare vita a una serie simile che non tralasci però la coerenza nella trama e che punti a personaggi/attori come Kim senza però snaturarli in corso d'opera.

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Completo
Accounting Firm
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
giu 16, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Valida serie tra numeri e revisori dei conti, oltre a un cattivo con gli attributi

Secondo kDrama che ho visto negli ultimi mesi incentrato sull'insolita figura dei revisori dei conti e per la seconda volta mi sono trovata davanti a una serie sorprendentemente meritevole. Aspetto singolare, già che l'ambientazione porterebbe a pensare a qualcosa di potenzialmente noioso e piatto. E invece ne esce una serie accattivante, così come successo con "The Auditors/Thank You". Forse, a fare la differenza, è proprio la consapevolezza di trattare un tema che necessita un'attenta valorizzazione e un impegno non trascurabile per agganciare l'interesse dello spettatore. Un'accortezza che - mi viene da pensare - è forse troppo spesso ritenuta non necessaria in quelle moltissime serie dagli spunti anche innovativi ma dove vi è quasi l'illusione che basti un'idea originale a garantire un buon risultato, quasi che una serie si costruisca e stia in piedi quasi da sola.
Tornando a "Numbers"...Come dice il titolo, i numeri qui la fanno da padrone. Numeri che sono si oggettivi e precisi, numeri ai quali non si scappa, ma numeri che possono essere interpretati da chi ha quindi il potere di decidere le sorti di intere aziende. Un ruolo difficile e insidioso, dove l'essere "giusti" non va sempre a braccetto col classico concetto di giustizia. Il drama ruota attorno alle figure principali di una famosa compagnia, la Taeil Accounting, che vede tra le new entry uno dei protagonisti, un giovane ragazzo animato dal proposito della vendetta e divenuto revisore proprio per far sì che il personaggio corrotto di turno paghi per le proprie malefatte. Questo ci porta dritti al nostro cattivo, e che cattivo! Un cattivo di prim'ordine, con un (come sempre) formidabile Choi Min Soo nei panni del vicedirettore commerciale Han Je Kyun. Un personaggio con gli attributi, avido e scaltro, disposto a tutto per soddisfare la sua brama di soldi e di potere. Elegante, autorevole nella sua compostezza, nei suoi sorrisetti taglienti e sguardi affilati che lancia da dietro le lenti di quegli occhiali che spesso rimette in posizione, in un gesto che - come molti altri - si impara presto a leggere. Poi abbiamo il figlio, interpretato da un sempre imponente, rigidamente affascinante Choi Jin Hyuk, che veste il ruolo di un revisore onesto e intelligente, tenuto sotto scacco da quel padre che ha imparato a detestare: cercherà in tutti i modi non solo di smarcarsi dalla sua ombra, ma intraprenderà una vera e propria guerra padre-figlio senza esclusione di colpi. Trova quindi spazio una simpatica Bromance tra lui e il nuovo giovane arrivato, sebbene le aspettative dei primissimi episodi non trovino una giusta evoluzione nel corso della serie, limitandosi a qualche simpatico richiamo del rapporto tra i due tra un episodio e l'altro. A entrambi viene poi fornita una donzella, per il primo un vecchio amore finito drasticamente e mai dimenticato, per il secondo una giovane impiegata che si rivelerà un'affidabile spalla e valido elemento della schiera dei buoni.
Se da una parte abbiamo quindi un cast eccellente (soprattutto i due Choi, nessuna parentela tra loro, per chi se lo stesse chiedendo), dall'altra non mancano però i difetti, in primis i riferimenti troppo specifici e dettagliati su indici, acquisizioni, liquidazioni e quant'altro, che si rivelano in certi momenti forse un po' troppo complessi da comprendere per chi non è ferrato di suo sull'argomento. Qualche intoppo poi su alcune dinamiche riguardanti gli altri personaggi, soprattutto Jang Ji Soo: la sua ricomparsa stride troppo con l'immagine con la quale era stata introdotta, abbiamo già il giovane revisore quale mente brillante capace di inventarsi revisore quasi dall'oggi al domani, che anche lei - sempre per propositi di vendetta - sia diventata nel giro di una manciata di anni una figura di prestigio di un'importante e potente azienda, sembra davvero poco credibile. Se sei arrabbiato, puoi trasformarti in breve tempo in una figura ad hoc, super competente, e mettere così i bastoni tra le ruote ai cattivi. Anche meno, grazie. Ji Soo rientra in scena fredda e distaccata come un ghiacciolo - anche troppo - per passare al lento disgelo man mano che comprende come sono andate veramente le cose. Il figlio segreto è forse l'elemento peggio gestito del drama: spunta fuori dal nulla, una carta sulla quale anche il vicedirettore farà ben poca leva. Anche la reazione di Seung Jo quando scopre di essere diventato padre è poco credibile: non fa domande, accantona la questione e insieme a Ji Soo continuano la lotta contro il vicepresidente mentre il bimbo in questione resta relegato chissà dove e con chissà chi.
Altri personaggi secondari invece sono invece stati delineati con maggiore precisione: elemento comune quasi a tutti è quello di non essere mai completamente del tutto innocenti, con errori passati per i quali giunge il momento di fare ammenda.
Per i fan dei romance come la sottoscritta, va' precisato che qui non c'è altro che un debole accenno... Ma va bene così: non è l'obiettivo del drama, che punta invece a farsi apprezzare per altro.
Il personaggio meglio riuscito e più carismatico è sorprendentemente il cattivo: il vicedirettore è davvero una figura complessa, che non si può non condannare ma al contempo che suscita curiosità e interesse. Singolare come non si accanisca sul proprio figlio, mentre questo fa di tutto per farlo finire in prigione. Emblematica in tal senso è la sua affermazione "la tua fortuna è essere mio figlio, la mia sfortuna è che tu sia mio figlio". Non c'è affetto o senso paterno, ma un'egoistica scelta di avere al proprio fianco il sangue del suo sangue (un concetto che si avvicina molto a quello di fitness darwiniana). La scena finale al parco giochi è un po' un colpo basso: mostra un inaspettato e unico momento di umanità, senza occhiali e senza maschera, mentre sta brevemente seduto su una panchina a osservare a distanza il nipote che non avrà mai modo di conoscere (e nemmeno l'interesse a farlo). Si tratta però di un minuscolo frangente, senza un vero rimpiante: subito dopo tornerà ad essere quello di sempre, di nuovo dedito ai suoi noti giochi di potere. Il male non vince sempre, ma sicuramente resta in agguato.
Concludendo, una serie che mi è piaciuta molto, pur con qualche difetto e tratto a volte eccessivamente pesante (in termini di dettagli su transazioni e resoconti vari) e che mi sento di consigliare a chi ha apprezzato altri drama simili quali il sopracitato "The Auditors/Thank You".

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Look at Me
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 14, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 5.0
Acting/Cast 5.0
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Sarò sincera, c'è mancato poco che lo abbandonassi.
Premesse e primo episodio ok. Poi, il nulla.
C'è una tematica di base anche originale e interessante, quella della chirurgia plastica, del suo utilizzo smisurato, di come possa fare male ma possa anche essere utile.
Manca però una direzione precisa verso la quale costruire la storia, c'è una buona idea - ripeto - ma una volta presentata, non sembra esserci altro, mentre una buona serie ha bisogno i solide basi, tanto lavoro per uno sviluppo concreto e interessante e molto, molto altro. Ci sono temi già visti un milione di volte, ma se impostati bene e sviluppati con cura, non mi stancherei mai di vedere riproposti. Qui c'è un guizzo di novità, ma buttata lì come se da sola dovesse fare il miracolo di determinare le sorti del drama.
Nel concreto, s'inserisce l'elemento thriller e il contesto del passato, ma quasi a riempitivo e senza l'impressione di voler arrivare da qualche parte di preciso. Il finale frettoloso, i nodi che arrivano al pettine sciolti dando un banale strattone, persino la carta del romance che poteva essere giocata sembra vittima della svogliatezza di prendere in mano la faccenda e impegnarsi a delinearla.
Ah, inutile dire che il coinvolgimento emotivo è sotte zero. Il giudizio finale, direi, emerge da sè.

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Unintentional Love Story
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 17, 2023
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Uno dei bl coreani più belli visti fino ad ora!

Dolce, delicato e con una giusta dose di angst, Unintentional love story mi ha letteralmente rubato il cuore.
Non c’è nulla da fare, i coreani hanno una marcia in più nel raccontare storie , di qualsiasi tipo esse siano. E qui il tocco magico dei coreani si evince fin dalle prime scene e dalle prime battute.
Trama: semplice ma di impatto; sviluppata benissimo con nulla lasciato al caso.
Cast: tutti eccezionali, tutto ben calati nei rispettivi ruoli e tutti i loro personaggi di spessore. Ma il mio applauso va ai due protagonisti che, con i loro sguardi e i loro abbracci, mi hanno scaldato il cuore è fatta emozionare tantissimo.
Ost: tutte meravigliose e perfette per la storia.
A chi ama i bl e ancora non ha visto questo vi dò un consiglio: guardatelo perché vi ruberà il cuore.

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Sungkyunkwan Scandal
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 2, 2022
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 9.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Università nell'antica Joseon

Se vi piacciono i drama scolastici e quelli storici, questa è l'opera che fa per voi. Ci sono il gruppo dei cattivi che bullizza i più deboli, l'intelligentone di turno, gli "scemi", la ragazza da salvare ma che in realtà poi si salva da sola, etc... Tutto svolto in una scuola maschile (e da qui nasce lo scandalo) durante l'era Joseon.
Sono sincera: ho faticato non poco a vederlo non perchè sia brutto (come potete vedere dai voti alti) ma perchè vecchio e questo si percepisce moltissimo dalla regia lenta e dalle inquadrature diverse a come sono abituata con i drama di adesso. Questo mi ha rallentato molto nella visione, ma c'è stata una componente importante che mi ha fatto finire il tutto. Parliamoci chiaro. La storia di base non è granchè. Quelli che hanno tenuto insieme la baracca sono stati i personaggi e ovviamente gli attori che li hanno interpretati. Andavo avanti nella visione solo per loro, perchè volevo sapere che fine facevano, come riuscivano a cavarsela in determinate situazioni etc. Oltre ai protagonisti, bellissimi insieme anche se un po' acerbi, ho amato alla follia il personaggio interpretato da Song Joong Ki (tanto che adesso ho voglia di rivedere Descendant of the sun). Lui davvero bellissimo, particolare, un personaggio che si nasconde dietro una maschera con ironia e sempre giocherellone: penso sia il migliore del drama.
Nel complesso, non lo riguarderei perchè la regia non mi ha aiutato per nulla ma la storia è carina. Fate voi.

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Marriage Contract
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Nats90
apr 8, 2019
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Scrivo questa recensione dopo ben tre mesi dall'aver visto il drama perché avevo bisogno di tempo per metabolizzare il tutto. Forse la storia non è del tutto originale, ma ciò che questi attori hanno trasmesso è qualcosa di pazzesco. Non è un argomento facile quello della malattia, però nell'insieme il drama risulta per certi versi leggero e divertente e per altri strappalacrime e intenso. Volevo entrare nello schermo e abbracciare i protagonisti.
Ho versato lacrime in ogni singolo episodio, ma sono riuscita ad arrivare alla fine. Non so se farò mai un rewatch perché è comunque un drama un po triste ma lo consiglio a chi cerca una storia romantica, di speranza e di rivincita.

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24-Hour Health Club
1 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 5, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Semplice ma bello

Quando ho iniziato questo drama non mi aspettavo nulla di speciale soprattutto dopo i primi 20 minuti!! Ma passato questo piccolo scoglio ho sempre atteso con gioia ogni nuovo episodio.. il mix e' contagioso... Esilarante sempre, ma con quel tocco speciale nel raccontare le storie dei personaggi che ti fa commuovere ... Ma come dimenticare gli sguardi da pazzoide sadico del nostro direttore le sue espressioni uniche mi hanno fatto morire dal ridere sempre!! Insieme alla sua goffa ma dolcissima dichiarazione d'amore! Le tre comare poi ahahahah ma quante patate dolci si sono mangiate in questo drama 😂😂 E la nostra protagonista ... Amo particolarmente quest'attrice ha un espressione e una semplicità così naturale nella recitazione che ti coinvolge pienamente nel suo ruolo ❤️ sono stati in grado di farmi venire fame sempre 😂 ma allo stesso tempo voglia di allenarmi con un malato del fitness come il nostro direttore... E benedica trovare un istruttore così 🔥

La storia nasce semplice e senza pretese e così desideri vederla finire... Bello ❤️ mi mancheranno ❤️

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The Master's Sun
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
mag 17, 2025
17 di 17 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 2.0

Una sorpresa sorprendente!

Una delle mie attrici preferite (sola ragione che mi ha spinto alla visione) e l' U N I C O attore coreano che detesto. A priori un mix non proprio azzeccato.
Invece...
Se non ne avessi già visti a iosa di drama romantici, il voto sarebbe anche superiore. Un difetto è una certa cripticitá di senso nelle schermaglie dialogiche amorose (potrebbe essere tuttavia colpa di lacune nei sottotitoli), sempre , comunque, molto frizzanti e godibili, grazie alla brillante recitazione dei due protagonisti.
Le sceneggiatrici hanno evitato i cliché di questo tipo di storie, (tranne la madre di tutti i cliché: cheabol + fanciulla povera), riuscendo così a mantenere alta la tensione e l'interesse. Niente lungaggini o sbrodolamenti inutili. Anche la puntata in più (sono 17 in tutto), forse aggiunta in corso d'opera per sfruttare il successo della serie, riesce a 'tenere' evitando troppe inutilità.
E, udite udite, Ji Sub finalmente sorride!! Ci riesce benissimo e, paradossalmente, la sua antipatica (per me) faccia-maschera-triste, che mi ha fatto sbuffare in altre interpretazioni, ha contribuito alla positiva sorpresa e al piacere della visione. Di Gong Hyo-Jin posso solo dire che è bravissima, espressiva e con un sex appeal morbido che mi incanta ogni volta ( adorabile in It's ok that's love, con un So In Sung da svenimento!). Anche i comprimari fanno egregiamente il loro dovere e danno un enorme contributo alla riuscita dell'impresa. Tra tutti mi ha fatto sorridere la parte della zia: Kim Mi Kyung con un lunghissimo numero di titoli sulle spalle qui fa, contro la sua 'specializzazione' da burbera saggia, modesta e buona, la parte della raffinata, elegante cattiva (beh, insomma...un po'!). Anche la colonna sonora è all'altezza dello spettacolo. Alcune canzoni sono davvero suggestive. May 2025

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Live On
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Mareth
giu 17, 2021
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler
Gli autori incentrano la storia sulla tematica del bullismo e fin qui nulla di nuovo, ciò che ho davvero apprezzato è il messaggio che lascia la serie. Tendiamo a credere che sia necessario farsi carico da soli delle problematiche che più ci tormentano, questo porta a sentirsi soli e schiacciati. Gli autori sottolineano infatti il fatto che non si è soli,che le persone che ci sono più vicine sono pronte a sostenerci,che non c’è nessuna regola che ci costringe a farcela da soli e che non c’è nessuna debolezza o umiliazione nel condividere il peso con le persone che ci amano.Mi rendo conto sembri per alcuni un messaggio scontato,ma allo stesso tempo molto volte lo dimentichiamo.
Ho trovato la storia ,la fotografia e il cast perfetti
Consigliato se non si cerca una commedia,anche se c’è del romanticismo

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Konin Todoke Nihan wo Oshita Dakedesuga
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 30, 2024
10 di 10 episodi visti
Completo 1
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Partendo dal presupposto che questa non è una commedia romantica, la storia è anche carina ma un po di cose non mi hanno convinta. In primis la chimica tra i due protagonisti è latente e anche i momenti dolci risultano forzati. FL sul lavoro mi ha convinta ma quando doveva avere a che fare con il partner mi cascava come una pera cotta, non proprio il massimo da guardare! ML è un personaggio particolare, direi che da una lato mi ricorda molto Sheldon Cooper (Big Bang Theory) e mi ha incuriosita: forse è solo per lui che l'ho guardato tutto XD
Piaciuta molto anche la questione affrontata dal fratello di lui con la moglie: l'ho trovata davvero interessante poichè va in parte(lo sottolineo) a rompere gli stereotipi della classica famiglia a cui i giapponesi sono tanto attaccati. Degli intramezzi invece me n'è piaciuto solo uno e mi dispiace per come è stato trattato ma amen. Gli altri personaggi invece non mi hanno convinta per nulla. Insomma, adatto come drama solo a chi ama il trope contratto di matrimonio però vi avverto che non è granchè.

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The Light in the Night
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 27, 2026
30 di 30 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

indimenticabile

è un dramma che ti scava dentro e ti lascia un segno. il personaggio di Pei Su è complesso e meraviglioso e il suo rapporto con Luo Weizhao scalda il cuore. è uno slow burn davvero ben costruito.gli attori che li interpretano sono davvero bravissimi. lo sto rivedendo proprio per goderne meglio: con i sottotitoli si rischia di perdere gli sguardi di Pei Su che raccontano molto più delle parole.Weizhao è un uragano in movimento invece. e insieme si completano.anche il resto del cast davvero bravo.
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