Quando la sceneggiatura non funziona.
Premetto che di solito non affronto drama con più di 16 episodi, ma il cast, la storia e il consiglio di molti mi hanno convinta.Il drama si può dividere in 3 parti, che corrispondono alla trasformazione di Nyang: la giovinezza a Goryeo, la schiavitù a Palazzo e l'ascesa a Gran Consorte/ Imperatrice. È l'unico personaggio che ha un' evoluzione, gli altri rimangono gli stessi.
Man mano che procede si ripetono sempre gli stessi colpi di scena, inganni e situazioni, in un loop che mi ha stancata. Era proprio necessario allungare il brodo fino a 51 episodi? A mia opinione già al 30˚ poteva concludersi il tutto. Invece ho avuto come l'impressione che si cercasse di continuare a attirare l'attenzione degli spettatori, con magri risultati.
La sceneggiatura è l'elemento peggiore. Sempre le stesse battute per riempire i vuoti.
Ma non tutto è da buttare. L'interpretazione degli attori è notevole tanto da convincermi a farmi arrivare fino alla fine.
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Buon drama con un'impostazione iniziale fuorviante
Drama bello, ma non eccezionale. Ha il pregio di un ottimo cast e, di conseguenza, un livello di recitazione decisamente alto.Altro pregio è che intreccia non una sola tematica, ma diverse, alcune delle quali - vedi il concetto di famiglia, tra mancanze e legami spezzati - fanno davvero emozionare (e a tratti anche qualche lacrima è scappata).
C'è una love story, con triangolo amoroso, ma per me è stata la nota dolente...Non ho potuto davvero apprezzarla. Questo perchè l'inizio della serie sembra far credere una cosa, salvo poi prendere una rotta diversa: purtroppo non si traduce in un inaspettato e apprezzabile effetto sorpresa. Di fatto il primo episodio è dedicato in parte a Dal-Mi ma soprattutto alla storia di Ji Pyeong: il "bravo ragazzo" orfano e con pochi mezzi ma volenteroso e di buon cuore. Impossibile non affezionarsi istantaneamente e sperare per lui in un futuro che non sia solo una realizzazione economica, ma che vada a colmare il vuoto lasciato da una famiglia mai avuta. Poco importa se Do-San è anche lui sostanzialmente un bravo ragazzo che merita a pieno titolo un lieto fine: la sensazione è che quel posto fosse ormai occupato e l'entrata in scena di un secondo protagonista maschile - perché così viene percepito - non può che sembrare scomoda. Quando poi, già prima della metà degli episodi, diventa palesemente chiaro che il secondo protagonista sarà in realtà "il" protagonista designato, un po' di amarezza è d'obbligo.
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Cinderella and the Four Knights
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When Cinderella Meets Today’s World
Cinderella and the Four Knights" mette in scena una fiaba moderna che richiama le atmosfere di Cenerentola e di Frau Holle dei fratelli Grimm. La storia, ambientata in un contesto contemporaneo, riesce a fondere romanticismo, humour e un tocco di magia. Gli attori principali sono deliziosi: belli, carismatici e perfettamente calati nei loro ruoli fiabeschi. I cattivi sono davvero malvagi, ma, come in ogni buona fiaba, alla fine il bene trionfa e il male trova redenzione e perdono. Una serie leggera, piacevole e che scalda il cuore.Questa recensione ti è stata utile?
Tratto dal webtoon “Weak Hero” di SeoPass e Kim Jin Seok, di cui sarebbe una specie di prequel, questo drama in 8 episodi da 40 minuti ciascuno è un concentrato di violenze brutali, che può essere guardato su diversi livelli.
In estrema sintesi, possiamo dire che Yeon Shi Eun, uno studente modello minuto e apparentemente poco atletico, si trova a battersi contro compagni prepotenti e piccoli delinquenti con astuzia, intelligenza e uso di armi non convenzionali (da ora in poi, in casa mia solo biro statiche, quelle a punta retrattile sono bandite). Apparentemente apatico e dedito completamente allo studio, si apre però con Soo Ho, un ragazzone abile combattente, e con Beom Seok, anche lui vittima di bullismo e di un padre potente e abusivo. Le iniziali vittorie, però, saranno vanificate da piccoli screzi all’interno del gruppo che, gonfiati al di là di ogni proporzione, finiranno per sfociare in tragedia.
Quello che ci viene presentato, fin da subito, è un ambiente scolastico malsano, dove una piccola cricca di prepotenti si fa branco per divertimento, per sfogare le proprie frustrazioni, per delirio di onnipotenza o, semplicemente, per invidia: il capobranco che ottiene il terzo premio in matematica vuole farla pagare al protagonista, Shi Eun, che è arrivato primo. Costui si aggira con occhi spenti e faccia apatica, chiuso nella sua bolla di studio e auricolari ma, dopo aver richiesto invano di essere lasciato in pace, se attaccato reagirà con violenza e astuzia, usando le nozioni imparate, la psicologia, e ogni mezzo a portata di mano. Il bullo costringe Beom Seok a drogare Shi Eun per fargli sbagliare un esame, ma le cose non vanno proprio come previsto. Così il capobranco, frustrato e umiliato, mette in mezzo un cugino semi-delinquente coi muscoli, ma anche Shi Eun si appella all’atletico Soo Ho, e allora si intromette un piccolo malvivente di quartiere, e poi…
Da un sassolino è nata una frana rovinosa che rischia di trascinare tutto con sé. In questa lotta dei ragazzi contro altri ragazzi e contro un piccolo capoccione, la polizia ha inizialmente poca importanza: già stupisce che intervenga quando chiamata, però poi, almeno in principio, non può procedere per mancanza di prove e i ragazzi, ancora una volta, sono lasciati a cavarsela da soli fin quasi alla fine.
L’assenza o lo scarso aiuto degli adulti sono un tema ricorrente. Parte dei combattimenti avviene a scuola, ma non c’è mai un insegnante in classe o, se c’è, non si intromette, addirittura esce, e ci si aspetta che torni coi rinforzi ma… no. Intanto, mentre si consumano scontri feroci, i compagni si accalcano alle pareti senza intervenire in alcun modo. E ogni tanto qualcuno va all’ospedale ma, per vari plausibili motivi, nessuno finisce mai nei guai con la giustizia.
Ma quando poi i nostri tornano malconci a casa, cosa trovano? Shi Eun ha una madre assente che fa l’insegnante e che vede praticamente solo nelle lezioni online e un padre a cui pare interessi solo sapere che arriva primo nelle gare scolastiche. Soo Ho vive con la nonna e lavora duro per mantenersi, tanto che di giorno dorme in classe. Beom Seok ha un padre adottivo che lo picchia e lo bastona con una mazza a golf, oltre ai vecchi compagni di scuola che non aspettano altro che di riempirlo ancora di botte. Molti ragazzini vengono sfruttati da un piccolo delinquente, che prima li irretisce con un giro di scommesse truccate e poi li sfrutta. Le situazioni descritte sono di disagio anche pesante e raccontano di giovani vite che non sembrano avere un posto per tirare il fiato. Lo spettatore ansima con loro.
In questo girone infernale, che dà sì l’impressione di essere un po’ esagerato, ma per certi versi forse neanche troppo, il vissuto dei vari personaggi, le motivazioni che li spingono, le molle neanche tanto nascoste che li fanno scattare, tutto è sciorinato davanti ai nostri occhi senza maschere e senza veli, in tutta la sua bruttura.
Weak hero Shi Eun non è debole. Non è neppure un eroe. Non sarebbe neppure particolarmente violento. E’ solo un ragazzo che avrebbe voluto a continuare a rimanere isolato a studiare, chiuso nella sua apatica bolla di auricolari e libri, e che più volte ha chiesto agli aguzzini di smettere. Inutilmente. Guardati dall’ira della persona paziente... Tanto più appaiono spenti gli occhi di Shi Eun in principio, quanto più energico e squilibrato appare alla fine quando, in un crescendo di disagio, ripicche, rivalità, vendette, agguati, violenze sempre più selvagge, si consuma una tragedia annunciata.
Fermati. Questa esortazione, più volte pronunciata da diversi personaggi, è sempre caduta su orecchie sorde. Soo Ho, il ragazzone ex lottatore, saggio e di buon cuore, non avrebbe certo voluto combattere fino alla fine. Lo stesso Beom Seok, talmente vittimizzato in ogni circostanza da non riuscire nemmeno più a riconoscere gli amici dai nemici, sicuramente avrebbe preferito vivere una vita più tranquilla. L’unico ragazzo che davvero non si può comprendere e perdonare è Jeon Young Bin, il capobranco che perpetua la spirale di violenze sempre più terribili perché non riesce ad accettare di essere, ogni volta, sconfitto.
Ma sarebbe sbagliato addossare a lui tutta la colpa. I genitori che non lo puniscono a dovere nemmeno dopo che è stato beccato con una droga pericolosissima e mettono tutto a tacere, non hanno colpe? Il potente padre adottivo di Beom Seok, che lo umilia e lo pesta continuamente, è innocente? I genitori assenti o troppo impegnati per curarsi della quotidianità dei figli sono incolpevoli? L’intero sistema scolastico che non sorveglia e che, salvo rari casi, gira la faccia dall’altra parte, accontentandosi di un rispetto di facciata e di un riscontro numerico per catalogare i ragazzi, è esente dal peccato?
Pur nella sua esagerazione, l’intera vicenda può essere interpretata come un urlo di denuncia non solo contro la violenza e il bullismo ma, e soprattutto, verso l’assenza, se non la connivenza, degli adulti che tali comportamenti dovrebbero reprimere e scoraggiare.
Resta da parlare degli attori. Ebbene, uno dei motivi per cui Weak Hero Class 1 è così sconvolgente, è proprio la performance degli attori, che non sembrano nemmeno recitare. L’atmosfera è spietata, la tensione continua, i visi, gli occhi, i gesti, le posture: tutto sembra vero. Le spalle e i personaggi secondari hanno recitato ad un buon livello e Park Ji Hoon, nell’interpretare il protagonista, ha fatto un lavoro magistrale, ma anche il Soo Ho di Choi Hyun Wook e il Beom Seok, interpretato da Hong Kyung, tengono agevolmente il passo. Le interazioni fra questi tre personaggi sono molto ben sviluppate e la crescita dell’amicizia fra Shi Eun e Soo Ho viene ben esplorata. Un commento musicale più che adeguato, con l’opening [i]Hero[/i] di Meego a fare da apripista a un’esplosione di emozioni, e una cinematografia sapiente, completano l’opera di demolizione che questo drama farà della vostra tranquillità.
Per quanto mi riguarda, ne vale la pena.
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Quando la Vita Ti Dà Mandarini
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Resilienza
Una storia di vita, di un vero amore di rispetto e fiducia.L ho adorato e ne consiglio vivamente la visione.
A volte puo sembrare lento ma é questa lentezza che ti fa apprezzare la storia di una vita .
Gli attori sono stati fenomenali il cast fantastico .
Un drama di qualitá.
Il vero amore di 2 persone che si scelgono ogni giorno é commovente
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opera di denuncia al capitalismo?
Mi è piaciuto veramente tanto? Perché tocca dei temi che mi interessano molto, come quello dei giovani artisti, della società, il capitalismo, la moda e via dicendo, tutto questo mondo a cui io sono legata, e che quindi vederlo riversato in questo bl mi ha toccata nel profondo.Prima di tutto ho amato il personaggio di Jira, mi dava proprio le vibes di un’artista di fine 800, così emotivo, così restio alla modernità, così scettico per le nuove tecnologie, e un po’ mi sono sentita rappresentata, specialmente quando è andato contro all’intelligenza artificiale, perché penso che se io cerco un lavoro che sfrutti la mia vena artistica sicuramente l’AI è l’ultima cosa che voglio, sono consapevole che vivo in un mondo in continuo sviluppo, ma mi sento bloccata nel passato, io come Jira odio la tecnologia, odio l’intelligenza artificiale, e odio le cose a cui il mondo sta andando incontro, sapendo di non poter fare niente per tornare indietro. Qui si apre il
tema del computer, e dell’AI che supera l’uomo, cosa che Jira ha realizzato nel nono episodio del bl, infatti li si solo lasciati per colpa dell’AI. Jira dipinge le cose e le emozioni che vede e prova sul momento, generando una sua opera con l’AI non ha fatto altro che generare una stupida copia, vuota e priva di sentire, rovinando il lavoro di un’artista, ma questo Ko non lo capisce..
Come questo, ci sono state tante altre tematiche importanti in questo bl, come il discorso dei soldi che possono comprare tutto, cosa che Ko ha cercato di dimostrare all’inizio ricattando Jira perché gli servivano i soldi.
Ora però vorrei parlare di quello che per me è il personaggio più complicato di tutto il bl, ovvero Pheem, all’inizio l’ho odiato tantissimo, lui è letteralmente ossessionato da Jira, anche solo dopo un’incontro si arrabbiava se lui gli dava buca, o per sciocchezze del genere, subito ho pensato fosse una yellow flag, anche quando all’inizio sembrava molto carino, dolce e gentile.
Una scena che mi ha letteralmente spiazzata è stata quando Pheem è andato in quel posto dove spaccare le cose, e Jira lo ha seguito, si è sfogato di brutto davanti a lui, e mi ha fatta quasi commuovere, perché ho provato pena per Pheem, continuava a dire che Jira doveva scegliere lui e non Ko perché è una brava persona, ma questo io non lo pensavo di Pheem.
Ho pure pensato che avrebbe picchiato Jira dentro quella stanza, mi dava troppe vibes da serial killer, ma per fortuna non è successo niente.
Fatto sta che dopo questa scena pensavo che Pheem fosse cambiato in meglio, perché lo vedevo più tranquillo, ma dopo che ha fatto la rissa fuori dal bar con Ko, ha parlato di Jira come se fosse un’oggetto, e li ho capito che non era cambiato, ed ecco un’altro tema importantissimo: le persone non possono cambiare.
Sempre in questa scena dove si sono picchiati, Ko ha detto "questo è il motivo per cui non mi piacciono le persone, troppo casino e troppi danni" palesemente introduce l’argomento di quanto a volte, e per certe persone sia difficile socializzare e andare d’accordo con gli altri.
Stando in vena di citazioni, ho più frasi di Jira da condividere e su cui riflettere.
-"la moda non è arte, è capitalismo" purtroppo andando avanti, questa frase diventa sempre più vera
-"Devi capire che l’arte e le emozioni sono due cose imprevedibili.
L’ispirazione nasce dalle cose positive, ma a volte è l’oscurità a darci gli spunti migliori"
Con questa frase mi collego al fatto che Jira si è innamorato di Ko proprio perché ha visto prima i suoi lati cattivi di quelli buoni, e non si è innamorato di Pheem perché lui gli voleva mostrare solo i suoi lati buoni, ma in una relazione non funziona così.
(Ps. Comunque alla fine di tutto speravo che Pheem si mettesse con il suo amico, compagno di stanza, ma non è successo, che peccato)
Parlando di Ko, non ho mai pensato che fosse una cattiva persona, anche dall’inizio, indubbiamente ho pensato fosse una persona strana, ma molto molto interessante.
I tre personaggi principali sono stati strutturati molto bene secondo me, e questo mi è piaciuto molto, e mi ha permesso di godermi questo bl fino in fondo, anche grazie alla storia molto intensa.
I bl con Off e Gun non deludono mai!
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Un buon fantasy sul post morte
Bella serie fantasy, su spiriti, fantasmi vendicativi, e passaggio nell'aldilà. Alcune puntate sono leggere e simpatiche, in stile horror commedie americane anni 80; altre sono più dark e intense. Ovviamente ci soliti buoni sentimenti. Ho rivisto volentieri per la seconda volta IU dopo averla ammirata nel capolavoro My Sister, anche se qui recita una parte un pò particolare. Brava ad interpretare il suo cambiamento di carattere ed emotivo nel tempo. Unica cosa mi aspettavo qualcosa di più, visto la media voto, ma resta una serie sicuramente consigliata, soprattutto e vi piace il genere.Come OST, segnalo 4 canzoni: 1- Another day - Monday Kiz. Punch ; 2- Can you see my hearth - Heize ; 3- Done for me - Punch ; 4-At the end - Chung Ha Chungha
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Scoperta
Bella serie che ha preso me e mia moglie tanto che l'abbiamo vista in pochi giorni. Racconta del bullismo e di tante altre problematiche sociali, e a volte sorprende. Perchè il protagonista non è quello che si fa menare e sta zitto, ma reagisce e sembra un pazzo!! Grande protagonista. Unica pecca forse? che si menano forte e sempre e dopo mezz'ora tornano a posto senza niente di rotto.Questa recensione ti è stata utile?
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Ho trovato questo film per caso e la prima cosa che mi ha colpito è stato il nome, un nome che mi ha incuriosito e portato a voler vedere questo film a tutti i costi.Leggendo la trama si può ben capire che la storia non è una facile, è piena di situazioni sconvenienti ma, nonostante ciò, non mi aspettavo chissà quale finale, ho veramente pensato “cosa può mai succedere”. Beh…sbagliavo. Non credo di aver pianto così tanto da quando ho visto 20th Century Girl… Ne sono uscita distrutta, semplicemente distrutta.
Nonostante i miei infiniti pianti penso che questo film sia stupendo sotto tanti punti di vista ma una delle cose che più mi ha colpito e su cui ho più riflettuto è stato il modo in cui il titolo può essere interpretato.
Mi spiego, prima di iniziare il film avevo interpretato il titolo in una singola maniera, come se non potesse essere tanto profondo, ma in realtà mi sbagliavo. Durante il film si è potuto vedere bene come in realtà ci siano veramente tante definizioni di “man in love”.
Nella prima parte del film, “man in love” era rappresentato dal modo in cui A Cheng si era innamorato a prima vista di Wu e stava provando in tutte le maniere possibili di convincerla a uscire con lui; ho veramente amato il modo in cui ha provato a farla stare bene, le ha preso da mangiare e l’abbia aiutata con suo padre, infatti non a caso una delle mie scene preferite è proprio quella in cui A Cheng ha fatto di tutto per organizzare un degno funerale per il padre di Wu. Lì si è visto tantissimo il modo in cui lui tiene a lei e la ami sinceramente, anche lei se n’è resa conto.
In seguito, questa definizione di “man in love” è stata approfondita dalla loro relazione, con un amore così sincero e bello da far piangere. E mi è piaciuto tanto il modo in cui A Cheng abbia deciso di mettere fine al suo lavoro, perché alla fine neanche gli piaceva, lui non era quel tipo di persona e si vedeva.
Purtroppo dopo di ciò A Cheng ha fatto un grave errore, ossia fidarsi di quella vecchia bastarda, così ha preso tutti i soldi che erano rimasti a loro due e ha tentato l’impossibile.
Mi aspettavo finisse male ed è stato lì che la definizione di “man in love” ha avuto un cambiamento drastico rispetto a quello di prima. Infatti, dopo questo accaduto, la definizione di “man in love” è cambiata nel modo in cui ha scelto di usare cattive parole per esprimere un messaggio così profondo che non può essere capito se non lo si prova. Le ha fatto capire che lui non l’ha mai amata, quando in realtà quello che intendeva era che Wu non lo meritava, non meritava un uomo che non è stato in grado di fare del bene alla donna che ama con tutto se stesso. Si è fatto accecare e ha fatto una scelta terribile, non è affidabile e per questo non può stare con lei, perché lei non lo merita. Non merita una vita con un uomo così poco affidabile. Questo era quello che A Cheng intendeva con quelle parole ed è qui che il significato del titolo ha avuto una grande profondità.
Dopo di ciò, A Cheng è finito in prigione e dopo essere stato rilasciato il significato di “man in love” è cambiato nuovamente. Lì per lì, per A Cheng rimaneva solo il dovere di dover ridare Wu quello che le aveva tolto, quei soldi. L’ho visto così disperato, mi ha fatto scendere una lacrimuccia, per lui veramente era importante ridarle quei soldi.
In questa fase, ancora più importante è stato il modo in cui A Cheng, sapendo della sua malattia, ha pensato che dopo un padre morto non poteva aggiungere alla vita di Wu anche un compagno destinato a morire, sarebbe stato veramente ingiusto nei suoi confronti.
A Cheng ha pensato solo che Wu dovesse essere felice, meritava una vita così una volta per tutte. Infatti mi ha preso fin troppo la scena in cui lui la vede a cena con quel ragazzo che la trattava così bene, lei sorrideva e così come lei, anche A Cheng ha sorriso, con quel velo di dolore, in nome della felicità della ragazza; era un pò come se si sentisse sollevato dal fatto che almeno dopo la sua morte ci sarebbe stato qualcuno che la trattasse bene, meglio di quanto lui abbia fatto in precedenza. Lì non mi rimaneva altro che piangere.
Alla fine lei l’ha scoperto e si è compreso quanto lei lo amasse ancora, e così dal suo “non andare da nessuna parte”, la definizione di “man in love” ha avuto un ultimo significato in questo film. Da questo momento fino alla fine, per A Cheng l’importante era passare quel pò che gli rimaneva nella miglior maniera possibile, così da non pentirsi di nulla. L’unica cosa che poteva fare era renderla felice per un’ultima volta.
Dopodiché la sua anima si è spenta lasciandosi dietro una persona che merita tanto ma forse questo non tutti l’hanno compreso.
Mi ha veramente colpito la scena in cui A Cheng dice al padre di fare da padre a Wu, dopo che il suo era morto e anche lui sarebbe morto, a Wu non sarebbe rimasto veramente nulla, per questo l’unica cosa che potesse mai fare per lei era almeno darle quel padre che aveva perso, in modo che lei fosse più tranquilla.
Inutile dire che “man in love” mi è piaciuto veramente, è una bellissima storia che racconta tanto, mi dispiace sia così triste, i miei occhi ne sono usciti rossi e gonfi, ma posso dire che n’è valsa la pena.
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Youngest Son of a Conglomerate
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Soprendente quasi fino alla fine
Io non amo i drama sulle dinastie famigliari, nè amo i drama che riguardano il mondo della finanza. Già fatico a seguire la finanza italiana, figuarsi capire l'economia di un paese straniero e diverso da noi come la Corea. Inoltre trovo i discorsi economici in un drama noiosi. Per tutti questi motivi ero decisa a non guardare Reborn Rich nonostante il suo cast stellare. Ero certa non fosse il mio genere. Poi per caso ho guardato la prima puntata e sorprendentemente mi ha acchiappato subito. O quasi. Diciamo che l'acchiappo si è consolidato con la seconda puntata e non vedevo l'ora di sapere cosa sarebbe successo dopo. La puntate erano molto lunghe ma talmente piene di accadimenti che annoiarsi era impossibile nonostante non capissi la metà dei termini finanziari. Gli attori specialmente il patriarca e suo nipote (il prtagonista maschile) erano veramente carismatici, specie il patriarca. Nessun personaggio era supersimpatico, nessun personaggio era totalmente positivo, anzi, eppure tutti bucavano lo schermo. L'elento paranormale poi a me piace sempre perciò aggiungeva fascino al tutto e ho veramente adorato questo drama come non credevo avrei potuto. Poi però è arrivato il finale e la, diciamo spiegazione del mistero paranormale e....non sono riuscita a cerderci. Ho una grande fantasia e adoro le trame strane, ma qui bermi che il protagonista non ricordasse cosa aveva causato e neppure l'esistenza della sua vittima...non ci riesco. Capisco sopprimere una colpa non volerci pensare seppellire la testa sotto la sabbia ma devo credere che si era autorimosso dei ricordi così vitali per anni e pure dopo essere stato ammazzato dai suoi capi?!!! Chi è forse un paragnosta? Si è ipnotizzato? Fin dalll'inizio aveva in mano la chiave per distruggere quella famiglia e non l'ha mai usata nonostante tutte le umiliazioni e anche quando torna nel presente all'inizio non la vuole usare? Ma siamo impazzitti? Il finale mi ha deluso lo ammetto e il drama non è più stato lo stesso dopo la scomparsa del patriarca ma resta comunque uno stupendo drama. Nonostante i difetti.Solo non era quello che credevo, il che forse non è un difetto, poichè lo rende soprendente. Credi di stare guardando un drama sulla vendetta e alla fine scopri che era tutto il contrario, cioè un drama sul perdono.Questa recensione ti è stata utile?
The Circumstances of Pungdeok Villa Room 304
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she’d be a ten but…
Why the hell is shower bro (I’m bad with names) the one who has to apologize?!My man over there did NOTHING, if not being born as the son of the boss of the agency, and the intern decides that that’s a problem, AND HE HAS TO APOLOGIZE?
nah-uh. not in this household my boy.
In my head I have reversed the roles, cause that’s how it should have been.
other than that the show is really good and cute, had me kicking my feet and giggle at time, and want to kill people on others but it was good. just leaves kind of a bitter after taste.
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il mio 2 gl (anche il mio preferito
allora trama: mon ragazza metà americana ma che vive in Thailandia a un idolo di nome Sam, che diventa il suo capo. lei si innamora di Sam però è un amore proibito (perché la nonna non vuole) e quindi devono affrontare tanti avvenimenti prima di sposarsi (trama fatta da me)personaggi:
mon- super gentile,emotiva,amica fedele,innocente,premurosa,non si arrende facilmente
Sam- discendente di una famiglia ricca complicata visto cosa era successo alle sorelle, seducente,ricca,bella,boss di una compagnia,fuori dal mondo
i genitori di mon: super gentili,premurosi e si vede che tengono a mon
nonna di Sam: all' antica però poi si rivaluta
Kirk: collega all' inizio "cattivo" ma che poi so rende conto delle sue azioni
opinione: serie bellissima visto il matrimonio e come sono avvenuti gli eventi,triste ma con un Happy ending
la consiglio agli amanti di gl
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Khun Chai Rachanon
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Viva i Boschi
Credo sia importante mettere in chiaro una cosa, dopotutto se 4 dei tuoi cinque nipoti preferiscono scappare nei boschi piuttosto che sposare le tipe Dhevaprom io due domande me le farei, Grandma Oon e Grandma Aid, no? Vabbeh, che se ovviamente loro due domande non se ne fanno, ma arriveremo anche a loro, non disperate.Partiamo con il botto con quello che mi è piaciuto, che siamo onesti, non è che è poco è che ho tante opinioni su quello che non mi è piaciuto che quello sembra maggiore rispetto all’altra faccia della medaglia.
Prima di tutto se vi piace un light enemies to lovers allora questa è la storia che fa per voi: Soifah e Lek hanno una certa disamicizia che cresce e viene corretta nel tempo fino a diventare amore ed è molto carina come cosa, mi piace come le storie dei padri siano caratterizzate da amori lenti, a differenza di quelle dei figli dove è tutto amore a prima vista, quindi kudos per quello.
Come ho scritto nel mio libro delle recensioni, questa storia la divido in due trame, quella che mi è piaciuta, cioè la ricerca del principe perduto e la ripresa dello stato che era sotto il regime militare, insomma quella trama sì, mentre la trama con le nonne, mioddio, volevo saltare proprio quella parte, se non fosse che poi non potrei dare delle recensioni perfette al 100% (anche se ovviamente la storia del figlio di Yai ho dovuto fare uno smagheggio nel finale perché io di perdonare Rumpa proprio no). Torneremo, perché faremo una lunga disamina sulle nonne a su quella parte di storia a breve, però ecco, la parte propriamente nei boschi mi è piaciuta.
In questa serie ci vengono presentati 3 (a dire il vero uno si ripresenta) MVP della stagione: cioè il padre di Chat, Joi e ovviamente lui, il nonno. Il padre di Chat è l’unico Dhevaprom con più di cinque neuroni funzionanti anche se ovviamente parte di quello che gli succede con sua moglie è colpa sua e per come l’ha trattata. è però anche vero che lui si sentiva intrappolato dagli anziani in quella situazione e ha deciso che doveva sposarla per forza. Certo è che se si fosse comportato un po’ meglio forse anche il personaggio di lei sarebbe potuto essere migliore (ora vi chiederete perché io parli dei personaggi come se fossero persone reali, questo perché quando descrivo i comportamenti dei personaggi cerco di immedesimarli nella realtà, quindi non sono pazza quando dico che forse un comportamento differente da parte di lui avrebbe forse avuto un outcame migliore, se forse lei fosse anche stata una persona un pelo migliore)(che poi Kudos all’attrice che interpreta la moglie/matrigna, ha passato la bellezza di 11 puntate ad urlare, io avrei avuto bisogno di stare a riposo vocale per almeno un mese dopo le riprese, comunque anche lei come Maratee una perfida protagonista). Secondo MVP, il nonno. Se nella stagione scorsa si dilettava a rivelare le tresche di Maratee qui decide di comprare preziosi antichi e nel mentre di ritrovare principi perduti. Di vedute ben più ampie delle due vecchie è un vero peccato che non sia il nonno di tutti i Jutathep, ma tecnicamente solo di 2, così almeno avrebbe potuto mettere il veto su tutti i matrimoni. Ultimo MVP, soprattutto per l’ultima parte, Joi, il quale si districa tra finte proposte di matrimonio, sorelle ritrovate e praticamente la capacità di diventare il cupido di corte (oltre che un generale e un fidato braccio destro del nuovo re).
Un piccolo dettaglio che mi ha colpito è il fatto che un cattivo scappi, diciamo sembra per tenere vivo il seme dei cattivi che poi si ripresenta in Dhevaprom 1.
Partiamo con una digressione per iniziare ad elencare le cose che non mi piacciono: allora, quando ho cominciato a vedere le serie dei padri (più che dei figli) avevo un po’ di paura perché io non sono grande fan dei Lakorn. Quindi quando ho visto che le serie di Yai e di Ruj mi erano piaciute sapevo che c’era qualcosa che puzzava, c’era del marcio in Danimarca, infatti apriti o cielo con queste ultime due parti che ho visto. E finalmente ho capito il problema, questi hanno troppe caratteristiche dei lakorn che non mi piacciono: le nonne, no; la madre, no; la second female lead, per l’amor di Gesù (e non intendo Chanta); insomma le storie di Yai e di Ruji mi sono piaciute perché c’era qualcosa di differente, che non era i vecchi lakorn e ci sono cascata, mentre ormai no, no, no. Cosa in questo caso positiva (e negativa, ma in questo caso positiva, ho già accennato al perché negativa in altre recensioni)è che i lakorn finiscono sempre bene, quindi non c’è da preoccuparsi se a 10 minuti dalla fine sembra che le cose non siano ancora risolte, in qualche modo (anche alla velocità della luce) queste finiranno bene.
E ora siamo finalmente arrivati all’elephant in the room, cioè le nonne. Direi che potremmo partire con quello che ho detto all’inizio, cioè che se di cinque nipoti 4 hanno deciso che era meglio scappare nei boschi che sposare una Dhevaprom, qualcosa vorrà dire, solo che non lo capiscono e questa cosa devo dire a lungo andare rompe le palle. Partiamo col dire che la Grandma Oon (che a parte sapere tutti i protocolli reali) non solo continua a fare scelte sbagliate, ma nessuno le dice nulla, anzi quando ci provano, l’altra nonna chiude subito la discussione, accennano a Maratee (che loro, perché Maratee aveva fatto un grande lavoro come bugiarda, avevano tanto decantato) e tutti subito a dire, no, non parliamo di Maratee, scusate? Quella ha fatto cose e va direttamente contro la frase che tu hai detto che “è tutte le nobili sono state cresciute come persone per bene”, però non bisogna parlarne… perché? Perché non si deve dire? Ecco, ora direi di introdurre i doppi standard che ci sono qua: primo il fatto che appena Soifah si scopre essere una principessa è tutto “oh, lo sapevamo” e scemate simili e dire che più o meno la grandma Aid più o meno le chiede scusa, ma la grandma Oon no, come ovviamente chiunque ci si poteva aspettare, poi parliamo di altri doppi standard, tutti contenti ad insegnare a Maratee o Rosa a fare anche le più basic faccende domestiche (e vabbeh, come Keaw ha passato subito il test), mentre qua, ah le è il male del mondo perché non sa fare alcuna faccenda domestica. Bene, cioè, tutto apposto? Per l’appunto doppi standard. Altra cosa che mi ha irritato è come la madre di Nuet e le nonne forzino la mano sul padre, fino a fare delle cose che insomma non so quanto fossero accettabili nella società dell’epoca (tipo mandare Nuet nei boschi con Chat e Yai, che è vero, uno fidanzato e l’altro sposato, ma si sarebbero poi congiunti con Phee e Lek che non lo erano, però voglio, nella prima stagione è successo un putiferio perché Kate e Maprang avevano fatto la stessa cosa, più o meno) e anche forzare la mano al padre, quasi obbligandolo ad accettare il fidanzamento quando il suo no, in una società che si si basa sul rispetto degli anziani, ma se non ricordo male è ancora una società patriarcale, dovrebbe essere legge (se vi steste chiedendo se ho veramente giocato la carta della società patriarcale perché mi stanno sulle scatole le nonne, la risposta, poco femminista è si).
Bene, possiamo chiudere con un pensiero, mi è piaciuto vedere la nobiltà che va avanti, nei Jutathep, ma anche in Kate e in alla fine in Nuet, in contrasto con quella che rimane ferma, quindi i Dhevaprom, ma anche la mamma di Nuet e in parte le nonne. I Jutathep che avrebbero accettato il matrimonio combinato (siamo onesti è solo uno) sono quelli che sono abbastanza adulti da accettare un compromesso, ma allo stesso modo Kate è una donna del suo tempo, ma anche abbastanza moderna da dire, no, non lo voglio e non ho problemi ad non avere più un titolo nobiliare, più o meno stessa cosa con Rosa. Gli altri sono ancora più moderni da un lato e la tradizione gli sta stretta quindi sono personaggi a cui sta stretto un matrimonio combinato e che vogliono sposarsi per amore. I Dhevaprom sono il contrario, legati ad una tradizione ed ad una promessa che andrebbe mantenuta, ma siamo onesti chi sano di mente vorrebbe mantenere una promessa fatta da qualcun altro solo perché l’ha fatta obbligandoci a stare in relazione che non vorremmo? è interessante anche la differenza fra le nonne, se da un lato una delle due ci prova (anche se ha una cattiva consigliere) l’altra è troppo legata alla tradizione e questo assieme al veleno che mette nella testa di Rumpa è il downfall della prossima stagione.
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Potrei rivederlo un milione di volte
Ho intrapreso un piccolo percorso; visto che non escono drama che mi interessano in maniera folle da un po' ho deciso di rivedermi tutti quelli della mia lista "preferiti" e vedere se il mio giudizio prenda una direzione differente rispetto a quella iniziale.Quindi... IO AMO QUESTO DRAMA.
e' una storia d'amore semplice, senza complicazioni, senza drammi, senza antagonisti o familiari contrari al loro amore, è una green flag di drama.
Ho apprezzato davvero molto la delicatezza di alcune scene e la purezza (anche se in alcuni punti si è parlato un po' troppo di cibo e mi veniva puntualmente fame😂). Certo non è una storia d'amore con scene passionali all'americana dove già dopo mezz'ora della prima puntata finiscono a letto no, qui abbiamo il crescendo di una storia d'amore genuina.
Altro punto a favore, una delle sotto trame riguarda l'ambiente del doppiaggio che ho davvero apprezzato, per non parlare della musica tradizionale e degli strumenti musicali.
Forse l'unica nota negativa è che avrei approfondito un pochino di più le altre coppie, giusto per vedere come andasse fra di loro.
ho fatto decisamente bene a rivederlo!❤️
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Un drama "warm" e "cozy"
Love Scenary credo sia uno dei drama cinesi che ho apprezzato maggiormente nell'ultimo periodo.Lo guardai la prima volta nel 2021 quando uscì mentre avevo il covid e, devo dire, che mi ha tenuto compagnia mentre vomitavo anche l'anima.
Non è pretenzioso, non è troppo complicato ma è solo una semplice storia d'amore.
Ho amato molto che lei fosse leggermente più grande di lui e questo non li fermasse da innamorarsi ma, la cosa più bella di tutte sono le musiche. La canzone d'inizio era così bella che l'ho subita aggiunta su spotify!
arrivando al dunque, se vi piacciono i drama cinesi lunghi e semplici, con le giuste farfalle nello stomaco questo c.-drama fa per voi
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