Alchemy of Souls: Part 2
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Recensione stagione 1 e 2
Il fallimento di una possibile bellissima opera fantasy in una 30na di episodi. Da amante delle storie fantasy rom/com, avrei voluto veramente tanto amarlo ma ciò non è stato possibile a causa di molti momenti morti e alcune altre cose, tra cui la protagonista. Naksu poteva essere il personaggio più bello, la donna forte, la cercatrice di vendetta, colei che punisce, la combattente che veste alla marinara... Ah no, ho sbagliato. Invece viene lentamente e letteralmente messa da parte durante tutto il dramma per favoreggiare qualcun'altra. Viene messa in ombra nel peggior modo possibile, tutto quello che poteva far risaltare la storia scema in questo putrido modo. Perchè anche se l' "evoluzione" non ci stava troppo male con il contesto, non è così malamente che si fa.Nulla di nuovo sul fronte occidentale per il protagonista maschile, qui stampo protagonista di un qualsiasi shonen in circolazione. Mi ha sorpreso nella seconda stagione e lì lo ho un po' amato perchè diverso. La sua storia con la protagonista non mi ha colpito ma qualche momento me l'ha fatto provare anche se su 30 ep potevate mettercene un po' di più, non briciole.
Gli altri maghetti sembrano tutti idol kpop sfuggiti ad un qualche concerto per finire catapultati in un mondo magico. Carini, ma nulla di veramente rilevante. Insomma, passabili. Il cattivone di turno non lo potevo vedere, ho trovato l'interpretazione dell'attore piatta e senza spina dorsale, non mi ha convinta per nulla.
Si salvano alla grande gli effetti speciali e i combattimenti, peccato che sono troppo pochi XD
In questo drama sembra prevalere l'elevata quantità di discorsi più che di fatti e la cosa mi ha decisamente alla lunga annoiata. Non ho droppato la visione perchè nonostante tutto volevo vedere come si concludeva l'opera, ma non vi nascondo che molte scene le ho skippate e nonostante ciò non mi sono persa nulla, giusto per farvi capire quanto lento e prevedibile sia.
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The Love Story of Choon Hwa
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Vagina Revolution
Questa serie coreana sembra abbia ripreso alcuni lavori famosi precedenti quali bridgerton (1a stagione), crash landing (la scena del parapendio), qualche contatto con Bossam e la libertà sessuale di hit the spot (altra serie interessante coreana di qualche anno fa che parla liberamente di sesso).In verità il mio voto sarebbe 6,5 ma mi sento di dare un altro mezzo punto per il coraggio, perché è rappresentato del "realismo" e le donne qui vengono mostrate come libere, anticonformiste e sessualmente disposte a sperimentare. Per la prima volta le intenzioni sono quelle di rappresentare i rapporti sentimentali in modo completo, senza perbenismi o ipocrisie o mostrando uomini e donne privi di istinti o pulsioni sessuali.
Per la mia esperienza vi dico che è abbastanza esplicito (almeno per quanto riguarda le coppie secondarie), persino per essere un moderno.
E' il racconto di una principessa che vive in maniera soffocante la vita all'interno della corte reale ed evade col pensiero: sogna l'amore e di vivere liberamente sia la relazione che la sessualità. Il racconto viene presentato prevalentemente dal punto di vista femminile, 5 donne tra principesse ereditarie e consorti regine, concubine, figlie di concubine e le loro vicissitudini: la gestione del matrimonio , della maternità che non arriva con le relative pressioni, la maternità, il lutto, il tradimento, la scoperta della sessualità e la ricerca di un marito da parte della nostra protagonista. Le donne mostrate come l'anello debole della società del 1700 anche quando rivestivano posizioni di potere e la loro delicata forza interiore nel tentare di gestire le pressioni esterne, concordandole con i loro desideri più profondi.
Esattamente come accade in Bridgerton, lo show non sembra dare priorità all'accuratezza storica per proporre qualcosa di nuovo e moderno che però ha legami col passato. E proprio come nella serie tv britannica anche qui c'è uno scrittore segreto dietro le quinte (no spoiler), che aggiunge un livello di intrigo/mistery con libri che raccontano le vicende della corte imperiale, denunciandoli apertamente, corredati però in questo caso da espliciti e scandalosi disegni erotici, accolti con molto interesse da parte delle donne dell'epoca (che li leggono con divertita malizia).
Apprezzabile il fatto che la storia non ruota solo attorno ai protagonisti principali ma parla appunto di lotta e di affermazione, riscatto sociale coinvolgendo un po' tutto il cast. Qualcuno ci riuscirà , qualcun altro dovrà abbracciare tristemente il destino.
Visivamente, la cinematografia e il design dei costumi sono abbastanza buono e permettono di immergersi completamente nel mondo fantastico di Dongbangguk MA scenografia a mio avviso è stata molto povera, poco curata (forse a causa di un basso budget): gli interni di una corte reale sono molto spartani, la vita sociale avviene in un bazar che conteneva di tutto.
La sceneggiatura è buona, soprattutto per i dialoghi del protagonista maschile, Choi-Hwan, per quanto riguarda gli altri, i dialoghi perdono spesso in profondità e spessore pur presentando elementi di riflessione interessanti.
La regia e lo stile di ripresa è molto semplice ma non per questo povero, non disturba anche perché deve illustrare una componente più intima del mondo interiore dei personaggi (ringrazio sempre una cara amica che lavora nel settore che mi spiega tante cose).
Ma cosa non ha funzionato in questo lavoro?
TANTE COSE, DIREI. Innanzitutto la storia e la caratterizzazione dei personaggi. Manca una storia avvincente che sviluppi le tematiche proposte, le storie trattate potevano essere condensate e la serie finire già con l'ottavo episodio. La sensazione è quella di proporre qualcosa di già visto, sviluppato molto superficialmente, senza ingegno o acume, senza qualche escamotage intelligente. Se sul piano fisico si propone qualcosa di nuovo non c'è stato altrettanto coraggio a livello di narrazione.
La sessualità proposta, apprezzabile e coraggioso il voler proporre qualcosa di nuovo, più vissuto, intimo e completo ma non completa un percorso di conoscenza e di amore bensì viene proposta "ex abrupto" come avvicinamento, conoscenza, manipolazione dell'altro.
In bridgerton personalmente c'era una storia d'amore che inizia come amicizia, mutuo aiuto supporto e poi il sesso arriva a completamento, qui invece si parte dalla fine, si inizia col sesso e poi...ci si avvicina?
Mica tanto! Infatti non ho ancora capito come alcune coppie si siano innamorate, cosa hanno condiviso a livello di pensieri, vicissitudini, come hanno sviluppato un sentimento?!?
Se l'obiettivo era quello di evidenziare le lotte delle donne nella Corea di Joseon, il drama manca completamente il bersaglio rappresentando una rivoluzione che è semplicemente libera sperimentazione della sessualità mentre vorrebbe trattare la sofferenza dei personaggi femminili come intrattenimento, proponendo una storia "progressista" che realizza le promesse solo a metà.
La rivoluzione è solo sessuale, DA QUI IL TITOLO! Ciò riflette il classico problema nucleare nei drama cino-coreani, dove la cosiddetta "emancipazione femminile" passa spesso attraverso l'intervento più o meno capriccioso dell'uomo, anche qui non fa eccezione proponendo una donna usata, scartata e poi "salvata" dall'uomo di turno che ha i mezzi in termini di intelligenza o ricchezza o semplice volontà nel volerlo fare.
Le donne qui, soprattutto la protagonista che non ha brillato per una recitazione più convincente o per doti interpretative indimenticabili (felicità, tristezza e pianto caricaturale sono le sole emozioni rappresentate), non vengono presentate come ingegnose, furbe e capaci di relazionarsi alla pari con gli uomini (come un drama femminista dovrebbe sapere fare), bensì sono capricciose (la protagonista), incapaci di assumersi le proprie responsabilità, per nulla sveglie e in balìa delle decisioni degli altri. Altro aspetto deludentissimo.
Il drama espone involontariamente quanto poco sia cambiato nella società coreana per quanto riguarda il trattamento delle donne. Invece di affrontare questi problemi in modo significativo, li rafforza sotto le mentite spoglie della narrazione. Le donne in questo drama (e in molti altri) sono ancora viste come oggetti, che si tratti di potere, vendetta o intrattenimento. Nonostante siamo in epoca moderna le opinioni della società sul genere rimangono profondamente problematiche.
Nel complesso, se stai cercando un drama che sia fresco, audace e un po' fuori dagli schemi dei soliti K-drama, vale sicuramente la pena guardare,
Finale ? Positivo ma.... .
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GUARDA COME DIVENTO CATTIVO
Se si vuole vedere un fantasy pieno di intrighi, complotti, colpi di scena e buoni effetti speciali consiglio la visione perché questi aspetti meritano un bel 10 pieno, sarebbe una sorta di game of thrones asiatico casto , privo di passione, sensualità e sesso (che penso lo avrebbero reso più interessante).Se invece sperate in una storia d'amore strappa lacrime, vi dico che c'è, c'è anche il triangolo amoroso e ce ne è più di una ma di amore in 60 puntate c'è più un'idea , attraverso dialoghi e struggimenti, le scene d'amore reali in una serie così lunga sono davvero poche, molto poche (in proporzione).
Pertanto consiglio per la storia ma non per la storia d'amore. Finale non deludente (questo conta tanto) .
Interpretazione magistrale del Dio della Notte, che secondo me ha convinto proprio attraverso questo drama e la sua figura del demone di till end of moon prende spunto da qui.
Luo Yunxi è stato in grado di trasmettere le complesse motivazioni di Runyu, facendoti empatizzare con lui, ma anche sentirti sempre più a disagio con ciò che fa. Triste è la sua fine nonostante è ovvio che sia un tentativo di redenzione.
Ho letto nelle recensioni che l'eccezionalità di questo drama sono gli effetti speciali e vi dico sì, ha una bellissima fotografia ma certi effetti sono stati migliorati nel 2024 , e ne decantano il fatto che non annoia mai. Invece su questo devo dissentire, molte scene le troverete inutili, cioè dei riempitivi che nulla aggiungono e tolgono alla storia e in una serie così lunga potevano alleggerire o essere utilizzati per creare qualche momento in più nella relazione amorosa tra i personaggi, specialmente gli episodi dal 22 al 33 io li ho trovati molto più lenti e ho rallentato il binge , passando alla visione di soli 3 episodi al giorno, perché ho trovato tutto troppo trascinato , senza slanci romantici che mi potessero aiutare ad apprezzarne la visione.
La storia d'amore tra i due attori principali mi ha convinto solo in parte, bei dialoghi ma in certi momenti poco credibili, sia lui che lei.
COLONNA SONORA WOW, c'è anche la cantante Sa ding ding nel cast, e ho apprezzato molto la sua presenza perché devo dire è stata brava, una o due canzoni invece son cantate dalla protagonista,
DO 9 PER LA RECITAZIONE e gli EFFETTI SPECIALI, LA FOTOGRAFIA E LA SCENOGRAFIA. Come drama complessivamente dovrei dare 8.
COSA NON E' ANDATO: Lunghezza del drama, se c'è qualcosa da dire e da rappresentare ben vengano i 60 episodi, anche 70 ma qui è stato un trascinarsi con scene che nulla aggiungevano anzi rallentavano e appesantivano.
La protagonista può risultare fastidiosa all'inizio, molti hanno droppato e anche a me all'inizio è riuscito difficile seguirla perché non è solo ingenua ma anche stupidissima e molto egocentrica. Compirà un interessante evoluzione.
La storia d'amore tra Jinmi e Xufeng mi ha quasi fatto venire voglia di sbattere la testa contro il muro per porvi fine. La loro storia d'amore è fondamentalmente un corri-scappa e rincorri per circa 60 episodi! TOO MUCH! Molte scene avrebbero potuto essere tagliate, molti dei mini archi narrativi avrebbero potuto essere più succinti. Molti personaggi hanno archi narrativi ripetitivi.
NOTA DOLENTISSIMA: LA traduzione è automatica e molto confusa, non vorrei sembrare ingrata dato che è un lavoro fatto da volontari ma penalizza troppo la visione (errori grammaticali, discorsi senza senso o sgrammaticati per almeno il 40% della serie), motivo per cui non vedrò altri lavori tradotti da questo team, scusate , avete rovinato un capolavoro .
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Spare Me Your Mercy
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discutibile
La serie tenta di affrontare il delicato tema dell'eutanasia, ma lo fa in modo discutibile, secondo me.La trama sembra voler mescolare thriller, mistero e romanticismo ma, seppur promettente, a parer mio, risulta a tratti confusa e poco coerente.
Associare il dibattito sull'eutanasia a crimini violenti distorce la complessità etica e legale del tema, risultando pregiudizievole. L'infermiere é un vero e proprio serial killer, e il dottore non é da meno. A prescindere dalle eutanasie effettuate, ha tentato di uccidere l'infermiere per non farlo parlare e poi lo ha eliminato definitivamente in ospedale, con la complicità dell'infermiera. Per salvarsi la pelle! Pare che nel romanzo, Kan venga arrestato e mandato in prigione solo a causa di questo omicidio. Tew non lo persegue mai per le sue eutanasie, nonostante sappia sia stato lui a somministrarla alla madre. Vorrei che lo avessero mantenuto, penso che aggiunga un'altra dimensione a entrambi i personaggi in termini di profondità e ambiguità.
La storia d'amore risulta poco convincente. Kan sembra dichiararsi solo per sviare Tew dalle indagini, e quest’ultimo accetta di vivere con lui senza basi solide: non c’è chimica reale tra i due, né momenti significativi che giustifichino la loro relazione. Neanche un bacio, prima di andare a vivere insieme. La narrazione accelera troppo questa dinamica, sacrificando lo sviluppo emotivo necessario per rendere credibile il legame.
In sintesi, per me la serie manca di coerenza narrativa e di sensibilità nel trattare argomenti così complessi. Posso apprezzare il tentativo di affrontare argomenti delicati senza scadere nel solito BL trash ma il risultato finale lascia molto a desiderare.
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The Story of Ming Lan
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UN PALACE HAREM MOLTO BEN CONFEZIONATO SULLA DINASTIA SONG.
Se dovessi dare un voto alla scenografia, ai costumi, alla cura per i dettagli e alla attendibilità storica questo drama varrebbe 9/9,5 ma devo fare una media col mio coinvolgimento nel seguirlo (7).Per 73 episodi ho impiegato 3 settimane a finirlo e ho droppato sul ventesimo episodio quasi una settimana, perché i primi capitoli sono interessanti da un punto di vista storico ma anche troppo noiosi perché per 40 sono una dettagliata e prolissa descrizione delle dinamiche famigliari (questa parte andava accorciata a mio avviso). Nel corso del lavoro ci sono alcune scene inutili, a volte anche delle semplici riprese che andrebbero tolte. Il montaggio di questa serie merita appena un 6.
Trattasi di uno storico attinente la dinastia SONG, non è né un fantasy né un wuxia (fatta eccezione per un paio di combattimenti). Non ci sono eroi o persone con poteri eccezionali, solo persone normali, alcune un po' più scaltre di altre; a parte le matriarche anziane e la protagonista , o le nutrici, le donne qui vengono dipinte tutte meschinamente (manipolatrici, arriviste, assassine e prive di scrupoli) e non c'è evoluzione o riscatto per qualcuna di loro, vi anticipo anche che per una di loro non ci sarà una nemesi piena nonostante abbia attentato alla vita della protagonista e abbia ucciso il figlio della sua concubina rivale... anche questo è molto realistico perché nella vita non sempre i cattivi incorrono in conseguenze.
Il titolo fa pensare che la protagonista sia MING LANG mentre nel corso di 73 episodi viene più illustrata l'epoca storica in cui vive, ci sono circa una ventina di personaggi che non definirei secondi dato che occupano lo stesso tempo dei protagonisti sulla scena.
Ho trovato interessante vedere, molto similmente alla fioritura imprevista, le dinamiche femminili nella dinastia Song, qui vengono descritte e illustrate molto approfonditamente : dalla strutturazione sociale dell'harem alla composizione a corte, le concubine, le matriache, le nobili signore, i ranghi, le principesse, i funzionari, gli eunuchi, come venivano gestite le diatribe in seno alle famiglie e come si era terrorizzati di essere oggetto di pettegolezzi, quali ingegnosi e meschini trucchi per farsi sposare e come fregare i propri avversari con sotterfugi e retorica. E' una opera molto valida se si vuole conoscere realisticamente come funzionava la società a quell'epoca e quali sotterfugi e complotti c'erano per spodestare le avversarie o accaparrarsi un buon matrimonio. E' una serie tv molto realistica e ben realizzata.
Costumi, città, paesaggi, carrozze, fotografia, livello di recitazione sono buoni, da parte di tutti i personaggi. La scenografia meriterebbe un 10 pieno. E'chiaro che chi ha realizzato non ha improvvisato, curando ogni minimo dettaglio.
Gli attori sono bravi, qualcuno spicca di più di altri (la Nobile signora sheng per me è stata la migliore come performance recitativa), altri lo sono stati meno, la protagonista è un po' acerba come recitazione e prima di molti ritocchi che l'hanno riveduta e corretta (Vedete the legend of shen Li per rendervene conto).
Il protagonista maschile è diverso dai classici bellocci da drama ma risulta carismatico e affascinante, anche lui bravo ma non eccellente. Per questo non do un 10.
Non do un 10 anche perché non c'è minimo slancio romantico tra i due, non vedrete un bacio né altro, solo un matrimonio di una coppia che sembra sposata da un decennio sin da subito... .
Qualcuno ha detto che sarebbe stata stonata della fisicità tra i due ma iniziare un rapporto che viene così trascinato per i primi 40 episodi finendo come coppia sposata da 10 anni non credo si accordi molto al realismo che volevano rappresentare. Ci sono scene di avvicinamento fisico palesemente tagliate , e non capisco il perché, mentre nel montaggio vedo alcuni primi piani di cucine o di stanze messi a casaccio, per fortuna uno o due scene al massimo.
E' stato bello vedere questo rapporto che ricorda un po' la vita di ognuno di noi, quanti di noi si sono sposati con qualcuno che abbiamo conosciuto da bambini e di cui poi ci siamo innamorate solo da adulte, dopo aver incontrato altri e aver sperimentato altri amori.Qui è esattamente così, il protagonista sin da piccolo prova stima e un profondo senso di tenerezza e protezione nei confronti della protagonista, orfana come lui ma non va oltre. Ho davvero cercato di capire quando si innamora veramente di lei, perché si passa dalla conoscenza, all'avvicinamento, allo scontro, a qualche sporadica occasione di contatto e confronto, al matrimonio, all'essere coppia anziana. Il regista ci ha privato dei momenti più belli della nascita di una storia dopo averci fatto attendere circa 40 ore!!!
Se vi piace lo slow burning qui il rapporto tra i due si avvia dopo oltre metà della serie, è la "cosa" più slow che io abbia mai visto, con la "piccola" differenza che non c'è il BURNING ma il LINKING (ossia un legame che si crea).
Questo lavoro ha influenzato come dinamiche molti altri a seguire che hanno corretto un po' le falle nel senso che qui una volta formata la coppia e aver avviato un rapporto di allegra comicità scherzosa tra i due, che ho apprezzato molto vedere, iniziano le recriminazioni da parte di lui che vuole slancio, gelosia e attenzioni da parte della protagonista. Ming Lang sebbene abbia un rapporto con la nonna meraviglioso, affettuoso, onesto e sincero è davvero anaffettiva col marito sebbene questo cambi un po' sul finire. Inizialmente sembrava che lei o avesse sposato semplicemente perché lusingata dalle sue attenzioni machiavelliche, sul finire vedremo una protagonista molto grata e forse "innamorata". Non si capisce infatti se sia per gratitudine e per timore di divenire vedova o se alla fine si sia innamorata davvero di quest'uomo. Spero di sì.
Ci sono poche parti di unione , il drama è tutto concentrato sui discorsi, i complotti, le dinamiche di potere sacrificando la coppia.
Forse in nome del realismo si è voluto rappresentare il rapporto reale che si creava a quei tempi, senza patinarlo ed edulcorarlo, connotandolo di un romanticismo che è più un prodotto sociale moderno che di quei tempi. Altra cosa che non mi è piaciuta è l'assenza di comunicazione onesta della coppia, specialmente nel finale lui la esclude da tutto, e mi chiedo che genere di coppia abbiano davvero formato questi due.
Ma anche lei non parla molto con lui delle sue dinamiche famigliari e dei suoi trascorsi, di come sia morta veramente la madre.
Altra cosa che non ho apprezzato è l'ennesimo ritratto di una donna che viene costantemente salvata dall'uomo. La protagonista è scaltra e molto lungimirante ma a volte "si perde di casa", fino all'ultimo proverà a salvarlo, nella fase finale arriva troppo tardi perché prima si imponevano lo scrupolo di non coinvolgere la famiglia, nell'ultimo o penultimo episodio lei vuole dare una mano a proteggere la residenza dagli attacchi e viene disarmata in un nano secondo e ...LA SALVA LUI (ANCORA!!!). Il regista deve essere misogino... o non si spiega!
Per concludere se vi piacciono i palace harem, ossia drama incentrati sulla gestione dell'harem nella dinastia passata cinese , questo è molto dettagliato e ben fatto.Se vi importa poco del romanticismo e delle storie d'amore qui ne vedrete pochissimo. Se vi piacciono sotterfugi e scenate questo è il drama che fa per voi! Molto bella ed elegante la colonna sonora.
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Un film davvero meritevole
Davvero un bel film. Riesce a sfruttare ottimamente il tempo a disposizione, con uno spaccato sulla difficile infanzia di Chi Soo, per poi mostrare un punto di partenza presente ben delineato. Chi Soo è diventato più forte, non subisce abusi e atti di bullismo come nel passato, ma il denominatore comune resta ancora lo stesso: non ha una vera famiglia. Bello l'incontro con Gi Tae - mi è sembrato un po' forzato ma poi a posteriori tutto acquista un senso - e come il rapporto tra i due evolve, velocemente ma mantenendo coerenza e naturalezza. Il culmine coincide con la scoperta dell'identità e dei rispettivi ruoli e da lì poi si giunge al momento finale - bello ma a mio avviso non la parte più intensa - con Chi Soo che in chiusura diventa finalmente parte di una vera famiglia.Bravi gli attori, ho preferito più l'interprete di Chi Soo piuttosto che quello di Gi Tae. Proprio sul personaggio di Gi Tae resta la mia sola perplessità: il suo stile di vita, diverso da quello di Chi Soo, rende difficile credere a questo suo lato nascosto, di cui persino la sorella è ignara (lo vediamo molto valido nel combattimento, rende l'idea di anni di allenamento e in generale il coinvolgimento in questioni che non è tanto semplice mascherare in una vita normale). Per Chi Soo è diverso, non ha una doppia vita o persone vicine a cui nascondere chi è e cosa fa.
La cosa più sorprendente di tutte è però che si tratta di un film coreano che stranamente osa molto più del solito nelle scene intime, soprattutto se consideriamo il genere BL. Nulla di eccessivo o di volgare, ma fortunatamente nessuna scenetta a stampo con fermo immagine di 20 secondi, che se già a volte risulta ridicola in alcune serie romantiche, in un film di questo genere sarebbe stata davvero assurda.
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Something About 1 Percent
3 persone hanno trovato utile questa recensione
Mi é piaciuto che non ci siano eccessivi drammi (malattie, sofferenze atroci ecc.). Inoltre le amicizie sono tutte sincere e leali e questa é una cosa che adoro.
Non mi é piaciuta la storia in alcuni punti inoltre lui la bacia tante volte ma parla dei suoi sentimenti solo alla fine (cosa che ho trovato un pò assurda).
Non mi sono piaciuti i costumi di scena, soprattitto quelli di lui che spesso non lo valorizzavano.
Il finale é carino e mi ha soddisfatta.
La ost mi è piaciuta.
Non merita più di 7 su 10 per me.
In definitiva la consiglio a chi cerca qualcosa di non eccessivamente impegnativo.
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The Prisoner of Beauty
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Lo storico più bello mai visto!
Questo è stato il mio primo Drama storico cinese e non avrei potuto scegliere di meglio! Mi ha completamente rapito il cuore facendomi innamorare di ogni scena.La storia è stata avvincente, appassionante, emozionante, romantica e non eccessivamente drammatica. Non mancano i colpi di scena, soprattutto negli ultimi episodi. Ho amato i siparietti dei 4 generali e quelli tra i protagonisti, piazzati con maestria all’interno della storia per stemperare la serietà complessiva del Drama. La storia è lineare, ben sviluppata e strutturata, senza scene superflue e senza buchi di trama.
Il cast, insieme alla storia, è un altro punto forte di questo drama, in quanto ho trovato magnifici tutti gli attori, dai protagonisti (affiatati e bravissimi) agli attori secondari. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quella dei due protagonisti che hanno subito una profonda ed emozionante evoluzione.
Terzo punto di forza sono le Ost. Non saprei dire quale sia la più bella perché le ho amate tutte. Forse la mia preferita è quella cantata proprio dal protagonista.
Ma in questo drama la perfezione si raggiunge anche sotto i vari aspetti tecnici: scenografie, fotografia, costumi, oggetti di scena come gioielli e ornamenti, inquadrature, montaggio e dialoghi sono da 10 e lode.
Che dire, questo drama è entrato nella mia top ten dei drama del cuore.
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Io non sono un amante dell'elemento fantasy nei kdrama, ma a volte sono riusciti a farmelo piacere. Qui purtroppo non è così, perchè se parte bene con anche dei personaggi un po' fuori dalla classica comfort zone dei "bonazzi/e" di turno (cosa che ho apprezzato), nell'adare avanti sorgono delle dinamiche non poco credibili, peggio. Averci poi voluto infilare un super cattivo manco fossimo in un drama thriller dall'oggi al domani non è che sia stata sta genialata. A volte vorrei davvero capire come i creatori di drama possano sparare cazz*te simili. Mi dispiace proprio tanto per quest'opera, perchè tolto questo e altre cavolate sul finale poteva risultare un buon prodotto.
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Tra ironia, intrighi e sci-fi filosofica: l’equilibrio (smarrito nell'ultima parte) di Joy of Life
👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 8,7 !Joy of life non è facilmente inquadrabile, ciò che posso dire, limitandomi al panorama cinese, è che si tratta di piccolo gioiellino nel suo genere che incanta lo spettatore sin dalle prime scene, regalando un’esperienza narrativa ricca, raffinata e sorprendente. Ciò che colpisce immediatamente è la sceneggiatura, estremamente ben costruita, che intreccia con maestria intrighi politici, filosofia, humor e momenti di intensa emozione, mantenendo sempre alta l’attenzione.
Il protagonista, Fan Xian, è un personaggio indimenticabile: intelligente, ironico e carismatico, riesce a conquistare il pubblico grazie a un mix unico di astuzia e sensibilità. La sua evoluzione personale, così come il suo confronto con un mondo pieno di complotti e giochi di potere, è resa in modo convincente, permettendo di empatizzare profondamente con lui.
La regia è abbastanza buona e dinamica, capace di dare respiro tanto alle scene più intime e poetiche quanto ai momenti di tensione e azione, accompagnata da una fotografia che esalta la bellezza dei paesaggi e delle scenografie storiche, molto belle le inquadrature dall'alto.
I costumi personalmente sono uno dei talloni d'Achille del lavoro: non abbastanza sontuosi (e pazienza) ma per nulla coerenti, specialmente le calzature delle donne sono incredibilmente moderne. Mi sono piaciute molto le uniformi del comando di vigilanza, specie per quanto riguarda i capi divisione.
Il cast nel suo insieme è molto buono: ogni attore, anche nei ruoli secondari, riesce a trasmettere profondità e credibilità, dando vita a una buona interpretazione corale, il ML e Li Qin hanno una recitazione più convincente, a loro andrebbe un mezzo punto in più.
Il tono della serie alterna con naturalezza leggerezza e drammaticità, offrendo momenti di comicità raffinata senza mai intaccare la solennità delle tematiche affrontate.
Un altro punto di forza straordinario è la capacità di bilanciare la dimensione filosofica con l’intrattenimento: The Joy of Life non è solo una serie da guardare, ma da assaporare, riflettendo sui temi della giustizia, del potere, della libertà, dell'egualitarismo, dei rapporti passato-futuro, sul destino collettivo e sull’amore.
Ogni episodio lascia un segno, stimolando curiosità e voglia di iniziare quello successivo (fino al 28°episodio).
Ci sono molte citazioni in questo lavoro e personaggi memorabili : le maschere dei cavalieri ombra riprendono in modo sorprendentemente fedele quella di Darth Vader di Star Wars, lo zio Wu ricorda un personaggio di Matrix e allo stesso tempo un moderno Tiresia, un uomo che non vede ma utilizzando gli altri sensi riesce a vedere oltre il percettibile dato dalla vista.
Colpi di scena, uno dei punti forti dell’opera. La serie riesce a sorprendere lo spettatore con svolte narrative inattese, collocate nei momenti giusti e spesso capaci di ribaltare completamente la percezione di personaggi ed eventi. Non si tratta di espedienti gratuiti, ma di snodi che mantengono alta l’attenzione e conferiscono profondità alla trama, intrecciando abilmente humour, intrigo politico e riflessioni più serie. In particolare, alcuni episodi centrali riescono a fondere il divertimento leggero con tensione e drammaticità, producendo un effetto che resta impresso e che rende la visione coinvolgente. Proprio questa capacità di sorprendere e tenere in sospeso lo spettatore, senza ricorrere a soluzioni banali, è ciò che distingue il drama e gli permette di competere con titoli di livello più alto.
Uno degli elementi di maggior pregio in Joy of Life è la doppiezza e l’ambiguità morale dei personaggi.
Nessuno appare mai del tutto affidabile o univocamente buono o cattivo: figure che sembrano amichevoli e solidali con Fan Xian, un attimo dopo lo mettono alla prova, lo tradiscono o ne minano la fiducia.
Questo tratto narrativo rende l’opera estremamente realistica, perché rispecchia la natura del potere e delle relazioni umane in un contesto dominato da intrighi politici e lotte di fazione.
Ne emerge un mondo dove la lealtà è sempre condizionata da interessi, strategie e calcoli di convenienza, e in cui ogni legame deve essere continuamente negoziato e verificato. Tale instabilità non è solo un espediente narrativo per mantenere alta la tensione, ma anche un messaggio: la vera crescita di Fan Xian non consiste tanto nel riconoscere i nemici, quanto nell’imparare a convivere con l’ambiguità di chi si proclama alleato.
Questa ambivalenza, invece di indebolire la coerenza della trama, le conferisce spessore, perché costringe il protagonista (e lo spettatore) a interrogarsi costantemente su quanto si possa davvero conoscere delle persone e delle loro motivazioni.
Fantascienza: la scrittura è complessa e multilivello, la trama è molto stratificata includendo anche un elemento sci-fi che si approccia alla storia dell'umanità in modo avvincente, interessante e per nulla scontato. Nonostante a livello di fisica e logica, la soluzione proposta è del tutto illogica e fantasiosa, priva di un possibile fondamento scientifico. mi sento di premiare il messaggio che reca con sé, non si tratta del tropo abusato del semplice “viaggio nel tempo".
Piuttosto porta avanti l’idea che il futuro possa “precipitare” nel passato (geniale).In altre parole, il romanzo suggerisce che il passato non è mai solo passato ma può diventare il contenitore del futuro.
Il futuro, a sua volta, non è solo “in avanti”, ma può essere proiettato all’indietro e rivivere sotto nuove forme, il futuro può reincarnarsi in un passato rinnovato e da questa mescolanza nascere in una nuova linea temporale.
A livello simbolico, questa idea sovversiva del tempo come ciclo locale passato, potrebbe significare un rovesciamento rispetto al solito: non è il futuro che studia la storia, ma la storia che si nutre di futuro.
La conoscenza non ha un tempo lineare, può fluire in entrambe le direzioni.
Fan Xian porta con sé un bagaglio di esperienze “fuori luogo”. Questo significa che: la memoria non è solo conservazione del passato, ma anticipazione di possibilità nuove.
È come dire: ciò che ricordiamo (anche se anacronistico) può plasmare un presente migliore.
Le idee innovative nascono spesso dal contatto tra tempi e spazi diversi, da un confronto di passato e presente che determina il futuro che, nella misura in cui consente di ritornare al passato, ti consente di riflettere a posteriori e di vederlo sotto una nuova luce.
Anche il “medioevo” di Joy of Life può essere fertile e capace di assorbire il nuovo. Non esistono epoche “solo arretrate”: dipende da come vengono vissute e trasformate, lasciando il messaggio che il progresso non è destino, è una scelta culturale e politica.
Il passato non è destinato solo a ripetersi, ma può trasformarsi se riesce a imparare dal futuro.
Siamo tutti portatori di “passati” che non ci appartengono più e di “futuri” che non abbiamo ancora vissuto.
L’identità non è mai prigioniera del tempo, ma un incrocio di storie, memorie, eredità e possibilità.
Solo per questo messaggio, e la riflessione in me scaturita, l'opera meriterebbe 100 ( non 10), tuttavia, essendo un prodotto di regia, interpretazioni, sceneggiatura, scenografia e fotografia e accompagni lo spettatore per circa 30 ore, non mi sento di dare il massimo se per le 10 h finali mi sono annoiata, e gli altri comparti non hanno funzionato altrettanto bene.
Le musiche, colpiscono per la loro scelta insolita: a tratti moderne, con sonorità che includono ritmi latini in alcuni combattimenti per dare un torno farsesco e umoristico, l’uso marcato della chitarra o degli strumenti a corde che danno ritmo accompagnando quanto sarebbe accaduto da lì a poco. Nelle sequenze romantiche emergono ancora motivi moderni, che contribuiscono a dare un tono contemporaneo e quasi straniante rispetto all’ambientazione storica, rendendo la colonna sonora un elemento tanto originale quanto divisivo.
In sintesi è una delle opere più brillanti e memorabili della televisione asiatica recente: raffinata, intelligente e profondamente emozionante, peccato sia lontana dal definirsi un capolavoro per i seguenti motivi elencati in basso.
Cosa non ha funzionato:
1) L’impianto visivo della serie mi lascia più di un dubbio. La fotografia, costantemente scura e tendente al grigio, appiattisce l’immagine invece di valorizzarla.
Inoltre, elementi anacronistici minano la credibilità storica sebbene non sia una serie storica o meglio non ambisca a rappresentare fedelmente un'epoca storica precisa, tuttavia scarpe dall’aspetto moderno, dentature bianchissime e perfette persino sugli anziani e altri dettagli spezzano l’illusione scenica.
Sul piano dei costumi non si raggiunge il livello di accuratezza mostrato in produzioni come Lost You Forever: fatta eccezione per l’abito verde dalle maniche ampie del protagonista e per i completi del secondo principe, la resa complessiva risulta poco ispirata.
Particolarmente discutibili le calzature femminili, con zeppe in plastica e finte pelli traslucide che ricordano modelli ortopedici moderni.
2) La dimensione wuxia, che copre circa un terzo della serie, si rivela uno dei punti più deboli. Le scene d’azione puntano a stupire con voli e coreografie spettacolari ma l’effetto finale appare artificioso e già ampiamente visto. Nonostante alcune buone soluzioni di regia – come l’uso di slow motion alternato ad accelerazioni per simulare dinamismo – i duelli restano poco credibili. Basti confrontarli con i primi venti minuti di The Rebel Princess, dove il realismo delle coreografie e la fisicità dei combattimenti restituiscono una forza completamente diversa. Qui, al contrario, prevale una costruzione scenografica a scapito dell’impatto autentico.
3) L'arco narrativo di Bei Qi (quasi 1/3 della serie) non è allo stesso livello dei precedenti che avevano fissato un'asticella molto alta. Ero quasi annoiata e ho trovato la grande rivelazione di Xiao En troppo prolissa e davvero per nulla sconvolgente dal momento che c'ero arrivata già al quinto episodio, mi chiedo piuttosto come non ci sia arrivato il protagonista che è una vecchia volpe.
Anche le interpretazioni non sono ottimali come le precedenti, notevolmente al di sotto del livello del resto del cast veterano, nonostante apprezzi la scelta di un'attrice per interpretare il ruolo dell'Imperatore del Qin settentrionale ma non ha avuto neanche un briciolo del carisma dell'Imperatore, un uomo sciatto, in apparente stato di fattanza, che striscia in disordine, con ciocche di capelli sfuggite e in camicia da notte scollata che lasciava intravedere il petto, tanto che hai difficoltà a inchinarti ad una tale visione di negligente sciattume.
Il finale è molto forzato: una vecchia volpe come Fan Xian, intelligente, sveglio, scaltro, sempre diffidente si fida di una persona già solo visivamente ambigua , tanto da determinare un finale "shock", completamente inutile che poteva essere previsto ed evitato. Il romanzo è questo ma la sceneggiatura poteva rendere il tutto più convincente.
Per concludere, Joy of Life è scritto molto bene ed è originale, con dialoghi intelligenti e colpi di scena memorabili ma viene penalizzato dal ritmo calante e dalla resa tecnica non sempre all’altezza. Non è un capolavoro visivo, ma è uno dei c-drama più interessanti, narrativamente, della sua generazione.
👉👉👉👉👉👉👉👉 Il mio voto reale è 8,7 !
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In the Name of Alcohol
3 persone hanno trovato utile questa recensione
Una birra che non ubriaca
UNA BIRRA CHE NON UBRIACA.Nonostante una regia competente: il regista è lo stesso di business proposal e di un altro lavoro di successo, nonostante una sceneggiatura che propone dei dialoghi profondi e una storia interessante, nonostante la FL sia un mostro di bravura, chi ha visto i suoi lavori precedenti non può non notare lo studio sul personaggio e la sua versatilità, nonostante tutto questo, il lavoro non mi è arrivato, chiaramente ci sono delle emozioni che ho provato ma più legate alla vicenda personale della protagonista che alla storia d’amore.
Il protagonista maschile é bravo e bello ma non sempre puntuale con la recitazione, in alcune scene. Tuttavia come personaggio è interessante il modo in cui scardina molti stereotipi di genere e il modo in cui tratti il tema dell'ipersensibilità emotiva, una condizione psicologica molto poco conosciuta ma che esiste ed è presente.
Questo amore quando nasce non ha quel trasporto, quell’entusiasmo, quel nodo allo stomaco che ho provato in my Dearest Nemesis per esempio, o in business proposal. Credo che abbia influito una recitazione non sempre credibile del ML, la costruzione del personaggio della FL (che pure è interessante vedere una donna opposta e poco cute, come i drama ci propongono invece), anche lo stile di regia con continui primi piani iniziali di 45 secondi sugli occhi commossi dei protagonisti ha contribuito a rallentare il ritmo.
Lee Jong Won (ML) sta facendo un lavoro fondamentale dopo aver portato a termine con successo il suo terzo drama da protagonista quest'anno. In ogni sua interpretazione, si distingue con successo. La sua alchimia con Kim Sejeong (FL) è l'unico fattore discontinuo e altalenante.
Interessante la parte che tratta la produzione della birra, sia per quanto riguarda la conoscenza dei processi , che non conoscevo sia per l'ambientazione scenografica che ricorda moltissimo "un'ottima annata", film cult del 2006 con Crowe e Marion Cotillard.
Molto buona la scrittura per quanto riguarda la caratterizzazione dei due protagonisti , credibile e molto ben studiata (è normale sentirsi attratti da qualcuno che ha le caratteristiche genitoriali, lei fa il lavoro del padre ed è inibita come lui però è anche una persona che gli offre comprensione e protezione, a differenza del padre).
Consiglio senz’altro perché è un lavoro di qualità, con una storia interessante, però senza troppe aspettative emotive. La seconda coppia molto interessante ma anche loro mancano di intensità, tensione e trasporto. Inoltre la costruzione del personaggio di Oh Chan Hwi, della seconda coppia, non risulta credibile assolutamente, non spoilero ma una persona che ha il suo trascorso non é credibile abbia quella personalità. Mi viene da pensare che abbiano inserito sul finire questa evoluzione senza averla programmata dall’inizio.
Episodi 10 e 11 inutili.
Regia interessante.
Sceneggiatura discreta ma non sempre comprensibile nelle evoluzioni e nelle dinamiche finali dei due protagonisti, musica gradevole ma non indimenticabile.
Non mi è piaciuto:
1) La costruzione di un rapporto platonico tra tutti i personaggi
2) Evoluzioni non credibili dei personaggi (padre, amico della protagonista, famiglia di "miss bellezza").
3) Recitazione a mala pena sufficiente da parte di tutti, solo la FL si conferma un'attrice di spessore e versatile ma nel dare il voto ho dovuto fare una media complessiva delle interpretazioni di tutti.
4) Il ML è stato promettente e molto bravo in alcune scene, poi piatto e noioso in molte altre.
5) la FL cazzutissima ma sottona con i superiori si faceva urlare addosso da tutti .
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Romantic Doctor, Teacher Kim 2
3 persone hanno trovato utile questa recensione
Finalmente è arrivato il momento.
Sono ormai parecchi mesi che ho finito questo drama e finalmente mi sento pronta a scriverne la recensione. Premetto che ho visto entrambe le stagioni, quindi farò una recensione unica senza spoiler. Infatti l'unica cosa che differenzia le due parti è l'elemento romantico meno forte nella prima stagione e, per quanto mi riguarda, molto più presente e bello nel seguito. Per il resto la storia mi è piaciuta in ogni cosa. Mi è piaciuto che, nonostante gli inizi si assomiglino molto perchè entrambe partono con personaggi "indisciplinati" o cmq fuori rotta, con l'aiuto del dottor Kim tutti riescono a trovare e perseguire il loro vero obbiettivo.Gli sviluppi dei personaggi sono la cosa migliore, ma anche la storia che fa da contorno è davvero ben costruita. Il dottor Kim è sicuramente il personaggio più enigmatico e più potente dell'intera serie: ha sempre un insegnamento da dare nonostante i modi non proprio ortodossi di proporli, ma fanno ragionare anche chi sta guardando. Unico episodio che per me non esiste è lo "special". Non guardatelo, non ha senso di esserci XD
Per il resto, lo reputo una delle più belle serie guardate quest'anno, uno dei migliori drama che io abbia mai visto!
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Xu, Guo Wang Zai Dong Mian
3 persone hanno trovato utile questa recensione
Commedia romantica un po' banale ma con un'ambientazione piacevolmente insolita
Partiamo da ciò di cui proprio non mi capacito, ovvero l'immagine di copertina con la quale si presenta il Cdrama su questo sito: è assolutamente fuorviante. Non compare in nessuna scena e - tra gli abiti regali e la corona sulla testa di lei - fa pensare a una storia tra protagonisti di sangue blu. Trattandosi però di un drama a tema sportivo, la seconda opzione che viene in mente è quella degli abiti sfarzosi del pattinaggio artistico a coppie.Ebbene... Non c'entra proprio un tubo. Ma davvero niente.
Molto più fedele e verosimile quindi l'immagine promossa ad esempio su Viki, con i due protagonisti - lei appoggiata a lui - nello scenario invernale di una nevicata.
Nel concreto assomiglia molto alle molteplici commediole cinesi dalla sceneggiatura non particolarmente approfondita, dove i drammi (il duro e ingiusto colpo alla carriera di mangaka di lei piuttosto che il ritiro dalla squadra nazionale di lui) e gli ostacoli apparentemente insormontabili (i crucci per la solidità economica futura che riescono a incrinare la coppia nel presente) non sono, tutto sommato, così realistici. Manca un po' la coerenza nello sviluppo della trama, visti appunto i presupposti e le questioni importanti vengono gestite senza troppa logica, inframmezzate a un'infinità di scenette - pur simpatiche - ma di una superficialità e banalità stridente. Rispetto ai protagonisti, non mi hanno fatta impazzire: mi riferisco sia agli attori che alla caratterizzazione dei personaggi interpretati. Esther Yu - un tempo graziosa fanciulla i cui lineamenti sono stati talmente stravolti dalla chirurgia plastica da limitarne pesantemente l'espressività - interpreta una protagonista spesso petulante, a tratti infantile e chiassosa. Lin Yi, attore che esteticamente non mi convince appieno, porta in scena un Shan Chong non particolarmente accattivante e che alterna scene - sopratutto nella parte iniziale - abbastanza riuscite a lunghe carenze di spina dorsale.
Se singolarmente i due protagonisti mostrano delle evidenti lacune, la coppia sembra funzionare comunque abbastanza bene. Aiuta molto anche la presenza dei personaggi secondari, da Nan Feng e il suo strampalato fratello alla sorella di Chong, Shan Shan e il divertente Dai Duo, che ha saputo strapparmi qualche sorriso, al pari del ramato Lao Yan. I piccoli scorci legati alle loro vicende remano - fino a un certo punto - contro la noia che avrebbe altrimenti afflitto senza sosta tutta la parte centrale del drama.
Non è una visione che consiglierei caldamente - poco ma sicuro - sebbene non mi senta di definirla nemmeno una totale perdita di tempo. Ripeto, ricalca mille altri cdrama romantici di oltre 20 episodi con sceneggiature basate anche su idee potenzialmente interessanti ma sulle quali poi manca un investimento in termini di spessore. Una nota positiva, il tratto apprezzabile che forse davvero la contraddistingue un po', è l'ambientazione: piste innevate e acrobazie con lo snowboard che sono davvero un piacere da vedere.
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Semplicemente terribile...
Un'opera che non posso che definire "terribile", dopo aver vagliato una serie di aggettivi sinonimi anche peggiori. Il mio subconscio deve essere un po' autolesionista per avermi condotta, a pochi giorni da un'altro drama che includerei nella stessa categoria, a una visione - se possibile - ancora più agghiacciante.Abbiamo un lui, orfano di padre e con un trascorso povero e difficile, che incontra lei per via del matrimonio tra i rispettivi genitori. Sboccia l'amore poi subentra l'evento tragico che li allontana, con lui che fraintende in pieno le motivazioni di lei. Si ritrovano anni dopo, lui ora un uomo di potere e successo in cerca di vendetta, ma in realtà ancora innamorato della donna che - per punizione - costringe a un matrimonio forzato.
Il succo, sostanzialmente, è questo. Niente di nuovo e, se vogliamo, anche piuttosto misera come idea. Nel concreto è ai limiti dell'inguardabile.
L'attrice protagonista pessima e poco espressiva, perennemente in balia degli eventi.
Lui a dir poco agghiacciante: l'attore - esteticamente piacevole ma che manca di carisma e di un vero fascino - viene immortalato da tutte le possibili angolazioni ad effetto, manco fossimo davanti a una celebrità sul red carpet. Il personaggio interpretato è davvero malsano: aggressivo nei confronti della protagonista, verso la quale sfoggia un'irruenza che definirei più violenza che passione, alterna espressioni che vorrebbero essere di fredda crudeltà a sguardi affranti dagli occhi lucidi. Il matrimonio forzato non sta in piedi, il suo continuo sottolineare quanto sia volutamente inappropriato in quanto fratellastri (non consanguinei) lo fa suonare ancora più morboso di quello che sarebbe altrimenti. La storia si trascina in modo banale, le grandi motivazioni che vengono addotte non hanno di fatto alcuna fondamenta, i cattivi ci manca poco che si mettano un cartello sulla testa con scritto "ehi, sono io il cattivo!", tanto per far capire quanto davvero non ci sia coerenza tra il detto e il fatto.
Un prodotto che manca davvero della qualità minima, con un cast mediocre (del resto non basta un bel faccino per essere un bravo interprete e il fatto che l'attore protagonista sforni una media di sei o sette drama all'anno - che, per quanto corti siano gli episodi, se sommati raggiungono comunque una durata non indifferente - la dice lunga su come la quantità venga nettamente preferita alla qualità).
Una bocciatura netta e senza possibilità di appello.
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Lost You Forever Season 2
3 persone hanno trovato utile questa recensione
RISPETTO ALLA PRIMA RIMANE L'IMPOSTAZIONE ELEGANTE E RAFFINATA MA PERDE DI INTENSITA' E ROMANTICISMO
Avrei voluto dare 10 anche a questa stagione ma manca qualcosa rispetto alla prima nonostante comprenda ogni scelta fatta e il finale, che è sicuramente positivo, mi ha lasciato tristezza e in definitiva non mi ha soddisfatta.Mentre nella prima stagione il lavoro sui personaggi è stato accurato e non sono mancati i colpi di scena e le evoluzioni psicologiche in questa serie ho percepito , a parte qualche episodio un po' più leggero, della lentezza e della stanchezza, come se non si vedesse l'ora di chiuderla con la sensazione di un finale un po' sbrigativo e poco convinto.
La seconda stagione di Lost You Forever si caratterizza per la stessa eccellente fotografia, le splendide scenografie, i dialoghi meravigliosi e la colonna sonora onirica e inquietante che ha caratterizzato la prima stagione. Tuttavia, questa stagione è più cruda, più cupa e più crudele mentre segue il viaggio dei personaggi distrutti da scelte subite e spesso non sentite (il matrimonio di Xiao Yao, le manovre di TJ, la fedeltà di Xiang Lui all'esercito). Il serpente a nove teste, con una vita deformata dalle torture e dalle catene di un giuramento eterno che lo travolge, subisce questa eterna lealtà verso l'esercito del generale che lo ha salvato. Nonostante abbia iniziato il suo viaggio al limite del sadismo, si rivela per sua scelta vittima sacrificale, nobile e altruista in un modo che è al tempo stesso autopunitivo e doloroso. Il suo amore per Xiao Yao è autentico, premuroso in modo molto nascosto, puro, anche se cerca di seppellirlo sotto una costante negazione. Fino alla fine, il suo obiettivo rimane quello di fare ciò che è meglio per lei, anche se questo lo fa sprofondare nell'infamia o gli strappa il cuore. Diviso tra il sentimento e il dovere decide di agire per quest'ultimo sacrificando il primo, è sia salvatore che aguzzino, finendo per indossare la maschera dell' "angelo custode" (è un personaggio completamente bianco, dai capelli al vestiario e non solo perché si è coltivato nella neve ma perché è puro). Allo stesso tempo, la sua dualità traspare nella figura di Fangfeng Bei (vestito di rosso), un casanova spensierato, giocoso, spiritoso e civettuolo, che lascia intravedere la possibilità di quanto diverse sarebbero potute essere le cose in un'altra vita.
Non è vero, come avevo letto, che in questa serie è stata riservato tanto spazio al demone Xiang Lui, sebbene sia vero che subisca un'evoluzione positiva nonostante il suo passato, le sue convinzioni, le sue scarse abilità comunicative circa i suoi sentimenti, che ne determineranno quello che poi accade con dispiacere persino mio che non lo amavo come personaggio però il riscatto dalla sua oscurità è totale.
Ed è triste che la protagonista non ne verrà mai informata, però ormai ho capito che nelle serie cinesi "l'amore è un atto di fede" (se ami nonostante tu non sappia è come se per loro quell'amore abbia più validità).
Lo spazio che viene riservato maggiormente ad un personaggio è quello di Cang Xuan, reale protagonista della serie assieme alla cugina, e l'ho trovato davvero fastidioso e stancante. In questa serie ci sono delle evoluzioni determinate dalle vicissitudini e dai percorsi intrapresi nella prima stagione che determineranno scelte estreme e in altri casi poco convinte e credibili (non posso spiegare altrimenti spoilero).
Ora ha tutto eppure la sua testa è schiacciata sotto il peso della corona per cui ha lottato. Il suo amore per Xiao Yao è stato l'amico più vecchio e silenzioso che conoscesse, dopotutto è l'unica persona nella sua vita di cui si fida ciecamente, l'unica che è stata al suo fianco nel bene e nel male, che non lo ha mai abbandonato. Tuttavia, Cang Xuan è stato represso per troppo tempo e in questa stagione, lentamente, la cortina di cortesia inizia a sgretolarsi. La sua disperazione e il suo bisogno di lei hanno iniziato a fissare un'ossessione tanto autodistruttiva quanto egoista (è sempre vestito di nero, è un personaggio oscuro, non moralmente integro). Cang Xuan è un eroe tragico e profondamente sfortunato, il vero protagonista di questo romanzo, assieme a Xiao Yao, la sottile e intensa, disperata e struggente interpretazione di Zhang Wanyi ha reso questo personaggio imperfetto, distruttivo, subdolo ma anche tenero e compassionevole nella solitudine che reca con sé. Da un lato può essere oltremodo spietato e deciso per ciò che desidera, dall'altro trasuda paura e un' insicurezza infantile quando affronta Xiao Yao.
È il re di tutti tranne che ai suoi piedi, e il fatto che lei non possa vederlo lo sta logorando. Non riesce a ottenere l'amore di cui è affamato, quindi si nutre di sempre più potere, che lo mantiene sazio ma denutrito. Finché non diventa altro che un lupo che brama un amore che è sempre a portata di mano eppure a milioni di chilometri di distanza. Negli ultimi episodi sembra risolvere il dissidio interiore e fare pace con le sue ambizioni, scegliendo infine una strada che mantenga la sua coscienza pulita e le mani intonse (ciò che vedrete nell'episodio 18 della seconda stagione è in realtà accaduto realmente nel libro).
Altri personaggi, tipo la principessa A' nian che già aveva subito un percorso di crescita nella prima stagione lo ultimerà raggiungendo una piena maturità consapevole e una compostezza dignitosa che la renderanno uno dei personaggi più interessanti di questa stagione. Al contrario, personaggi che nella prima serie si erano rivelati positivi perderanno completamente la bussola pagandone le conseguenze.
Gli indizi sui finali erano tutti presenti nella prima stagione però questa serie è una serie più introspettiva e profonda della precedente, sebbene meno intensa. Vi dico solo che ci sarà un'evoluzione negativa per Cang Xuan il cui desiderio nella serie precedente diventa ossessione e stalkeraggio, invadente presenza e continua manipolazione della protagonista, il tutto reso con maestria e padronanza.
Pertanto, sebbene io abbia sperato in un epilogo diverso, non per la scelta finale che era obbligata e la migliore possibile quanto per le modalità con cui essa avviene e nel tipo di vita che la protagonista decide di intraprendere.
E' una stagione più cupa e intimista , con continui riempitivi di inquadrature di 90 secondi con effetti musicali e frequenti flashback del passato che appesantiscono la visione rendendo questa stagione meno fluida e interessante.
I baci che c'erano nella prima stagione qui sono stati girati frettolosamente e privi di convinzione, anche sul finale la coppia finale è stata diretta male secondo me, ha perso totalmente la componente di desiderio e l'intensità che era riuscita magistralmente a rappresentare in un famoso episodio quasi a fine della prima stagione, per questo io penso che molti abbiano frainteso il sentimento che determina la scelta finale scambiandolo per amicizia e comfort zone ma è solo un difetto di produzione secondo me, perché le scene di distacco sono strazianti , quelle di riunione sentite ma non proporzionali alla disperazione provata precedentemente. Per questo, nonostante riconosca che è sempre un lavoro molto ben fatto e superiore ai classici cdrama xianxia, l'ho lasciato con amarezza e un po' di delusione.
Finora Lost You Forever rimane comunque la serie drammatica più avvincente e immersiva che abbia visto, è un drama sottilmente psicologico, raffinato e di alta qualità. La regia, la sceneggiatura, le musiche e la recitazione sono tutte degne di lode; è un lavoro minuzioso, intimista e molto ben congegnato: il lavoro su ogni personaggio è preciso e minuzioso, strutturato e credibile. Il suo simbolismo introspettivo non lo rende fruibile da tutti, molti si concentrano sul triangolo trascurando che c'è molto di più dietro.. . È un'opera coerente, di due spanne sopra la media dei drama cinesi sia per le perfomance degli attori principali, sia per la fotografia, la sceneggiatura, le musiche, la scenografia. In poche parole, è un capolavoro.
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