Something in the Rain
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I hated it
Una storia che poteva essere raccontata in due ore portata avanti per molte più di 16. Ho detestato la protagonista (per quanto ami l’attrice) e tutte le sue decisioni con cui ha sabotato una bellissima relazione. Avrei voluto strangolare la madre di lei. Canzoni messe a caso su scene drammatiche, io boh, non capisco come faccia ad avere tante recensioni positive. Ho buttato 18 ore della mia vita.this story could told in two hours, instead of 18. I hated the female character so much! So much lying and keeping secrets, and ALWAYS staying on the wrong side of the story, omg it was exhausting! She kept sabotaging the relationship the whole time.
Wrong music choices though the whole drama, sometimes something tragic would happen and you’re furious with her mother, and then a funny and lighthearted music would play, like wtf?? is this a joke?
I can’t comprehend how this drama has so many good reviews, I wasted 18 hours of my life.
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Bello sofferto ma molto bello!
Questo dramma ambientato in un tempo antico e difficile tra guerre e conflitti e così ben fatto che fa stare incollati allo schermo.Molta sofferenza molte lacrime ma anche un amore che nonostante le differenze e gli impedimenti supererà tutto.
Una donna che infrange tutte le regole e un uomo che nonostante tante sofferenze si innamora. Ma sarà un amore sofferto e impedito a quei tempi e nonostante non ci sarà molto trasporto contato baci il loro amore si sente dai sguardi e dai gesti. Purtroppo ambientato in guerra perciò ci sono molte perdite che spaccheranno il cuore.
Attori superlativi.
Consiglio vivamente la visione ma preparatevi a soffrire con i protagonisti!
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Noioso
Trama gestita malissimo, storia noiosa, banale e scontata.Peccato, di solito i BL coreani sono belli e profondi, ma con questo BL l’unica cosa profonda è stata la mia noia.
Mi aspettavo molto ma molto di più.
Zero chimica tra i due protagonisti.
Cambi di scena repentini e fatti malissimo.
Non lo consiglio, o meglio, lo consiglio se si vuole qualcosa di veloce, leggero, poco impegnativo e senza troppo spessore, insomma qualcosa per ingannare il tempo quando non si ha nulla da vedere.
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A Prefabricated Family
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Questa recensione può contenere spoiler
Perfetto remake!!!
Avevo grandissime aspettative per questo drama davvero altissime e che dire ... sono felicemente appagata!!! Questi due episodi finali superano 10 a 0 Go ahead e io amo a quel drama!! Ma l'ultimo episodio favoloso...mi hanno commosso..ho riso come una matta ..avevo gli occhi a cuoricino costantemente!!! La coppia principale piena d'amore..baci stupendi!!! E la scena finale dove concludono il loro amore a letto e il giorno dopo arriva hae joon noooo morta!!!! Hanno seguito il flusso della storia quasi in maniera perfetta all'originale ma hanno dato quel tocco in più che lo ha reso semplicemente stupendo!!! Ne sono pienamente innamorata e non mi sentivo così da lovely runner...cosa che ho apprezzato di più e aver accoppiato anche il fratello, stupendo, mi è piaciuta la conclusione di questa storia..e il padre che si sposa e fa le prove a letto nell'abbracciare la futura moglie dolcissimo! tutti ma proprio tutti hanno avuto perfettamente il loro lieto fine!!! Con tutto il cuore do a questo cast e agli autori che hanno ripreso questa storia un 10 pieno ❤️❤️Rientra nella mia top e sarà sicuramente da rewatch!!!
P.s. chi ha dubbi se guardare prima questo o go ahead ...buttatevi su questo ..dura meno e da tante soddisfazioni ❤️
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Taglio insolitamente audace, contenuti presenti e cast (ML) di alto livello
Un film che si distanzia anni luce dai mille KDrama a cui sono ormai avvezza. L'unico elemento comune è forse la presenza del bravissimo Ji Sung, protagonista di molte serie che ho davvero apprezzato. Alle innumerevoli serie che toccano il picco glicemico con il classico bacio a stampo e dove le immancabili dita intrecciate delle mani pretendono di far saltare un battito, questo film risponde con scene esplicite e un linguaggio altrettanto diretto, devo dire senza mai scadere nella volgarità. Tolto il pesante velo della censura, c'è uno stralcio di vita reale, di discorsi e riferimenti che fanno parte del vissuto di tutti i giorni per la maggior parte delle persone. L'incipit del sesso telefonico, che poi è l'elemento che da il via all'intera vicenda, fa da miccia a una trama che in realtà va ben oltre qualche scena di nudo e due considerazioni sugli attributi maschili: emergono valori e sentimenti, scelte difficile, spaccati di vita, le difficoltà legate all'evoluzioni delle relazioni stesse tra le persone. Non manca l'ironia e nemmeno sorrisi strappati. Attori decisamente all'altezza, in primis il già citato Ji Sung che non finisce mai di stupirmi per la sua versatilità e la capacità di trasformarsi di volta in volta, con un'espressività forte ma mai uguale o stereotipata. Consigliato, non solo perchè diverso dal solito ma anche perchè merita in sè.Questa recensione ti è stata utile?
My Girlfriend is a Gumiho
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Commedia fantasy carina, leggera e simpatica.
L'ho guardata perchè appassionato di Shin Min Ah, peccato su Viki ce ne siano poche. Mi da l'idea di essere una serie un pò limitata, tipo low cost, essendo del 2010 immagino fossero un pò i primi tempi dei k-drama. Ma scorre bene velocemente, alcune musiche sono ottime e continuo ascoltare dopo mesi; una Shin Min Ah decisamente giovane, ma già meravigliosa con le sue fossette ed espressioni, è decisamente la protagonista. Grazioso.Questa recensione ti è stata utile?
The Trauma Code: Il Turno degli Eroi
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Se vi manca Hospital Playlist o Dr Kim, dategli una possibilità.
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Lovestruck in the City
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Storie di amori verosimili!
Un dramma abbastanza scorrevole che anche se inizialmente un po' confuso per via delle interviste poi invece invoglia a continuare a vederlo per sapere come va a finire, finito in due giorni proprio per questo motivo.Racconta le storie d'amore di tre coppie.Due si incontrano si innamorano e si separano dopo soli due mesi ma il loro amore è travolgente e sofferente ma l'amore vincerà. Un'altra è una coppia scoppiata ta lei che finge indifferenza e lui tropo timido per farsi avanti,per loro tanti punti interrogativi. Gli altri sono dolcissimi innamorati ma con due modi completamente di vedere e vivere la vita e il loro amore ne soffrirà.
Un intreccio di queste storie che alla fine sono praticamente un gruppo di amici.
Il dramma è davvero carino e con storie di vita vera.
Merita la visione e non solo per il cast.
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Seven Days: Friday - Sunday
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L'essenza del romanticismo nella scoperta reciproca di due figure complesse e complementari
Film diviso in due parti - la recensione vale per entrambe - che, come dal titolo, copre l'arco narrativo di circa una settimana.Una vera chicca per gli amanti delle storie BL, a patto però di investire sulla qualità di una storia delicata, di un romanticismo alla vecchia maniera, senza puntare a scene esplicite fine a sè stesse e prive di sostanza. Se siete in cerca di queste ultime, consiglio una delle tante serie Tailandesi. Se volete andare oltre ed emozionarvi davanti alla nascita di una bella storia d'amore, allora la visione è davvero consigliata.
Come molte produzioni giapponesi, l'obiettivo è nudo al centro, privo di tutti i possibili contorni inutili. Il cast si compone di poche figure e quasi sempre la telecamera è puntata sui due protagonisti, tra momenti individuali e condivisi. Fondamentale la loro caratterizzazione, già che è il perno di questa pellicola: ci troviamo di fronte a due attori davvero capaci che hanno saputo cogliere l'essenza del loro personaggio, fornendo una caratterizzazione complessa ma al contempo estremamente realistica e naturale.
Caratterialmente parlando, i due protagonisti sono un po' agli antipodi: da una parte abbiamo Shino Yuzuru, popolare tra le ragazze per via del suo aspetto, fascino che cozza brutalmente con il suo carattere, dove il poco tatto fa naufragare costantemente ogni principio di relazione. Dall'altra abbiamo Seiryo, bello e distaccato, che cela una grande sensibilità e il desiderio di avviare una relazione sentita che gli permetta di voltare pagina rispetto al passato. Da qui nasce la sua abitudine di frequentare una ragazza diversa ogni settimana, a cominciare dalla confessione della ragazza di turno il lunedì - del resto c'è la fila per uscire con lui - e trascorrere i successivi 7 giorni con appuntamenti nella speranza che scatti la scintilla, cosa che puntualmente non accade e che lo porta, a fine settimana, a chiudere la relazione pur lasciando un bel ricordo del breve periodo trascorso.
Tra Shino e Seiryo la situazione evolve in principio in modo inaspettato: reduce dall'ennesima brutta esperienza Shino coglie l'occasione di proporsi a Seiryo, incuriosito dall'idea di una frequentazione diversa dal solito e con una tempistica scandita. Seiryo, pur essendo palesemente sorpreso dalla richiesta, resta fedele alle sue abitudini e accetta la frequentazione.
Questo per dire che non c'è nessun colpo di fulmine iniziale, nessuna scintilla al primo scambio di sguardi o cose simili. I giorni passano e i loro caratteri si rivelano sempre più complementari, un apprezzamento reciproco che emerge dalla naturalezza con la quale iniziano a scambiarsi opinioni e pensieri, confidenze che nella loro condivisione acquisiscono un valore importante. Trovano spazio preziosi momenti individuali di analisi dei propri sentimenti, riflessioni sull'altro e anche rispetto alla propria sessualità. L'unico disagio che emerge è il non sapere bene come porsi davanti alle domande invadenti delle compagne di scuola, per il resto salta invece all'occhio come, pur avendo appena iniziato a frequentarsi, pur trattandosi di due ragazzi, pur essendo caratterialmente estremamente diversi, i momenti condivisi siano vissuti da entrambi con una sensazione positiva, dove sono a proprio agio l'uno con l'altro. Se Seiryo è quello apparentemente più sensibile - lo vediamo spesso titubare e non sempre avere il coraggio di dire o fare quello che vorrebbe - sarà in realtà Yuzuru ad essere il più sorpreso, quando comprenderà di aver finalmente trovato una persona a cui piace semplicemente per quello che è.
I personaggi secondari sono solo comparse di contorno, non ci sono canzoni ma solo musiche strumentali, volutamente meno invadenti ma inserite nei momenti più opportuni: la coppia è al centro della scena, sempre e comunque, un fulcro tematico dal quale è impossibile distogliere lo sguardo o distrarsi con altro, insomma.
In conclusione davvero un bel film, non chiarissimo nelle conversazioni un po' come la maggior parte delle serie giapponesi, ma privo di banalità e ovvietà. Ogni dettaglio ha un senso, dalle parole agli sguardi alla gestualità alle azioni e reazioni, tutto concorre meticolosamente a rendere il quadro generale completo, bello e naturale.
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Una bella serie che tratta un tema inusuale in modo ben riuscito
Una serie sicuramente singolare, per via della disabilità data dalla cecità - quasi totale - di uno dei due protagonisti. Un tema delicato che viene trattato con inaspettato rispetto, e non come elemento decorativo della storia, inserito tanto per. Nella relazione tra i due e nella relazione tra Day e tutti gli altri si percepisce il senso del limite visivo, della difficoltà che comporta al di là della mancanza di immagini, colori e autonomia. La trama è coerente, rispetta i giusti tempi, l'evoluzione tra i due protagonisti - tra i vari personaggi in generale - risulta piacevolmente credibile (cosa purtroppo non scontata, in molti altri drama). Tutto non si riconduce alla love story tra i due, ma trovano spazio anche il rapporto tra Day e il fratello, Night, che ho trovato davvero interessante; il rapporto con i genitori dei due e per Mohk il senso di perdita della famiglia, sorella maggiore compresa. C'è delicatezza, emozione, tristezza, senso di impotenza, speranza, e trovano spazio anche momenti di divertente ilarità e ironia. Un mix ben dosato, grazie anche all'espressività recitativa dei vari attori, in primis l'interprete del ruolo di Day, davvero sublime nel rivestire i panni di un ragazzo impoverente. Forse l'unica figura che mi è risultata poco empatica è la madre di Day, il suo personaggio funziona da un punto di vista logico ma trasmette davvero poco a livello emotivo. I due protagonisti li avevo già visti in un'altra serie - Vice versa - che però non mi aveva minimamente colpita e, questa, forse, è stata una fortuna, perchè un limite che credo abbiano le serie che ripropongono le stesse coppie di attori sia quelli di non riuscire a creare una netta distinzione tra la serie più amata e quelle meno riuscite (effetto che temo ad esempio dovessi ritrovare Win/Team di Hemp Rope piuttosto che Pat/Pran di Bad Buddy...pur con una storia, un contesto e dei nomi diversi continuerei ad associarli alla coppia che impersonavano nella mia serie preferita). In questo senso, il mio scarso giudizio in Vice Versa ha fatto sostanzialmente la fortuna di Last Twilight. Altra cosa che ho apprezzato, e nella quale non ci speravo: la cecità di Day caratterizza praticamente tutta la serie. Davo per scontato, e non lo dico in modo positivo, che più o meno a metà serie ricevesse il trapianto di cornea e che quindi parte della storia sfruttasse la rimozione dell'ostacolo visivo come elemento di evoluzione della narrazione. E invece no, non è stata scelta la strada più scontata e facile, forse ad effetto, ma solo nell'immediato, preferendo invece una scelta più impegnativa e coerente. Se proprio proprio devo individuare un paio di pecche...il ritmo nella seconda parte rallenta un po', l'attenzione che non mi ha fatto perdere nemmeno un secondo dei primi episodi di tanto in tanto veniva un po' meno, ma si tratta davvero di poca cosa. L'altra critica è meramente estetica e rivolta a Mhok: l'accenno di baffetti al fanciullo proprio non dona.In conclusione, una serie diversa dalle altre di cui mi sento di consigliarne la visione.
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L'ultima missione dell'Angelo: l'amore
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Top 5 miglior drama visti
Leggendo la sinossi mi aspettavo di vedere un drama leggero, romantico e non molto impegnativo ma mi sono subito ricreduta. Fin dalla prima puntata il drama si presenta con temi importanti e delicati che vengono portati avanti in maniera egregia, con la giusta delicatezza e senza cadere nel banale.Ho amato i due protagonisti e soprattutto il modo in cui cambiano e crescono insieme, evolvendo e apprendendo l'un l'altra come migliorarsi. Per quanto riguarda il second lead, non l'ho sopportato nella maggior parte delle volte, l'ho trovato molto insistente. Per fortuna, il triangolo non viene esasperato e la protagonista femminile è subito ben chiara e decisa nelle sue intenzioni.
Anche i personaggi secondari sono meravigliosi, in alcuni vi è una crescita e un miglioramento degno di nota che mostra come non sia mai impossibile una redenzione. L'antagonista è una "sorpresa" in quanto non è svelato immediatamente. Fa un percorso coerente che culmina in modo appropriato considerate le sue gesta.
Consiglio assolutamente questo drama, vi farà piangere, ridere, sospirare e riflettere su tematiche molto importanti.
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Strangers from Hell
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psicopatia condivisa
disturbante è dire poco. scenografia, personaggi, musica tutto. ogni profonda repulsione della mente umana qui la si percepisce benissimo. l'ansia e la claustrofobia vengono condivise benissimo con noi dall'altra parte dello schermo.lee dong wook incarna in tutti i sensi lo stereotipo del bello e maledetto.
im si wan eccellente nello sviluppo psicologico del personaggio.
un plauso per la location. fa davvero davvero ribrezzo, l'ajumma al wellcome desk non mi avrebbe cmq invogliata ad affittare una stanza.
se vi piace il genere è assolutamente da guardare.
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Yeong-rye è il cuore pulsante della storia: una figura capace di racchiudere in sé la quintessenza di ciò che ognuno di noi desidererebbe trovare in un rapporto autentico. Nel suo modo di prendersi cura degli altri, di ascoltare con attenzione, di amare senza condizioni e senza giudizio, c’è un modello di amicizia, figliolanza e sorellanza che raramente si vede rappresentato con tanta bellezza e profondità.
Il racconto non la idealizza, ma la osserva con rispetto, lasciando emergere fragilità, dubbi, ostinazioni e slanci di generosità che la rendono tremendamente reale. È proprio questa umanità credibile a rendere difficile comprendere alcune delle critiche negative: Yeong-rye non è un personaggio da “dramma perfetto”, ma una persona che avremmo tutti il desiderio — o la fortuna — di incontrare nella nostra vita.
La regia, con i suoi tempi contemplativi, permette allo spettatore di entrare in sintonia con i personaggi e di percepire il peso di ogni gesto e di ogni memoria condivisa. L’opera riesce così a evocare un senso di nostalgia e calore che rimane anche dopo la fine della visione.
In definitiva, One Hundred Memories è un racconto intimo e prezioso, che emoziona proprio perché non cerca di impressionare: lascia parlare i rapporti, il modo in cui ci si prende per mano quando la vita fa male, e il valore delle memorie che ci definiscono. Per chi sa apprezzare le storie raccontate con delicatezza e profondità emotiva, questo titolo è un piccolo gioiello.
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Brevissimo ma gradevole
Apprezzo Leo Wu sin dai tempi di Nirvana on Fire, passando per quella meraviglia che è The long ballad. Ovvio che qui non siamo sugli stessi livelli, è un microfilm, da cui traspare l'impegno e la gioia di vivere di Leo, che riesce a trasmettere sensazioni positive con la sua gestualità.Il video è idealmente diviso in due parti, di cui la prima è più concitata è la seconda più rilassata anche grazie al sottofondo musicale, che a orecchio mi sembrava il valzer di Amelie. La frase finale, pur non essendo minimamente originale, è un inno a vivere e godersi la vita.
Sono due minuti, un tempo molto breve che si può investire guardando un piccolo video piacevole che dura meno di una canzone, ma che potrebbe lasciare un buon sapore in bocca per tutta la giornata.
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