Completo
Biography of a Villain
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 21, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Il fascino del male portato in scena da due protagonisti "cattivi" di prim'ordine.

Davvero un bel kdrama. Non il mio genere preferito, ma comunque del tipo che ogni tanto ci sta. Soprattutto quando è ben fatto, come in questo caso.
La figura del cattivo, qui, la fa da padrone. Due spettacolari protagonisti portano in scena il male, e il suo fascino, in tutte le sfaccettature. Figura cardine della storia è senza ombra di dubbio quella di Han Dong Su, interpretato da un Shin Ha Kyun strepitoso come sempre. In apertura viene presentato come un avvocato dall'aria patetica, vittima di soprusi da parte di un capo corrotto: nonostante la rabbia per l'ingiustizia subita cerca, arrancando, di tornare a galla. "L'onestà non sempre paga", se dovessimo riassumere. A gravare poi sulle sue spalle c'è il peso di un'intera famiglia, che non conta solo la moglie ma anche la madre anziana e affetta da demenza senile, oltre a un fratellastro più giovane ma economicamente non indipendente anche se già padre di una piccola nipotina. Ed è proprio grazie a un contatto del fratello che arriva a conoscere il primo cattivo della storia, Seo Do Yeong, prossimo alla scarcerazione e praticamente a capo della banda criminale della città. Interpretato da un Kin Young Kwang davvero più affascinante che mai, il giovane gangster viene presentato come uno psicopatico crudele e folle ma che, di fatto, rappresenterà a tutti gli effetti la seduzione del male. Bello, giovane, potente, intelligente, pronto a sfruttare chi di dovere per raggiungere i propri obiettivi e a togliere di mezzo chi prova a ostacolarlo o a infastidirlo, al pari della mosca schiacciata con la palla da baseball contro la parete. Il loro incontro in carcere, con Seo Do Yeong prossimo alla scarcerazione e Han Dong Su che si propone come consulente legale, è molto particolare: se Han Dong appare terrorizzato, Seo Do Yeong è sicuramente incuriosito dall'avvocato ligio ma ormai caduto in disgrazia, quasi vedesse già oltre l'apparenza. Un incentivo economico che Han Dong fatica a rifiutare - soprattutto a causa dell'insistenza del fratello - e la richiesta di verificare se la donna di Do Yeong lo stia nel frattempo tradendo: inizia così la collaborazione tra i due. A dettare le regole è Seo do Yeong che, dopo aver eliminato la fidanzata e il suo braccio destro - entrambi in combutta per farlo fuori - costringe i fratelli Han a diventare complici facendo occultare loro i cadaveri. Da lì torna a pretendere la collaborazione di Han Dong Su, quale consulente per i suoi loschi affari (gioco d'azzardo clandestino). Se il giovane fratello comincia a prendere le distanze da quel mondo, a costo di rinunciare al guadagno facile, Han Dong Su rimane via via sempre più coinvolto. Apparentemente è vittima della situazione, nella realtà emerge a pieno l'ambiguità della sua figura: la vendetta repressa e il desiderio di rivalsa lo portano a superare la linea, a dimenticare di voler vivere secondo le regole, giustificando una zona d'ombra che va via via facendosi sempre più ampia e scura con la scusa di essere stato indotto e costretto dalle circostanze. La sua, in realtà, è una vera e propria scelta. Potrebbe voltare pagina - come più volte suggerito dal fratello - ma sotto sotto non vuole farlo. Dopo anni di umiliazioni, la gratificazione dell'ammirazione della moglie, il non dover più preoccuparsi dei debiti, la considerazione professionale di colleghi che ormai lo ignoravano e deridevano... Tutto questo ha lo stesso effetto di un magnete. Il suo cambiamento interiore, lento e credibile, si riflette anche nell'aspetto: abbandona gli occhiali e il taglio di capelli banale, gli abiti dozzinali lasciano il posto a completi su misura e rolex al polso, l'auto da rottamare verrà sostituita da una macchina nuova di grossa cilindrata e - sul finire - addirittura da un autista privato. E' un'evoluzione lenta, ma inarrestabile. Seo Do Yeong al contrario è molto più coerente e lineare: è un cattivo che ha messo in chiaro le carte in tavola, che agisce - anche crudelmente e illegalmente - ma secondo determinate regole. Il rapporto tra i due nella parte centrale del drama è spettacolare: non c'è fiducia, non c'è propriamente stima, ma c'è un legame ancor più solido, fatto non solo di opportunismo ma anche del desiderio comune di togliere di mezzo i rispettivi nemici. Lo stesso Seo Do Yeong, a un certo punto, si troverà a tenere d'occhio Han Dong Su, quasi percependo il proprio controllo venire meno su di lui: ha creato un mostro - o, per meglio dire, ha liberato il mostro che dimorava sopito da qualche parte nelle profondità dell'avvocato dimesso che aveva conosciuto - e questo mostro rischia di diventare più malvagio e abile di quanto non lo sia lo stesso Seo Do Yeong. E' l'anticipazione di una disfatta: Han Dong verrà completamente avvolto dalle tenebre meritando a tutti gli effetti il premio di miglior cattivo della serie. Il finale è spiazzante ma azzeccato.

Quanto alla recitazione, ci troviamo di fronte a una prova di altissimo livello: i due protagonisti tengono di fatto in piedi da soli l'intera serie che, soprattutto nella parte iniziale, regala in ciascun episodio una scena ad alto impatto in apertura. L'attenzione nella parte centrale viene mantenuta viva grazie al particolare rapporto che si instaura tra i due, quasi una sorta di insolita bromance - uniti dal fascino del male, direi - mentre nell'ultima parte le svolte impreviste ma non imprevedibili guidano lo spettatore verso l'unica soluzione sensata e possibile.
Non c'è niente di scontato, la banalità è fortemente bandita e la bontà a basso costo anche.
Che il genere sia tra i preferiti o meno, la ritengo una di quelle serie che non può comunque non essere apprezzata.

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Grab Your Love
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 16, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 4.0
Acting/Cast 6.0
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Storiella senza pretese incapace di raggiungere anche solo gli obiettivi minimi

Ora, che non sia una serie particolarmente profonda lo si intuisce fin dai primi minuti del primo episodio. Ci troviamo di fronte a uno short drama di circa 6 ore fastidiosamente spezzettato di 24 episodi da un quarto d'ora scarso l'uno.
Storiella davvero senza pretese e con lo spessore di un foglio di carta, che va presa per quella che è e che al massimo può regalare una visione a tratti carina ma davvero molto ma molto disimpegnata.
Fatte queste premesse e pronti a ignorare un'infinità di difetti, possiamo dire che la prima parte della serie è anche accettabile: le scene sono esasperate, la coerenza non è quasi mai di casa, e ho qualche dubbio sul vero proprietario della matita per gli occhi con la quale Qin scrive sul braccio di Min Xi il numero di telefono, già che gli occhi di lui risultano più palesemente e pesantemente truccati rispetto a quelli di lei. Anche meno, grazie.
Però, qua e là, ci sono momenti tutto sommato carini e spunti che - con un investimento più importante su tutti i fronti - avrebbero potuto portare alla realizzazione di una buona storia. Mi è piaciuto molto l'idea del ruolo dell'istitutrice, mi ha richiamato alla mente alcuni romanzi inglesi dell'800, capolavori che non cito perchè fa rabbrividire anche solo pensare di paragonarli a una serie come questa. Mi è piaciuto molto il ragazzino, simpatico e capace di regalare dei bei momenti di leggerezza fatta bene. L'era repubblicana cinese è inoltre un periodo storico che nelle serie trovo sempre molto affascinante (peccato che l'investimento, anche per i costumi, sia stato davvero scarso). Ho apprezzato anche l'attrice protagonista, abbastanza espressiva. Meno invece il sig. Qin, che - con l'immancabile riga di matita ad accentuargli lo sguardo - sembrava più che altro il soggetto di riprese pubblicitarie che un personaggio fatto e finito, e dove il fascino del bel volto non riesce però a distogliere l'attenzione dello spettatore dalla sua caratterizzazione veramente priva di coerenza, già che passa dall'essere il "malvagio" duro e freddo dei primissimi episodi, violento e temibile, per trasformarsi poi in una pera cotta alle prese con mille siparietti ridicoli da bambinetto infatuato. La seconda parte della serie, infatti, deraglia del tutto: alle scene davvero infantili e melense - di quelle che più che emozionare imbarazzano - si affiancano intrecci e sviluppi di una credibilità e di una logica che tocca davvero i minimi storici. Il tutto condito con una teatralità grottesca, dove ad esempio mentre l'invidiosa rivale in amore sottrae un unguento dalla borsa della protagonista tutti i presenti - protagonista inclusa - sembrano forzatamente guardare altrove (non devono accorgersi, eh!). Ci manca poco che si mettano le mani sugli occhi e facciano la conta come a nascondino, per dire.
Concludendo, anche partendo con delle aspettative molto ma molto ridimensionate, il rischio di arrivare comunque perplessi alla fine c'è, proprio perchè chiusi entrambi gli occhi sulla prima metà degli episodi, non c'è un terzo occhio che si può chiudere ulteriormente sul disastro aggiuntivo che è la seconda parte. Qualcosa di salvabile - ma poco poco - qua e là c'è, ma francamente non abbastanza per raggiungere anche solo la sufficienza.

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Chocolate
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 10, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Personaggi melensi + sceneggiatura piatta = perfetta ricetta per l’insonnia.

La serie poteva durare di meno e avere personaggi scritti meglio. Parte con una storia scoppiettante, ma ben presto si appiattisce su una sceneggiatura banale, lenta e prevedibile. I personaggi risultano insopportabili: i protagonisti mostrano sempre la stessa espressione — triste, afflitta o inespressiva — oppure incarnano una bontà talmente melensa da sembrare patologica. I personaggi secondari, invece, gridano e si arrabbiano per nulla, senza mai mostrare un minimo di profondità umana.

Il risultato è un insieme di figure stereotipate e di scarso interesse, immerse in una narrazione che diventa presto di una noia mortale. Non so perché alla prima visione avessi dato un voto alto, ma riguardandola mi sono resa conto che è stata solo una perdita di tempo. Non la consiglio.

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Koi wa Tsuzuku yo Doko Made mo
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 11, 2024
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 7.0
Acting/Cast 5.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Una buona serie, affossata completamente da un'imbarazzante protagonista femminile

Una serie che potrebbe essere carina, con una trama non impegnativa ma graziosa, un drama piacevole grazie al quale trascorrere qualche ora spensierata e leggera. Il protagonista maschile è calzante, interpreta in modo più che credibile il ruolo del medico distaccato e freddo, non particolarmente loquace e dalle uscite memorabili e singolari, inusuali epiteti che celano l'affetto nei confronti di Sakura (da "idiota" a "masso problematico"). Il vero problema della serie, però, è proprio lei: Sakura. Ho apprezzato la scelta dell'attrice, esteticamente non bellissima, perchè concordo che il fascino del personaggio doveva risiedere altrove. Peccato che l'altrove non c'è stato, perchè la pecca più grande è proprio la caratterizzazione del personaggio, semplicemente fastidioso. Tutte quelle stucchevoli riflessioni ad alta voce - quasi nessuno la sentisse, mentre il diretto destinatario spesso è lì a fianco - e i sorrisi imbarazzati-compiaciuti-infantili-melensi che infila praticamente in ogni scena...Ecco, sono davvero un colpo basso. Vuole essere una brava infermiera (a parole), ma nei fatti più che impegnarsi seriamente passa il tempo a sorridere e a ribadire a voce il proposito (per poi avere l'immancabile momento di autocommiserazione affermando che meriterebbe il licenziamento, giusto in tempo per essere quindi consolata e riproporre per l'ennesima volta la promessa di diventare una brava infermiera, con applauso di tutti al seguito). E' un meccanismo assurdo e sgradevole che si ripete a oltranza. Più di una volta, nella prima parte della serie, in queste scenette si infila una veloce ripresa dello sguardo dell'altra giovane infermiera (quella serie e capace, per intenderci). Mi sono trovata incredibilmente sulla stessa lunghezza d'onda con lei, che in quei frangenti si mostra seccata all'inverosimile da tutto lo show sconclusionato della protagonista. Ho comunque apprezzato i suoi gesti maldestri, spesso in grado di strappare il sorriso...ma anche qui: il troppo, si sa, stroppia. Mi è capitato di vedere dei drama in cui i personaggi fossero un po' dei punti deboli della serie, ma mai come in questo caso, dove la caratterizzazione della sola protagonista femminile è un vero e proprio macigno capace di trascinare a fondo quella che altrimenti sarebbe una serie priva di altri grossi difetti. Vale la pena guardarla? Forse. Se si è disposti a soffrire le scene incriminate pur di soddisfare la curiosità e seguire l'evoluzione della vicenda.

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Hapimari: Happy Marriage!?
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ott 18, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Drama che risale al 2016 ma che appare anche più datato (a occhio, tra riprese e abbigliamento/acconciature avrei detto pre-2010). La produzione giapponese e il tema del matrimonio di convenienza mi ha ricordato subito la serie "In house marriage honey" (molto più recente e decisamente meglio riuscita).
Buona la recitazione della protagonista, poco espressivo invece Hokuto. Come coppia funzionano abbastanza, ma nessuna chimica da scintille.
A mio avviso sarebbe stata una serie meglio riuscita se l'obiettivo fosse stato un po' più ridimensionato: avrei puntato a una semplice commedia romantica senza risvolti particolari, mentre in questo caso tutta la questione dei difficili rapporti familiari, piani di rivalsa, rancori poco sopiti legati ad eventi tragici del passato... forse è stato chiedere un po' troppo. E' una trama di nome ma non di fatto, la tematica viene affrontata in modo abbastanza superficiale - d'altronde è chiaro che gli strumenti in partenza sono pochi - e col passare degli episodi invece di poter apprezzare una visione leggera ma piacevole ci si trova ingarbugliati in una matassa allo stesso tempo disordinata e inconsistente.
Passabile, ma nel suo genere sono altri i titoli che terrei in considerazione.

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Man Cheng
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
giu 25, 2025
22 di 22 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 6.5
Musica 5.5
Valutazione del Rewatch 5.5

Romance standard che appiattisce i pochi spunti interessanti

Drama semplice, che cerca di mixare un approccio piuttosto superficiale a tematiche più profonde, ma - proprio per via del taglio - fallendo miseramente.
Classico romance made in Cina: aspettiamoci conversazioni infittite di riempitivi non necessari, talvolta con dinamiche e reazioni nemmeno tipiche della fascia adolescenziale ma più pre-adolescenziale, nonostante l'ambientazione sia paradossalmente quella universitaria. Tutto molto naif, insomma.
Lui passabile, un po' amorfo ma ne ho apprezzato il contegno, aspetto non scontato già che di protagonisti glicemici la rete ne è particolarmente satura. Lei decisamente fastidiosa, la sua caratterizzazione è legata sì al vissuto passato ma ne esce un ritrattato davvero esagerato e poco credibile.
Abbiamo poi il classico pairing secondario, come spesso accade non particolarmente degno di nota.

Cosa porta, a fatica, la serie a ottenere la sufficienza?
- la caratterizzazione del personaggio maschile, soprattutto nella prima parte della serie.
- la figura di Black, l'autore sconosciuto del popolare fumetto al centro della vicenda
- il tema della menzogna e di tutte le riflessioni che comporta, dalla condanna facile alla comprensione che, in un mondo che non è tutto bianco o nero, più che un difetto o una colpa o un tratto deprecabile possa essere a volte un sintomo di malessere, un po' come la febbre provocata dall'organismo stesso per fronteggiare un'infezione.

Questi elementi potevano davvero essere un plus, se gestiti bene. Purtroppo l'approccio - come sopra sottolineato - ha banalizzato un po' il tutto, portando a un risultato decisamente sottotono. In conclusione, si può guardare ma anche no, senza nessuna indicazione/controindicazione particolare.

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You Are My Love Friend
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 11, 2024
30 di 30 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 5.0
Acting/Cast 5.0
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 5.0

Interminabilmente soporifero...

L'unico punto di forza della serie è come viene presentato all'inizio il legame tra i due protagonisti: una grande amicizia portata avanti sin dai tempi della scuola, promotrice quindi anche in età adulta di un rapporto piuttosto informale e piacevolmente carico di battute e considerazioni non filtrate dalle buone maniere (specie in questi luoghi dove la formalità ha un peso non indifferente).
Ecco, fine dei lati positivi. La storia dovrebbe essere incentrata sull'evoluzione di tale rapporto in una storia d'amore, cosa che accade molto - ma molto, molto, molto - più avanti. Fino a quel lontano momento, è un ripetersi soporifero di situazioni e interazioni già viste. Per lo sviluppo che propone, sarebbero bastati un quarto degli episodi proposti. Davvero, una maratona non indifferente da affrontare.
La caratterizzazione dei personaggi, inoltre, non mi ha convinta del tutto: lei dovrebbe essere una sorta di piccolo genio, una donna dalle capacità così straordinarie da aver fatto carriera in breve tempo: in realtà non sembra brillare particolarmente o sprizzare acume da tutti i pori. Lui a capo di una importante società, sulla carta anche lui capace, deciso, determinato...ma in presenza dell'amica di vecchia data si trasforma in uno zerbino. L'accompagna ovunque, le regala di tutto, le prenota i ristoranti...manca poco che le metta il dentifricio sullo spazzolino da denti o le passi la carta igienica in bagno: più che un grande amico sembra piuttosto una babysitter.
Nella seconda metà (della seconda metà della seconda metà) della serie, qualcosa si muove, ma anche lì, senza grandi emozioni o scene eclatanti. Il drama si chiude con la stessa incisività con la quale è stato portato avanti tutto il tempo, ovvero senza lasciare traccia.

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Completo
Walking to the Moon
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 29, 2025
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Molte volte parlare di questo tipo di malattie è difficile e molte volte, doventano quasi banali e superficiali. Tra bellissime immagini, danze sul bagnasciuga del mare, mosica dolce e canti di balene, ecco come vede la vita un ragazzo con disturbi mentali ed autismo, un ragazzo a cui basta il mare, per credere di essere arrivato sulla luna. Suggestivo corto che mette di fronte a malattie non sempre trattate in drama e film come si dovrebbe. Qui, in una chiave quasi fantasatica, ci fanno vedere un mondo diverso, quasi visto attraverso gli occhi di un ragazzo che non solo vede maschere intorno a sé, ma cerca di capire anche sé stesso. Corto toccante in tutto e per tutto.

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Ancient Detective
1 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 2, 2022
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5

Interessante, ma un po' ripetitivo

Sentimenti contrastanti per questa serie. A differenza di molte altre, le ambientazioni e i costumi sono molto più poveri, perché si svolge fra gente abbastanza comune e non in regge e palazzi. Quindi quella parte di spettacolo che deriva da questi elementi non è molto presente.

Gli attori sono bravi, fanno tutti più o meno il loro dovere, ma senza gridare al miracolo. Purtroppo in buona parte, e il protagonista più di tutti, sono pesantemente ritoccati in viso. Questo povero Tim Yu, di nemmeno 30 anni, perfino sotto il cerone sembra una ex diva. Bocca e gote sono così alterati che mezza faccia fatica a muoversi, ed è costretto a recitare con gli occhi. Che tristezza.

Ho gradito molto il commento musicale, con alcuni pezzi molto belli e azzeccati. La storia in sé sarebbe molto più piacevole se non si trascinasse troppo nella parte centrale. Ok, c’è un mistero da scoprire, ci troviamo in un luogo dove avvengono omicidi misteriosi, e il nostro detective indaga. Muore qualche persona, ci si sposta e si ricomincia. E così via. Troppo ripetitivo. Ho seriamente rischiato di abbandonare la visione, ma ho perseverato e ne sono contenta perché si è molto sollevato nel finale. Ci sono stati alcuni colpi di scena che mi hanno sinceramente sorpreso, e non accade spesso.

La serie può ritenersi relativamente abbastanza conclusa, ma diverse situazioni sono passibili di ulteriori sviluppi e il comparire di un nuovo personaggio negli ultimi secondi parrebbe foriero di una seconda serie. Se la faranno la guarderò, sperando che mantengano il cast.

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Vincenzo
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Sku
ago 27, 2025
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 1.0

un peccato, troppo lungo

È la lunghezza eccessiva che penalizza questo drama che parte benissimo ma alla lunga arrriva con il fiato corto, troppe cose vengono risolte con situazioni alla deus-ex-machina che di fatto lo rendono prevedibile. Cosi come alcuni allungamenti delle trame principali di cui non se ne sentiva il bisogno.
devo dire che alcune parti sono davvero divertenti, sentire il protagonista parlare in italiano è davvero spiazzante ma travolgente.
Il problema è che spesso la parte drammatica e quella ironica non si amalgamano al meglio e questo influisce sul giudizio globale come se il drama non riesca a decidersi se essere ironico o drammatico.
le puntate iniziali sono davvero ottime, se gli episodi fossero stati dodici il tutto ne avrebbe senz’altro guadagnato.
Le interpretazioni del cast sono state tutte di ottimo livello, cattivi compresi ed è stata la parte che mi ha invogliato a continuare la visione.
In sostanza da vedere come filler in attesa di qualcosa di più coinvolgente.

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Oops! I'm in Jail
1 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 23, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

this show is a gem!!!

this show was a blast to watch. I laughed, I cried and enjoyed it till the last episodes. (don't skip the credits in episode 12😌).

our protagonist is Yao, a young ex taekwondo athlet who ends up in trouble. after his injury he has to give up on his passion and ends up making some debt to a local mobster.

to pay his debt, he accept to cater to the mobster's brother who is currently in jail.
he "unlawfully" gets a job as a guard and has to juggle between his duties as a guard and his loyalty to the inmate.

through this journey we get to know the other workers of the jail and the inmates.

the main plot stays the same along the entire series but in every episode we explore more the personal lives of guards and inmates.

through their personal stories we learn to empathies with the guards and the inmates of course.

some of their stories are really touching and we see the person behind the inmate "clothes".

being a comedy drama, we laugh a lot. i don't know why but there is a weird obsession with fecal matter in this show🤣 they poop a lot..like..A LOT.

the length of the episodes and the show it self is really good. you never get bored.

the characters are all interesting and the acting is really good.

the ost is a banger. I usually skip the opening theme after the first episode, but I let play in this drama all the time.

definitely recommend if you are looking for a perfect mix of lighthearted, comedy and deep emotions.

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Dear Military Uniform
1 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 18, 2023
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Come soventemente accade, su una durata di 40 ep la storia ha avuto un calo drastico. Più che la storia, il vero difetto di questo drama si riscontra nei personaggi, principalmente nel FL che diventa sempre più odiosa, infantile e stupida. A volte davvero avrei voluto entrare nella scena e tirarle due sberle. La colonna portante di questa opera è ML la cui recita riesce a sostenere il tutto ed è grazie a lui se ne ho finito la visione altrimenti l'avrei abbandonato molto prima. Ovviamente lui solo non può salvare il tutto che da me si prende un voto negativo.
La prima parte la salvo tutta, ma nella seconda riusciamo cmq ad avere alcune scene carine e alcune d'azione belle e in cui lei sembra riprendersi ma ahimè pia illusione. La sua amica poi è peggio di lei. Io davvero non capisco come opere di tale livello, perchè nonostante tutto si vede l'impegno, lo studio e i cash che ci sono dietro, riesca a fallire così.
A volte mi domando se non sono stata troppo dura con you are my hero, visto le post produzioni.

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Takara-kun to Amagi-kun
1 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 4, 2022
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler
Che bellezza sta serie, sono stra emozionata.
L’ho iniziata perchè ne ho sentito parlare molto bene e devo dire che lo rifarei altre mille volte.
In generale devo dire di aver amato tutto o quasi ahaha perchè sì, c’è del cringe e non poco ma vabbè alla fine sono veramente carini assieme quindi dai non penso troppo al cringe.
Il modo in cui si sono fidanzati è stato così casuale e veloce che non ci stavo credendo ma poi mi sono ricordata che questo è un bl giapponese e quindi ho capito che così è, lo dico perchè a livello di mie esperienze con i bl giapponesi, la maggior parte sono tutti così dannatamente veloci, non ti fanno mai realizzare nulla ahahah.
Poi vabbè nella loro relazione c’è sempre stato un pò di imbarazzo ma è anche normale che carinii, poi anche troppi fraintendimenti perchè comunicazione craccata ma tutto bene dai.
Alla fine, nonostante quei fraintendimenti, si sono sempre chiariti al meglio e ciò è stato veramente bello.
Per me il fell harder della situazione è Takara, assolutamente lui, che poi entrambi hanno una personalità che oltre a essere l’uno l’opposto dell’altra, sono anche molto strane ma vabbè questa cosa è un altro must have dei bl giapponesi ahahah.
Anche se in realtà Amagi è molto capibile, porello ne ha passate molte e ciò ha definito in particolare la sua personalità, pensa sempre troppo, si fa troppi problemi e si dà troppe colpe inutili.
Vabbè non ho molto da dire quindi concludo dicendo che ho un enorme crush sin dal primo ep per Takana, amore mio quanto bello, poi amatissimo anche il migliore amico di Amagi che è stato un ottimo cupido della situazione. Consiglio vivamente la visione di questa serie.

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Midnight Sun
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 31, 2025
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 9.5
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Struggente

È un film struggente che narra con delicatezza l amore giovanile, la voglia di farcela anche in assenza di futuro.
La morte della protagonista era annunciata ma questo film è un inno alla vita è un incoraggiamento a provarci fino all ultimo respiro.
Fazzoletti alla mano è entrato nella mia top ten
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Completo
Doctor John
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
set 10, 2025
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 2.5
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Compri uno, prendi due

Un drama nettamente diviso in due parti. La prima, una ventina di puntate (da 30 minuti) affronta con delicatezza, profondità e molteplici sfaccettatture il tema della impossibile quadratura tra il desiderio umano, insopprimibile, di trovare una soluzione definitiva, ancorchè drastica al dolore fisico e quello altrettanto insopprimibile e istintivo di preservare, ad ogni costo la vita. Una narrazione alta, tesa e molto coinvolgente, mai piagnucolosa o stucchevolmente compassionevole che ha nelle corsie d’ospedale il proprio teatro d’elezione. Un quotidiano confronto tra l’etica professionale e la dimensione umana del medico, tra i bisogni impellenti e le dolorose, inutili speranze dei pazienti, con la Legge che protegge la vita anche a costo di inumanità, conscia che pure piccole fessure nel muro eretto tra la vita e la morte potrebbero avere derive aberranti. Non è uno spettacolo divisivo, che prende partito pro o contro l’eutanasia perché, detto così il problema è mal posto. E’ un invito alla riflessione su una questione che non ha soluzioni generali ma solo tentativi precari e spesso inadeguati.
Questa parte, nonostante qualche eccessiva concessione allo spettacolo, è molto appassionante e se l’ultraterreno Ji Sung recita ad un livello inarrivabile per gli altri, tutto il suo gruppo di medici se la cava egregiamente. E così la sceneggiatura che alterna dramma e leggerezze quotidiane in un amalgama ottimamente riuscito. Per la prima parte il mio voto potrebbe essere più alto dell’8 che ho dato.
Però ci sono le altre puntate. Non un brutto spettacolo ma un cambio drastico di tono e contenuti. Cala la tensione etica e il drama diventa in parte(piccola) un poliziesco ( con una ridicola sceneggiatura che ci propone un Ji Sung ora Santo ora Cavaliere senza macchia e senza paura) e in parte (tanta) una storia d’amore molto difficile. Le storie romantiche sono le mie preferite e ho molto apprezzato anche questa: del resto come si fa a resistere di fronte allo sguardo dolorosamente innamorato di Ji Sung? Semplicemente non si può e né la sua partner (che forse piange un po' troppo) né la spettatrice ci provano minimamente. Ma la frattura è profonda e un po’ stridente. Il tentativo coraggioso di realismo delle prime puntate si stempera nei soliti tira e molla degli amori contrastati dal destino avverso. Né serve ad alzare le sorti del secondo drama un finale un po’ assurdo e affrettato. Ed è un peccato per l’economia complessiva dello spettacolo. Una colonna sonora malinconica ma pregevole fa da egregio accompagnamento alle emozioni forti della visione. Settembre 2025

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