Benvenuti a Samdal-ri
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Pensavo narrasse altro
Ho iniziato questo drama con l'errata convinzione che fosse il classico drama con una protagonista che scappa dalla città per rifugiarsi nel suo villaggio di origine o cmq in un piccolo villaggio fuori da tutto. Per certi versi è così ma quelli a cui sono abituata io danno voce e spessore agli abitanti del villaggio di turno mentre qui non hanno prevalenza, anzi sono molto da contorno. Non ho avvertito quel senso di famiglia tipico dei drama di questo genere. A parte ciò, perchè posso essere io stupida ad aver capito fischi per fiaschi, la storia non era partita male. Infatti i primi 4 episodi mi sono piaciuti assai, ma da lì a poco me ne sono un po' pentita: quello che dovrebbe essere il trauma che porta FL a trasferirsi si "risolve" in poco tempo e nemmeno troppo bene. La chiusura l'ho trovata fin troppo affrettata, così che gli antagonisti rimangono come un palo, poco più che comparse. Le sorelle di FL, anche loro con delle storie interessanti, rimangono per la maggiore da parte e non vengono più di tanto coinvolte. Il "terzo" non ho capito perchè c'è, a che serve. Un codardo di prima categoria che a sto punto poteva rimanere zitto e muto poichè non ha un impatto su nulla e nessuno. Insomma, tutto sto robo è incentrato sulla minestra riscaldata tra FL e ML, qui interpretato da un signor attore che purtroppo però ne sembra imprigionato, quasi castigato. Personaggio molle e senza spina dorsale come tutto il drama. Lei poi non mi ha mai conquistata quindi... Beh, non ho motivi per continuarne la visione.Questa recensione ti è stata utile?
Un serie storica divertente e con scene romantiche "vere"
Non sono una patita di serie storiche ma questa l'ho trovata diversa dalle altre. Ho scelto di guardarla perchè a breve sarà visibile solo agli abbonati con Vikipass pertanto ho immaginato fosse da vedere. E infatti sono stata ripagata della scelta. E' moderna, con una storia interessante, ben bilanciata, con una bella fotografia e sopratutto dei bei personaggi. Il punteggio alto lo merita per i tanti momenti divertenti e per le numerose scene romantiche (non le solite "no touch" koreane e cinesi).Questa recensione ti è stata utile?
I'm Human from Today
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Una Protagonista Rivoluzionaria: la gumiho di Kim Hye-yoon
Se stai cercando una ventata di aria fresca nel panorama dei fantasy romance, "No Tail to Tell” è il drama che non puoi assolutamente perdere.Il vero cuore pulsante di questa serie è Kim Hye-yoon, che interpreta una gumiho decisamente fuori dagli schemi. Dimentica la classica creatura tragica in cerca di umanità: la protagonista è una "MZ Gumiho" chic, eccentrica e orgogliosamente cinica, che fa di tutto per evitare di diventare umana.
Kim Hye-yoon conferma di essere una delle attrici più versatili della sua generazione. In questo drama riesce a rendere amabile un personaggio volutamente arrogante e distaccato. La sua capacità di passare da momenti di pura commedia a espressioni di gelida superiorità è semplicemente magistrale.
La protagonista é un’anti-eroina e le sfumature dí questo personaggio lo rendono incredibilmente fresco e imprevedibile rispetto ai soliti canoni dei K-drama.
La scintilla con il co-protagonista Lomon (che interpreta un calciatore narcisista) è immediata. Il contrasto tra la natura caotica di lei e il rigore di lui crea dinamiche hate-to-love che tengono incollati allo schermo.
“No Tail to Tell" non è solo una commedia magica; è un'esplorazione brillante dell'identità e del libero arbitrio, confezionata con una narrazione vivace e moderna. Se la trama fantasy ti incuriosisce, la performance di Kim Hye-yoon ti farà restare: è una vera "promenade" di talento che ridefinisce il mito della volpe a nove code per il pubblico contemporaneo.
Anche gli altri attori meritano sicuramente un elogio per la loro performance. Ottimo cast!
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When the Phone Rings
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E' stato uno stillicidio
La storia parte bene, è intrigante e per buona parte degli episodi invita ad attendere pazientemente il rilascio degli episodi successivi per vedere cosa succede.Ma la sceneggiatura scritta da dementi, i dialoghi e le scene allungatissime mi hanno sfinita, non finivano mai, non si capiva dove andavano a parare, la scelta del nonno che tenta di far fuori il nipote (il perché non l'ho compreso) anziché farlo curare in una clinica psichiatrica ... la morte dei 4 orfani cosa c'entra con tutto il resto ... il tizio del negozio di pesca che seppellisce i corpi dei bambini, ma chi li abbia fatti sparire e perché non si capisce ... il personaggio maschile che sposa la tizia che ama da sempre, riamato da lei, ma per tre anni (per proteggerla ... ma da chi??) la tratta malissimo come fosse una reietta-una spina nel fianco, e infatti lei giustamente vuole divorziare da sto cinico masochista che si vuole vendicare, ma non si capisce da chi e perché, visto che è stato adottato da ricchi e potenti familiari che gli spianano una carriera di alto livello ... boh.
Poi gli ultimi 2 episodi, scritti con i piedi, allungati all'infinito e con il "pirla" che s'inventa di sparire per espiare i peccati che lui non ha commesso, facendo morire di tristezza sua moglie che non sa che fine abbia fatto, alla fine tutto finisce a tarallucci e vino, ma che rottura immensa di scatole.
Si salvano i 2 attori che sono meravigliosi anche mentre recitano tutta questa nullaggine e la fotografia che è veramente bella.
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Non posso odiarlo!
Il punto di forza assoluto sono gli attori: tutto il cast è fantastico, ma una menzione speciale va ad Ayden. La sua interpretazione è stata straordinaria, ha una presenza scenica pazzesca e ha saputo dare una profondità incredibile al suo personaggio.La cosa che mi ha sorpreso di più, però, è la scrittura di Lu Feng. Nonostante tutto quello che succede nella storia, io non riesco proprio ad odiarlo. È un personaggio talmente sfaccettato e magnetico che, anche nei suoi momenti più complessi, finisci inevitabilmente per comprenderlo ed entrare in empatia con lui.Il finale ci regala un lieto fine che ho trovato un po' frettoloso, ammetto che avrei voluto qualche minuto in più per godermi la conclusione, ma è stato comunque un epilogo talmente intenso ed emozionante da lasciarmi del tutto soddisfatta. Una serie promossa a pieni voti che consiglio assolutamente!Questa recensione ti è stata utile?
THE GREATEST ENDING FOR A MASTERPIECE
"Attraverserò quel muro per trovarti"Intrighi, incontri predestinati, attrazione, alchimia e complessità in un'intera storia sequel.
HO AMATO di nuovo Liu Shi Shi e Wu Qi Long, la mia amata coppia predestinata, ma devo menzionare due cose.
Prima di tutto, il doppio ruolo di Liu Shi Shi. È stata perfetta nell'interpretare i due personaggi.
E Kang Sihan...
Ha un carattere diverso, opposto a quello di tutti gli altri personaggi della serie, ma mi è piaciuto molto quanto diventi intrigante e dispettoso, come il vero male con moderazione.
Un finale perfetto per una storia straziante piena di montagne russe.
MI È PIACIUTO DAVVERO
Da non perdere
"I will cross the wall to find you"
Review after the 7th times watching it.
Intrigues, destined encounters, attraction, chemistry and complexity in a whole sequel story.
I LOVED again Liu Shi Shi and Wu Qi Long, my beloved destined pair, but i need to mention 2 things.
First of all, the double role for Liu Shi Shi. She was perfect nailing the two characters.
And Kang Sihan OMG
He has a different devopment, opposite to every other character in the series, but i really liked how scheming and mischievous he becomes, like real evil with costraint.
A perfect ending for an heartbreaking story full of rollercoasters.
REALLY LOVED IT
Don't miss it
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Love Like the Galaxy: Part 2
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Cede un po' negli ultimi episodi, ma in generale magnifico
Le mie recensioni non sono mai professionali, perché non ho alcuna esperienza nel mondo dello spettacolo. Posso solo dire cosa mi piace e cosa no, e qui di cose da farmi piacere ne ho trovate tante. Tante, ma non tutte.Premesso che si tratta di una chiacchierata per l’intero drama, senza distinguere tra prima e seconda stagione, la prima cosa che salta agli occhi è la perizia artistica del comparto tecnico. Dalle curatissime ambientazioni, ai costumi, alle acconciature, passando per le luci, le inquadrature, gli stacchi, le transizioni, la qualità dei combattimenti, le acrobazie (spesso eseguite dagli attori principali, non da stunt!), tutto grida qualità di massimo livello. Tanto di cappello al comparto tecnico/registico che ci ha regalato cotanta gioia per gli occhi.
Altrettanta, se non di più, è la gioia per l’interpretazione che il cast ha saputo dare. L’intero cast è stato splendidamente scelto e diretto, e ha recitato per la massima parte in modo mirabile, dalle comparse ai protagonisti principali. L’unico difetto che ho potuto trovare, a livello di recitazione, è stato in alcune scene di pianto a occhi asciutti. Ma anche lì, sarebbe bastato mettere due goccine prima del cambio di inquadratura, come probabilmente è stato fatto per altri, quindi è veramente colpa dell’attrice?
Zhao Lusi sta crescendo bene. La adoro e sono abituata a vederla in parti brillanti, in cui veramente eccelle, e inizialmente pareva fosse così anche qui. E invece, che attrice drammatica! E’ riuscita a consegnare alle emozioni del pubblico un personaggio complesso e contraddittorio, depresso e ribelle, affamato d’amore e orgoglioso, intelligente e ingenuo, vendicativo e affettuoso. Non dimentichiamo che ha solo 23 anni.
Ma chi veramente mi ha rubato il fiato è Leo Wu. Sono ormai lontani i tempi di Nirvana in fire, quando già interpretava Fei Liu in maniera eccellente. Per forza: questo ragazzo di soli 22 anni recita almeno da quando ne aveva 7, una filmografia impressionante già alla sua giovanissima età. E si vede, eccome! In questo drama è riuscito a esprimersi a un livello che non avrei mai potuto nemmeno immaginare, nemmeno dopo averlo amato in The long ballad. Siamo veramente oltre, le microespressioni di Leo sono qualcosa di sublime. La devozione, la furia, la disperazione, lo squilibrio che riesce ad esprimere anche solo con gli occhi sono da manuale e oltre, perché sono filtrati dalla sua personalità e dal suo mobilissimo viso. Un viso che, diciamocelo, non ha una bellezza classica, ma che proprio per questo manifesta una virilità e un fascino duraturi e profondi. Aggiungiamoci un corpo statuario e chiudiamo il cerchio. L’unico appunto che posso fare a Leo è il suo modo di camminare un po’ teso. Ma vogliamo parlare della fisicità delle sue acrobazie?
La performance degli attori, splendidamente costumata, ambientata e diretta, è ancor più accentuata da un commento musicale incredibile. Già The long ballad aveva una serie di melodie e canzoni fuori dell’ordinario, ma qui, pur senza avere Charlie Zhou Shen, troviamo tutta una serie di musiche di sottofondo che fanno a gara nel sottolineare le scene più pregnanti del drama. E ce ne sono a iosa.
Finiti gli apprezzamenti entusiastici, occorre rimarcare come Love like the galaxy sia un drama che si focalizza, almeno in parte, sul passaggio dall’infanzia all’età adulta, con la presa di coscienza del fatto che esista un mondo al di fuori della nostra personalissima percezione del nostro ego. Comprendere le motivazioni di chi ci sta di fronte è fondamentale per capire noi stessi, anche se queste motivazioni sono tenute nascoste o espresse nel modo più sbagliato.
In quest’ottica, il personaggio di Cheng Shaoshang ha bisogno di gran parte dei 56 episodi per crescere e superare i danni apportati alla sua psiche da un’infanzia in cui fu trascurata e lasciata a se stessa a crescere come un’erbaccia. E’ vero, commette spesso gli stessi errori, è orgogliosa e difficile al perdono, ma non si può mettere in relazione la sua età anagrafica (all’inizio ha 15 anni) rispetto alle sue coetanee, che sono state seguite ed educate. Poi, se vogliamo fare un confronto, buona parte di quelle signorine di buona famiglia è cresciuta molto peggio di lei. Certo, bisogna prendere come atto di fede che possa permettersi di fare il predicozzo a tutti senza mai subirne le conseguenze. E’ sempre dappertutto più del prezzemolo e, diciamocelo, il prezzemolo non sta bene proprio con tutto.
Curioso che, secondo il libro da cui è tratta la storia, Cheng Shaoshang sarebbe una ragazza moderna la cui anima viene trasportata nella protagonista quando, all’inizio, è malata/morente nella capanna lontano da casa. Gli aneliti di libertà e autodeterminazione che prova e le sue competenze tecniche sarebbero in quel caso molto più spiegabili rispetto a quello che si vede nel drama, con buona pace di tutti i commentatori misogini. Chissà perché hanno completamente cassato il lato isekai di questa storia.
Zisheng è un personaggio molto tormentato. La sua infanzia più che difficile l’ha reso una macchina da guerra e da vendetta, pur senza cancellare del tutto il suo lato romantico. L’amore per Cheng Shaoshang gli mette un po’ i bastoni fra le ruote, lo svolgersi delle vicende lo costringe a scelte quasi impossibili, per cui oltre a essere incolpato da tutti si autoflagella. Ma la sua lealtà e il suo amore sono incrollabili, un uomo veramente tutto d’un pezzo.
Chi mi ha davvero stupito è la famiglia imperiale, molto rilassata e per certi versi giocosa, rispetto a tante altre già viste in altri lavori, una famiglia in cui, contrariamente al solito, c’è amore e rispetto. Inaudito.
Sappiamo che il focus di questa produzione non sono le grandi imprese guerriere anche perché le battaglie che ci vengono presentate sono in realtà poco più di scaramucce. Ben poche volte ci viene presentato un vero esercito, molto più spesso ci si scontra fra drappelli di opposte fazioni. I combattimenti sono però molto ben coreografati. Ma ancor più bello è quello, fondamentale, che non ci mostrano: quando Zisheng parte per la tangente e si abbandona al massacro, ci viene mostrata una gran parete illuminata dietro cui ombre scure si muovono e schizzano sangue sulle finestre di carta bianca, col solo commento musicale. Da togliere il fiato.
Mi è difficile assegnare un voto a questo drama, perché l’ultima dozzina di puntate è stata piuttosto deludente. Per certi versi, si sono avvertiti pesanti tagli e salti di scene, per cui alcune cose, che sarebbe stato auspicabile vedere, ci vengono raccontate con poche parole di dialogo fra i personaggi. Ci mettono, per così dire, davanti ai fatti compiuti. D’altro canto, altre vicende e situazioni vengono trascinate fin troppo. Ci sono un paio di circostanze in cui si impreca sulla stupidità dei personaggi, situazioni pericolose facilmente evitabili, lunghissimi discorsoni di buoni e cattivi sull’orlo del baratro (sì, anche qui ci sono i soliti dirupi) e, soprattutto, l’estrema stupidità di un guerriero che rimane a guardare con le mani in mano una persona disarmata che sta per dare fuoco a tutto, assieme ad altre persone, anche loro immobili ad aspettare cosa?
D’accordo, sono i soliti risvolti “dramatici” che però, in una produzione per altri versi così grandiosamente curata, stonano e spiccano ancora di più. Aggiungiamoci che, dopo diverse scene piuttosto lente, non abbiamo neppure la grazia di vedere un matrimonio, ma ci limitiamo a sospirare tutti in fila guardando le stelle, e non si può fare a meno, come spettatori, di sentirsi un po’ ingannati. Presi in giro.
Era così anche nel libro originale? Chissà. Ma, visto che hanno cambiato così tante cose, potevano darci almeno la soddisfazione. Parere personale.
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Dolce
Era accantonato lì da quando ho iniziato a guardare drama. Ho sempre pensato che non valesse la pena guardarlo perché sarebbe rientrato in quella lista di drama droppati per la loro inconsistenza... e invece.Ho dovuto ricredermi. la storia, gli attori, le ost, tutto gli elementi si sposano perfettamente tra loro. Lei meravigliosa come sempre, la ricordavo dalla Segretaria Kim. La storia parte con una fangirl che ha paura di essere scoperta sul posto di lavoro e un capo un po' cattivello che però nasconde tanto dentro di sè.
Ho trovato la loro chimica pazzesca, facevano scintille e finalmente che baci...un po' occidentali aggiungerei. Lui mi ha lasciato senza parole, ho immediatamente capito che si trattava di Noh Sun-ki di Coffee Prince. Belloccio all'epoca e ancora meglio oggi.
La trama scorre veloce nei 16 episodi, una love story dolcissima, con una punta di destino (quello che mi piace tanto), un pizzico di tristezza e dei sorrisoni.
Bello, assolutamente consigliato se cercate un amore che vi faccia battere il cuore.
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Una bellissima fiaba
Ogni tanto ci vuole una storia che faccia bene al cuore e che esprima cose positive. Questa è una favola, una bellissima favola da seguire con il cuore in pace. Non ci sono i soliti fraintendimenti, le solite cose non dette, i soliti antagonisti che mettono i bastoni nelle ruote. Tutti i personaggi sono positivi, simpaticissimi e ben interpretati. La fotografia è chiara e luminosa perché vuole esprimere sentimenti sempre positivi. Belle le ambientazioni, alcune di lusso, Bellissimi i paesaggi! Con questo drama si conosce un bellissimo posto della Cina, Yangshuo, con le sue mille montuosità.Questa favola ha un finale degno di questo nome, non arrangiato durante gli ultimi minuti dell'ultima puntata come succede spesso nei drama cinesi. E' veramente soddisfacente.
Parlando del cast, non ho potuto che apprezzare tutti gli attori. A partire dal bellissimo e talentuoso Tan JanCi, che già avevo apprezzato in Lost you forever, nei panni del dragone bianco, personaggio tenebroso e misterioso. Qui invece è un uomo introverso, ma solido. Con le idee chiare, che dà tutto il suo cuore al primo amore della sua vita, la stupenda Zhou Ye, veramente bella questa giovane donna. Interpreta bene la parte della ragazza timida e un pò inibita, ma il grande amore che prova per lui scioglierà le sue reticenze.
Molto carine le altre due storie d'amore che andranno via via sviluppandosi lungo le puntate.
Tutti gli amici mi hanno fatto ridere fino alle lacrime, battute, situazioni simpaticissime.
E' un drama semplice, senza pretese rispetto ad altri che ho visto, ma merita comunque un bel dieci, perché mi ha fatto stare bene, mi ha dato sensazioni ed emozioni positive, nessuna tensione, tutto è filato liscio dall'inizio alla fine.
Raccomandatissimo!
Un grazie come sempre al team dei traduttori, senza di loro non potremmo goderci questi bei momenti di divertimento e relax.
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Mi è piaciuto, ma...
Premetto, questo drama l'ho visto perché ero curiosa di capire come in Corea vengono percepite l'Italia e la mafia. Ammetto inoltre che ho ponderato parecchio prima di scrivere una mia recensione.Storia:
in complessione la storia mi è piaciuta, delle due storyline proposte quella che mi ha intrigato di più è stata quella sul Babel group ed è stato il motivo che mi ha fatto continuare la visione del drama, episodi più corti avrebbero anche facilitato la visione.
L'altra storyline, quella sul perché il personaggio di Vincenzo sia lì in Corea e sia interessato così tanto a quel determinato palazzo, l'ho trovata a tratti abbastanza debole ed utilizzata nettamente come espediente narrativo, a momenti persino fastidiosa. Troppo ridondante la questione sugli inquilini, meno scene avrebbero reso di più, soprattutto nella prima parte dove si sono dilungati sulla presentazione di ogni personaggio secondario.
Come ipotizzavo la percezione che hanno gli altri paesi dell'Italia e della mafia è ancora incatenata al film del Padrino diretto da Coppola. Ho però apprezzato lo sforzo su alcune cose, ma una ricerca più approfondita degli usi e dei costumi italiani avrebbe dato una marcia in più al tutto, soprattutto su alcune scene.
Cast
Il main cast mi è piaciuto, inizialmente ero un po' diffidente perché Song Joong Ki non mi convince mai totalmente e questa cosa me la porto dietro da “Descendants of The Sun”, invece qui l'ho trovato credibile la maggior parte delle volte, Vincenzo non è sicuramente un personaggio positivo, ma ha una sua etica e si confronta anche con quella che chiamerei “mafia” coreana.
Credibile fino a quando non parlava italiano, apprezzo la costanza e lo sforzo dell’attore nell’imparare le battute nella lingua italiana, ma un personaggio che ha vissuto in Italia una vita, dato che è stato adottato all'età di 8 anni, dovrebbe parlarlo correttamente ed essere bilingue. C’erano dei personaggi che parlavano italiano, si poteva tranquillamente doppiare.
Ho trovato interessante l’interpretazione di Jeon Yeo Bin nel ruolo di Hong Cha Young, anche se talvolta ho trovato il personaggio fin troppo sopra le righe in alcune situazioni ed alcune volte poteva essere limitante per l'attrice. Molto buona la chimica tra lei e Son Joong Ki ed ho apprezzato come gli autori abbiamo sviluppato la loro connection amorosa.
Jang Ju Woo rimane il mio personaggio preferito per come l’hanno caratterizzato, su cui non approfondisco più di tanto per non fare spoiler, complice la storyline a lui dedicata e l’ottima interpretazione di Ok Taec Yeon(non sapevo chi fosse, ma andrò a recuperare qualcosa dalla sua filmografia perché ho realmente apprezzato la sua recitazione).
Invece avrei sviluppato di più il personaggio di Jang Han Seo, che comunque ha avuto un bel percorso e una buona evoluzione, ma poteva essere scritto meglio.
Solitamente non faccio rewatch di drama o serie e quando li faccio rivedo solo i miei episodi preferiti, ecco perchè il mio voto è basso.
Conclusione
Per essere una produzione Netflix rimane ad un buon livello. Le idee su carta erano molto buone, ma si sono persi su alcune lungaggini di trama che potevano essere evitate, ho messo 7.5 totali per il buon livello di cast e per la produzione.
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Un drama che va visto assolutamente.
Per scrivere questa recensione ci ho messo un po' di tempo perché la visione di questo drama mi ha lasciato con talmente tante emozioni che le dovevo prima digerire.La trama di questo drama fantasy è particolare e molto affascinante, ti cattura dalla prima all’ultima puntata. Passavo da momenti in cui morivo dalle risate a momenti in cui le lacrime non riuscivano a rimanere negli occhi. Il cast è eccezionale e la chimica tra i personaggi è percepibile in ogni scena. Le musiche poi sono bellissime e inserite alla perfezione in ogni momento. Il finale mi è piaciuto molto ma mi ha lasciata un po' con l’amaro in bocca ma questa è una opinione personale.
Un drama che va visto assolutamente.
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Fino a quando la ricordi, quella persone è ancora con te
Una delle più belle serie coreane che io abbia avuto il piacere di guardare. Il rispetto per chi muore, sopratutto da solo, e la rivalutazione della sua esistenza attraverso le cose che ha lasciato e che raccontano il suo passaggio sulla Terra.Dieci puntate: ciascuna che racconta un universo di vita trascorso. Se la persona non è mai stata apprezzata in vita, arriva la sua rivinca nel momento in cui passa oltre la vita da parte di chi resta in questo mondo e da parte di chi deve sgomberare gli oggetti che ha lasciato al momento della sua morte.
Senza fronzoli, senza melodramma, con semplicità più volte commuove.
Gli attori sono davvero capaci: hanno tutti il tono di voce giusto per il ruolo che hanno da interpretare. Mi piace tantissimo il timbro di voce dell'attore principale che tiene il ruolo dello zio. Il ragazzo dà bene l'idea di ciò che è la sindrome di Asperger.
Le musiche sono ben appropriate al contesto e sono piacevoli, musiche di Bach e altri autori intramontabili , ma sempre in un sottofondo discreto che lascia in primo piano lo svolgimento dell'azione e delle conversazioni.
A me non piace rivedere film già visti ma questa è una delle poche commedie che si rivedrebbero volentieri.
La sceneggiatura è ben costruita con gli ambienti, i dialoghi , le situazioni attraenti e la regia la fa interpretare in maniera toccante.
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Lighter & Princess
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La serie numero uno in assoluto.
"Lighter and Princess" non solo entra a sorpresa nella mia top ten - popolata per il resto da drama coreani - ma si posiziona incredibilmente al primo posto. Davvero ineguagliabile.Produzione di alta qualità, attenzione per i dettagli. La Cina quando vuole su questi aspetti sa distinguersi, ma poi si perde nello sviluppo delle trame. Qui invece no. Qui sforna una serie così reale che è impossibile non immedesimarsi: niente siparietti insulsi o ridicoli, nessuna conversazione artificiosa, nessuna banalità imbarazzante trattata al pari di una rivelazione fondamentale, nessun passaggio poco credibile e buttato lì sotto riflettori esagerati e giusto per far scena. C'è uno spaccato reale che cattura lo spettatore fin dal primo episodio...e non lo lascia più.
La storia racconta degli anni di università, e quelli subito dopo, che vedono al centro i due protagonisti, Li Xun e Zhu Yun, con un meccanismo del tipo: presente-lungo flashback nel passato- ritorno al presente.
L'ambientazione è quella della facoltà di informatica, tema che non solo caratterizza la maggior parte dei personaggi ma che viene portato avanti con attenzione e credibilità: si parla di codici, virus, programmi, giochi online, piattaforme, investimenti, aziende del settore, grafiche e via dicendo. Del resto questo fa parte della vita dei personaggi, è normale sia presente in modo costante: niente di troppo complesso da risultare ostico, ma neppure qualcosa di banalizzato e accennato solo di sfuggita, come inserito tanto per dare un senso agli studi dei personaggi o ai loro interessi. No, affatto. Qui ogni singola tematica è ben sviluppata, nella giusta misura.
In questo drama ho ritrovato quella che è ormai a pieno titolo la mia attrice cinese preferita, protagonista anche di un'altra serie (Fall in love) da me molto apprezzata. L'attrice, di una bellezza singolare - non ha forse i lineamenti fini di mille altre sue colleghe - ha un fascino magnetico e carismatico, grande espressività nella mimica facciale e nello sguardo. Come nell'altra serie che ho citato, interpreta un personaggio femminile che mostra una cieca e incrollabile fiducia nei confronti del protagonista. Salvo una situazione in cui viene praticamente portata, con tutti gli stratagemmi possibile, a prendere le distanze da lui, per il resto la sua fiducia e il suo amore sono praticamente incrollabili, ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo, perchè invece che sottoporre lo spettatore a una serie di cliché infiniti di tira-e-molla e di assurdi fraintendimenti, qui si può ammirare lo sviluppo e la sinergia di coppia. Brava, brava, bravissima.
La punta di diamante della serie, però, è il protagonista maschile, Li Xun. Interpretato da un bravissimo attore che non conoscevo e che trovo semplicemente perfetto per il ruolo, capace di portare avanti con coerenza il carattere singolare del giovane protagonista, anticonformista e ribelle, asociale e geniale, intuitivo ed ermetico, ironico e distaccato, con un passato difficile alle spalle, un QI senza eguali, grandi ambizioni e la ferrea volontà di essere l'unico artefice del proprio destino. Semplicemente spettacolare. E Arthur Chen veste perfettamente i suoi panni, con gli sguardi impassibili ma che inchiodano, l'atteggiamento distaccato e freddo, le risposte concise e senza orpelli. Il fascino di questo attore è più nella sua espressione imperscrutabile che nel sorriso, che paradossalmente non mi fa impazzire. Esteticamente, inoltre, altro meritato 10 e lode, sia nella versione platino - singolare nelle serie asiatiche, ma qui la capigliatura anticonformista stava benissimo - sia nella versione poi tornata castana, sia nel taglio più corto e scuro (forse esteticamente quello che ho preferito di meno, ma che ammetto serve a conferirgli un'aspetto più maturo e autorevole).
Lui è la figura che più di tutti evolve nel corso del drama, rimanendo tuttavia fedele alla sua caratterizzazione. Non è ribelle nei confronti della giustizia, contrariamente a quanto si può pensare. La prima volta che viola la legalità, è palese che lo faccia a malincuore, spinto dal bisogno assoluto di pagare alla madre le cure di cui necessita. Non è però fiero di sé stesso, e quando si trova a dover assumersi la responsabilità del proprio gesto, lo fa con la consapevolezza che è giusto così (non va dalla madre di Zhu Yun a chiedere un trattamento di favore per sé stesso, e nonostante ciò che dice a Zhu Yun quando le prova tutte per allontanarla non è nemmeno vero che incolpa la madre di lei, è ben consapevole che la donna ha fatto semplicemente ciò che era giusto fare, ovvero espellerlo). La seconda volta che infrange la legge, è decisamente premeditata, inizia a prendere forma nella sua testa quando ancora nessuno può nemmeno immaginarlo: consapevolissimo di compiere una brutta azione - si preoccupa di allontanare da sé Zhu Yun in tutti i modi - per poi ripagare letteralmente "occhio per occhio" la persona odiosa che ha indirettamente causato la morte della sorella. Li Xun poteva trovare modi subdoli per sabotarlo, sfruttando le sue doti e senza farsi beccare. Invece compie un'azione plateale, consapevole delle conseguenze e accettandole pienamente in anticipo: autore del proprio destino, compie una scelta che è solo sua. La sua fermezza è costante ed è sicuramente il tratto che più lo caratterizza.
Ho adorato l'evoluzione della coppia: lui è incuriosito da lei, ma non lo vuole ammettere. Lei è affascinata da lui, ma insofferente ai suoi modi. Sono praticamente cane e gatto, e non perdono l'occasione per battibeccare, lanciarsi frecciatine, ironizzare, rispondere a un attacco con un contrattacco. E' una dinamica davvero bella da seguire, sembrano interagire con un codice tutto loro e molte scene apparentemente ordinarie sanno coinvolgere quanto i momenti romantici (e ce ne sono anche di quelli, complice una chimica davvero notevole tra i due). Questo a mio avviso il pregio maggiore della serie, ovvero che anche tolte le scene "da bacio" - e, ripeto, non mancano - ogni singolo episodio è saturo di momenti altrettanto emozionanti. Giusto per elencare qualche parola chiave, non tanto spoiler ma di immediata comprensione per chi ha visto la serie:
- il racconto di Zhu Yun sul golden retriver tinto
- la usb a forma di porcellino (e il virus a forma di maialino che manda in tilt più di un computer)
- la foto strappata e ricomposta
- l'accendino e la principessa
- gli aeroplani di carta
- la definizione di principessa
- i fiocchi di neve sul palmo della mano
- i massaggi a braccia e schiena
- la camicia di Li Xun
- le rose blu
- il biglietto con il quale Zhu Yun si impegna ad accontentare una qualsiasi richiesta di Li Xun (che trova uno splendido collegamento nell'episodio speciale della proposta di matrimonio)
- i fuochi d'artificio
- il vestito da principessa
- il solletico
- il re e il cavaliere
...e potrei continuare oltre. Proprio su questo ultimo riferimento - richiamato anche dalle parole della sigla di apertura - un appunto è dovuto, perchè esprime pienamente la relazione tra i due. Apparentemente può sembrare che Li Xun sia colui che comanda - lui è il "re" - e sicuramente le sua abilità e la sua capacità di intuizione fanno sì che sue siano le decisioni della strada da seguire. In questo senso sì, Zhu Yun obbedisce alle sue richieste e indicazioni, ma di fatto semplicemente si affida - come anche altri - a lui con la consapevolezza che nell'ambito professionale la sua lungimiranza è ineguagliabile. Ma è anche vero che la priorità di Li Xun è il benessere di Zhu Yun, per cui questo "re" utilizza il suo potere per dare al suo "cavaliere" ciò di cui ha bisogno. E lo fa a qualsiasi prezzo (quando capisce di non poter battere nella competizione Fang Zhijing perchè l'altro ha giocato sporco, piuttosto che deludere Zhu Yun trova comunque un modo - meno lecito e per il quale mette in conto di dover poi pagare un prezzo - pur di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato). Obiettivo che nemmeno era suo, inizialmente. Ma lo diventa non appena si manifesta come bisogno i Zhu Yun. Tutto questo si evince anche dal suo commento alla frase che Zhu Yun posta sul social non appena si mettono assieme, dove lei dice di essere il cavaliere al servizio del proprio re, pronta a seguirlo, a battersi e a morire per lui. "Ipocrita" è il commento di Li Xun, che spiega in pieno il vero rapporto tra i due: lui è il re, ma il suo potere è di fatto al servizio di Zhu Yun, dal momento che la ragazza rappresenta la sua priorità.
La presenza di tutti questi riferimenti e dettagli no n può che derivare dal fatto che un adattamento televisivo di un romanzo. Le sceneggiature che nascono direttamente come serie spesso non hanno tutta questa attenzione e ricchezza di particolari, forse perchè si pensa erroneamente di giocarsi bene la carta dell'aspetto degli attori, della musica, delle inquadrature, e via dicendo. Un romanzo invece deve mettere sul piatto molto altro, per coinvolgere il lettore. Ed ecco che i tanti, piccoli, apparentemente banali dettagli si intrecciano tra loro come fili e trovano un senso nel corso della storia. La trasposizione penso sia stata molto fedele, e non può che essere stato un vantaggio enorme.
Una meritata menzione anche ai personaggi secondari, da Lao Gao e Xu Li Na, due personaggi rovinati dall'invidia e dal desiderio di ciò che è impossibile, a discapito di ciò che di buono invece posso avere ma che non vedono se non alla fine. In particolare modo Gao è un personaggio che sa farsi davvero odiare ma che, a conti fatti, non si può dire non abbia provato più volte a sottrarsi a quell'invidia deleterea che lo anima quando è al fiano - o meglio nell'ombra - di Li Xun. Una vita da eterno secondo, in amore e nel lavoro, dove anche il desiderio di voltare pagina e cercare una sua strada, anche lontano, pur di evitare la tossicità di una convivenza per lui malsana, sfuma tristemente condannandolo ancora una volta a quel ruolo che gli va stretto e che a un certo punto diventa per lui una sorta di ossessione.
Ben caratterizzata anche la squadra della Rete Cuore Alato, ogni membro ha un suo valore e nell'insieme rappresentano un valore positivo, quello che fa la differenza tra il modo di vivere di Li Xun prima e dopo il carcere, fino a portarlo finalmente ad ammettere che "non sta scalando la montagna da solo". Prima della prigione aveva concesso solo a Zhu Yun di stare al suo fianco, di entrare in quel suo piccolo spazio privato gelosamente e ostinatamente custodito, quasi negato. Quando dopo il lungo flashback si torna al presente, sembra piano piano lasciarsi circondare anche da altre figure, che verso la fine diventano una via di mezzo tra amici e famiglia.
Le canzoni che accompagnano la serie - dalla sigla a tutte le altre - sono di pari livello, a dir poco stupende. Non solo belle da sentire, ma calzanti nella scelta delle parole e dei riferimenti.
Dopo aver visto - e rivisto, e rivisto, e rivisto - questa serie, la tentazione di cercarne di simili era forte, e mi sono accodata a chi, dopo averla vista, aveva fatto lo stesso chiedendo consigli su vari siti...ma leggendo un po' i titoli suggeriti, devo concordare con chi ha affermato che è meglio non andare alla ricerca di una serie come "Lighter and Princess", semplicemente perchè non c'è alcuna serie che può definirsi simile e alla sua altezza (parole vere, purtroppo).
Concludo non consigliandone la visione, ma definendola proprio obbligatoria. Questa è una serie che va vista, non ci sono storie.
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MASTERPIECE
Sarò diretta nel dire che secondo me è uno dei bl coreani più completi mai visti. Seriamente fra tutti i bl coreani che ho visto, questo è l'unico ad essere di una quantità discreta di episodi ma soprattutto a durare tra i 30 e i 40 minuti, di solito durano sempre pochissimo; inoltre ho notato come solitamente facciano andare la storia molto veloce senza avere tempo di approfondire mentre in questa serie ho sentito come se avessero sfruttato a dovere la potenzialità della trama.Non c'è nulla da obiettare, la trama è bella e ben fatta, ti prende e vuoi sapere sempre di più, la cinematorrafia e sopratutto il coloring sono stupefacenti, il panorama era sempre adatto e io stessa mi sono sentita molto coinvolta nelle scene grazie al coloring, infatti ho notato che cambiavano le tonalità di colore in base alla scena e alla sua gravità, per esempio nelle scene più tristi i colori erano più scuri, quasi bianco-nero, invece, nella scena del loro viaggio i colori erano più accesi proprio in nome del loro sentirsi vivi e felici con l'altro e poi ho notato un botto il coloring nella scena in cui finalmente si riuniscono, in quel bacio i colori stavano impazzendo, non c'era un'unica colorazione ma mille, erano un'esplosione di colori così come il loro stato d'animo, manifestato anche attraverso il bacio che per la prima volta ho sentito avesse dei sentimenti, appassionato ma anche alla "stavo morendo dalla voglia di baciarti".
In questa serie tutto è stato fatto a dovere e in base a ciò che succede, tutto punta sul cercare di immedesimare lo spettatore nella scena e nulla da fare, ci sono riusciti e non poco. Per non parlare della bravura degli attori, mi hanno fatto essere dannatamente empatica.
In sé la storia è molto difficile e non credo ci siano abbastanza parole per descrivere quanto è stato bello e significativo per me avere l'opportunità di guardare questo masterpiece.
Ovviamente, come in tutte le serie, ci sono stati personaggi per cui tutt'ora porto infinito rancore e rabbia e personaggi che invece ho amato con tutta me stessa; poi come sempre ci sono state scene da togliere il fiato, scene in cui è successa la stessa cosa ma in negativo e altre molto tristi, diciamo che quest'ultime sono state prevalenti nella serie ma sarò sincera dicendo che è giusto così, loro hanno tanti problemi e tante situazioni, soprattutto Jae Won che nonostante tutti gli anni passati ad andare da una psicologa, tutte le medicine, TUTTO, continua ancora ad essere oppresso dalla vita. Tutto ciò che è successo si addice perfettamente a quello che sono, che provano, a tutto, per me non poteva andare diversamente.
Se proprio devo criticare qualcosa posso dire che mi è dispiaciuto non si abbia avuto tempo di trattare tutti gli argomenti, mi avrebbe fatto piacere vedere se si sarebbe potuto risolvere qualcosa nella famiglia di Jae Won, magari anche una conoscenza genitori, un altro viaggio e le mille attività che Ji Hyun ha nominato. Per questo e per la bellezza di questa serie posso annunciare che VOGLIO UNA SECONDA STAGIONE. LA PRETENDO.
Per concludere consiglio vivamente questa serie, si soffre un pò ma ne vale la pena, assolutamente.
Non credo di essermi mai sentita così per un bl coreano perchè l'ho sempre detto, troppo corti e nulli, invece The Eighth Sense è seriamente pieno, tranne per il mio volerli vedere di più felici, ma per il resto entra sicuramente a far parte delle serie che amo molto per la loro cinematografia (e non solo ovviamente) tra cui ho assolutamente "I Told Sunset About You" e "Vice-Versa".
Guardatelo e non ve ne dimenticherete mai, prendetevi cura di voi stessi e vivete una vita senza rimpianti.
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