Vorrei Dirti Che Ti Amo
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Inno alla gioventù
Questo film è delicato , fresco tipicamente adolescenziale , non impegnativo , sicuramente vale la pena guardarlo per passare qualche ora in leggerezza .I protagonisti sono giovani studenti tipicamente avvolti dai drammi romantici che caratterizzano l età dell adolescenza.
ore di evasione ogni tanto ci vogliono......
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100 Man Kai Ieba Yokatta
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Osservo che molti drama (giapponesi e coreani) su fantasmi, ritorni e seconde opportunità risultano vuoti e artificiosamente complicati, ma vediamo, secondo me:
Cosa funziona
- Chimica e interpretazioni: Satoh e Inoue reggono emotivamente la serie; Matsuyama aggiunge una dimensione più umana e meno stereotipata al classico “tramite” tra vivi e morti.
- Tono intimista: Più che sul colpo di scena soprannaturale, la serie punta sul rimpianto, sul non detto e sull’elaborazione del lutto.
- Atmosfera: Regia e fotografia mantengono un equilibrio delicato, mai troppo sopra le righe.
Dove rischia di risultare “vuoto”
- Ripetitività emotiva: Molte scene insistono sugli stessi concetti (rimpianto, amore eterno, destino) senza un reale avanzamento narrativo.
- Mistero poco incisivo: L’elemento thriller sembra talvolta un pretesto per allungare la trama, creando un ingarbugliamento.
- Conflitti attenuati: I drammi restano spesso superficiali; si percepisce una certa prudenza nello spingere davvero sui lati più oscuri o dolorosi.
In sintesi
Se cerchi una riflessione profonda e coerente sul tema della morte e della seconda possibilità, potresti trovarlo prevedibile e un po’ diluito. Se invece ti interessa un melodramma romantico leggero con una vena malinconica, può funzionare grazie agli attori più che alla scrittura.
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A...come Allucinante, Assurdo e Agghiacciante
Davvero, sono basita. Il livello di esasperazione era tale che non sono nemmeno riuscita ad abbandonare la serie, avevo quasi la necessità di vedere con i miei occhi, fino alla fine, il delirio di un drama che è a dir poco assurdo.Dovessimo riassumere la traccia in poche parole, direi che lui - da sempre innamorato di lei - la costringe a un matrimonio che lei non vorrebbe ma al quale, per una serie di motivi, non può sottrarsi e inizia così l'improbabile convivenza - segreta, perchè quasi nessuno sa che sono marito e moglie - dei due giovani coniugi.
Ora, questa descrizione calza a pennello anche con altre serie, ad esempio la recente e popolare "When the phone rings", tanto per citarne una.
Nel concreto, però, parliamo di due pianeti diversi (anzi, galassie diverse, data l'infinita distanza).
Tornando a 101 Marriages - già sul titolo ci sarebbe molto da ridire - ogni azione e reazione, le cui conseguenze hanno determinato il concatenarsi degli eventi che costituiscono il drama, sono davvero in contrapposizione con qualsiasi minima forma di sano buonsenso. A livello di recitazione, lei quanto meno nella prima parte è talmente poco espressiva e sulle sue da non fare quanto meno alcun danno. Lui è imbarazzante, sembra quasi bipolare, alterna momenti di ridicola gelosia - nei quali da prova di comportamenti anche malsani - a scene in cui si atteggia a uomo tutto d'un pezzo, per poi virare nuovamente in siparietti inverosimili, con occhi a cuoricino e sorrisi beati (in realtà, mi sono sembrati solo inquietanti). Occorre davvero una buona dose di crudeltà per imporre a un attore un copione del genere. E' tutto poco credibile, al limite del grottesco. Una farsa che fa davvero ridere, non una risata di sano divertimento, ma di puro imbarazzo. Per la storia, la recitazione, la caratterizzazione dei personaggi. L'unico motivo per vederlo è se si vuole ampliare i propri orizzonti in termini di giudizi negativi.
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La trama è semplice, nulla di particolare, è una delle solite storielle ma comunque mi è piaciuta molto.
I protagonisti hanno una chimica buona, non proprio quello che cerco io o comunque una di quelle chimiche che per me arrivano alle stelle ma vabbè alla fine è stato ugualmente piacevole vederli insieme.
Parlando di Ton devo dire che non mi è molto piaciuto sin dall'inizio in quanto come persona sembrava una persona per bene ma purtroppo tutti quei discorsi omofobi mi stavano sul cazzo e li faceva di continuo quindi veramente non riuscivo a capire come Nhai e Ai abbiano sopportato tutto ciò per anni senza poter ribattere.
La cosa che mi dava più fastidio riguardo questi discorsi era il fatto che faceva dei discorsi omofobi però poi dopo se ne usciva dicendo cose come “non li odio”, “non sono contro di loro”, però ci stava sempre qel “ma” che mi faceva chiedere “bello, deciditi, sei contro o pro?”, non ci stavo a capire nulla ma per me già solo se inserisci il “ma” sei nella parte sbagliata.
So che questi suoi discorsi erano detti in quanto sin da piccolo era stato influenzato dai genitori ma purtroppo la situazione è una, crescendo si acquisisce la capacità di ragionare di testa propria e io non credo che tu crescendo non sappia capire e vedere ciò che è giusto e non è giusto, personalmente sono stata cresciuta con un'idea sbagliata ma sin da piccola sono riuscita stesso io a ragionare e ora sono qui a guardare un bl senza problemi e senza avere pregiudizi, di conseguenza non riesco a capirlo del tutto, è adulto e doveva capirlo da solo già molto prima.
Vabbè in ogni caso non mi stava molto simpatico soprattutto per il fatto che non riuscisse a capire i propri sentimenti, continuava a dire “mio fratello, è mio fratello” sempre questo, non riusciva proprio a capire che la sua era gelosia e sta cosa mi dava sui nervi, non si dava una svegliata; fortunatamente poi dopo ce l'ha fatta grazie soprattutto a quei tre bellissimi amori miei Nhai, Ai e Miriam che hanno messo su quel piano favoloso.
A questo proposito parlando di quel piano devo dire che l'ho trovato un'idea geniale e mi ha fatto piacere come effettivamente non abbiano costretto Na a fare ciò che dicevano, mi ha fatto piacere che abbiano capito la sua situazione, una situazione in cui Na ama Chon e quindi sicuramente poteva uscirne da questa situa molto ferito in cuore.
Di sua parte ho apprezzato il coraggio di Na al voler provare questa cosa così da avere una possibilità anche se era nulla, dato che sapeva che a Chon piace Ton e che questo piano serviva per far avvicinare loro due.
Parlando proprio di Na, all’inizio sembrava molto scontroso ma io già avevo capito che era una buona persona, sono fiera di averlo pensato sin dall’inizio e non dopo che ciò era stato dimostrato; ho sempre pensato fosse una brava persona che purtroppo era un pò fastidiosa col suo esibizionismo ma poi abbiamo comunque ben visto che lui non esibisce i suoi soldi per chissà quale motivo ma perchè non avendo amicizie non sapeva come farsele quindi facendo vedere di avere soldi aveva una probabilità maggiore che qualcuno si avvicinasse a lui, anche se con cattive intenzioni a lui non fregava, basta che aveva un amicx.
Purtroppo questo concetto lo capisco e conosco bene in quanto anche io sono in una situazione simile (non esibisco i soldi perchè so povera, semplicemente cambio in base alla persone in modo che non gli sto sul cazzo e l’amicizia dura) (non prendete sul serio questo comportamento perchè io stessa lo faccio per farmi piacere ma mi abbandonano ugualmente) (mi sento stra sola, qualcuno faccia amicizia con me pls).
Parlando invece di Nhai, Ai e Miriam, la loro situazione sin dall'inizio mi sembrava molto incredibile, era molto surreale effettivamente e proprio per questo non capisco come Ton sia riuscito a credere a una cosa del genere ma vabbè fin quando ci ha creduto meglio così.
In generale li ho amati un botto, sono stati la salvezza e mi hanno fatto morire dalle risate insieme soprattutto alla madre di Chon quando ha detto al padre di Ton “vecchio disgustoso con il cazzo moscio” e tutti quelli insulti, lì l’ho amata più che mai, in generale ho sempre amato come abbia sempre supportato suo figlio e lì mi è sembrata stra figa ahahah mi sono spaccata dalle risate.
Parlando infine del padre di Ton continuerò ad odiarlo per sempre PUNTO ciò perché capisco tutto quello che vuoi e la tua paura ma sinceramente parlando come puoi privare tuo figlio dall'essere se stesso solo perché ti importa di un nipotino del cazzo, sinceramente non vedo questa come una sufficiente motivazione al suo comportamento orribile e disgustoso avuto per tutta la serie, poi sinceramente proprio per ripicca se fossi stata una loro figlia il nipote non gliel’avrei fatto vedere manco col binocolo, sincera come sempre io eh.
Mi ero dimenticata di Amp vero…allora io sinceramente non ho parole riguardo Amp perché veramente è inutile parlare proprio per una stronzetta del genere, mi ha dato sui nervi tutto il tempo perché proprio non capisco la situazione del tipo tu tradisci il tuo tipo, lo lasci e poi vai pure trovando di essere così altezzosa dicendo che effettivamente lui è andato a pigliare un'altra persona perché sicuramente gli manchi te, perché tu sei la migliore ma dico io con quale autostima me lo stai dicendo, un autostima molto alta…troppo alta rispetto a quello che sei effettivamente, io veramente non la capisco e sinceramente non mi è piaciuta per nulla, invece mi ha fatto super piacere come il karma gli sia girato contro.
In generale consiglio molto questa sera è qualcosa di molto carino e semplice da vedere e sì questo è.
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Aoshima-kun wa Ijiwaru
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Breve commedia con una love story molto incentrata sul tema della differenza d'età
Breve drama giapponese che segue la nascita e la tortuosa evoluzione della storia d’amore tra i due protagonisti, separati da un discreto divario d’età (lui è una decina di anni più giovane di lei). Solitamente non amo particolarmente i pairing che vedono una donna matura – in termini anagrafici – accanto a un uomo molto più giovane, anzi, la maggior parte delle volte è un topic che evito proprio, soprattutto se ci si aggiungono elementi quali relazione insegnante-studente e via dicendo.Vuoi che la trama un po’ mi incuriosiva, vuoi che la durata non si prospettava comunque infinita, ho deciso di dare a questa serie una chance: non posso dire di averla trovata brutta, ma vero è che tutto sembra davvero ruotare attorno alla differenza di età tra i due.
Da una parte abbiamo Yukino, donna che inizia ad avvertire il peso delle lancette dell’orologio biologico ma che al contempo sembra essersi già arresa a una placida vita in solitudine, fatta di abbigliamento comodo, tempo libero per sé stessa (tanto, troppo!), e un quieto vivere un po’ vuoto ma ormai familiare.
Dall’altra abbiamo Mizuki: giovane, non particolarmente interessato a compiacere gli altri, sebbene educato e rispettoso.
L’essere entrambi impiegati nella stessa azienda e la necessità per Yukino di presentarsi a un ricevimento con un fidanzato al seguito, li pone nella condizione di avviare una finta relazione che, in breve tempo, comincerà a coinvolgerli per davvero.
Molteplici sono le scene e i tentativi di evidenziare l’insicurezza di Yukino, come a dimostrazione che l’età anagrafica non descrive automaticamente una persona, tant’è che al contrario di Mizuki viene messa in risalto la maturità a pazienza di molti suoi atteggiamenti verso Yukino (fatta eccezione per una sana gelosia, ma quella non ha età).
Aspetti tutti un po’ prevedibili ma che, tra i mille tentennamenti di lei e i tentativi di avance di lui, portano la coppia a un punto di arrivo. Per arrivare a ciò occorre sorbirsi la manfrina della differenza di età (soprattutto da parte di Yukino) uno svariato e indicibile numero di volte, cosa che rende noiosa e ripetitiva la storia.
A un certo punto al divario anagrafico si affianca anche il tema del matrimonio, pensiero che per lei ha una certa importanza e non nell’ottica di un futuro troppo lontano, mentre per Mizuki rappresenta qualcosa senza valore, non tanto perché ancora molto giovane ma perché incondizionato dal suo vissuto lo (i molteplici divorzi del padre lo hanno fatto sperimentare tre diverse figure materne).
Riassumendo, età e questione del matrimonio sono i due grandi ostacoli che la storia di questo drama deve affrontare e superare. Non ci sono altre montagne da scalare, insomma.
Rispetto alla recitazione, direi buona ma non mi sbilancerei oltre. La chimica tra i due latita un po’.
Nient’altro di meritevole da menzionare, colonna sonora compresa.
Tornando indietro, probabilmente non lo rivedrei.
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molte sottotrame casuali non ben gestite, ma comunque gradevole. Ok la sottotrama del basket
Non è proprio un bl, ma una serie sul basket con anche dei risvolti bl: le scene che riguardano il basket sono tante e comunque devo dire anche ben realizzate.Ci sono molti personaggi e sottotrame che non sono gestite proprio benissimo (sottotrame che spuntano dal nulla e si risolvono in maniera altrettanto rapida e casuale), tuttavia non c'è nessun difetto veramente grosso e la serie si lascia guardare per lo più gradevolmente.
Ryu: buon personaggio, anche se speravo che il motivo per cui ad inizio serie si era ritrovato per strada e a che fare con malviventi e scommesse illegali fosse un motivo migliore, ma questo è un problema che riguarda anche il personaggio della mamma.
Zen: la recitazione dell'attore che interpreta Zen, comunque carinissimo, alla lunga mi ha un po' infastidito perchè fa sempre la stessa espressione in ogni scena (tipo strizzare gli occhi). Anche il personaggio di Zen presenta diversi problemi: davvero non si rende conto che Atom ha una cotta per lui? davvero si butta in un covo di malviventi pericolosi senza chiamare la polizia o perlomeno comunicare la propria posizione a qualcuno?
Atom: buon personaggi fino ad un certo punto, ma poi non capisce che deve fermarsi e diventa invadente e anche un po' inquietante.
Ton (l'allenatore): buon personaggio, che insegue anche lui il suo "rebound".
Shogun: personaggio molto secondario, ma lo voglio segnalare perchè mi è piaciuto molto.
la mamma di Ryu: preferisce che il figlio frequenti malavitosi rischiando la vita tutti i giorni piuttosto che farlo giocare a basket, poi dal nulla va a vedere mezza partita e cambia del tutto opinione, personaggio incomprensibile, scritto veramente male.
la nonna di Zen: bel personaggio, ma la malattia e la guarigione con annesso torneo per racimolare soldi per l'interveno arrivano un po' dal nulla, come del resto molte altre sottotrame.
Que e la sottotrama malavitosa: di solito evito di guardare bl con questo tipo di risvolti, preferisco che la serie si concentri sulla storia d'amore, e comunque sottotrama buttata lì che non porta da nessuna parte.
ci sono poi tanti altri personaggi secondari, soprattutto, ma non solo, del club del basket, che non hanno una grande caratterizzazione, ma che comunque hanno tutti un loro momento nella serie.
Come detto ci sono molte sottotrame gestite male: molto male ad esempio la faccenda di Puket nel finale: è servita solo per fare una scena di addio tra Ryu e Zen e poi si è risolta offscreen dopo 5 minuti.
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High School Frenemy
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Quanto sono belli insieme SkyNani.
Non ho parole per descrivere quanto questo lakorn sia bello. Lo consiglio a chiunque. Non fatevi bloccare dal fatto che sia bromance, perché vale più di cento BL per quanto sono belli insieme. 💕 La recitazione fra i due è molto realistica e la storia in sé è davvero bello. Merita un 12 non un 10.Li rivedremo nella loro prossima serie che uscirà l'anno prossimo. Sinceramente spero possa essere BL, perché hanno una chimica che non si vede spesso.
Dategli una possibilità perché vi farà provare tantissime emozioni diverse! 🔥
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Un classico dramma di quelli che se si amano le storie d'amore non può che scaldare il cuore. Si conoscono si innamorano poi tutto il percorso con qualche trauma drama in mezzo ma comunque tanto amore e tenerezza che fa superare tutto!
Belli i protagonisti e bella la loro chimica.
Consiglio la visione a chi ha voglia di qualcosa di romantico!
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Wol Soo Geum Hwa Mok To
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Meravigliosa commedia romantica
Stupendo! Per me sottovalutato, intitolato Amore a contratto su vikiPark Min Young sempre bella anche se un pò troppo magra, e un pò troppe le inquadrature sulle sue belle gambe in gonna corta, strano per un kdrama. Meraviglioso il personaggio che interpreta. Ma anche i 2 protagonisti uomini interpretano bei personaggi, tutte brave persone ( tranne i "cattivi" di turno ). Bella la trama, bei sentimenti e buone maniere, anche commovente nel finale. Se vi piacciono le commedie romantiche, da vedere e perchè no, rivedere.
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serie ottima fino all'episodio 10, rovinata da un pessimo finale
La serie è ottima fino all'episodio 10 e purtroppo è rovinata da un pessimo finale (episodi 11 e 12).episodi 1-10
la serie fino all'episodio 10 è ottima, soprattutto per la mancanza di clichè fastidiosi e situazioni tossiche che invece sono presenti spesso in altre serie. Innanzitutto i due protagonisti non sono inquadrati come seme-uke, e già solo questo è un elemento che fa spiccare la serie e la eleva al di sopra della maggior parte dei drama bl ancorati a questa dinamica obsoleta e controversa. Inoltre non solo viene evitato anche il clichè del "gay per te", ma c'è anche una scena in cui ci si burla esplicitamente di quest'altro clichè irritante e irrealistico. Un'altra cosa che viene evitata è la fastidiosa abitudine di inserire malintesi improbabili dovuti a mancanza di comunicazione o cattiva comunicazione tra i protagonisti: Pran e Pat comunicano costantemente in maniera efficace e realistica. Infine non ci sono altre eventuali situazioni tossiche, tutto avviene in maniera sana e con il consenso di entrambi. Le interazioni di Pran e Pat quindi sono sane, e sono anche emozionanti e ci sono anche scene divertenti.
Molte serie bl, compreso questa, si svolgono in un mondo utopistico in cui nessuno disapprova le relazioni gay, quindi la coppia protagonista non ha problemi sotto questo punto di vista, tuttavia deve mantenere nascosta la propria relazione a causa dell'astio esistente tra le rispettive famiglie e a causa della rivalità tra le rispettive facoltà universitarie e gruppo di amici. Questa situazione dà la possibilità di mostrare una relazione segreta, che se da un lato offre alcuni sketch divertenti, dall'altro lato viene giustamente mostrata come estenuante e alienante: Pran e Pat sono costretti a mentire continuamente ai propri amici e ai propri genitori, sono costretti a ricorrere a sotterfugi semplicemente per vedersi e stare un po' insieme, sono costretti a frenarsi e a misurare ogni gesto e ogni parola quando si trovano in un contesto in cui sono presenti altre persone, sono costretti a mentire anche sui propri profili social: in una parola sono costretti a non essere se stessi. La relazione segreta di Pran e Pat rappresenta, per motivi diversi, le relazioni segrete che purtroppo ancora oggi sono costretti ad avere molti gay che a causa delle pressioni famigliari e sociali non hanno fatto, o non hanno fatto ancora coming out. Questo parallelismo dà anche uno spessore inaspettato e importante alla serie.
Ci sono anche degli aspetti negativi, che menzionerò di seguito, ma che comunque a mio parere non modificano il giudizio sicuramente positivo per quanto riguarda gli episodi fino al 10.
Il primo aspetto negativo è la rappresentazione della rivalità tra le due facoltà. Le facoltà di ingegneria e architettura e il gruppo di amici di Pran e Pat sono rivali, e questo ci può anche stare, ma che i due gruppi non riescano ad astenersi dal menare le mani appena si vedono mi sembra davvero troppo: stiamo parlando di studenti universitari e non di due bande di malviventi. Si arriva addirittura alla scena del ragazzo che va in giro armato di pistola dopo la partita universitaria di rugby. Tutto questo mi sembra davvero fuori luogo, tuttavia si tratta alla fine di poche scene e come detto considerando la qualità e la bellezza di tutto il resto posso tranquillamente sorvolare su questa cosa.
Il secondo aspetto negativo è il comportamento di Wai, che svela a tutti la relazione di Pran e Pat. Come detto la coppia Pran-Pat mantiene il segreto sulla loro relazione a causa della pressione delle famiglie, degli amici e delle università, come avviene nel mondo reale per molte coppie gay. Svelare pubblicamente senza il suo consenso che qualcuno è gay è una cosa riprovevole in quanto ognuno ha il diritto e deve avere la possibilità di fare coming out se e solo quando si sente pronto a farlo. Nella serie l'outing non riguarda il fatto di essere gay, ma il fatto di avere una relazione con qualcuno di una famiglia-università-gruppo di amici rivale, ma come già detto il parallelismo è molto evidente. Il problema non è il gesto di Wai, perchè ci può stare che un personaggio compia delle azioni stupide o deplorevoli. Il problema è che nella serie quello che fa di Wai non viene mai condannato, Wai non si scusa mai per questo, anche quando i rapporti con Pran e Pat si rasserenano, e nessuno fa notare a Wai che ha fatto qualcosa di sbagliato.
I primi 10 episodi mi sono piaciuti, anche al netto di qualche forzatura e dei due elementi negativi menzionati, la coppia Pran-Pat è davvero ben rappresentata, le situazioni proposte sono belle, emozionanti e anche significative, la scena del bacio sul tetto nell'episodio 5 è straordinaria, gli attori fanno entrambi un ottimo lavoro, fino all'episodio 10 ero davvero contento della visione di questa serie.
episodi 11-12
gli episodi 11 e 12 purtroppo per me hanno rovinato tutta la serie. I protagonisti dopo l'episodio 10 hanno una relazione approvata dopo varie vicende sia dal gruppo di amici che dalle rispettive università. Manca l'approvazione dei genitori, e cosa fanno Pran e Pat? anzichè cercare di far capire ai genitori che è la LORO vita e che i dissidi dei genitori non hanno niente a che fare con loro, anzichè fare questo, prima scappano irresponsabilmente di casa, come se fossero degli adolescenti di 15 anni, e poi tornano e inscenano una finta rottura tornando (nell'armadio) ad avere una relazione segreta, per anni. La relazione inoltre è segreta non solo nei confronti dei genitori, ma di tutti (ad eccezione credo di Pa, Ink, Wai e Korn). Quindi tutto ciò che è successo negli episodi precedenti non è servito a nulla.
Davvero non so come si possa concepire un finale del genere.
Anche il salto temporale è del tutto inopportuno: quando Pran e Pat tornano a casa la cosa interessante era quella di vedere le reazioni dei genitori e degli amici, invece non vediamo nulla perchè c'è un salto temporale di 4 anni. Oltretutto avrei gradito vedere le reazioni di genitori e amici già durante la "fuga" (in realtà avrei gradito non vedere affatto al "fuga" ma vedere un confronto con i genitori). Quindi nell'ultimo episodio veniamo a sapere che quella relazione segreta che negli episodi precedenti era giustamente stata presentata come estenuante ed alienante, quella relazione segreta che non erano oltretutto stati capaci di tenere segreta se non per pochi mesi, ora la stanno vivendo da qualcosa come 4 anni! Oltretutto senza neanche impegnarsi più di tanto nel mantenere il segreto, scambiandosi effusioni davanti casa e in camera di Pran, con i genitori che infatti sono al corrente di tutto. La situazione quindi, con i genitori che sono al corrente ma fanno finta di non sapere, è ancora più ipocrita. Si potrebbe obiettare che non è del tutto sbagliato quello che hanno fatto in quanto sono venuti incontro ai genitori e allo stesso tempo non si sono lasciati, dando il tempo ai genitori di metabolizzare la cosa. Non sono d'accordo, ma potrei anche accettare questa spiegazione se non si parlasse di ben 4 anni!! Quanto tempo vogliono dare ai genitori per metabolizzare la notizia? Per quanto tempo devono vivere di sotterfugi e alienazione prima di poter esprimere liberamente se stessi e i loro sentimenti?? Il problema di questa serie è che mostra una relazione, quella tra Pran e Pat, molto bella e sana, basata sul consenso e sulla comunicazione, ma questo purtroppo non esclude la presenza di tossicità nella serie. La tossicità è nel rapporto tra i genitori con Pran e Pat, perchè i genitori pretendono di scegliere le amicizie e le relazioni di Pran e Pat, e loro li assecondano perdendo l'occasione di crescere loro come persone e di far crescere anche i loro genitori come persone e come genitori migliori, che sanno anche dare consigli, ma che non pretendono di imporre scelte a persone ormai adulte e responsabili di sè stesse. Il fatto stesso che facciano vedere che i genitori sono al corrente della relazione rende ancora più palese quanto sia sbagliata la decisione di avere una relazione segreta, perchè se Pran e Pat avessero avuto un confronto più aperto e leale con i genitori, ci sarebbero sicuramente state delle discussioni anche animate, ma poi i genitori avrebbero compreso e lasciato perdere perchè, nonostante tutto nella serie viene mostrato che in entrambe le famiglie i genitori amano i propri figli, e per amore di Pran e Par avrebbero accettato, come infatti hanno fatto, visto che comunque sanno tutto lo stesso.
Il tutto è ancora più sbagliato se consideriamo la relazione tra Pran e Pat come una metafora di una coppia gay che vive segretamente la propria relazione. Fare coming out è il presupposto di una relazione sana e stabile in una coppia gay: avere una relazione segreta vuol dire vivere tra mille bugie e difficoltà solo per passare un po' di tempo insieme. Purtroppo parlo per esperienza personale: una relazione segreta può durare solo per poco tempo, non credo che possa durare per 4 anni, perchè è troppo estenuante e non prevede un futuro: come si possono fare progetti futuri (comprare casa, sposarsi, vivere insieme, ecc.) in una relazione segreta? Il coming out con la famiglia non è egoismo, non si può essere se non sè stessi, se non si è sè stessi, si è niente. Bisogna dare ai propri genitori la possibilità di capire, di crescere, di amare i propri figli per come sono realmente e non come forme vuote che condurranno una vita vuota e falsa. Il coming out per ogni persona queer è difficile, mette paura, ma è essenziale. E' importante continuare sulla strada che ha portato a grandi conquiste di civiltà negli ultimi anni, e non tornare indietro, non tornare nell'armadio, non tornare a pensare che sia più facile nascondersi. E' più facile, ma con il risultato di una vita vuota e falsa, controllando sempre ogni gesto e ogni parola, sempre nel timore di fare un passo falso, vivendo sempre una vita non propria.
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Le scene sono semplici, così come i dialoghi non sono particolarmente ricercati ed elaborati, ma l´alchimia che c'è tra le tre ragazze è unica e potente. Ed è questa relazione che porta alto il valore di questa serie.
La chimica e le scene d´amore tra Loft e Pure sono semplicemente bellissime. Hanno alzato di tanto l´asticella della qualità che d´ora in poi vogliamo vedere nelle serie GL. Delicate, dolci e rispettose verso le donne.
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Ora mi chiedo perché ci abbiano privati di Tae e Tee come Forth e Beam!
Titolo lungo per dire esattamente quello. Perché non abbiamo potuto vedere le parti di Forth e Beam con loro? Sarebbe stato grandioso. Tutto ciò per dire che la chimica fra i due (e quindi la loro recitazione) mi è piaciuta tantissimo, in ogni singolo loop e li ho amati (tanto quanto Max e Tul in MOD). Che poi, vi devo dire, immagino che recitare sempre la stessa scena sia un po’ un cosa rognosa e Tae lo ha fatto benissimo, mostrandosi ogni volta più frustato e più distrutto da questa situazione. Veramente un’ottima prova attoriale per entrambi (e da qui la frustrazione del titolo). Per il resto: ho apprezzato moltissimo i personaggi secondari, che secondo il mio modesto parere hanno un po’ più di spessore di quelli in MOD (storia che ho visto molto più concentrata sui due protagonisti) e da studente di medicina devo dire che le scene mediche non mi facevano cringiare troppo, anche se forse a causa dei sottoutilizzò alcune cose erano nel magico mondo dell’assurdo. L’ultimo spunto all’ordine del giorno, praise a Fiat che è da Sotus S che mi stupisce con le sue interpretazioni.Questa recensione ti è stata utile?
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L'incubo di vivere nella pelle sbagliata
"Switched" si presenta come un drama adolescenziale ambientato principalmente tra i banchi di scuola e volto a sviscerare tematiche quali l’emarginazione, la popolarità, il bullismo e il valore dell’aspetto estetico. Il tutto proposto con un taglio thriller-psicologico e in chiave soprannaturale grazie all’espediente narrativo del “body swapt”, ovvero lo scambio di corpo. Tratto dall'omonimo manga di Shiki Kawabata, la vicenda è un concentrato di soli sei episodi che mira ad allontanarsi dalle molte commedie romantiche adolescenziali giapponesi in circolo. Il risultato è un prodotto parzialmente riuscito, ma sicuramente basato su un’idea affascinante.La premessa è drastica: Ayumi Kohinata, una ragazza popolare e genuinamente dolce, sta per vivere il suo primo appuntamento quando riceve una chiamata inquietante dalla taciturna compagna di classe Zenko Umine. Pochi minuti dopo, Ayumi assiste impotente al suicidio di Zenko, che si lancia dal tetto della scuola. Il colpo di scena arriva quando Ayumi si risveglia in ospedale... nel corpo di Zenko. Lo scambio è avvenuto, e la vera Zenko, ora nel corpo di Ayumi, non ha alcuna intenzione di restituire la vita rubata. È un incipit forte, che mette sul piatto un potenziale importante.
La prima metà della serie l’ho trovata davvero calzante. La regia costruisce un'atmosfera di tensione soffocante, aiutata da una colonna sonora quanto mai azzeccata. Si prova sulla propria pelle l'orrore di Ayumi: nessuno le crede, tutti pensano che la "nuova Zenko" sia impazzita, mentre la "nuova Ayumi" usa il suo fascino e la sua popolarità per manipolare chiunque le stia intorno. La vera forza del drama è mostrare come l'identità sia un fragile costrutto sociale, e come l'apparenza conti più della sostanza. Il personaggio di Zenko Umine, interpretato da una straordinaria Kaya Kiyohara, è un'antagonista agghiacciante proprio perché umana: non è malvagia per natura, ma è stata plasmata da anni di bullismo e solitudine.
I primi tre episodi offrono spunti riflessivi interessanti: è peggio essere esclusi e ignorati, o essere apprezzati per il proprio aspetto ma non per ciò che si è? Un bel dilemma, messo in rilievo dalla situazione delle due figure femminili: da una parte Zenko, emarginata sulla base del suo aspetto fisico, dall’altra Ayumi che – grazie allo switch – scopre che ad interessare sul ragazzo era unicamente il suo aspetto esteriore. C’è poi l’amico storico di Ayumi – segretamente innamorato di lei – l'unico capace di guardare oltre l’apparenza e riconoscere la persona in sé. E così, mentre il corpo cicciottello di Zenko sembra rifiorire grazie alla bellezza della persona che lo occupa, i bei lineamenti del corpo originario di Ayumi sembrano appesantiti dal tormento della figura al suo interno, una Zenko arrabbiata, eternamente invidiosa e insoddisfatta, sempre meno composta e sempre più dedita a rosicchiarsi le unghie dal nervoso. Questo passaggio mi è piaciuto molto, perché ha avuto il coraggio di non rendere la vittima del bullismo una figura buona a prescindere: Zenko ha subito nella sua vita mille angherie, e queste hanno avuto un pesante effetto su di lei, ma così è, e la ragazza di oggi è disposta a tutto per vestire i panni della studentessa più ammirata della classe. Ma se sei diventata “brutta” dentro - al di là delle motivazioni anche ingiuste - questo alla fine emerge, nonostante la bellezza esteriore.
Mi sarei fermata qui, avrei ritagliato un happy ending con il ritorno dei corpi ai proprietari originari e l’avvio di una storia tra Ayumi e l’amico Kaga – interpretato da un giovane attore molto carismatico che in più di un frangente mi ha ricordato incredibilmente l’attore coreano Lee Seung Gi – e avrei dato in pasto ai lupi sia Zenko che Koshiro, il ragazzo di Ayumi. Una chiusura forse prevedibile, ma comunque un buon modo per riproporre un’interessante tematica già vista altrove – mi viene in mente il coreano “True Beauty”, piuttosto che “My ID is Gangnam beauty” – arricchendolo di tinte più cupe e stimolanti.
La seconda metà del drama prende invece tutt’altra direzione. Il focus sembra concentrarsi sul meccanismo dello scambio dei corpi, che si ripeterà più volte fino ad arrivare in ultimo a ripristinare la situazione iniziale. Il tutto mentre si mette in azione un processo di redenzione di massa, volto a salvare tutti quanti: il ragazzo apparentemente superficiale si rivelerà essere sempre stato dalla parte giusta e aver finto per tutto il tempo, con l’obiettivo di trovare una soluzione per riportare Ayumi nel suo corpo. La stessa Zenko troverà una mano tesa e il suo comportamento pessimo – al limite dell’irredimibile - verrà archiviato come la reazione di una povera ragazza bullizzata. L’amico di sempre si farà da parte, restituendo il posto d’onore all’eroe sotto mentite spoglie. Sviluppo forse meno prevedibile, ma che comunque non mi è piaciuto. Una sovrasaturazione di buonismo che va a mio avviso a intaccare parte dell’ottimo lavoro impostato con i primi episodi. Tutti i conflitti si dissolvono in una bolla di sapone, tra chi piange, chi chiede scusa, e un perdono unanime che tutto sistema. Avrei preferito una risoluzione più coraggiosa, capace di andare fino in fondo ai ritratti promessi e promossi fin dall’inizio. Così invece sa solo di facile conclusione, che non fa male a nessuno.
Nonostante tutto è un drama che si lascia guardare, vuoi anche per la durata ridotta. Le interpretazioni sono di alto livello, con le due attrici principali che reggono l'intero peso della narrazione sulle loro spalle. Il personaggio di Kaga è un faro di gentilezza in un mare di oscurità, e quello di Koshiro vuole comunque essere una sorta di enigma, per quanto non ne abbia gradito lo sviluppo. La regia è curata, la fotografia è algida e in sintonia con il tono della storia.
In definitiva, "Switched" è un drama che conquista e delude quasi con la stessa intensità. È una piccola perla… Ma solo a metà, un'opera che non ha il coraggio di essere coerente con sé stessa fino in fondo. Resta comunque una visione apprezzabile.
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It Started with a Kiss
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Il secondo migliore adattamento del celebre manga "Itazura na kiss"
Questa recensione vale sia per la serie in oggetto che per il suo sequel (They kiss again, 2007).Versione taiwanese, tra i primi adattamenti del noto manga “Itazura na kiss” di Kaoru Tada. Penso di aver visto ormai tutte le serie e i film ad esso riferiti e sebbene il drama giapponese del 2013 (Itazura na kiss: love in Tokyo, 2 stagioni) resti a tutti gli effetti il mio preferito, direi che questo strappa un più che dignitoso secondo posto.
Il pregio di entrambi gli adattamenti è di essere gli unici a coprire in giusta misura l’intero arco temporale del manga invece di terminare con il matrimonio o subito dopo (primi sei volumi), senza tralasciare quindi la parte a mio avviso più interessante, ovvero i restanti sei volumi dedicati alla vita di coppia da neo sposini nei primi anni a venire. Se la prima parte vede sostanzialmente la protagonista rincorrere strenuamente l’apparentemente irraggiungibile personaggio maschile fino ad arrivare faticosamente all’obiettivo, la seconda parte ha modo di concentrarsi su molteplici aspetti, seguendo l’evoluzione dei singoli personaggi nelle relazioni familiari, di coppia e professionali oltre a mostrare la crescita personale di ciascuno.
Nel confronto tra le due versioni, questa made in Taiwan la spunta su alcuni aspetti, in particolare:
- Il protagonista maschile, che risulta sì distaccato e poco socievole, ma non per questo completamente privo di empatia. Viene tratteggiato in modo un po’ più sano – più caratteriale e meno al limite del patologico – del suo corrispettivo giapponese.
- Le scene d’amore - soprattutto nel sequel - sono numerose, più lunghe e un po’ meno statiche rispetto al drama giapponese, sebbene lasci un po’ perplessi la fissa del protagonista per il collo di lei, manco fosse un vampiro famelico.
Di contro, conta alcune pecche che lo fanno scivolare al secondo posto:
- E’ palesemente più datato: la qualità delle riprese, del montaggio, della fotografia non possono essere messi sullo stesso piano della versione di una decade successiva. Soprattutto sul sonoro sono evidenti delle lacune, con lunghi momenti senza comunicazione verbale o musica che lasciano uno spazio troppo importante ai suoni di fondo (questo succede ad esempio ancora oggi in alcuni drama tailandesi).
- Gli attori protagonisti non sono sicuramente il top dal punto di vista estetico: decisamente più belli e più espressivi (soprattutto Kotoko, che è un concentrato di simpatia solo a vederla) gli interpreti giapponesi. Nonostante ciò, come coppia sembrano funzionare entrambe.
- La durata, forse eccessiva, se si conta che ogni stagione è composta da venti episodi e ciascuno ha una durata di oltre un’ora. Alcuni passaggi potevano tranquillamente essere un po’ più sintetizzati, la trama non ne avrebbe risentito, anzi, il ritmo non avrebbe conosciuto momenti di rallentamento e l'attenzione sarebbe stata sempre alta.
- Le musiche, se paragonate all’altra serie, non sono niente di speciale.
- I nomi: Paese che vai, nome che trovi. Ci sta. Ma per chi ha letto il manga, continueranno comunque ad essere Kotoko e Irie-kun.
- Il finale: l’autrice del manga scompare improvvisamente prima di portare a termine il manga, sebbene sembri lasciare intuire quella che avrebbe dovuto essere la direzione della conclusione. Il drama giapponese ricalca fedelmente l’anime, mentre in questo adattamento viene inserito un elemento a mio avviso forzato e che poco c’entra con i toni che caratterizzano l’intera storia. La conclusione finale può anche essere, in prospettiva, più o meno simile ma l’elemento aggiunto sembra stridere come una nota stonata.
In conclusione, una buona prova. Per chi non è un grandissimo fan del manga e vuole limitarsi a una sola visione, consiglio senza dubbio quello giapponese. Per chi, come me, si è affezionato alla storia e ama l’idea di vederla riproposta, tra tutti gli adattamenti in circolazione consiglio questo come seconda e valida scelta.
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