Seven Days: Friday - Sunday
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L'essenza del romanticismo nella scoperta reciproca di due figure complesse e complementari
Film diviso in due parti - la recensione vale per entrambe - che, come dal titolo, copre l'arco narrativo di circa una settimana.Una vera chicca per gli amanti delle storie BL, a patto però di investire sulla qualità di una storia delicata, di un romanticismo alla vecchia maniera, senza puntare a scene esplicite fine a sè stesse e prive di sostanza. Se siete in cerca di queste ultime, consiglio una delle tante serie Tailandesi. Se volete andare oltre ed emozionarvi davanti alla nascita di una bella storia d'amore, allora la visione è davvero consigliata.
Come molte produzioni giapponesi, l'obiettivo è nudo al centro, privo di tutti i possibili contorni inutili. Il cast si compone di poche figure e quasi sempre la telecamera è puntata sui due protagonisti, tra momenti individuali e condivisi. Fondamentale la loro caratterizzazione, già che è il perno di questa pellicola: ci troviamo di fronte a due attori davvero capaci che hanno saputo cogliere l'essenza del loro personaggio, fornendo una caratterizzazione complessa ma al contempo estremamente realistica e naturale.
Caratterialmente parlando, i due protagonisti sono un po' agli antipodi: da una parte abbiamo Shino Yuzuru, popolare tra le ragazze per via del suo aspetto, fascino che cozza brutalmente con il suo carattere, dove il poco tatto fa naufragare costantemente ogni principio di relazione. Dall'altra abbiamo Seiryo, bello e distaccato, che cela una grande sensibilità e il desiderio di avviare una relazione sentita che gli permetta di voltare pagina rispetto al passato. Da qui nasce la sua abitudine di frequentare una ragazza diversa ogni settimana, a cominciare dalla confessione della ragazza di turno il lunedì - del resto c'è la fila per uscire con lui - e trascorrere i successivi 7 giorni con appuntamenti nella speranza che scatti la scintilla, cosa che puntualmente non accade e che lo porta, a fine settimana, a chiudere la relazione pur lasciando un bel ricordo del breve periodo trascorso.
Tra Shino e Seiryo la situazione evolve in principio in modo inaspettato: reduce dall'ennesima brutta esperienza Shino coglie l'occasione di proporsi a Seiryo, incuriosito dall'idea di una frequentazione diversa dal solito e con una tempistica scandita. Seiryo, pur essendo palesemente sorpreso dalla richiesta, resta fedele alle sue abitudini e accetta la frequentazione.
Questo per dire che non c'è nessun colpo di fulmine iniziale, nessuna scintilla al primo scambio di sguardi o cose simili. I giorni passano e i loro caratteri si rivelano sempre più complementari, un apprezzamento reciproco che emerge dalla naturalezza con la quale iniziano a scambiarsi opinioni e pensieri, confidenze che nella loro condivisione acquisiscono un valore importante. Trovano spazio preziosi momenti individuali di analisi dei propri sentimenti, riflessioni sull'altro e anche rispetto alla propria sessualità. L'unico disagio che emerge è il non sapere bene come porsi davanti alle domande invadenti delle compagne di scuola, per il resto salta invece all'occhio come, pur avendo appena iniziato a frequentarsi, pur trattandosi di due ragazzi, pur essendo caratterialmente estremamente diversi, i momenti condivisi siano vissuti da entrambi con una sensazione positiva, dove sono a proprio agio l'uno con l'altro. Se Seiryo è quello apparentemente più sensibile - lo vediamo spesso titubare e non sempre avere il coraggio di dire o fare quello che vorrebbe - sarà in realtà Yuzuru ad essere il più sorpreso, quando comprenderà di aver finalmente trovato una persona a cui piace semplicemente per quello che è.
I personaggi secondari sono solo comparse di contorno, non ci sono canzoni ma solo musiche strumentali, volutamente meno invadenti ma inserite nei momenti più opportuni: la coppia è al centro della scena, sempre e comunque, un fulcro tematico dal quale è impossibile distogliere lo sguardo o distrarsi con altro, insomma.
In conclusione davvero un bel film, non chiarissimo nelle conversazioni un po' come la maggior parte delle serie giapponesi, ma privo di banalità e ovvietà. Ogni dettaglio ha un senso, dalle parole agli sguardi alla gestualità alle azioni e reazioni, tutto concorre meticolosamente a rendere il quadro generale completo, bello e naturale.
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Una bella serie che tratta un tema inusuale in modo ben riuscito
Una serie sicuramente singolare, per via della disabilità data dalla cecità - quasi totale - di uno dei due protagonisti. Un tema delicato che viene trattato con inaspettato rispetto, e non come elemento decorativo della storia, inserito tanto per. Nella relazione tra i due e nella relazione tra Day e tutti gli altri si percepisce il senso del limite visivo, della difficoltà che comporta al di là della mancanza di immagini, colori e autonomia. La trama è coerente, rispetta i giusti tempi, l'evoluzione tra i due protagonisti - tra i vari personaggi in generale - risulta piacevolmente credibile (cosa purtroppo non scontata, in molti altri drama). Tutto non si riconduce alla love story tra i due, ma trovano spazio anche il rapporto tra Day e il fratello, Night, che ho trovato davvero interessante; il rapporto con i genitori dei due e per Mohk il senso di perdita della famiglia, sorella maggiore compresa. C'è delicatezza, emozione, tristezza, senso di impotenza, speranza, e trovano spazio anche momenti di divertente ilarità e ironia. Un mix ben dosato, grazie anche all'espressività recitativa dei vari attori, in primis l'interprete del ruolo di Day, davvero sublime nel rivestire i panni di un ragazzo impoverente. Forse l'unica figura che mi è risultata poco empatica è la madre di Day, il suo personaggio funziona da un punto di vista logico ma trasmette davvero poco a livello emotivo. I due protagonisti li avevo già visti in un'altra serie - Vice versa - che però non mi aveva minimamente colpita e, questa, forse, è stata una fortuna, perchè un limite che credo abbiano le serie che ripropongono le stesse coppie di attori sia quelli di non riuscire a creare una netta distinzione tra la serie più amata e quelle meno riuscite (effetto che temo ad esempio dovessi ritrovare Win/Team di Hemp Rope piuttosto che Pat/Pran di Bad Buddy...pur con una storia, un contesto e dei nomi diversi continuerei ad associarli alla coppia che impersonavano nella mia serie preferita). In questo senso, il mio scarso giudizio in Vice Versa ha fatto sostanzialmente la fortuna di Last Twilight. Altra cosa che ho apprezzato, e nella quale non ci speravo: la cecità di Day caratterizza praticamente tutta la serie. Davo per scontato, e non lo dico in modo positivo, che più o meno a metà serie ricevesse il trapianto di cornea e che quindi parte della storia sfruttasse la rimozione dell'ostacolo visivo come elemento di evoluzione della narrazione. E invece no, non è stata scelta la strada più scontata e facile, forse ad effetto, ma solo nell'immediato, preferendo invece una scelta più impegnativa e coerente. Se proprio proprio devo individuare un paio di pecche...il ritmo nella seconda parte rallenta un po', l'attenzione che non mi ha fatto perdere nemmeno un secondo dei primi episodi di tanto in tanto veniva un po' meno, ma si tratta davvero di poca cosa. L'altra critica è meramente estetica e rivolta a Mhok: l'accenno di baffetti al fanciullo proprio non dona.In conclusione, una serie diversa dalle altre di cui mi sento di consigliarne la visione.
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L'ultima missione dell'Angelo: l'amore
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Top 5 miglior drama visti
Leggendo la sinossi mi aspettavo di vedere un drama leggero, romantico e non molto impegnativo ma mi sono subito ricreduta. Fin dalla prima puntata il drama si presenta con temi importanti e delicati che vengono portati avanti in maniera egregia, con la giusta delicatezza e senza cadere nel banale.Ho amato i due protagonisti e soprattutto il modo in cui cambiano e crescono insieme, evolvendo e apprendendo l'un l'altra come migliorarsi. Per quanto riguarda il second lead, non l'ho sopportato nella maggior parte delle volte, l'ho trovato molto insistente. Per fortuna, il triangolo non viene esasperato e la protagonista femminile è subito ben chiara e decisa nelle sue intenzioni.
Anche i personaggi secondari sono meravigliosi, in alcuni vi è una crescita e un miglioramento degno di nota che mostra come non sia mai impossibile una redenzione. L'antagonista è una "sorpresa" in quanto non è svelato immediatamente. Fa un percorso coerente che culmina in modo appropriato considerate le sue gesta.
Consiglio assolutamente questo drama, vi farà piangere, ridere, sospirare e riflettere su tematiche molto importanti.
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Meraviglioso
Questa è la prima volta che scrivo una recensione ma, davvero non posso evitarlo, perché questo drama è per me unico e bellissimo.La storia, sebbene inizialmente appaia lenta e già vista (sopportate il primo episodio, vale la pena continuare), con il tempo matura ed esplode in tutto il suo fascino. Si parla di romanzi rosa, dei loro cliché, di amore e di amicizia. Il tutto con leggerezza ma, allo stesso tempo, profondità.
La Xiao En paurosa dei primi episodi imparerà ad affrontare e a cambiare un destino che la vorrebbe "antagonista odiosa" per diventare, invece, la protagonista principale del romanzo in cui si trova catapultata. Questo percorso di crescita avviene grazie alla sincerità con cui affronta la vita, con il coraggio e la forza dei sentimenti che crescono man mano che si confronta con il suo "arrogante CEO". E' impossibile non amare questi due protagonisti, gli attori sono perfettamente in parte, credibili e con una chimica pazzesca. Marcus Chang, Tian Xing-Ao Ran, semplicemente stupendo: nella prima parte, il suo carisma è quello tipico dei protagonisti maschili affascinanti ma con traumi infantili, nella seconda, il personaggio si fa più complesso. Come nella vita, le maschere con le quali affrontiamo il mondo sono tante e alla fine, a forza di impersonarle rischiamo di rimanerne schiacciati...Eppure, se troviamo quella persona che riesce a intravedere cosa cerchiamo disperatamente di nascondere e se ne innamora, avremo davvero il nostro personalissimo "happy ending". Questa è una storia d'amore che cresce piano, piano, i cui protagonisti affrontano difficoltà, insicurezze e paure insieme, comunicando con l'altro senza scappare.
Per il resto, soprattutto nei primi episodi, si ride moltissimo. Xiao En è una ragazza allegra e positiva innamorata dei cliché dei romanzi rosa e dei drama coreani. Fenomenali sono le scene in cui si prende in giro la classica protagonista "che non sa camminare" e deve essere continuamente salvata dal protagonista maschile. Chu Chu "il loto bianco" a un certo punto mi dava talmente sui nervi che skippavo le sue scene... Insopportabile. Bella anche la complicità tra Xiao En e la sua amica Chun Tian che la sostiene sempre con dolcezza e vitalità. Immancabile la sindrome del second lead (Qing Feng, mooolto tenero) ma con risvolti davvero inaspettati! Insomma, ho davvero adorato questo drama e sicuramente è tra quelli che rivedrò. Le parti più pesanti e meno brillanti sono quelle relative ai complotti aziendali e famigliari ma, anche quelli, si risolvono grazie a una maggiore presa di coscienza da parte dei protagonisti.
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Strangers from Hell
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psicopatia condivisa
disturbante è dire poco. scenografia, personaggi, musica tutto. ogni profonda repulsione della mente umana qui la si percepisce benissimo. l'ansia e la claustrofobia vengono condivise benissimo con noi dall'altra parte dello schermo.lee dong wook incarna in tutti i sensi lo stereotipo del bello e maledetto.
im si wan eccellente nello sviluppo psicologico del personaggio.
un plauso per la location. fa davvero davvero ribrezzo, l'ajumma al wellcome desk non mi avrebbe cmq invogliata ad affittare una stanza.
se vi piace il genere è assolutamente da guardare.
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Yeong-rye è il cuore pulsante della storia: una figura capace di racchiudere in sé la quintessenza di ciò che ognuno di noi desidererebbe trovare in un rapporto autentico. Nel suo modo di prendersi cura degli altri, di ascoltare con attenzione, di amare senza condizioni e senza giudizio, c’è un modello di amicizia, figliolanza e sorellanza che raramente si vede rappresentato con tanta bellezza e profondità.
Il racconto non la idealizza, ma la osserva con rispetto, lasciando emergere fragilità, dubbi, ostinazioni e slanci di generosità che la rendono tremendamente reale. È proprio questa umanità credibile a rendere difficile comprendere alcune delle critiche negative: Yeong-rye non è un personaggio da “dramma perfetto”, ma una persona che avremmo tutti il desiderio — o la fortuna — di incontrare nella nostra vita.
La regia, con i suoi tempi contemplativi, permette allo spettatore di entrare in sintonia con i personaggi e di percepire il peso di ogni gesto e di ogni memoria condivisa. L’opera riesce così a evocare un senso di nostalgia e calore che rimane anche dopo la fine della visione.
In definitiva, One Hundred Memories è un racconto intimo e prezioso, che emoziona proprio perché non cerca di impressionare: lascia parlare i rapporti, il modo in cui ci si prende per mano quando la vita fa male, e il valore delle memorie che ci definiscono. Per chi sa apprezzare le storie raccontate con delicatezza e profondità emotiva, questo titolo è un piccolo gioiello.
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Brevissimo ma gradevole
Apprezzo Leo Wu sin dai tempi di Nirvana on Fire, passando per quella meraviglia che è The long ballad. Ovvio che qui non siamo sugli stessi livelli, è un microfilm, da cui traspare l'impegno e la gioia di vivere di Leo, che riesce a trasmettere sensazioni positive con la sua gestualità.Il video è idealmente diviso in due parti, di cui la prima è più concitata è la seconda più rilassata anche grazie al sottofondo musicale, che a orecchio mi sembrava il valzer di Amelie. La frase finale, pur non essendo minimamente originale, è un inno a vivere e godersi la vita.
Sono due minuti, un tempo molto breve che si può investire guardando un piccolo video piacevole che dura meno di una canzone, ma che potrebbe lasciare un buon sapore in bocca per tutta la giornata.
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The Trauma Code: Il Turno degli Eroi
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che sorpresa!
da amante di Dr House e The Resident (non ho completato nessun'altra serie medica, sempre annoiato), ho amato questa serie dal primo episodio! Attori super in forma, storia ganzissima, molta action e molta ironia. Mi ha colpito tutto.E finendola non ci son rimasto male, il livello è sempre alto! Tanta azione e storie interessanti, con pizzichi di ironia e serietà, e qualche mossa politica qua e là. Alcuni avvenimenti li ho trovati strani, ma dopotutto non sono coreano e forse è sembrato strano a me.
Spero che esca presto la seconda!
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You Are My Favorite
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All'inizio era così carino... poi il crollo
Questo drama thai fino alla puntata 8 mi stava piacendo moltissimo: la chimica tra i protagonisti, le musiche, la trama (benchè molto semplice), il fatto che anche un personaggio femminile avesse un suo ruolo e una sua crescita, i dubbi ben rappresentati (solo in Pisaeng) di un coming out con genitori e amici... Mi facevano sorvolare su difetti come l'immaturità di Kawi che in teoria dovrebbe avere la mente di un trentenne o il ruolo di Not che sinceramente non ho mai capito. Insomma mi aveva acchiappato e veramente mi piaceva un sacco. Poi sono arrivate le puntate 9,10,11 e 12 e tutto è crollato. Non so se sia stato per problemi di produzione, budget o volontà di allungare forse un prodotto nato per 10 puntate a 12... Non lo so, ma la sceneggiatura da qui in poi è persino cringe a tratti e i dialoghi hanno delle pause di silenzio inspiegabili. Un personaggio per rispondere ad un altro deve pensarci minimo 10 secondi buoni, così a caso, giuro che l'ho cronometrato. La chimica tra i protagonisti scompare e Kawi diventa tipo verginella impaurita così all'improvviso senza un senso, perchè se si voleva rappresentare i suoi dubbi su un coming out certo non andava mostrato così. Non lo so, sono molto delusa proprio perchè mi pieceva tanto prima del crollo, e comuque 4 puntate orribili non possono cancellare 8 puntate belle del tutto. Da qui il mio 6. Ma è un vero peccato. Anche l'arco narrativo di Pear che per fortuna un po riguardo a sua madre ha una conclusione, poi viene spezzato e non sappiamo nulla di chi sposa, ma proprio nulla. Perchè? Era così inutile dirlo? Lei valeva così poco come personaggio? Magari invece della scena dove Kawi appena sopravvissuto a una malattia quasi mortale si specchia continuamente perchè si vede troppo pallido per essere presentabile per un matrimonio (scena veramente cringe) potevano almeno inserire un dialogo o un flash back dove ci dicono chi cavolo è James, cosa fa, come ha conosciuto Pear, almeno due cose! ! E invece no.Questa recensione ti è stata utile?
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Devo per forza dare 9
non guardo un kdrama che mi appassiona così tanto da tempo immemore. protagonista che amo a parte, la storia è proprio fatta per bene. anche se è inevitabile il confronto con weak hero, trovo in realtà che si possa parlare di due prodotti eccellenti in modi diversi. weak hero vuole essere più drammatico, intenso ed intimo, caratteristiche perfettamente incarnate da Si-eun e dalle relazioni e dai rapporti che stringe, persino le dinamiche di combattimento sono crude, dolorose, realistiche. Study Group riunisce invece personaggi caratterizzati bene, una trama bizzarra che parla di una scuola di teppisti e di una professoressa incredibile che vuole salvarla. il ritmo è un po' più lento ma mai noioso, anzi, proprio questo ha permesso di assaporare per bene la storia e le relazioni tra i personaggi.ho amato alla follia il rapporto tra i ragazzi e il fatto che nonostante tutto non si arrendessero mai, che si cercassero e si sostenessero sempre. la loro amicizia e la loro relazione è speciale e lo dimostra il fatto che molti ragazzi contro i quali hanno combattuto non hanno potuto fare a meno di unirsi a loro e farsi motivare dal loro carisma. cast di bonazzi assoluti, soprattutto gli psicopatici come sempre, colonna sonora ed effetti speciali S P E T T A C O L A RI. se c'è qualcuno che non guarda kdrama ma è appassionato di anime sicuramente questo è il prodotto giusto con il quale iniziare perchè ha proprio il vibe di uno shonen con personaggi umani incredibilmente forti.
questo drama ha davvero tante cose positive, delle premesse ottime che spero non vadano in v4cc4 con la seconda stagione già annunciata, mi ha fatto tanto emozionare, ridere e a volte piangere. se dobbiamo parlare di realismo, questo drama sicuramente non lo è, ed oggettivamente non si potrebbe valutare con un 9, perchè i personaggi sono esageratamente forti tanto da spaccare muri, da lanciare la gente in aria, da spaccare vetri senza toccarli e da incassare i colpi manco fossero fatti di gomma. tuttavia non posso ignorare l'hype, l'emozione e l'affetto che mi ha fatto provare per questo gruppo di studio sgangherato ma meraviglioso. mi sarebbe piaciuto che il figlio della defunta docente avesse partecipato di più a questa rivalsa, secondo me sarebbe stata la ciliegina sulla torta. sono curiosa di sapere cosa si inventeranno nella prossima stagione. l'ultimo episodio è tanto assurdo quanto incredibile, con una tensione e dei combattimenti da guardarsi tutto d'un fiato senza interruzioni. l'unico difetto che ha il drama è che è troppo corto ed è volato via troppo in fretta. un lavoro eccellente come non se ne vedevano da molto tempo.
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impeccabile
La prima volta che vidi il trailer mi innamorai subito di questa serie e la cosa a me strana è il fatto che me ne sono innamorata a prima vista anche se la trama è una di quelle trame che considero troppo contorte e di conseguenza evito, sarà stato per l’eccezionale cast ma in ogni caso ho aspettato l’uscita di questa serie come l’attesa del Natale da bambini.Ho iniziato a guardarlo in onda sin dal primo episodio, cosa che non faccio mai ma vabbè come si può non dare uno strappo alla regola, e nulla ho amato tutto di questa serie.
La trama è originale e scritta in modo fantastico, per quanto mi riguarda hanno saputo far nascere, sviluppare e finire tutto in modo spettacolare, non mi sono mai annoiata e ho amato con tutto il mio cuore questa serie, mi ha trasmesso molto, provo sentimenti particolarmente profondi al riguardo.
È quel tipo di serie che ti trasmette una certa calma, dolcezza, felicità, gioia, consapevolezza, malinconia e nostalgia, quest'ultima cosa soprattutto dopo che sono ritornati al loro mondo, in ogni caso mi ha insegnato molto.
Riguardo la storia d’amore tra Talay e Puen, l’ho amata.
Abbiamo visto che comunque il loro inizio è stato tortuoso in quanto non sapevano avessero viaggiato tra universi entrambi ma dopo averlo scoperto si sono avvicinati sempre di più, hanno sempre avuto un rapporto alquanto intimo, rapporto simile non esiste nelle amicizie, quindi si è capito che ci è stato sempre questo intendimento amoroso, purtroppo per Talay è stato molto difficile capire se stesso perchè non è quel tipo di situazione dove uno è scemo e non capisce ma è quel tipo di situazione in cui lui non sapeva neanche cosa fosse l’amore, non l’aveva mai provato e neanche avuto una cotta per qualcuno, di conseguenza capiamo che ci voleva più lavoro al riguardo.
Alla fine si sono capiti e intesi e il loro amore è diventato una delle cose più belle che abbia mai visto, proprio l’amore puro, il mettere l’altro davanti a tutto e tutti e il volersi prendere cura dell'altro a ogni costo, sono stati dolcissimi, il mio cuore non regge.
In generale ci vuole veramente molto coraggio nel prendere in mano la vita di qualcuno che non conosci dovendo far finta che non ti è successo nulla, ci sono molti pericoli soprattutto dovuti al lavoro, sarebbero potuti tranquillamente capitare nel corpo di un dottore dovendo decidere di mettere fine alla sua carriera perchè non hanno studiato per quello e non è il tipo di lavoro che puoi replicare facilmente in quanto ne va della vita delle persone, vabbè questo per fare un esempio ma in generale tutto molto difficile.
Capisco anche poi quello che ha provato Puen, sarà stato egoista per il suo voler rubare la vita di Pakorn ma comunque è da capire, giustamente è passato da una vita in cui non ha nulla a una vita dove ha tutto l’affetto del mondo in una giornata e ha provato com’è bello avere delle persone che ti supportano e ti vogliono bene, alla fine è una persona matura e ha capito che in realtà non dovrebbe essere avido, alla fine nell'altra vita avrebbe potuto sempre avere Talay.
In generale tutto è stato molto tranquillo a livello di storia, è alla fine che c’è stato caos in quanto mi sono presa un infarto quando ci hanno fatto capire che solo Puen aveva sognato.
Vi giuro che lì non ci stavo capendo niente, mi ci son voluti giorni per capire cosa stesse succedendo dato che dovevo aspettare una settimana per l’ep dopo.
Poi io sotto shock perchè è una delle prime volte, se non la prima fra le mie, che l’ep 11 non si è dimostrato un disastro totale ma un grande confort per me insieme all’ultimo ep.
Un appunto che voglio fare è che se la gmmtv si azzarda a creare una sorta di seconda stagione però con la storia di Pakorn e Tess (personaggio sinceramente odiato perchè mentre Talay si faceva il culo per rendere la vita di Tess migliore, quest’ultimo ha solo rovinato la vita a Talay), farebbe tanti money perchè beh la cosa è semplice, sta situazione unirebbe il fandom di viceversa e quello di bad bunny a vedere la loro storia, dando così più visual anche alla “prima stagione”, tutto ciò dovuto al potere dell’abbinamento Ohm/Nanon.
Io stessa sono molto curiosa riguardo al come l’hanno presa loro quando si sono svegliati in un altro corpo e come si siano incontrati e riappacificati, sopratutto perchè sappiamo che a Pakorn piaceva Tess, di conseguenza mi piacerebbe avere questa sorta di seconda stagione, preghiamo tutti affinchè succeda. GMMTV CREDIAMO IN TE.
Detto ciò voglio consigliarvi assolutamente questa serie, mi ha insegnato molto e rimarrà come una delle mie preferite per sempre, il mio cuore è troppo debole per questa serie.
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I figli carnali dovranno lottare per difendere la loro libertà e la loro scelta di diventare altro da lui.
Mentre lui trascinerà con sé persone fragili, il cui punto di accesso al male è rappresentato dalla brama di essere in qualche modo al centro del mondo, dei media, avere un ruolo - potere - denaro (giornalisti, pubblica opinione, persone psichicamente inconsistenti o malate).
Si contrappone a questo tentativo di distruzione dell'umano, una ragazza, che similmente alla Beatrice Dantesca, è il punto di visione del Paradiso e della quale si innamora il figlio minore (che pur essendo in potenza simile al padre) desidera con tutta la sua libertà di aderire al bene.
Bellissima la figura della matrigna di questi sfortunati ragazzi e del poliziotto senior, che prendono sulle loro spalle il dolore e il disorientamento di questi due figli e li sostengono fino alla loro completa riuscita o catarsi.
La frase chiave della matrigna al figlio non biologico è che lo ha considerato un DONO INESTIMABILE, mai un fardello, e lo vuole difendere anche da sé stesso.
Tolgo una stella perché mi ha molto infastidito/annoiato la continua riproposizione tramite flash-back di scene viste e riviste almeno 10/15 volte nell'arco delle 32 puntate, alla fine meglio chiudere con 2 o 3 episodi di meno che annoiare con continue rivisitazioni di cose già viste e capite .... cmq notevole, lo consiglio.
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Un mini-drama grazioso e ben fatto
Questa mini-serie è stata davvero una chicca inaspettata. Nonostante il tempo esiguo - tre ore complessive suddivise in sei episodi - ha saputo regalare una storia graziosa e ben confezionata. Sarò onesta, inizialmente ero un po' prevenuta, vuoi appunto per il numero esiguo di episodi vuoi per il protagonista maschile, che esteticamente non mi convinceva molto (dal naso troppo a punta alla forma un po' strana del lobo delle orecchie). Mi sono però ricreduta quasi subito, scoprendo un personaggio con un forte tratto caratteriale, espressivo e che non passa inosservato, complice anche la stazza non indifferente, benché poco loquace (ma anche qui, il tono di voce e il modo in cui si esprime rendono quelle poche parole più incisive di mille discorsi). Promosso, quindi. E promossa anche la protagonista femminile: attrice brava e bella che veste i panni di una singolare ragazza, per quello che è l'universo coreano: autonoma, decisa, spavalda. Sa quello che vuole e non ha paura di diro. Un personaggio davvero affascinante, che con il partner forma davvero una coppia vincente e interessante.Nella storia trova spazio anche le vicissitudini che hanno condizionato - e condizionano - la vita di Gun: dalla sorella malata, al padre problematico, a Gun stesso, combattuto tra la necessità economica e i propri principi rispetto al gioco in cui, paradossalmente, eccelle. Ho apprezzato l'aver dedicato un tempo non eccessivo alla competizione, perchè non era di fatto l'obiettivo vero e proprio, semplicemente la conseguenza di una sua difficile scelta. Concludendo: una serie davvero breve ma di qualità. Consigliato? Direi proprio di sì.
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Drama scadente, appartenente a quella categoria di bassa qualità da saltare a piedi pari...
Solitamente mi tengo ben alla larga da questo genere di drama, un sottogruppo che definire di categoria C significa essere davvero generosi. Più diffuse di quanto purtroppo dovrebbero essere, questo tipo di serie si mescolano a volte a quelle che normalmente meritano, per cui può capitare di incapparci per sbaglio. In passato mi succedeva piuttosto spesso, col tempo ho sviluppato forse la capacità di riconoscerli in tempo e girare saggiamente al largo.In questi casi c'è davvero poco o niente da recensire, non c'è qualcosa che è andato storto o dei difetti da sottolineare: a monte manca proprio la possibilità di ottenere un risultato decente. La qualità, su tutti i fronti, è a dir poco scadente.
Eppure di drama così in giro ce ne sono, e anche molti: che seguito possano avere resta per me un vero mistero. Sono accozzaglie insensate di momenti scollegati, mal gestiti, senza coerenza e totalmente privi di logica... Sceneggiature amatoriali di chi per assurdo pretende di essere un professionista del settore ma che si risolvono puntualmente in situazioni morbose, protagonisti dalle camicie puntualmente sbottonate, discorsi insensati e bruschi tagli tra una scena e l'altra, quasi peggio di una sequenza di spot pubblicitari.
La cosa che più mi spiace è che molte di queste serie - perlopiù romance - sono ambientate nell'era repubblicana cinese, periodo storico che trovo sempre interessante ma presente in pochissimi drama - di quelli degni di essere chiamati tali - quale ad esempio "Fall in love" (2021).
Detto questo, la ciofeca per l'anno in corso l'ho vista (metto la spunta virutale).
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Di gran soddisfazione!
Complicato, contorto, pieno di colpi di scena. Inizia in un modo che fa pensare ad una americanata e invece è prettamente nello stile coreano. Una storia complessa e articolata che segue la rivalsa di un uomo su un delitto di 18 anni prima che gli ha portato via la madre. Il colpevole lo conosce e sa anche chi ha armato la sua mano ma deve trovare il modo di farli condannare. Nel mezzo storie personali che mirano a presentare non solo i personaggi secondari ma le motivazioni per le quali sono diventati così. Un cast di attori eccezionali dal primo all'ultimo che non sono privi di espressioni facciali ma recitano esattamente come ci si aspetterebbe. E alla fine rimani coinvolto anche tu fino all'ultimo minuto di programmazione. Insomma una serie magistrale che è un peccato che sia ferma alla prima stagione. Bellissimo.Questa recensione ti è stata utile?


