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DoDoSolSolLaLaSol
1 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 1, 2023
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 4.5
Storia 2.0
Acting/Cast 10
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 3.5
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ma siamo seri??

era partito bene..lei un po scemotta e vabbè concediamoglielo.. Lui fantastico che gli vuoi dire..io AMO lee jae wook e ho guardato sto drama solo per lui! però sta cagata che hanno fatto no! non ci siamo! ma che é??lui che torna dopo CINQUE anni e ride, RIDE quando lei piangere perché pensava fosse MORTO! no ma stiamo bene?? tutto ok??? io non so che problemi hanno gli autori! già dalla 12 esima puntata era tutto noioso, poi il cliché della malattia ok.. ma poi tutti che lo credono morto tutti che piangono e poi questo risorge come Gesù?? ma anche no.
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Well Intended Love
1 persone hanno trovato utile questa recensione
nov 15, 2020
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 1.0
Storia 1.0
Acting/Cast 5.5
Musica 5.5
Valutazione del Rewatch 3.0

NOIOSO

Una storiella di amoretti insulsi buona appena ad incantare la fantasia di tredicenni . Frivola. Unico pregio è il bel aspetto degli attori . I dialoghi sono scialbi e di una noia mortale. una trama debole. La storia non apporta nulla di consistente. Si tratta di una favoletta in cui la ricchezza, le belle case , il successo economico, la ricerca di sfondare le mondo dello spettacolo la danno da padrone. La protagonista è vestita male otto volte su dieci , r anche le altre attrici si presentano scialbe o eccentriche , non piacevoli da guardare, a parte An . Gli uomini sono invece di prestanza elegante. Tutto sommato non vale la pena spendere tempo in questi pettegolezzi amorosi.

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Love Between Fairy and Devil
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 17, 2023
36 di 36 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
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Bellissimo, peccato il finale cosi breve

Era da Love like galaxy che non guardavo un drama cosi avvincente. Veramente bello e godibile, 36 puntate in Italia, piene di fatti e senza tempi morti. Molto interessante la storia, ben sviluppata, prende l'attenzione dall'inizio alla fine della quale non si riesce ad intuirne fino in fondo come sarà.
Un unico appunto importante è che il finale, è brevissimo! Dopo 36 puntate una + avvincente dell'altra, finisce in un minuto! E questo ho già notato, a volte succede con i drama che ho già visto e lascia l'amaro in bocca. La parte finale fra i due protagonisti andava assolutamente meglio sviluppata, non basta un abbraccio ed un bacio per chiudere un drama cosi! IMPERDONABILE.
Per il resto niente da dire.
Dylan Wang è stato all'altezza della bella storia, ottimo interprete di tutti gli stati d'animo che vive il suo personaggio. I suoi occhi parlano, cosi la bocca e la postura, Sa essere imponente e autoritario, glaciale, dato il ruolo che ricopre, ma anche gentile e aggraziato quando ha a che fare con lei.
Mi auguro di rivederlo in altri lavori alla sua altezza, e immagino che migliorerà ancora, IL suo bellissimo viso ha qualcosa che ricorda Wu lei.
Yu Shuxin non è all'altezza del suo partner, ci avrei visto molto meglio l'impareggiabile Zhao Lusi. Finché fa la fatina un pò innocente ci sta, ma nelle vesti della Dea no, non ne ha il carisma, né l'autorevolezza che dovrebbe suscitare, Ha solo un bel viso addormentato. Bravo invece Zhang Linghe, i cambiamenti che riesce a operare su di sè a seconda del ruolo che interpreta, lo fanno sembrare due persone diverse! Bravo pure lui.
Ho apprezzato anche la storia secondaria fra il Dragone Nero e Jieli. Peccato che in Dragone lui si trasformi solo una volta.
Il regno delle fate è un regno discutibile in quanto principi, governato da un sovrano ignorante come una scarpa ed egoista, Nulla a che vedere con il regno del Mare di Cangyan che sebbene ha tinte + fosche è + umano ed empatico.
Bellissima l'ambientazione arabeggiante nel Palazzo di Dongfang, che viene rispecchiata nell'acconciatura dei capelli di Orchidea e nei suoi vestiti.
Meravigliosi i costumi di Lui, un bravo alle sarte!
Anche lei nel palazzo di Dongfang indossa vestiti molto belli e ben confezionati, le stoffe sembrano di pregio,
MI è piaciuta molto l'apertura dei video con quei bellissimi disegni che sembrano acquerelli.
La musica è gradevole, ci sono pezzi in cui è incalzante, ma non ci ho molto fatto caso dal momento che ero troppo presa dalle vicende del drama.
Per concludere un grazie allo staff di traduttori su rakuten viki, sono stati ottimi!
Un drama da 10+

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Perfect Propose
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
set 12, 2024
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Tipica BL giapponese caratterizzata da una comunicazione non sempre chiarissima. Belli i flashback di quando erano ragazzini, interessante anche il tema di come lo stacanovismo abbia ridotto Hiro a un robot ambulante, le cui giornate tutte uguali sono dedicate a una ripetizione monotona e meccanica del lavoro (tanto), mangiare (male) e dormire (poco o niente), per poi ricominciare da capo il giorno successivo.
L'incontro con Kai diventa elemento destabilizzante, che interrompe la routine malsana che lo stava portando verso un pozzo senza fondo. Il personaggio di Hiro sicuramente è quello più espressivo e facile da comprendere, anche rispetto a ciò che non dice a parole. Kai è decisamente più ermetico, difficilmente si riesce a capire cosa pensi (non solo è evidente che non ci riesce Hiro, ma anche per lo spettatore non è proprio lampante). La difficoltà di una comunicazione è comune a molte BL giapponesi e questa non fa eccezione. In questo senso mi ha ricordato molto "My personal weatherman", alla quale la accomuna anche un finale un po' insoddisfacente (entrambi i finali sembrano concludersi a caso su una scena, che non sembra essere degna di un vero finale... non significativa, non particolare, non risolutiva, soprattutto a livello di ciò che viene detto...insomma, ci si poteva inventare qualcosa di più impattante ed emozionante, in entrambi i casi). A differenza di "My personal weatherman" - che annovero tra le mie BL preferite - la chimica tra i due protagonisti di "Perfect propose" è abbastanza buona, ma di certo non stratosferica (siamo davvero lontani anni luce dal pairing Mizuki/Yoh). Resta comunque una serie equilibrata e piacevole, che merita di essere vista per gli amanti delle BL giapponesi (e non).

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1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
nov 24, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Drama qualitativamente ben confezionato, nulla da dire su regia e cast. La storia, per come presentata, potrebbe anche essere interessante, peccato che già dai primi episodi si rivela un po' senz'anima. Questo il principale difetto della serie, dove l'originale tema della raccolta dati dei motori di ricerca si risolve in una mera competizione a livello professionale che vede in primo piano figure tutte al femminile. La logica nella catena azione-reazione che segue gli eventi c'è, ma per il resto la sensazione principale è quella di sterilità: manca lo sviluppo dei personaggi, o meglio ancora delle interazioni tra di loro - al di là delle mosse strategiche nella corsa al primo posto - ed è un vuoto che oltre ad andare via via aumentando sembra fagocitare, al pari di un buco nero, tutto ciò che di buono c'è o poteva esserci intorno.
L'inserimento di Park Morgan appare del tutto sensato, inizialmente, come a voler mettere un elemento per sviluppare anche la tematica della relazione umana, oltre a quella professionale predominante il drama, ma è quasi peggio che averlo omesso del tutto, perchè è più che palese che non c'è evoluzione, non porta a niente, e l'impressione è che sia quasi voluto.
Un effetto boomerang di cui si poteva fare a meno, insomma. Una serie zoppicante, alla quale sembra venga data l'illusione di una stampella, per poi sottrarla brutalmente e farla precipitare a terra. Bypassabile...

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I misteri del café Minamdang
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
lug 27, 2025
18 di 18 episodi visti
Completo 0
Generale 5.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 1.0

One man show

Finalmente l'ho finito. E' il primo pensiero dopo la diciottesima (troppo, troppo) puntata. Sì, avrei dovuto mollarlo prima, molto prima, verso la settima, ottava puntata. Un Helzapoppin sconclusionato, solo per gli amanti del genere. Che genere, poi? thriller? commedia? farsa surreale? C'è pure la storia romantica, cacciata dentro a forza come un sughero nella bottiglia di spumante. No, non fa il botto quando viene aperta perchè, a parte la totale mancanza di feeling tra i due protagonisti, la disparità tra ML e FL è abissale.
Il perchè della assurda costanza nella visione del drama è, in gran parte, nel titolo del commento. Seo In Guk è straordinariamente istrionico nelle diverse facce del suo personaggio. Ex profiler della polizia riciclatosi veggente dopo una ingiusta detenzione, è quasi sempre sulla scena con qualche nuovo strampalato piano di indagine, all'inseguimento del serial killer che, anni prima, ha ucciso il suo migliore amico procuratore. Davvero molto bravo e bello da paura anche quando (spesso) ha gli occhi rovesciati all'indietro. Non sono una sua fan ( la mia lista è già troppo lunga) ma guardarlo mentre fa lo sciamano, tra ventagli e salti sui tavoli, con completini eleganti dai colori fantastici o mise improbabili di lamè e oro ( e boxer rosso fuoco!) è un piacere per il quale mi sono trascinata fino all'ultima puntata (dopo la dodici-tredici con un po' di fast forward).
Ho poi apprezzato lo humor di alcune parti di contorno ironiche e, a volte, spiritose: il gruppo dei tre poliziotti della squadra che ha dovuto fare da spalla al disastro della tenente Han (FL) e in particolare Jeong Man Sik, nella parte del capo: sempre sul pezzo con una ironia solida e coerente fatta di parole e sguardi; le bravissime spalle (tre) di SIG nella gestione del Cafè Minamdang e nelle rischiose e assurde azioni di caccia al killer; la piccola parte della potentissima CEO arrapata che insegue il ML con pressanti proposte matrimoniali.
Pregevole anche la colonna sonora e divertenti le citazioni di altri drama: la ajumma ipertecnologica di Healer, qui impersonata dalla giovane sorella del ML e la indimenticabile scena dei due eroi di Goblin che avanzano maestosamente nella nebbia, qui reinterpretata per il salvataggio - si fa per dire - sempre della stessa sorella da un appuntamento amoroso improprio.
Cosa non va assolutamente in questo drama? La caccia al serial killer è troppo complicata e cercare di seguirla fa venire il mal di testa. Non ce la posso fare a seguire una quindicina di personaggi diversi mettendo a fuoco tutti i nomi coreani. Ogni volta che impari, con sforzo, il nome e il viso di un sospetto ecco che le carte in tavola vengono ribaltate e devi ricominciare con un nuovo viso, un nuovo sospetto, un nuovo nome...
La scelta di uno stile narrativo farsesco-surreale come chiave complessiva diventa, alla lunga, stancante e l'implausibilità di troppe situazioni richiede una continua sospensione del cervello (facilitata, in realtà, dal ritmo incalzante dell'azione).
Non va, irrimediabilmente, la protagonista femminile, anche se qui voglio spendere una parola a difesa della povera 'odiosa' FL. E' davvero insulsa, antipatica, petulante. Impersona la onesta, dedita, intelligente e forte detective che...non ne azzecca nemmeno una. Sempre sopra le righe, fuori posto, incoerente. E' l'unica sempre seria in una gabbia di matti con la quale non ha alcuna sintonia e il suo personaggio stride con l'insieme. Ogni volta che compare in scena vorresti che la lasciasse al più presto. Ma perchè per questa povera anima di Oh Yeon Seo gli sceneggiatori scrivono sempre parti così devastanti? ( Anche in A korean odyssey è un po' uno strazio).
La schizofrenia del giudizio è segnalata anche dai voti che accompagnano questo commento: lo spettacolo, in sè, non raggiunge per me la sufficienza anche se il rating delle singole componenti è sempre, anche abbondantemente, sopra. (luglio 2025)

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Mask
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 7, 2025
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Topic del sosia un po' in stile soap opera, dove la schiera dei cattivi convince di più

Drama che gioca la carta dell'identità nascosta sfruttando il topic del sosia per quanto riguarda la protagonista femminile. Mi ha ricordato molto il drama "Bride of the century" - anche lì la protagonista ha una sosia e la trama ruota attorno alla sua identità - oltre al fatto che sono entrambe due serie che hanno ormai una decina d'anni, lo stampo è quello dell'epoca e si vede.
Mi è piaciuto ritrovare un giovanissimo Ju Ji Hoon - recentemente salito alla ribalta grazie alla ben riuscita serie "The trauma code" - anche se in questo drama la caratterizzazione del suo personaggio non è stata propriamente eccellente. Altrettanto buona, ma altrettanto non eccellente, quella dell'attrice protagonista. Questa è una serie nella quale, insolitamente, sono rimasta più affascinata dai cattivi di turno: la sorella del protagonista e, soprattutto, il marito di lei. Proprio il personaggio di Min Seok Hoon - interpretato da un bravissimo Yeon Jung Hoon - è risultato essere il più complesso e credibile, di spessore nonostante l'operato da condannare.
Complessivamente la definirei una serie piacevole, non particolarmente incalzante - gli intrighi ci sono, per certi versi tirati anche troppo per le lunghe, ma manca un po' il ritmo - e in grado di emozionare in modo un po' intermittente: non una serie da batticuore che ti tiene incollata allo schermo dal primo all'ultimo episodio, insomma. Forse, troppo spesso, scivola in momenti di ristagno ridonante permeati da un approccio stile soap opera.
Va bene vederla... Ma anche non vederla non è un dramma.

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Touch Your Heart
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 19, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Se non fosse stato per Goblin...

Se non fosse stato per Goblin questo drama l'avrei valutato sicuramente sotto tutt'altra luce siccome i protagonisti principali sono gli stessi della second lead del drama più famoso al mondo. Quindi mi tocca ammettere che l'ho visto principalmente per questo motivo. Ho cercato cmq di staccarmene per fare questa recensione.
La storia del drama è cmq molto dolce e carina, godibilissimo se non si hanno troppe pretese. Fa spesso ridere, ma sono molte di più le parti cute e nonostante ciò mi è piaciuto. Ho apprezzato il tipo di relazione che si viene a creare e le problematiche che vengono affrontate per questo tipo di rapporto. Mi sono piaciuti anche gli intermezzi con i casi che vengono seguiti dai due pulcini (come li chiamo io), danno un po' di movimento al tutto. Verso la parte finale si avverte un po' di noia, ma questo secondo me deriva da come si è svolta e da come è stata gestita una particolare questione legata alla protagonista. Si poteva fare decisamente molto meglio, semplicemente dandogli più spazio.
Coppia che non credevo di apprezzare ma che ho finito con l'amare, la seconda che si viene a creare all'interno del contesto avvocati. Quella che fa più ridere insomma :)

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Love Supremacy Zone
1 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 16, 2024
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 4.5
Storia 1.0
Acting/Cast 9.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0
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non l'ho capita...

i primi episodi sono gradevoli, anche se non si empatizza tanto con i personaggi, in quanto la serie ci fa credere di trovarci all'interno di un gioco, e che quindi i personaggi e quello che accade non siano "reali". Poi all'improvviso la serie cambia tono, e vengono introdotte tematiche molto pesanti come morte, suicidio, aldilà, reincarnazione, destino. Tutte queste tematiche sono trattate in maniera estremamente confusa, tanto che alla fine della serie non è assolutamente chiaro quello che è accaduto. Come spettatori ci si sente presi in giro, sia dal susseguirsi di vicende di cui la serie non ci offre nessuna spiegazione e nessuno strumento di interpretazione, sia dal cambio di tono tra la prima parte della serie, che sembrava tutt'altro, ovvero una serie leggera e gradevole, e la seconda parte che, oltre a cambiare completamente tono, è anche tanto criptica da risultare incomprensibile. Alcune scene carine tra i protagonisti non salvano la serie da una grave insufficienza.

(l'ho guardata con sottotitoli in inglese perchè non l'ho trovata sottotitolata in italiano, ma anche altre serie le ho guardate sottotitolate in inglese e le ho capite perfettamente, quindi non credo che il problema siano stati i sottotitoli in inglese, ma che sia proprio la serie a non dare chiarimenti adeguati).

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Cashero
1 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 10, 2026
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

Azione e cuore con superpoteri fuori dal comune!

Cashero è un drama che riesce a unire azione, ironia e cuore. La storia segue un uomo comune che scopre di avere un superpotere tanto straordinario quanto limitante: ogni volta che lo usa, i suoi soldi diminuiscono. Un’idea originale che mette al centro non solo il potere, ma anche le conseguenze delle proprie scelte.
Il resto del cast crea una bellissima armonia: ogni personaggio, con il proprio ruolo, contribuisce a legare ogni componente della storia. I cattivi sono ben costruiti, rappresentano avidità ed egoismo e, cosa non scontata, ricevono tutti la giusta fine, senza lasciare l’amaro in bocca allo spettatore.
Il finale regala una delle scene più emozionanti: quando tutto sembra perduto, sono le persone comuni ad aiutare il nostro supereroe, lasciandogli i loro soldi per permettergli di sconfiggere il nemico. È qui che il drama lancia il suo messaggio più forte: i veri eroi non sono quelli con un superpotere, ma coloro che aiuterebbero gli altri anche senza averlo.
In ruoli come questo, Lee Jun-ho riesce ancora una volta a far risaltare il personaggio che interpreta, rendendolo umano, credibile e memorabile.
E alla fine, tutti i nostri protagonisti ricevono il loro happy ending: Kim Min-sook e Sang-woong riescono finalmente a comprare casa e, come ciliegina sulla torta, arriva anche un bel pargoletto. Eun-mi ritrova l’amica perduta e Ho-in riesce finalmente a costruire un dialogo con la propria figlia.
Felice di aver visto questo drama? Sì, perché ha saputo unire action e comedy in maniera perfetta, con il giusto tocco di dramma. E ammettiamolo: impossibile dimenticare la scena in cui Kim Min-sook vuole verificare se usando i soldi aumentano anche le “prestazioni” di Sang-woong… una perla di comicità 😂

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Fight For My Way
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 18, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 9.0
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"Semplicità non è sinonimo di mediocrità"

Premetto che ho adorato questo drama visto nel 2017 a cui sono seguiti altri due rewatch (l'ultimo pochi mesi fa). Forse averlo visto 9 anni fa può incidere sul mio giudizio, dato che non ero ancora "satura" del genere anche se non ero una novizia di k-drama... Ma anche a distanza di anni, il mio parere non è cambiato e mi ha emozionata ancora!

TRAMA: Ho apprezzato la sua semplicità/naturalezza grazie alla mancanza dei tipici cliché coreani: non ci sono tragedie che ti fanno venir voglia di strapparti i capelli, ricconi arroganti e famiglie invadenti.
La storia rimane fedele alle sue premesse, concentrandosi sulla crescita personale, sentimentale e lavorativa di questi 4 ragazzi che sono amici di lunga data e vicini di casa, persone "comuni" che si avvicinano ai 30 e che affrontano le loro sfide quotidiane.
Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione quasi esclusivamente "casalinga", crea un senso d'intimità con i protagonisti, alla quale risulta quasi impossibile non affezionarsi.

CAST: Semplicemente perfetto! Gli attori sono stati bravissimi ad entrare nei loro ruoli ed hanno un grande affiatamento.
Park Seo-Joon come Ko Dong-Man è fantastico: passa dall'essere un pò tontolone (in senso buono), ad un lottatore grintoso ad un amante dolcissimo, con grande disinvoltura. Con la sua vasta gamma di espressioni ti regala momenti divertenti con belle risate, ad altri più commoventi e drammatici.
Kim Ji-Won come Choi Ae-Ra: attrice che ho conosciuto qui per la prima volta (e con gli anni in tanti altri show), semplicemente esilarante! Schietta, sincera, una tipa tosta indimenticabile che mostra anche le sue fragilità.
La chimica tra i due attori è ottima e ho amato la naturalezza dei loro dialoghi! Mi hanno regalato tanti sorrisi e tenerezza, seppur le loro effusioni sono abbastanza "caste" rispetto ai drama più recenti. Ho trovato molto credibile e ben gestita la transizione da "migliori amici d'infanzia ad amanti".
Anche la seconda coppia è ben interpretata, anche se affronta delle situazioni un pò spinose che mi hanno innervosita ed alla prima visione ho saltato parecchie delle loro scene.

Il drama affronta tante tematiche in cui è facile ritrovarsi (sogni rimasti chiusi nel cassetto, tensioni familiari, l'insoddisfazione per il lavoro, problemi economici, la paura di lasciare la strada "sicura" per rincorrere una passione, ecc.) ma il tutto è ben bilanciato senza dare l'impressione di voler strafare.

Di sicuro non è un drama da guardare quando si cerca il capolavoro o la storia innovativa, ma lo consiglio spassionatamente a chi cerca qualcosa che faccia emozionare, che regali positività e buon umore e a chi voglia affezionarsi a personaggi realistici e ben sfaccettati, con ovviamente una bella dose di romance.
Una bella storia genuina nel suo realismo, che ti entra nel cuore e nella quale torno di tanto, è come una boccata di aria fresca in un panorama doramico che sembra stia perdendo la sua "autenticità" per rincorrere un perfezionamento stilistico a discapito dell'investimento emotivo.

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Gui Zhao
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 28, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.5
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Un amore fraterno bello, toccante e pulito, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito

Bellissimo drama familiare, con un focus particolare sul legame tra fratelli. Preciso subito, non si tratta affatto di una BL, nemmeno mascherata da bromance, come spesso accade in molte serie cinesi proprio sul tema dei fratellastri non consanguinei.
Qui c'è davvero il solo, spettacolare, affetto fraterno, tra due cugini cresciuti insieme come fratelli e che a un certo punto della loro vita - il più grande adolescente, l'altro ancora un bambino - scoprono di non essere di fatto veramente imparentati.
Jia Shu si ritrova all'improvviso a dover fronteggiare la sbalorditiva scoperta di essere il frutto di una storia che la madre ha avuto con un altro uomo, mentre l'uomo ormai in fin di vita per una lunga malattia, da lui amato e creduto il suo vero padre, di fatto non lo è. Alla morte di questo viene cacciato, insieme alla madre, dalla famiglia He, nonostante non abbia alcuna colpa.
Durante gli otto anni di separazione il giovane Jia Hao vive un'adolescenza cupa e mostra i primi segni di una forte depressione che nessuno sembra cogliere: sente la mancanza del fratello (cugino), è isolato dai compagni e si sente schiacciato dalla pressione di un padre che sembra pretenderlo diverso da come in realtà è, condannando la sua passione per le lanterne e incalzandolo senza sosta per i buoni voti a scuola, oltre al gravoso peso di dover tenere alto il prestigioso nome della famiglia He.
Il ritorno di Jia Shu rimescola il tutto: se da una parte il legame tra i due fratelli torna via via a farsi più forte che mai, dall'altra devono fronteggiare tutta una serie di situazioni problematiche, alcune apparentemente insormontabili.
Ho apprezzato ogni singolo minuto dei sedici episodi di questo drama, mi sono spesso commossa fino alle lacrime e mi sono anche ritrovata a sorridere. C'è affetto, tenerezza, amore, dolore, perdita, abbandono, rabbia, frustrazione, tristezza, calore... Le emozioni che ruotano attorno a questa serie formano davvero un ventaglio impressionante e variopinto.
Ottima la prova recitativa, sia dei due protagonisti che del secondo fratello (padre di Jia Hao). Ne risultano tre personaggi davvero complessi e ben delineati: Jia Shu, bello e onesto, disposto per anni a farsi carico di una colpa non sua e, per quanto inizialmente cerchi di tenere a distanza Jia Hao, è più che evidente l'affetto nei suoi confronti, così come la nostalgia del defunto padre e il segreto desiderio di essere riaccolto in quella che lui sente essere - al di là del legame di sangue - la sua vera famiglia e i suoi veri affetti. Jia Hao mostra un adolescente davvero provato dalle circostanze, che tenta di nascondere i segnali della depressione, così come nasconde le sue passioni e la speranza - mai persa - di recuperare il rapporto con quel cugino/fratello che tanto adorava da piccolo. Hong Guang, il padre di Jia Hao, è contemporaneamente motore e vittima di tutte le travagliate vicende attorno alle quali ruota l'intera storia: appare come un padre oppressivo, più interessato al prestigio del nome di famiglia e alle apparenze piuttosto che alla felicità dei componenti della stessa. Un personaggio apparentemente cieco, ma che di fatto vive un conflitto interiore davvero importante, distrutto dalla scomparsa del fratello maggiore che per lui era come un padre e incapace di voltare pagina, tanto da escludere Jia Shu, un tempo amato nipote, dalla famiglia, rifiutandosi categoricamente di riaccoglierlo anche dopo anni. E' un fratello minore - anche se ormai adulto - che soffre una terribile perdita, tanto da portare avanti il suo ruolo di padre in un modo non funzionale, addirittura deleterio per il giovane Jin Hao, nonostante sia chiaro che gli voglia bene.

Gli altri personaggi secondari sono tutti - chi più e chi meno - apprezzabili: utili ad arricchire e completare la storia, ma singolarmente non determinanti.

Facendo mente locale, non riesco a ricordare un altro drama davvero dedicato al profondo legame tra fratelli. Ci sono drama dove il rapporto genitori-figli ha grande risalto, altri dove l'affetto fraterno fa da contorno a un genere diverso (thriller piuttosto che azione) oppure figura come elemento secondario in una serie incentrata sull'amore di coppia (BL mascherate da Bromance comprese). Questo non può che essere un valore aggiunto per questa serie: bella, toccante e pulita, capace di smuovere il cuore e curare lo spirito.
Un piccolo gioiello che purtroppo rischia di passare inosservato dal momento che non è reperibile sulle principali piattaforme. Ovviamente consigliato!

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Ballerina
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 18, 2024
Completo 0
Generale 3.5
Storia 3.0
Acting/Cast 6.0
Musica 3.0
Valutazione del Rewatch 1.0

A dir poco orrendo

Mamma mia che bruttume. Trama estremamente semplice e facilmente intuibile l'andamento della storia ma poteva uscirci cmq un buon prodotto. Invece non l'ho nemmeno finito perchè mi sembrava di perdere del gran tempo. Di fatto non accade quasi nulla se non delle gran botte da orbi e scene cariche di immotivato sangue. Personaggi piatti come tavole da stiro. Mi ci sono imbattuta perchè consigliato in base al fatto che mi fosse piaciuto My Name ma questo drama non gli si avvicina di striscio. Non è degno nemmeno di essere paragonato.
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Love is Fate
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 15, 2021
42 di 42 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.0

Zhang Binbin favoloso!!!

E' stato il primo drama che ho guardato dopo aver sottoscritto l'abbonamento a Mango tv, e devo dire che mi è piaciuto molto. La coppia protagonista è favolosa, Zhang Binbin lo trovo un attore completo ed in questo drama finalmente appare con tutta la sua simpatia; Zhenghe Huizi è una delle mie attrici preferite ed anche lei sa essere molto comica e tenera, la giusta controparte per Zhang Binbin. La storia è ben strutturata, e mi è piaciuta soprattutto la prima parte, dove alle storie dei protagonisti si intrecciavano quelle dei clienti dell'hotel, una sorta di "Love boat" per chi ha qualche anno in più come me. Ma Keai e Xia Yuxing si fanno amare da subito, così come Han Yuanbin (l'antagonista interpretato da Kong Shuhang) si fa odiare da subito. Anche la voce (non so se sua o del doppiatore) è odiosa. Mentre la pazza ed infantile Lu Zhenzhen (Gao Yang) è un altro personaggio ben riuscito. Nella seconda parte il drama indaga di più sui personaggi e sulle loro storie, principalmente su quel passato che fin dall'inizio aleggia ma di cui poco di capisce. Un'ultima parola vorrei spenderla per il cattivo d'eccellenza, lo zio Song Tianming (Wang Zhifei) un attore di spessore che secondo me svetta sugli altri per interpretazione. Andrò sicuramente a cercarlo in altri drama.

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Koi wo Suru nara Nidome ga Joto
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 12, 2024
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Serie incentrata sul tema della seconda chance, dove i due protagonisti si ritrovano nel presente in età adulta. Diversi e apprezzabili i flashback del passato, con il primo approccio adolescenziale finito male. Interessante il concetto di maturità, che sembra voler inizialmente spiegare perchè da ragazzini la storia no avesse funzionato, salvo poi incappare in errori e fraintendimenti anche nella situazione portata avanti nel presente.
La trama non è nulla di innovativo, ma è piacevole. Non è una serie che punta a essere ricordata tra i drama migliori del 2024, ma raggiunge con sufficiente scorrevolezza l'obiettivo standard che si pone, aspetto non scontato e dove molte altre serie falliscono. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione del personaggio di Miyata, credibile e con una buona introspezione, il tutto supportato da un attore a mio avviso azzeccato per il ruolo. A tarpare le ali alla serie è invece l'altro protagonista, Iwanaga, dove non solo non ho apprezzato la scelta dell'attore (in generale, entrambi gli adulti erano esteticamente molto diversi - e anche un passo indietro, va detto - rispetto agli interpreti delle versione adolescenziali dei protagonisti), ma ho trovato deludente anche la caratterizzazione stessa del personaggio. Va bene ermetico e che non lascia trapelare le proprie emozioni, ma c'è modo e modo. Ne risulta un personaggio per niente espressivo, anche laddove si sarebbe dovuto percepire il suo intento di contenersi e controllarsi. Invece non traspare nulla, quel poco che si comprende deve essere supportato da qualche sporadica sua uscita tra sé e sé. Anche l'atteggiamento sembra fuori luogo, fin dall'inizio mostra un approccio antipatico, poco sincero, con un sorriso e delle uscite che sanno davvero di superficialità. Ho avuto l'impressione che su carta il personaggio dovesse essere in un modo ben preciso, ma che nel concreto il risultato sia stato totalmente diverso e davvero deludente. Altra pecca è aver dato un ruolo fondamentale agli eventi passati - e mi stanno bene tutti gli spaccati di loro due proposti nei vari episodi - ma il vero nocciolo della questione, che comprende anche una serie di personaggi all'epoca evidentemente determinati ma per la maggior parte del drama mai visti ne citati, si concentra praticamente nell'ultimo episodio, dando l'impressione di una risoluzione sbrigativa e poco curata. Buona la prova dell'attore che interpreta Shiraishi (l'assistente di Iwanaga), che avevo già apprezzato nel ruolo di protagonista nel drama "Tokyo in aprile...": qui il suo ruolo è secondario e centra perfettamente l'obiettivo di rendersi insopportabile e antipatico. Una serie quindi con aspetti apprezzabili, ma non senza evidenti difetti.

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