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A Business Proposal
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 16, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Serie assolutamente da vedere

questa serie è stata il mio primo k-drama che ho visto. Lo consiglio tantissimo la storia è molto bella e coinvolgete anche se all’inizio può dare un po’ fastidio. Comunque molto consigliata sopratutto perché glia tori sono bravissimi e io dopo la aereo innamoratissima del CEO e in più la serie è molto bilanciata tra storia d’amore e dramma comico.

ho veramente adorato la second lead couple con Young-seo e Cha Sung-Hoon eranobsta carni

sono contenta che questa serie esista perché se nn fosse stata per lei nn sare mai entrata nel mondo dei kdrama anche se alla fine sono finita a gaurdare i bl.

nn sono molto brava a scrivere recensioni ma spero sia utile per farvela guardare perché nn sapete veramente cosa vi perdete
grazie per ave letto

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The Uncanny Counter
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 6, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.5

Ottimo drama per gli amanti del tema soprannaturale

"Uncanny counter" è una serie decisamente avvincente e coinvolgente, che presenta un mix molto equilibrato e ben intrecciato di varie tematiche: c'è l'ambientazione scolastica, già che Mun, i suoi amici e i bulli della scuola sono ancora adolescenti; c'è il tema degli indizi che richiamano un passato di casi irrisolti; c'è la questione della perdita delle persone care (Mo Tak perde addirittura tutti i ricordi, Chu supera la perdita di un figlio accettando l'unica opzione possibile per non perderlo del tutto, Ha Na si mostra spavalda ma è bloccata in un passato che non riesce a lasciarsi dietro le spalle...e Mun stesso è devastato dalla perdita dei genitori e dai sensi di colpa); c'è il tema soprannaturale dei cacciatori di demoni (nella serie si parla anche di "angelo della morte", ma più che Tristo Mietitore il compito assegnato mi sembra più simile a quello del film Costantine del 2005); trovano poi spazio i rimpianti, la fiducia, la lealtà, la possibilità di riscatto (in questo senso il figlio del sindaco meritava forse un po' più spazio, mentre invece ci si è fermati a delle scuse sincere, che nel suo caso è già molto, ma mi sarebbe piaciuto riscoprirlo positivamente). L'unica nota dolente è che in alcuni punti è un po' contraddittorio: certe regole date come ferree all'inizio vengono tranquillamente violate, a volte senza reali conseguenze. Tanto per citarne una, Mo Tak viene ammonito per aver rivelato alla ex compagna l'esistenza dell'oltremondo, ma poi di fatto nessuno interviene per cancellarle obbligatoriamente la memoria come ci si aspetterebbe che accada. La coerenza è fondamentale, ancor di più se la tematica è sovrannaturale. Sono però piccoli dettagli, più che perdonabili, e che non vanno a inficiare l'ottimo giudizio nei confronti di questa serie che mi ha entusiasmata e - a tratti - anche commossa.
Unica precisazione: trovo che la serie sia perfettamente conclusa così. Di tanti drama che meriterebbero un seguito, in questo caso non lo vedo come un possibile valore aggiunto, tant'è che ho abbandonato annoiata il sequel dopo i primi episodi.

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Rookie Historian Goo Hae Ryung
1 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 7, 2021
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Dopo una mattone pesante e potente come My Country, avevo veramente bisogno di qualcosa di soft ma allo stesso tempo volevo rimanere nell'ambientazione storica. Ecco come sono incappata in questo drama.
Pur essendoci, soprattutto nella seconda parte, situazioni "drammatiche" l'opera riesce a rimanere leggera e divertente.
Due sono le cose veramente belle. In prima linea, il rapporto tra Hae-Ryung e Rim. Sono spassosissimi insieme. Li ho amati. Hanno una notevole chimica e la risata sorge spontanea. Sono accattivanti.
Poi il capovolgimento dei ruoli di genere. Qui delle donne riescono a diventare storiche, cosa che in quel periodo è ben lungi dall'essere possibile. Nonostante le regole dell'epoca, le quattro ragazze scelte si batteranno per difendere il loro ruolo e per cambiare le regole del gioco.
Oltre a loro, abbiamo anche una carrellata di personaggi tutti caratterizzati molto bene e che sostengono la seconda parte del drama in maniera egregia. In particolar modo la "gang" di storici a palazzo, i colleghi delle ragazze.
Consiglio questo drama soprattutto a chi vuole farsi due risate, a chi vuole vedere una semplice storia d'amore o a chi vuole anche un po' di pepe in più mescolato a tutto il resto.

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Back From the Brink
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 25, 2024
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Nonostante le diverse, purtroppo, pecche che si ritrovano principalmente nella seconda parte del drama, non posso non dargli un voto alto. I'm so sorry but questa storia, questi personaggi sono stati in grado di rubarmi l'anima. L'ho letteralmente appena finito e mi sento un enorme vuoto dentro, perchè sì queste diverse figure sono riuscite a darmi più di quello che credevo. Sono partita con aspettative rasenti lo zero e.. mamma mia. Partiamo dal Dragone: forse quello che si perde un po' ma il cambiamento dal primo episodio è lampante, tanto quanto il risvolto di Bai o della FL. Bai è quella persona che tutti vorremo avere come amico anche se fa quello che fa, ma sappiamo che gli vogliamo bene lo stesso. L'attrice che interpreta la protagonista mi ha risvoltato come un calzino, tanto che penso riprenderò un altro suo drama che qualche mese fa ho fermato. Ho apprezzato che nonostante la grande cerchia di compari che pian piano appaiono tutti riescano a evolversi e a farsi piacere a modo loro.
La storia parte avvincente ma lungo il percorso si "perde", fa diverse variazioni, allungamenti, ma credo che fossero necessari in primis proprio per la trasformazione dei personaggi, in secundis altrimenti non saremmo mai arrivati a dove siamo nello stesso modo. Quindi, sì. Nonostante non mi abbia fatto impazzire il tutto, nel complesso penso sia stato il modo giusto di agire.
Passo, per passo mi sono sentita accompagnata per mano.
Io l'ho amato.
Avrei voluto di più.

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Monthly Boyfriend
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 8, 2026
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.5

I primi 5 episodi sono inutili.

Dal sesto episodio è un drama gradevole, romantico, ben strutturato.
La coppia ha una buona chimica.
Ci sono dei bei baci partecipati.
I personaggi secondari hanno dinamiche interessanti.
Tutta l'introduzione sui fidanzati virtuali condita con mega sfilate di Jisoo con non so quanto diversi outfit e gioielli è totalmente fanservice. Peccato che a chi non piace Jisoo, come la sottoscritta, non interessa per niente. Ci si rifà giusto gli occhi con quel popò di attori che le affiancano.
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My School President
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 10, 2023
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

Che coccola.

Come dice il titolo, questa serie è proprio una coccola. Tinn e Gun sono dolci e tutto sommato la storia è molto semplice, ma al contempo tratta di un insieme di temi importanti (la malattia della mamma, le difficoltà economiche, il coming out dei protagostini), però sempre con un tono di leggerezza e dolcezza, che ti permettono di gustarti al meglio la storia. Ho apprezzato parecchio che i personaggio abbiano dovuto “prendersi delle responsabilità”: quella di trovare gli strumenti (dove anche se Lion (Tinn) li indirizzavano, hanno comunque dovuto fare del loro per poi ottenerli, la responsabilità di andare bene agli esami se no non avrebbero potuto fare il concorso, insomma si sono presi le responsabilità di “diventare adulti”, che è una cosa che alla fine liceo devi fare. E poi tutte le piccole storie extra: Por che aveva difficoltà con la madre perché vuole a suonare, il boost di confidence che ha dovuto fare Yok… insomma guardare questa serie è una coccola che ti fai: ritrovi i tuoi amici delle superiore, le grandi cotte (e quelle più piccole), ritrovi i momenti in cui ti sei sentito adulto per le prime volte e quelli in cui vorresti tornare ad essere un bambino. E le delusione, grandi come perdere il concorso o piccole, però il senso è che (e non credo che io stia citando Thua) “con le persone giuste è tutto più semplice”.
Si, ho pianto mentre scrivevo questa recensione

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Forever and Ever
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 13, 2022
30 di 30 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 5.0
Acting/Cast 6.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 1.0

... e vissero felici e contenti

Una comune storia di amore che si intreccia con altrettante storie d'amore senza particolare rilievo nel suo svolgimento.
La famiglia di lui tradizionalista, benestante e classista. La famiglia di lei moderna e piccolo borghese. Lui, il tipico scienziato tanto brillante nella carriera quanto impacciato nelle relazioni sociali e sopratutto nella relazione amorosa benché profondamente innamorato ed empatico. Lei un poco più vivace , bella e paziente, pura di sentimenti e profondamente innamorata.
La cosa che più mi ha disturbata in questo drama è la lungaggine con cui procede in mezzo a dialoghi piatti dal contenuto banale. Certe scene sono leeeee...nte,come quelle delle poche volte in cui si approcciano e si baciano ; ho voluto tornare indietro e contare quell'interminabile tempo precedente il primo bacio: ben 53 secondi (!)per avvicinare le labbra; che noia. Non c'è azione, solo dialoghi e nemmeno consistenti. Insomma: sia la sceneggiatura che la regia, per me, sono davvero poco attraenti. la storia avrebbe benissimo potuto risolversi in tre o quattro puntate tante è ripetitiva nelle situazioni.
Se devo dire una nota positiva: i dialoghi tanto banali sono resi sopportabili dalla musica di sottofondo che è armoniosa.
Ho dato 1 la rewacht poiché ho fatto fatica ad arrivare fino all'ultima puntata ( saltandone tre dopo le prime venti), figuriamoci sciropparmene altre trenta nuovamente.
Secondo me è una storia adatta a sognatrici adolescenti che amano indulgiare e crogiolarsi in sospensioni emotive.

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My Country: The New Age
1 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 7, 2021
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
È stato il mio primo drama a sfondo storico. Mi è piaciuto da matti.
Da una parte abbiamo Hwi, un giovane di umili origini che lotta per vendicarsi del padre ucciso ingiustamente e per proteggere la sorella.
Dall'altra abbiamo Seon-oh, un ragazzo cresciuto nella bambagia ma "bastardo", deciso a mettere sul trono il padre per poi ucciderlo.
I due nonostante sia amici quasi fratelli, si ritroveranno sui fronti opposti e dovranno combattere l'uno contro l'altro.
Poi arriverà un terzo personaggio a mettere zizzania un po' qua e un po' là, incasinando ulteriormente le cose.
A parte qualche episodio abbastanza noioso, mi ha preso un sacco ed ero sempre lì che ne volevo sapere di più. Ci sono stati un sacco di colpi di scena, l"ultimo" soprattutto mi ha schiaffeggiata in pieno viso!
Ho adorato tutti gli attori ma colui che interpreta Seon-ho è davvero bravo (conosciuto già con The King: Eternal Monarch)!!!!
In conclusione questo drama è consigliato principalmente a chi vuole battaglie, sangue e intrighi politici. Se cercate un drama storico/romance non fa per voi!

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Blood
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 22, 2024
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Una serie che concentra i pregi nella prima parte e tutti i difetti nella seconda

Avevo messo questo drama nella lista da vedere già da un po' di tempo, ma non mi decidevo mai. Probabilmente perchè l'immagine rappresentativa della serie (su Viki) faceva presagire una serie a tema vampiri banale e forse anche grottesca. L'immagine di fatto si è rivelata fuorviante (il nostro protagonista mai nemmeno berrà del sangue umano, quindi a maggior ragione mi chiedo perchè dipingerlo attaccato a una sacca di sangue manco sorseggiasse un'aranciata con la cannuccia). Arriva comunque il giorno in cui mi decido, ed è una piacevolissima sorpresa. I toni non sono grotteschi, anzi. Bella l'ambientazione, ben strutturate le premesse ambientate nel passato, interessante la visione del vampiro come infetto da un virus. I due protagonisti entrano in contatto, si prendono a frecciatine tra una diagnosi e un'operazione in sala operatoria e tutto fila che è una meraviglia. Nel mentre lui scava alla ricerca della verità, i vari personaggi secondari acquisiscono via via una definizione (chi palese, chi nascosta) e, davvero, riesco ad apprezzare un episodio dopo l'altro. Alcune delle scene banali e prevedibili che mi aspetto non ci sono, ed è anche un bene. Poi, però, l'inversione di rotta. Lasciamo quasi di colpo la sala operatoria, e la lasciamo praticamente per sempre, e la serie si concentra solo sul confronto tra le varie fazioni. Diventa un investigare, provocare, dubitare, verificare, reagire, praticamente a circolo chiuso. Se non fosse per qualche scena nella corsia dove si sperimenta sui pazienti quasi ci dimenticheremmo che il drama è partito con un'ambientazione medica predominante. Ogni tanto viene aggiunto un pezzo al puzzle - perchè prima o poi è chiaro che il mistero dovrà essere risolto - ma la serie perde di verve, l'entusiasmo scema e si seguono gli ultimi episodi giusto per la volontà di capire come verrà chiusa la vicenda. Soprattutto nella seconda parte ho trovato dei passaggi poco lineari, dalla scelta di eliminare l'amico coinquilino, idea che nella sua tristezza posso anche condividere perchè l'effetto "tutti buoni, tutti salvi" a volte spopola, ma che deve essere gestito bene. Se meritava una tale fine, meritava fosse pianificata con più cura, invece è stata davvero buttata lì male. Il finale, lo ammetto, non sono riuscita a capirlo e - come altri - ho dovuto cercare in rete l'illuminazione. Ok, capito, ma...se è risultato così incomprensibile a molti forse è già segnale che non è stato fatto per bene (poteva anche attendere il redivivo Corea e andare più avanti in Cecenia, tanto per dire...c'era bisogno dell'apparizione inaspettata? Boh.). Passando agli attori protagonisti, lui azzeccato per la parte. La sua compostezza ci stava tutta, anche se mi è venuto da chiedermi se si fosse calato splendidamente nella parte o se quell'aria imperscrutabile sia un limite all'espressività dell'attore (quello lo scoprirò dopo averlo visto in altre serie). Comunque, dicevo, lui freddo e conciso ci sta. D'altro canto lei avrebbe dovuto compensare...e ci prova, ma proprio non le riesce. Non sono riuscita davvero ad apprezzare l'attrice protagonista - che più volte mi ha ricordato un personaggio antagonista secondario di un'altra serie, pur non rivelandosi in realtà la stessa attrice - e che ho trovato davvero forzata e poco espressiva. Si vede lontano un miglio l'atteggiamento artefatto. L'affiatamento tra la coppia ne risente inevitabilmente, complice anche l'estenuante lentezza con cui evolve la relazione romantica (accontentiamoci di un bacio e poi prepariamoci a sentirli riferirsi all'altro come "primario" e "dottoressa Yoo" fino alla fine della serie). E gli episodi non sono i classici 16, ma ben 20, tempo e spazio insomma non mancavano. Già come pairing funzionano male e trasmettono poco, il carico di distanza aggiuntiva voluto dalla sceneggiatura ha dato il colpo di grazia. Mi sento però di concludere con un giudizio mediamente positivo, lo stesso dato ad altri drama nei quali ho riscontrato diversi difetti ma apprezzato dei pregi, con la differenza che nel caso di Blood la distribuzione non è uniforme: c'è una prima parte fatta davvero molto bene a cui segue una seconda parte fatta davvero molto male. Peccato.

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All In
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
mag 30, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 7.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 1.0

Un pezzo di storia del Drama

Un buon polpettone da assaggiare con calma. Per quel che ho visto, finora, dei drama coreani, All In è la quintessenza del makjang. Lacrime, incidenti, disgrazie come grandinasse. C'è una puntata dove piangono tutti, buoni e cattivi, protagonisti e comprimari.
Lento (maestoso?) come spesso sono anche drama attuali, ma sopportabile in quei momenti perchè la generosa presenza di un Lee Byung-hun, giovane scavezzacollo e del suo amico/nemico, un Ji Sung giovanissimo e troppo spregiudicato uomo d'affari, conforta molto la spettatrice nell'attesa dell'azione.
L'azione. Scazzottamenti, ammazzamenti e agguati a gogò con facce patibolari di cattivi che gli autori hanno scelto, mi pare, con più cura di quella che hanno dedicato agli altri attori (protagonisti esclusi): fanno orrore e tenerezza insieme, gli attori che impersonano uomini maturi, d'affari e non...un'epoca del drama in cui l'estetica non sembra essere stata un valore di mercato per l'industria dell'intrattenimento.
E' anche ripetitivo, ma la buona definizione psicologica dei protagonisti aggiunge sempre qualcosa di nuovo alla ripetizione dell'ennesima disgrazia.
Inevitabilmente datato dal punto di vista tecnologico, ed è un peccato perchè i paesaggi naturali sono grandi protagonisti assieme agli sfarzosi (e un po' di cattivo gusto d'epoca) interni di ville, villone, casinò e alberghi del jet set: 2003, un tempo in cui la valanga di pubblicità palese che infesta le produzioni recenti è quasi del tutto sconosciuta e c'è quasi un pudore nel nascondere (o nel non ostentare) l'ennesima bottiglia di liquore giallognolo che tutti si scolano in quantità iperboliche e le bottigliette verdi del soju sono quasi inesistenti.
La storia d'amore di Lee Byung-hun, una più che decennale odissea contrastata dagli uomini, dal fato e dall'intervento triangolare di Ji Sung (qui non eccezionale) vive del fantastico contrasto tra l'estrema mobilità espressiva del protagonista e l'incrementale fissità di Song Hye Kyo, molto adatta alla vendicatrice di The Glory ma stancante in questa parte. E poi...gioco d'azzardo, mafia, salti da viadotti, collusioni criminali, inseguimenti, poliziotti corrotti, faccendieri e tutto il resto del catalogo.
La colonna sonora è 'da scuola' e applicata con rigore nelle scene dovute. Vedi mai che ci fosse il rischio, per lo spettatore di confondere un ammazzamento con una scena d'affari o un momento di tenerezza. E tuttavia alcuni pezzi sono davvero notevoli, struggenti, famosi e ormai classici.
Detto questo ho fatto fatica a finirlo (anche perchè 24 puntate sono troppe) e verso la fine ho usato molto il fast forward. Ma non sono scontenta di averlo visto. E' comunque un pezzo della storia dell'intrattenimento televisivo coreano e quindi, con un po' di coraggio e spirito di conoscenza è un passo che può essere fatto (maggio 2025)

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You Drive Me Crazy
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 4, 2026
4 di 4 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 6.5

L'ambiguità dei sentimenti che si nascondono nell'abitudine

Miniserie del 2018 – ma in certi frangenti appare quasi più datata - che conta solo quattro puntate da una mezz’oretta l’una e nella quale mi sono imbattuta mentre passavo al vaglio i lavori di Kim Seon Ho, scoprendo così un breve ma delizioso spaccato sull’ambiguità dei sentimenti che si nascondono nell’abitudine.
La trama è volutamente semplice: due migliori amici, Rae Wan ed Eun Seong, dopo una notte di alcolici e frustrazioni finiscono a letto insieme. L’imbarazzo esplode, la convivenza forzata li costringe a fare i conti con ciò che hanno sempre taciuto. Sembra il classico “friends to lovers”, ma l’esecuzione è sorprendentemente matura. Le prime scene sono quasi uno slice of life spensierato, poi gradualmente emerge la paura di rovinare un’amicizia, quella domanda silenziosa: “E se non fossimo più noi?”.
Kim Seon Ho è calzante e magnetico, non saprei in che altro modo definirlo. Il suo Rae Wan è un uomo paziente, vulnerabile, che guarda Eun Seong come se custodisse un segreto che fatica a rivelare. Quando pronuncia la fatidica frase “Non riesco a togliermi il tuo odore di dosso”, non rappresenta solo un momento clou del drama, ma sancisce anche la definitiva resa di un amore che diventa visceralità. Quanto a Lee Yoo Young, la sua Eun Seong è egoista, impulsiva, a tratti insopportabilmente immatura. Una caratterizzazione che rende difficile tifare per lei (basti pensare a come ritorna, dopo oltre un anno, come se niente fosse). Eppure, forse, è proprio questo il punto: l’amore non è sempre meritato, a volte è solo qualcosa che non sai lasciare andare.

Sul fronte dei difetti, il più evidente è l’abuso dell’alcol come deus ex machina. Le emozioni più importanti nascono sempre da una sbronza, come se la sobrietà fosse tassativamente nemica dell’onestà. Pessimo messaggio.
Il salto temporale finale di un anno, poi, appare come una scorciatoia narrativa: ci viene detto che Eun Seong è cresciuta, ma praticamente non lo si vede. Questo è un po’ lo scotto da pagare per via della breve durata dello short drama. Gli va però riconosciuto che, in sole due ore totali, il drama riesce a costruire un’intimità vera e sincera, dove la chimica tra i due protagonisti si avverte tangibilmente anche nei semplici momenti di silenzio.

In conclusione, un breve drama che è più un focus sul tema dell’esplorazione e comprensione di sentimenti già abitualmente etichettati, che una vera e propria storia in sé. Nel suo piccolo ci sta e fa quello che deve. Per le due ore che richiede, l’investimento è giustificato. Un riempitivo insolito ma piacevole, ottimo intermezzo tra visioni più impegnative.

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Happy of the End
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 19, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Anime perse che si ritrovano.

Questo BL è senza ombra di dubbio la serie più cruda e drammatica che abbia ma visto. Se vi aspettate una storia tosta ma gestibile, allora vi consiglio di non iniziarla, perché qui non c’è nulla di gestibile. I temi affrontati sono terribili, come sono terribili le storie e le vicissitudini dei due protagonisti. Parliamo di due ragazzi completamente distrutti, a pezzi, con profonde cicatrici sul corpo e nell’anima. Uno dei due è addirittura ad un punto di non ritorno, schiacciato inesorabilmente da un passato fatto di abusi e situazioni abominevoli. Haouren è talmente distrutto da non avere più un briciolo di speranza che nella sua vita possa esserci anche un piccolo accenno di felicità, e quando si ritrova quest’ultima tra le mani pensa di non meritarla. La sofferenza di questo personaggio è talmente forte e grande che mi ha colpito come un pugno allo stomaco. Ciò che mi ha fatto avere la forza di andare avanti nella visione è stata la speranza di vedere queste due bellissime anime in pena trovare un po’ di pace, amore e conforto. Per tutta la durata della serie si percepisce la presenza di una sorta di “luce in fondo al tunnel”, qualcosa che concretamente non c’è ma senti che è lì, nascosta da qualche parte e tu vorresti che prima o poi venisse fuori. E poi capisci che la vera luce, in tutta questa torbida e disgustosa oscurità, sono proprio i due protagonisti. Inconsapevolmente diventano l’uno la luce dell’altro; si tendono la mano a vicenda per cercare di uscire dal loro passato e imboccare, insieme, la strada per un futuro migliore. Ecco, questa serie dimostra quanto la forza dell’amore possa essere grande tanto da rimettere insieme i pezzi di due persone rotte. É così, quindi, che voglio vedere questa serie, non come una storia cruda e disturbante, ma come un inno all’amore e alla speranza; come una storia che parla di due ragazzi che si salvano nel modo più semplice ma allo stesso tempo più totale che si possa immaginare; come una storia dove le seconde possibilità esistono davvero e sono li pronte per essere colte. É un inno anche alla vita che, nonostante tutto, può e deve andare avanti. Quindi, consiglio questa serie? Assolutamente sì! Se riuscirete a guardare oltre il marciume in superficie, potrete cogliere gli aspetti più delicati, dolci e profondi di una serie meravigliosa.

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Completo
La Cuisine
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 5, 2022
13 di 13 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 7.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Se si è in cerca di un progetto non ecceseivamente impegnativo.

Se si cerca una storia dolce, lineare, senza strappi è quella giusta. Unica pecca alcuni attori secondari non all'altezza del ruolo a mio avviso.
Musiche davvero di supporto alla storia, e inserite nel momento giusto, senza risultare invadenti e fuori posto.
Nota positiva del progetto: finalmente alla fine del drama si vedono premiati i personaggi positivi e "messi al loro posto giusto quelli negativi". Niente finale a taralucci e vino, tutti amici che ho sempre trovato personalmente inssopportabile!
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Until We Meet Again
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 18, 2021
17 di 17 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler
Ho adorato questa serie... Attori, musiche, storia, tutto perfetto. Ero titubante all'idea di guardarlo per paura di rimanerne delusa ma me ne sono innamorata. Dopo solo pochi minuti dall'inizio della serie ero già in lacrime.

Trovo che le relazioni tra i vari personaggi siano perfette, il parallelismo tra passato e presente è fatto molto bene, ho pianto ad ogni episodio, mi sono emozionata, era tutto ciò che volevo da questa serie.
Ho amato particolarmente la relazione tra Korn e In, le emozioni vengono trasmesse pienamente e ti senti parte del loro percorso, ridi con loro, soffri con loro, ami con loro, così come con Parm e Dean. Bellissima anche la coppia secondaria.
Alcuni colpi di scena sono prevedibili ma vengono comunque rappresentati molto bene.
La recitazione di Fluke e Earth l'ho trovata impeccabile.

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Familiar Wife
1 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 30, 2018
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 8.0
Musica 10
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler
Questo drama mi ha lasciato una bellissima sensazione, ed è un tipo che non ti aspetti. Confesso che i primi due episodi introduttivi mi hanno sconvolto e ritraggono il peggior incubo di vita matrimoniale di tutti credo. Mi ha fatto ridere in diversi episodi ed è stato molto carino vedere come nonostante tutto lui continui ad innamorarsi della sua ex moglie (possiamo chiamarla così? ) La vita in due è sempre complicata, si sà e se si guarda solo i propri bisogni, finisci per trasformare il rappprto in un incubo. Ed è bello che dopo tutte le disavventure , aver perso e poi riconquistato la persona amanti, ci sia lo sforzo di entrambi per essere felici insieme, sincronizzati, una squadra insomma, gli episodi sono pieni di rabbia, delusione, rammarico e tenerezza, quando nell’ultimo episodio, la moglie regala al protagonista la console per giocare, mi ha fatto davvero sorridere, veramente un tocco di classe. Colonna sonora disponibile su Imusic, la consiglio perché è davvero bellissima.
L’unica cosa molto out è il/la costumista, ma come l’hanno vestito il nostro Cha Do Hyun?
Poverino.....

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