Completo
Perfect World
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 9, 2020
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Mi ha da subìto ricordato il film : “me before you”, i protagonisti maschili (del film e del drama in questione) dopo un incidente sono costretti ad adattarsi ad una vita in sedia a rotelle parzialmente paralizzati.
Il drama giapponese ripropone un po’ le stesse tematiche ma lo fa con un punto di vista più positivo, non aspettatevi una comedy story ma tutta la storia è incentrata sul desiderio di rivalsa e sulla volontà di non arrendersi davanti alle difficoltà che la vita ci pone davanti.
Tratta temi importanti ma con molta sensibilità: i problemi che molti disabili devono affrontare nella vita di tutti i giorni vengono esposti e problematizzato facendo riflettere lo spettatore. Ho apprezzato la performance dei protagonisti, la storia ti prende già dal primo episodio e io in due giorni (forse meno ) ho finito la serie.
Io la consiglio

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Connection
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 31, 2025
14 di 14 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 7.0

Thriller poliziesco brillante e sorprendente sul significato e valore dell'amicizia

Drama tosto – nel senso che sa il fatto suo - impegnativo, realizzato e confezionato con estrema cura. Un drama d’azione - thriller poliziesco davvero ben studiato ed eseguito. La trama è complessa e articolata, già dopo i primi episodi ci si trova avvolti da una fitta rete di intrighi e di intrecci, misteri e sospetti. In termini di quantità – e qualità - di contenuti è nettamente superiore alla maggior parte degli altri drama dello stesso genere: arrivata al quinto o sesto episodio ho avuto l’impressione di aver già visto tanto, con uno sviluppo della trama già ben avanzato.
Forse, questo punto di forza è altresì anche un potenziale difetto: bisogna proprio essere amanti del genere e degli intrighi, per apprezzare a pieno la serie, ed essere disposti a investire attenzione e concentrazione per comprendere e seguire tutti i passaggi concatenati. Una visione impegnativa, nel bene e nel male (sarò sincera, avendolo visto a più riprese, dopo la prima metà faticavo a ricollegare tutti i pezzi). Non un drama per rilassarsi e distendere la mente, insomma.

La trama, dicevo, è ben strutturata e senza falle: una sceneggiatura articolata che denota un importante investimento a monte per far sì che tutte le congetture e i dettagli trovino giusta collocazione senza mai contraddirsi. Spesso la coerenza viene a mancare anche nelle serie più semplici e banali, riuscire a mantenerla in un’opera così complessa non è cosa da poco.

Il cast è stellare. Tanti personaggi principali – di cui uno di punta – tutti interpretati da attori di talento che hanno saputo caratterizzare le diverse figure in modo eccellente. Sono dei veri e propri ritratti distinti e definiti, dove certe azioni e modi di ragionare sono propri dell’uno ma non dell’altro, per cui di fronte a una stessa situazione può essere osservata da diverse angolazioni, e gli sviluppi prevedere svariate reazioni e risvolti possibili. In cima c’è lui, Ji Sung: attore poliedrico e sopraffino è, per quanto mi riguarda, una delle due colonne portati (insieme a Namgoong Min) del panorama cinematografico coreano. Non importa quale drama facciano, quale ruolo rivestano: sono sempre eccellenti e impossibili da eguagliare.
In questa serie in particolare si è ritrovato a interpretare un ruolo decisamente particolare: a capo della squadra antidroga, viene aggredito, rapito e gli vengono somministrati una quantità di stupefacenti che di fatto lo renderanno un tossicodipendente. Quest’aspetto, già noto nell’incipit della trama, mi aveva un po’ turbata ed è stato probabilmente il motivo per cui non mi sono buttata a capofitto nella visione non appena uscito il drama. E’ un risvolto particolare, che ci sta, ma che ho trovato un po’ disturbante. Detto questo, la sua interpretazione è stata così equilibrata e convincente da aver attutito l’impatto dell’aspetto che temevo, a favore di una caratterizzazione del personaggio molto più sfaccettata e complessa.

Rispetto al thriller, è una storia che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Per nulla prevedibile, l’elenco dei sospettati e dei moventi si fa sempre più ampio, le congetture dello spettatore – così come quelle del protagonista – vengono puntualmente sollecitate e poi smontate. La chiave di lettura dei vari personaggi cambia di continuo, in modo imprevedibile ma sempre supportato da una logica ineccepibile.
Mi sarei aspettata l’aggiunta di un pizzico di romance, i presupposti c’erano tutti e non nascondo che mi sia un po’ dispiaciuto, ma l’ho accettato nell’ottica che il tema centrale della storia riguardasse l’amicizia, con tutte le implicazioni positive – e negative – che questa è in grado di comportare ai diversi livelli.

L’unico appunto che mi sento di fare è quello della decentratura nella seconda parte del drama. Mi spiego meglio: la prima parte inquadra uno scenario molto ampio, dove le relazioni personali e quelle professionali appaiono ben bilanciate. Andando avanti il cerchio sembra restringersi attorno al gruppo degli ex compagni di scuola, aspetto che ci può stare ma che perde comunque di vista il resto. Ci sono svariati episodi nei quali il ruolo professionale di Jang Jae Kyung sembra un po’ svanire nel nulla: lo vediamo muoversi in autonomia a caccia di indizi per indagini che nemmeno gli sono state assegnate. La sua giornata lavorativa sembra davvero eclissarsi – paradossalmente dovrebbe essere più impegnata del solito già che è fresco di nuova nomina e promozione – e invece si muove come se fosse bellamente in ferie. Idem le interazioni tra e con gli altri ex compagni di liceo, che diventano sempre più private e informali, quasi possano sfuggire alla trafila procedurale e burocratica tipica di ambienti come quello della giustizia e delle forze dell’ordine. Il focus ha fatto un po' perdere il quadro d'insieme, insomma.

Detto questo, decisamente consigliato agli appassionati del genere, si rivelerà molto probabilmente un’ottima visione. Sconsigliato agli amanti del romance e suggerito – ma con le dovute avvertenze – a chi è alla ricerca di una vicenda ben fatta, già che risulta sicuramente soddisfacente ma occorre essere disposti a spremersi un po’ le meningi rispetto alle mere storielle da intrattenimento.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Idol Kid
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 28, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 5.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Classica (e banale) commedia-thriller che promuove una riflessione sul complesso rapporto idol-fan

Romance-thriller d’intrattenimento che parte sicuramente meglio di come finisce. E’ infatti nella primissima parte che si trova lo spunto più interessante di tutto il drama, ovvero la tematica – più che mai attuale – che riguarda il complesso rapporto tra fan e celebrità. I primi episodi riportano bene entrambe le figure: da una parte abbiamo l’idolo, Do La Ik, che vive la difficile vita sotto i riflettori e ha annullato quasi completamente il suo essere “privato”. Questo perché terminato il lavoro vero e proprio – cantante, attore, personaggio televisivo che sia - inizia poi il secondo lavoro, ovvero il mantenere l’immagine perfetta e intaccabile anche nel resto della giornata. Un lavoro, in pratica, che non termina mai. Da questo punto di vista credo offra un ritratto fedele dello stile di vita delle celebrità: un medico può essere un bravissimo e competente professionista e, staccato il lavoro, può ritrovarsi per i fatti suoi al supermercato sbuffando per la coda alla cassa, essere antipatico con degli sconosciuti, dimostrarsi disordinato, perdere la pazienza, avere la luna storta e non dover girare tutto il tempo con un sorriso da paresi facciale. Una persona normale, insomma, come tutti. Nessuno metterebbe mai in dubbio la sua competenza professionale sulla base di queste cose. Per una celebrità, il discorso è totalmente diverso. Il giudizio è impietoso, e preservare l’immagine perfetta che i fan adorano e sostengono ha un costo credo davvero enorme. Il personaggio pubblico si sovrappone alla persona anche nella vita privata o nei momenti destrutturati non legati alla propria professione. I fan non perdonano… Anche questioni sulle quali non dovrebbero proprio mettere il becco. Ed ecco quindi il ritratto della fan sfegatata nella figura di Maeng Se Na: non ama solo le canzoni del gruppo musicale, o seguirne i concerti. C’è un attaccamento esagerato a tutto il merchandising, un sostegno smisurato ed eccessivo alla carriera del suo cantante preferito che la porta a sentirlo un po’ di sua proprietà. Le due fan squinternate che si introducono a casa di lui o reagiscono con violenza quando non ottengono da lui la reazione sperata rispecchiano perfettamente il livello malsano che può essere raggiunto (vero che la curiosità dei fan viene spesso alimentata dalle agenzie delle celebrità stesse, ma le singole persone dovrebbero non perdere di vista il fatto che tutti – idoli o fan che siano – sono in primis individui che meritano il rispetto di tutti). Chiudo qui la parentesi un po’ divagante ma frutto di riflessioni promosse proprio dai primi episodi della serie, aspetto che ho davvero apprezzato.
Tolto questo, però, non resta molto altro. Un classico romance abbinato a un classico caso da risolvere. Nella seconda parte del drama ci si concentra in particolar modo su quest’ultimo, una caccia all’assassino non particolarmente entusiasmante o complessa o accattivante, pur tenuto in piedi dall’interpretazione abbastanza buona della FL – della quale ho apprezzato l’espressività, per quanto esteticamente mi ricordi molto Hwang Jung Eum, attrice quotata fino a una decina d’anni fa ma che io ho sempre trovato tremendamente irritante – mentre Kim Jae Young (Do La Ik) è risultato essere abbastanza sotto tono, addirittura anonimo in diversi punti, al di là dell’estetica sicuramente apprezzabile (peccato che quella da sola però non basti). A poco è valsa la presenza di due importanti spalle quali Kim Won Hae e Jung Man Shik tra i ruolo di supporto, impossibilitati di fatto a infondere verve e carattere a una sceneggiatura che si è rivelata via via sempre più piatta e poco interessante. Evoluzione della trama abbastanza prevedibile (si capisce abbastanza alla svelta chi è il vero assassino, così come chiara è fin da subito la strada che finirà per prendere l’antipatico procuratore, e via dicendo). Il ricorso a un legame passato sembra voler dare un senso più profondo all’ammirazione sviluppata da lei nei confronti del ML nel corso degli anni. Finale abbastanza deludente, ciò che forse voleva essere divertente l’ho trovato solo ridicolo e illogico.
Come già detto, tolto il particolare della tematica idol-fan che caratterizza la serie (unico aspetto che probabilmente ricorderò) il resto è – quasi – solo noia.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Semantic Error
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 5, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 7.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

BL coreana sugli antipodi complementari da non sottovalutare

Avevo visto questa serie lo scorso anno e l'avevo archiviata giudicandola semplicemente carina. Mi è capitato di rivederla di recente...e di rivalutarla. Ha la struttura delle tipiche BL coreane (mi vengono in mente ad esempio "Cherry blossoms after winter" e "Jun & Jun"), che si distinguono dalle Bromance cinesi, dalle BL tailandesi esplicite ma spesso fini a sé stesse e dalle ermetiche BL giapponesi. Qui abbiamo una storia (quella d'amore) dentro la storia (trama e contesto), la presentazione dei personaggi è accurata e la loro evoluzione lineare e credibile, la chimica tra i due palpabile al di là delle scene intime che sono - come in tutte le BL coreane - molto delicate ma non per questo poco emozionanti.
I protagonisti sono due personaggi agli antipodi, ma che si riveleranno sorprendentemente complementari. Da una parte Jang Jae Yeong, estroverso e carismatico, intraprendente e per nulla timido, appariscente, provocatorio e capace di infastidire come una mosca sorprendentemente tenace lo schivo Sang Woo che, al contrario, si presenta come un ragazzo asociale e introverso, estremamente razionale e per nulla interessato a dare nell'occhio. Anche il loro campo di studi li descrive pienamente, artistico-grafico quello di Jae Yeong e informatico quello di Sang Woo, dove nella programmazione i numeri sono una costante certezza e non contemplano variabili emotive. In realtà, la loro caratterizzazione è ben più complessa: nel corso della storia la sicurezza di Jae Yaong si rivelerà più di facciata, mentre l'apparente tranquillità di Sang Woo cela un'inaspettata fermezza (quando ad esempio si rifiuta irremovibilmente di bere al bar nonostante l'insistenza del suo superiore).
Le lezioni universitarie e la loro collaborazione nel progetto di Sang Woo sono il collante che fornisce loro lo spazio per interagire, permettendo al loro rapporto - lentamente - di evolversi. Se da una parte Jae Yeong si metterà alla prova nel cercare una relazione seria - a differenza delle storie disimpegnate del passato - dall'altra Sang Woo dovrà trovare il giusto equilibrio tra "testa" e "cuore".
Una storia tenera e piacevole, consigliata forse anche per i non amanti del genere BL (che siano due ragazzi è un aspetto che non viene fatto oggetti di attenzione nella storia - a differenza invece di "Cherry blossoms after winter" ad esempio - perchè il fulcro del drama non è tanto sul genere ma sull'apparente incompatibilità di due personaggi caratterialmente agli antipodi.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Lovers
2 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 20, 2023
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Quando le aspettative non sono state appagate

Adoro gli storici, ma sinceramente questo non mi è piaciuto molto, è stato carino fino a un certo punto, poi mi ha annoiato. 21 episodi sono troppi per il nulla cosmico.La storia d'amore è finita per essere sdolcinata e ripetitiva. La trama della corte noiosa e confusa. Potevano risparmiare l'episodio 21, non ha aggiunto nulla in più, stesso cliché ( amnesia) del episodio precedente, la dinastia Quing liquidata frettolosamente, il rapporto con il padre-figlio buttato li senza un approfondimento, il prigioniero matto del primo episodio non si è capito come è capitato lì. Nota di merito, la ottima recitazione e le bellissime ost. Archiviato, non farei un rewatch.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Secret Roommate
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 7, 2026
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.5
Acting/Cast 7.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 6.0

Un corto BL semplice ma allo stesso tempo efficace

Cortometraggio BL che - devo ammettere - ho inizialmente sottovalutato, mentre invece è stato capace - a modo suo - di stupirmi.
E' uno spaccato breve e semplice, leggero e spensierato, senza chissà quali pretese o riferimenti particolarmente profondi.
La qualità è quella di un prodotto a bassissimo budget: riprese quasi amatoriali, inquadrature fisse, suoni dal volume altalenante e con una fastidiosa profondità di fondo, illuminazione non particolarmente curata. Non è un prodotto di cui apprezzare scenografia, fotografia, costumi o regia, insomma.
Il pregio di questo piccolo spaccato sta tutto nell'imprevedibilità della vicenda: inganna abilmente lo spettatore dando inizialmente l'impressione di una situazione piuttosto scontata, salvo poi giocarsi una chiave di lettura del tutto inaspettata.
Piace inoltre la percezione di una relazione stabile e serena tra i due che non deve evolvere, non viene messa alla prova, ma è invece una costante riportata dai due attori con grande naturalezza.
Uno scorcio che in venti minuti scarsi regala qualcosa di semplice ma efficace.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Mood of the Day
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 1, 2026
Completo 0
Generale 6.5
Storia 5.5
Acting/Cast 7.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Un amore “a prima notte“ che procede sui binari della prevedibilità

"L'umore del giorno" riportato nel titolo originale è quello che cambia, e un po' cambia anche l'umore di chi guarda questo film: si inizia con aspettative discrete e si finisce con la sensazione di aver visto un prodotto da un lato piacevole ma dall’altro incredibilmente già visto: il classico svago di un paio d’ore che non lascia il segno.

Il punto di partenza è indubbiamente interessante: due sconosciuti, un affascinante e diretto manager nonché ex giocatore di basket e una capoufficio sedimentata in una relazione decennale, si incontrano nel viaggio in treno tra Seul e Busan. Lui le propone senza giri di parole una notte insieme. Lei, inizialmente scioccata, rifiuta. Una premessa che promette scintille oltre a un confronto moderno su amore, sesso e relazioni. Purtroppo, la promessa si arena quasi subito sugli scogli dei più scontati cliché del genere.
La sceneggiatura, dopo un inizio col piede giusto, scivola in un susseguirsi di situazioni prevedibili: la ragazza in carriera con i tacchi alti che fa fatica a camminare, il playboy dal cuore d'oro nascosto sotto un velo di cinismo, la rottura con il fidanzato noioso e distratto, e la fatidica notte in un motel sperduto. Tutto procede esattamente come ci si aspetta, senza mai una deviazione o una vera sorpresa. La sottotrama con il giovane atleta da ingaggiare è un riempitivo che non aggiunge spessore né alla storia né ai personaggi, così come le vicissitudini sfortunate del collega di lui o le chiacchiere con le amiche di lei. Uno spunto di partenza originale per una storia che di originale non avrà nulla, tanto per sintetizzare.

Rispetto alla caratterizzazione dei personaggi principali, la figura di Bae Soo Jung risulta spesso poco convincente e, a tratti, francamente incoerente. Viene presentata come una professionista, eppure dimentica computer e telefono il giorno di una presentazione cruciale. Si vanta con le amiche della sua fedeltà decennale, ma basta un massaggio ai piedi e qualche frase ben assestata per farla vacillare. La sua presunta "superiorità morale" rispetto al protagonista "facile" si sgretola con troppa facilità, rendendo la sua trasformazione più un espediente narrativo che un genuino percorso emotivo. Al contrario, risulta quasi irritante nella sua palese incompetenza e l’evidente considerarsi moralmente migliore di lui mentre sfrutta le sue conoscenze per incontrare il giovane giocatore di basket la rende anche un po’ arrogante e ipocrita.
Diverso il discorso per Kim Jae Hyun, interpretato da un giovane ma già molto bravo Yoo Yeon Seok: carismatico e magnetico, regala al suo personaggio quel mix di spavalderia e vulnerabilità che lo rende credibile nonostante tutto. I due attori insieme, ad ogni modo, funzionano bene e i loro dialoghi, pur basati su premesse fragili, riescono a trasmettere una scintilla autentica e una buona chimica di coppia. Le scene romantiche sono ben fatte, risultano intense e mature e riescono a riscattare la banalità della situazione. A prezioso supporto in questi momenti chiave interviene anche la colonna sonora – in particolare "Photograph" di Ed Sheeran – contribuendo all’aumento del coinvolgimento emotivo.

A conti fatti, “Mood of the day” è quel pacchetto ben confezionato, con una carta regalo curiosa e che attira l’attenzione ma che, una volta scartato, rivela un contenuto che non sorprende altrettanto. Bene comunque per una visione senza troppe pretese.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Reply 1988
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
ott 16, 2025
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Il centoventinovesimo…

Belli, brutti, lenti, spaventosi, scontati, commoventi, spiritosi, allegri, scoppiettanti, magici, insopportabili, inaspettati, noiosi, appassionanti…la lista degli aggettivi per descrivere i 128 drama visti finora potrebbe essere più lunga.
Ma per questo drama, giustamente famoso, c’è un solo termine che mi sembra indicato per classificarlo, in senso assoluto, al di là dei miei gusti personali: un capolavoro emozionante.
Una categoria a parte nella quale sta insieme a (credo) una manciata di altri titoli molto celebrati, ma che ancora non ho visto come My mister, Mother e pochi altri.
La storia di un’epoca ( anni ‘80/90) e di un paese (la Corea del Sud), narrate attraverso le vicende fittizie di un gruppo di vicini che abitano tutti nello spazio angusto, ma solidale, di un vicolo cittadino.
La generazione degli adulti che si arrabatta per fare quadrare bilanci risicati o gestire improvvise, piccole fortune; la generazione dei figli che cresce nell’attenzione, nella cura e nell’amore incondizionato degli adulti, libera, anche se non senza ostacoli, di sperimentare percorsi di vita e di relazione nuovi, in un paese che cambia velocemente.
Credo di avere imparato di più sulla storia recente della Corea del Sud che da qualsiasi altro drama visto finora: i sentimenti universali sui quali si fonda riescono a parlare a tutti, al di là delle profonde differenze culturali.
Nel corso delle puntate non succedono fatti spettacolari: c’è solo la vita che scorre, con le sue vicende quotidiane, minute, qualche volta bizzarre o inaspettate.

Un tema molto evidente nella narrazione è la malinconia dolce - amara del tempo che passa e non torna. Molto vero.

Ma a me ha colpito di più il tema dell’amore tra le persone come disponibilità all’ascolto e al sostegno dell’altro: i piatti con le pietanze ( e i figli) che si spostano incessantemente e spontaneamente di casa in casa, le tre mamme che si consigliano, si consolano e si inorgogliscono dei successi dei figli; gli uomini che nei loro modi rudi e un po’ grezzi offrono sempre il conforto di un bicchiere bevuto in silenzio a lenire il dolore di uno di loro per una perdita, per una incomprensione con i figli, per una insufficienza di comportamento; i ragazzi che hanno tra loro un legame così aperto da comprendere ed accettare gli atteggiamenti degli altri anche contro i propri desideri. Forse è meno vero, nella realtà, ma tutto è narrato in modo così semplice e diretto, mai stucchevole, da fare bene al cuore.

La sceneggiatura è intelligente, coesa e realistica. Venti puntate senza neanche uno dei clichè ai quali siamo abituati. I dialoghi sono importanti ma, grazie alla straordinaria bravura di tutti gli attori principali, molta parte della vita del vicolo è narrata attraverso gli sguardi, i silenzi, i gesti.
I personaggi principali sono tanti: almeno undici e di tutti viene offerto un profilo composito, articolato, mutevole a seconda delle circostanze della vita, coerente. L’arco narrativo di ciascuno è ricco e sfaccettato, e i personaggi sullo schermo interagiscono con noi con i loro pregi e i loro difetti, come si conviene per ciascun essere reale. E anche noi siamo lì nel vicolo e ogni mattina, a turno, usciamo a spazzare la strada in attesa che passi l’uomo dei giornali o i ragazzi escano, di corsa per andare a scuola.
Le puntate sono molto lunghe (anche un’ora e mezza) e richiedono un po’ di pazienza. Ma quello che per me è un difetto è in realtà coerente con la vita che è più fatta di lenti tran tran che di “discese ardite e di risalite”.
Ultima osservazione (tanto per contenere un commento che vorrebbe debordare fuori da uno spazio ragionevole) riguarda la storia d’amore principale. C’è, è molto carina e può generare un’ansia da attesa per il suo scioglimento ritardato.
Non investire troppo su quella linea narrativa, aspettare pazientemente perché, comunque, non è la storia principale.
La storia principale è la vita. (ottobre 2025)

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Youth of May
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Sku
ott 25, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Meraviglioso

Uno dei grandi pregi di Youth of May è stato quello di farmi scoprire il libro “atti umani” della scrittrice neo premio nobel Hang Kang.

Youth of May è un K-drama coreano ambientato durante il tumultuoso periodo della Rivolta di Gwangju del 1980, (in quegli anni una spietata giunta militare guidava il paese) una delle pagine più tragiche della recente storia coreana. Questa serie racconta la struggente storia tra due giovani, Hee-Tae e Myung-Hee, che impareranno a conoscersi e ad amarsi in un terribile contesto di violenza e brutalità storica.
Hwang Hee-Tae è un brillante studente di medicina figlio di una famiglia benestante in cui il padre é un importante membro della polizia segreta coreana.
Kim Myung-Hee invece è una giovane infermiera che lavora duramente e vive in condizioni modeste con l’ambizione di andare in Germania per studiare ed ottenere una specializzazione.
Le loro vite si incrociano per caso, grazie a un appuntamento combinato che Myung-Hee accetta di fare al posto della sua migliore amica appartenente ad una famiglia ricca di Gwangju.
Myung-Hee, per lealtà verso l'amica e in cambio di un aiuto economico, accetta di prendere il suo posto, dando vita a una serie di incontri apparentemente fortuiti ma destinati a cambiare le loro vite per sempre.
Sebbene inizi con il più classico dei cliché la serie cresce notevolmente riuscendo a mantenere un equilibrio tra sviluppo dei personaggi, narrazione sentimentale e quella storica facendo percepire gradualmente ma inevitabilmente l’addensarsi della tempesta.
Giustizia sociale, sacrificio, perdita e l’inevitabilità del destino, sono alcuni dei temi trattati e che affiorano prepotentemente soprattutto nelle ultime puntate.
Molto probabilmente il fatto di aver reso la serie concentrata in sole 12 puntate (anziché le solite 16/20 standard) ha senz’altro influito sul ritmo mantenendolo incalzante.
Una menzione particolare anche alla fotografia i cui colori pastello riescono a rendere bene la sensazione del passato, è il racconto di una primavera che appassisce, ma nella sua dissolvenza lascia fiori immortali.
Una serie straconsigliata e una delle migliori serie coreane viste quest’anno.

“Che il cuore torni a pensare a quel maggio, è normale. Quando perdi un ombrello che ti piaceva tanto, pensi a quell’ombrello ogni volta che piove. Figuriamoci quando torna la stagione in cui hai perso le persone a te care…è normale che il cuore riviva quei momenti. Come se fosse successo ieri.”

“Fu il nostro maggio, il primo, l’unico”

Voto 10

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Hotel King
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
lug 3, 2024
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 6.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Buon drama, un po' troppo in stile soap-opera

Avevo Hotel King in lista già da tempo, praticamente da quando ho visto King the Land - primo kdrama per me e da allora nella mia top five - ed ero andata alla ricerca di qualcosa di simile. Dopo varie peripezie finalmente sono riuscita a vederlo e...un po' ci siamo, ma un po' anche no. Il setting è simile, abbiamo a che fare con un grande hotel, il protagonista è il direttore generale e la protagonista è inserita nel contesto (qui è l'erede del proprietario, nell'altro drama una dipendente). I toni di Hotel King sono decisamente più cupi, ho apprezzato in modo particolare l'inizio e lo spaccato dell'infanzia del protagonista. Tra l'altro è stata una bella sorpresa scoprirlo interpretato da Lee Dong Wook, attore che all'epoca non conoscevo ma che nel frattempo ho imparato ad apprezzare grazie ad altri suoi lavori. Qui lo troviamo giovane, determinato, brillante e affascinante. La protagonista strappa una valutazione positiva, ma non eccellente. Come coppia non li ho però trovati altrettanto apprezzabili, non so se per mancanza di chimica tra i due o se per colpa di una sceneggiatura che misurava le scene romantiche col contagocce (il primo bacio arriva dopo ben 11 episodi, e ce ne vogliono praticamente altrettanti prima del secondo). Ci vuole una buona dose di pazienza, insomma. Perchè il principale difetto di questo drama è la sua durata: 32 episodi sono tanti, troppi. Soprattutto se non c'è così tanto da dire e con il rischio di tirare per le lunghe quanto messo sul piatto. Questo ci porta al secondo errore, che ne è una diretta conseguenza: messe le basi iniziali del tema della vendetta, come li riempiamo 32 episodi? Rispolverando lo stile delle soap opera occidentali degli anni '90, ovviamente! Quindi una sfilza di bugie dalle gambe lunghe che fanno scorrere gli episodi quasi a rallentatore, dove nessuno è chi crede o dice di essere e tutti credono a turno a ciò che viene loro propinato. Indi per cui il protagonista pensa di essere il figlio di un altro, e quindi il fratello dell'ereditiera, salvo poi scoprire di non avere legami di sangue con lei e non sapere di chi essere figlio, per poi scoprire nuovamente di essere biologicamente legato al mostro che l'ha cresciuto, incontrare il "fratello" che aveva perduto da bambino e non riconoscerlo, crederlo figlio di una donna che in realtà è la propria madre, a sua volta creduta morta praticamente da tutti. Un melodramma infinito, puramente di carattere riempitivo. Avrei gradito la metà degli episodi e la metà delle menzogne, magari con un ritmo in generale più accattivante, come lo era all'inizio. Una menzione per il cattivo di turno, il vero padre biologico del protagonista, interpretato da un attore che ho visto anche in altri drama e che ho sempre apprezzato (vedasi Suspicious Partner). Resta comunque una serie che si lascia tranquillamente vedere, vuoi per il cast, vuoi per le riprese e il montaggio, tutti elementi di notevole qualità.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Dr. Romantic 3
2 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 1, 2023
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Ma se dicessi che questa per me è stata la stagione più brutta di tutte?
Partita abbastanza bene, in linea con le altre va a rovinarsi quasi totalmente con la comparsa del dr Cha che si comporta e si esprime in una maniera che va totalmente contro tutto quello che dr Kim ci ha insegnato fino ad ora e lui non fa nulla per fermarlo, anzi lo lascia fare. Cadiamo nel ridicolo in più di un'occasione in cui mi stavo chiedendo se stavo effettivamente guardando la serie giusta. Di certo non vi posso nascondere che mi ha fatto un sacco piacere ritrovare gli stessi personaggi e mi sono sentita ancora una volta a casa. Il modo poi in cui viene girato il drama, le scene d'ospedale mi incantano sempre. Ma. Ma non gli riesco a perdonare una stagione simile. Nella terza parte si riprende e torna ad essere quella serie che è sempre stata, ma il tutto non riesce a "coprire" i fatti precedenti. Inoltre ok fammi apparire il protagonista della prima stagione, ma dagli anche uno scopo altrimenti è una marionetta XD
Forse sono partita io con troppo hype e questo ha accentuato la mia delusione, ma mi aspettavo decisamente di più.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Snowfall
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 18, 2024
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 5.5
Avevo grandi aspettative rispetto a questo drama, complici anche le molteplici impressioni positive. I primi episodi sono stati in tal senso una conferma: ottima qualità di sceneggiatura, riprese, montaggio, grande cura per i dettagli storici e l'ambientazione. C'è stato un investimento in termini economici e di attenzione e si vede. Le premesse promettono bene, l'avvio ha il potenziale di una grande storia con un taglio originale e uno scenario storico poco inflazionato. Ammetto che il protagonista maschile non mi ha del tutto convinta fin dall'inizio, l'avrei svecchiato, perchè più che un'aura di fascino antico aveva un'aria un po' attempata. Avrei visto un protagonista che dimostrasse una trentina d'anni e una maggiore verve, insomma. Se i primi episodi li ho apprezzati dal primo all'ultimo minuto, vero è che la storia prosegue calando, perdendo un poco alla volta ma in modo costante tutto il fascino iniziale. Ho avuto come l'impressione di un baricentro spostato in corso d'opera, la mia mente si aspettava una storia e intanto la serie prendeva tutta un'altra direzione, si fissava su questioni poco allettanti ponendole al centro e tralasciando o comunque non sfruttando adeguatamente tutto il potenziale imbastito nei primi episodi. La ricerca del fratello perduto è diventata ingombrante come una pianta infestante e alla fine, tra tanti candidati, l'identità svelata mi ha lasciato perplessa. Ho fatto davvero una grande fatica ad arrivare alla fine - finale deludente quanto il resto - e mi sono stupita perchè l'inizio era stato davvero eccellente. Per assurdo, se devo scegliere preferisco serie mediocri che si presentano come tali dall'inizio alla fine e che vanno apprezzate con tutte le considerazioni e i limiti del caso, piuttosto che drama come questo, ai quali darei una valutazioni altissima iniziale e una pietosa finale, dove la media matematica non sembra mai comunque corretta e lascia in ogni caso la sensazione di qualcosa che è andato storto. Da vedere solo se accompagnati da una buona dose di scarse aspettative.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Imawa no Kuni no Arisu
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
dic 24, 2022
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.5
Acting/Cast 8.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.5

Un piccolo capolavoro del genere

Uno dei miei jdrama preferiti, sì somiglia da altri prodotti televisivi giapponesi, ma questo non toglie nulla dalla sua validità e inventiva. Sì abbiamo già visto giochi mortali in tv, che indagavano la psiche umana e cosa sarebbe disposto a fare un uomo pur di sopravvivere, ma questo è comunque innovativo nel suo immaginario, nella psicologia dei personaggi e ha veramente un ritmo incalzante pur senza sembrare mai frettoloso. Anzi, queste 8 puntate mi hanno regalato le stesse emozioni di altri drama di 16 puntate. I cambi di scenario, i personaggi tuutto risulta interessante e coinvolgente.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Vuoi sposare mio marito?
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 6, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 9.0
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Commedia romantica che "sposa" i classici clichè a un taglio accattivante e originale

Il drama propone un romance ben riuscito, soprattutto perchè intrecciato a una trama non sempre prevedibile e con interessanti risvolti inaspettati, sviluppando una storia d'amore in modo insolito e originale.
Qualcosa di diverso dal solito, fatto bene e capace di catturare l'interesse fin da subito.

Per essere prevalentemente un romance, devo dire che la parte drammatica non è stata lasciata al caso: ci sono scene importanti che riescono a dipingere la vera cattiveria e crudeltà di cui alcune persone sono - purtroppo - capaci. Mi riferisco sicuramente all'episodio iniziale che, con il suo spaccato di forte tragicità, innesca il tuffo in quel passato tutto da rivivere e riscrivere, ma anche agli ultimi due episodi, inflessibili e nei quali non c'è spazio per nessuna possibilità di redenzione.
C'è coerenza nell'approccio, e questa cosa mi è piaciuta molto. Non ci sono sassolini spacciati per montagne e risoluzioni da buonismo diffuso.

Rispetto all'evoluzione della storia, qualche passaggio me l'aspettavo, altri devo dire mi hanno sorpresa. Ho apprezzato il solido legame tra i due protagonisti, anche prima di diventare a tutti gli effetti una coppia. Avrei eliminato anche il breve vacillamento seguito all'entrata in scena della fidanzata pazzoide (Yu Ra), forse l'unico passaggio che ho trovato forzato e a uso e consumo dell'effetto voluto, ovvero la crisi temporanea della coppia.
Per il resto i molteplici intrecci della vicenda sono davvero validi nonostante la complessità della situazione che mescola passato e presente da un parte e giochi di strategia dall'altra. L'attenzione rispetto alla linearità e coerenza del racconto c'è stata e si è vista.

Quanto ai protagonisti, Ji Won sicuramente è quella meglio riuscita: una figura positiva armata di un piano di salvezza che è di fatto anche un piano di vendetta, pur ben motivato. Non ci sono tentennamenti nè grandi rimorsi da parte sua, eppure riesce a mantenere lo spettatore schierato dalla sua parte per tutta la durata della serie. Ji Hyuk è un personaggio dalla buona caratterizzazione, la cui evoluzione è però decisamente minore rispetto Ji Won (al di là del cogliere una seconda chance per la loro storia, per lui tutto si concentra tra il vecchio sè, impegnato solo a lavorare e non a vivere, e il nuovo Ji Hyuk, capace di manifestare desideri ed emozioni). A dare spessore alla serie contribuiscono però anche tutta una serie di personaggi secondari ben studiati, dalla sorellastra di Ji Hyuk allo chef ex primo amore di Ji Won, passando per l'arrendevole signora Jang all'inizialmente ambiguo braccio destro della famiglia Yu, il sig. Lee. Anche la madre di Min Hwan e il sig. Kim trovano il loro perchè, nell'essere volutamente antipatici e fastidiosi. Rispetto ai cattivi, quella che meno mi ha convinto e della quale avrei potuto fare a meno - ma capisco che il drama sarebbe finito con tipo cinque episodi in anticipo - è la già sopracitata Yu Ra. Personaggio folle e sopra le righe, sbucato dal nulla (perchè niente nei ricordi del presente o del passato di JI Hyuk facevano immaginare una sua esistenza) ma che sembra entrare in relazione con tutti i personaggi chiave alla velocità della luce. Un cattivo in modalità "mordi e fuggi", insomma. Ho preferito quindi i due antagonisti che hanno accompagnato il drama dall'inizio alla fine.


INIZIO SPOILER!!!
Ho faticato inizialmente a decidere a chi dei due spettasse la medaglia d'oro del miglior cattivo della serie ma col passare degli episodi sono arrivata destinare il gradino più alto del podio a Park Min Hawn e, nell'ottica della pena del contrappasso, il finale della serie mi ha dato ragione. Lui e Su Min sono davvero perfidi, ma mentre in Su Min si fa sempre più evidente un disturbo psicologico che sfocia in un'invidia ossessivamente malsana nei confronti di Ji Won, Min Hawn mostra di essere nel profondo una brutta persona senza altra ragione alcuna, capace di nuocere pesantemente a chi gli sta intorno per fini meramente egoistici, indipendentemente dal soggetto sul quale andrà ad infierire. Ed ecco quindi che il destino più crudele e senza possibilità di appello sarà dunque il suo, mentre Su Min verrà confinata fisicamente ma potrà continuare ad annaspare tra i suoi deliri, paranoie e vaneggiamenti nei confronti di Ji Won.
FINE SPOILER!!!

Il tema della seconda chance, del tuffo nel passato e la possibilità, conseguente, di cambiare rimescolare le carte del destino lo accomuna alla serie "Perfect marriage revenge" del 2023, ma devo dire che "Marry my husband" è qualitativamente superiore e meglio curata.

Infine, due parole sul cast, soprattutto sugli attori protagonisti. Sarò sincera, l'aver letto i loro nomi è stato il solo motivo per cui ho temporeggiato molto prima di decidermi a guardare il drama. Da una parte Na In Woo, attore che ho conosciuto nel più recente "Motel California", dove la cui espressività recitativa non aveva certo lasciato il segno. Continuo a non trovarlo particolarmente incisivo e destinato a quanto pare a ricoprire ruoli un po' troppo a perenne supporto della protagonista femminile, ma posso riconoscergli che la sua prova in Marry My Husband è stata un gradino sopra l'altra. Poi abbiamo Park Min Young, attrice sulla soglia dei quaranta - tra lei e Na in Woo ci passa quasi una decade, anche se non si direbbe - il cui nome è ormai associato a grandi successi degli ultimi quindici anni (City Hunter, Healer, What's wrong with secretary Kim, ecc.). Attrice che ha avuto la fortuna di essere chiamata a recitare in drama romance quotati, ma al cui successo non so quanto di fatto abbia contribuito: una recitazione, la sua, un po' monotona. Carina la prima volta, va bene la seconda, dopodichè sembra un po' una macchietta che salta da un titolo ben riuscito all'altro. Devo però dire che pur non essendo riuscita nemmeno stavolta a smarcarsi da quello che il suo personaggio standard, ha dato comunque prova di essere riuscita a ricoprire e gestire un ruolo più complesso e impegnativo del solito (ma, nei momenti più leggeri e spensierati, tornava a confondersi con la protagonista di Healer piuttosto che con la segretaria Kim e molti altri).

Se devo trovare una pecca, a livello di emozioni è risultato un po' fiacco. Non ho perso un minuto dei sedici episodi, sia chiaro, ma l'interesse era dettato principalmente dalla curiosità di capire come sarebbe evoluta la vicenda. Sul fronte del coinvolgimento, quello vero, qualcosa non ha funzionato a dovere e non perchè siano mancate le occasioni: davvero molte le scene dai contenuti tristi, piuttosto che drammatici, piuttosto che felici. Ma nessuna capace di essere toccante nel tipo di emozione che doveva trasmettere. O, perlomeno, per me è stato così. Un drama che sono davvero contenta di aver visto ma che, placata la curiosità, non mi verrebbe da rivederlo di tanto in tanto.

In conclusione una serie che sa dosare con il giusto equilibrio la parte romantica con quella drammatica e ha l'indiscutibile pregio di porsi in modo davvero originale catturando l'interesse e la curiosità dello spettatore. Consigliato!

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
My Love, Enlighten Me
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 10, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Intermezzo leggero e grazioso per un mood positivo...

Drama carino, piuttosto semplice e disimpegnato. La trama è scontata, anche banale, con tutti i cliché che si possono mettere in conto e dove gli ostacoli insormontabili non sono, a conti fatti, chissà che cosa. Le motivazioni dietro alcune scelte - anche importanti - sono decisamente discutibili, questo va sottolineato fin da subito.
La vicenda è al servizio del romance, la storia in sè viene praticamente costruita attorno ai protagonisti. C'è una superficiale tendenza a rompere e ricucire rapporti come se niente fosse, con tutti i risvolti che seguono e che sembrano davvero molto lontani dalla vita reale. Pur non essendo nulla di nuovo e nonostante qualitativamente sia semplicemente nella media, vanta comunque alcune scelte azzeccate. In primis la caratterizzazione della protagonista, dove piace l'idea di questa ragazza che pur vedendo il suo sogno infrangersi si rimbocca le maniche e riparte da zero, senza mollare nonostante i prevedibili momento di sconforto e sfiducia. Lui è un ragazzo interessante, di poco più giovane di lei (aspetto che caratterizza anche il pairing secondario), inizialmente poco espansivo e dotato di super memoria - sindrome nota come ipertimesia - che da una parte lo rende affascinante e intrigante ma che dall'altra prevede un costo non indifferente.
Le interazioni tra i due sono graziose, le scene romantiche non perfette ma apprezzabili (baci a stampo con occhi a palla bocciati, però), e mi è piaciuto molto il fatto che l'estetica non sia stata messa al primo posto: specialmente per quanto riguarda la protagonista, le due altre figure femminile che l'accompagnano - amica ed ex amica - sono indubbiamente più "belle", secondo i normali canoni, eppure lei resta la scelta più adatta per il ruolo da protagonista, per come è stato pensato. Un valore aggiunto che non capita di trovare molto spesso (i protagonisti solitamente sono in termini di bellezza in cima al resto del cast).
Pairing secondario avviato un po' in sordina, ma viene poi sviluppato in modo interessante, per cui spunta positiva anche per lui. Un po' fiacchi gli antagonisti/rivali in amore. Finale all'insegna della banalità con tutti a tavola.... non aggiungo altro per non spoilerare.
Tirando le somme, è un grazioso e piacevole intermezzo (non nel senso negativo del termine...a volte una visione leggera è quello che ci vuole, non si può vivere solo di drama profondi e impegnativi, nemmeno fossero tutti pietre miliari).

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?