Il senso arriva in zona Cesarini
“Getting moderately smart, and moderately crafted. How to be Thirty.”Se questo drama riesce a risparmiarsi una completa Caporetto lo deve solo alla tagline conclusiva, che sbuca a sorpresa fra i titoli di coda dell’ultimo episodio. “Non ti credere di diventare adulto, a 30 anni sarai appena appena più sveglio di quando ne avevi 20”: dopo 15 episodi in discesa libera regista e sceneggiatrice rassegnano le armi; non è colpa del soggetto, c’est la vie.
Tralasciando la provvidenziale epifania finale, HTBT cammina sulle uova già dall’episodio 10, incasinando psiche e sentimenti dei suoi protagonisti in modo completamente inverosimile. Peccato, perché l’idea di partenza è buona, i primi episodi avvincono (complice l’insolita durata di 20 minuti), il cast convince, le attrici sono pure vestite bene. Però davvero la relazione fra Seo Ji-won e il suo main leader è un mix di Lady Vendetta e un dramma borghese dell’Ottocento. Per non parlare della coppia n. 2, vivacizzata da un affascinante toy boy profondo d’animo e infante nei modi, che non sarebbe credibile neanche se lo show si ambientasse al quartier generale dell’ACR.
Insomma, un’occasione persa di cui consiglio la visione solo alle fan più accanite di Kang Min Hyuk, che vogliono recuperare tutta la sua produzione, anche quella in cui fa la parte del pirla.
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titolo cringe + storia bella ma a parer mio complicata + loro troppo belli assieme
Ricordo ancora quando vidi il trailer di A Boss and a Babe quando la gmmtv rivelò i suoi progetti per il 2023, quel giorno lo vidi e non mi piacque tanto, nel senso che non ero particolarmente presa dalla storia ma decisi che quando l’avrebbero fatta uscire, l’avrei guardata quindi eccomi qua.Sinceramente adesso che l’ho vista, questa serie mi è piaciuta molto più di quanto il trailer mi abbia fatto sembrare.
Mi è piaciuto vedere questa serie così come l’ho odiata, ho dovuto mettere in pausa la mia visione due volte per alcuni giorni pensando di dropparla. La prima volta quando Cher si voleva prendere la colpa delle email mandate da quella ragazza, mi è sembrato inutile farlo e mi ha irritato; la seconda volta quando è uscito lo scandalo della droga, oltre al fatto che mi è parso stra inutile mettere in mezzo sto scandalo in quanto niente provava che Gun ci fosse dietro, anche perchè la foto mostrata era una foto di Gun e Cher davanti la stazione della polizia che facevano quel che gli pareva, se fosse stato vero la polizia non l'avrebbe mai fatto stare lì in compagnia senza guardarlo ma soprattutto non sarebbe stato così sereno. Questo momento mi ha particolarmente dato fastidio non tanto per il fatto in sè ma perchè era l'ennesima fastidiosità che usciva fuori, su tutta la serie sono successe troppe cose del genere di continuo, spuntavano problemi come se nulla fosse e non dico che non debbano esserci ma neanche in questa maniera; poi vabbè era ovvio che questo scandalo fosse stato messo in mezzo solo per accentuare il fatto che la madre di Gun non li volesse assieme.
In ogni caso mi ha fatto piacere e ho amato come non abbiano mai perso troppa fiducia e siano stati assieme, tutto quello che hanno fatto, l’hanno fatto per il bene dell’altro e ho amato questo tipo di rapporto da green flag assoluta.
Per quanto riguarda la storia passata di Cher, penso che non meriti tutto quello che è successo, partendo proprio da Tian, quella buona anima, ha sofferto tantissimo e ho pianto tanto a sapere che nonostante fosse vittima da 3 anni delle molestie del patrigno, ha respinto la dichiarazione di Cher perchè si sentiva sporca…nessuna vittima di queste atroci situazione dovrebbe sentirsi così, non si è sporchi di qualcosa che non si ha voluto fare, soprattutto se è stata costrizione, è stato dolorosissimo per me sentire queste parole sapendo che si è pure uccisa. Data questa situazione non solo Cher ha sofferto tanto ma è anche stato additato come colpevole di aver messo incinta Tian, quando non è assolutamente vero e ciò mi rabbrividisce, la cattiveria che possono avere certe persone con solo pettegolezzi infondati, è assurdo.
Amo molto il personaggio di Cher per essere riuscito a superare tutto con positivismo, non tanto “superare”, più che altro direi “conviverci”, poi ho amato come si prende cura delle persone che ama, soprattutto con Thoop che nonostante si sia comportato sempre male e cercato sempre guai, Cher l’ha sempre aiutato e supportato.
Poi mi sento in dovere di dire quanto cazzo ho amato Zo e Three, i miei amati.
Una scena che mi è piaciuta tanto è stata quando Cher ha chiesto a Zo per lui cosa fosse l’amore e Zo ha risposto: “P’Three”. È stato tutto così naturale, carinissimo e descrive perfettamente la loro coppia. Sono così carini assieme, mi viene da piangere.
Ho amato come dimostrano sempre il loro amore reciproco senza paura e come Zo sia l’unico che riesce a calmare Three quando è arrabbiato, letteralmente Three non riuscirà mai ad arrabbiarsi con Zo, ogni volta che gli parla abbassa il tono della voce risultando più dolce….urlo.
In generale, questa è la prima volta che vedo Force e Book recitare, li conoscevo già per Enchante ma solo a nominativo perchè non ho mai guardato Enchante e non credo lo farò perchè la trama mi sa di grande complicatezza; poi li conoscevo solo da insta.
Però una volta li ho visti in una serie, quando stavo guardando vice-versa c’era una scena in cui Talay stava nell’altro universo con quella ragazza dell’ospedale e hanno visto una macchina con una coppia di novelli sposini e c'erano stesso loro dentro, Force e Book, che interpretavano i loro personaggi in Enchante. Quella scena mi è piaicuta tanto perchè, anche se corta, ha dimostrato come nel nostro mondo il mastrimonio tra persone dello stesso sesso non sia legale e accettato, mentre in un altro universo lo è.
Ha un bel significato, speriamo che in futuro si apra più la prospettiva riguardo ciò.
Vabbè questo era per dire che li conosco ma non li ho mai visti recitare quindi questa è stata l’opportunità e devi dire che sono bravi.
Infine dico che consiglio questa serie, personalmente penso ci siano troppi problemi che si mettono in mezzo e molte volte non sono neanche stati risolti a dovere (come il fatto dello scandalo della droga che è andato perso in due secondi) ma vabbè è anche bellissimo il loro rapporto; Cher e Gun non hanno avuto un bel passato ma conoscendosi hanno trovato la loro felicità, sono il safe place l’un dell’altro.
+DEVO DIRLO…STO CAZZO DI TITOLO È CRINGE, NON SI PUÒ GUARDARE VI PREGO
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Wife of a 21st Century Prince
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“Perfect Crown” – Una favola imperfetta ma irresistibile
Se cercate una storia capace di appagare occhi e cuore, “Perfect Crown” è, appunto, “perfetta”.
Questa serie coreana in dodici episodi, debuttata su Disney+ il 10 aprile e conclusa il 16 maggio 2026, è già diventata un fenomeno discusso ovunque: amata per la sua bellezza visiva, criticata per le sue libertà storiche. E, come spesso accade, proprio le polemiche ne hanno amplificato la visibilità.
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Di cosa parla davvero?
I protagonisti, interpretati da IU (Sung Hee-joo) e Byun Woo-seok (Principe Yi Ahn / Seong-won), provengono da mondi lontani ma condividono lo stesso destino: vivere intrappolati nel proprio ruolo sociale. Lei, pur ricchissima, resta una “comune cittadina” senza titoli; lui, amatissimo dal popolo, è un principe privo di reale potere politico. Il loro matrimonio nasce come un accordo strategico, ma la vita a corte li trascina in intrighi, ferite emotive e una lotta contro un sistema che li soffoca. Quella che doveva essere un’alleanza di facciata si trasforma presto in un amore intenso, capace di sfidare classi sociali, aspettative e destino.
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Una serie che vuole essere tutto… forse troppo
Il drama intreccia commedia, romance e intrighi politici, ma non sempre con equilibrio. Le prime puntate ci accolgono con una commedia leggera che sfuma in una favola romantica — esattamente ciò che il titolo promette. Poi, all’improvviso, la serie vira verso un thriller di palazzo, con misteri da risolvere e una critica sociale sempre più evidente.
Non è un male, sulla carta: c’è varietà, ritmo, colpi di scena. Ma in soli dodici episodi questa ambizione finisce per diluire il vero cuore della storia.
È una storia d’amore? Sì. E se si fosse concentrata soprattutto su quello, avremmo avuto la classica favola principesca che molte di noi sognano fin da bambine. Invece, il voler inserire così tanti elementi ha impedito di approfondire davvero temi e personaggi che meritavano più spazio.
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Eppure… funziona comunque
Nonostante i limiti della sceneggiatura — soprattutto negli ultimi tre episodi — non riesco a non dare una valutazione più che positiva. Perché ciò che “Perfect Crown” fa bene, lo fa benissimo: le musiche sono piacevoli e coerenti con l’atmosfera fiabesca, le scenografie e i costumi sono un trionfo visivo che restituisce lusso, storia e regalità, e l’intera messa in scena ha una cura estetica che conquista.
Anche il cast contribuisce in modo decisivo. Byun Woo‑seok sembra nato per interpretare un principe: elegante, magnetico, semplicemente bello, con quella presenza scenica che cattura lo sguardo senza sforzo. IU gli dà ottimamente il contrappunto, e il suo personaggio compie un percorso molto interessante: parte con un’energia frizzante, provocatoria, quasi impertinente, per poi maturare in una figura più sensibile, consapevole e generosa. Questa evoluzione è resa con naturalezza e misura, e la sua interpretazione accompagna perfettamente il cambiamento. Tra i due la chimica è innegabile: ogni scena romantica è carica di attrazione e complicità, e questo rende la loro storia ancora più coinvolgente. Attorno a loro si muove un gruppo di comprimari che, pur non sempre valorizzati come avrebbero meritato, aggiungono spessore al racconto: la Regina Madre, intensa e credibile nel ruolo di antagonista; la famiglia di Sung Hee-joo, che sorprende con sfumature più calde del previsto; il nipotino, piccolo erede al trono, che porta momenti di tenerezza autentica; e i collaboratori fidati, la cui complicità cresce in modo spontaneo e piacevole da seguire.
Ho letto critiche sulla recitazione di Byun Woo‑seok, ma non le condivido. Il personaggio richiedeva un’aria controllata, misteriosa, apparentemente distante ma interiormente fragile, e lui questa sfumatura l’ha resa con misura. Alcune scene — la commozione sincera con lei, o la dolcezza spontanea con il nipotino — mostrano una sensibilità che va oltre la semplice “bellezza da principe”.
E sì, lo ammetto, essendo donna l’occhio cade spesso sul bel principe. Ma mi si può biasimare?
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Le pecche che si possono perdonare
Alcuni eventi si susseguono troppo velocemente, lasciando la sensazione che la storia avesse ancora molto da dire. Alcune svolte narrative arrivano in modo improvviso, senza il tempo necessario per maturare davvero, e questo rende meno incisive idee che, con un respiro più ampio, avrebbero potuto risultare potenti e significative. Lo stesso vale per la gestione dei personaggi secondari: pur ben introdotti, vengono talvolta liquidati con una rapidità che smorza il peso delle loro azioni, soprattutto nel caso dei villain, la cui risoluzione appare più affrettata che costruita.
A questo si aggiunge un cambio di tono molto marcato: dalla commedia romantica si passa agli intrighi di palazzo, e poi ancora a una critica sociale che emerge quasi all’improvviso, senza un percorso graduale che la renda del tutto credibile. Anche il finale, pur piacevole, accelera bruscamente verso una nuova quotidianità che avrebbe meritato più spazio per risultare davvero naturale. Tutto ciò non rovina la serie, ma lascia la sensazione che alcune idee — buone, a volte ottime — non abbiano avuto il tempo di respirare.
La serie aveva due strade: concentrarsi su un unico tema — il romance — oppure trattare tutto, ma con più episodi. Così com’è, sembra voler abbracciare molto più di quanto dodici puntate possano contenere. Con qualche episodio in più, o con una scelta più netta sul tono, sarebbe potuto nascere un piccolo capolavoro.
Ma possiamo chiudere un occhio a tutto ciò? Sì. Queste pecche si possono perdonare perché, nonostante le accelerazioni narrative e qualche svolta poco approfondita, la serie riesce comunque a coinvolgere, emozionare e restare impressa. Il merito è soprattutto dei due protagonisti, che reggono l’intera storia con una chimica irresistibile e una presenza scenica capace di compensare le fragilità della sceneggiatura. Anche quando la trama corre troppo, loro due mantengono saldo il filo emotivo, rendendo credibili passaggi che, sulla carta, avrebbero richiesto più tempo per maturare. È per questo che, pur riconoscendone i limiti, è difficile non volerle bene.
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Le polemiche: giustificate o eccessive?
Sono rimasta sorpresa — e sinceramente colpita — dalla ferocia delle critiche che hanno travolto “Perfect Crown” dopo gli ultimi episodi. Alcune inesattezze storiche e linguistiche hanno scatenato un’ondata di indignazione tale da portare prima alla modifica di una scena chiave e poi addirittura alla sua censura. In rete circolano voci insistenti sulla possibilità che la serie venga rimossa dalle piattaforme internazionali, e il clamore mediatico è stato così forte da costringere gli attori a pubblicare lettere di scuse che, nella loro formulazione, sembrano quasi una prostrazione pubblica.
E qui non posso fare a meno di pensare che, se proprio si riteneva necessario un mea culpa pubblico, semmai avrebbero dovuto scusarsi gli sceneggiatori o il regista, non gli attori che si sono limitati a interpretare un ruolo.
Rispetto profondamente ogni cultura e sensibilità – ed è noto quanto la Corea resti particolarmente attenta su questo versante storico‑politico – ma non posso nascondere quanto questa reazione pubblica mi abbia lasciata interdetta. In fondo stiamo parlando di una serie televisiva che, pur ambientata in una Corea monarchica, ha sfumature fiabesche e un tono che non pretende di essere un trattato storico. Una tirata d’orecchie per le imprecisioni sarebbe stata comprensibile — e forse doverosa, da parte di uno sceneggiatore che avrebbe potuto documentarsi meglio sul proprio Paese — ma la severità del giudizio e le conseguenze che ne sono derivate mi sembrano eccessive rispetto alla natura dell’opera.
Eppure, è innegabile che il clamore sia stato enorme. Non so se davvero arriveranno a rimuovere la serie, ma il solo fatto che se ne discuta così seriamente è, per me, sorprendente.
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Conclusione
Alla fine, il mio 8 nasce da ciò che “Perfect Crown” è riuscita a trasmettermi, più che da ciò che le manca. Pur tenendo sullo sfondo tutto ciò che ha accompagnato la sua uscita, ciò che conta per me è l’emozione che mi ha dato. “Perfect Crown”, con i suoi limiti narrativi, mi ha regalato momenti di autentica emozione, una cura estetica impeccabile e due protagonisti capaci di creare un legame credibile e coinvolgente. Per questo, nonostante le imperfezioni, “Perfect Crown” per me merita un voto alto: non perché sia una serie priva di difetti, ma perché è una storia che mi ha lasciato qualcosa. E quando una serie riesce a farlo, il mio giudizio non può che rifletterlo.
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BL tipicamente Thai, con scene di sesso esplicite (in questo caso anche riferimenti verbali a ruoli, posizioni, ecc.) e molto incentrata sui protagonisti, dove la storia tra i due è di fatto la storia del drama e non è prevista quindi una trama più ampia a parte.Punti a favore:
- la recitazione - soprattutto quella dei protagonisti - più convincente rispetto alla media degli attori tailandesi
- l'attore che interpreta Joe: espressivo e affascinante
- la caratterizzazione dei personaggi: Ming è una figura sicuramente e volutamente non positiva, narcisistica ed egoista fino al midollo in tutta la prima parte. Il suo è un vero e proprio opportunismo, Joe è di fatto il rimpiazzo di Tong e la gelosia che lo coglie all'entrata in scena di Sol non è da correlare a un inaspettato innamoramento bensì a una mera possessività. La nota positiva è che la scomparsa di Joe promuove in lui un lento ma radicale cambiamento, senza però snaturare nel complesso i suoi tratti caratteriali. Migliora, notevolmente, pur rimanendo sempre Ming. Joe al contrario è colui che inizialmente è disposto a cedere su tutti i fronti, praticamente senza mai lo sforzo di un compromesso da parte di Ming. Anche lui evolve, per certi aspetti più di Ming, nel corso della storia: diventa meno arrendevole, scopre nuove priorità e, soprattutto, si ritrova di fronte all'ardua sfida di vivere la sua vecchia vita in modo nuovo e dentro un corpo diverso. Per quanto cambino, però, restano coerenti ai tratti base della loro caratterizzazione iniziale (nessuna snaturazione insensata e assurda alla Kinn/Porsche, per intenderci).
Punti a sfavore:
- il tema della reincarnazione, o meglio del trasferimento dell'anima del vecchio Joe nel corpo dell'altro Joe: non è un meccanismo che mi entusiasma particolarmente e l'idea del diverso aspetto nemmeno. Fortunatamente hanno ben pensato di mantenere, per lo spettatore, il Joe originale (quasi quasi avrei eliminato anche i pochi frangenti che mostravano come in realtà appariva agli occhi degli altri). Gli avrei almeno concesso la possibilità di riprendere possesso del proprio corpo verso la fine (niente di impossibile, bastava inventarsi che l'incidente era accaduto in una zona remota ed era stato soccorso da qualcuno della zona, rimasto in coma per tot tempo, la volontà della troupe di non creare scalpore in seguito alla sua scomparsa avrebbe giustificato anche delle ricerche brevi e approssimative).
- L'infatuazione vecchia di anni per il fidanzato della sorella è credibile, ma che poi si riveli essere tutta legata alla scena di un film in cui il presunto Tong si vede solo di spalle...anche no.
- Sol: la sua ricomparsa, anni dopo essersene andato, perchè tutto a un tratto nei suoi pensieri c'è Joe...Davvero senza senso. Serve farlo tornare? Ci si inventa una qualsiasi altra motivazione, anche professionale, dopodichè la vicinanza con Joe può anche portare alla nascita - o al rispolvero - di un interesse nei suoi confronti. Non serve uno sforzo megagalattico per rendere un passaggio coerente, ma a volte davvero la credibilità sembra proprio avere zero importanza e meritare zero investimento.
- I drammi familiari: dopo aver dedicato i tre quarti del drama al rapporto tra i due, alla questione della "controfigura" di Tong, al cambio di corpo di Joe... Ha davvero senso introdurre l'apparentemente insormontabile scoglio dell'opposizione dei genitori di Ming? Il tempo rimasto è poco, la risoluzione deve quindi essere forzatamente rapida e di conseguenza ancora una volta poco sensata: la madre passa dalla modalità "squalo" a quella "agnellino" alla velocità di un cambio d'abiti e il padre sostanzialmente disereda il figlio con l'obiettivo di minare il suo rapporto con Joe per evitare che possa soffrire di nuovo se lasciato solo. Logico, no?
In conclusione, un drama che - col metro delle BL thailandesi - si aggiudica una valutazione buona, per certi versi - cast e rceitazione - sopra la media. Spunti di miglioramento potevano essere la credibilità di alcuni passaggi, lo sviluppo di una trama più ampia e complessa e un maggior coinvolgimento emotivo (personalmente nessun batticuore, nessuna lacrimuccia di commozione, nessuna risata).
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Love Between Fairy and Devil
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I'm in love
Partendo dal presupposto che ho avuto il cuore pesante dopo averlo finito e aver anche pianto in qualche scena, vi dico la mia.STORIA
La trama non ha molto di originale. E' una classica storia d'amore tra il cattivo e la buona del momento. Fine. Tra l'altro per certe cose mi ha ricordato il manga Fushigi Yuugi Special. Però nel complesso mi è piaciuta molto come è stata narrata e alcune cose sono state davvero interessanti. L'unica pecca per me, la parte finale. Non sono totalmente entusiasta di come sia finito ma mi accontento.
PERSONAGGI
E qui tutti muti. Il personaggio interpretato da Dylan è vivo. Questo ragazzo è riuscito a fare suo il cattivo e le scene in cui si passa dallo scherzo alla serietà sono sbalorditive. Mi sono innamorata follemente di questo personaggio. La chimica poi creatasi con la coprotagonista femminile ha dell'incredibile: nulla sembra forzato, risulta tutto naturale. Il percorso che intraprende per "migliorare" se stesso mi è piaciuto tantissimo. La sua amicizia non programmata l'ha scosso nel profondo e ho amato la sua trasformazione. Da genio del male a persona con sentimenti.
Orchidea è uno dei personaggi stupidi più belli che io abbia mai visto. La sua innocenza, la sua ingenuità, la sua dolcezza sono risultati completamente naturali. E' una di quei pochissimi personaggi a cui perdoni tutto perchè è come un cucciolo di foca, non puoi contestarle niente e come dimostra il suo amore incondizionato per il prossimo e non solo, ha dell'incredibile. La sua crescita all'interno del drama è lenta ma costante ed è talmente ben fatta che non ce ne rendiamo totalmente conto.
Gli altri personaggi in verità mi sono piaciuti tutti, ma l'unico che meritava uno sviluppo maggiore non l'ha avuto. Aveva un enorme potenziale data anche la sua doppia forma, ma ahimè se lo son dimenticato. Anche la sua storia d'amore è stata sviluppata male, poco approfondita e a volte sembra buttata lì.
MUSICA
Qualcuno ha detto Spotify?
Ovviamente mi sono salvata la OST completa ma la canzone di apertura è stupenda e la riascolto più volte al giorno.
ALTRO
Gli effetti speciali, la CGI sono da paura. Avevo il terrore che la qualità fosse pessima viste le altre produzioni cinesi fantasy ma qui mi ha letteralmente conquistata. Ci sono scenari da mozzafiato, colori brillanti. Uao.
La cosa più bella e quella che sono sicura vi catturerà è proprio la storia d'amore. E' stupenda. Mi ha fatto letteralmente capitolare e ti spinge a credere a quell'amore impossibile nella vita reale ma che nel cuore è magica. Colpita e affondata. Dategli una possibilità e non ve ne pentirete.
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The Moon That Rises in the Day
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All'inizio non gli davo mezza lira, poi mi ha preso così tanto che non volevo che finisse, per poi iniziare ad annoiarmi e finire con la lacrimuccia. La storia di base ricorda quelli di tanti altri fantasy romantici col passato in comune, ma la cosa che cambia qui è che lo sappiamo dall'inizio, non lo scopriamo vicino alla fine (cosa che solitamente mi fa cadere le p*lle). Anzi, è proprio quel passato in comune che da inizio e corpo a tutto quanto. ML odia FL, la vorrebbe uccidere per mettere fine alla propria sofferenza ed escogiterà un piano per mettere in atto i suoi diabolici fini. Solo che quello che compie scatena una serie di situazioni che mettono in pericolo FL e lui ogni volta si ritroverà a salvarla per ucciderla poi lui stesso. C'è anche una sottotrama vendicativa non legata al punto principale ma che cmq sarà presente per tutta la visione. Ci sono anche molti salti avanti e indietro per far capire come mai succede ciò. In realtà penso che si capisca che il drama mi è piaciuto molto seppur con qualche riserva. Nel complesso, tra la maremma di opere simili che stanno producendo, questo ve lo consiglio tanto :)
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NON VIVO PIÙ SENZA TE (Biagio Antonacci)
È stato scritto e riscritto, quindi non ripeterò che la relazione tra FL e ML è tossica. Certo che lo è!Ma nonostante questo, nonostante le amnesie al momento opportuno (che capiti una volta ci può pure stare, ma due alla stessa persona in poco tempo...? Ma prenditi del magnesio, santo cielo!), nonostante ci siano sparatorie ed accoltellamenti ripetuti (forse in una vita precedente FL e ML erano dei gatti e si sono avanzati qualche vita), nonostante incongruenze della trama (vabbè, non stiamo a guardare il pelo nell'uovo), nonostante una scena finale in cui con tre pallottole in corpo ML riesce comunque a fare un discorso lungo un mese a FL senza che l'antagonista lo fermi (forse soffriva di narcolessia e si era un attimo appisolato), nonostante lei prima di sparargli lo accusi di avergli ucciso la famiglia e lui non la smentisca pur sapendo la verità (mah! Qui non so proprio cosa dire), ecco, dicevo, NONOSTANTE tutto ciò, la storia è carina e personalmente mi incuriosiva abbastanza da voler vedere come si evolveva nella puntata successiva.
Ripeto: certamente una relazione di violenze e abusi da non prendere ad esempio...ma spero ben che nessuno di noi guardi queste serie per prendere lezioni d'amore!
Che poi, a ben pensarci, in verità ha un suo profondo insegnamento: occhio a covare odio, rancore e vendetta come fa ML perché potrebbe portarti a gesti da cui poi ti sarà difficile tornare indietro, e quello potrebbe diventare il tuo più grande dolore perdendo un bene prezioso. Il perdono è un bel guadagno.
Ultima nota: il finale. Chi lo apprezza, chi no...io amo i lieti fine e se non ci fosse stato lo avrei detestato. Un po' tirato, forse? Forse sì (si saranno giocata la settima vita da gatti), ma il cambio radicale, come se fosse un altro film, mi è piaciuto. Poi gli attori, senza usare una sillaba, sanno esprimere un miscuglio di sentimemti tali che sono stati (secondo me) magistrali...
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Ops, me lo stavo dimenticando...
Nell'ultimo periodo sto guardando un sacco di drama e mi sono persa qualche recensione per strada, tipo questa. Il fatto che mi ha fatto un po' sbarellare è dovuto agli ultimi episodi del drama.La storia è proprio sul mio genere, inoltre schiaccia un tasto dolente ovvero l'essere appassionata/ossessionata a qualcosa che la gran parte non capisce e tutto ciò che vuol dire esserlo in una società in cui per la maggiore sei escluso e guai se lo dici in giro! Occhiatacce e dita puntate a non finire.
La storia d'amore è molto dolce e anche un po' spicy ;)
Ottimo, ottimo, anche se appunto a lungo andare la storia un po' si perde e un po' ci si annoia. Consigliato se cercate una storia d'amore divertente e soprattutto se amate l'attrice protagonista: Rachel o mia Rachel!! <3
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Manca un po di peperoncino
Bellissima storia, bellisime le musiche e bellissimi gli attori. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche scena un po più hot. Il finale, anche se positivo, mi ha lasciato con un senso di incompiuto......per carità alla fine tutti hanno avuto cio che volevano, i protagonisti sono insieme felici e contenti, anche se devono tenere segreta la loro storia ed i genitori, nonostante sanno della loro relazione, fanno finta di non saperloe salvano il loro orgoglio.......... forse ci sarà la seconda stagione?.... chissà... speriamo ❤ ❤ ❤Questa recensione ti è stata utile?
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Serie sorprendentemente audace che affronta un tema tabù in modo originale e schietto
Drama corto, ma di contenuto. E sicuramente insolito nel suo genere, poiché ci troviamo di fronte a una serie coreana decisamente NC18, sia rispetto alle scene che agli argomenti trattati. Scene spinte, sì, ma non fine a sé stesse o tanto per rendere più "piccante" la love story di turno. Occorre davvero andare un po' oltre la mera apparenza. Sul piatto il tema - ancora molto tabù - della sessualità femminile e una riflessione inevitabile sugli stereotipi associati. Al centro della scena, le due protagoniste, amiche, con situazioni divergenti: una che vive liberamente e volutamente senza impegni la propria vita amorosa, l'altra bloccata in una relazione insoddisfacente e nella quale non può essere veramente sé stessa, palesando desideri e bisogni, ma adeguandosi a ciò che il fidanzato si aspetta nella routine ormai preimpostata. Il programma che si trovano a condurre assieme sul tema è l'elemento destabilizzante: da lì la situazione evolve in modo molto diverso rispetto al pregresso. La prima incontrerà un uomo che vive la vita esattamente come lei ma dal quale, poi, sentirà per la prima volta di volere qualcosa di più di un incontro occasionale; la seconda intraprenderà un viaggio più profondo, alla ricerca di sé stessa e questo la porterà a sperimentarsi liberamente - nel dire, fare, manifestare - con uno psicologo della materia che, per assurdo, s'innamorerà di lei. Ho trovato molto equilibrato e corretto il finale, dove al di là che tra le due coppie si sia instaurato un sincero sentimento, nel caso della prima si è tradotto come l'avvio di una relazione che entrambi - lui e lei - non avrebbero mai messo in conto, mentre per l'altra amica l'happy ending non è coinciso con la nascita di una nuova coppia, bensì con la nascita di una nuova sé stessa, più determinata, sicura e vera. Giusto un accenno sul finale a far intendere che, se anche quello non era il momento e i tempi ancora non maturi, la possibilità di una relazione futura tra i due non era da escludersi, anzi. Complessivamente una visione che mi sento di consigliare, certo distante anni luce da ciò a cui il mercato ci ha abituati, ma proprio per questo di grande valore.Questa recensione ti è stata utile?
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Il difficile e complesso percorso di crescita personale tra angoscia, speranza e determinazione
Drama davvero ricco, coinvolgente e intenso, che riesce ad affrontare egregiamente svariate tematiche con una profondità emotiva non indifferente, intrecciandole in giusta misura in una vicenda ben delineata e strutturata.C'è un romance adolescenziale che non domina e non fa nemmeno da sfondo, ma che una volta tanto è una parte integrante della storia pur non risultando predominante. Al centro del drama c'è una figura, quella della protagonista, Quiao Quing Yu, interpretata da una formidabile Zhang Jing Yi, che considero ormai a tutti gli effetti la mia attrice cinese preferita. Dopo alcuni drama di successo nelle vesti della protagonista femminile - splendida ma sempre un po' in secondo piano rispetto alla controparte maschile - trova in questa serie la possibilità di dominare veramente la scena, diventando il perno centrale del drama. Il suo non è solo un personaggio complesso e ben costruito, prova di una recitazione di alto livello soprattutto perchè davvero non semplice da interpretare, ma diventa anche il punto di convergenza della maggior parte delle questioni affrontate, dal romance con il compagno di classe Ming Shen, alla difficile situazione famigliare, devastata dalla recente scomparsa della sorella maggiore, al rapporto con la sorella stessa, fatto di memorie che vengono ricordate, sviscerate e rivalutate, mentre dubbi e domande si fanno sempre più insistenti e la percezione di segreti taciuti che diventano per lei un vero e proprio tarlo fisso.
Ci sono scene, disseminate tra gli episodi, che fanno stringere davvero il cuore. Lo spettatore impara a conoscere Bei Yu - la sorella scomparsa - attraverso i ricordi di Quing Yu e le maldicenze della gente, per poi scoprire via via una diversa chiave di lettura della situazione. Davvero tanti i temi che permeano la storia, dal bullismo che ha visto in Bei Yu una vittima e che sembra abbattersi nuovamente su Quing Yu, alle maldicenze - in famiglia, tra conoscenti, compagni di scuola e anche a volte quasi estranei - che sottolineano il terrificante potere delle parole, il trauma dell'abbandono, aspetto che segnerà Bei Yu fin dall'infanzia e sarà determinante per la sua fragilità, la ricerca - conseguente - di attenzioni e affetto, una fame d'amore che la condurrà, delusione dopo delusione, a precipitare nel baratro. Altro tema importante e insolito nei drama asiatici è quello della sieropositività e, più dell'aspetto meramente legato alla patologia, le ripercussioni relazionali che colpiscono chi ne è affetto e i famigliari. Questo ci porta a un altro aspetto ampiamente evidenziato, quello della rispettabilità, dell'integrità di facciata in nome di antiche abitudini e tradizioni, dove il tenere alto e intonso il nome di famiglia vale più di qualsiasi altra cosa, più delle vite delle persone stesse, più della verità, più della giustizia. Ed è così che Bei Yu diventerà un vero e proprio capro espiratorio, aspetto del quale Quing Yu verrà lentamente a conoscenza: la sorella maggiore che ricordava con fastidio, poco frequentata e - nella vita adulta - anche antipatica nei suoi confronti, nascondeva una storia ben diversa. Le ricerche di Quing Yu portano via via a galla l'intera verità, dall'affetto che Bei Yu aveva nei suoi confronti, alla sua fragilità, alle responsabilità alle quali Jin Rui si è sottratto vivendo quel futuro radioso che a Bei Yu era stato negato, alla complicità nella vicenda di tutti i famigliari, dal dispotico nonno alla zia, tremendamente meschina, passando per la debolezza del padre di Quing Yu e la negazione della madre. Questo background pone le basi per un interessante confronto tra generazioni: giovani cresciuti secondo i valori dell'onestà che si sentono di battersi per la verità, con tutta l'impetuosità della giovinezza, nei confronti delle figure adulte che appaiono ipocrite ai loro occhi, tanto dediti a insegnare cose che sono i primi a non saper mettere in pratica. L'insofferenza per la situazione, la convinzione di essere l'unica nel giusto, il facile giudizio verso i propri genitori, il dover subire i pregiudizi e le critiche dei concittadini, portano Quing Yu a rivelare in modo plateale una verità che scombinerà tutti gli equilibri. Quello che inizialmente rappresenta per lei un atto dovuto, che compie senza rimpianto e che determina una presa di distanza fisica dalla famiglia si carica via via dell'importanza della scelta: un futuro in fuga da costruire da zero, un'alleanza con Ming Shen che fa fatica a gestire per diverse ragioni (la situazione di lui e di quello che doveva essere il suo futuro, piuttosto che il rapporto stesso con lui, dettato da un sentimento genuino ma non privo dell'influenza del contesto dovuto alla storia di Bei Yu... tutto concorre a sottolineare un'angoscia adolescenziale espressa egregiamente). Ed ecco che si arriva a un giro di boa, dove la giovane e coraggiosa ragazza armata del senso di giustizia e volta alla ricerca della verità si trova a dover via via fare fronte a tutti i meccanismi che le sue azioni hanno innescato, scoprendo nuove situazioni ancora più complesse rispetto ai genitori che aveva facilmente giudicato e condannato: una fragilità devastante e insospettata della madre, un padre consapevole della precarietà della situazione della moglie. Sicuramente resta una figura debole, incapace di opporsi al proprio padre (nonno di Quing Yu) e da sempre abituato a risolvere le questioni con fratelli e cognati minimizzando le tensioni, ma mostra di essersi fatto carico di altre situazioni altrettanto difficili, quali per l'appunto la depressione della moglie. L'assetto malsano che Quing Yu aveva destabilizzato, dopo un periodo iniziale dove appare anche peggiore, viene poi rimesso in piedi lentamente dalla ragazza stessa, andando a risanare le ferite a lungo nascoste ma mai guarite. La situazione finale della famiglia Quing è come un tenue raggio di sole dopo una tempesta violenta e duratura. Il percorso affrontato dalla stessa Quing Yu diventa un vero e proprio percorso di crescita che la vede infine decisamente maturata (armati della "lotta per la verità", sia lei che Ming Shen reagiscono insofferenti alle uscite dei genitori che nella prima parte della serie accusano spesso i figli di essere ancora poco maturi e adulti), più consapevole e responsabile.
L'altro focus, seppur minore, della serie, riguarda la figura di Ming Shen, dove l'attore protagonista veste ancora una volta i panni di un personaggio calmo e composto, riflessivo, a tratti quasi schivo ma, a differenza di altre serie che lo hanno visto protagonista, il suo Ming Shen risulta caratterialmente più forte, capace di mostrare anche un lato più accattivante. Attorno a lui ruota la questione del difficile rapporto con il padre e l'abbandono forzato della madre, un vissuto che l'ha segnato più del dovuto ma che avrà modo di imparare a riconsiderare con una giusta chiave di lettura, anche qui alla luce di importanti rivelazioni e non senza una maturazione dell'adolescente incontrato nei primi episodi.
Sul fronte romance...storia d'amore sì, ma non in primo piano. Si intravede fin dall'inizio e resta una presenza più o meno costante per l'intero drama, una slow burn davvero ma davvero slow e che, non essendo il tema centrale del drama trova una risoluzione finale piuttosto tirata in termini di investimento. Buono il livello di interazione tra i due protagonisti ma, anche al netto delle scene romantiche, l'affiatamento di coppia è ben altra cosa. Non era una priorità e un po' si è notato, insomma.
Le tematiche affrontate risultano ben dosate e distribuite in modo bilanciato nel corso della storia, in un lavoro raffinato che mescola momenti più cupi e malinconici a sprazzi di leggerezza.
Una serie - tirando le somme - davvero valida, ricca e confezionata con molta cura, impreziosita da spunti originali e forte di una capacità di coinvolgere praticamente garantita. In conclusione, decisamente consigliata!
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Questa recensione può contenere spoiler
Quando il troppo stroppia! Una occasione mancata
Mi aspettavo molto di più dai commenti letti.Poteva essere una bella storia se fosse stata narrata senza esagerazioni, con più classe, evitando situazioni assurde.
In questo drama si è voluto esagerare. Troppa telecamera che va da destra a sinistra e viceversa, avanti e indietro sul soggetto, con decine e decine di primi piani impietosi, dove si notano i quintali di trucco mal fatto, che quei poveri attori hanno dovuto sopportare.
Il trucco arancione degli occhi di Xue Fang Fei la protagonista, è inguardabile, sembra che abbia una congiuntivite costante. Cosi come è fatto malissimo quello di Wan Ning, la sorellastra dell'imperatore.
Parlando della storia, ci sono situazioni incredibili al limite del ridicolo, che non sto a descrivere per non spoilerare, e comunque sono già scritte in altri commenti.
Alla fine il drama regge grazie al bellissimo e altero Duca Su Xue Heng, impersonato dal bravo giovane attore Wang Xing Yue che già avevo ammirato in Kunning Palace. Purtroppo lo hanno costretto in una parte che non gli ha permesso di meglio esprimersi,. Per il 99 per cento del drama ha dovuto assumere un ruolo di infallibilità, alterigia, distacco e forza.
Lei, Xue Feng Fei, è come tutte le eroine dei drama, super intelligente, previdente, fredda, compare quando meno te l'aspetti, salva lui da morte certa in situazioni estreme ecc.. queste super eroine rispettano molto poco la realtà. Anche se è bello sognare guardando una storia, ci sono pur dei limiti entro i quali stare.
L'attrice, Wu Jin Yan è stata abbastanza brava, soprattutto all'inizio del drama, poi a parte pianti e lacrime a catinelle, ha sempre presentato un viso imbalsamato in un sorrisino con gli occhi sbarrati. Avrebbero dovuto lasciarla fare meglio.
L'unico attore che ha potuto esprimere più stati di animo è stato l'antagonista, il malefico e contradditorio marito di lei, impersonato da Liang Qi Shun, bravissimo!
Una lode di merito per la simpatia, va al cugino, pazzerello ma intelligente!
Le musiche sono gradevoli, poco invadenti. Le locations belle come al solito, anche il tipo di fotografia non è male.
Mi è piaciuta moltissimo la scena dove verso la fine del drama, Xiao Heng combatte contro il Principe Cheng, Uno dei pochi duelli visti fino ad oggi nei vari drama, molto ben giostrato.
Non ci sono scene romantiche. L'amore fra i due sboccia in fretta ma non ha picchi di passione (credo che solo in Kunning Palace i cinesi siano stati liberi di esprimerla). Purtroppo fra i due attori, non c'è chimica per cui non ti aspetti grandi esternazioni.
Non è uno di quei drama da guardare di nuovo. Peccato perché la storia se ben narrata poteva davvero essere interessante.
Molto ben eseguita la traduzione in italiano dallo staff dei sottotitolatori.
Dovreste poter offrire l'opportunità di dare un voto alla regia, alla quale darei DUE
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Attaccati alla sedia senza scampo!
Un titolo validissimo, con tanti punti di forza e pochissimi deboli.Partiamo, per una volta, dai punti deboli. E’ vero, i costumi maschili sono piuttosto belli, e gli uomini in divisa sono un vero schianto. Ma sul serio. Però gli abiti femminili sono spesso piuttosto anonimi e cambiati abbastanza raramente, e questo è un peccato, perché si nota tantissimo. D'altronde, probabilmente dipende anche dal periodo storico.
Ci sono, specialmente verso la fine, alcune situazioni piuttosto discutibili, in quanto a logica. E, soprattutto, c’è una pesante propaganda politica, della quale però non dovremmo lamentarci più di tanto, visto che nei film americani ce n’è altrettanta, se non di più (in effetti, mi dà molto fastidio anche quella).
Detto questo, si tratta di una serie che, per una volta, si svolge nella giusta lunghezza, spiegando quello che deve essere spiegato, ma senza dilungarsi in sotto-sotto trame e filler noiosissimi e inutili. E che storia! L’intrigo, i giochi di intelligenza e astuzia e, soprattutto, la tensione, mi hanno tenuta inesorabilmente incollata alla sedia. Ci sono stati un paio di episodi da infarto, ma tutta la serie si mantiene con costanza su un livello molto alto di interesse. Soprattutto, gli attori sono stati magnifici.
La protagonista Zhang Jing Yi è stata veramente brava, considerato poi che è giovanissima e non ha tantissima esperienza sulle spalle. Anche il bellissimo Evan Lin ha dato vita ad un personaggio molto credibile, specie tenendo conto che, anche lui, è molto giovane e non ha ancora partecipato a molte produzioni. I vari personaggi di contorno sono stati efficacemente presentati, compresi i cattivi della situazione. Un piccolo appunto: certe risate falsissime hanno disturbato un po’.
Ma la vera anima della serie non può che essere Chen Xing Xu. Bello, sì, ma questo è decisamente il meno. La parola più adatta a descriverlo è “mattatore”. Complice un personaggio a tutto tondo, tutto sommato facile da amare pur con una partenza piuttosto dubbia, ha saputo interpretare con eccezionali sfumature tutte le sfaccettature del suo carattere complesso, spaziando dal deciso comandante al giovanotto scanzonato, passando per il disperatamente innamorato e l’amico fedele. Soprattutto, il suo personaggio rimane umano pur possedendo un'intelligenza e un'astuzia quasi leggendari. Perché perfino lui, qualche volta, può essere colto di sorpresa e commettere sbagli.
Una serie che probabilmente in futuro riguarderò.
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Xu, Guo Wang Zai Dong Mian
1 persone hanno trovato utile questa recensione
se potessi dare di più di 10 stelle lo farei
facciamo una piccola premessa, io adoro Lin Yi. Ho guardato quasi tutti i suoi lavori e mi sono piaciuti davvero tutti ma, ora, parliamo di questo drama.Finalmente uno sport romance come si deve! Non ho intenzione di rilevare troppo, alla fine sono sempre poche le recensioni in italiano e vorrei non svelare troppo ai miei compatrioti 😂
Ho appena finito Ski Into Love e sono ancora con il cuore pieno di emozioni. È stato un viaggio meraviglioso, intenso, dolce e coinvolgente con Lin Yi nella parte dell'alteta tormentato con il cuore d'oro e da Yu Shuxin la dolce fumettista con il cuore pieno d'amore e, lasciatemelo dire: ogni volta che vedo Lin Yi recitare, mi innamoro un po’ di più.
Lin Yi riesce sempre a portare sullo schermo una delicatezza e una profondità incredibili, e in questo drama ha superato sé stesso. Il suo personaggio è magnetico: forte, determinato ma anche tenero e vulnerabile nei momenti giusti. Ogni sua espressione, ogni sguardo, ogni gesto è carico di emozione autentica. Ha una presenza scenica che cattura e che fa battere il cuore. Ogni scena con lui era un regalo. 💖
Yu Shuxin, invece, porta in scena una protagonista spensierata e piena di sogni che non vede l'ora di realizzare: adoro il suo ottimismo ma adoro anche la sua capacita di esprimere le sue emozioni in modo chiaro e fluente (anche se in alcuni momenti avrei voluto entrare nello schermo per tirarle una testata a lei e ai suoi genitori).🌸
La storia in sé è avvincente e ben costruita, con il tema degli sport invernali che aggiunge una freschezza particolare,. La chimica fra i protagonisti è palpabile, ma ciò che mi ha colpito di più è come riescano a comunicare anche nei silenzi. Ogni momento era pura poesia.
Per chi ama i drama romantici con un pizzico di sport (un bel po', altro che Icebreaker che ha solo scene con cosacce) Ski Into Love è assolutamente imperdibile. Per chi ama Lin Yi… beh, preparatevi a perdervi completamente nei suoi occhi, nei suoi sorrisi e in ogni scena in cui appare. Io l’ho fatto, e ne è valsa assolutamente la pena.
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The Blossoming Love
1 persone hanno trovato utile questa recensione
Il drama mi ha preso dal primo episodio e non me ne sono schiodata per giorni. La coppia è stata sicuramente la carta vincente di tutto il contenuto, i due hanno una chimica mostruosa ma anche da soli riescono a farsi valere. L'attrice che interpreta FL ho potuto conoscerla in TTEOTM e mi aveva ispirata: avevo ragione. Sono riuscita a percepire il suo personaggio come se fosse una persona (?) vera, in carne ed ossa. ML l'avevo già affrontato in altre opere e mi era sempre piaciuto quindi nei suoi confronti non avevo basse speranze e mi ha ripagato di tutto. I due poi insieme hanno davvero un feeling che ho visto ben poche volte e sono mostruosamente belli insieme.
Ma ovviamente non siamo qui solo per le belle coppie, perchè se no ci vedremmo programmi diversi, ma anche per la storia. Tutto perfetto, liscio come l'olio, incastrato alla perfezione fino a quando.. Beh fino a quando non si realizza quello che mydramalist preannuncia nella trama, che non avviene subito ma molto più avanti. Alla fine della solfa la cosa funziona ma non era sicuramente quello che mi aspettavo e alcune cose paiono stridere nel contesto generale.
Visto come la scelta degli autori alla fine mi aveva lasciata, ho preferito aspettare per essere qui a scrivere e ninete... L'ho proprio amato.
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