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Una rappresentazione reale delle relazioni odierne
Questo drama è sicuramente inusuale.La storia dei protagonisti principali è scomoda, piena di tossicità e, seppur non mi abbia emozionato sentimentalmente, mi è sembrato una perfetta rappresentazioni delle relazioni odierne, dove si ha paura di esprimere a pieno i proprio sentimenti. E questo aspetto, riportato anche in tutte le altre storie, è innegabile dire che sia stato rappresentato in maniera coerente. Quindi non troverete una storia emozionante, che vi farà sperare nell'amore eterno, ma solo una fotografia di quanto sia difficile oggi avere una relazione solida, data dall'incapacità di esprimersi apertamente. Non nascondo che avrei preferito un altro finale, magari più maturo, ma è coerente con la personalità dei personaggi. Non c'è un'effettiva crescita da parte dei protagonisti, quindi i sentimenti di attaccamento e ossessione rimangono coerenti fino alla fine. Inoltre il drama è abbastanza esplicito per essere una serie coreana, e questo mi ha stupito.
La fotografia e la regia sono state stupende: ho apprezzato le inquadrature degli ex a mezzo volto per enfatizzare il senso di disagio di quelle scene.
Per concludere le opere d'arte erano bellissime da osservare e le ho trovate coerenti con l'ambientazione e la personalità "artistica" di tutti i personaggi.
Nel complesso l'ho trovato un buon prodotto.
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The Circumstances of Pungdeok Villa Room 304
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Una piacevole sorpresa!
Mi sono approcciata a questa serie con zero aspettative. Perché? Perchè molto breve (8 episodi da una mezz'oretta scarsa l'uno), per via della valutazione degli altri utenti (positiva, ma non eccezionale) e perchè - boh - la "locandina" mi portava a immaginare un drama incentrato su banali fraintendimenti.Invece ho trovato una serie davvero piacevole, in tutte le accezioni del termine. Con questo voglio dire che se da una parte ne consiglio la visione, dall'altra è apprezzabile in modo semplice, non certo un capolavoro. Ma a volte una serie "carina pur senza pretese" può essere l'obiettivo di qualche ora spesa in modo soddisfacente.
La trama ricalca vari clichè, ma sen ben fatto, perchè non apprezzare. Nulla di nuovo, quindi, piuttosto il "già visto ma fatto bene", che personalmente non disdegno mai.
Uno spunto interessante è sicuramente la doppia connotazione del rapporto tra i due protagonisti, dove in ambiente lavorativo uno è il capo e l'altro l'impiegato, ma - e qui vuoi il clichè della "coincidenza delle coincidenze" - nella coabitazione la situazione si capovolge, l'impiegato diventa il proprietario e il capo l'inquilino.
Ammetto che nella prima metà della serie mi sovveniva spontanea una critica, ovvero come poteva l'erede perditempo e viziato, costretto per punizione a dirigere un reparto dell'azienda di famiglia, a dimostrarsi fin da subito preparato e brillante. Devo però dire gli sceneggiatori sono stati bravi, e in due passaggi successivi hanno dato linearità a ciò che sembrava senza senso. Bravi anche gli attori, buono l'affiatamento tra i due. Esteticamente parlando, la frangia a forma di cuore di Seo Jae Yoon è un vero e proprio pugno nell'occhio, così come le borse sotto gli occhi che l'altro protagonista sfoggia senza motivo - non a sottolineare una notte in bianco, per dire - in varie occasioni.
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L'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere questo drama è "adorabile". Non si tratta di uno show privo di difetti o imperdibile, ma delizioso come nessun altro.
Cosa mi è piaciuto:
- la recitazione di Yoo In-Na, che ha saputo rendere adorabile un personaggio che, con molta probabilità, se affidato a qualcun altro, sarebbe risultato irritante e odioso. L'attrice brilla sin dall'inizio del drama, riuscendo ottimamente nella commedia, e oscurando temporaneamente il collega Lee Dong-Wook, che, anche a causa alla lenta apertura del proprio personaggio, riesce a mettersi in luce solo dopo qualche episodio.
- E' chiaro sin dall'inizio che Jung-Rok è un uomo gentile. Pur essendo schivo e solitario, non è uno di quei personaggi maschili che ci vengono presentati inizialmente come cinici e scortesi, e che poi cambiano una volta innamoratisi della protagonista. In questo caso il fatto che l'avvocato abbia buon cuore è palese sin dal primo episodio.
- Le personalità dei protagonisti. Yoon-Seo è di un candore incredibile, ma non è stupida (la scena con le vitamine nel pilot, a conti fatti, risulta abbastanza out of character). Jun-Rok è premuroso e affettivamente impacciato, e fa tenerezza il fatto che sia del tutto ignaro della frustrazione di Yoon-Seo per il suo procedere lentamente nella relazione. Sia l'uno che l'altra sono di buon cuore e spesso goffi rispetto a quello che è per entrambi il primo rapporto veramente importante. Insieme sono divertenti e dolci, ed è bello che il loro rapporto si fondi sulla sincerità (nobile idiozia a parte), sul supporto reciproco e sulla fiducia.
- La coppia formata dagli avvocati Dan e Choi. Inizialmente avevo pensato che si sarebbe trattato solo di una prevedibile accoppiata tra personaggi secondari, e invece le scene tra i due sono diventate quelle che aspettavo di più, dopo quelle tra i protagonisti principali. Ho adorato quel gran sorriso di Choi nell'abbracciare Dan, e la dichiarazione di lei nel parco. Bravissimi gli attori nel mostrarsi fino alla fine affiatati, divertenti e impacciati.
- Dopo la nobile, idiota scelta di Jung-Rok di lasciare Yoon-Seo, l'amico Se-Wan dà voce alla ragione - e a tutti gli spettatori - dicendogli che è uno stupido e che ha sbagliato a non essere chiaro con la donna. Alleluja!
- Lo show è divertente, e tutti i personaggi partecipano alla comicità, tranne, forse, Se-Won e Yeo-Rum. Da ricordare le scenette tra Yeon Joon-Kyu, CEO della Always, e il cugino Yeon Jun-Suk, direttore dell'agenzia di spettacolo, ma anche quelle tra Dan e Choi, e gli appuntamenti tra Yoon-Seo e Junk-Rok.
- Il drama sottolinea quanto possano essere dolorosi per un attore o un'attrice i commenti malevoli sui social, e come sia semplice che da una foto sul set nascano e si diffondano rumors che possono trasformarsi in qualcosa di deleterio o penoso per chi ne è coinvolto.
Cosa non mi è piaciuto:
- il catfight dell'episodio 3. L'ho trovato abbastanza lontano dalla personalità di Yoon-Seo. E' stato un elemento che per me ha rovinato un episodio che già non ha brillato, nonché la scena successiva, in cui l'espressione e gli occhi lacrimosi di Yoo In-Na sono stati veramente toccanti ed efficaci nel trasmetterci lo stato d'animo di Yoon-Seo, ingiustamente criticata ed estromessa da un mondo e un lavoro che amava.
- I due second lead, Se-Won e Yeo-Rum. Non sono mai riuscita a vederli come parte integrante della storia, piuttosto ho sempre avuto l'impressione che arrivassero da un altro drama. E alla fine, proprio quando cominciavano a starmi simpatici, alcune scelte degli autori mi hanno deluso. Innanzitutto, una volta tornata con Se-Won, Yeo-Rum afferma di non volere una carriera troppo di successo, dandomi l'impressione che volesse sacrificare il proprio lavoro per dedicarsi a casa, marito, ed eventualmente figli (non c'è nulla di male in una scelta del genere, ma il modo in cui è stata resa la scena non mi è piaciuto). Inoltre, Se-Won compra la loro futura casa senza consultarsi con lei, e la sua proposta di matrimonio è quanto più lontano possibile da quello che posso considerare romantico.
- Ho fatto molta fatica ad affezionarmi ai personaggi di contorno della Always Firm, tanto che inizialmente trovavo noiose le loro scene e le vicende che li vedevano protagonisti (come il caso della figlia di Eun-Ji).
- Il caso dello stalker si è risolto troppo bruscamente. La questione aveva avuto molta importanza nella prima metà del drama, ed aveva avuto un ruolo anche nel forgiare la personalità di Yoon-Seo. Purtroppo, proprio quando lo stalker è comparso, la cosa è stata velocemente accantonata, tanto che pensavo che la si sarebbe ripresa negli episodi successivi, in cui però non è stata più menzionata. Non so se si sia trattato di una scelta consapevole degli autori (pare che nel webtoon da cui è tratta la rom-com, la questione abbia molta più rilevanza), che hanno preferito dare più spazio ad alcuni casi legali; se si è preferito chiudere la vicenda perché si trattava di qualcosa di troppo serio per il genere (abbiamo tutti finto di credere che lo stalker, dopo aver drogato e trascinato a casa sua Yoon-Seo, l'avesse solo guardata dormire fino al mattino successivo), o a causa del contemporaneo scandalo che sta ancora travolgendo varie personalità dello spettacolo in Corea.
- Il product placement è davvero massivo. Nei primi episodi è stato fatto un buon lavoro per integrarlo nella storia, ma, soprattutto nell'ultimo, sembrava che le scene fossero di tanto in tanto interrotte da mini-spot pubblicitari.
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One Thousand Dollar Lawyer
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Il dramma dei k-drama
Non so quali porcherie tecnico-finanziarie determinino (come ovunque) le produzioni televisive coreane. Ho letto spesso, ad esempio di sceneggiature che vengono rimaneggiate in corso d'opera a seconda dell'andamento degli gli indici di ascolto settimanali o di esigenze di implementazione del fan service o degli inserzionisti pubblicitari. Certo queste manovre, che non hanno niente a che fare con le capacità artististiche degli attori o spesso, con le aspettative degli spettatori sono quasi sempre negative sulla riuscita/godibilità dello spettacolo.In questo drama, a mio avviso i risultati ottenuti sono devastanti. Il taglio, in itinere, di 4 puntate (12 delle 16 inizialmente previste, nonostante gli elevati indici di ascolto durante la programmazione) e il conseguente rimaneggiamento delle puntate ha completamente deformato uno spettacolo molto divertene e ottimamente recitato. Fino alla fine dell'ottava puntata il mio voto era un 9.5. Il voto finale è decisamente più basso e a salvare almeno questo risultato è la recitazione fantasmagorica di Namgoog Min. Il mio monoteismo coreano si è trasformato in un duoteismo (pardon). NGM ha raggiunto l'olimpo e siede ora, per sempre, accanto a Ji Sung. In questo spettacolo anche gli odiosi inserti pubblicitari, grazie alla sua maestria sono proprio divertenti (quello del caffè starbuck mi ha fatto morire dal ridere).
NGM è attore superpoliedrico e qui lo mostra in una gamma di trasformazioni personali sorprendente. E' divertente, scanzonato, serio-serissimo, determinato, finto tonto, compagnone e delicato, eccentrico ed equilibrato, pauroso e indomabile. In alcune delle sue versioni ha pure questa pettinatura tutta 'perfettamente disordinata' che gli dà quell'aria sbarazzina (che mette da parte quando fa l'integerrimo procuratore) che lo rende, per me, un piacere anche per gli occhi.
Nel trio che forma il personale dello studio legale, dove tutte le cause costano un dollaro ai clienti meno abbienti, spicca anche la recitazione del braccio destro del protagonista: Park Jin Woo nella parte del proprietario di lavanderia, mr. Sa. Ji Hoon lo ha salvato in un caso legale difficile e ora mr. Sa, ingenuo fino alla tontaggine e timoroso di natura, per aiutare il ML si butterebbe nel fuoco, tremando come una foglia. Bravissimo. La protagonista femminile non è male ma è distante anni luce dai due uomini.
Fino al tracollo lo spettacolo ha pure aggirato la modalità legal-drama un po' scontata del 'un caso diverso ogni puntata' che, visto uno, visti tutti. Dunque anche una certa originalità di sceneggiatura che si manifesta anche nella scelta di non costruire un passato, che si intuisce complesso e doloroso, attorno al protagonista. Fino alla sesta puntata non sappiamo chi sia davvero Ji Hoon, da dove venga, perchè faccia il povero avvocato con vestiti di alta sartoria, perchè viva in un attico e cerchi di sfuggire alla proprietaria dello studio legale perchè tremendamente in arretrato con l'affitto.
Insomma uno spettacolo egregio quasi ammazzato da decisioni di produzione. Detto questo ne consiglio la visione perchè, finchè mi sono divertita mi sono divertita molto.
Nota: c'è questa scena dove lui disperato per avere indirettamente causato il 'suicidio' dell'amato padre, profondamente consapevole della sua emarginazione professionale, conseguenza della sua irriducibilità al compromesso con i potenti, solo e senza risposte nè vie d'uscita si sdraia sul selciato di un vicolo sotto la pioggia scrosciante. La sua altrettanto irriducibile innamorata senza speranza gli si sdraia accanto silenziosa. Quando lui, girando la testa la vede capisce a un tratto che, forse, alla fine, l'amore può essere una scintilla nel suo buio esistenziale. Il suo sguardo verso di lei continua ad esser disperato ma un barlume di luce affiora nel fondo degli occhi e un decimillimetro di sorriso incurva impercettibilmente le sue labbra. Namgoong Min, ma come fai a fare 'ste robe? (febbraio 2026)
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Questo titolo, secondo me, è uno di quei drama un po' troppo sottovalutati, ma che consiglierei sempre, nonostante i suoi "annetti" alle spalle.
"Personal Taste" racconta una bellissima storia, molto semplice in alcuni punti, ma sempre interessante. Si prende i suoi tempi per far conoscere i protagonisti: lo spettatore si affeziona piano piano a ognuno di loro e viene catapultato in uno spaccato delle loro vite, accompagnandoli nella loro routine quotidiana. Insieme a loro ci si commuove, ci si arrabbia e ci si emoziona.
La storia alterna momenti pieni di ironia e risate a parti più serie e romantiche, un mix perfetto di tutto, a cui non manca proprio niente!
Il drama presenta un cast veramente straordinario!
Una giovane Son Ye-jin ci dimostra, come sempre del resto, la sua versatilità e la sua bravura: qui recita la parte di una donna goffa e disordinata, tutto il contrario del protagonista maschile, interpretato da Lee Min-ho.
Quest'ultimo ci regala una delle sue performance migliori con un personaggio puntiglioso che si finge omosessuale.
La crescita dei protagonisti, insieme al loro conoscersi e aprirsi, è uno degli aspetti più interessanti del drama.
"Personal Taste", in conclusione, è uno di quei classici imperdibili che, con la leggerezza tipica dei k-drama, affronta anche temi più complessi.
Non bisogna fare l'errore di sottovalutarlo!
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Esperienza trashendentale (sic!)
Non ci si laurea in dramology se non si passa di qui...costi quel che costi...25 puntate di puro trash inizio millennio.
Jun-pyo guida una banda di coprotagonisti sciamannati e deliranti: sia i 'ragazzi' sia gli adulti.
Per capire che lui è il capo della squadraccia basta guardare i suoi imperscrutabili, famosissimi, capelli (non cappelli eh!). Impossibile dimenticarli.(2023)
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Tra risate, misteri e lacrime: il K-drama che unisce Joseon e la Seul moderna
Il principe ereditario Lee Gak (interpretato da Park Yoochun) vive durante la dinastia Joseon. Dopo la morte misteriosa della sua principessa, si ritrova improvvisamente catapultato nel XXI secolo, nella caotica Seul moderna, insieme ai suoi tre servitori fidati. Senza alcuna comprensione del mondo contemporaneo, il principe finisce a vivere sul tetto di un piccolo appartamento — da cui il titolo “Principe del sottotetto” — incontrando Park Ha (Han Ji-min), una giovane donna gentile e indipendente che cambierà la sua vita.Tra gag irresistibili e momenti di profonda emozione, i due protagonisti scoprono che i fili del passato e del presente sono più intrecciati di quanto potessero immaginare.
Al di là dell’intreccio romantico, Rooftop Prince è una riflessione sul valore dell’identità, della memoria e della trasformazione personale. Lee Gak, da principe autoritario, impara la vulnerabilità e la compassione; Park Ha, segnata da un’infanzia difficile, trova la forza di credere nell’amore. La serie ci ricorda che, anche se il tempo scorre, l’amore autentico non conosce epoche né confini.
Punti di forza:
- Idea originale e ben sviluppata
- Equilibrio tra comicità e romanticismo
- Cast carismatico e ottima chimica tra i protagonisti
Debolezze:
- Alcune puntate centrali lente e ripetitive
- Eccesso di melodramma nel finale
- Uso di cliché narrativi tipici del genere
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Banale, poco riuscita e non necessaria riproposta di un clichè visto e rivisto
Storiella veloce e senza troppe pretese - che, se fatta bene, può però funzionare - sul classico cliché del finto matrimonio. Purtroppo la trama è palesemente non realistica, troppo forzata e sconclusionata: lei che non capisce ciò che anche un bambino di cinque anni capirebbe, lui che - ma chi ci crede? - non la vede da una vita ma è da sempre innamorato perso di lei. I pochi episodi scorrono rapidamente tra i banali e maldestri tentativi di lui di dichiararsi e l'imprevisto di turno che interrompe la scena, con la protagonista perennemente ignara di tutto.Debole anche lo sforzo sulla caratterizzazione dei due: lui poco credibile, interpretato da un attore già incontrato in altri drama e difficilmente apprezzato; lei tutta bugie "gentili" che sanno di ridicolo e una frangia appiattita spalmata sugli occhi.
Mi aspettavo sinceramente poco da questo drama, ma comunque qualcosa di complessivamente piacevole... E invece è stato un po' come mandare giù una medicina dal sapore poco gradito.
Non l'ho droppato solo per via della sua scarsa durata. Della stessa tipologia - breve, giapponese e sul tema del matrimonio di convenienza - opterei piuttosto allora per "In-House Marriage Honey", decisamente di un altro livello.
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An Insignificant Affair
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Storia carina
Questo film è molto carino. Secondo me, però, avrebbe potuto essere decisamente meglio, infatti dalla trama mi sarei aspettata di più.Gli attori sono bravissimi. La storia, però, a mio parere, fa un po’ confondere. Non sembra che i due si amino, però poi invece accade-ma-non-accade. Questa è la cosa confusionaria. La loro storia è complicata e sembra essere stata messa su in piedi solo dopo la lettura della mano da parte del protagonista maschile nei confronti della protagonista femminile.
Nonostante i miei pareri, consiglio di vederlo perché questo film analizza anche il punto di vista scolastico asiatico rispetto alle storie d’amore tra studenti, che sono enormemente vietate, soprattutto in Cina. Solo uno sfioramento di mani tra un ragazzo e una ragazza, come vediamo nel film, scatena già un problema gigantesco a scuola, ma non da parte degli studenti che avrebbero potuto ribellarsi e avere anche loro delle relazioni, ma da parte degli insegnanti, sostenitori del fatto che se due adolescenti si mettessero insieme, questi inizierebbero a mancare nello studio.
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Crash Landing on You
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IL DRAMA PER ECCELLENZA
Ho visto questo drama circa 4 anni fa. Ha un posto speciale nel mio cuore e, quando posso, lo rivedo.Ho provato delle emozioni indescrivibili. Sì ride tanto e si piange tanto. E non si piange solo per dispiacere o per disperazione. Sì piange principalmente per commozione. L’amore viene raccontato in modo tenero, profondo, puro. C’è una magia in questa serie che è quasi difficile riuscire a raccontare.
Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, hanno un loro specifico ruolo e riescono a raccontare la propria storia senza sgomitare.
Dopo anni ancora ne parlo come se fosse la prima volta.
Drama eterno!
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Alte aspettative per poi ritrovarsi il caos e alla fine il nulla, questa è la frase che più mi rappresenta questa seconda stagione di Pit Babe.Ho visto la prima stagione in onda e per questo ho deciso di fare lo stesso per la seconda stagione, è vero che il caos all’interno della trama c’è sempre stato ma mai avrei pensato potesse raggiungere questi livelli.
Voglio essere sincera, per quanto ami questa serie con tutta me stessa è inutile dire che sono rimasta molto delusa per il modo in cui hanno fatto le cose, è un problema che parte proprio dagli scrittori che non sono stati evidentemente capaci di fare un buon lavoro.
La trama di Pit Babe è una trama molto bella e complicata, ha le sue varie sfumature che permettono di unire in maniera molto naturale la storia d’amore con la questione della battaglia contro Tony, ma se nella prima stagione nonostante il casino si è arrivati a una fine per lo meno decente, in questa seconda stagione non si è stati in grado di creare una storia continua, tanto che sembra sempre spezzettata in vari pezzi, in particolar modo l’ultimo episodio.
Sinceramente non ero contenta per la narrazione neanche nella prima stagione, ma dopo aver visto questa seconda stagione mi sono ricreduta perché veramente il casino di questa stagione supera quello di prima. Almeno prima avevano fatto un lavoro che può essere considerato decente, adesso invece è il completo opposto.
Diciamo che ci sono vari lati della questione, la trama è stata trattata malissimo e idem alcune dinamiche nelle relazioni, ma almeno sono contenta che il personaggio di Babe sia stato capace di migliorare tantissimo.
Quello che ho notato sin dall’inizio e che ho amato durante tutta la serie è proprio il modo in cui Babe sia maturato tantissimo e si vedeva proprio dalle sue azioni, rispetto alla prima stagione in cui è rimasto sempre lineare, il solito testardo pieno di sé che magari mostrava il suo lato bellino solo a Charlie, adesso nella seconda stagione è iniziato con quest’attegiamento ed è stato capace di migliorare molto. Sono rimasta scioccata da tante sue azioni e parole, davanti a certe situazioni il vecchio sè non avrebbe mai reagito così, posso dire di essere fiera del modo in cui sia maturato.
Non si può dire, però, lo stesso Alan, di cui tanto mi fidavo ma alla fine è stato proprio lui ad essere il più scemo.
Nella loro coppia Jeff è sempre stato quello maturo ma un pò scemo perchè non prende mai posizione, è sempre un pò insipido, non saprei come esprimermi meglio. È troppo statico, con la sua mente dovrebbe accendere il cervello e farlo funzionare, invece non lo fa e così facendo dipende troppo dalla situazione e dalle persone circostanti.
Alan di suo canto l’ho sempre amato perché è colui che ha sempre una risposta, agisce con la testa e ha i piedi a terra, almeno questo è quello che ho sempre pensato.
La sua decisione, per quanto la capisco, mi ha lasciato veramente delusa. Fare un patto con Tony, colui con cui sei in conflitto da anni, è una scelta assurda. Alan è stato proprio deficiente a pensare che Tony gli avrebbe dato tutte quelle cose in cambio solo del sangue di Charlie, oltre al fatto che dare quel fottuto sangue è probabilmente uno dei fattori alla base della sua perdita di memoria, cosa che non gli perdono e basta.
Per non parlare del chip nella testa, dico io Alan ci stava con la testa o no quando hanno levato quel dannato chip dalla testa di Willy, io veramente non ho parole.
Da un lato capisco la sua scelta, Alan era disperato per le troppe situazioni e lui ha un ruolo fondamentale per il team, ma anche se fosse, nessuno gli da colpa se si prende un momento per curare il proprio corpo. In questo modo non avrebbe fatto tutte ste cazzate, anche perchè alla fine non è che sia servito a tanto, chissà.
Che poi a sto punto veramente mi vien da dire che la loro relazione è un esperimento sociale, sennò non è fattibile. Jeff è passivo, Alan fa tutta una scena mille volte per mettere nella testa di Jeff che se sono una coppia non si devono nascondere le cose, e poi alla fine è lui stesso a nascondere la cosa che più al mondo non avrebbe dovuto nascondere, semplicemente non ho parole.
Per Babe e Charlie invece la situazione è migliorata rispetto alla prima stagione, devo essere sincera. Babe è maturato tanto mentre Charlie ha voluto fare da eroe decidendo di portare su di sé tutto il peso. A me è dispiaciuto veramente tanto per lui perchè non si meritava di avere tutto sto peso addosso, a un certo punto mi è sembrato una sorta di secchio della spazzatura, nel suo corpo alla fine della serie ce n’erano tre di poteri: quello di Babe, quello di Jeff e quello di Tony. Un peso estremamente pesante, non a caso è stato costretto a letto per tanto tempo. Eppure io mi domando e mi chiedo se fosse veramente necessario che Charlie portasse tutto questo fardello, forse è perchè stesso lui è così, non si può cambiare tanto facilmente la personalità di una persona, oltre al fatto che non credo abbia mai guardato a se stesso con un certo rispetto, ha sempre dato sé agli altri e questa cosa è veramente triste.
Sarà anche per questo motivo che sono molto affezionata all’amore di Charlie e Babe.
Sono letteralmente due amanti pronti a morire per l'altro. Il loro amore non supera e non è superato da niente e da nessuno.
In fin dei conti se dobbiamo fare un conto finale ci possiamo rendere facilmente conto che gli scrittori sono stati capaci di fare un buon lavoro solo nello sviluppo della loro storia e della loro persona. Per il resto sono stati capaci di rovinare tutto.
Prendiamo come esempio North e Sonic. Nella prima stagione erano il mio piccolo tesoro, mi sembrava di vedere una cosa che loro non fossero in grado di vedere; in particolar modo amavo il personaggio di Sonic…beh, in questa seconda stagione no.
Sono rimasta veramente delusa e scocciata dalla sua persona in questa stagione, capisco che fosse annoiato dalla staticità di North, il quale comprendo non fosse proprio in grado di ammettere i suoi sentimenti, però cazzo non puoi dire che lui non prende posizione.
Si vedeva sin dalla prima stagione che North amasse con tutto se stesso Sonic, mancava solo un pò di coraggio, e se a Sonic erano scese le palle a terra ad aspettare la sua mossa perchè non è stato stesso lui a fare sta mossa. Diciamo che questa seconda stagione è stata in grado di farmi odiare l’unico personaggio che mai mi sarei aspettata di odiare.
Alla fine però mi è piaciuta tanto la scena in cui finalmente North ha preso coraggio e l’ha baciato, pure il loro fidanzamento ha dato buone vibes, peccato che non abbiano fatto vedere tanto.
Altro esempio molto scottante e di cui si è parlato fin troppo sono Kim e Kenta, io veramente vi giuro la mia pazienza ha visto il suo limite per colpa loro.
Li ho amati fin dal primo episodio, il personaggio di Kenta non mi ha mai detto niente mentre quello di Kim è sempre stato nel mio cuore, sin dalla prima stagione.
La cosa che a me dispiace di Kenta è che lui non ha mai sperimentato un vero amore, Tony lo usava come un cane, Pete l’ha abbandonato e poi utilizzato. Solo Kim l’ha trattato bene e amato veramente. Eppure Kenta è sempre troppo legato al passato, mi urtava vedere come nonostante tutto il suo sguardo fosse sempre rivolto a Pete.
Kenta ne ha passate tante, si è letteralmente offerto come quello catturato ogni tre quarti e a Pete non gli passava nulla per la testa, mai a chiedersi come stesse Kenta, sempre troppo sicuro che in fin dei conti se la sa cavare da solo. È triste vedere una persona che ama così tanto essere ricambiata in questo modo dalla persona amata. Da questo punto di vista Kim è stato la salvezza, se non si preoccupava lui di Kenta, chi cazzo l’avrebbe fatto, eppure alla fine quello che abbiamo avuto sono giusto due baci e un addio…beh che merda.
Sotto sotto ammetto che speravo di vedere Kenta decidere di andarsene in Corea con Kim, ma mi state a dire che questi nemmeno un abbraccio di addio si son dati, ceh veramente io non so che dire. In tutta questa serie gli unici con la testa sulle spalle erano loro e neanche abbiamo avuto l’opportunità di vedere bene la loro storia, poteva essere costruita così bene lo giuro. È da ammettere, è un vero spreco quello che ne hanno fatto.
Pure la situazione di Pete e Chris è un grande bho a mio avviso. Pete per me ha sbagliato sin dall’inizio con Chris. Lui vedeva Way in Chris, usandolo così in maniera pietosa.
Non credo abbia mai amato la persona di Chris, in fin dei conti baciarlo e altro lo faceva sentire come se lo stesse facendo con Way, gli permetteva di dare vita a quelle fantasie che mai è riuscito a realizzare con Way prima che morisse. Da questo punto di vista Pete mi ha fatto veramente schifo, alla fine mi è ancora un dubbio se lui fosse in grado di vedere Chris come Chris, non come Way, per questo penso sia stata giusta la decisione di Chris di prendere strade differenti. Si è risparmiato una relazione in cui lui viene palesemente amato perché uguale a un morto, tutt’ora mi chiedo “se Chris non fosse uguale a Way, Pete lo amerebbe lo stesso? Si sarebbe mai avvicinato a lui?” ma di queste domande credo che nemmeno Pete abbia una reale risposta.
Se dovessi invece spendere due parole su Willy, mamma mia quanto ha sfracassato le palle in ben 11 episodi, solo gli ultimi due episodi è servito a qualcosa. Mi dispiace del suo passato e capisco che certe cose le abbia fatte perché costretto da Tony, ma nessuno ha detto che dovesse fare lo schifoso con Babe dall’inizio alla fine, quindi anche se non è completamente uno schifo di persona, queste cose vanno ricordate. Devo dire che alla fine è stato utile solo nell’ultimo episodio, chissà adesso che è finito tutto per lui magari deciderà di farsi una nuova vita più dignitosa, speriamo.
Se dobbiamo invece spendere due parole su tutta la questione di Tony è uno spreco parlarne, tutto troppo contorto e nullo al tempo stesso. È rimasto sempre lo stesso, ma ammetto che a un certo punto mi sono veramente chiesta “perchè”. Voleva Charlie, ma poi dopo voleva Babe. Non è mai stato chiaro chi volesse seriamente. Una cosa che poi non mi è data sapere è com’è possibile che una persona così egoista e materialista voglia Babe anche quando lui “non serve”, ceh non ha poteri né nulla, che te ne fai di Babe.
Una mia ipotesi è che essendo un ragazzo dal grande potenziale forse Tony avrebbe potuto creare un potere immenso in lui, ma tutto ciò non è confermato nè ha un valido fondamento. Per questo mi chiedo cosa volesse in fin dei conti Tony, non credo di averlo mai capito veramente.
Posso solo dire che tutto ciò è stato uno spreco di tempo e per quanto la trama fosse interessante, il modo in cui hanno deciso le azioni e soprattutto le tempistiche è pietoso, mi hanno veramente deluso sotto questo aspetto.
Quello che però mi sono sempre chiesta in questi mesi è proprio com’è possibile che nonostante la mia pazienza fosse finita e mi ero veramente scocciata di questa situazione, cosa cazzo mi ha fatto continuare a vedere la serie…beh la risposta è molto semplice, l’amore di Charlie e Babe. Non so esprimere a parole quanto si amino, ho resistito a questa serie solo perchè sono arrivata ad amare il loro amore con tutta me stessa e non vedevo l’ora di poterli vedere finalmente insieme felici dopo tutto quel casino.
Da un lato per me hanno rovinato tanto le cose mettendoci pure la perdita di memoria di Charlie, eppure l’amore di Babe si è visto nella maniera più profonda in questo modo, diciamo che ci sono stati lati positivi e negativi.
L’episodio che ha fatto più schifo di tutti è sicuramente l’ultimo, una grande delusione.
In questo episodio, che ho appena finito di vedere, sono stati così infami da voler “risolvere” le problematiche di due cazzo di stagioni in ben 21 MINUTI…si, 21 minuti. Non voglio nemmeno commentare.
Che poi neanche hanno risolto nulla perché beh una bella sparatoria, gente morta, e poi? Alla fine non c’è nessuna vera risposta e della questione del medicinale per sciogliere i poteri non se ne sa nulla, l’ultima volta che se n’è sentito parlare abbiamo visto Chris dire che aveva fatto uno sviluppo ma comunque non era stato provato, quindi alla fine non sappiamo neanche se questo medicinale è stato creato o meno e Chris se nè pure andato dal laboratorio.
Dopo quei 21 minuti il nulla, tutti pezzetti delle varie coppie uno dopo l’altro, senza un senso logico e buttati lì a caso. È brutto ammetterlo ma neanche il matrimonio alla fine mi ha trasmesso qualcosa perchè veramente non so cosa è passato in testa a sta gente quando hanno messo insieme l’idea per la fine di una storia che si protrae da ben due fottute stagioni.
Per riassumere i miei sentimenti contrastanti posso dire che la trama è una grande delusione, ci sono aspetti positivi e aspetti negativi, ma l’unica cosa che mi ha tenuta davanti lo schermo è la storia d’amore di Charlie e Babe, il resto è in fiamme.
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A Virtuous Business
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Un drama di donne per le donne
Recensione di: Effe IG: _Dramalia_Questo è un drama di donne per le donne.
Fresco, divertente, irriverente, moderno! Il suo fulcro è la sessualità, il sesso, la ricerca del piacere femminile.
Non è in alcun modo un drama volgare però, né a luci rosse o vietato ai minori, anzi, sfrutta il sesso come filo narrante ma, alla fin fine, i contatti amorosi sono pochissimi e semplici, questo perché “Virtuous business” ci rende fin da subito chiaro che il suo scopo non è parlare di sessualità sfruttando l’onda dello spicy, ma raccontare semplicemente la sfera intima dell’universo femminile per mezzo delle storie personali di donne in rappresentanza di diverse età ed estrazioni sociali.
E’ un drama senza tabù, libero, ambientato in un momento storico per la Corea fatto di pudicizia e censura ma rimane un drama semplice e in alcun modo perverso. Siamo infatti agli albori degli anni 90 e veniamo catapultati letteralmente nelle diverse vite di 4 donne che però, nonostante le loro estreme dissonanze, sono molto più simili di quello che sembrano: sono donne, con le loro storie, i loro segreti, i loro desideri e la loro voglia di libertà e indipendenza. Han Jeong-suk ha un figlio ed è sposata con un attaccabrighe che non riesce a tenersi un lavoro nemmeno a pagarlo oro. Conosciamo Jeong-suk come una persona timida, morigerata, pudica alla massima potenza, sessualmente sottomessa ai voleri del marito, sempre assertiva, canonicamente inserita nella concezione “normale” di un matrimonio di quegli anni in cui l’uomo decideva e la moglie annuiva. Considerata la “bellissima” del villaggio, la vediamo svolgere piccoli lavoretti reputati poco dignitosi, come attaccare gli occhi a dei pupazzi o fare la domestica per gente facoltosa, il tutto per riuscire a racimolare i soldi dell’affitto. Quando però scopre il marito a tradirla, tira finalmente fuori la grinta e lo lascia definitivamente, chiedendo il divorzio. Rimasta sola, non riuscendo a trovare un lavoro per la sua condizione di donna divorziata, risponde ad un annuncio su un giornale e inizia a vendere biancheria intima sexy e giocattoli erotici porta a porta. Con lei conosciamo anche Lee Joo-ri, giovanissima madre single che lavora come parrucchiera e veste con abiti succinti sfidando la morale bigotta del paesello. Bisognosa di denaro per sé stessa e per il figlio, anche lei inizia a vendere porta a porta con Jeong-suk articoli erotici. La terza donna che si unisce a loro è Oh Geum-hee, moglie del farmacista del villaggio, una benestante ma annoiata signora di mezza età che trova per la prima volta una via di sfogo e di divertimento proprio nell’unirsi alla vendita di articoli per adulti con le altre ragazze, con cui stringe un legame di profonda amicizia e complicità. In ultimo Seo Young-bok, la più dolce e buona, ma anche la persona più sfortunata tra tutte: madre di ben quattro figlie, incinta della quinta, vive in un monolocale con la progenie e il marito, un ex galeotto che nessuno assume, costringendo lei stessa a provvedere al mantenimento dell’intero nucleo. Queste quattro donne insieme rappresentano di fatto ogni spaccato possibile della società e manifestano nel modo più esemplare e puro il concetto che la diversità non separa ma unisce, rendendosi testimoni in prima persona di quanto le loro disparità in realtà siano punti di coesione e di reciproco sostegno e comprensione. Ma questo è solo uno dei tanti messaggi di questo drama, “A Virtuous Business” è pieno di sfaccettature, così pieno che elencare tutte sarebbe difficile, come difficile sarebbe evidenziare tutti i suoi contrasti. Siamo davanti ad un prodotto che racconta tantissime storie viste da più punti di vista differenti: il tema della sessualità è sicuramente la trama cardine che lega ogni avvenimento, ma la narrazione va ben oltre. La genitorialità, ad esempio, è un punto fondamentale degli episodi, ed è trattata sia dal punto di vista degli adulti, che da quello dei bambini: dai figli cresciuti in una famiglia tradizionale a quelli di una famiglia di divorziati, figli cresciuti da madri single che sono riuscite a combattere contro il mondo per loro e figli di madri vinte che non ce l’hanno fatta, preferendo rinunciarvi; figli che cercano affetto, figli incompresi o sottovalutati, figli amati, figli perduti. Oppure il matrimonio: quello che si erge su un mare di bugie, quello che viene mantenuto per apparenza, quello pieno d’amore che va oltre gli ostacoli, quello che si lacera. O ancora l’amore: quello nuovo, fresco e giovane che combatte contro gli impedimenti con forza e spregiudicatezza; quello navigato, forte e maturo che supera ogni momento di crisi portando conforto e comprensione; quello che rinasce dalle ceneri di un fallimento e dona nuova linfa vitale; quello che vacilla ma non crolla persino di fronte agli ostacoli più impervi e alle salite più impetuose. E infine la tenacia: quella di cercare la propria madre sfidando tutto e tutti, di volersi affermare come donna, di voler intraprendere un lavoro, di voler lasciarsi andare all’amore, di afferrare le proprie passioni e di vivere il proprio piacere.
Questo è un drama davvero pieno, pieno di racconti, pieno di sbagli, pieno di speranza e di coraggio. E’ un viaggio attraverso l’affermazione femminile, e quindi possiamo dire che oltre ad essere un prodotto sociale e culturale, è anche un drama politico. Insomma, è davvero tante cose.
Condotto e retto da un cast di vera eccellenza, la sua visione ricca scorre piacevole senza far mancare momenti sì di riflessione, ma anche di grandi risate. Non manca nemmeno la componente maschile, sebbene sia certamente oscurata dalle donne che detengono in maniera indiscutibile lo scettro della narrazione. Tra gli uomini spicca Kim Do-hyun, un detective che si trasferisce nella piccola cittadina da Seoul, la sua storia è commovente e particolare, ma soprattutto lui rappresenta in pieno la classica green flag, il punto di rottura con l’uomo medio dalla mentalità retrograda. E’ infatti un personaggio dalla mentalità aperta, affascinante e prestante ma soprattutto accudente e mai opprimente.
In tutto ciò vi domanderete: difetti? In effetti sì, questo drama ne ha uno che purtroppo ritroviamo in molte altre produzioni: il finale. Si tratta infatti di una conclusione a mio parere ancora una volta raffazzonata, insoddisfacente e non al livello della restante narrazione. L’ennesimo gap temporale di 4 anni non aiuta, così come non aiuta la mancanza di informazioni: come ha fatto Jeong-suk ad aprire un sexy shop? Dove ha trovato i fondi? Come ha acquistato la merce che sembrava introvabile? Il suo rapporto con Do-hyun si è interrotto per 4 lunghi anni e riparte così, con loro che si ritrovano all'inaugurazione del negozio? E la contestualizzazione? E poi, che senso ha chiudere con una protesta di abitanti bigotti che viene fermata con un discorsetto da parte della protagonista senza mordente e con dei palloncini che vengono liberati in aria?
E’ mancato il finale, è mancata una conclusione coerente. E questo mi ha infastidito. Per il resto però questo rimane un drama da vedere assolutamente, a prescindere dai gusti.
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Titolo che aspettavo con ansia, visto il cast e le anticipazioni sulla trama, ma a posteriori si è rivelato essere qualcosa di cui poter fare a meno.Storia che si sviluppa in modo prevedibile nonostante quelli che avrebbero dovuto essere geniali colpi di scena, cast stellare ma sfruttato poco e male (i due protagonisti maschili bravissimi, la femminile decisamente no, molti personaggi di supporto presi e buttati a casaccio qua e là senza un perché valido), musiche unica cosa che ho trovato degne di nota.
Non sprecate 12 ore del vostro tempo a guardarlo, la Disney a sto giro ha toppato di brutto, avrei dato 0 al rewatch, ma non mi è concesso farlo.
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uno dei bl più belli prodotti dalla gmmt(hee)v
niente da dire, spettacolare. Consiglio di vederlo. Bl leggero ma con tematiche importanti. Bravissimi tutti, entrati tutti perfettamente nei personaggi. Pond e Phuwin sono da anni partner e sono bravissimi, li ho seguiti in ogni loro bl (anche williamest e perthsanta) ma in questo bl si sono superati. Complimenti a tutti, anche a P'X. Storia interessante, diversa sicuramente dalle altre che si vedono. Se non conoscete la coppia PondPhuwin, sono sicura che li amerete. Spero vediate anche i loro altri progetti, bl e non, sia di pondphuwin, che di williamest, perthsanta e Bonnie (con la sua partner Emy).Questa recensione ti è stata utile?
The Art of Negotiation
1 persone hanno trovato utile questa recensione
Splendido splendente con la sua capigliatura da serpe bianca
Lee Je Hoon in un'interpretazione ipnotica che ... mi è piaciuta moltissimo.Concordo con altri giudizi letti, che lo svolgimento ogni tanto è di un lento esasperante, ma la sequenza di episodi e di sfide che il protagonista ed il suo team devono affrontare per scavare in fondo a una vicenda dolorosissima e venirne a capo è accattivante. Oltretutto non conviene schiacciare il tasto avanti, perché si rischia di perdere batture e dialoghi essenziali.
Il cast è costituito da una quantità di attori che stimo e mi sono piaciuti tutti, in particolare Sung Dong Il, nel ruolo di Presidente della Compagnia, e Kim Dae Myung, l'avvocato del team.
L'intelligenza, la pazienza, la capacità di stare di fronte al male senza indietreggiare, alla fine, sono premiati ... anche se la sfida non è vinta una volta per tutte ... bisogna stare sul pezzo e continuare a combattere!
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