Return to the Palace
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Fantasy-storico-romance che parte col botto ma non riesce a mantenersi in quota
Drama la cui immagine di anteprima mi ispirava poco, il protagonista maschile aveva un’aria da ameba che non lasciava presagire nulla di buono. Aggiungiamoci il fatto che è difficilissimo farmi piacere un drama storico – io ci provo ma quelli che non hanno finito per annoiarmi li posso contare sulle dita di una mano – oltre al fatto che non ho volutamente letto nemmeno le due righe di trama… E otteniamo quindi un insolito salto nel buio. A posteriori la ritengo una mossa azzardata? Forse.La serie inizia col botto. E col “botto” intendo dire che nella scena di apertura del primo episodio troviamo niente meno che Kim Young Kwang, splendido e affascinante come sempre. L’attrice protagonista appare subito interessante e carismatica, i loro rispettivi personaggi in netta contrapposizione, in uno di quei conflitti che posso solo definire “stimolanti”.
Poi compare l’ameba, e sa già di terzo e inutile incomodo. Ho temuto per un attimo che rivendicasse in pieno il ruolo di protagonista, ma alla fine del primo episodio ho compreso l’accettabile compromesso. Del resto, non credo sarei riuscita a farmelo piacere se Kim Young Kwang non avesse spianato la strada con la sua apparizione e l’idea di “quel” Gang Cheol iniziale ha permesso di traslare un po’ del fascino del personaggio nell’ex ameba.
I primi episodi sono davvero ma davvero ben fatti, l’idea originale, le basi apparentemente solide. Man mano che la serie avanza, però, sembra faticare a mantenere alto il livello, sia per quanto riguarda la trama, che diventa sempre più ricca ma in modo sempre più confuso e caotico, sia rispetto allo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, inizialmente accattivante ma che sembra incapace di andare oltre e continua ciclicamente a riproporre un po’ lo stesso schema. Tra i loro tira e molla e l’alternarsi per Khang Cheol di momenti buffi ed esilaranti – quasi tutti legati alla scoperta delle emozioni e sensazioni umane – a scene cupe e/o di combattimento (dove però il nostro povero Imugi ne esce come l’ombra di quello che era un tempo), il drama sembra finire impantanato in una sorta di circolo vizioso. Si giunge comunque dignitosamente a un finale, anche se è proprio il livello generale del drama ad essere ormai sceso di parecchie tacche, qualitativamente parlando.
Buona ma non particolarmente degna di nota la recitazione. Oltre ai protagonisti, sono diversi i personaggi più o meno secondari validi, dal Re a Bibi, passando per la madre dell’archivista e gli altri membri della famiglia reale. Però sembrano risentire anche loro del disorientamento che caratterizza la seconda parte del drama, risultando anch’essi un po’ sottotono.
Infine, due note particorlarmente dolenti sono quelle che riguardano le musiche e le scene romantiche (la recente “Dear Hongrang” in questo senso ha tutto da insegnare), elementi fondamentali per rendere incisive alcune scene e mostrare una chimica di coppia degna di un buon romance, già che a conti fatti il lato romantico sembra voler pesare quanto quello degli intrighi e misteri, in questa serie.
In conclusione un giudizio positivo, guadagnato quasi totalmente grazie alle premesse iniziali e alla prima metà degli episodi. Spiace che, dopo aver spiccato il volo così bene, sia seguita una lenta e inesorabile discesa fino a limitarsi a sorvolare in modo costante la quota dell’accettabilità.
Guardabile ma non memorabile.
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Watashi no Otto to Kekkon Shite
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Forse perchè non si perde, non ci incastra altre cose che potevano non esserci. E' essenziale, un po' come tutti i jdrama che non si perdono in cavolate. A livello recitativo non si arriva a quello coreano, però le due donne principali mi sono piaciute decisamente di più. Mi ha sorpreso anche l'attore che interpreta ML. L'avevo approcciato in An Incurable Case of Love dove non mi era piaciuto proprio per nulla, ma qui mi ha fatta ricredere. Insomma, questa versione giapponese non si discosta dall'originale in praticamente nulla, ma si fa piacevolmente guardare.
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While You Were Sleeping
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Per quanto riguarda gli attori c'è poco da dire, sono semplicemente fantastici e sul pezzo. I personaggi sono ben scritti, mi è piaciuto molto il fatto di aver visto molte loro sfaccettature e ho amato anche la crescita che compiono nell'arco delle puntate.
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Splash Splash LOVE
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Appena finito e già lo riguarderei
Avete presente il film "Un'americana alla corte di Re Artù" con Whoopi Goldberg? Ecco, questo drama ve lo ricorderà molto, anche se decisamente più romantico. Presenta anche elementi che mi hanno ricordato sia Narnia che il manga Anatolia Story. Insomma, l'originalità non è la parola d'ordine. Eppure mi è piaciuto veramente un sacco. Lo riguarderei molto volentieri. Tutti gli elementi della storia sono stati giostrati molto bene. Abbiamo un inizio, un percorso e una fine. Nulla rimane al caso, tutto viene spiegato e ha un suo risvolto. Davvero consigliato se cercate una storia d'amore, e se volete passare due belle ore spensierate.Questa recensione ti è stata utile?
Assolutamente da guardare
Bello! Mi è proprio piaciuto anche se non è stato una passeggiata. Una storia non solo basata sull'amore ma anche sulle relazioni interpersonali fra tutti i personaggi. Qui non ci sono fraintendimenti, cose non dette o nascoste. La storia si srotola con molte sorprese, con aspettative a volte deluse a volte no. ma la vita non va sempre come ci piacerebbe che andasse, per cui questa storia rispetta molto la realtà. Non importa se ci sono demoni o divinità, i personaggi sono tutti profondamente umani in ogni loro sfaccettatura. Dal punto di vista sentimentale è stato interessante e per la prima volta abbiamo una donna che non fa la parte della stupidina civetta e arrogante, ma una donna adulta e consapevole di sè stessa della quale si innamorano + uomini, ognuno diverso dall'altro ma tutti validi. L'amore oscuro e passionale, l'amore sincero, l'amore eterno, l'amore spensierato, Ma tutti sinceri. Lei poi fa la sua scelta anche se una parte del suo cuore è presa dall'amore oscuro e passionale. Ma ha avuto una vita durissima e ora vuole la luce, la serenità e l'amore puro.La storia politica dei regni è ben svolta, non ci sono incongruenze. Ci sono i traditori, quelli che tramano e le persone rette e affidabili. SE fosse cosi nella realtà sarebbe un gran bel mondo.
Gli attori mi sono piaciuti tutti, bravissimi i 3 protagonisti, ognuno nel proprio ruolo ha dato il meglio di sè.
Splendide le musiche che ben accompagnano i vari personaggi con parole adatte a loro.
Finale finalmente non frettoloso ma conclusivo nel modo giusto, finale aperto il quale lascia che la storia possa continuare.
Sempre un grazie di cuore allo staff dei sottotitolatori italiani!
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A Life of a Resident That Will Be Wise Someday
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UN DRAMA MOLTO PIACEVOLE
E’ uno di quei drama che non si fa notare. Iniziato in sordina (alla prima puntata mi sono addormentata 🙄), ho tenuto duro per la fiducia negli sceneggiatori che sono gli stessi della serie madre, Hospital Playlist, ma anche di Prison Playbook e Reply 1988.Fiducia ampiamente ricompensata perché man mano che si procede con le puntate e si prende confidenza coi personaggi nasce una forma di affetto nei confronti di questi ragazzi alle prese con le sfide, le debolezze ed i timori tipici di chi affronta una professione quale quella del medico.
Ambientata in un reparto di Ginecologia e Ostetricia, e’ un racconto senza grossi clamori o colpi di scena teatrali, ma proprio per questo più reale di tante altre serie. Affronta tematiche varie sulla nascita, le adozioni, la malattia, gli affetti familiari, le difficoltà a procreare. Anche la storia d’amore e’ delicata e narrata con tanta timidezza quanto quella propria dei due protagonisti: mi sono resa conto di aver guardato tante scene con un sorriso da ebete per quanto fossero deliziose.
La partecipazione, in forma di cameo, dei protagonisti della serie principale, è stato un valore aggiunto anche se non essenziale alla trama.
Per concludere, la raccomando a chi vuol staccare un attimo da drama molto impegnativi. Prendetelo come una carezza per l’anima
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Lovestruck in the City
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La fotografia
Mi è piaciuto il format di questo drama e la fotografia.. bellissima! Ho amato le scene ambientate a Yangyang, un posto veramente meraviglioso. Per il resto sono una fan di Ji Chang Wook e l'ho trovato meraviglioso come sempre (anche se il suo personaggio a volte mi ha innervosito), lei (Kim Ji Won) la conoscevo per il ruolo in Fight for my way ma questa volta il suo personaggio l'ho trovato fastidioso, dall'inizio alla fine.Forse lo definirei incompleto, insoddisfacente più di tutto. Ti lascia una strana sensazione di incompiutezza, come se mancasse qualcosa di importante per rendere la storia accattivante e lasciarti a bocca aperta. Sarà che forse pensavano di fare una seconda stagione e per questo lo hanno lasciato così, a metà strada.
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Watashi no Otto to Kekkon Shite
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Questa recensione può contenere spoiler
Remake ben riuscito e con una piccola aggiunta niente male
Mi ha piacevolmente colpita questo remake, che nei primi 8 episodi segue quasi fedelmente la trama dell’originale coreano. Certo, alcune differenze ci sono, ma nel complesso sono comprensibili considerando che si tratta di 10 episodi contro i 16 dell’originale.La svolta arriva negli ultimi due episodi, dove la storia prende una direzione diversa. E devo essere sincera: non mi sono affatto dispiaciuti, anzi!
Tutto inizia con loro quattro... e finisce con loro quattro.
Niente allungamenti inutili, nessun personaggio secondario superfluo: la madre di Misa e l'ex fidanzata di Wataru scompaiono. E in fondo ha senso: Wataru ha sempre amato solo lei, è morto portando le sue ceneri al tempio. Aggiungere un’ex sarebbe stato fuori luogo.
E Reina? Perfetta nel riempire quel vuoto: con la sua follia e disperazione ha dato intensità, bilanciando l’assenza della madre della protagonista.
L’unico personaggio che proprio non mi è piaciuto è stato l’ex marito: mammone, ignorante e patetico fino alla fine. Ma almeno, nei suoi ultimi istanti, il pensiero è andato a Misa, chiedendole perdono.
Lui muore nell’incidente che, nel corso originale, toccava a Wataru. E Reina cade dall’alto, come aveva fatto cadere Misa. Il cerchio si chiude.
Dopo 10 anni, finalmente Misa e Wataru vivono la loro vita:
nella versione coreana, lei diventa una donna di successo accanto al nuovo marito;
qui invece, Misa rileva la pasticceria tanto legata ai ricordi del padre, e Wataru diventa ricercatore.
La scena finale? Dolcissima.
Si chiedono di sposarsi, tra sguardi carichi d’amore e un bacio tenerissimo. L’intesa tra gli attori è palpabile.
L’unica cosa che mi è un po’ mancata? I gemellini!
Nella versione coreana erano un tocco tenerissimo, ma anche così questo remake merita assolutamente di essere visto.
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Movie King and His Princess
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Un dramma che non mi aspettavo!
Inizia come tanti con lui bello famoso e presuntuoso e lei semplice e delicata,si incontrano ma sembra che non si piacciono ma poi cambia tutto però succede l' imprevisto e lui perde la memoria ma ricorda lei come la principessa del ultimo film girato con loro protagonisti.In fine la memoria torna ma non del tutto ma lui si ri innamora di lei.Una piacevole visione soprattutto le puntate iniziali e finali,in mezzo un po' monotono.
Attori fantastici e chimica davvero pazzesca tra i protagonisti.Lui una scoperta,bravissimo che spazia in un solo dramma da freddo a innamorato,imbranato,comico e drammatico.
Menzione d'onore anche alla colonna sonora...bellissima.
Da vedere assolutamente!
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What's Wrong with Secretary Kim
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La brutta copia dell'originale...
Nuovo adattamento tailandese del famoso drama coreano di qualche anno fa. Il divario è evidente, salta proprio agli occhi.Qualitativamente parlando la Thailandia ha ancora molta, molta strada da fare e per il resto si limita a sfornare un'infinità di BL che conquistano il pubblico insofferente alla censura coreana e, soprattutto, a quella cinese.
Proporre però dei remake di drama che hanno avuto successo senza avere i mezzi per raggiungere lo stesso livello equivale a garantire una brutta copia dell'originale. Questo mi aspettavo e questo ho trovato.
Riparametrando la valutazione rispetto agli standard tailandesi è una serie che avrebbe anche potuto strappare la sufficienza, ma l'aver optato per il riproporre un adattamento impossibile da eguagliare l'ha ulteriormente penalizzata, uscendone proprio male dal confronto.
Limitarsi quindi al noto "What's wrong with secretary Kim" coreano è indubbiamente la scelta migliore.
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Non riesci a staccarti dal guardarlo
Brutale, emozionante, ti manda il cuore in mille pezzi.Ho appena concluso la visione di questa opera meravigliosa e sono rimasta, dopo tanto che non mi capitava, a bocca aperta.
Premettendo che amo le tematiche crude, se dovessi scegliere tra 'drama tranquillo' o 'drama con tematiche importanti' sceglierò sempre il secondo.
Non è un semplice drama a tematica scolastica, ma bensì molto più profondo.
L'amicizia, il tradimento, le botte e il sangue, droga sono tutti argomenti ricorrenti e messi in scena in una maniera splendida.
Una nota di merito a Park Ji hoon, meraviglioso nella recitazione con uno sguardo che mi ha lasciato a bocca aperta.
Consiglio la visione a chi vuole avere una altalena di emozioni.
Assolutamente si, per me è si.
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L'unico abbaglio è quello dello specchietto per le allodole...
Drama che ho atteso con interesse, confidando in una coinvolgente storia d’amore e intrigata dall’idea del sempre affascinante Li Yun Rui in versione biondo platino. Premetto che avevo già letto il racconto al quale si ispira, storia che ho trovato carina e abbastanza emozionante ma dove, tolta un’ottima chimica tra i protagonisti – almeno sulla carta - non c’era di fatto molto altro. La trasposizione si è rivelata – ahimè – un ulteriore passo indietro: sono davvero tante le differenze con il romanzo, modifiche a volte importanti, altre legate ai dettagli, ma che si notano fin dal primo episodio e che non portano a mio avviso nessun beneficio, anzi. Come c’era da aspettarsi, le scene più romantiche e intime sono state riviste – praticamente eliminate - facendo perdere grip a diversi passaggi. Ciò che però non mi aspettavo era uno slow burn romance così slow da farmi pigiare il tasto di avanzamento rapido già dopo i primi episodi. Una relazione più che altro platonica, che davvero fatica a decollare. Non è necessariamente un problema, un’evoluzione lenta del rapporto può aiutare a conferire credibilità, ma allora ci deve essere altro sul piatto a tenere lo spettatore incollato allo schermo. Invece qui la quotidianità perde velocemente fascino, scadendo in un’ordinarietà abbastanza banale. Certo, la loro connessione emerge dai gesti abitudinari e dagli sguardi che intercorrono tra loro, ma trenta episodi sono davvero tanti per tirare avanti così. Per quanto possa voler essere un comfort drama che punta a mostrare il percorso – inteso in termini di crescita personale - più che l’arrivo, è comunque necessario fare i conti con il tempo e con la responsabilità che l’aggiunta di ogni episodio non necessario comporta. Per come è stato impostato il drama, se ne potevano fare altri cinquanta di episodi senza alterarne il risultato, tanto ormai l’effetto è lo stesso: episodi tutti permeati da una graziosa o difficile quotidianità, ma che alla lunga davvero stanca.La recitazione porta a casa una buona prova, ma niente di incisivo. L’attrice protagonista in particolare tratteggia una ragazza che inizialmente non è solo altezzosa, sprezzante e diffidente – come giustamente si vuole che sia – ma anche estremamente antipatica. Un taglio espressivo che non si risolve nemmeno dopo, quando entra via via in relazione con i vari personaggi, secondari o meno. Ben caratterizzate sono le figure che circondano la coppia, dalla madre impulsiva di Wu alla nonna disabile, fino ai gruppetti di amici e nemici.
OST lenta, che sembra volersi sposare appieno con il ritmo del drama. La fotografia è curata e cattura panorami inusuali, regalando l’impressione di vivere nel piccolo paese costiero, tra i tramonti infuocati sull’oceano e le bancarelle del mercato, i campi di lavanda e l’atmosfera polverosa dell’estate.
In conclusione, lo definirei un drama che non puntava a essere chissà cosa, ed è finito che non è stato chissà cosa. Un limbo narrativo che non ha volutamente osato puntare a una commedia romantica travolgente o a un maggior approfondimento dei drammi familiari prediligendo invece – con un ritmo placido e tranquillo – una storia semplice, piacevole, ma basata su scelte davvero un po’ di comodo. Una visione che non va oltre la semplice, tiepida piacevolezza e destinata a cuori molto pazienti.
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Ramking e TharaFrong, bastano soltanto loro
Andrò dritto al punto: se non ci fossero state le coppie Ram/King e Thara/Frong l'intera serie non avrebbe meritato di essere guardata. La coppia principale ricalca tutti gli stereotipi dei bl, che potrebbe anche essere ok se solo non lo facesse in un modo assolutamente terribile. Bohn e Duen erano carini all'inizio, poi diventano ripetitivi e anche banali. I loro litigi sono spesso sciocchi, non hanno particolare chimica. Duen è un personaggio molto stereotipato che in più occasioni si limita a fare dei timidi sorrisini senza veramente riuscire a reggere la scena. L'attore che fa Bohn ha delle belle espressioni, ma il suo personaggio ruota tutto attorno al tema della gelosia. Qualsiasi personaggio si avvicina a Duen scatena una scenata di gelosia. Anche un po' banale, direi. Piuttosto, perché Bohn non ci rimane mai male per il fatto che Duen fino all'ultimo si fa desiderare per un bacio? Insomma, sono studenti universitari mica scolaretti delle medie. Eppure non si comportano minimamente da studenti universitari. Un bacio dovevano darsi, mica andare a letto!Il vero punto di forza della serie si trova nella coppia King/Ram. Ram è un personaggio taciturno, che spero venga approfondito in una seconda stagione (perché parla poco? ha subito qualche trauma? qualche brutta esperienza?). Nonostante tutto Ram funziona bene come personaggio perché dimostra il proprio affetto per King con i gesti, con gli sguardi e con quelle poche parole dette al momento giusto. King è sostanzialmente... un gatto! Basti guardare la prima volta che incontra Ram e come salta sul tavolo. Ha anche l'aspetto di un gatto e davanti ai cani si comporta proprio come un gatto. È un aspetto un po' comico del personaggio che lo rende accattivante, soprattutto perché alterna questi momenti divertenti a momenti più seri e romantici dove dimostra tante piccole attenzioni nei confronti di Ram. In generale è molto bella l'intera loro storia, il modo in cui inizia e si evolve. Unico appunto: in una scena Ram difende king e fa praticamente esplodere la bottiglia che ha in mano, l'ho trovato un po' esagerato. Sembrava l'incredibile hulk!
La coppia Thara/Frong è la seconda coppia che davvero regge l'intero spettacolo. La loro è una storia che nasce lentamente, con i giusti tempi ma che proprio per questo si sviluppa in modo piacevole. Ogni loro momento insieme fa sempre sperare che si avvicinino di più. Sono davvero carini insieme e le vicende che li vedono protagonisti sono abbastanza riuscite.
Insomma, coppia principale bocciata. Ma la serie recupera grazie a due delle coppie secondarie.
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Last Twilight è uno dei più bei BL mai visti
Ho adorato follemente questo BL. La storia , la musica e come è stato tutto realizzato benissimo. Jimmy e Sea sono dei attori straordinari ma ciò lo si è potuto notare nel loro primo BL insieme "Vice Versa". Fin dall'inizio sono partita con grandi aspettative e non mi hanno deluso. La storia d'amore tra Mok e Day è veramente bellissima. Durante la narrazione della storia hanno toccato diversi punti delicati legati all'essere ciechi e tutto ciò che ne consegue esserlo. Spero col cuore che questa serie non riceva recensioni negative perché, per quanto mi riguarda, non ne merita neanche una. Aspetto il prossimo BL con Jimmy e Sea. Io continuerò a sopportarli e spero di non essere nemmeno l'unica. A tutti coloro che non l'hanno ancora vista, sbrigatevi a iniziarla. Non ve ne pentirete. Buona Visione ≧◔◡◔≦Questa recensione ti è stata utile?
A Love So Beautiful
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Amore adolescenziale
Partiamo dal presupposto che se guardo interamente un drama è perché mi piace molto. E di conseguenza la votazione non può essere che positiva.Nella mia lista vi sono alcuni drama messi da parte, ed altri che sto guardando con estrema calma, e non so nemmeno se mai li recensirò, proprio perché non amo criticare.
Questo drama avrebbe dovuto essere uno di quei drama da vedere con calma. Cominciato esclusivamente per la presenza del protagonista maschile Hu Yitian, che senza smentirsi interpreta il freddo secchione strabello della sua scuola. Ho apprezzato molto anche la piccola Shen Yue poiché esce completamente dallo standard occidentale di bella protagonista femminile come spesso capita nei drama cinesi, a ribadire che in fondo siamo tutti belli.
Ciò che più mi ha emozionato di questo drama è stato rivivere il mio primo amore adolescenziale con tutte le paure e tutte le emozioni che solo durante l'adolescenza si possono provare. La vita sui banchi di scuola, le eterne amicizie, le invidie, le sgridate dei professori... E quindi quello che avrebbe dovuto essere un drama da guardare con calma nei ritagli di tempo è stato divorato in poche notti, e ogni volta che mi capita di rivedere la locandina o qualche immagine ripenso sempre con dolcezza a quell'iniziale "我喜欢你!" "我不喜欢你!" ("Mi piaci" "Tu no!")
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