Completo
17.3 about a sex
1 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 3, 2025
9 di 9 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

Drama adolescenziale che parla di tematiche molto attuali

Recensito da: Jade IG: _Dramalia_

Seino Sakura viene da una famiglia molto severa e mentalmente chiusa quando si parla di relazioni, sesso e quant’altro. Sua madre è il tipo di persona con cui non si può parlare e lei è cresciuta in un clima di repressione e disinformazioni tali da non avere quasi idea delle basi della sessualità. Purtroppo per lei il suo fidanzato, Ryusei, è il tipo che invece non vede l’ora di arrivare al dunque e quindi la invita a casa sua per fare sesso. Totalmente impreparata sull’argomento, Sakura chiede aiuto alle sue due migliori amiche: Tsumugi, una seria ragazzina inquadrata, senza alcun interesse per le relazioni, e Yuna, libertina e spensierata con alle spalle già cinque amanti. Le due, che in realtà non sono affatto esperte, la incoraggiano ad andare fino in fondo, ma quando si trova al dunque, nervosa e spaventata, scappa via di corsa. Scopre così che il simpaticissimo Ryusei non è altro che un manigoldo della peggior specie, che non solo ha raccontato a tutti che si è depilata le zone intime, ma che ha scommesso con gli amici di riuscire a portarsela a letto entro un mese. Sconvolta e amareggiata, Sakura si rifugia nel laboratorio di biologia, dove incontra Asahi Yu, un ragazzo strano, aperto di mente e assolutamente impossibile da mettere a disagio. Tra i due si instaura subito un bel rapporto e presto l’amicizia si trasforma in amore. Viene dunque fuori che Yu è pansessuale e che prima non ha mai amato una ragazza. Si apre così per Sakura un mondo nuovo, totalmente sconosciuto con cui fare i conti. Attraverso di lei e le sue due amiche ci avventuriamo nella sessualità e in tutte le sue sfumature. Passiamo attraverso l’asessualità, problemi di erezioni, verginità, malattie sessuali, gravidanza tra adolescenti, masturbazione, genitori bigotti e chi più ne ha più ne metta. Le tre ragazze si immergono lentamente nelle acque agitate della loro adolescenza, scoprendo più su loro stesse e sui loro amici e affrontando problemi quotidiani che permettono loro di ampliare orizzonti assai ristretti. Si destreggiano attraverso la scoperta non solo della sessualità, ma anche di come approcciarsi col prossimo, di come il sistema condanni gli adolescenti che fanno sesso, ma non li prepari ad affrontarlo. Ci sono temi caldi, in particolare quando Yu confessa di essere pansessuale e viene bullizzato dagli altri, perchè ha avuto rapporti con altri uomini. Oppure quando una ragazzina con un futuro brillante, per l’errore di una volta, finisce incinta a dover abbandonare la scuola che la rifiuta totalmente. Il tutto è condito di risate e di momenti commoventi davvero ben strutturati. Ogni puntata affronta un tema diverso, ma sono tutte collegate, sfociando nell’ultima in cui si vede veramente quanto Sakura sia cresciuta e sia finalmente pronta a fare sesso consapevolmente, affrontando sua madre a testa alta. Ho trovato meraviglioso specialmente il personaggio di Yu, un ragazzo goffo che sembra vivere nel laboratorio di biologia, interessato a tutto e assolutamente stoico nei suoi atteggiamenti. E’ non solo aperto di mente, ma sempre pronto ad aiutare il prossimo, generoso, comprensivo e delicato nei suoi atteggiamenti, insomma un vero gentiluomo. Ho apprezzato anche il modo in cui affrontano tutte queste tematiche, senza scadere nel banale, nel troppo stucchevole politically correct, o nella volgarità. Infatti, anche quando si parla della disinibita Yuna, con i suoi amanti e le malattie sessuali, non si ha mai l’impressione del troppo, dell’esagerazione o della caricatura. Anzi è tutto affrontato coi guanti bianchi e con parole chiare, quasi come se fosse una sorta di drama per insegnare qualcosa ai ragazzini di oggi. Il che non sarebbe male come pensata, se non che in realtà è tratto da un manga. E’ anche interessante il personaggio della professoressa di biologia che aiuta i ragazzi nella loro crescita, mettendosi sempre a disposizione e anzi, difendendoli a spada tratta nel momento del bisogno. E’ lei che alla fine fa comprendere l’importanza dell’educazione sessuale e di parlare chiaramente di problemi impossibili da affrontare in famiglia. Essendo un drama adolescenziale non ci sono scene spinte ed è tutto lasciato piuttosto all’immaginazione, benché si parli apertamente anche di masturbazione genitoriale. Nel complesso l’ho trovato interessante e scorrevole, anche se magari sarebbe stato meglio prendere attori con un minimo di chimica l’uno con l’altro, ma dopotutto non posso chiedere troppo.

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Yu Jian Ni Di Na Yi Tian
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 13, 2024
14 di 14 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Questa recensione può contenere spoiler

Dopo l'ep 11 un NO totale

Ah che bello, un basico classico office romance con il trope della coppia di facciata che non presenta drammi vari!
Se... buona notte!
Non so cosa sia successo agli autori di questo drama, cosa gli sia passato per il cervello perchè gli ultimi 4 episodi sono orrendi. L'11 è quello che segna la fine del bello, con la chiusura a cazzum di tutto il resto e anche del mio interessamento a riguardo. Ci sono degli svolgimenti, dei risvolti delle varie storie che proprio non hanno senso logico e quando c'è è tanto sbrigativo e veloce che potevano non esserci. Sembra tutto un ernorme tapullo. Peccato, perchè i primi 10 episodi sono davvero belli e rilassanti nonostante, attenzione, non ci sia nulla di nuovo del panorama.

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Black Knight
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 12, 2025
6 di 6 episodi visti
Completo 0
Generale 6.5
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 6.0

Serie distopica breve con una trama forse troppo concentrata

Drama distopico ambientato in un futuro smil-apocalittico. Durata breve, sei episodi da un'ora l'uno, potenzialmente congrui per sviluppare la trama proposta.

I PRO:
- l'attore protagonista, davvero azzeccato per il ruolo, è stato in grado di delineare un personaggio meno stereotipato del solito, dove l'essere un leader forte non si accompagna a tratti di prepotenza, immotivata freddezza o arroganza. L'ho trovato piacevolmente singolare, così come l'attore che lo interpreta, già visto in altre serie e che da sempre mi ha dato l'impressione di un'espressività particolare.
- lo scenario surreale, con l'umanità nettamente distinta in nuove classi sociali, la dipendenza da priorità diverse da quelle della vita pre-impatto del meteorite. Un'idea nuova, insomma.
- il personaggio del giovane corriere, rifugiato clandestino per anni nei settori generali. Non eccellente come 5-8, ma comunque di tutto rispetto.


I CONTRO:
- l'ambientazione monotona: polvere, grigiore, arredamenti ridotti all'osso. Per quanto sia coerente con la storia proposta, alla lunga tende ad appiattire l'interesse, visivamente parlando.
- il focus della storia, troppo concentrato. Sembra di assistere a uno dei passaggi di una storia che merita di avere un prima e un dopo, o comunque un'evoluzione più complessa. Tutto si concentra sul momento della grande svolta ma, per quanto possa essere stato pensato e curato e fatto bene, l'impressione è quella di aver letto solo una pagina del libro, per quanto scritta bene e interessante.
- I personaggi - di conseguenza - sono esigui e non molto approfonditi (anche la figura della sorella della militare, ad esempio, poteva essere sfruttata meglio).
- il cattivo di turno, davvero sottotono. E se manca un cattivo di prim'ordine, l'intera lotta dei buoni perde un po' di sapore, comunque ce la si vuole raccontare.

Concludendo: mi va bene averlo visto, l'inizio è stato promettente ma sono arrivata alla fine abbastanza insoddisfatta. Necessiterebbe di tutte le migliorie sopracitate per stimolare anche solo un rewatch.

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Doctor John
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mag 28, 2024
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 9.0

Medical drama di qualità e con un cast di alto livello

Serie ambientata in campo medico e che si sviluppa su più livelli: c'è il susseguirsi di casi clinici, sui quali i personaggi principali si confrontano valutando i sintomi, ipotizzando diagnosi e valutando metodi e approcci possibili e differente; c'è il delicatissimo tema dell'eutanasia, che forse incontro per la prima volta in un k-drama, e che viene affrontato a 360 gradi da ogni punto di vista e mettendo a nudo le tante sfaccettature, sia a livello teorico e di principi, etico e morale, sia nella concretezza dei fatti e delle conseguenze; c'è il tema della famiglia, la ripresa del rapporto rovinato con la sorella, il particolare rapporto con la madre e quello, più difficile e doloroso, con il padre in condizioni disperate; c'è la storia d'amore, che s'insinua lentamente ed evolve nei giusti tempi, ma che avrei voluto un po' meno platonica in dirittura di arrivo; trova spazio il tema dell'amicizia, tra i vari colleghi medici, e il tema del rispetto che si instaura tra iniziali nemici, tra il protagonista e il procuratore, oltre al tema della vendetta, vista come sia capacità di rovinare la vita altrui ma al contempo come unica valvola di sfogo al proprio dolore. Temi complessi, mai trattati con superficialità e leggerezza. E' tuttavia una serie che non risulta eccessivamente noiosa o pesante, benché il ritmo non sia di quelli incalzanti: le tematiche più impegnative vengono spezzate da momenti più leggeri, riconducibili all'ordinario (altrimenti sarebbe stato davvero un macigno difficile da digerire, al pari di un trattato medico sul tema dell'eutanasia, cosa che non è l'obiettivo di una serie televisiva). E poi c'è lui, Ji Sung, attore spettacolare e versatile, dove l'abilità recitativa comprovata dalla sua brillante carriera si arricchisce di un timbro di voce e una cadenza intriganti e uno sguardo in grado di bucare lo schermo, dotato di un magnetismo davvero unico e caratteristico. Un attore di altissimo livello che, come anche in altre occasioni, veste i panni di personaggi di altrettanto rilievo, già che il protagonista di questo drama non può non definirsi interessante, non solo per via della sua particolare condizione patologica ma anche per via di tutte le conseguenze che ne derivano, compreso il suo passato (periodo di detenzione incluso) e il suo modo di pensare e di affrontare la propria esistenza e quella degli altri. Quando un attore di alto livello ricopre un personaggio ben strutturato, ne deriva un binomio davvero vincente, punto di forza di una serie che comunque vanta di suo una struttura solida. A voler proprio mettere sul piatto due critiche, avrei preferito un maggiore sviluppo della storia d'amore, che nasce ed evolve nei giusti tempi, ma che sul finale meritava qualcosina in più. L'altro appunto riguarda sempre il finale, al di là dell'aspetto romance, mi aspettavo una conclusione che avesse lo stesso tenore del resto della serie, mentre invece ho percepito gli ultimi due episodi un po' come l'inizio di una fase calante. Complessivamente, però, resta davvero una gran bella serie, capace di far riflettere, sognare, piangere ed emozionare. Consigliata, senza il minimo dubbio, a tutti gli amanti del genere (e oserei direi anche non).

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Completo
Tomorrow
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 27, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 9.0
Acting/Cast 9.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Argomento controverso, ottimo drama ma a volte poco rispettoso dei problemi altrui

Suicidio è una parola terribile. Per alcuni un peccato inescusabile, sempre, per altri quella che sembra l’unica via di uscita da una situazione insostenibile, qualsiasi sia la motivazione.
Chi si avvicini a questo drama con problemi personali inerenti l’argomento, farebbe bene a procedere con estrema cautela, perché il togliersi la vita è l’argomento pivotale di tutta la serie, e per come la vedo io, non è sempre trattato nel modo migliore.
Tutto verte infatti intorno alla lotta quotidiana di una piccola squadra speciale di Grim Reapers, tristi mietitori, angeli della morte, shinigami o come vogliamo chiamarli, il cui compito è di impedire il successo agli aspiranti suicidi. Questo perché, nelle premesse di questo drama, l’anima che rinuncia volontariamente al dono della vita finirà all’inferno e vedrà recidere tutti i legami che la collegano alla sua esistenza, senza possibilità di incontrare nuovamente quelle persone nelle reincarnazioni successive. A questa squadra formata dalla energica Goo Ryun e dal suo sottoposto Im Ryung Goo, si unisce per sei mesi un giovane apprendista, Choi Joon Woong, una ragazzo alla perenne ricerca di un lavoro, finito in coma per aver cercato di salvare un aspirante suicida.
Nel corso delle 16 puntate di questa serie ci sarà presentata un’ampia casistica di motivazioni per le quali gli esseri umani (e in un caso addirittura un cane) possono decidere di togliersi la vita. La squadra di prevenzione suicidi riuscirà a prevenirli, ma il focus del drama verte spesso sull’esposizione a chiare lettere di come un comportamento apparentemente non decisivo possa causare conseguenze devastanti in chi ne viene colpito. Bullismo scolastico, cyberbullismo, cattivi rapporti al lavoro, pettegolezzo… tutte cause apparentemente “leggere”, forse, in confronto ad altre più pesanti, come possono essere la rovina finanziaria della famiglia o la perdita di un bambino o una persona cara. Ma per chi le vive da dentro non esiste gradazione di dolore, solo il proprio personale inferno e gli aguzzini vanno messi di fronte alla proprie responsabilità.
Purtroppo, a prescindere dale cosiddette soluzioni che vengono trovate per dissuadere gli aspiranti suicidi, ho trovato a volte un approccio troppo semplicistico al problema. Sostanzialmente è come se ti venisse detto: è tutto nella tua testa, datti una mossa che tutto passa. Ma chi si dibatte in certe reti, fino ad arrivare a pensare di togliersi la vita, difficilmente riuscirà a liberarsi da solo: ha bisogno di aiuto esterno, così come ne hanno i protagonisti di queste vicende. Molto probabilmente, avrà bisogno anche di uno psicologo e, salvo difetti nella mia memoria, di aiuti psicologici in questo drama non se ne vede l'ombra. Eppure, in un paese che ha uno dei più alti tassi di suicidi al mondo, la salute mentale dovrebbe essere una priorità. Il fatto che il problema venga glissato completamente mi fa sospettare che esista un forte stigma contro la malattia mentale, la vergogna sociale di non essere all'altezza. E, in questo, il drama ha peccato di mancanza di coraggio, per cui per me rimane semplicemente un prodotto di intrattenimento che però, in taluni casi, potrebbe addirittura fare più male che bene.
Gli attori sono stati tutti molto bravi. Kim Hee Sun è stata un’ottima protagonista, sia in abiti moderni che in costume, un’eroina dolente dagli occhi espressivi. Rowoon e Yun Ji On sono stati due ottime spalle (perché sinceramente il giovane apprendista non mi è sembrato avere questo ruolo così preponderante, tale da poter dire che è il protagonista maschile). Discorso a parte per Lee Soo Hyuk che, pur non essendo prevalente, possiede comunque un carisma tale da spiccare anche in parti non principali. Anche gli altri attori di contorno, le figure dolenti cui sono stati dedicati via via gli episodi, hanno fatto un ottimo lavoro.
Ho apprezzato molto che una puntata sia stata dedicata alla tragedia delle comfort women, un crimine contro l’umanità per cui i giapponesi ancora oggi rifiutano di scusarsi e che, come il negazionismo della shoah, da alcuni è ancora non creduta.
I costumi sono stati molto soddisfacenti, sia nelle parti moderne che in quelle ambientate secoli fa. Le musiche hanno ben sottolineato l’azione e il comparto tecnico ha fatto, a mio parere, un ottimo lavoro.
Ho purtroppo percepito un poco di stanchezza a causa della ripetitività dell’azione: un susseguirsi di casi umani da salvare, mentre i rapporti tra la protagonista e il Grim Reaper interpretato da Lee Soo Hyuk fungevano da collante, invero non troppo efficace. Anche il coma del ragazzo è stato sfruttato abbastanza poco… insomma per la mia percezione la maionese è rimasta un pochino slegata, ma senza togliere molto al gusto della preparazione. Il finale potrebbe lasciare la possibilità della realizzazione di una seconda serie e, pur essendo soddisfacente, non posso dire abbia terminato la serie col botto.
In sunto, un drama piuttosto cupo, anche se condito con abbondanti dosi di speranza e qualche sorriso per le interazioni degli abitanti dell’altro mondo, coi suoi parallelismi con quello dei viventi. Ottimo lavoro, che avrebbe potuto essere anche migliore. Ma, ehi, ce ne fossero!

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DoDoSolSolLaLaSol
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da AleLu
dic 8, 2020
16 di 16 episodi visti
Completo 2
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 10
Valutazione del Rewatch 1.0
Questa recensione può contenere spoiler

Si poteva finire meglio

La premessa è che non giudico un drama dalla fine.
La storia è secondo me costruita bene. I colpi di scena ti tengono attaccato alla storia, non li ho trovati neanche troppo esagerati come accade a volte. I due protagonisti sono carini, ho apprezzato che non ci fosse tutto lo scandalo per la differenza di età che avevo trovato in "Something in the rain". E poi i personaggi secondari? Li ho amati tutti. La storia di Kim Man Bok e sua moglie, il rapporto madre figlia, il legame con la musica, le possibilità che si perderebbero senza un'occasione, le seconde possibilità.
E poi il destino, mi piace come è stato trattato qui, mai scontato.
Nota di merito per le OST.


Spoiler








Veniamo alla critica principale mossa al drama.
Indubbiamente si poteva realizzare un finale migliore, hanno provato con un happy ending troppo forzato.
Mi è sembrato sbrigativo e senza senso. La madre di lui che si disperava per la morte del figlio, 5 anni senza sapere nulla di lui, 5 anni di vuoto totale, neanche un epilogo finale su cosa sia accaduto 5 anni prima.
Ma ora ammettiamolo, lo desideravamo tutti un finale felice per questi due. Speravamo che dopo tante lacrime DoDoSolSolLaLaSol avrebbe potuto riabbracciare Rara.

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Wind-Bell
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 27, 2019
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 6.5
Acting/Cast 8.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa settimana io e mia sorella tra un On Air e l’altro abbiamo visto Wind Bell, questo drama di soli 10 episodi da 14 minuti, non ha una trama molto complicata però è una visione serena e rilassante, buona parte dell’attenzione è concentrata sulla bellezza dei luoghi, dal mercato coperto alla pensione tradizionale ecc...insomma posti che a tutte noi piacerebbe visitare in un futuro viaggio in Corea.
Non è un capolavoro perché in 10 episodi di 14 minuti l’uno è davvero difficile caratterizzare i personaggi ma nonostante tutto a me è piaciuto per l’atmosfera piena di sogni
Quando sentiamo il suono di una “wind bell” , ricordiamoci che quella melodia magica è un regalo del vento ????

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Mask Girl
1 persone hanno trovato utile questa recensione
set 4, 2023
7 di 7 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 6.0
Parto dal presupposto che non mi aspettavo una trama del genere, ma piuttosto una storia con la solita morale sulla "bellezza interiore" e via dicendo...Mi ha colpita particolarmente. Ho trovato molto interessante e piacevole poter vedere la storia da diversi punti di vista andando avanti con gli episodi. Gli attori hanno recitato molto bene le loro parti tanto da farmi credere fossero reali; mi ha stupito particolarmente Nana ( non ha avuto molte battute, ma i suoi occhi dicevano molto).
Questa serie ha saputo prendere un tema già trito e ritrito trattandolo in maniera totalmente diversa ,senza mai scendere nel banale con i soliti stereotipi. Come ben sappiamo l'aspetto esteriore è il nostro "primo biglietto da visita" e in paesi come la Corea del Sud questo vale ancora di più.

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Secret Fruit
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 26, 2025
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 6.5
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Un film leggero, nel bene e nel male, sugli amori adolescenziali

Più che un vero e proprio film, sembra un breve momento, o uno scorcio. Per come la vicenda occupa il tempo a disposizione, assomiglia più a uno degli episodi di un drama che a un'opera autoconclusiva, insomma.
Al centro le dinamiche degli amori tipicamente adolescenziali: due amici d'infanzia, lei già un po' interessata a lui, lui che si prende un cotta per l'insegnante, lei che prende le distanze e reagisce con i meccanismi - anche un po' immaturi - tipici dell'età, lui che nel vuoto lasciato da lei riconosce l'importanza del loro rapporto e, archiviata la cotta per la docente, si torna al duo iniziale d'apertura, di nuovo vicini ma con qualche consapevolezza in più.

La sceneggiatura rispetta i passaggi prestabiliti ma non lascia il segno: manca d'incisività, sembra riportare un racconto piuttosto che provare a dargli vita. Carina, delicata, ma non particolarmente toccante o che vanta chissà quale chimica tra i protagonisti.
Rispetto agli interpreti, non conoscevo l'attrice mentre ho ben presente Arthur Chen (Chen Fei Yu), già che sono giunta a questo titolo proprio grazie alla sua filmografia: una prova un po' acerba, la sua, ma sensata considerato che all'epoca del film era un giovane diciassettenne. Sicuramente il ruolo era nelle sue corde: il distacco, la freddezza composta e il timbro di voce di un'eleganza controllata fanno del personaggio di Dua Bo Wen un ottimo precursore di Li Xun (spettacolare protagonista del drama "Lighter & Princess", interpretato sempre da Chen qualche anno più tardi).

Al di là della componente prettamente romantica, però, non c'è in realtà molto altro e tutto si riassume in uno spaccato legato a un'età dove anche i "piccoli problemi di cuore" vengono vissuti in modo amplificato e totalizzante.
Una visione che definirei "leggera", in tutte le molteplici accezioni - positive e negative - del termine.

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The Blood of Youth
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 9, 2024
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 9.5
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Per chi piace l'avventura, questo drama è spettacolare!

Guardando questo drama, la prima cosa che viene da dire è "Marvel spostati"! Mai visti tanti poteri eccezionali come in questo drama! Una storia di spada e di misticismo, di fratellanza e valori morali. C'è il cattivo di turno, è ovvio, ci sono i traditori, senza i quali il drama non sarebbe cosi coinvolgente.
Un cast molto numeroso, locations molto belle, costumi pazzeschi, cosi come il trucco e le ambientazioni.
Gli attori sono stati tutti all'altezza, ognuno ha molto ben caratterizzato il proprio personaggio, dall'enigmatico e ombroso oltre che astutissimo ed intelligente protagonista, il Sesto Principe, al coraggioso e leale Lei Wu Jie, un ragazzo dotato di grande volontà e moltissima simpatia, al filosofico e potente monaco Wu Xin, il quale evidenzia la contraddizione fra l'essere un monaco ma stare a capo di una setta demoniaca.
Per fortuna non ci sono le solite storie d'amore che mettono i bastoni fra le ruote, anche se le accoppiate ci sono, e quella fra Xiao Se, il Sesto Principe e Sikong Qian Luo non è assolutamente convincente. C'è ammirazione da parte di lei, simpatia da parte di lui, tutto lì, insomma di amore qui non se ne vede neanche l'ombra, ma meglio cosi, avrebbe potuto essere di intralcio ad una storia cosi articolata.
MI è piaciuto molto l'Imperatore, eccellente l'attore che lo ha impersonato. Nell'ultima puntata prima di morire, è cosi spontaneo, cosi calato nella parte, che commuove.
Il finale è stato molto soddisfacente, non ha lasciato cose a metà.
Sarebbe stato bello vedere di più Wu Xin, il quale inizialmente, pensavo fosse lui il protagonista.
Non mi sono piaciute le musiche, con voci stridenti e fastidiose.
Un drama che lascia con il sorriso sulle labbra e fa star bene, 40 puntate che sono volate.
Un grandissimo grazie al team di traduttori italiano!

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Falling for Innocence
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 24, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5
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Bella serie, abbastanza all'altezza delle aspettative. Nessun elemento innovativo, abbiamo un drama con un buono ma scomodo che ci lascia le penne (il poliziotto fidanzato della protagonista), un cattivo che diventa buono (il protagonista), il buono che diventa cattivo (l'amico) e la protagonista. Seguono a ruota alcuni personaggi secondari che ho comunque apprezzato, Wendy in primis. Gli intrecci della trama seguono alcuni temi principali: quello della donazione del cuore dal fidanzato poliziotti a Kang Min Ho, i suoi piani di vendetta e per i quali si è speso tutta la vita, l'evoluzione a paladino dell'azienda che inizialmente voleva affossare, oltre al venire a patti con tutta una serie di emozioni e sentimenti mai provati/accettati prima. Cuore nuovo, vita nuova, insomma. I giochi di potere per il controllo dell'azienda mantengono un buon ritmo, non c'è mai quella mossa geniale alla "Doctor Prisoner" ma complessivamente l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione è raggiunto. Avevo messo in conto il triangolo lei, lui e il cuore dell'altro...tirato forse un po' troppo per le lunghe. La protagonista è il tallone d'Achille della serie a mio avviso: non è riuscita a trasmettermi nulla, l'ho trovata davvero insignificante, non una grande prova di recitazione, ed è un peccato perchè il personaggio in sé aveva un buon potenziale. Molto meglio riuscito invece il personaggio di Kang Min Ho, ben strutturato e dalle molte sfaccettature e ben interpretato da un attore, Jung Kyung Ho, che avevo già avuto modo di apprezzare in Cruel City e che vedo azzeccato per questo genere di ruoli (tra l'altro qualcosa in lui mi ricorda vagamente Namgoong Min, il mio attore preferito in assoluto). Ergo, una bella serie, niente di eccezionale, ma comunque graziosa. Consigliata? Perchè no...

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Kill Me, Heal Me
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Ciocia
lug 31, 2025
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 7.0

Bella commedia sentimentale e dramma psicologico

E' la secondo serie che vedo sulla malattia DID ( disturbo dissociativo d’identità ) dopo Hyde, Jakyll, Me.
Mia curiosità: i 2 protagonisti apprezzati in Familiar Wife del 2018, li ho poi rivisti singolarmente in Hyde Jekyll Me e questo Kill Me Heal Me, entrambe le serie sul disturbo DID, entrambe erano state girate nel 2015.
Bella serie, intensa e un pò commovente, ma anche simpatica e divertente. Ancora una volta bravo il protagonista Ji Sung, ad interpretare le varie personalità. Alcune intense, altre simpatiche, tutte importanti e ben incastrate tra loro.
Anche se dura 20 puntati, non stancano mai ( solo un pò la prima metà della penultima puntata...), la trama principale cattura abbastanza e si vuole andare avanti per capire cosa era successo nel passato, il dramma che ha causato tutto. Bene l'amore che crescerà tra i 2 protagonisti, che come spesso accade, "predestinato" dal passato che ritorna.
Confrontandolo con Hyde Jekyll, questa serie ha qualcosa in più, più profonda sia per trama che per le varie personalità.
Decisamente consigliata se vi piace il genere.
Rivedibile: si ci sta, ma non troppo.

Colonna sonora, in risalto la canzone principale, bella e reppata, ma soprattutto facendotela sentire più volte ad ogni puntata, non può non entrarti in testa: Auditory Hallucination - Jang Jae In
Di contro, le altre non mi sono rimaste in testa.

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New Life Begins
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 30, 2026
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 8.5
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 5.0
Stanca.. molto, molto stanca.
La trama non è brutta, anzi ci sono molte cose che mi sono piaciute tra cui sicuramente l'unione della maggior parte delle donne coinvolte e la parte comica/romantica della prima parte. Bisogna dirlo: ad una certa il romanticismo tra ML e FL viene completamente messo da parte a favore di tante altre situazioni che coinvolgono una marea di personaggi e questo elemento viene ripreso solamente alla fine. Peccato che oramai su di me non faceva più alcun effetto perchè era passato troppo tempo dall'ultima volta, quindi carini ma non mi hanno emozionata come all'inizio.
Alla fine, l'evoluzioni che più mi hanno colpita sono state quelle di Yin Qi e quella di Hao Jia. Soprattutto Yin Qi: ho adorato davvero tutto di questo personaggio perchè dapprima relegato a semplice spalla comica, in realtà evolverà in una storia molto profonda.
Tutto il resto però alla lunga mi ha annoiata. Mi è stato venduto come un prodotto rom/com e invece è principalmente una propaganda per la lotta femminile in chiave slice of lice. E per carità, nulla di male in questo. Però non era quello che volevo vedere. Alla lunga poi qualcosa, principalmente negli ultimi ep, ho skippato dalla noia. Sorry but no sorry.
Nel complesso non è un brutto drama, ma dovete tenere presente che la questione romantica non è la principale.

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Quando la Vita Ti Dà Mandarini
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Ciocia
ott 5, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 10
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.5
Questa recensione può contenere spoiler

Serie drammatica sulla vita, amori e sofferenze di 3 generazioni

Presente su netflix in lingua italiana, l'ho vista per vie traverse in lingua originale come consigliato.
Sarò breve, le recensioni lunghe e dettagliate non mancano. Bello, fatto molto bene, ottimi sentimenti sulla vita, sull'impegno, il cercare di tirare avanti superando ogni difficoltà della vita, sia di soldi che altro. Si attraversa un lungo periodo storico della Corea, attraverso 3 generazioni, con la nostra protagonista prima bimba/figlia, poi ragazza, poi madre, poi nonna. Tutto perfetto? Personalmente no, anche colpa del genere che non mi fa impazzire ( vedi anche Reply 1988 ), ma non mi ha mai catturato completamente, non mi ha emozionato. Personalmente guardo i K-drama per le emozioni, e queste possono darmele anche delle commedie sentimentali sempliciotte. In alcuni momenti ho faticato a guardarlo. C'è da dire che attraverso personalmente un brutto momento, e anche questo potrebbe incidere, o forse dopo tante serie, sto raggiungendo un pò di assuefazione al genere ( in effetti non mi commuovo alle lacrime da alcune serie ).
Sia chiaro, ottima serie, consigliata. IU sempre carina e brava ( l'ho adorata in My Mister, il mio capolavoro assoluto ).
Nota personale: Mi prenderò una pausa dalle recensioni su mydamalist, devo capire se sono io ad essere cambiato, e quindi dovrò ristabilire un mio target nel recensire/dare voti.

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Physical: da 100 a 1
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 25, 2023
9 di 9 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 7.5
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

Di 100 solo 1

Veramente bello. Fatto più o meno bene, diciamo che da un prodotto di Netflix mi aspettavo di più dal punto di vista di produzione, editing e roba varia, ma tutto il resto è proprio bello da vedere e enjoyable (al momento non mi sovviene la traduzione). Allora, parto col dire che sono molto contenta del fisico che ha vinto e doppiamente perché era uno degli atleti che tifavo, però ogni singolo “atleta” (le virgolette le metto perché non tutti sono atleti nel senso convenzionale del termine) mi ha fatto piacere seguire il suo percorso, che questo sia stato corto o lungo, da qui appunto il 10 al “cast”. Altra cosa molto interessante sono le sfide, sia la prima che non è altro che un Death Match uno contro uno sia quelle in squadra che il finale, che sono state fatte in modo da valutare tutto: forza, agilità, resistenza, ma anche le capacità di strategia e di lavoro di gruppo. Quindi devo proprio dire che dei “reality” o affini che ho visto prodotti in Corea, questo è forse il mio preferito e spero che posso essere rinnovato per una prossima stagione proprio per vedere altre sfide così vissute e vedere se ala fine il trend del fisico migliore si mantiene simile a quello di questa stagione o se fisici molto differenti vinceranno. Un’altra cosa che ho amato vedere è il rispetto fra gli sportivi, il cameratismo che si veniva a formare in gruppo e generalmente il bel feeling che si sentiva anche durante le sfide stesse. Nel complesso credo che meriti sicuramente di essere visto, anche solo per il fatto che il vincitore fra le altre cose ha spostato assieme al gruppo una barca da 1.5 tonnellate e si è fatto le sfide finali praticamente una dietro l’altra. Ecco se avete Netflix e buon tempo, come me, la serie è super consigliata

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