Completo
While You Were Sleeping
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 3, 2021
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0

Un drama stratosferico!!!

Un drama stratosferico!!! Non ci sono altre parole per descriverlo.
La trama è particolare e intrigante.; c’è la parte legal, la parte romance e la parte fantasy (che riguarda i sogni premonitori). Durante le puntate ci troviamo di fronte a scene commoventi, drammatiche, romantiche e comiche.
Gli attori sono tutti bravissimi e la storia ne guadagna. Ho amato il rapporto tra i tre protagonisti Leo Jong-suk, Bea Suzy e Jung Hae-in. Ci fa capire che la vera amicizia esiste e cosa vuol dire tenere veramente ad una persona. Mi sono piaciuti tantissimo anche i personaggi di contorno che rendono il drama corale.
La storia d’amore c’è ed è dolcissima me mi è piaciuta tanto anche la parte legal che mi ha tenuta sempre con il fiato sospeso.
Un drama da guardare ASSOLUTAMENTE!

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Doctor Prisoner
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
dic 31, 2023
32 di 32 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 9.0

La vendetta è un piatto che va servito freddo.


TRAMA: questo drama mi ha ricordato molto una serie americana, Revenge, a sua volta ispirata al celebre romanzo di Dumas, Il Conte di Montecristo. Che si parli di corruzione, brama di potere o giustizia, il fulcro della storia è la vendetta: la "giusta" vendetta, pianificata a lungo e con cura fin nei minimi dettagli da parte del protagonista, capro espiatorio in un passato che l'ha visto pagare - ingiustamente - un caro prezzo. La serie si concentra sulla messa in atto di tale piano di vendetta, e per lo spettatore è davvero intrigante seguire gli sviluppi, molti dei quali apparentemente imprevisti, mentre in realtà si va via via a svelare un disegno intricato e machiavellico architettato da tempo.
Curiosità e suspance non mancano, e ciò mantiene alta l'attenzione dello spettatore di episodio in episodio.
A livello di sceneggiatura, l'impronta legale e la sfera medica, nonché il contesto del penitenziario sono tutti ingredienti ben equilibrati tra loro, dove nessuno soverchia l'altro in modo predominante (il troppo stroppia, si sa). Unica nota dolente, che mi impedisce di dare un 10 e lode, è la totale mancanza di romance: va bene che non è una commedia romantica, ma i requisiti anche solo per un leggero accenno, tra il protagonista e la dr.ssa Han, c'erano tutti. Sarebbe stato un tocco apprezzabile e non avrebbe alterato minimamente la struttura principale della serie. Peccato.
Il finale lascia aperto uno spiraglio a un possibile sequel. Sono passati quattro anni, ma personalmente continuo a sperarci.

CAST: la scelta di guardare questa serie è stata in primis influenzata dalla presenza dell'attore protagonista, che apprezzo particolarmente. E, anche stavolta, non ne sono rimasta delusa: Doctor Prisoner ci mostra un Nam Goong Min davvero superbo, dove la sua grande capacità espressiva e il suo timbro di voce davvero unico ci regalano una recitazione di altissimo livello, vestendo perfettamente i panni dell'abilissimo stratega Na Yi Je. Una menzione anche per Kim Byung Chul, attore che non conoscevo e che ricopre il ruolo antagonistico di Sun Min Shik, precedente direttore del penitenziario nonché uomo avido di successo e potere. Un po' fiacca invece l'attrice Nara - alias Dr.ssa Han - che ho già avuto modo di incontrare in altre serie e che, ancora una volta, sembra sfumare in una recitazione che manca di incisività. Al contrario, un prezioso tocco di vivacità va attribuito al personaggio di Oh Jung Hee, interpretato da una effervescente Kim Jung Nan.

MUSICA: Niente che meriti di essere segnalato. A livello sonoro ho apprezzato la nota ricorrente, quasi un sibilo stordente, nei momenti in cui la scena raggiungeva il vertice della tensione.

Unico vero neo della serie: la mancanza di sottotitoli in italiano (confido che prima o poi si provveda, perchè merita più di molti altri Kdrama tradotti in svariate lingue).

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Beside the Sky
1 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 14, 2026
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 4.0
Valutazione del Rewatch 3.0

Non regge il paragone con la parte 1

Aspettavo con ansia l’inizio della seconda parte di Fourever you (avendo amato molto la parte 1), ma questa prima storia, purtroppo, non mi ha entusiasmata molto. Sarò sincera: verso la fine avevo quasi perso interesse per la storia. Nel complesso è un bl carino e abbastanza leggero, con quel pizzico di dramma che rende tutto meno banale e scontato, ma ci sono un po’ di cose che non funzionano. Innanzitutto Bever, bello ma non molto spontaneo nella recitazione; il modo in cui Phoon prima allontana Fah e poi, come se nulla fosse, decide di corteggiarlo; la situazione del padre di Phoon che viene risolta in un batter d’occhio da Fah; il mod poco chiaro in cui Fah capisce che Phoon è qualcosa di più di un Nong. Insomma, capisco che non è facile adattare una novel abbastanza lunga e corposa in una serie di 8 episodi, ma avrebbero potuto fare molto di meglio, soprattutto curando meglio i dettagli.
In conclusione, vale la pena guardarla? Si, ma senza avere chissà quali aspettative.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Mr. Sunshine
1 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 27, 2025
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Gun-Glory-Sad ending

Mr. Sunshine è un capolavoro struggente: romanticismo, dolore, bellezza e tragedia tutto insieme.
La storia d’amore è intensa e profondamente inusuale, i personaggi sono meravigliosi (e destinati a farti male), e il trio di protagonisti maschili ti regala momenti di leggerezza prima di pugnalarti alle spalle emotivamente 🔪.
Sì, a volte il ritmo è lento, ma ogni scena è una tela dipinta con cura.
Le ultime quattro puntate? Una devastazione annunciata.
Ah, e quelle prime parole imparate da Ae-shin — Gun, Glory, Sad Ending — non erano messe lì a caso. Preparati.
—————
Mr. Sunshine is a heartbreaking masterpiece: romance, pain, beauty, and tragedy all wrapped into one.
The love story is intense and deeply unconventional, the characters are wonderful (and destined to break your heart), and the trio of male leads brings you moments of lightness… right before stabbing you emotionally 🔪.
Yes, the pace can be slow at times, but every scene feels like a carefully painted masterpiece.
The last four episodes? An emotional devastation, fully announced.
Oh, and those first words Ae-shin learned — Gun, Glory, Sad Ending — were definitely no coincidence. Get ready.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Even Sun Series
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 10, 2022
6 di 6 episodi visti
Completo 1
Generale 8.0
Storia 8.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Questa recensione può contenere spoiler

se cerchi vibes estive sei nel posto giusto

Quando ho saputo di questa serie mi sono subito fiondata a vederla, non mi aspettavo che facessero una mini serie prima di between us che uscirà tipo a novembre (mo non ricordo benissimo quando).
La trama mi è sembrata alquanto carina, peccato che l’abbiano portata male nel corso degli ep, tutto era confuso, hanno messo la verità solo alla fine, cosa che succede già normalmente nelle serie ma bho secondo me già se dicevano tutto al quinto ep facevano meglio in quanto poi avrebbero potuto chiarire meglio il tutto, sopratutto non capisco il perchè Athit ha strappato quel foglio, ceh finalmente ti restituiscono i soldi e te li rifiuti pure, bho ma secondo me l’ha fatto in primis per morale, magari non voleva soldi dal padre della persona amata bho.
Poi hanno messo in mezzo quella cosa di loro da bambini e io ero tipo “wtf mo me lo dite”, l’hanno messa all'ultimo ep e neanche vediamo se Sun se n’era ricordato.
Vabbè in ogni caso ho amato loro due, il loro rapporto cane-gatto e la carineria assoluta.
Riguardo la seconda coppia il tutto era stra bho, confuso, la loro storia è veramente carina poi il padre del tizio…che odio perchè non voleva far gareggiare il figlio e poi senza neanche accorgercene gli stava bene, l’ha fatto gareggiare e ha anche accettato il rapporto del figlio con quell’altro ragazzo bho.
Colui che ho odiato di più è stato il padre di Sun, imbroglione che sfrutta i soldi degli altri ingannandoli e ne va pure fiero, poi quando ha mandato Sun sull’isola e lui aveva scoperto che i debitori erano loro, non Athit, Sun l’ha chiamato e quel demente invece di aiutare il figlio in diffcoltà, ha fatto finta di nulla, povero Sun, il padre non lo merita.
Riguardo la relazione tossica di Nemo non ho capito neanche io come sia finita perché sembravano essersi lasciati ma comunque si son scordati quel tizio sull’isola, vabbè meglio così sennò poi Nemo doveva affrontare ancora tutta stra relazione tossica.
In generale non capisco come molte persone odino questa serie, infatti ho visto molti commenti negativi riguardanti questa siete dicendo fosse inutile ma boh io personalmente l'ho trovata veramente carina da guardare, nonostante tutti gli aspetti negativi penso comunque sia qualcosa di molto bello da guardare.
Penso sia una serie molto leggera, fresca, mi dà proprio le vibes estive e proprio per questo mi piace.
Poi ha pochi episodi, è una storia molto leggera da vedere ed è anche molto carina, effettivamente è una di quelle serie che puoi guardare quando vuoi vedere qualcosa di poco complicato e che non ti scervella quindi veramente per quando vuoi guardare qualcosa di molto soft, semplice.
Che poi seriamente quanto ho amato Prem con i capelli arancioni e quegli occhiali stra fighi, ho amato molto anche l’intro, da vibes estive e fresche.
Approvata, la consiglio.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
TharnType
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
ott 15, 2022
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 8.0
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 10

Ha dei problemi, ma mi piace tanto

Indubbiamente questo drama ha un sacco di problemi, e alcuni argomenti seri e importanti come consenso, abusi e omofobia vengono trattati un po' troppo alla leggera o in modo sbagliato, ma la storia romantica c'è e funziona, e funziona molto bene perchè i due protagonisti sono bravi e hanno carisma e chimica il che rende quello che sulla carta potrebbe sembrare un prodotto meno che mediocre, qualcosa di invece molto valido. Anche il cast dei comprimari è scelto molto bene e funziona, così come la colonna sonora e la regia e questo aggiunge valore al tutto. (Basta guardare la seconda stagione per notare come una regia diversa purtroppo abbia abbassato il livello precedentemente raggiunto). Credo che questo drama sia la prova di come un buon cast possa innalzare delle trame basiche o semplici. E di come trame semplici e magari imperfette ma che contengono comunque una crescita dei personaggi e un loro sviluppo, riescano a salvarsi dal crollo, e anzi a brillare.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
The Best Thing
1 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 26, 2025
28 di 28 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Ma che patatini!!!!

Ovviamente la chimica tra i due protagonisti ha giocato per me un ruolo fondamentale nel tenermi incollata allo schermo ma per fortuna c'è stato altro che ha aiutato e che ha stuzzicato la mia curiosità. Primo tra tutti il fatto che abbiano trattato la medicina cinese: non vi nascondo che mi ha incuriosita tanto che ho iniziato a fare ricerche per conto mio su questa pratica e mi si è aperto un mondo immenso XD Cioè, ma quanto è stato carino che ogni episodio fosse dedicato ad una pianta diversa legata a questa medicina?

Ho apprezzato anche la storia del ragazzo della protagonista e tutto quello che ha circondato questa situazione, questa evoluzione ovviamente molto impattante su FL. L'ho trovato un modo interessante di aprire una storia d'amore, una cosa diversa dal solito ecco. Mi è piaciuto come è stato gestito il tutto, senza forzature o roba senza senso solo per accontentare lo spettatore.

La seconda parte del drama la ricordo meno, ma ne serbo in generale una piacevole memoria.

Sono sicura che potrebbe essere un bel comfort zone dovessi trovarmi in una situazione che lo richieda,

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Light
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ott 1, 2024
42 di 42 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 7.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
Perchè la recensione abbia un senso, va detto che stavo cercando una serie sulla linea di "Fall in love".
Drama, anche questo cinese, anche questo ambientato nella Shanghai degli anni '30.
Durata - in termini di episodi - però doppia, e meno incentrata sul romance, o meglio, un minor equilibrio nell'intreccio tra la storia d'amore e gli intrighi.
Dal punto di vista dei personaggi, ho apprezzato esteticamente la protagonista, meno invece il personaggio maschile principale. Dubbi anche sulla caratterizzazione: lei spesso prende decisioni discutibili, lo spettatore difficilmente riesce a immedesimarsi. Lui, poco incisivo: come il superbo Tan Xuanlin di "Fall in love" è sicuramente molto intelligente e intuitivo, anche un pochino strategico nelle sue pianificazioni (mai come l'altro), ma manca di fascino, di quell'aura che incute un reverenziale timore che caratterizzava invece comandante Xuanlin. Certo, il contesto può influire, qui abbiamo un banchiere con un passato da povero garzone alle spalle, dall'altra parte il capo di un armata militare (l'austerità fa pendant con la divisa, dopotutto). In una commedia di intrighi e strategie, non mancano certo segreti e sospetti. In questa serie però il sospetto s'insinua spesso tra i due protagonisti, che si nascondono tanto a vicenda. Nell'altra - il paragone è più forte di me - la coppia non vacillava quasi mai: lei a volte non capiva subito gli intenti o le mosse strategiche di lui, ma c'era una fiducia incondizionata di base che è stato un vero valore aggiunto alla storia, valore che in questa serie è mancato. Al contrario, qui la coppia protagonista è ben poco salda, tant'è che non solo viene messa alle prove più volte, ma spesso crolla proprio, con conseguenze anche irreparabili. Complessivamente direi che si tratta di un drama abbastanza buono, discreto, ma nulla di più. Temo proprio di aver già visto la serie migliore di questo filone e la ricerca di qualcosa che sia allo stesso livello continua a portarmi a paragoni un po' deludenti o critici. Forse, per apprezzare al meglio questa serie, il giusto consiglio è di guardarla PRIMA di vedere "Fall in love".

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Typhoon Family
1 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 4, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

La dove crolla il mondo..nasce una famiglia

Typhoon Family ci porta nella Corea del 1997, in piena crisi economica, seguendo il percorso di Tae-poong, un ragazzo costretto a crescere troppo in fretta per salvare ciò che resta dell’azienda di famiglia. Accanto a lui c’è Mi-seon, concreta e silenziosamente forte, il cuore emotivo della storia. Insieme creano una coppia solida, unita, capace di resistere alle avversità anche quando tutto sembra andare in frantumi.

Ogni personaggio aggiunge un tocco in più: un frammento di umanità, un gesto che parla, un dolore che rende tutto autentico. È una famiglia non costruita sul sangue, ma sul rispetto, la lealtà e un’amicizia che si fa ancora più potente proprio nei momenti di profonda crisi.

L’antagonista è stato davvero impeccabile: ci ha fatto arrabbiare dall’inizio alla fine, diventando il motore nascosto di tutte le disgrazie della Typhoon. Eppure, dietro la sua crudeltà, si nascondeva solo un figlio in cerca di approvazione da un padre che ha sempre amato più l’azienda che lui. Un dettaglio che, alla fine, lascia un retrogusto amaro.

Tra lacrime, risate, momenti di rabbia e di pura frustrazione, Typhoon Family ci fa sentire tutto. E forse è proprio questa intensità — questa capacità di entrare sotto pelle — che lo rende un drama davvero meritevole di essere visto.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Jun and Jun
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
mar 26, 2024
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 6.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 8.5
Questa recensione può contenere spoiler

Serie semplice ma coinvolgente...Farà da apripista per drama futuri?

Serie decisamente piacevole. Vorrei dire "sorprendentemente" piacevole, ma la verità è che per qualche strano motivo - oltre alle valutazioni positive - mi aspettavo l'avrei apprezzata. E così è stato. Per assurdo, non è una serie priva di difetti. Ne ha, e molti. Ma è uno di quei rari casi in cui una serie mi prende così tanto da perdonarle praticamente tutto.
Le pecche le ho notate, tutte quante. Dal solito problema - tipico della maggior parte delle BL - di una breve durata (la metà rispetto alla media dei 16 episodi delle serie con coppia principale etero, e per di più il singolo episodio che dura un terzo rispetto all'altro...fatti due conti, il tempo è davvero ridotto), a una storia che - diciamocelo - proprio così articolata non è: non c'è stato un grande sforzo nella trama, peraltro infarcita da molti dei soliti cliché. Anche sull'attenzione per i dettagli qualche scivolone c'è stato e, per quanto graziosi, i piccoli Jun e Jun dei flashback si confondono abbastanza - difficile capire chi è uno e chi rappresenta l'altro - oltre ad alcuni passaggi successivi non poi così chiari o logici: Jun-direttore sembra aver seguito da lontano la vita di Jun-stagista, in un'attesa eterna senza aver pianificato alcuna mossa, tant'è che l'incontro è puramente casuale, in pieno stile "coincidenza delle coincidenze!". Anche banalmente il nome del prodotto ideato, June Jun, che si rifà in maniera più che palese al loro nome - come del resto il nome della serie stessa - non viene nemmeno fatto oggetto di alcuna ovvia riflessione da parte di nessuno. Tutte queste critiche però impallidiscono di fronte alla capacità di trasmettere e coinvolgere di questi giovani e promettenti attori. Attori che, per l'appunto, hanno esordito come protagonisti proprio in questa serie. Ottima la chimica tra i due, il loro modo di interagire è al contempo divertente, tenero, affascinante e intrigante. Valore aggiunto credo sia stato l'aver finalmente rotto il ghiaccio, per una serie coreana, rispetto ad alcuni tabù che tendono a soffocare anche le coppie più affiatate. Ben lungi dall'essere una NC18, poiché senza scene particolarmente esplicite o volgari - e va bene così - riesce comunque a mettere quel pizzico in più che fa la differenza in alcune scene (le considerazioni di Jun-stagista quando si ritrova seduto in braccio a Jun-Direttore, piuttosto che il bacio che si scambiano seduti accanto alla finta fidanzata di Jun-direttore, e l'apertura del regalo della suddetta ragazza nella scena finale). Nel 2023 intravediamo forse una serie che farà da trampolino di lancio, unendo i pregi delle serie coreane ma superando i limiti del ridicolo in cui a volte sconfina l'eccessivo pudore. Spero di rivedere questi attori cimentarsi con altri drama, spero di vedere di nuovo un copione che osa qualcosa di più e, se come mi auguro sarà la prima a mostrare un nuovo taglio nei Kdrama, non mi spiacerebbe in futuro poter contare su episodi di maggiore durata e trame più sostanziose. Ma, per il momento, va bene così. E' un punto di partenza. Bella, migliorabile, ma avviata verso la direzione giusta.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Fake Phoenixes
0 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 6, 2021
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 8.5

Divertente ma...

Delle volte si guardano dei drama per puro intrattenimento, e delle volte capita che poi li si divori in due notti...
Non è stato il caso di questo drama che ho cominciato proprio a vedere per curiosità e che per buona parte della storia mi ha davvero divertita.
Fin dall'inizio appare come un drama piuttosto ridicolo, con lo scambio di generi tra dragone e fenice, e le risate non mancano. Ma poi le cose cominciano a cambiare e comincia a delinearsi una storia di classici intrighi e complotti di potere. Le donne sempre le più avide in questo genere di cose, e gli uomini un po' succubi.
A me è piaciuta molto l'interpretazione dell'attore maschile Liu Ji Kai, soprattutto nei panni della fenice. Lo trovo molto comico ma anche molto intenso quando sveste i panni del buffone e indossa quelli di comandante.
Da guardare sicuramente anche i seguiti, il 2 e il 3.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Cloud
1 persone hanno trovato utile questa recensione
4 giorni fa
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.5
Acting/Cast 7.0
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 6.0
Questa recensione può contenere spoiler

Una parabola sull'alienazione digitale

Cloud è un thriller psicologico che utilizza il fenomeno dei rivenditori online e delle truffe su internet per parlare di qualcosa di più ampio: un'economia capace di trasformare le persone in profili, punteggi e opportunità di profitto.
Il protagonista, Yoshii, è un uomo apparentemente privo di emotività, non vuole più sentirsi dire cosa fare, è fortemente attaccato al denaro e costruisce la propria identità attorno al commercio online: acquista merce a basso prezzo e la rivende su una piattaforma digitale. Il problema è che spesso tratta anche prodotti contraffatti. Non sembra odiare nessuno, ma allo stesso tempo non manifesta una reale empatia verso gli altri. È un uomo svuotato, che ha progressivamente sostituito le relazioni con la logica dello scambio.
Ha anche un rapporto con una donna che appare fin dall'inizio come una figura ambigua: desidera una vita migliore, ma entrambi sembrano già emotivamente consumati all'interno della relazione, sono due persone che cercano qualcosa senza riuscire davvero a costruire un legame.
Inizialmente il film sembra quasi descrittivo: osserva le giornate di Yoshii, i suoi rituali, il suo modo di vivere isolato e concentrato sul profitto. Successivamente si trasforma in un thriller psicologico e, nel finale, in un action violento e assurdo.
Kurosawa, maestro del cinema giapponese, interpreta questo cambio di registro come l'evoluzione naturale della violenza nata online: una tensione virtuale che progressivamente invade il mondo reale. Io, invece, insieme ad altri spettatori, ho trovato questa svolta molto netta e in parte scollegata dalla costruzione iniziale. Ho compreso l'intenzione simbolica ma il passaggio mi è sembrato troppo netto , quasi brusco, rispetto alla prima parte.

Le interpretazioni, soprattutto quella del protagonista Masaki Suda, sono state molto lodate. Kurosawa lavora in sottrazione: la recitazione minimalista e quasi inespressiva è una scelta precisa per trasmettere inquietudine e alienazione. Personalmente, però, non l'ho apprezzata completamente. Comprendo lo scopo registico, ma una recitazione composta quasi esclusivamente da poche battute pronunciate con tono piatto rischia di risultare semplice più che perturbante.

Il film utilizza pochissimi dialoghi, spesso ridotti a essenziali botta e risposta. È un cinema fedele alla tradizione giapponese del silenzio e della sottrazione; proprio per questo, però, l'espressività dovrebbe aggiungere significato, non limitarsi a creare un effetto di piattume. Soprattutto nelle scene di violenza estrema, credo che anche solo il panico come meccanismo istintivo di conservazione dovrebbe emergere.
"Kurosawa viene spesso descritto come un maestro nel creare inquietudine senza ricorrere ai meccanismi classici dell'horror. Anche quando apparentemente non accade nulla, riesce a trasmettere la sensazione che il mondo sia fuori asse". Questo elemento l'ho percepito, ma ciò che ho apprezzato maggiormente del film è soprattutto il messaggio.

Da qui entriamo nel campo degli spoiler PER SPIEGARE IL SENSO DEL FILM SICCHÈ SE VOLETE LEGGERLI ALLA FINE ATTENDETE E RIPRENDETE QUANDO FINITE LA VISIONE:
Personaggi e simbolismo

–Yoshii: l'uomo del capitalismo contemporaneo
Yoshii non è un criminale spettacolare né un eroe tragico: è l'uomo medio del capitalismo contemporaneo; non produce realmente qualcosa, non costruisce relazioni profonde, compra e rivende. Guadagna. Accumula.
La sua identità coincide progressivamente con il profitto: più guadagna, meno sembra esistere come persona, è un individuo che ha sostituito il rapporto con gli altri con il rapporto con il valore economico delle cose.

- Akiko: l'amore trasformato in transazione
Akiko, la fidanzata, rappresenta l'ultima possibilità di una vita normale, quando Yoshii si allontana da lei per dedicarsi completamente alla vendita online, non sta semplicemente lasciando una donna: sta rinunciando alla dimensione affettiva per vivere esclusivamente come agente economico. È forse uno dei personaggi più inquietanti proprio perché proviene dal territorio che dovrebbe essere quello dell'affetto e , quando nel finale lo minaccia con una pistola e gli chiede denaro, il rapporto amoroso viene completamente tradotto nella stessa logica del mercato che Yoshii ha sempre utilizzato: quella del valore e del ritorno economico.
Yoshii ha trasformato il mondo in uno scambio economico e alla fine scopre che anche i sentimenti possono diventare scambi economici. Akiko non è soltanto una vittima o una vendicatrice. È un altro individuo che, in una società dove tutti cercano di ottenere qualcosa dagli altri, entra nello stesso gioco.

La cosa più inquietante è che lei non sembra più amarlo, ma nemmeno odiarlo veramente: lo considera una risorsa.

- Sano: il doppio oscuro
Sano, il collaboratore, è forse il personaggio più enigmatico. Inizialmente appare come un assistente disponibile, ma progressivamente incarna la violenza che Yoshii ha inconsapevolmente generato. È quasi il suo doppio oscuro: Yoshii pensa al denaro, Sano trasforma quella logica in potere e forza fisica.
Se Yoshii sfrutta gli altri attraverso una dimensione economica e digitale, Sano porta quella stessa mentalità nel mondo reale.

- L'ex datore di lavoro: il potere e il risentimento
L'ex datore di lavoro rappresenta una forma più tradizionale di potere e la logica del possesso.
Nel mondo di "Cloud" i rapporti sembrano regolati dall'utilità: finché servi, sei accettato; quando esci dal sistema, diventi un problema. Quando Yoshii, dopo essersi licenziato, si nega e finge di non essere in casa mentre il suo ex capo è venuto a trovarlo, compie un gesto apparentemente piccolo ma simbolicamente enorme: rifiuta qualsiasi possibilità di confronto umano.
L'altro non è più una persona, ma un fastidio da ignorare. È lo stesso meccanismo con cui Yoshii tratta le persone online: gli interlocutori diventano profili, clienti, ostacoli.

Il film porta poi questa logica all'estremo. Il fatto che venga rivelato sul finale che il capo abbia ucciso anche la moglie e i figli è scioccante perché mostra che, una volta entrati in una spirale di violenza, i confini morali diventano instabili. Il passato dei personaggi diventa opaco: tutti possono aver compiuto qualcosa di terribile.

Yoshii crede di essersi liberato da una relazione gerarchica per diventare indipendente, ma in realtà continua a creare gerarchie ovunque vada, prima era sottoposto a qualcuno; poi diventa lui stesso qualcuno che valuta gli altri in base al profitto.
Il capo incarna quindi il risentimento del sistema verso chi cerca di abbandonarlo: non si può semplicemente uscire dal gioco senza conseguenze.

- Gli uomini del branco: la vendetta come identità
I due complici sono interessanti perché sembrano partire da una posizione morale: "Yoshii merita una punizione".
Kurosawa, però, smonta immediatamente questa superiorità morale: anche loro sono attratti dall'eccitazione della caccia. La vendetta diventa un gioco, quasi una droga. La frase secondo cui "se lo percepisci come un gioco ti diverti e dai il massimo" è fondamentale perché descrive non solo loro, ma anche Yoshii.

Yoshii affronta il commercio online come un gioco:
- comprare;
- vendere;
- fregare;
- massimizzare il profitto.

Gli altri affrontano la vendetta nello stesso modo: trovare la preda- organizzarsi- dominare l'altro.

La morale scompare perché il gioco sostituisce la realtà. Se tutto diventa una partita, anche la sofferenza degli altri perde peso.
La critica di Kurosawa è molto amara: una società competitiva può trasformare qualsiasi cosa in una competizione, anche il dolore umano.

- L'ex compagno di scuola: le possibilità negate

L'ex compagno di scuola rappresenta forse una delle possibilità alternative che Yoshii ha rifiutato, non è soltanto un rivale economico: è qualcuno che propone collaborazione, costruzione comune, un progetto condiviso. Yoshii rifiuta perché vuole essere completamente autonomo. Non vuole condividere il successo, vuole controllarlo.

Per questo il compagno diventa il simbolo delle possibilità eliminate dal protagonista:
- collaborazione invece di competizione;
- creazione invece di rivendita;
- relazione invece di sfruttamento.

Quando afferma di essere "costretto" a vendicarsi, anche lui si racconta come vittima delle circostanze. Nessuno nel film si percepisce davvero come aggressore. Tutti dicono, implicitamente o esplicitamente: "Non avevo scelta". ed è proprio questa la tragedia: un mondo in cui ogni individuo si sente autorizzato perché reagisce a un torto precedente.
Anche il suo discorso sulla mediocrità del matrimonio non è soltanto un insulto alla relazione tra Yoshii e Akiko. È un attacco al modello di vita ordinario. La casa, il matrimonio, una vita stabile rappresentano qualcosa che lui percepisce come una sconfitta: la normalità. Akiko rappresenta invece una possibilità di vita non fondata sul calcolo: una vita fatta di quotidianità, imperfezione e legame.
Il compagno la considera una gabbia perché è già contaminato dalla stessa logica competitiva: se non stai scalando, stai perdendo,

I personaggi sono come specchi deformanti di Yoshii, frammenti della stessa malattia sociale che ruota intorno al protagonista.
> La ex fidanzata: l'amore ridotto a interesse.
> ll capo: il potere che non perdona chi lo abbandona.
>Il branco: la vendetta trasformata in gioco.
>Il compagno di scuola: le possibilità umane sacrificate alla competizione.
> Yoshii: l'uomo che sceglie il gioco e scopre che tutti gli altri stanno giocando contro di lui.
La cosa più pessimista del film è che Yoshii non viene punito da un mondo diverso da lui, bensì viene divorato da un mondo che funziona secondo la stessa logica che lui stesso ha scelto.

------------> Il simbolismo del titolo: Cloud <----------------
Il titolo non indica soltanto il cloud informatico, per me è soprattutto una metafora di uno spazio dove tutto è presente ma nulla è davvero tangibile, del resto una nuvola sembra compatta da lontano, ma è composta da milioni di particelle che non sono realmente unite.
Allo stesso modo, il branco appare come un organismo unico, ma in realtà è un aggregato instabile di individui isolati.
È una metafora che attraversa tutto il film: l'illusione della connessione nasconde una profonda frammentazione, le persone diventano nickname, account, recensioni, transazioni.
L'identità si dissolve e si spoglia progressivamente di umanità. Il film sembra suggerire anche una forma di possibile post-umanesimo digitale: un mondo in cui la persona viene sostituita dalla sua traccia economica e virtuale.

- Il magazzino e l'isolamento
Il magazzino pieno di scatole è uno dei simboli più forti. contiene migliaia di oggetti, ma nessun ricordo. è una casa senza vita: un'esistenza riempita di merci invece che di esperienze.
Anche gli ambienti del film contribuiscono a questa sensazione. Quasi tutti gli spazi sono enormi, vuoti, industriali. Le persone sembrano sempre troppo piccole rispetto all'ambiente e il color granding sui toni del grigio, freddi serve a rendere questo distacco, questa distanza tra le persone, la loro assenza di connessione.
Kurosawa utilizza l'architettura per suggerire che la società contemporanea è costruita per la circolazione delle merci, non per l'incontro tra esseri umani.

- La logica del branco come metafora delle relazioni umane

In un mondo in cui molti filosofi e studiosi della società contemporanea denunciano la crescita di un individualismo esasperato, Kurosawa porta questa dinamica alle sue estreme conseguenze. Gli uomini che sembrano unirsi contro Yoshii non formano mai una vera comunità, sono piuttosto un branco di predatori senza fiducia.
Collaborano solo finché hanno un nemico comune, si sospettano continuamente, mettono in dubbio le intenzioni reciproche e sono pronti a tradirsi quando cambia l'equilibrio.
È una comunità fondata sul risentimento, non sulla solidarietà. In questo senso il film sembra dire che la stessa logica competitiva che domina il mercato invade anche i rapporti umani. Persino quando gli individui si coalizzano, non riescono davvero a cooperare: restano concorrenti.
Il branco è quindi un paradosso: dovrebbe rappresentare la forza del gruppo, ma in realtà è un insieme di individualisti che si utilizzano reciprocamente. La vendetta li tiene insieme solo temporaneamente; appena emerge il dubbio ("ci si può fidare di lui?"), il gruppo comincia a sgretolarsi.


Lettura complessiva

Cloud può essere letto come una parabola sull'alienazione contemporanea. Nei film precedenti di Kurosawa il male assumeva spesso la forma del soprannaturale o della tecnologia; qui invece nasce da un sistema economico che premia l'indifferenza.
Yoshii non è un mostro: è un uomo ordinario che, trattando ogni relazione come una transazione, finisce per perdere qualsiasi legame con gli altri e con se stesso. Quando la violenza esplode nel finale, non appare come un'improvvisa deviazione ma come la manifestazione concreta di una disumanizzazione già presente dall'inizio.

DA CHIARIRE ASSOLUTAMENTE: Il mio voto di 7 non va letto con la stessa scala che utilizzerei per un drama o per un prodotto d'intrattenimento. È un 7 assegnato nell'ambito del cinema d'autore, dove la valutazione non riguarda soltanto il coinvolgimento emotivo o la capacità di intrattenere, ma anche la profondità simbolica, il lavoro sui significati e la stratificazione dei temi.
*Cloud* possiede un livello di riflessione e costruzione metaforica che difficilmente può essere paragonato a prodotti basati su dinamiche più convenzionali, come il romance con CEO innamorati o elementi volutamente fantastici e spettacolari. Sono linguaggi diversi e rispondono a esigenze diverse.
Un film come questo può lasciare più freddi sul piano emotivo, può dividere per ritmo o scelte registiche ma contiene un'elaborazione sul rapporto tra individuo, società, denaro, identità e disumanizzazione che appartiene a un'altra categoria di ricerca cinematografica.
Per questo il mio 7 non indica un film "medio": indica un'opera interessante, complessa, con idee forti e un importante lavoro simbolico, anche se non priva di limiti (interpretazione, semplicità registica, musiche che non ricordo già più né mi hanno colpita e cambio di registro troppo netto).

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
I'm Human from Today
1 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 11, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 5.5
Storia 5.0
Acting/Cast 8.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 2.0
Se non sai cosa vedere, puoi guardarlo.

Ho aspettato un pochino prima di buttare giù due righe e a questo punto mi sento pronta per dire che questo drama poteva essere decisamente meglio. E' un calderone dove vengono buttate un sacco di cose che alla fin fine non riescono più di tanto a tenere in piedi la storia. Si parla di calcio, di vendetta personale, seconda vita, cosa sarebbe successo se, cosa vuol dire essere umani, rimpianto, rifiuto, maledizioni, caccia alla volpe, amori vari, etc.. Davvero tanta, troppa roba.

E non sarebbe stata neanche una cosa malvagia se tutti questi argomenti avessero avuto la degna conclusione.

Sul finale avrei parecchie domande.

Parlando solo della relazione amorosa, loro due mi sono piaciuti e in generale tutti gli attori sono stati bravi ma è proprio la scrittura della serie che ad una certa non ha alcun senso.

Mi aspettavo molto di più, mi aspettavo che lo avrei amato come ho fatto con My Roomate Is A Gumiho, invece me l'ha fatto rimpiangere e venire ancora più voglia di tornare tra quelle righe. Che tristezza.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Lighter & Princess
1 persone hanno trovato utile questa recensione
da Icaro
mag 22, 2026
36 di 36 episodi visti
Completo 1
Generale 7.0
Storia 6.0
Acting/Cast 7.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 1.0

Chiamarlo amore non si può

È difficile per me essere equanime con uno spettacolo che mi ha così profondamente infastidito. Riuscire cioè a separare il giudizio sulla qualità complessiva del drama dalle sensazioni negative che ha trasmesso. Il voto finale cerca faticosamente di tenere insieme queste due spinte contrapposte. Perche il 'prodotto' è molto ben confezionato. Protagonisti e comprimari sono bravi (con qualche dubbio su Arthur Chen che sembra avere solo due sguardi: quello della strafottenza gelida e quello del pulcino smarrito). Tutti i dati tecnici della cinematografia sono curati e spesso pieni di glamour. Anche il tema - riscatto e amore - per quanto topico é sempre uno di quelli che 'rendono' meglio nel mondo dei drama. Ho amato molto la brava attrice che interpreta la protagonista...nonostante. Ho trovato credibile, ben recitato e lontano dagli stereotipi il gruppetto della Cielo Alato company. E ho parzialmente amato anche il cattivo: un bravo attore che solo nelle ultime puntate trasforma il suo personaggio in un incomprensibile paranoico petulante. Chi dà giudizi molto severi sulla deriva malvagia del cattivo forse ha completamente dimenticato il sistematico, inaccettabile, trattamento che, da amico del protagonista, ha dovuto subire da lui in gioventù.
E veniamo alle note, per me, assai dolenti.
Anche in presenza dell'ottundimento cerebrale che la visione compulsiva dei drama promuove e consolida, ci sono cose che non riesco proprio a mandare giù nelle trame. La teoria (e la pratica) dell'occhio per occhio nell'esercizio della giustizia (The devil judge), l'adultizzazione esasperata dell'infanzia (Family: the unbreakable bond) e la manipolazione narcisistica e senza redenzione del maschio nei confronti di una femmina consenziente (questo drama). Ho visto tante commedie o drammoni con al centro un rapporto affettivamente dispari nella coppia, ma il livello di str* del protagonista é, per me, al di là di una possibile tolleranza. E non c'e proprio bisogno di essere femministe...Per questo ho intitolato il commento a partire da quello di un bel libro per ragazzi (e non) uscito qualche anno fa, nel quale, attraverso una serie di racconti, le autrici cercano di illustrare e mettere a fuoco le variabili mascherate e non dei comportamenti più manipolatori dei maschi. (maggio 2026)

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?
Completo
Psychopath Diary
1 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 8, 2022
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0

Tragicommedia divertente

Diario di uno psicopatico è una black comedy, con molti elementi thriller sapientemente mischiati con situazioni e personaggi umoristici.
Yoo Dong Shik subisce ogni tipo di mobbing nella società di brokeraggio dove lavora, e anche fuori da lì si fa mettere i piedi in testa da chiunque. Accusato ingiustamente di una débâcle finanziaria, dopo aver subito una brutta parte dal padre, decide di gettarsi dalla cima di un palazzo, ma perde il coraggio e, discendendo, assiste non visto alla scena di un uomo che sta uccidendo un barbone. Su luogo raccoglie un libriccino rosso e fugge in strada per chiamare la polizia che, mentre sta per telefonare, lo investe! Yoo Dong Shik perde la memoria e, leggendo il diario dell’assassino, crede di essere lui stesso un serial killer, ma il suo subconscio si ribella alla nozione.
La cosa genererà non poche situazioni sia tragiche che umoristiche, anche perché attorno al nostro cominciano a gravitare Shim Bo Kyung, una poliziotta figlia d’arte il cui padre ha subito una grave caduta otto anni prima ed è rimasto cerebroleso, e l’enigmatico Seo In Woo, rampollo dei proprietari della società in cui il nostro lavora. Completa il quadro Jang Chil Sung, un ex gangster che prende l’aspirante serial killer sotto la sua ala.
Occorre prima di tutto ribadire che si tratta di una tragicommedia, che a volte ha addirittura i toni della farsa, in questo aiutata dall’incredibile mimica di Yoon Shi Yoon, vero mattatore del drama. Le indagini non vengono condotte secondo manuale, le coincidenze si sprecano, i capintesta delle società fanno il bello e il cattivo tempo come l’imperatore del Catai, la plausibilità va a farsi una nuotata nelle fogne… E allora? E’ una commedia, non si prende sul serio e non va presa sul serio. Molte opere che si spacciano per thriller seri commettono lo stesso tipo di errore (vedi Defendant). Siamo qui per guardare le castronerie del protagonista, non per fare le pulci alla polizia. Come commedia l’opera funziona alla grande e riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore e a divertirlo, pur inframezzando diverse verità che fanno pensare, specie a quelli che possono essere i rapporti interpersonali e gli scopi della propria vita. Non solo: gli elementi umoristici e drammatici sono sapientemente fusi, tanto da farci dimenticare che, in effetti, ogni tanto qualcuno ci rimette le penne. Ripeto: è una commedia, il suo scopo non è farci provare simpatia per le vittime.
Particolarmente azzeccati i momenti in cui il protagonista, appassionato di film thriller e d’azione, entra in ‘modalità film’, interpretando nella vita spezzoni delle opere che ha visto, operazione mentale che gli è di aiuto in molte circostanze: in quel momento si vede una cassetta col titolo del film che entra nel videoregistratore.
Tutta la serie si gioca sul dualismo del falso serial killer, il broker formato zerbino, e il serial killer vero, magistralmente interpretato da Park Sung Hoon. Emblematica una scena in cui il broker gioca in una escape room con armi finte e il vero killer si trova nella ‘sua’ stanza dei giochi, con la sua collezione di armi varie.
L’intelligente e spietato gatto (il figlio del presidente) porterà avanti col topo (l’amnesico broker) un gioco crudelissimo che avrà come posta la libertà di quest’ultimo e la vita dei suoi cari, senza badare a chi sacrificherà nel frattempo. Il carismatico killer sembrerà avere la meglio per molto tempo, ma anche i più insignificanti topolini, se messi all’angolo, potranno andare alla riscossa, specie se supportati da una rete di amici pronti ad aiutare.
Nel corso del drama Yoo Dong Shik, il falso killer, acquisirà finalmente un po’ di fiducia in se stesso, pur senza tradire del tutto il suo animo gentile. La poliziotta Sim Bo Kyung a sua volta riuscirà a liberarsi dalla sudditanza psicologica verso l’immagine del padre, diventando una brava profiler. E il cinico serial killer? Beh, non si può fare a meno di provare un po’ (molto poca) di simpatia per lui: in fondo, se il padre non fosse stato a sua volta abusivo, forse le cose sarebbero andate in maniera diversa. Defendant, ricorda qualcosa? Ad ogni modo, i cattivi fanno la fine che si meritano, e questo ci lascia un buon sapore in bocca.
L’ottima interpretazione del cast nella sua totalità è sicuramente uno dei punti di forza di questo drama. Se Jung In Sun, la poliziotta, è un’attrice misurata e convincente, il killer di Park Sung Hoon è esemplare: crudeltà, cinismo, fascino e carisma sono sapientemente dosati in modo da rendere il ritratto di una persona calcolatrice e disturbata, ma apparentemente normale. Come già detto, è però Yoon Shi Yoon il mattatore della serie: la sua interpretazione costantemente sopra le righe ben rende l’idea che l’uomo di strada può avere di come sia un folle: esagitato, bipolare, maldestro, inopportuno e perché no, simpatico. I suoi cambiamenti repentini d’espressione colgono sempre di sorpresa e il suo sorrisino crudele o lo sguardo intenso di quando fa sul serio sono terribilmente inquietanti. Sia la parte drammatica che l’umoristica sono ben affidate alla sua incredibile mimica. Anche Heo Sung Tae, l’ex gangster, contribuisce non poco a farci ridere con la sua incrollabile devozione per il protagonista.
La buona riuscita dell’opera è sicuramente aiutata dall’ottimo commento musicale, forse non molto vario, ma che sicuramente sa ben sottolineare sia i momenti più drammatici che quelli più ridicoli. La cinematografia, poi, è molto attenta e curata.
In sunto, a patto di non cercare il massimo della coerenza e plausibilità, un ottimo drama che vi farà ridere e anche pensare. E’ una commedia, e il suo lavoro lo fa benissimo. Ce ne fossero! E vado immediatamente a cercare altri lavori interpretati dagli attori protagonisti. Meritano.

Leggi di Più

Questa recensione ti è stata utile?