Completo
Trigger
3 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 7, 2025
10 di 10 episodi visti
Completo 1
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Serie che preme il grilletto senza esitazione, ma non centra del tutto il bersaglio

Drama che preme subito il grilletto ed entra nel vivo della vicenda fin dal primo episodio. Trigger - "grilletto", per l'appunto - è un thriller incentrato sulla diffusione illegale di armi da fuoco, in un Paese dove alla popolazione non è permesso nè l'uso nè la detenzione.
Siamo in un contesto investigativo-poliziesco, il protagonista è un poliziotto interpretato da un attore che non conoscevo e che, di primo acchito, mi convinceva poco - forse perchè poco carismatico e vagamente anonimo - ma che si è rivelato poi performante rispetto al ruolo interpretato. Una buona scelta, dunque.
Fin dal primo episodio appare chiaro che il cast è stato selezionato con cura, soprattutto se si considerano alcuni personaggi secondari, dove ho ritrovato con piacere alcuni attori che hanno vestito i panni delle figure secondarie in molti drama di successo: parlo di Kim Won Hae, Jo Han Chul e Jung Woon In. Ma la vera punta di diamante entra in scena dopo qualche episodio, con un Kim Young Kwang accattivante (come già dato prova in Evilive) e che porta in scena un personaggio davvero complesso e imprevedibile. Il suo Moon Baek sembra saltato fuori dal nulla, stravagante e carismatico, affascinante e un po' spiazzante. Si empatizza subito con il nuovo personaggio che diventa compagno quasi casuale nelle indagini portate avanti dal Lee Do, al contrario sempre un po' ingessato, dando vita a un duo interessante e a tratti anche divertente. Ma Trigger è anche un drama dagli imprevedibili colpi di scena, per cui Moon Baek non solo fa il suo ingresso in ritardo ma fa scoprire - episodio dopo episodio - una realtà ben diversa. E insieme a un passato veramente pesante entra in scena anche il suo singolare occhio azzurro, con tutto ciò che concerne la sua vera identità.
Il tema centrale del drama sa quasi di esperimento volto a confermare una precisa teoria: chiunque, se sottoposto alla giusta pressione, scoppia. Le pressioni e fonti di stress sono varie e molteplici, dal bullismo (i ragazzi a scuola) alla non considerazione (la vecchia signora che ha perso il figlio, piuttosto che lo studente universitario dei primi episodi), passando per soprusi di diverso genere, desiderio di vendetta per un ingiustizia subita, e via dicendo. Non c'è distinzione tra buoni e cattivi, il punto di rottura viene oltrepassato dal mite studente accademico così come dallo stupratore agli arresti domiciliari, dal giovane adolescente vittima di bullismo alla madre che strenuamente protesta pacificamente per chiedere giustizia per la morte del figlio, fino addirittura al padre putativo del protagonista, un poliziotto ormai sulla soglia della pensione che tempo addietro aveva mostrato al piccolo orfano animato da rabbia e vendetta per lo sterminio della famiglia che la strada giusta era un'altra, crescendolo come un figlio.
Questo, sostanzialmente, rappresenta però il credo di Moon Baek, un giovane disilluso, abbandonato fin dalla nascita a una vita di atroci angherie, animato da un indomabile desiderio di vendetta che lo rende figura perfetta sulla quale investire da parte di un potente trafficante d'armi. Una vita senza un briciolo d'amore, da parte di nessuno, ma solo dolore, nel passato, nel presente e anche in quel poco che resta del futuro minato da una malattia terminale. E' un cattivo? Direi proprio di sì. L'espressione compiaciuta con cui osserva il malcapitato di turno imbracciare il fucile e compiere di punto in bianco una mezza strage è qualcosa ai limiti del sadico. Ma è anche un uomo che fa indubbiamente pena, un giovane intelligente che non ha avuto una solo chance nella vita e il cui unico desiderio prima di spegnersi definitivamente e sparire nel più completo anonimato - perchè nessuno si ricorderà di lui - è proprio il verificare la sua teoria, dimostrare che un altro tipo di vita non l'ha avuta perchè di fatto non era possibile: chiunque, portato al limite, finisce per reagire superandolo. In questo senso il suo disprezzo verso il poliziotto protagonista è massimo: una figura che sembra volta all'integrità, ma che in passato ha mancato di coerenza, arrivando a uccidere nel periodo passato nell'esercito, quasi uno sfogo per il massacro della famiglia vissuto da bambino.
Il finale, ovviamente, mostrerà che la teoria è sbagliata: nessuno è immune alle conseguenze potenzialmente violente di un crollo nervoso, ma lo si può affrontare e, in alcuni casi, contrastare o aiutare gli altri a fermarsi in tempo. Moon Baek non vedrà tutto questo, la sua è una strada a senso unico senza possibilità di retromarcia, il suo triste destino segnato da tempo. Per Lee Do la conferma invece di aver intrapreso la giusta direzione, nonostante un passato difficile e il ritrovarsi, a volte, ancora combattuto.
Bella l'idea, bella la storia, bravi gli attori. Scenografia curata, musiche non particolarmente memorabili. Complice una regia forse un po' ancora troppo acerba, il drama, dopo un buon decollo, sembra non riuscire a mantenere la quota costante. L'impressione è che nella seconda parte si potesse osare qualcosa di più, mentre invece si è andati un po' in fatica, chiudendo le molte parentesi aperte in modo un po' troppo scontato. Grilletto premuto con convinzione, ma bersaglio non propriamente centrato.
E' comunque una serie che reputo meritevole e che mi sento di consigliare, anche solo per il calibro degli attori presenti.

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In Corso 25/36
Lighter & Princess
6 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 24, 2025
25 di 36 episodi visti
In Corso 1
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 1.0

Lo stronzetto, il carisma e il Tappeto (lei): storia di una devozione senza dignità!

Regia:8 Scenografia: 8; Sceneggiatura:7,5
FRASE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA dello show:
"A volte ho l'impressione che il mondo sia un campo di battaglia, tutti lottano per resistere. Alcuni muoiono, altri si arrendono e altri continuano a combattere. Combattere richiede molta forza e coraggio, IO NON POSSIEDO TALI ABILITA' , QUINDI POSSO SOLO SEGUIRE QUALCUNO". Parole finali della protagonista femminile, Zhu Yu.
Un insulto ai deboli, ai fragili, al femminismo e a tutti coloro che non nascono GENI (quasi tutti) o sono tenaci, determinati, perseveranti. ORRORE !
Altra frase indimenticabile che illustra la sudditanza della protagonista femminile "Ho il mio re e sono il suo vassallo. Sono pronta a sventolare la bandiera e gridare, a combattere e morire per lui". Qualcuno la giudicherebbe romantica, nel contesto della storia, delle intenzioni e della psicologia del personaggio MA per me è mortificante servilismo. Una cronaca di :"Vita da Zerbina con Vista Stronzo".
Inizio questa recensione partendo dalla frasi della protagonista che mi hanno molto colpito, giusto per darvi subito un'idea di cosa vedrete.
Non ci sono parole per descrivere la tipologia di personaggio femminile che domina il lavoro: molto servile, di eredità confuciana, inizia con grinta e voglia di opporsi e alla fine si piega e diventa una zerbina innamorata.
Il lavoro è un po' una cronaca della "palla-pendula": lei che pende da lui e ogni tanto lo sfrutta facendogli compiere delle azioni che lei da sola non ha il coraggio o la possibilità di fare (perché è anche codarda), mettendolo a rischio.
Si ripete lo schema famigliare della piccola "Principessa viziata", figlia di papà ,che chiede aiuto a mamma e al papi, quando le cose non vanno per il verso giusto perché sostanzialmente non sa fare nulla da sola, manco pensare ad un piano di vendetta soddisfacente. Ora scomoda lui... .

La serie, ispirata ad un racconto di Twentine, è una rom com che parla della formazione e realizzazione di un genio, privo di abilità sociali, e di una ragazza di buona famiglia, cresciuta sotto una campana di vetro, manipolata dalla madre che la vede come protesi di se stessa.
La regia di "Lighter and Princess" è stata curata da Liu Chun Chieh e Ma Wei Wei, che hanno saputo bilanciare gli aspetti in modo efficace, creando un racconto curato e coerente.
La scenografia rispecchia l'ambientazione universitaria e le vite quotidiane dei protagonisti, con una fotografia di buon livello che cattura l'atmosfera e le emozioni delle scene, rendendo molti momenti esteticamente piacevoli, sebbene io abbia trovato gli ambienti un po' scarni e asfittici, però in linea con quelli che sono realmente i dormitori e i contesti universitari in Cina.
La sceneggiatura, basata sul lavoro di Twentine, è ben strutturata, con una narrazione che si sviluppa su più anni e spiega con cura ogni dettaglio, dai motivi dietro i comportamenti dei personaggi ai loro rapporti complessi.
La storia combina elementi romantici con temi più profondi come la gelosia e le difficoltà familiari, la solitudine, la voglia di riscatto e realizzazione personale, offrendo un affresco emotivamente ricco e coerente.
Molta attenzione e cura è stata spesa sui dettagli tecnici e tematici legati al mondo della programmazione, come codici, programmi, siti internet e sistemi di difesa informatica, che conferiscono autenticità alla vita dei personaggi e alla loro professione.

CASTING: Veramente azzeccata la scelta di Arthur Chen per il ruolo, ha il viso da ragazzo cattivo e indifferente, una voce molto interessante ( è un doppiatore quindi quella che sentite è davvero la sua voce, anche perché l'accento non è perfetto ma risente della dizione pechinese). Il doppiaggio della protagonista invece non è ottimale, ci sono dei momenti in cui il movimento della bocca non è sincronizzato con le frasi doppiate. Non è la sua voce.
Per quanto riguarda la protagonista femminile, la recitazione dell'interprete è stata molto buona, complice il feeling con il protagonista maschile, molto più che nella fioritura imprevista, anche se in quel ruolo interpretava una donna con "cazzimm'" e qui è invece imbarazzantemente incommentabile.
La psicologia dei personaggi principali è buona, credibile per i due protagonisti e meno buona per i secondari, specialmente il personaggio di Lao Gao, che inizia a covare risentimento e voglia di riscatto ma il voltafaccia finale non viene reso con qualche scena, magari montata dopo la scoperta del suo essere implicato.Comprendo che lo scopo sia quello di creare un colpo di scena ma risulta un po' too much per risultare credibile. L'attore comunque è risultato bravo nella resa emotiva e nella padronanza scenica.
Arthur Chen è stato bravo, performante, intenso e credibile, purtroppo non so se questo sia frutto di un casting azzeccato o sia i n grado di interpretare ruoli diversi .Non l'avevo mai visto, ma finora molto bravo, alla sua recitazione va un 8.
La protagonista come interpretazione merita un 7,5, molto meglio qui rispetto alla performance della "fioritura imprevista" che per me è stato un floop in confronto a questo , tanto da essere messa in ombra dai secondi protagonisti (sorella del protagonista e zie -concubine). C'è qualche scena in cui non è stata molto puntuale come resa, tipo quando lo rivede dopo 3 anni, lo sguardo non è sconvolto, sconcertato, compenetrato, intenso ma distaccato. Per questo e qualche altra scena non do un voto maggiore ma sicuramente la rivaluto rispetto a quanto avevo visto in qualche lavoro girato per giunta due anni dopo.

L'aspetto romantico è stato abbastanza lento (very, very slow burning) e casto nel loro sviluppo, mi è piaciuto il modo naturale in cui il rapporto evolve e si finisce insieme, senza quasi neanche dirselo, e l'espressività mimica con gli sguardi intensi degli attori principali, sebbene per quasi 20 episodi si assista ad "una gara di sguardi fissi", con primi piani troppo lunghi, che rallentano ancor più il ritmo terribilmente lento del racconto, insieme ad altre scene riempitive che nulla aggiungono e che potevano essere snellite o velocizzate. Quando la coppia si forma non mi ha dato invece alcuna emozione, le loro interazioni romantiche erano composte principalmente di tenerezze e battibecchi, solletico e altre stupidaggini più da 13enni che da coppia di adulti.
Si immaginava, dal tenore degli sguardi, una chimica bollente che si è rivelata soporifera e tiepida come un'esplosione implosa.
C'è una grossa asimmetria in questa relazione, lui è contro dipendente, è abituato a stare da solo, basta a se stesso, lei invece è una debole e fragile donna, ossessionata da lui che inizia e riprende la loro relazione, nessun insulto, manipolazione o maltrattamento (seppur a fin di bene) le basta per disamorarsi di quest'uomo perché non ha autostima e dignità, dipendeva dai genitori che hanno scelto tutto per lei e adesso ripete la stessa dinamica con lui. Lei non sa neanche quello che vuole e le piace nella vita, una volta capito questo si capisce il suo delegare vita, sogni, aspirazioni a terze persone. Inizialmente era interessante vedere come provava a conquistarsi un posto nel mondo universitario, consapevole di non essere un genio e di non riuscire a competere con lui, prova a farcela con l'impegno, poi ad un certo punto è come se gettasse la spugna e si mettesse al suo servizio, usandolo per lavare i "suoi panni sporchi" e determinando una tragedia.
QUANTO SAREBBE BELLO , ANCHE SE POCO REALISTICO, SE QUEST'UOMO AVESSE TROVATO UNA RAGAZZA NORMALE MA CON FIEREZZA E FORZA DI CARATTERE, E POI AVESSE PROVATO A RICONQUISTARLA??? E invece no, lui può senz'altro stare senza di lei, se LEI si sposa o muore a lui importa relativamente, è lei che manda avanti la relazione indefessamente, con tenacia e perseveranza accetta ogni insulto perché fondamentalmente ognuno accetta l'amore che pensa di meritare. RIPETO, E' LA DONNA PEGGIORE CHE ABBIA VISTO IN UN DRAMA ORIENTALE (100 finora visti).
Apprezzabile l'uso di una narrazione visiva che evita scene artificiose o banalità, preferendo momenti naturali e credibili, senza forzature o dialoghi poco realistici.
La regia privilegia un ritmo narrativo lento ma coerente, con flashback e ritorni al presente che aiutano a costruire una storia d’amore sfaccettata e profonda, supportata da immagini che sottolineano i sentimenti e le tensioni tra i personaggi.
Questi elementi visivi contribuiscono a creare un affresco romantico intenso e realistico, capace di coinvolgere lo spettatore senza cadere in cliché o artificiosità. Da qui il mio voto sulla qualità tecnica di realizzazione del lavoro che è 8!
Alcuni aspetti non mi hanno convinta e alcuni persino disgustata:
-la rappresentazione di un rapporto squilibrato e tossico, dove il protagonista maschile, Li Xun, si comporta in modo arrogante, rude e talvolta umiliante verso gli altri, ma viene comunque accettato passivamente dagli altri personaggi, cosa giudicata poco realistica e problematica. Li Xun è un ragazzo povero ma geniale che sente delle responsabilità più grandi di lui e ha altre priorità, rispetto all'amore, non vuole perdere tempo e odia l'ambiente accademico. Si pone subito come outsider, capelli decolorati biondi e un modo di fare di chi non deve chiedere niente a nessuno, prende da solo. Successivamente alcune vicissitudini e il rapporto con la protagonista lo avvicineranno agli altri, sembrerà più aperto e condiscendente e deciderà di infilarsi in una diatriba che la FL ha con un personaggio del suo passato, una diatriba più grande di lui che col suo carattere non saprà controllare e che determinerà degli esiti disastrosi.

- un messaggio negativo per le donne, che sembrerebbero dover sacrificarsi e fare da "ombra" a un uomo brillante, rinunciando alla propria realizzazione e dignità, con situazioni disturbanti come la mancata valorizzazione dei successi femminili e la tolleranza verso comportamenti abusivo-mannipolativi.
Pur in relazione per un periodo con la FL, il ML resta fondamentalmente un individualista, vive per se stesso e prende le decisioni in autonomia, non considera completamente la FL. Penso per una sua forma mentis, ma potrebbe entrarci anche il carattere totalmente succube e zerbino della protagonista.
Degna figlia di madre piovra, che decide tutto quello che la FL deve fare, per un breve periodo si affranca dalla famiglia per diventare il vassallo (cit) di lui, che è il suo RE e il mondo gira intorno a lui.

- protagonista maschile privo di evoluzione, mentre la protagonista femminile troppo sottomessa e passiva( zerbino fiero).
Sino alla fine riproporrà le stesse dinamiche relazionali, con gli altri e la FL ma a lei non importa, fiera zerbina gli corre dietro, patetica sino alla fine. La psicologia di lui è molto coerente e realistica, un ragazzo che ha vissuto molti tipi di abusi e privazioni, abituato a perdere chi ama e dovrebbe proteggerlo, ha dei compiti evolutivi fuori range per la sua età: decide di farsi carico della famiglia e quando sente di aver fallito decide di occuparsi, quasi come riscatto, di pazienti oncologici (la stessa malattia che lo aveva privato della madre). É un ragazzo rigido, freddo, apparentemente distaccato che percepisce il mondo in modo netto (bianco vs nero, senza sfumature di grigio). Per nulla espansivo, beffardo, sicuro di sé, rancoroso e con un narcisismo cognitivo ai limiti del patologico.

-il ritmo narrativo, soprattutto nella prima parte è lento e poco coinvolgente, con una storia che si sviluppa lentamente e con qualche difficoltà a mantenere l'interesse, condensare 10 episodi spalmandoli su un tot di 26 avrebbe aiutato;
- il genere realistico con cui hanno reso questo spettacolo è stato viziato da alcuni colpi di scena che lo rendono inutilmente tragico e un po' finto-calcato nella parte finale.
- racconto ridondante di dettagli inutili nei primi 17 episodi e storie chiuse frettolosamente o eccessivamente fantasiose negli ultimi 4 episodi.La famiglia della FL, ostativa della relazione scompare e quanto è verosimile dato che la figlia era su tutti i media dopo che l'azienda "cuore alato" ha avuto successo?!?

Questo spettacolo, pur avendo una buona realizzazione tecnica e una trama interessante, non riesce a riscattarsi completamente a causa di questi elementi tossici e del messaggio controverso trasmesso.
In sintesi, sebbene io possa riconoscere e apprezzare il feeling tra i protagonisti, questo spettacolo presenta aspetti negativi legati alla rappresentazione di dinamiche relazionali problematiche e a un messaggio discutibile sulla posizione delle donne nelle relazioni amorose.
Se ci avete visto una storia d'amore bellissima vi invito a interrogarvi sul vostro modello di amore e sulle relazioni che intrattenete. SERIAMENTE!

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Completo
When the Phone Rings
4 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 5, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

"È un 10 ma fa cose insensate"

Era da tempo che un k-drama non mi "prendeva" così bene: intrigante la storia, cliffhanger praticamente a ogni puntata, tutto sommato coerente con gli indizi disseminati nelle varie puntate, bella OST, ML e FL in parte e altrettanto i comprimari.

Peccato quei 20 minuti insensati nella foresta: non capisco il motivo di far diventare il ML un rambo che soccorre (da solo!) persone rapite dai ribelli né tanto meno la scelta della FL di andarlo a cercare con vestitino e foulard in testa.

Per le 11 puntate precedenti si merita comunque 8 1/2 tteokbokki su 10.

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Completo
La giornata dei bambini
4 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 1, 2026
9 di 9 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Bellissimo

Drama BL
bellissimo cinese ma girato nelle vie del Hong Kong 🇭🇰 . Nonostante sia stato fatto a basso budget e’ stato bellissimo in tutto … scene ambientazioni fotografie e colori tutto bellissimo!!
E anche sentire una lingua cinese diversa … Peccato per il doppiaggio delle voci non sempre sincronizzate.
Non sono mancate leggerezze e ironia , come le scene di vita dure e crude e di protezione, rispetto e romanticismo.
Musiche Ost bellissime .
Tutto il cast è stato bravissimo nel recitare il proprio ruolo .
Da applausi 👏🏻 dalla prima puntata all’ultima sono stati i due protagonisti davvero emozionanti, bellissimi insieme , e grande chimica.
Spoiler :
Il loro bacio finale è stato un momento emozionante recitato meravigliosamente e con le faccie del entrambi sanguinanti … che dolcezza .. un momento sofferto atteso e davvero che porterò nel cuore 💔.
Mi auguro tanto successo per questo drama perché se lo merita tutto . Voto 10 . 👏🏻

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Completo
Our Movie
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 9, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Un inno alla vita reso magnificamente da un cast d'eccellenza

Questa è una serie di un’eleganza e di un'autenticità a dir poco struggenti. Un piccolo capolavoro che aspettavo da tempo e che per certi versi un po’ temevo. Perché Namgoong Min è in assoluto il mio attore preferito, una recitazione di altissimo livello e un talento nel dare vita a personaggi memorabili ed estremamente diversi tra di loro. Al suo fianco una formidabile Jeon Yeo Bin, che dopo l’ottima prova in “Vincenzo” qui davvero supera sé stessa. Inutile dire che messi assieme hanno saputo regalare una prova davvero indimenticabile.
Sapevo che la storia ruotava attorno al tema di una malattia terminale, argomento che non mi fa solitamente impazzire perché non amo immergermi nella tristezza. Conoscendo le capacità di Namgoong Min, era anche chiaro non ci sarebbero state mezze misure, per cui emotivamente sarebbe stato davvero impattante e travolgente. E così è stato.
Il ritmo della storia non ha bisogno di essere incalzante per mantenere alta l’attenzione ma può prendersi il suo tempo, anche rallentare, per infondere significato in ogni passaggio e in ogni scena. Le banalità sono bandite, qualsiasi cliché scontato anche. Non c’è una trama contorta, riempita da una miriade di svolte impreviste e colpi di scena, semplicemente perché non ce ne è affatto bisogno. Non si fa volutamente leva sui sentimenti dello spettatore, forzandoli, ma questi emergono naturalmente davanti a una storia che si mostra nella sua totale autenticità e grazie al sopracitato talento degli attori principali che hanno evidentemente portato avanti uno studio attento e approfondito dei personaggi interpretati. La mancanza di artificiosità promuove una tristezza di un’intensità sorprendente: a catturare lo spettatore non è tanto una bella trama, ma una pioggia di emozioni alle quali è impossibile sfuggire. Tanti sono i livelli che si sovrappongono nel quadro generale, tante emozioni e storie, tanti ruoli e personaggi. Se l’aspetto più rilevante e di impatto è la malattia terminale di lei, si affiancano poi tantissimi altri nodi più o meno grandi, più o meno vecchi, da sciogliere con cura. C’è il passato di Lee Ji Ha, la perdita della madre, il difficile e contorto rapporto con il padre, le convinzioni che l’hanno condizionato praticamente per tutto l'arco intero della vita, influenzando i suoi rapporti con gli altri. C’è il padre di Lee Da Eum, sopravvissuto a un grande lutto e che convive con la consapevolezza di doverne affrontare a breve un altro. A loro si affiancano svariati personaggi secondari - dal produttore all'amica al manager all'ex rivale in amore - nessuno messo lì a caso. Non c’è un vero cattivo, siamo ben oltre la banale e semplicistica distinzione tra bene e male. Ci sono solo persone, con i loro problemi, le loro difficoltà, i loro pregi e difetti e la loro possibilità di crescita personale. Una moltitudine di sfumature di grigio che virano di continuo tra tonalità più chiare e più scure.
"Our Movie" è una serie che fa amare la vita, per davvero, con anche tutto il carico di sofferenza che comporta. Titolo azzeccato e con più significati oltre a quello più scontato, perché la pellicola che viene girata è una sorta di “Film dentro il film”, dentro quella storia dove ciascuno è attore e che si chiama vita. Strepitosa la caratterizzazione di Lee Da Eum, capace di alleggerire un ruolo altresì monotono con numerosi momenti di brio, freschezza e ironia. Una singolarità caratteriale luminosa e vivida, che riesce davvero bene all’attrice (anche in Vincenzo il suo personaggio mostrava aspetti decisamente non convenzionali). Altrettanto complesso il personaggio di Lee Je Ha, la sua evoluzione è davvero importante, il tornado emotivo che attraversa e la presa di una nuova consapevolezza che darà una nuova svolta alla sua vita si avverte in maniera nitida ed inequivocabile, così come le incertezze che deve affrontare, un amore al quale non si può sottrarre ma che deve anche riconoscere e accettare, in tutta la sua splendida e dolorosa bellezza. A quel punto si coglie l’essenza stessa del sentimento, non esiste più malattia, e il poco tempo che resta e che scorre fin troppo velocemente diventa solo…tempo. Tutto passa in secondo piano. Un vero e proprio inno alla vita.
Regia ottima, scenografia e fotografia di alto livello, musiche pensate ad hoc. Non si seguono mode, non si ricerca la perfezione o il grande effetto visivo: la sigla da sola parla chiaro. Un tocco da maestro sono anche alcune serie di fotogrammi in bianco e nero, oltre a inquadrature davvero cariche di un significato che non viene buttato in faccia allo spettatore, ma che si mostra nella sua semplicità. C’è da commuoversi anche solo per la bellezza tecnica dell’opera, dico davvero.
Il finale è perfetto, degna e giusta conclusione che non si lascia tentare da soluzioni prevedibili, magari anche piacevoli per il pubblico, ma che a conti fatti andrebbero a stridere con il senso di tutto quanto fatto. Namgoong Min arriva davvero al cuore, nelle ultime scene, con quell’elegante compostezza che da sempre lo contraddistingue, con il suo timbro di voce, calmo e profondo, e un’espressività che vale più di mille parole.
Ho pianto, molto. Non amo piangere per la tristezza, solitamente evito i drama di questo genere ma in questo caso davvero non potevo non vederlo.
Una serie, questa, che non credo verrà apprezzata appieno su larga scala, poiché bisogna essere disposti a soffrire con essa e a mettere da parte la ricerca di soddisfazioni facili e immediate, per quanto decisamente meno persistenti: gli avventori del “tutto e subito” la troveranno probabilmente lenta e noiosa, ci sta. Io stessa a volte ricerco visioni più leggere e meno impegnative, attendevo da tempo l’uscita di questa serie ma per apprezzarla a dovere ho aspettato di essere nel “mood” giusto.
Non posso che consigliarla, a chi ha voglia di cimentarsi in qualcosa di originale e stupendo, mettendo in stand-by “il solito” e accettando l’idea di gustarsi per una volta qualcosa di davvero diverso. Con il giusto approccio, non si può che rimanerne incantati.

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Completo
Youth Report
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da AleLu
nov 6, 2020
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5

Non capisco la votazione così bassa.

Se avessi visto letto prima le recensioni su mydrama forse non lo avrei guardato questo.
Sinceramente mi è piaciuto e ho letto che è stato rinnovato per la seconda stagione, non vedo l'ora che arrivi il 2022 per sapere come finirà questa storia.
La storia principale è bella ma anche le secondarie sono affrontate nel modo giusto. Lui è un modello che sogna di fare l'attore, è buono e non scende a compromessi, lei ha avuto una vita difficile e affronta la vita con razionalità.
Si incontreranno per caso, si troveranno per caso.
Sapranno affrontare le sfide che la vita riserverà loro?
Mi sento di consigliarlo, potrebbe pure scapparvi qualche lacrimuccia se siete come me.

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Completo
Gu Family Book
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
gen 20, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0

Un kdrama storico-fantasy meritevole anche per i non amanti del genere!

Serve una premessa doverosa: io sono decisamente refrattaria alle serie cinesi del genere wuxia e xianxia, non fanno proprio per me. Anche i kdrama storici (dinastia Joseon se non più indietro) non sono nelle mie corde, e i pochi tentativi di guardarli sono finiti tutti droppati (fa eccezione "My Dearest", ma perchè lì parliamo di un capolavoro lontano anni luce dalla maggior parte dei drama in circolazione, storici o moderni che siano).

Fatta questa premessa, si può capire come "Gu family book" non fosse propriamente il titolo più adatto alla sottoscritta. Da grande estimatrice di Lee Seung Gi avevo passato a setaccio tutte le serie/film da lui interpretati, saltando però a piedi pari questa. Complice la scarsa produttività del fanciullo sopracitato, il cui ultimo drama risale ormai a tre anni fa, mi sono convinta - non senza svariati dubbi - a dare a "Gu family book" una chance. E sono rimasta di stucco.

Drama davvero molto ma molto bello (ricordo che non amo i drama storici, ancor meno se fantasy), estremamente godibile e per nulla noioso come invece purtroppo mi succede sempre con questa categoria di prodotti.
C'è una bella storia, che evolve in modi spesso del tutto inaspettati e accompagna lo spettatore in un viaggio curioso e affascinante.
Siamo davanti a una serie che ha ormai più di dieci anni ma a dire il vero proprio non li dimostra. Il cast è di alto livello: oltre a Lee Seung Gi ho trovato molti altri attori decisamente validi. Molto buona - ma non perfetta - l'interpretazione della protagonista femminile (non so se mancava all'epoca di esperienza, ma in alcuni punti era evidente che stesse recitando); Yoo Yeon Seok, recentemente sotto i riflettori per via del popolare drama "When the phone rings", porta in scena un Tae Seo equilibrato, inizialmente debole e in balia degli eventi, sviluppa poi una maggiore sicurezza di sè e dei propri punti di forza; Gon Yi, interpretato da Sun Joon (attore interessante, sembra sempre un po' defilato ma tratteggia un personaggio al quale ci si affeziona e del quale non ci si stanca mai); il maestro Gong Dal, saggio e lungimirante, ma capace di stemperare i momenti altresì troppo seri con passaggi al tempo stesso astuti ma divertenti. E potrei proseguire con un'altra decina di nomi, perchè sono davvero molti i personaggi (e i loro interpreti) che mi hanno colpita positivamente.
Ovviamente, però, la colonna portante del drama è il protagonista maschile, Choi Kang Chi, interpretato da un sublime Lee Seung Gi. Non c'è storia, questo attore è di una bravura impressionante. Tra i suoi punti di forza c'è sicuramente il carisma: bello ma non bellissimo (se paragonato ad esempio al prestante attore che nel drama interpreta il padre, Gu Wol Ryung), possiede il fascino di chi sa conquistare semplicemente con il calore di un sorriso. Solare e divertente, capace di emozionare "da vicino", perchè è tutto fuorché insipido e distante. Non ha bisogno di lineamenti perfetti o di un'aura elegante per catturare l'attenzione, al contrario: molti dei personaggi da lui interpretati trasmettono una piacevole sensazione di informalità. Credo sia proprio questo suo pregio ad aver reso questo drama storico così apprezzabile ai miei occhi e così distante dalle serie esageratamente artefatte, ingessate e fin troppo composte che mi è capitato di vedere (e, prontamente, di abbandonare).
Molti sono gli attori capaci di apparire splendidi mentre fanno i duri, vestiti impeccabilmente, calati in ruoli autorevoli e sfoggiando temperamenti gelidi. Lee Seung Gi ci riesce con addosso camicie di seta dai colori sgargianti sotto a pellicce a dir poco voluminose e tagli di capelli improbabili (A Korean Odyessey), piuttosto che passando in rassegna le più strambe tonalità di tute in acetato (The Law Cafè), o ancora qui, in questo drama, dove il suo personaggio non sa nemmeno dove stia di casa la compostezza, perchè quello che emerge è sempre un protagonista vero e genuino, naturale ed espressivo proprio come lo è la sua recitazione.

Ho apprezzato che non ci siano stati inutili tiri e molla nella storia, lo sviluppo tra i personaggi è un crescendo continuo senza veri e propri triangoli o altri poligoni che tanto m'infastidiscono. Paradossalmente, laddove pensavo di aver individuato un classico clichè mi sono ritrovata anche a dovermi piacevolmente ricredere, perchè la scena che sembrava dovesse creare una frattura magari si risolveva all'istante, o al contrario la questione apparentemente banale andava velocemente trasformandosi in un qualcosa di più complesso. Tanto per fare un esempio...uno lo sa, che la questione dell'aracnofobia citata all'inizio prima o poi dovrà tornare e portare con sè il tema dei vecchi ricordi...ma non avrei mai indovinato il come e il quando). Pur non essendo una trama originalissima, sa comunque sorprendere nei modi e nei tempi, insomma.

Se poi vogliamo andare oltre alla storia quale susseguirsi degli eventi in sè, si arriva a quella che poi è la tematica principale, ovvero l'accettazione del diverso. Tentativo fallito per il padre di Kang Chi, ma obiettivo che anche per lui si rivela davvero un'impresa, perchè non c'è una netta separazione tra chi lo accetta e chi no: nel mezzo, con una miriade di sfumature, risiedono la maggior parte dei legami sorretti da una fiducia che è davvero precaria, pronta a crollare davanti al primo dubbio, al primo sospetto. L'essere davvero accettato per ciò che è, per davvero, significa avere la fiducia incondizionata anche nei momenti meno chiari e più critici, pena il rischio di un tradimento che, sotto sotto, resta sempre in agguato.

INIZIO SPOILER!!!
INIZIO SPOILER!!!
Chi ha già letto altre mie recensioni ormai sarà abituato a sentirmelo dire ma... Resto una fan del lieto fine. Ergo, ci ho davvero sperato. Non posso dire che la scelta fatta sia stata sbagliata, anzi, è stata molto coerente e non penalizza la serie (ma, il mio giudizio, proprio a causa di quell'egoistico desiderio, fa fatica a cedere l'ultima stellina). Il piccolo premio di consolazione degli ultimi minuti un po' attenua la sensazione, ma sebbene i volti siano gli stessi parliamo comunque di persone diverse, perciò non particolarmente gratificante, per quanto tuttavia anche simpatico. Un finale che all'epoca credo sia stato pensato come un finale aperto in previsione di un possibile sequel che però poi, purtroppo, non è andato in porto. Peccato.
FINE SPOILER!!!!
FINE SPOILER!!!!

Concludo consigliando la serie a tutti gli amanti del genere di sicuro, ma anche ai non (come la sottoscritta). Che abbia dovuto fare un salto all'indietro nel 2013 per trovare un piccolo gioiello come questo a fronte di un panorama di serie odierne sempre più numerose e con tutte le potenzialità della tecnologia moderna... beh, mi da molto a cui pensare...

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Quando la Vita Ti Dà Mandarini
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 10, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 10

C’è un solo avventuriero al mondo: é il padre di famiglia.

"C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: é il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun pericolo, al suo confronto."

Con le parole di Charles Peguy commento questo piccolo gioiello cinematografico, che consiglio di guardare con calma. Non è il solito stucchevole e sospirevole drama romantico ... ma molto di più.

"Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il disprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l’imprudente, contro il temerario,
Chi sarà tanto prode, o tanto temerario?
contro lo sregolato, contro l’audace, contro l’uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l’uomo che osa fondare una famiglia. Tutto è contro di lui. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Tutto si rivolta e congiura contro di lui. Gli uomini, i fatti; l’accadere, la società; tutto il congegno automatico delle leggi economiche. E infine il resto. Tutto è contro il capo famiglia, contro il padre di famiglia; e di conseguenza contro la famiglia stessa, contro la vita di famiglia. Solo lui è letteralmente coinvolto nel mondo, nel secolo. Solo lui è letteralmente un avventuriero, corre un’avventura. Perché gli altri, al maximum, vi sono coinvolti solo con la testa, che non è niente. Lui invece ci è coinvolto con tutte le sue membra.
…..
Nessun uomo al mondo è coinvolto nel mondo, nella storia e nel destino del mondo quanto l’uomo di famiglia, tanto quanto il padre di famiglia, così pienamente, così carnalmente.
E’ coinvolto dappertutto nell’avvenire del mondo. E anche in tutto il passato, nella memoria, in tutta la storia. È assalito dagli scrupoli, straziato dai rimorsi, a priori, (di sapere) in che città di domani, in quale ulteriore società, in quale dissoluzione di tutta una società, in quale miserabile città, in quale decadenza, in quale decadenza di tutto un popolo lasceranno, consegneranno, domani, stanno per lasciare, entro qualche anno, il giorno della morte, quei bambini di cui i padri si sentono così pienamente, così assolutamente responsabili, di cui sono temporalmente i pieni autori. Quindi per loro nulla è indifferente. Niente di quello che succede, niente di storico è per loro indifferente.
….
Solo il padre di famiglia mette in gioco, rischia, impegna infinitamente di più nella destinazione del mondo, nel secolo, nella destinazione di tutto un popolo; nel futuro di una razza. Nel destino di tutto questo popolo, nell’avvenire di questa razza impegna tutto, mette tutto, la sua carne e di più; si gioca la razza, si gioca davvero il popolo, si gioca la sua discendenza.
…..
Si crede di solito che il celibe, l’uomo senza famiglia è un uomo di fortuna(e), un avventuriero, che vive di avventure. Invece è l’uomo di famiglia che è un avventuriero, che vive non solo alcune avventure, ma una sola, una grande, un’immensa, una totale avventura; l’avventura più terribile, la più costantemente tragica; la cui vita stessa è un’avventura, il tessuto stesso della vita, la trama e l’ordito, il pane quotidiano. Ecco l’avventuriero, il vero, il reale avventuriero.

Charles Peguy, in Veronique."

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Goblin
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 25, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
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Potrei vederlo all'infinito⭐️

Se parliamo di un drama koreano che ho amato molto non posso che citiare "GOBLIN".
Non è stato il mio primo drama koreano, mi ricordo che il primo fu quello sugli F4 e mi incuriosì del genere. Una mia amica sa che amo il fantasy soprattutto se c'è dietro una bella storia d'amore così mi ha consigliato questo drama: L'HO AMATO DA SUBITO.
Kim Shin mi è entrato nel cuore anche Eun Tak, per non parlare di Sunny e del cupo mietitore.
La storia è fatta bene anche se si parla diun "amore triste", il finale dove lei muore mi ha spezzato il cuore in mille pezzi anche se poi le è tornata ma ha fatto comunque male.
alcune scene con il cupo mietitore mi hanno fatto piangere anche l'acqua del battesimo e devo dire che sono state fatte veramente bene.
Il finale fra lui e Sunny mi ha fatto stare bene: i due si incontrano nuovamente in una nuova vita mi è piaciuto davvero molto.
Non ho apprezzato solo una cosa: è durato troppo poco :'c e che lui ha dovuto aspettare per chissà quanto tempo il ritorno di lei.
Che Dio crudele 🥲
Detto questo lo amo, e sicuramente non mi stancherò mai di vederlo ⭐️

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Avengers Social Club
2 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 23, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Questa recensione può contenere spoiler

Una di quelle chicche che bisogna assolutamente vedere!

✨ Avengers Social Club è un drama di cui si parla troppo poco… eppure è uno di quelli che ti conquista e ti entra nel cuore.
Tre donne, totalmente estranee tra loro, si ritrovano unite da un destino difficile: vogliono vendicarsi di chi ha spezzato loro il cuore e la dignità. A loro si unisce Lee Soo Gyum, un ragazzo nato fuori dal matrimonio, portato in casa dal padre solo per convenienza e mai davvero riconosciuto come figlio.

All’inizio è difficile per loro fidarsi, capirsi, accettarsi… Ma episodio dopo episodio, vediamo sbocciare una splendida amicizia e una chimica irresistibile tra i protagonisti.

Il rapporto tra Lee Soo Gyum e la matrigna è una delle perle del drama: lui, cresciuto solo con l'affetto dei nonni e senza sapere cosa voglia dire avere dei genitori; lei, con un passato simile, riesce a creare con lui un legame che va oltre il sangue. 💛

Ognuno di loro affronta ostacoli, ma questo li rende più forti e capaci di proteggere sé stessi e chi amano:

Hong Do Hee combatte contro chi ha cercato di distruggere la sua famiglia con la menzogna.

Lee Mi Sook rompe il ciclo di violenze e abusi.

Kim Jung Hye finalmente inizia a vivere libera da un matrimonio soffocante.

E il dolcissimo Lee Soo Gyum trova il coraggio di affrontare chi lo ha abbandonato.


E non manca il lieto fine: anche i “cattivi” trovano una via per redimersi.
Il tutto condito da tantissimi momenti esilaranti ma anche toccanti che vi faranno ridere, emozionare e riflettere.

📺 Consigliatissimo se cercate un drama con cuore, forza, amicizia e un cast strepitoso!

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Dress Sleeved Red
2 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 19, 2025
17 di 17 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Una bellissima storia d'amore ispirata ad una storia vera

Una bellissima storia d'amore ispirata ad una storia vera
Lee Se-young è magnifico come Sung Deok-im, una figura ispirata e complessa. Deok-im è una donna che desidera vivere una vita semplice, indipendente e dignitosa, ma è inevitabilmente attratta da Yi San. Il dramma costruisce la sua personalità in modo che il pubblico possa apprezzarne la forza interiore, l'intelligenza e il coraggio. La sua relazione con Yi San è tormentata e struggente perché, nonostante l'amore, entrambi comprendono i rischi e le limitazioni del loro legame, soprattutto per lei.
L'accuratezza storica e culturale è un altro pregio del dramma. I costumi, l'ambientazione ei rituali della corte Joseon sono rappresentati con un'attenzione ai dettagli straordinaria, trasportando lo spettatore in un'epoca lontana con grande autenticità. Gli intrighi di palazzo e le dinamiche di potere si intrecciano alla storia d'amore, arricchendo la trama e offrendo uno sguardo profondo sulla complessità del potere e delle responsabilità re
La regia è elegante e rispettosa, e crea momenti di grande impatto visivo ed emotivo. La colonna sonora, con le sue melodie delicate e malinconiche, accompagna alla perfezione i momenti più toccanti, amplificando l'intensità del racconto e rimanendo impressa nella memoria dello spettatore
La storia d'amore tra Yi San, futuro re Jeongjo, e Sung Deok-im è ispirata a fatti storici. Il re Jeongjo fu davvero innamorato di una dama di corte chiamata Sung Deok-im, che, secondo le fonti storiche, fu una figura importante nella sua vita. Nella realtà, Yi San desiderava sinceramente che Deok-im diventasse una delle sue consorti, ma lei esitò a lungo, rifiutando per quanto possibile per via della sua indipendenza. Alla fine, tuttavia, accettò e divenne una delle sue concubine, ma il loro rapporto non fu facile e comportò numerosi sacrifici per lei.
Storicamente, il re Jeongjo fu un sovrano molto apprezzato per il suo tentativo di riformare la Corea e per il suo forte senso del dovere. Questo aspetto è stato ben rispettato nel dramma, che lo mostra come un uomo diviso tra le responsabilità di un monarca e il desiderio personale di una relazione sincera
Tuttavia, come in molti drammi storici, alcuni dettagli sono stati romanzati per rendere la storia più appassionante e coinvolgente. Ad esempio, alcuni aspetti della loro relazione e delle dinamiche di corte potrebbero essere stati enfatizzati per aggiungere intensità drammatica e profondità emotiva, rendendo il loro legame più intenso e contrastato rispetto alla realtà. Anche intrighi di corte e conflitti sono stati probabilmente amplificati per mantenere alta la tensione narrativa e offrire allo spettatore un'esperienza

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Descendants of the Sun
2 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 13, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 2
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Un film che ho amato e che rivisto mi ha fatto vedere i suoi limiti e abbassare il punteggio

Riguardandolo mi sono accorta che la prima immagine è quella del cielo stellato visto prima nella sua immensità e poi attraverso i fori che i proiettili hanno trapassato il casco di un soldato, sicuramente ucciso ... ecco, questa prima immagine ha in sé una potenza di comunicazione che pervade la serie che sto per riguardare.
Tutto l'universo è per l'essere umano, per il singolo uomo. Tutto è per la felicità del singolo, ma per affermarla bisogna lottare, mettere in gioco la propria vita e i propri talenti in qualsiasi campo si operi.
A differenza della maggior parte dei film occidentali in cui l'uomo deve autocensurare la sua potenza virile, la sua forza e la sua differenza dalla donna, finalmente delle storie d'amore nelle quali la donna, con diverse sfaccettature, è femminile, pronta all'accoglienza e alla cura dell'altro, che sia il proprio innamorato o semplicemente qualcuno che ha bisogno di essere accudito, e l'uomo è forte, generoso, disposto a dare la vita per il bene di coloro che ama e soprattutto a usare la forza contro i prepotenti e nella lotta contro il male.
Nel rewarch ho colto la prolissità e l'inconsistenza di alcuni personaggi che non cito per non spoilerare, sinceramente le scene lunghissime di lacrime e singhiozzi mi fanno premere il pulsante che le supera velocemente ... soprattutto tutti questi bravissimi attori ... ma perché li fate piangere come delle fontane ... ?? Quindi da 10 ho portato a 8,5 il punteggio.
Tolte un po' di scene con frasi da "baci Perugina", nel complesso, storie raccontate bene, con bellissima fotografia, bravissimi attori, grazie ai traduttori.

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Irrequietudine Primaverile
2 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 14, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 4.0

Sni

Se volete vedervi una serie carina; mezza divertente e non avete pretese di nessuna sorta, allora è il drama che fa per voi. Se invece cercate un drama che vi coinvolga fin dalla prima puntata, allora cambiate opera. A me non ha entusiasmato sia a livello di storia, sia per la chimica tra iprotagonisti.
La storia è di base burlesca, a volte esasperata e io non sono proprio un amante di questo elemento, quindi già partivo male, ma ho voluto cmq dargli una possibilità. Se debbo scegliere tra i due background, quello che mi è piaciuto di più è stato quello di ML anche per come è stata gestito mentre l'evoluzione di quello di FL mi ha delusa.
Per il resto non è per nulla un drama indimenticabile, con personaggi forti o una storia solida. Diciamo che trova il tempo che trova.

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The Vampire Lives Next Door To Us
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 11, 2025
Completo 1
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Un cortometraggio, omaggio a una tragedia e con un bravissimo Ji Sung: ha il suo perchè.

Una chicca di cortometraggio. Davvero breve, non arriviamo nemmeno a 20 minuti, ma ha indubbiamente il suo perchè.
Quattro attori soltanto, di cui uno che fa la differenza: Ji Sung, attore di indescrivibile talento che riesce a portare in scena un personaggio interessante in meno di mezz'ora.
Il suo è un vampiro che appare subito un po' atipico: si sveglia di soprassalto per l'incubo premonitore, lamenta il freddo e sobbalza per lo spavento. Ma l'atmosfera è indubbiamente fedele al tema vampiresco: le tinte scure dell'obitorio (unica location), la luce fredda e ridotta al minimo, il metallo gelido delle celle frigo, i canini aguzzi e pronunciati, un vago accenno di sensualità... a cui si aggiunge la mise di un vampiro in chiave moderna che mi ricorda molto l'eleganza decadente del Lestat di "Intervista col vampiro": giacca e cravatta, occhialini scuri, capigliatura folta e un po' ramata mentre tiene in mano un crisantemo bianco mezzo appassito. Eccentrico e stravagante come il Jhonny Depp dei tempi migliori (dalla capigliatura un po' stile Edward mani di forbice agli sguardi singolari e pesantemente truccati degni di Jack Sparrow).
Il cortometraggio risale a un anno dopo il disastroso naufragio del traghetto Sewol, ribaltatosi e poi affondato al largo delle coste della Corea del Sud nell'aprile 2014, causando la morte di oltre 300 persone, molte delle quali studenti in gita di una scuola locale. Non a caso, la ragazza morta per annegamento che viene portata all'obitorio è palesemente una studentessa e rappresenta ciascuna delle numerorissime vittime. I dettagli sono di un'importanza fondamentale, gli occhi aperti del cadavere - nonostante i tentativi di abbassare le palpebre - sembrano un chiaro monito: non si può e non si deve chiudere gli occhi sulla tragedia avvenuta.
L'elemento fantasy consente quindi una testimonianza diretta da parte della Nami rediviva: la sua è una chiara denuncia, che trova reale riscontro nei fatti storici (vero che ai passeggeri era stata inizialmente fornita l'indicazione di restare nelle proprie cabine, invece di avviare tempestivamente le operazioni di evacuazione; tristemente vero anche l'accenno all'abbandono, già che parte dell'equipaggio - tra cui proprio il comandante - sono stati i primi ad abbandonare la nave davanti all'ormai inevitabile inabissamento, lasciandosi alle spalle innumerevoli vite da salvare.
Un po' di contorno le figure degli altri due uomini, più che altro un espediente necessario per dare voce a specifiche uscite che sarebbero altresì suonate come dei vaneggiamenti deliranti individuali.
In conclusione, un omaggio decisamente particolare ma ben fatto e di buon gusto.

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Assistant of Superstar
2 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 1, 2026
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 7.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0

Rom-com classica (per trama e difetti) con un ML singolare e a suo modo carismatico

Drama per nulla pretenzioso. Nel concreto, non è davvero niente di che. Commedia classica, piena di clichè, con una storia prevedibile e tutto sommato semplice. Nessun significato nascosto da ricercare, nessuna tematica trattata in modo particolarmente profondo. Una serie "all'acqua di rose", insomma.
Il primo terzo è sicuramente la parte meglio riuscita. Fosse stato al contrario e la parte migliore fosse stata l'ultima, probabilmente non l'avrei vista poiché l'avrei abbandonato prima.
Nonostante un giudizio complessivamente appena appena sufficiente, l'ho guardata per certi versi volentieri. Non certo per la storia in sè, ma per il carisma dell'attore protagonista.
Non un attore bellissimo - sebbene nel drama vesta i panni di un Idol che si atteggia a super figo - e possiamo serenamente dire anche non particolarmente talentuoso a livello di recitazione. All'apparenza inoltre ricorda più un adolescente che un uomo adulto (cosa che all'inizio mi confondeva, non capivo se stava impersonando un ragazzo o che cosa), ma dotato di una qualità naturale che difficilmente si può acquisire altrimenti: il carisma. Non affascina, non intriga... Ma piace vederlo.
Lo si segue quindi con interesse mentre presenta episodio dopo episodio il suo personaggio, un giovane idol scorbutico e arrogante, testardo e imprevedibile. Nel rapporto datore di lavoro-dipendente che si instaura tra i due all'inizio lui non fa altro che sbraitare, sebbene sia chiaro nasconda qualcosa di più interessante, nel profondo. Tra piccoli gesti accorti compiuti con apparente noncuranza e la scoperta di eventi passati che un po' spiegano il perchè delle sue scelte, la vicinanza della nuova e improbabile assistente promuoverà in You Xi tutta una serie di cambiamenti e scoperte, non ultimo l'amore (fermo restando che rimarrà testardo e impulsivo nel predere certe decisioni e posizioni). Yuchi Yao Yao è una protagonista carina, ma tra i due rimane un po' in ombra. Rispetto alla recitazione, non so se l'attrice si sia trattenuta per dare a Yao Yao il profilo della ragazza con un "livello emozionale basso" (così come la definisce You Xi) o se la carenza stia anche nel limite della capacità interpretativa. Personaggio brioso e vivace, necessario per dare un po' di enfasi ad alcuni episodi altrimenti piatti, è sicuramente la giovane Pan Duo: una figura spumeggiante ma mai fastidiosa, capace di dare il giusto equilibrio al tono della serie. Sul fronte dei cattivi, invece, tanta desolazione: che sia l'attore nemesi di You Xi piuttosto che l'ex fidanzato di Yao Yao, il risultato è piuttosto deludente. Sfruttata male anche la co-protagonista raccomandata, incapace e poco brillante di You Xi, figura che è risultata semplicemente insipida mentre poteva essere impiegata meglio.
Nonostante nella prima parte You Xi passi la maggior parte del tempo a fare il viziato capriccioso, è però anche la parte del drama dove la storia tutto sommato rientra nell'accettabilità. Dal ritorno all'università per il corso di formazione in avanti si tende a superare quella che è la soglia del buonsenso in termini di esagerazioni, i clichè abbondano e diventano sempre più palesi e meno credibili, mentre la trama va perdendo di consistenza: lui e lei stanno finalmente insieme, la carriera di lui ha subito un duro colpo ma vuole ripartire meglio da zero. Tutta l'ultima parte è dedicata a riscattarlo agli occhi dei fan, "punire" i "cattivi" e a farlo tornare in auge (era così necessario dedicare tutto quello spazio? Non credo).
La logica manca anche in altri aspetti: lui è un idol super famoso, ma va in giro tranquillo come fosse uno qualunque e non se lo fila nessuno. Lei soffre di attacchi di panico nei luoghi affollati, ma quando sarà il momento - ah, l'amore, che miracolosa medicina! - riuscirà a fare un discorso decisivo davanti a tutti (tra l'altro in una delle scene più imbarazzanti, dove un evento stampa diventa teatrino di accuse e contro accuse dei personaggi che irrompono sul posto con affermazioni ridicole, se si pensa al contesto, ma sventolando foto o chiavette usb con filmati quali "prove inconfutabili" per mettere a tacere un gossip piuttosto che un altro). Si può sorvolare e accettare l'irrealtà di alcune situazioni, ma solo fino a un certo punto.

INIZIO SPOILER!
Il finale adotta un meccanismo già visto che davvero non mi piace: nel bel mezzo di una scena non particolarmente significativa, il lui (come in questo caso) o la lei della vicenda - senza motivo o riferimento alcuno - richiama alla mente tutti i bei momenti passati, si leva pian piano la musichetta dal sottofondo ed ecco... I titoli di coda! Per la serie: non sapendo come chiudere in bellezza facciamo che proponiamo una carrellata dei momenti migliori così abbiamo risolto.
FINE SPOILER!

A conti fatti, una commedia dai classici difetti, come ce ne sono mille altre. Quell'intermezzo spensierato che non lascerà il segno ma che, allo stesso modo, male non fa. Quanto meno, tra tanti titoli equivalenti, questa si gioca la carta del carisma che - nonostante il personaggio sia inizialmente tutto fuorchè simpatico o amabile - l'attore protagonista sembra saper suscitare.

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