TroppI drammi per apprezzare gli altri aspetti
Se cercate una serie coinvolgente, ricca di intrighi, drammi, guerre e uccisioni violente, allora la consiglio, anche se gli effetti speciali sono decisamente il suo punto debole: gli animali realizzati in CGI fanno davvero pena.Non so se il problema dipenda dalla traduzione o se siano state tagliate alcune scene fondamentali, ma dal 26° episodio in poi si ha spesso la sensazione che manchino dei passaggi. Sembra quasi che il regista avesse inizialmente un'idea diversa e che, a un certo punto, abbia cambiato direzione, modificando improvvisamente le intenzioni dei personaggi senza costruire in modo credibile la loro evoluzione attraverso dialoghi o eventi. Questo rende la parte finale piuttosto confusa.
La storia ruota attorno a due innamorati che, a causa di intrighi, malintesi e di una cronica incapacità di comunicare con sincerità, finiscono per diventare nemici. Continuano ad amarsi, ma si ritrovano costantemente senza una reale possibilità di vivere il loro sentimento.
È una serie appassionante, ma anche decisamente troppo lunga. Ridotta a una trentina di episodi avrebbe probabilmente avuto un ritmo molto più efficace.
Le mie reazioni sono state contrastanti. Ho provato un profondo fastidio per il protagonista maschile, spietato e crudele, seppur mosso da intenti nobili. Sul finale, però, diventa improvvisamente quasi un santo: un cambiamento troppo rapido e poco motivato, difficile da trovare credibile concentrato in un unico episodio. Lei, invece, l'ho adorata. È coraggiosa, leale, animata da un forte senso della giustizia, anche se la sua impulsività finisce spesso per peggiorare situazioni già complicate.
I problemi sentimentali della coppia sono talmente continui che, a un certo punto, ho sperato sinceramente che lei si innamorasse del secondo protagonista maschile e che la storia prendesse quella direzione. Per questo motivo non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la riconciliazione finale: il male che si sono inflitti reciprocamente è stato troppo grande e, persino durante il loro innamoramento, non mancano umiliazioni e colpi bassi che metterebbero a dura prova chiunque abbia un minimo di amor proprio e autostima, anche quando vengono giustificati come sacrifici fatti "per il bene dell'altro". Il lieto fine mi ha dato più sollievo che soddisfazione.
A chi definisce questo drama "hot", come ho letto in diverse recensioni, rispondo che le scene romantiche saranno una decina in tutto. Davvero poche, considerando che la serie dura quasi cinquanta ore.
Gli assegno 7 stelle perché la trama è coinvolgente e tiene incollati allo schermo, almeno fino al quarantesimo episodio. Da lì in avanti, però, ho iniziato ad avvertire una certa insofferenza per il susseguirsi incessante di tragedie. Non esistono momenti di tregua: a ogni problema ne segue immediatamente un altro, senza concedere allo spettatore il tempo di respirare.
Un po' più di amore, passione e serenità avrebbe reso la storia molto più emozionante. Paradossalmente, pur essendo il fulcro della serie, la relazione tra i protagonisti finisce spesso per passare in secondo piano, schiacciata dalle continue macchinazioni politiche e militari.
Non condivido nemmeno i tanti elogi rivolti a Warren. Nei primi episodi l'ho trovato piuttosto monoespressivo; solo intorno al trentesimo episodio acquista una maggiore intensità emotiva. Inoltre il trucco, o forse l'abbronzatura artificiale, gli dona una tonalità arancione che lo fa sembrare più un messicano o un Cherokee che un cinese appartenente a una dinastia imperiale.
In sintesi, se cercate una serie d'azione, piena di intrighi, tragedie e continui colpi di scena, quasi una versione di *Game of Thrones* senza sesso, allora potrebbe fare al caso vostro. Mettete però in conto effetti speciali spesso mediocri e qualche duello che avrebbe potuto essere realizzato decisamente meglio.
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The Blooms at Ruyi Pavilion
5 persone hanno trovato utile questa recensione
UN DRAMA TIEPIDO CON ATTORI CHE NON CONVINCONO
Si tratta di un winxia di continui intrighi e CORRUZIONE nella corte imperiale con attori e soluzioni POCO CONVINCENTI (wunxia).La protagonista, a seguito di un incidente, prevede il futuro e cerca di evitare di sposare il protagonista maschile di cui ha visto la fine, convinta porti sfortuna (già questo incipit fa capire quanto il lavoro sia un surrogato di cliché e di soluzioni narrative già viste e abusate).
La storia inizia bene , con ritmo serrato, belle le iniziali interazioni tra i due e il corteggiamento inusuale di lui, l'egocentrismo di lei. Ovviamente come in ogni drama cinese la protagonista è immatura e infantile e maturerà nel corso degli eventi.
Il tema della premonizione onirica che pensavo sarebbe stata centrale nel drama (citata persino in sinossi) occupa davvero pochissimo spazio, è più presente agli inizi e in un episodio, prima della parte centrale. Poi si eclissa fino a scomparire, non dando possibilità allo spettatore di capire cosa accada perché questa donna smetta di sognare il futuro.
La sceneggiatura e i dialoghi non mi hanno completamente convinto, la colonna sonora è gradevole, anche certe riprese con i chiaroscuri durante i combattimenti sono molto belle. I combattimenti molto scenici e di impatto, quelli mi hanno convinto sebbene i voli verso l'alto nell'appoggio dei piedi sono un po' ridicoli (quando fanno il passetto su una scala a pioli o quando camminano sull'acqua).
La storia è molto ingarbugliata con una quantità incredibile di nemici, da ogni parte, alcuni di loro si alleano e mai, come in questo lavoro, una parte di loro è rappresentata da gente stupidissima, così stupida da risultare fastidiosa (la cugina del protagonista penso abbia qualche disagio intellettivo viceversa non si spiega, il fidanzato promesso della protagonista è chiaramente un soggetto psichiatrico con un disturbo serio della personalità).
I protagonisti che su carta dovrebbero essere svegli e intelligenti, forse se li raffronto a quelli del precedente drama seguito, mi sembrano addormentati e molto ingenui , lenti di comprendonio, tanto da non cautelarsi e subire spesso le angherie dei nemici e non disvelare immediatamente alle identità dei loro persecutori ( perché una maschera non nasconde l'identità, parliamoci chiaro).
Uno dei cattivi (IL PRINCIPALE) non mi ha completamente convinto, è diciamo il personaggio peggio caratterizzato di tanti lavori finora visti, come al solito è innamorato della protagonista ma sembra più che altro bloccato nel passato, che ansioso di viverla nel presente, egli non ha emotività e sfumature che lo rendano interessante e non è totalmente entrato nel personaggio, inoltre fa ripetutamente del male alla protagonista che non ha mai desiderio di ucciderlo (INVEROSIMILE).
Ci sono molti buchi narrativi in questo lavoro, gente che si salva miracolosamente e viene spiegato in un modo poco credibile, intrighi che non hanno alcuna base per riuscire, soluzioni e suggerimenti che non hanno senso e di cui non si intravede lo scopo. DEVO DIRE FATTO MALE MALE MALE, tradotto anche maluccio in lingua italiana.
Come in molti cdrama questa storia origina da un grosso malinteso, e penso che i cinesi, almeno storicamente, siano il popolo più incapace di comunicare della storia, in modo chiaro, onesto ed efficente.
Anche la storia d'amore riflette questo problema , inizialmente anche nella seconda coppia, e la cosa veramente triste di questo lavoro , forse perché è la più realistica è che nessun personaggio subirà un'evoluzione di crescita. Rimarranno sempre incapaci di comunicare, di fidarsi e di affidarsi continuando a commettere gli stessi errori.
La protagonista femminile è una ragazza infantile, poco sveglia, irresponsabile ma di buon cuore, e sempre concentrata sulla salvezza degli altri (della famiglia prima, della sua maestra poi, del padiglione alla fine). E' molto orgogliosa e in pochi momenti aprirà davvero il suo cuore facendoci capire cosa prova dalle azioni, anche estreme che compie.
Anche quando ritroverà il protagonista maschile, l'amore della sua vita, dopo averlo disprezzato e abbandonato, non gli aprirà il suo cuore, dichiarando i propri sentimenti, farà come nulla fosse, con il benestare tacito di lui che non impara nulla sulla necessità della comunicazione ed è privo di dignità e di orgoglio.
L'unica cosa che sa fare bene è farsi tagliuzzare a carne viva piuttosto che parlare apertamente, e l'espressione con gli occhi sgranati mi sembra sempre innaturale e caricaturale.
Il protagonista è super innamorato ma privo di qualsiasi espansività, capirete dai gesti il suo folle amore ma non avrete mai confessioni o confronti sentiti. Non è un attore particolarmente espressivo, io sospetto che sia un cantante prestato al cinema, perché in quanto a microespressività facciale e trasporto non c'è sempre.
Mentre ,da principio, davo per scontato che fosse normale il suo corteggiamento dato il personaggio, col proseguire degli episodi la coppia principale mi ha deluso enormemente perché non vedrete della fisicità piena, del desiderio vissuto tra i due: a parte prenderla in braccio o poggiarle le labbra ad occhi aperti non c'è il minimo di chimica e di passione, o di trasporto in questa coppia, né mai ci sarà. Anche quando si ritroveranno, sarebbe stato bello vedere lo slancio per rinfrancare lo spettatore di tutti i dramma vissuti e che questi attori hanno dovuto subire.
Poco meglio fa la seconda coppia.
Ho capito sul finale, facendo una ricerca che questa attrice non bacia ,in nessun drama. Quindi forse la colpa non è solo dell'attore principale, ma è proprio l'attrice che pone dei limiti a quanto un attore possa fare con lei, motivo per cui non vedrò più nulla con lei, perchè se ti poni dei limiti per me non sei all'altezza di fare questo mestiere, anche perché si parla di un limite importante.
La interpretazione di tutti non mi ha soddisfatto (unico escluso WANG YOSHUO) non mi è sembrata soddisfacente e non sempre si capisce come le vicende si risolvano, questo potrebbe essere anche colpa della traduzione italiana che in questo lavoro non è ottimale, buona al 70%. Mi dispiace dirlo ma il team di traduzione , che io rispetto perché fatto di volontari, non ha fatto un buon lavoro.
Comprendo che fare qualcosa per gli altri senza ricavarne un compenso sia mortificante e spesso demotivante però perché non provare a fare qualcosa al meglio delle proprie possibilità per noi stessi e gli altri?
La seconda coppia è molto gradevole e sicuramente meno problematica e con un amore meno tormentato della prima ma l'attrice è piatta e monodimensionale.
Consiglio? NI, c'è molto altro da vedere.
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Un potere che sboccia... E che presto appassice. Tra valido intrattenimento e potenziale sprecato.
Se ci rifacciamo al titolo, “Blossoms of power” è certamente un drama al quale non mancano né le questioni di potere né la componente floreale (fiori nelle poesie, fiori disegnati, fiori infilati tra i capelli, fiori salvavita, fiori che sbocciano e appassiscono in una notte, fiori in vaso che si rovesciano mentre i due si baciano, fiori ricamati, fiori che danno l’insonnia). Tanti fiori, insomma. E anche una “fioritura” di potere, certo, poiché questo è il nocciolo del drama.Partiamo dagli aspetti narrativi che più ho apprezzato: la questione della fusione di anime e in un corpo altrui, elemento sì caratterizzante ma non oggetto di un focus eccessivo, risultando così interessante ma mai pesante o ingombrante. Tratto originale è l’aver ereditato, insieme al corpo di Shen Xi He, anche tutti i suoi ricordi, particolarità che non solo funziona molto bene ma che evita anche banali fraintendimenti e altri meccanismi già visti mille volte. Ad arricchire la storia ci pensano inoltre i molteplici intrighi di palazzo, che rendono pienamente l’idea di dinamiche complesse e creano una rete di conflitti e alleanze in continuo mutamento. Sono davvero tanti e non tutti necessariamente collegati direttamente al pairing principale: per una volta, insomma, almeno una parte del mondo non ruota attorno ai protagonisti.
Valida anche la caratterizzazione dei personaggi: abbiamo a che fare con una protagonista femminile forte e determinata, che non cerca il grande amore della sua vita né qualcuno che la protegga o che si spenda per il suo bene, bensì la piena libertà di essere – nel bene e nel male – autrice del proprio destino. Sul fronte maschile, il principe ereditario Xian Hua Yong è uno splendido concentrato di contraddizioni affascinanti: cagionevole ma abile nelle arti marziali, astuto stratega ma anche giovane dal cuore puro, abile manipolatore e teneramente vulnerabile allo tempo stesso. Un personaggio davvero sfaccettato, capace di rimarcare costantemente la propria identità – intesa come caratterizzazione - con un semplice sorriso complice o un finto colpo di tosse. La chimica tra i due rende vivo il loro rapporto, costruito su astuzia e rispetto reciproco, tant’è che quando cominciano a fare squadra, la carrellata di sguardi complici e i dialoghi sottili danno al drama una marcia in più.
La buona riuscita dei personaggi è sicuramente più merito del cast che della sceneggiatura. Apprezzo Meng Zi Yi fin dalla sua prova in “Ever night” risalente a quasi una decade fa, anche lì nei panni di una donna forte e determinata. La sua recitazione elegante e raffinata si sposa particolarmente con ruoli decisi e composti, nei quali non deve continuamente dispensare sorrisi o lacrime, ma dove la difficoltà sta nel far emergere il personaggio nonostante l’aura di algidità e l’atteggiamento da glaciale calcolatrice. Riesce a far coesistere con grande naturalezza l’anima di Gu Qing Zhi con il corpo e i ricordi di Shen Xi He. Per quanto riguarda He Yi Qin, sarò onesta: non mi aveva particolarmente colpita in “Speed and Love” e la sua presenza in questo drama era più un deterrente che un incentivo, ma devo ammettere di essermi ricreduta strada facendo. Intendiamoci, non lo metterei nella rosa degli attori più talentuosi – c’è ancora molta ma molta strada da fare – però in questo drama porta a casa una prova dignitosa che, nell’insieme, funziona e fa il suo dovere. A livello espressivo trasmette in modo credibile una buona gamma di emozioni. Tra i personaggi secondari, gli attori che a mio avviso hanno centrato in pieno il personaggio sono senza ombra di dubbio Xu Zheng Xi nei panni del Quinto Principe e Cao Wei Yu nel ruolo del sovrano. Quest’ultimo in particolare ha dato vita a un personaggio ambiguo, che si prestava credibilmente a più interpretazioni e alimentando così il costante dubbio nello spettatore. Passando ai personaggi secondari – dove spesso così secondari non sono – tutti i principi hanno, ognuno a modo suo, una ragione di esistere, anche se in alcuni momenti le loro storie sembrano più un esercizio di stile che parte integrante della trama principale. Bene che ci siano, ma si potevano gestire meglio, insomma. La coppia formata da Bu Shu Lin e Cui Jin Bai è una ventata di aria fresca, con una dinamica divertente e una chimica accattivante che ruba la scena in molte occasioni.
Non tutto, però, ha funzionato a dovere. I primi episodi tengono alta l’attenzione grazie al ritmo serrato, ma al contempo chiedono anche un po’ troppo. Una sfilza di personaggi vengono introdotti a raffica ed è davvero facile andare in confusione, soprattutto per quanto riguarda i principi, tutti con nomi simili. Per distinguerli ho dovuto affibbiare loro dei soprannomi, per cui il secondo era “L’inconsistente”, il quarto “Il rancoroso Sacrificato”, il quinto “Il devotamente Ossessionato”, il sesto “Il Bello perso per strada” e il nono “Il Guerriero infatuato”. Dovessi etichettare anche il protagonista, la scelta ricadrebbe su “Il Fulminato”, perché è l’aspetto che più mi è saltato all’occhio quale pecca di un personaggio che per il resto funziona. Questo perché il l'essere rimasto affascinato dalle abilità e dall'acume di FL, innalzata per questo al suo livello, avviene comunque in modo troppo repentino, proprio come un fulmine a ciel sereno. L'ammirazione diventa in breve un misto di amore, devozione e rispetto e da lì poi inizia un lungo corteggiamento, un gioco di scacchi sentimentale che può anche starci, ma l’inizio partita è stato davvero un po’ troppo brusco e affrettato. Per quanto abbia apprezzato la protagonista femminile, se la forma è risultata splendida il contenuto si è rivelato un po’ carente, nel senso che ci troviamo davanti a una donna ferocemente intelligente, capace di destreggiarsi con sicurezza tra le insidie della corte e che sa cosa vuol dire perdere tutto. Manca però una motivazione profonda a questa sua sete di potere, tant’è che il dolore e la sua determinazione sembrano più raccontati che sentiti. Questa cosa del "raccontare invece di mostrare" si ripropone più volte, in vari contesti, durante la serie, quale limite evidente e anche piuttosto noioso. Qualche perplessità sull’epilogo del pairing secondario, piuttosto banale, moscio e deludente. E' stato un po' come avere tra le mani una materia prima di qualità e non sapere bene come trattarla. Si poteva fare molto ma molto di più, e la coppia, per come la si era portata avanti, meritava davvero uno sforzo maggiore. Riguardo agli intrighi, dicevo all’inizio che è un bene che siano molteplici, poiché sarebbe stato semplicistico e ridicolo far ruotare l’intero drama intorno a un unico ostacolo. Il ritmo dell’intreccio politico è però altalenante e, dopo un buon avvio, incappa in una fase centrale di stallo, permeata da troppi momenti di vita quotidiana piacevoli ma non così necessari, aspetto che porta lo spettatore quasi a dimenticarsi del mistero dell’avvelenamento, questione che verrà ripresa in mano solo nell’ultima parte e liquidata in fretta e furia, con una rivelazione che arriva come un pugno in un occhio (poteva starci benissimo, idea anche intelligente, ma gestita davvero coi piedi).
ATTENZIONE: SPOILER!!!
Ultima nota dolente, il finale: per un’amante degli happy ending come la sottoscritta, la dipartita del ML a quattro o cinque episodi dalla conclusione è davvero un colpo basso. Non mi fa impazzire, non è gratificante, ma posso accettarlo, se ha senso. Però patti chiari e resti morto. Il ritorno dal nulla dopo anni nell’epilogo è davvero una caduta di stile, una scelta che vanifica tutto il pathos precedente e che manca sostanzialmente di coraggio. E no, non è una sorpresa inaspettata. Solo la presa in giro di una sceneggiatura che, nell’indecisione, ha voluto mantenere il piede in due scarpe. Peccato che così facendo nessuna ha calzato in modo giusto.
FINE SPOILER!!!
Dal punto di vista tecnico, siamo a un livello qualitativo medio-alto con una cura quasi maniacale per i dettagli. La fotografia è splendida, con una palette cromatica calda e autunnale che avvolge ogni scena in un'atmosfera sognante ed elegante: i toni dorati e ambrati, caricati del giallo intenso delle foglie di Ginkgo biloba, dominano le scene di corte, creando un senso di opulenza e intrigo, mentre le tinte più cupe e fredde accompagnano i momenti di tensione e pericolo. La luce, spesso soffusa ma prevalentemente naturale, esalta la bellezza dei costumi e dei volti degli attori, regalando immagini nitide e pulite. La cinematografia compie scelte interessanti: non si limita a inquadrature statiche, ma gioca con movimenti di macchina che seguono i personaggi nei loro intrighi, creando un dinamismo che riflette la complessità della trama. I campi lunghi mostrano la maestosità delle architetture e dei paesaggi, mentre i primi piani catturano ogni sfumatura espressiva dei personaggi nei momenti salienti. La regia mostra una mano sicura e una visione chiara, riuscendo a bilanciare i momenti di intimità romantica con le sequenze più epiche e politiche. Il montaggio segue un ritmo disomogeneo, soprattutto nella seconda parte, ma funziona a dovere nei primi episodi e sicuramente nei vari momenti clou. Scenografia e costumi meriterebbero un capitolo a parte: la meticolosità è impressionante, ogni drappo, gioiello o ricamo sulle vesti contribuisce a definire il personaggio stesso. Anche la colonna sonora, con il brano di Zhou Shen in testa, è di altissimo livello e sottolinea perfettamente i momenti più emozionanti.
In conclusione l’ho trovato un drama complessivamente meritevole. La sua forza risiede nella peculiarità dei suoi protagonisti, con una chimica di coppia che funziona, un valido cast di supporto e una produzione visiva di tutto rispetto. Il tallone è – come spesso accade - la sceneggiatura, incapace di sviluppare adeguatamene e con i giusti tempi molte dinamiche. Adatto a chi è alla ricerca di un drama storico che dia priorità al romance e ai personaggi carismatici, meno per chi auspica a una trama politica solida e corente dall’inizio alla fine. Valido intrattenimento, ma gli è mancata qualche carta per essere qualcosa di più.
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High School Frenemy
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il valore dell'amicizia
una parola ECCELLENTE. sinceramente ero solo curiosa 🤔ero più centrata nel vedere Nani recitare di nuovo perché non lo vedevo da F4 Thailandia. Lho guardato con tanta attenzione,mi ha fatto emozionare in diversi contesti,sono riuscita ad apprezzare tutti gli attori,spero davvero di beccare un'altro dramma che tratta sull'importanza dell'amicizia. da oggi in poi andrò a recuperare i Bromance persi 😂 Fino a prova contraria questa farà parte della mia top 10⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐Detto ciò Imina skynani 😂💙
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CUPIDO QUANTO MI ANNOI!
Sinossi: Il protagonista È CUPIDO CHE VIENE PUNITO PER ESSERSI INNAMORATO DI UN UMANO 500 anni fa dalla divinità del DESTINO. Cupido ha 3 colleghi, lui e i colleghi sono belli come angeli ma il terzo è tozzo e inattraente anche se ne combinerà di cotte e di crude e regalerà molte risate.Un altro di questi angeli è maledetto e si trasforma in cane ogni 28 giorni mi sembra di aver capito, è dolcissimo in quanto come golden retriver è tenero e molto coccolone, specialmente con le belle donne.
La protagonista femminile è un delle attrici coreane più belle in circolazione, forse perché originariamente modella, peccato che la sua recitazione sia troppo acerba e monoespressiva, la bellezza non compensa la povertà emotiva a livello interpretativo.
FL si innamora di cupido perché hanno un legame "karmico", il rapporto tra i due manca di sfumature poetiche.
Lei porta sfortuna a ogni uomo che intraprenda una storia con lei perché il destino la vedrebbe accanto ad un altro uomo.
Questa coppia insieme a livello estetico non mi è piaciuta: lei sembra la madre di lui , lui ha un viso da bimbo e insieme non sembrano davvero credibili, è il peggior casting che abbiano fatto finora. Trai due io non ho visto molta chimica.
E' una serie un po' diversa perché in questo caso è la donna che ci prova con lui, e gestisce le dinamiche della loro relazione, inizialmente lui sembra restio ma palesemente attratto da lei.
Non è solo una storia d'amore e di rivoluzione del fato, ma è anche una serie crime ambientata ai giorni nostri e devo dire che è l'unico dato di pregio della serie, il serial killer è davvero insospettabile e ben nascosto.
Feedback tra la metà e la fine della serie riportano alle vite precedenti, sin dalla dinastia Joseon fino all'ultima reincarnazione della protagonista, tragicamente interrotta .
I cliché sono abusati: sempre le stesse scene di Fl che cade, ML la salva, ML è un cupido che viene trafitto dalla sua stessa freccia, motivo per cui si innamora di FL. E queste scene si ripetono 4 -5 volte.
Per una storia d'amore, metà del tempo riguarda un serial killer che agisce indisturbato in ogni episodio, e l'altra metà del tempo è FL che si lamenta con ML in modo seccante perché insiste che debbano finire insieme. Lo spettacolo è troppo superficiale, privo di sostanza o di logica, i dialoghi ovviamente hanno la consistenza del vapore, non viene mostrata una vera compatibilità tra nessuno dei protagonisti. La storia non va da nessuna parte, le stesse scene ripetute, troppi buchi nella trama e dialoghi insipidi.
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Commedia coinvolgente e ben fatta, tra clichè ben riproposti e spunti curiosi
Una rom-com piacevole, non eccezionale, ma che aspira ad essere un buon drama e raggiunge l'obiettivo in modo più che dignitoso.Filone classico, non troppo impegnativo ma capace di alternare scene divertenti a momenti emozionanti, con alcuni passaggi quasi commoventi annessi.
La trama segue un percorso a tappe standard: si conoscono da giovani, si ritrovano da adulti senza riconoscersi, i battibecchi iniziali lasciano via via il posto all'interesse, la coppia si forma, si riconoscono, la coppia viene messa alla prova, trovano il giusto equilibrio e uniscono le forze per superare gli ultimi ostacoli.
Il tutto è ben dosato, così che nessun passaggio si protragga abbastanza da finire in stallo.
Punti di forza:
- la differenza di età (lui più giovane di lei) per una volta tanto affrontata senza la classica ridondanza e pesantezza che spesso il tema si trascina appresso; particolare e per certi versi buffa la scena in cui lei, adolescente fatta e finita, rifiuta il giovane Ju Yeon, all'epoca un ragazzino nerd frequentante ancora le scuole medie.
- la caratterizzazione del protagonista maschile, quale mix ben riuscito del giovane uomo apparentemente composto ma che coltiva segretamente passioni insospettabili. La sua affidabilità non è però un'apparenza, il contesto in cui si ritrova a vivere e a crescere dalla morte dei genitori rende la sua maturità, spiccata per la giovane età, comunque coerente e credibile. L'attore, performante, ha saputo portare in scena un personaggio complesso, alternando una facciata di ferma solidità a una versione nerd al 100% in stile punk con una fluidità davvero convincente.
Punti da migliorare:
- la performance dell'attrice protagonista, semplicemente buona, non particolarmente espressiva. Standard, direi.
- la figura della nonna di Ju Yeon, con il suo portamento rigido e il suo cuore gelido, palesemente frutto di una barriera inviolabile eretta dopo la morte del figlio. Resta ferma e coerente per tutta la durata della serie, salvo poi virare in modo troppo rapido quando si è ormai ad ultimo episodio avviato. Il disgelo - insomma - ci stava, ma magari coi giusti tempi.
- il finale, un po' andato alla deriva. Tolti di mezzo tutti gli ostacoli, sembra faticare a trovare la scena conclusiva e regala momenti pur belli ma mai culminanti (ad esempio il ciondolo che le regala lascia un po' perplessi, se non si opta per il classico anello con proposta annessa, avrei visto bene la catenina con chiave e lucchetto con la quale si era dichiarato da ragazzo e che diventa poi il cimelio grazie al quale si riconoscono da adulti... Avrebbe insomma avuto più senso).
I personaggi secondari non risaltano particolarmente, l'unica che mi ha davvero incuriosita è stata la segretaria di lui, mentre il pairing secondario non è stato in grado di vantare una propria identità, nonostante le diverse scene dedicate. Completano il quadro diversi classici clichè, pur riproposti con accuratezza.
In conclusione, non un drama da annoverare nella lista dei migliori di sempre ma che può essere visto e archiviato con la sensazione di una visione piacevole e alla quale, per quello che voleva offrire, non è mancato niente.
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Quando l'horror si fa (solo) rituale
Sceneggiatura molto interessante : 8,5; Regia:7,5; Scenografia: 7,5.Horror coreano del 2024 con una storia molto interessante, ricca di significati, messaggi e simbolismi.
Il voto della giuria critica è di 7,6 secondo Rotten Tomatoes quindi nella mia valutazione, non da critico, mi sento generosa.
Sebbene sia un horror "riflessivo", capace di farti riflettere sugli orrori delle guerre e delle sopraffazioni, prendendo spunto dall'occupazione giapponese, il problema è che non fa paura. Non è la prima volta che vedo qualcosa di coreano che vorrebbe terrorizzare ma non ci riesce , almeno personalmente e se leggo altre recensioni riscontro lo stesso problema.
Il film esplora profondamente il sincretismo tra sciamanesimo, feng shui, geomanzia (pungsu), cristianesimo e superstizione, offrendo una riflessione sul trauma generazionale e l’eredità della colonizzazione giapponese
Il film parte come ghost story (una sciamana e il suo assistente vengono ingaggiati da un americano di origini coreane per "liberare" il figlio neonato da influssi malvagi) per diventare un delirio mistico collettivo sul finale, con una forte componente simbolica .
Il lavoro ha ricevuto un apprezzamento molto positivo presso l'Asian Film Awards 2025, vincitore per Best Costume Design e Best Visual Effects, mentre il regista e Kim Go Eun, sono stati pluripremiati dal Baeksang Arts Awards 2024,
Analogamente secondo il Blue Dragon Film Awards 2024: Migliore regia, Migliore Cinematografia e Luci, Migliore Direzione artistica e Migliore attrice.
Per quel che mi riguarda, obiettivamente, ho riscontrato i seguenti punti di forza e le seguenti criticità:
Un cast di alto livello (Kim Go‑eun, Choi Min‑sik, Yoo Hae‑jin), con un'estetica piuttosto ricercata e un'atmosfera densa di folklore coreano, i rituali mi sono sembrati realistici e molto coreografici, con buoni effetti scenici, presenza di un forte simbolismo dei messaggi lanciati allo spettatore che lo rendono un film interessante, con un senso e una storia.
D'altro canto l'ho trovato lento, specialmente all'inizio, il tema dell'esorcismo ripetuto e sovraccarico, scene eccessivamente scure, musiche non proprio di altissimo livello che non aiutano a creare un atmosfera terrificante, effetti sonori un po' troppo calcati e finti, interpretazioni disomogenee per livello (Lee do hyun non regge il confronto con Kim go eun, stessa cosa per l'aiutante del geomante e qualche altra comparsa), CGI non sempre di livello (le volpi che da vicino erano palesemente create al pc), potenziale come horror sprecato, nel senso che in poche sequenze mi ha davvero impressionato ma non mi ha mai davvero spaventata.
La color correction tende al seppia-grigio-verde, con pochi contrasti netti: una scelta che in alcuni casi appiattisce le immagini e la tensione visiva.
Interpretazioni: Choi Min-si, qui interpreta il geomante, un ruolo carismatico ma non pienamente sfruttato. Memorabile in Oldboy, qui mi è parso più contenuto, quasi sottotono.
Kim Go-eun, intensa ma anche lei un po' sottotono, più emotivamente espressiva in altri suoi lavori.
Yoo Hae-ji, la sua presenza mi è apparsa poco significativa rispetto al resto del cast.
Lee Do-hyun, confermo sia un giovane attore promettente ma ha mostrato più presenza fisica che emotiva. In drama come The Glory o la Pessima Madre Ideale mi ha convinto di più.
Regia
Diretto da Jang Jae-hyun, è un horror rituale che intreccia paura, spiritualità e storia. La regia costruisce tensione lentamente, con inquadrature statiche, lentissime nei rituali, i suoni sciamanici che diventano strumenti narrativi. La camera è lenta con accelerazioni improvvise quando lo spirito emerge, la macchina accelera e si muove bruscamente, per creare un contrasto emotivo forte. Nei rituali la ripresa è lenta e ipnotica, quasi meditativa.
C'è spesso un uso del fuori campo, spesso ciò che è più spaventoso non viene mostrato subito: rumori, ombre e sguardi degli attori fanno intuire la presenza.
I colori sono freddi e spenti nelle scene notturne e caldi dopo la liberazione del male.
A livello visivo Jang non punta sullo "spettacolare" ma su una regia rituale, lenta, geometrica e simbolica, che trasforma le riprese stesse in un’estensione del gut sciamanico. Il risultato è un film che “ipnotizza” più che spaventare, facendo vivere allo spettatore il senso di oppressione e liberazione.
I protagonisti agiscono come un gruppo rituale, ognuno con un ruolo tecnico e spirituale, senza un eroe solitario.
L’atmosfera nasce dal contrasto fra modernità (ville, cliniche) e tradizione (cimiteri, tombe, monti).
La figura del samurai gigante è simbolo del colonialismo giapponese. La sua altezza esagerata esprime oppressione storica e male sovrannaturale. La fotografia insiste su terra, fango e sangue, rafforzando la fisicità del rituale.
Il ritmo segue fasi precise: diagnosi, preparazione, esumazione, conflitto e purificazione, come in un gut sciamanico.
Jang unisce horror, storia e filosofia dei cinque elementi. Personalmente avrei osato di più.
Il suo forte è il Simbolismo!
Il film "Exhuma" (2024) è intriso di simbolismi profondi, fortemente radicati nella tradizione religiosa, esoterica e storica coreana, con elementi che riflettono trauma generazionale, ritualità ancestrale, relazioni tra vivi e morti, e le tensioni tra modernità e tradizione.
La riesumazione: simbolo chiave del film, rappresenta non solo l'atto fisico di riportare alla luce un corpo ma anche il dissotterramento di memorie familiari represse, di colpe ancestrali, di forze oscure sepolte dal tempo.
Nel contesto culturale coreano, spostare una tomba diventa metafora della rottura dell’equilibrio tra vivi e morti.
La pratica del geomante (interpreto da Choi Min-sik) rappresenta il connubio tra natura, spiritualità e destino umano. Il sito della sepoltura è una fonte di sventura.
Il Gut (rituale sciamanico coreano) simboleggia la memoria collettiva e spirituale del popolo coreano. I suoi canti, i tamburi, le danze, incarnano resistenza culturale contro la secolarizzazione.
Il serpente col volto umano che si vede potrebbe rappresentare il maleficio ancestrale, qualcosa che cambia pelle ma rimane sempre profondamente perverso nei suoi bassi istinti ma anche l'esito mostruoso dell'arroganza del rituale.
Il contrasto (e talvolta la sovrapposizione) tra i simboli cristiani (croci, Bibbia, preghiere) e quelli sciamanici (candele rituali, corde sacre, tamburi) suggerisce un conflitto tra fede importata e spiritualità indigena, l'impossibilità di risolvere il male attraverso una sola lente teologica, il bisogno di un sapere composito, ibrido, per affrontare il trauma, o semplicemente un confronto, un accostamento.
Il trauma storico (colonialismo giapponese),senza essere esplicito, allude a eventi traumatici della Corea, la tomba maledetta richiama il tema della sottomissione forzata, della vendetta, della storia sepolta.
Lo spirito che perseguita è una ferita collettiva non rimarginata, come la memoria della colonizzazione, della guerra, e della povertà trasmessa tra generazioni.
La katana animata (tsukumogami) è un'arma trasformata in spirito vendicativo, simbolo di aggressione perpetua, la cui liberazione ristabilisce l'energia vitale e identitaria , superando, simbolicamente, il vincolo storico generazionale.
La figura del samurai gigante in Exhuma (attenzione che chi lo interpreta è un attore realmente alto 220 cm) è così alta per motivi simbolici, narrativi e spirituali. Non è un semplice effetto horror, la sua altezza veicola diversi significati profondi: la forza brutale e soverchiante dell’occupazione giapponese in Corea (1910–1945). La sua altezza esagerata simboleggia l'imponenza schiacciante del potere coloniale. L’idea che il trauma della storia sia "più grande" dell’uomo comune, al punto da essere ancora oggi “intoccabile”. Una presenza sovrastante e invasiva anche nella morte, quel corpo non riposa, ma domina il territorio spiritualmente e fisicamente.
Non è più un uomo, ma un “tsukumogami” (spirito-arma animato) fuso con una katana maledetta.
Il suo corpo enorme è il risultato di secoli di odio, dolore e maledizione: un corpo spirituale "gonfiato" da rabbia e desiderio di dominio.
Come accade nei miti giapponesi e coreani, le entità maligne crescono a dismisura quando non sono state esorcizzate o onorate.
L’attore che ha dato vita fisicamente a questo personaggio è Kim Byung‑Oh, un ex giocatore di basket alto circa 220 cm
Inoltre, la sua performance vocale inquietante è stata affidata al celebre doppiatore giapponese Rikiya Koyama, rendendo la presenza del guerriero ancor più intensa e memorabile, questo approccio “ibrido” tra un attore d’aspetto enorme accompagnato da una voce distintiva, ha amplificato la potenza visiva ed emotiva del personaggio, rendendolo una figura davvero suggestiva e quasi iconica.
Fate attenzione inoltre al numero delle targhe nelle auto di questo film, in verità sono date care ai coreani.
Se volete approfondire: https://mydrama.altervista.org/meaning-in-motion/exhuma-e-il-sam-iljeol/ .
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I Desideri del Genio
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Se non sapete cosa guardare, dategli una possibilità.
E' un drama strano che gioca molto sulle battute, sulle gag senza essere volgare o troppo esagerato, ma allo stesso tempo ci troviamo davanti ad un personaggio (interpretato dalla bellissima e bravissima Bae Suzy) apatico a causa di una malattia che l'ha privata delle emozioni umane. Lei non le sente, non le riconosce, e questo l'avrebbe portata negli anni ad essere distanziata da tutti se non fosse stato per la nonna che decide di prendersene cura dopo che la madre l'ha abbandonata.
Un giorno sta tizia si imbatte in un genio che inizia a seguirla ovunque vada e la chiama padrone.
Cosa potrebbe mai scattare in un personaggio simile una tale rivelazione? Qualcosa di molto divertente e qualcosa di profondo. Questo drama affronta anche situazioni drammatiche, situazioni che mettono in crisi un po' tutti compreso il genio che si troverà a dover cercare qualcosa del proprio passato per avere una soluzione.
Un applauso alla Suzy per la sua interpretazione che seppur qualcuno se n'è lamentato perchè piatto.. Beh era proprio quello che doveva essere XD
Alcune cose non mi hanno convinta del tutto, ma sono "piccolezze" in confronto al resto.
Accetto il finale, ma per me c'è qualquadra che non cosa XD
L'uso del suo nome Iblis non ho trovato che fosse inappropriato, ma anche vero che io guardo queste cose con una mentalità estremamente aperta, come se stessi guardando la serie Lucifer: non mi sembra che qualcuno abbia avuto da ridire per l'uso di Satana. Lo si prende come qualsiasi altra storia: un fantasy. Amen.
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Serie con molti difetti: perché piace allora?
Ci sono serie che si ricordano per la scrittura brillante, altre per la regia, altre ancora per le interpretazioni. Doctor Slump non appartiene completamente a nessuna di queste categorie. Eppure, una volta terminata, mi ha lasciato una sensazione sorprendentemente piacevole e non mi ha mai annoiata. Non è stato un capolavoro, né un’opera tra le migliori degli ultimi anni, ma una compagnia gradita, con i personaggi che finiscono per trovare un posto nella memoria dello spettatore.La sinossi è abusata: due ex studenti modello, un tempo rivali, si ritrovano nel momento peggiore della loro vita. Yeo Jeong-woo è un chirurgo plastico di successo la cui carriera viene improvvisamente distrutta da uno scandalo. Nam Ha-neul è un’anestesista brillante che, dopo anni passati a vivere esclusivamente per il lavoro e lo studio, sacrificando ogni aspetto della propria esistenza, precipita in una profonda depressione e in una condizione di burnout che le impedisce di proseguire la propria professione.
Sulla carta, il materiale era promettente, una sorta di "lato positivo" con altre patologie : due protagonisti adulti, entrambi sofferenti, entrambi costretti a ridefinire la propria identità dopo aver costruito tutta la propria esistenza attorno al successo riprendendo il tema caro ai coreani: la funzione sociale nella nostra società dà un'identità. Una buona occasione per raccontare la salute mentale, il fallimento, la pressione sociale e la ricerca di una nuova normalità.
Il problema è che la serie affronta depressione, ansia, burnout e traumi professionali, ma lo fa senza scendere in profondità e senza presentare i problemi con la dovuta delicatezza e correttezza medica (abuso di alcol nel corso delle terapie farmacologiche, farmaci presentati come panacea, poco peso dato alla terapia psicoterapica... ). È come se avesse paura di diventare troppo dolorosa, troppo scomoda, troppo realistica. Ogni volta che si avvicina a qualcosa di realmente destabilizzante, tende ad alleggerire il tono, a riportare il racconto verso territori più rassicuranti.
Non è necessariamente un difetto. Dipende da ciò che si cerca ma sulla correttezza delle procedure mediche e sugli escamotage poteva esserci più rispetto, realismo, verità. Lo dico da professionista che vede il proprio lavoro affossato da stereotipi e ignoranza, la serie non restituisce dignità o veridicità a quello che è il lavoro dei professionisti della salute mentale, e l'escamotage dell'eparina è quanto di più scemo possa essere proposto, perché le sacche non si trovano nei pressi della sala operatoria e non puoi stabilire quale userai ma vabbè. Inoltre l'autopsia la rinviene del corpo ed è assurda la pista che il medico volesse assassinare la paziente , con una sostanza rinvenibile tra l'altro. Nell'aula processo inoltre chiunque poteva accedere così, come fosse casa propria e portare le prove.
La scrittura non è brillante: ci sono due buchi di trama che mi hanno dato la sensazione di un'improvvisazione, sia sul colpevole dell'incidente sia sulla figura ambivalente del loro collega. Come se la scrittura fosse a due mani o realizzata in fieri, non predisposta a monte.
Non la consiglio a chi desidera un’analisi profonda della depressione, probabilmente resterà insoddisfatto. Chi invece cerca un drama capace di trasmettere conforto e speranza potrebbe trovarsi perfettamente a proprio agio.
Il cuore della serie, infatti, non è la salute mentale, è un healing romance drama ma con mezzi di fortuna e fortunate coincidenze, che investe più sul potere dell'amore, del rispecchiamento, del mutuo aiuto distraendosi dalla propria condizione, più che sulla cura in sé.
Nella relazione tra i due protagonisti Doctor Slump trova finalmente il proprio equilibrio. La storia d’amore funziona perché occupa spazio. Tanto spazio. Forse quello, tra i tanti visti, che ne hanno di più. Negli ultimi anni molti drama hanno finito per sacrificare la coppia in favore di sottotrame, antagonisti, conflitti familiari o misteri narrativi. Qui accade il contrario. La serie dedica una quantità enorme di tempo ai due protagonisti. Li osserva mentre parlano, mangiano insieme, passeggiano, si sostengono, litigano e si riavvicinano e la genitorialità è positiva, calda, supportiva, non becera e malevola come nel 90% dei lavori visti.
Non c’è la sensazione che la relazione debba superare continuamente ostacoli artificiali per mantenere viva l’attenzione dello spettatore.
Una delle qualità più apprezzabili della scrittura è proprio l’assenza di quei malintesi interminabili che spesso infestano il genere. Jeong-woo e Ha-neul comunicano. Non sempre bene, non sempre nel momento giusto, ma comunicano e lei non è la donnucola in balia dell'uomo di turno: sbaglia, cade, si rialza, comunica, cerca, parla, si apre, è estroversa, espansiva con lui, e questo è un elemento di novità apprezzabile.
Quando iniziano a provare qualcosa l’uno per l’altra, la serie non passa sei episodi a procrastinare che accada.
Quando emerge un problema, cercano di affrontarlo. Quando uno dei due soffre, l’altro è presente. Può sembrare poco ma nel panorama delle commedie romantiche coreane è quasi rivoluzionario.
Park Hyung-sik e Park Shin-hye svolgono un lavoro efficace nel rendere credibile questa dinamica. Non credo che le loro interpretazioni rappresentino il punto più alto delle rispettive carriere. Nessuno dei due offre una performance destinata a entrare nella storia, anzi, lei molto caricaturale a volte, stessa cosa la madre che conosco come ottima attrice in tanti altri lavori. Non sempre mi è arrivata, non sempre ho pensato: "wow che brava", a volte ho pensato "spinge troppo, si vede che recita". Tuttavia il più delle volte FL e ML risultano naturali insieme.
La loro chimica non si basa soltanto sull’attrazione (non vi aspettate exploit passionali alla business proposal), funziona soprattutto nelle scene quotidiane, nei dialoghi apparentemente insignificanti, negli scambi più semplici, nel modo comodo che hanno di stare insieme e che trasmettono allo spettatore. Qui ho avuto chiarissimi i motivi per cui si scelgono, e per cui sin da principio si piacevano.
Ho motivo di credere che queste due persone potrebbero davvero scegliersi nella vita reale.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui il drama continua a coinvolgere anche quando la trama perde mordente, perché la parte più debole della serie è proprio quella che dovrebbe costituire il grande conflitto narrativo. L’arco dedicato a Kyung-min, infatti, rappresenta il principale problema!
L’idea di base non era cattiva. Il suo rancore affonda le radici in un trauma reale, legato alla morte del padre e a responsabilità indirette della famiglia di Jeong-woo. Il tema del dolore trasformato in ossessione avrebbe dotuto generare un antagonista complesso e sfaccettato. Invece il personaggio oscilla continuamente tra ambivalenza psicologica e forzatura narrativa e soprattutto non è chiaro perché debba prendersela con lui e non con la famiglia, il protagonista non è un uomo amato o con una famiglia calda e supportiva alle spalle, che potrebbe rimanere distrutta dalla sua rovina, anzi ... sicché avrei trovato più plausibile che si accanisse con la madre stessa, utilizzando semmai il protagonista per arrivarvi.
La serie sembra voler integrare la parte romance, la parte di cura e quella thriller/ crime senza riuscirci del tutto, emerge una certa dissonanza e i coreani questo lo fanno sempre, non ho ancora capito perché. Integrare bene due parti così diverse, studiarle e svilupparle in modo adeguato comporta un lavoro e un accordo tra professionalità diverse (l'ideale sarebbe impiegare due registi e almeno due sceneggiatori, più qualcuno che supervisioni per dare una stessa struttura, una stessa firma, uno stesso tono) . Non è una cosa semplice e devo dire che viene difficile anche ai grandi registi , immaginiamo a chi fa lavori destinati al grande pubblico, non di settore.
Persino il famoso incidente che coinvolge Ha-neul negli episodi finali, pur generando tensione emotiva, appare come un artificio necessario a spingere ulteriormente la coppia verso una dichiarazione definitiva.
Da quel momento in poi la storia smette sostanzialmente di interessarsi al mistero e torna a concentrarsi su ciò che sa fare meglio: raccontare la guarigione reciproca dei protagonisti.
Ed è qui che la serie ritrova la propria forza, sebbene in versione miracolista, fantasiosa, per nulla realistica, non è una forza spettacolare, bensì gentile.
La serie racconta qualcosa che il genere romantico spesso dimentica: innamorarsi non risolve tutti i problemi, e qui c'è il realismo. Ha-neul continua a convivere con le proprie fragilità, Jeong-woo continua a portare addosso le ferite lasciate dal crollo della sua carriera, nessuno dei due viene magicamente salvato dall’amore e nessuno sacrifica se stesso per quello. L’amore diventa piuttosto uno spazio sicuro all’interno del quale affrontare le proprie difficoltà. Anche il finale segue questa filosofia.
Molti drama coreani costruiscono l’ultimo episodio come una lunga corsa verso il matrimonio. Doctor Slump sceglie una strada diversa. Quando Ha-neul riceve l’opportunità di trascorrere un periodo all’estero, la serie introduce una situazione che, in un racconto più convenzionale, avrebbe facilmente generato una separazione dolorosa. Invece il conflitto viene affrontato con sorprendente maturità. Jeong-woo soffre all’idea della distanza ma riconosce il valore professionale dell’occasione e la incoraggia a seguirla.
È un momento piccolo ma significativo, perché dimostra quanto la relazione sia SANA. Successivamente l’opportunità sfuma e la partenza non avviene realmente, scelta narrativa che alcuni potrebbero considerare troppo comoda, ma che si inserisce perfettamente nel tono generale della serie.
Anche il matrimonio viene trattato in modo particolare. Molti spettatori si aspettavano una grande cerimonia conclusiva. In realtà Doctor Slump preferisce suggerire piuttosto che mostrare. Le immagini prematrimoniali e matrimoniali presenti nell’epilogo confermano il destino della coppia senza trasformarlo nel centro assoluto del racconto.
Una decisione che ha diviso il pubblico, non mi è piaciuta ma ’ho trovata coerente perché la vera conclusione della storia non è il matrimonio ma la guarigione.
È il momento in cui due persone che avevano costruito tutta la propria identità sul successo professionale comprendono finalmente di poter esistere anche al di fuori dei propri risultati.
Doctor Slump non è un capolavoro:
1)La scrittura è discontinua.
2) L’antagonista convince solo a metà.
3) Le interpretazioni non sono memorabili
4) Le sottotrame non sempre mantengono le promesse iniziali.
5) Alcuni temi vengono affrontati in modo più superficiale di quanto meritassero e senza attendibilità o realismo medico.
Eppure, pur con tutti i suoi difetti, sa essere piacevole.
Non cerca continuamente di sorprendere. Non punta sempre sul colpo di scena. Non vive di triangoli amorosi esasperati. Non costruisce conflitti infiniti basati sull’incomunicabilità.
Semplicemente osserva due persone ferite che imparano a stare meglio, grazie alla loro relazione.
Difficile ma possibile.
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Vorrei sottoporvi una riflessione, Doctor Slump ha ricevuto molte critiche e mi ha sorpreso. Non perché le critiche siano prive di fondamento: il drama ha quei limiti evidenti che ho esposto poc'anzi. Quello che mi lascia perplessa è il metro di giudizio utilizzato!
Leggendo recensioni da anni, su moltissimi lavori, ho avuto l'impressione che questo drama sia stato valutato con una severità che raramente vedo applicata ad altri titoli molto più fragili dal punto di vista della scrittura. Mi chiedo quindi cosa il pubblico si aspettasse realmente da questa serie e perché i suoi difetti vengano evidenziati con tanta insistenza, mentre lavori che presentano problemi ben più gravi vengono accolti con un entusiasmo quasi unanime.
Prendiamo ad esempio alcuni dei titoli più celebrati degli ultimi anni. Ho visto assegnare voti altissimi a opere come Lovely Runner, che personalmente considero trainata molto più dal coinvolgimento emotivo del fandom e dalla ship attribuita agli attori che da una sceneggiatura particolarmente solida, dove il tema della disabilità è stato solo accennato. Oppure a produzioni recenti come The Potato Lab o When the Phone Rings, che a mio avviso presentano debolezze narrative non inferiori a quelle di Doctor Slump.
La differenza è che Doctor Slump sembra pagare il fatto di voler parlare di qualcosa. Magari non sempre ci riesce, magari lo fa in modo semplificato ma prova ad affrontare il burnout, la depressione, il fallimento professionale, la perdita dell'identità costruita attorno al successo e il percorso necessario per ricostruirsi.
C'è una volontà di raccontare un'esperienza umana e di sviluppare un discorso che vada oltre la semplice storia d'amore.
Molti drama romantici contemporanei, invece, rinunciano completamente a proporre un contenuto. Si limitano a costruire una relazione accattivante, una buona dose di fan service e qualche colpo di scena emotivo, qualche primo piano di lui sotto la doccia , 20 scene fan service, inquadrature studiate per mostrare baci più spinti di quanti non siano in verità. MA BASTA! Non c'è nulla di male per carità ma fatico a comprendere perché opere di questo tipo vengano celebrate come capolavori mentre un lavoro come Doctor Slump venga giudicato con criteri molto più rigidi.
Per questo motivo il mio voto finale è leggermente più alto di quello che assegnerei normalmente.
Onestamente Doctor Slump è un 7/10. Tuttavia scelgo di attribuirgli un 7,5/10.
Lo faccio perché apprezzo il tentativo di raccontare qualcosa di diverso, perché la storia evita molti artifici narrativi ormai abusati nel genere e perché non sente il bisogno di alimentare continuamente conflitti inutili, incomprensioni costruite a tavolino o separazioni forzate soltanto per allungare la trama.
Non è un drama memorabile. Non è un capolavoro. Ma è più onesto e più coraggioso di quanto una parte della critica sembri riconoscergli. E in un panorama in cui vedo assegnare voti perfetti a opere che spesso vivono soltanto dell'entusiasmo del fandom, questo per me merita almeno mezzo punto in più.
Alla fine della visione non resta l’impressione di aver assistito a una grande storia destinata a entrare nella storia del genere. Resta qualcosa di più modesto ma anche più autentico: la sensazione di aver trascorso del tempo con personaggi che, pur imperfetti, hanno trovato un modo per essere felici.
E forse è proprio questo il motivo per cui, pur riconoscendone tutti i limiti, Doctor Slump riesce a lasciare un ricordo sorprendentemente affettuoso.
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Bu Hui Lian Ai De Wo Men
5 persone hanno trovato utile questa recensione
Lui è giovane, la sceneggiatura ancora di più!
sceneggiatura: 5,5. regia : 6Why Women Love vorrebbe essere un romcom leggero e spensierato tutto dedicato ai sentimenti ma nella prima metà, causa inesperienza assodata della sceneggiatrice risulta essere un mix confuso di fan service, incoerenze narrative e dinamiche romantiche buttate lì tanto per far battere qualche cuoricino… magari distratto. Il personaggio maschile in particolare sembra scritto da qualcuno che ha letto solo la sinossi di un romance su Wattpad e ha deciso che bastava così.
Partiamo da quello che personalmente non ha funzionato:
- Sceneggiatura, scrittura leggera, piena di incoerenze narrative e cliché, le trame appaiono riciclate, con personaggi monodimensionali e dialoghi datati ma soprattutto sin dai primi episodi loro due che si pongono subito come due amiconi, lui che le vuole organizzare appuntamenti, le scene in cui la chiama megera ma non fa altro che aiutarla con l'amore spiegandole non solo come si fa ma proprio giocando a fare il fidanzatino con lei, le prime fasi in cui lui la chiama “megera” ma poi le organizza appuntamenti rientrano senza dubbio nel fan service: non hanno senso nel racconto, ma sono progettate per far scattare la chimica facile.
Altre persone come me online, ho letto, descrivere l'opera come sequenze “flirty and sugary” (civettuole e zuccherose), senza un vero contesto logico . E non posso che concordare.
In Why Women Love, la sceneggiatura appare costruita per sfruttare dinamiche visive e momenti leggeri, ma non per raccontare: il plot è di supporto alle scene “flirty”, piuttosto che il contrario. La regia si limita ad esaltare il lato estetico senza riuscire a tessere un discorso visivo più maturo o coerente con i temi affrontati. Di conseguenza, argomenti più seri, risultano trattati in modo estraniato, dispersivo, spesso senza il tono adatto.
Regia: appena sufficiente, è funzionale ma priva di originalità o capacità di dare ritmo, abusa prospettive laterali, primi piani e slow motion per camuffare le doti carenti del protagonista, ogni volta che si avvicina a lei fateci caso la scena rallenta, le inquadrature focalizzano sui primi piani e lo sguardo, la varietà espressiva del ML è limitata. É inesperto e si vede troppo. Migliora un po' nella seconda metà del drama. Le scene tra loro sono carine ma prive di emozione, la trama è cretina e sviluppata male.
REGIA E SCENEGGIATURA non hanno saputo approfondire i temi importanti proposti: Nonostante l’apparente leggerezza “Why Women Love” introduce nella narrazione alcuni temi potenzialmente profondi e carichi di significato , come il divorzio, i traumi familiari, e persino disturbi legati all’alimentazione, come la bulimia o altre forme di DCA (disturbi del comportamento alimentare). Tuttavia, questi spunti narrativi, che potrebbero offrire spessore psicologico e realistico ai personaggi, vengono trattati in modo frettoloso e superficiale, come semplici elementi di contorno piuttosto che motori autentici dello sviluppo emotivo e relazionale.
Il problema principale risiede nella mancanza di coerenza tonale e strutturale e nell'interpretazione non convincente di molti lì dentro, inclusa la "veterana" Simona Wang (sospetto doppiata male) : scene drammatiche e cariche di implicazioni vengono spesso seguite da momenti volutamente spensierati o addirittura comici, annullando di fatto ogni impatto emotivo che quegli eventi potrebbero avere sullo spettatore. L’effetto complessivo è una sensazione di estraneità: i temi seri sembrano fuori luogo, appiccicati forzatamente in una trama che non sembra avere gli strumenti narrativi o la volontà di affrontarli con il giusto grado di profondità e rispetto.
In particolare, la questione della bulimia – rappresentata con dei cliché – viene liquidata con una scena di lei che mangia con gli occhi lucidi e scene flashback, o attraverso comportamenti mai elaborati, privando il pubblico di una comprensione empatica del disagio. Allo stesso modo, il trauma e il divorzio vengono evocati senza che ne emergano le conseguenze interiori sui personaggi, trasformandoli in cliché piuttosto che in esperienze umane autentiche.
In definitiva, questi temi seri inseriti senza vero approfondimento finiscono per sminuire i personaggi, privando la narrazione della possibilità di crescere e maturare, e risultando spesso decorativi, se non addirittura strumentalizzati per generare un’emotività facile e non meritata. Personalmente a me non arriva.
Alla luce di ciò, pur riconoscendo che il drama è leggero e spensierato, non mi sento di arrivare al 7.
SE VOLETE VEDERE UN'OPERA MEGLIO FATTA CON UN RAPPORTO D'AMORE TRA UN RAGAZZO GIOVANE E UNA DONNA PIU' GRANDE (DI 4 ANNI ANNI) VEDETE MY DEAREST NEMESIS (trovate la mia recensione cliccando sul mio nickname), DOVE LUI SUPERA DI GRAN LUNGA QUALSIASI ATTORE QUI DENTRO PER LA RECITAZIONE!
Coppie secondarie carine ma lei sembra avere 12 anni, era molto più matura nella parte scolastica, assurdamente. Lui è uno Sugar candy Prince con deficit di testosterone.
Aspetti apprezzabili :
- Assenza di tragedie, tono spensierato.
- La FL: finalmente si vede una donna con polso, risoluta, aggressiva e molto volitiva che non si affida agli uomini per uscire dai guai come in ogni drama che si rispetti.
Tuttavia é emotivamente analfabeta, al punto da non capire davvero cosa vuole o tirare fuori la sicurezza grintosa che mostra nel lavoro anche nel versante sentimentale. Se la trascinerà per 20 episodi. Un po’ too much ! Sembrerà più infantile di lui con i sentimenti.
Ho avuto l'impressione che lei fosse una 40 enne come stile e voce, e che la differenza tra i due in verità fosse più marcata.
Tuttavia essendo una donna di 30 anni non possono inserire scene da teen couple e aspettare che una donna matura si emozioni perché le sfiorano le mano o la fissino. Occorrevano delle interazioni un po' più adulte e mature.
- La Chimica tra i due: è vero che lui sembra sul finale davvero invaghito di lei ma ancora non capisco se questo sia il risultato della regia che rallenta e riprende ogni loro interazione con prospettive mirate e abuso dello slow motion, l’attenzione è posta sugli sguardi e momenti carini tra protagonisti, ma manca l’uso di inquadrature capaci di esaltare i temi narrativi .
- La brevità: 24 episodi con una sceneggiatura cedevole vanno molto bene, di più avrei sinceramente droppato al quarto episodio per l'assurdità e la precocità delle scene di avvicinamento viste dal primo minuto senza un frame contestuale dove inserirle. Tuttavia io penso che era il caso di non dilungarsi troppo sul conflitto interiore della protagonista che arriva a scegliere tra i due spasimanti al 19°, 5 episodi prima della fine. Normalmente i sentimenti si palesano a metà drama, qui l'illuminazione sentimentale andava mostrata prima, e magari giocare con una storia segreta da ufficio che mostrasse un accordo tra la parte sentimentale e quella razionale. No, dal 12 fino al 19 è un continuo alto e basso, con lui che poverino le tenta tutte e decide persino di accelerare una evoluzione per potersi assicurare una possibilità con lei. Tenero ma un po' zerbino. Questo aspetto per par condicio ( considerato che sono le donne spesso mostrate come arrendevoli e disposte a compromessi) non mi è dispiaciuto.
-il finale, non affrettato, molto sentito e di cuore, dedica il giusto tempo alla chiusura dell'opera, è uno dei finali migliori che abbia visto a conclusione di un lavoro per il tempo dedicato e le dinamiche sviluppate e chiuse.
-Gli episodi finali, sono quelli che si avvicinano al 7, la sceneggiatura non sembra più forzata, le recitazioni sono più naturali e sciolte, si vedono delle azioni logicamente legate e delle dinamiche plausibili, senza abuso di fan service e slow motion.
In conclusione, lo consiglio se volete qualcosa di leggero e se riuscite a emozionarvi vedendo scene di avvicinamento arbitrarie non sostenute da un motivo logico, se vi piacciono le scene fan service e i comuni cliché e riuscite a soprassedere all'assenza di dialoghi.
Se non avete aspettative sull'interpretazione e vi basta che un attore sia gradevole e basta. Se soddisfate i requisiti questa è l'opera che fa per voi!
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The Woman Who Plays
5 persone hanno trovato utile questa recensione
Il timido gangster...un drama sulla tenerezza e le difficoltà di reinserimento.
Carino e divertente con un' idea di fondo interessante: portare in scena la storia di ex detenuti che provano a reinserirsi nella società e intrecciano le loro vite con le relative sfide poste dal reinserimento, soprattutto nella inflessibile e intollerante società coreana. Intrecciano le loro vite anche con una content creator di contenuti per bambini, e il loro capo se ne innamora.Peccato che questo drama non abbia saputo fondere bene elementi crime con commedia leggera che in certi casi diventa ridicola e nella gestione della storia si sia caricata di cliché: il legame infantile dei due protagonisti per indicare la loro predestinazione, un ridicolo triangolo amoroso che strappa qualche risata ma non c'è tensione, un inutile dramma familiare (stile mafioso) per tenere fede al tropo dell'eroe nobile, aggiungi un tropo della separazione sul finale per mostrare il ritrovarsi e un paio di inutili storie secondarie per dare un po' di profondità ad alcuni personaggi secondari (quest'ultima storia noiosissima).
Non è un brutto lavoro ma nemmeno un grande lavoro, lo consiglio come comfort drama se ne hai appena finito uno particolarmente pesante o impegnativo, drammatico e triste.
Cosa ho apprezzato: le musiche, fresche, divertenti, alcune bene ritmate e ballabili si fondono perfettamente col racconto.
La caratterizzazione dei personaggi , lei perfetta per il ruolo di creatrice di contenuti per l'infanzia, lui bravissimo nella personificazione del ruolo, è un bravo attore e spero che non sia doppiato, se così non fosse ha lavorato moltissimo sulla voce e deve essere stato faticoso.
L'amicizia tra i vari personaggi, questi ex detenuti che vivono insieme formano una famiglia a cui manca la figura femminile, la protagonista saprà inserirsi con dolcezza e un fare materno , senza sostituirsi a loro ma aiutando solo quando è necessario, propone un modello pedagogico molto attuale e positivo, validissimo.
La gelosia del man lead è resa attraverso scene esilaranti che mi hanno strappato tante risate.
Quando il ML si innamora diventa un uomo entusiasta ed euforico come una "scolaretta" di 14 anni, questo pure mi ha fatto sorridere.
Molto teneri gli spettacoli dei bambini con questi ex detenuti che provano a intrattenerli, sembrando degli enormi e goffi giocattoli giganti. Sono scene che inteneriscono.
Viene bene mostrato, e mai con compassione o pietismo, come è difficile riscattarsi dagli errori commessi e la fatica del reinserimento tra critiche e atti denigratori feroci.
Cosa non ho apprezzato: storia secondaria, assenza di passione tra i protagonisti, la timidezza eccessiva di lui non è credibile, comprendo che abbiano voluto creare un contrasto col personaggio ma hanno calcato troppo la mano creando una caricatura più che un uomo vicino ai 40 anni che si comporta come un ragazzino di 12 , addirittura da spaventarsi se toccato da una donna o che non sa cosa fare in sua compagnia.
Gli elementi drammatici e comici non sono bene fusi insieme.
Finale? Bello ma non bellissimo, vengono mostrati tutti insieme e la coppia principale non viene bene illustrata come vive la coppia dei protagonisti, emergono come parte del gruppo senza sapere come gestiscono la loro storia, si evince che non c'è stata evoluzione nel rapporto pre/post .... (no spoiler).
CONSIGLIO? SI', a patto che si abbassino le aspettative.
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Super Me, Super Boh: demoni, sogni & buchi di trama.
Super Me è un film con un concept enorme e delle immagini suggestive, ma scritto in modo incompleto. Non è spazzatura assoluta, però è uno di quei film che sembrano intelligenti perché tengono tutto sospeso; in realtà hanno lasciato metà delle fondamenta non cementate.É il classico esempio di film che scambia la confusione per profondità. Parte da una premessa anche intrigante — un uomo tormentato dagli incubi capace di trascinare nel mondo reale oggetti provenienti dai sogni — ma da lì in avanti deraglia in un completo disastro narrativo. La trama procede per accumulo di eventi sconnessi, introduce elementi enormi e mai davvero spiegati, dai demoni notturni a improbabili teorie sull’umanità superstite di una razza speciale, passando per un insistito psicologismo da due soldi che pretende di dire qualcosa sull’avidità, sul trauma e sull’animo umano senza riuscire a mettere insieme un pensiero che abbia un senso. Non c’è una direzione, non c’è una regola interna, non c’è soprattutto un senso compiuto: si ha costantemente la sensazione che il film stia improvvisando scena dopo scena sperando che l’atmosfera faccia il lavoro che la sceneggiatura non sa fare.
I personaggi, poi, non aiutano : il protagonista è scritto come una vittima passiva trascinata dagli eventi, ma senza il minimo spessore emotivo che permetta di seguirlo davvero nel suo delirio; gli altri entrano ed escono dalla storia come funzioni narrative, fantasmi utili a spingere avanti il caos generale, mai esseri umani con un’identità. La componente sentimentale è abbozzata, i criminali sembrano usciti da un altro film e capitati lì all'improvviso, lo sceneggiatore sul finale non sapendo come ultimare si è scolato un paio di redbull e oki ed ecco spiegato il pasticcio, il misterioso venditore criptico è l’ennesimo espediente messo lì per pronunciare la frase magica “sto sognando” come fosse il mantra illuminante, il Sala Kabula del caso: una formula ripetuta fino allo sfinimento che dovrebbe spalancare significati e invece finisce solo per suonare ridicola.
A peggiorare tutto c’è questa continua volontà di ammantare il nulla con immagini da grande cinema mentale. Super Me vuole evidentemente fare il Nolan orientale: stratificare sogno e realtà, confondere i piani percettivi, lasciare lo spettatore in bilico tra interpretazione psicologica e dimensione fantastica. Il problema è che per fare quel gioco servono rigore e architettura; qui invece c’è solo nebbia. Gli incubi arrivano a ondate, il simbolismo è buttato dentro senza misura, il finale resta sospeso in un’ambiguità di indubbio cattivo gusto che non apre interrogativi ma lascia solo l’impressione di un autore incapace di chiudere il proprio racconto.
Ed è un peccato, perché non tutto sul piano tecnico sarebbe da buttare: la fotografia ha alcuni tagli suggestivi, le luci notturne e certe cromie fredde costruiscono a tratti un’atmosfera interessante, e anche la musica non è del tutto fuoriluogo, molto orecchiabile la canzone della FL. Ma sono rifiniture messe sopra fondamenta marce. Persino gli effetti speciali, che dovrebbero dare corpo al lato visionario, risultano spesso artificiosi, palesemente digitali, con quella patina da computer grafica che toglie spessore e inquietudine a molte sequenze. Invece di immergere nello straniamento, ricordano continuamente allo spettatore di stare guardando un giocattolo finto che sta per rompersi.
Alla fine resta proprio questo: un film pretenzioso che vuole sembrare enigmatico, filosofico e visionario, ma che sotto la superficie non ha abbastanza sostanza per reggersi. Vuole essere Inception, vuole essere thriller psicologico, vuole essere parabola esistenziale; finisce per essere soltanto un confuso collage di idee mal sviluppate. In breve: vuole fare Nolan, ma fa solo No way!
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Dali and Gamjatang
5 persone hanno trovato utile questa recensione
Modigliani tra i maiali.... all'osteria delle 3 rane.
Ho iniziato questo lavoro con le migliori aspettative, attratta dalle recensioni positive e sotto un consiglio di una persona che stimo che me lo aveva indicato come "comfort-drama". Gli attori mi piacciono, la sinossi anche... .Dopo la visione di drama particolarmente impegnativi e drammatici cercavo qualcosa di leggero e spensierato, purtroppo, per onestà intellettuale, mi tocca CHIARIRE CHE QUESTO SPETTACOLO è una serie che tratta MOLTE, troppe cose, forse, ma NON si avvicina minimamente a ciò che si può definire leggero e spensierato, sebbene i toni non siano mai troppo cupi .
Eppure, questi due aggettivi, leggera e spensierata, sono probabilmente i PIÙ usati per descrivere questa serie.
Pensavo inizialmente che avrebbe presentato una storia d'amore originale che matura tra gallerie, mostre e ristoranti di Gamjatang ( zuppa piccante coreana a base di vertebre di maiale, patate e altri ingredienti come peperoncino, ugeoji, cipollotti e aglio).
Il lavoro inizia nel migliore dei modi, la prima puntata è spassosa, colta, intelligente, con tempi comici meravigliosi e mi trovo di fronte a quell'umorismo non demenziale, vuoto ma con dei riferimenti eruditi o dei risvolti introspettivi, inaspettatamente lui sa confortare lei e sa farla ridere, è ignorante in modo imbarazzante ma è più intelligente e in gamba di lei che sui libri c'è morta ma non è cresciuta. Mi trovo di fronte a qualcosa che penso avrei valutato con un bel 9 , sebbene l'utilizzo di qualche cliché (l'uomo che cucina, la caduta accidentale e il finire addosso...), dal secondo episodio la serie muta radicalmente scenario, personaggi, tematiche e in definitiva genere. Non si parla più di arte ma di sospetto omicidio, lutto, debiti, possibile bancarotta, voltafaccia di amici, difficoltà economiche importanti, ingratitudine di tutti coloro che devono qualcosa alla tua famiglia ma non si sa perché non ti rispettano già solo per il fatto di essere sua figlia... .
C'è stato in pratica un cambio così netto e brusco, dal comedy passare al dramedy con sfumature thriller crime.. il tutto senza il ritmo e la tensione incalzante del thriller-chrime ma in modo blando, infilandoci qualche scena esilarante fuori luogo, con primi piani della protagonista di 35 secondi, tre scenari di corruzione o collusione che venivano sviluppati parallelamente, il ML che ritroviamo nel peggiore dei modi... . Insomma uno schifo, decido di droppare al quinto, all'ennesimo "insulto" alla protagonista che si fa derubare e aggredire (ho pensato "Basta, non ne posso più").
Tuttavia, per curiosità continuo incoraggiata da quel positivo che tutti vedono e io non riuscivo a vedere dopo l primo episodio e per fortuna la storia si risolleva un po', diventando crescita e riscatto, sempre sofferta della protagonista, con alcune nuove cadute verso il basso un po' prima del finale.
É un lavoro molto ben fatto: la regia è moderna e con più soluzioni di ripresa rispetto ai comuni lavori (il regista è quello di healer), la colonna sonora è molto gradevole e azzeccata. La scenografia è molto bella , curata, esteticamente risente del piano artistico a cui il lavoro dovrebbe ispirarsi.
Da un punto di vista di sceneggiatura il lavoro è quasi un percorso di "formazione" di questa ragazza, cresciuta in una campana di vetro , senza affrontare le difficoltà, un po' immatura e acerba che si ritrova a dover crescere all'improvviso, bloccata tra le difficoltà e una considerazione molto svalutante di se stessa e la voglia di spiccare il volo e superare i suoi blocchi, anche emotivi.
Questo viene reso molto bene dalla protagonista, il cui casting è stato molto azzeccato devo dire, anche esteticamente questo taglio alla Betty Boop che la rende un po' bambina e un po' outsider, ma di classe. Il taglio richiama un po' le modelle di Modigliani, hanno quasi tutte un taglio corto (Ritratto di una donna polacca, donna con gli occhi azzurri...).
Da un punto di vista attoriale mi è sembrata molto brava ma ancora poco naturale nelle scene dello scoppio del pianto, sono innaturali, forzate, o forse è stata semplicemente diretta male, i bambini piangono così , scoppiando all'improvviso con smorfie e con suoni tipo vagito iniziale. Non ho capito se sono indicazioni registiche che per me non son state azzeccate o se l'attrice deve ancora crescere un po' per affrontare ruoli da protagonista con più sicurezza e scioltezza.
Discorso a parte merita il protagonista maschile che si è dimostrato invece spavaldo, sicuro di sé, naturale e assolutamente all'altezza del suo ruolo, davvero perfetto nell'entrare nel personaggio: questo giovane uomo burbero, privo di savoir faire, irruento, sguaiato, goffo, coatto ma sveglio, maturo e pieno di buoni sentimenti, protettivo, gentile in modo assolutamente impacciato, tenerissimo. La recitazione del ML è di 8,5.
Per tutti gli altri, FL inclusa, vale il voto che ho dato.
Aspetti positivi:
- Regia, scenografia curata;
- ottimo casting e caratterizzazione dei personaggi;
- psicologia e costruzione dei personaggi credibile e psicologicamente plausibile;
- l'idea di fondo di accostare una donna fine ad un uomo totalmente opposto:
- scene comiche esilaranti, tempi comici perfetti;
- crescita ed evoluzione dei protagonisti;
- dignità e valori della protagonista;
- dialoghi formativi tra la coppia principale.
Aspetti negativi:
- trattamento riservato alle donne;
- poca omogeneità tra il comico e il drammatico, per essere un dramedy, le scene dove c'è ilML sono spassose, subito dopo si passa al drammatico tragico quando ci sono le scene degli altri personaggi;
- troppi temi trattati senza approfondirne nessuno : tradimenti familiari, corruzione governativa, ricatti, omicidi segreti, traffico di droga, bancarotta, diffamazione pubblica, voltafaccia di chi credevi amico, assenza di gratitudine e rispetto per la figlia di un uomo a cui devi molti, umiliazioni degli orfani, suicidio, prostituzione forzata;
- tutto ciò che non riguarda i protagonisti principali è una coacervo di disumanità: a parte la direttrice del museo di Dali e due collaboratori, il suo migliore amico d'infanzia adottato... tutti gli altri personaggi della serie sono dei mentecatti, meschini e umanamente miserabili, amorali e miserrimi;
Tutti complottano per la rovina dei protagonisti. La trama principale sviluppa sotto trame degradanti e deprimenti, chiunque umilia la protagonista: dal corteggiatore rifiutato, allo zio che é stato insultante a livelli disumani, al futuro suocero, implorato in modo mortificante e degradante dalla protagonista di dare il consenso alla relazione col figlio. E lei sempre con la testa bassa ad incassare e accogliere ogni insulto con sommessa aria sofferta.
Questo é stato personalmente l’aspetto più deprecabile di questo lavoro che non lo rende né comfort né leggero!
- Donne che come sempre necessitano dell'aiuto di un uomo per venirne a capo;
- ritratto pessimo dei coreani, della loro avidità e della loro mancanza di etica;
- poco spazio riservato all'arte, se ne parla un po' più seriamente nell'ep. 1 e 7.
Per tutti questi aspetti e per l'idea fuorviante con cui hanno presentato e spacciato il drama per una rom com quando invece è solo una parte, dato che il drama parla anche di prostituzione, omicidio, tangenti, droga, riciclaggio, furto e aggressioni, non mi sento di dare una valutazione più generosa... .
Se analizziamo solo il dato tecnico, ossia come hanno ripreso, realizzato e confezionato il lavoro il voto onestamente dovrebbe essere 8 ma se consideriamo il dato complessivo: storia, messaggio, impressioni, modo di rendere la cultura coreana e i coreani, una difficoltosa fusione tra il dato rom-com e il drammatico-thriller , si scende a 7.
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A Dream of Splendor
6 persone hanno trovato utile questa recensione
Il riscatto sociale di tre donne nella dinastia SONG
Valore storico: 9,5Sceneggiatura: 9
Scenografia: 9
Dream of Splendor è un lavoro purtroppo sottovalutato ma a differenza di molti ha un indiscusso valore storico con solide prestazioni interpretative /attoriali rispetto a lavori più blasonati con cast di idol, cantanti, modelli solo belli (e basta). È una storia affascinante riservata ad un pubblico adulto che mostra il percorso evolutivo /di riscatto di tre donne sfortunate che provano a lottare contro il proprio destino. Ricorda un po' la fioritura imprevista ma le recitazioni sono più solide , soprattutto da parte dei protagonisti principali, le difficoltà di queste donne inoltre sono molto più marcate. Le umiliazioni che subiscono a volte sono un po' too much (sconsiglio la visione a un pubblico sensibile).
Questa storia racconta della difficile condizione delle donne cadute "jian ji " durante la dinastia Song.
Le jian ji sono schiave o ex schiave (prostitute, attori, artisti, musicisti), persone che esistono al di fuori delle quattro classi sociali di studiosi, contadini, operai e mercanti. Questo status viene trasmesso di generazione in generazione e non può essere facilmente cambiato, possono essere liberati con un editto o riscattate col matrimonio dopo i 35 anni. Le donne non sono considerate adatte al matrimonio con la nobiltà se non come concubine.
Zhao Pan'er e Song Yinzhang vengono istruite fin da bambine nelle arti e nello spettacolo per diventare potenzialmente intrattenitrici della corte. Sono spesso disprezzate negli ambienti bene e gli viene inibita ogni altra carriera o la possibilità di sposare legittimamente persone degne.
Questo causa non poche insicurezze in Pan'er , la figlia di un ispettore comandante militare caduto in disgrazia e venduta come cortigiana ma riscattata dopo 9 anni di esercizio, e Yinzhang, una promettente e validissima suonatrice di Pipa, con un forte desiderio di riscattarsi dallo status di jian ji. . La grazia, la bellezza e l'educazione delle leggendarie cortigiane sono spesso celebrate nella letteratura vernacolare cinese.
A questi due personaggi si unisce una terza, Sanniang, loro amica, macellaia, poi ristoratrice rifiutata dal figlio e dal marito che si unisce alle altre due alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Tre donne diverse con temperamenti e caratteri diversi unite da una forte amicizia non sempre genuina e disinteressata ( attenzionate la suonatrice di pipa).
Pan'er è un' artista, intenditrice di tè, collezionista di dipinti famosi. Nonostante la sua indole apparentemente serafica ha molte insicurezze e traumi da elaborare , tuttavia lotta per diventare una donna d'affari indipendente e capace. Non si lascerà intimidire, è vendicativa e non esita a cercare un risarcimento per le ingiustizie. Pan'er è iperprotettiva nei confronti dell'immatura e capricciosa Yinzhang, invidiosa dell'amica nei confronti della quali mostrerà sentimenti ambivalenti per buona parte del drama.
Dopo aver subito pesanti battute d'arresto importanti, Zhao Pan'er, Sun Sanniang e Song Yinzhang ricominciano da capo nella capitale orientale. Sono legate dalle difficoltà che sopportano a causa del loro basso status sociale. Questo drama oltre ad avere attendibilità storica che illustra un po' il funzionamento sociale dell'epoca è anche un drama realistico nella caratterizzazione dei personaggi: non ci sono eroi, non ci sono personaggi completamente buoni o completamente cattivi, anzi, ognuno di loro ha luci ed ombre , personaggi molto umani che a volte commettono bassezze o stupidaggini, alcuni profondamente ingrati (ripeto attenzionate la suonatrice di pipa e la protagonista nel suo rapporto, sul finale con l'uomo di cui si innamora).
Non vanno sempre d'accordo e quando litigano, possono essere cattive l'una con l'altra in perfetto stile femminile.
Sono personaggi realistici con molti difetti che commettono errori di conseguenza.
All'interno del cast troviamo anche il man lead, impersonato da un maturo Chen Xiao, un comandante dell'ufficio di sicurezza con un passato oscuro e vincoli di riconoscenza nei confronti di persone immeritevoli, sfruttato come una pedina e manipolato da più parti, un uomo forte e ruvido ma tenero nel suo modo di mostrare affetto e protezione, realistico nel suo modo pacato ma presente di mostrare interesse e amore a una delle protagoniste. Sicuramente non è il bellone da drama che gli ultimi anni ci hanno abituato a vedere ma ben venga se l'attore è capace e valido, e questo è il caso !
La trama principale fa spazio alla storia delle donne raccontata in modo appropriato, al loro legame che matura e al fatto che si salvino a vicenda per essere padrone del loro destino.
Sul finale, dopo tentativi un po' stentati e claudicanti di fare fortuna verrà mostrato il loro senso degli affari, l'abilità artistica e la capacità di innovare. L'avvincente performance artistica del tè di Pan'er è eclissata dalla stravagante e assolutamente geniale performance della cena in cui famosi dipinti hanno preso vita in modo vivido. Adoro il modo spettacolare in cui coinvolge la maggior parte del cast di supporto. Sia l'impertinente He Si che Chi Pan mi hanno fatto ridere e le donne erano meravigliose. Ho visto un'analogia tra il drama e il modo in cui questa produzione dà vita alle famose opere d'arte e la letteratura storica che ha ispirato questa storia.GENIALE !
Il percorso di riscatto sarà totale per tutti i personaggi e il finale positivo e lieto, alcuni episodi hanno mostrato le varie cerimonie del té e spettacoli artistici di grandissimo spessore, è come tornare indietro storicamente e poter apprezzare quello che la Cina è stata da un punto di vita artistico e culturale.
Questo aspetto rappresenta il peso più alto della mia valutazione.
Le prestazioni recitative sono tutte una spanna sopra la media dei drama cinesi, a cominciare da una grandissima Liu Yifei, sicura e matura di fronte la macchina da presa e capace di dare ogni sfumatura emotiva al personaggio che interpreta col volto.
Un po' meno splendido Chen Xiao, che comunque porta sulla scena un personaggio credibile.
Eccezionali il ministro Xiao, talmente bravo da farmi dubitare della sua doppiezza più volte, capirete le sue reali intenzioni sul finire del lavoro, sempre sul pezzo anche l'attore Xu Hai Qiao che fa quasi sempre parti da cattivo ma riesce a dare complessità e intensità ad ogni personaggio che interpreta.
Il drama è un lavoro maturo destinato agli adulti perché oltre a mostrare dettagliatamente e brutalmente la complessa e difficile condizione femminile dell'epoca, proporre i soliti topic come la dissonanza tra gli imperativi morali e la necessaria pietà filiale, propone spesso altri temi quali la vendita della propria dignità, anche da parte degli uomini , per riscatto o sopravvivenza ( il riscatto è reale o vale il costo dell'umiliazione) con delle scene di forte impatto scenico che mostrano palesemente questo messaggio, gli attori sono stati magistrali nel proporre questo messaggio, alcuni con un' aura magnifica.
I combattimenti come sempre sono stati all'altezza anche se rappresentano la parte dolente di questo lavoro in quanto spezzano il realismo che è la parte forte dell'opera.
Bella la storia d'amore , anzi le storie d'amore che vengono proposte , la principale che è quella maggiormente vissuta e proposta è una storia reale : con i suoi alti e bassi, rappresentata teneramente. C'è un accenno di passione e poi sarà una storia di supporto, ascolto e profondo confronto personale, di cui beneficeranno i protagonisti. Tuttavia, a differenza di quanto scrivono e di quanto ho letto, non sempre mi hanno emozionato o trasmesso. Sono belli da vedere ma non mi hanno coinvolto, non so cosa è mancato, in alcuni momenti le espressioni tenerissime di lui che tutto soddisfatto andava via dopo un bacio, o timidamente abbassava il capo sorridendo mi hanno "vinta", in altri una totale indifferenza, se non il piacere di ascoltarli per riflettere su quello che sostenevano, mi ha invasa. Quindi questo aspetto è un NI.
Altre coppie improbabili si formeranno nel set, una è stata davvero geniale e molto plausibile. Peccato che le coppie secondarie abbiano zero o quasi contatti fisici , in generale, in quasi ogni drama.
Sceneggiatura molto buona, regia meravigliosa: splendide e intime angolazioni della telecamera esaltano e valorizzano ogni momento, sin da principio, dall'esordio capirete di trovarvi di fronte a qualcosa di diverso, niente è improvvisato, tutto viene studiato e i punti di ripresa mostrano azioni significative o punti di vista.
La cura a livello di regia si nota dall'utilizzo della camera a mano (standycam) che esalta il punto di vista dei personaggi facendoci entrare in una visione più intima e personale. Già dalla prima scena d'esordio la standy cam percorre il corridoio (piano sequenza) contrapposto alla ripresa parallela/ perpendicolare e parallela dell'uscita successiva di lui che dà dinamismo.
QUELLO CHE NON MI HA CONVINTO: Non ho dato 10 perché le musiche sono buone ma potevano essere meglio curate, non coinvolgono, non accompagnano , non scuotono.
La loro storia d'amore mi piace ma è incompleta e certe soluzioni sono molto abbozzate e incomprensibili, non tanto nel loro accadere ma nell'improvviso superamento dall'oggi al domani. Come se mancassero pezzi, sicuramente scene tagliate prima dell'episodio 30. La storia d'amore viene messa alla prova ma secondo me non era necessario, mi sembra che sia stato inserito questo escamotage per "allungare un brodo" già abbastanza diluito.
L'attrice che interpreta Yinzhang è il personaggio che mostra la maggiore crescita ma la rappresentazione manca di complessità ed empatia. La sua crescita è repentina, brusca, senza riflessioni che medino un cambio totale di carattere. È l'anello debole di un cast solido.
E' una storia di riscatto e indipendenza eppure spesso si affidano all'uomo di turno per prestiti o protezione. Questa parte poteva essere scritta meglio, comprendo il realismo ma ha stonato davvero la fiera intraprendenza di zhao pan'er con le parti in cui mette in mezzo il suo fidanzamento per ricevere dei benefits o la richiesta sfacciata di denaro ad un uomo che deve vendere due tenute per aiutarla, una pretesa che non ho gradito.Tanto più che poi ,per questo colpo di testa, arrivano a perdere tutto e a ritrovarsi nuovamente in condizione di precaria indigenza. Sono tre donne emancipate che però non sono riuscite a trovare una casa in autonomia e vivono alle spalle dell'attendente del MAN LEAD (nella sua casa).
il ritrovo dei due protagonisti , separati per molti episodi, meritava più intensità, invece inizia con ottime premesse e poi si smorza sul finale.
Finale non troppo convinto , gli ultimi episodi perdono di intensità e quella connotazione di realismo, la sensazione è di qualcosa di affrettato e improvvisato.
Per concludere è un lavoro solido, ben confezionato con picchi artistici rari nei lavori cinesi. Apprezzabile e assolutamente consigliata la visione.
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Una sola parola: spettacolare!
Che io riesca a guardarmi un'interminabile drama cinese di oltre 30 episodi senza lamentarmi è cosa difficile. Valutarlo 9 stelle abbondanti su 10 è cosa ancora più unica che rara. Questa serie è stata a tutti gli effetti una piacevole sorpresa.Incuriosita dall'immagine di locandina - più che dalla trama - temevo il solito drama prolisso, ridondante e senza uno sviluppo vero e proprio. Invece ho scoperto una serie che ho divorato, episodio dopo episodio.
Il genere è il mio preferito: una grande storia d'amore inserita in un contesto militare e con un'ambientazione storico recente (inizio-metà XX secolo). Va detto, non sono tantissime le serie che presentano questi requisiti (tanti drama storici sono ambientati in epoche più remote, a volte mescolati col genere fantasy). Alle spade e capigliature chilometriche prediligo personalmente il fascino della divisa e armi a fuoco.
Molti sono gli aspetti che ho apprezzato:
- riprese, ambientazione, cura per i dettagli di un periodo storico che è davvero un piacere guardare;
- i colori e le luci: anche nelle scene più dinamiche e più cupe, c'è come un'aura di luminosità che pervade la scena, come se i protagonisti fossero sempre al centro di un palco. Le tonalità sono spesso calde, la luce diffusa conferisce la sensazione nostalgica di un tempo passato, contrastando splendidamente con le immagini perfettamente nitide, come se stessimo vivendo delle fotografie del passato.
- la storia, complessa e ricca, mai scontata, dove gli intrighi e i personaggi secondari hanno veramente un senso e non sono piazzati lì come figure di contorno
- a differenza di altri drama ambientati nello stesso periodo, in questa serie il romance resta sempre in primo piano, senza lasciarsi inghiottire da mille personaggi secondari e mille questioni militari che rendono la trama difficile da seguire. Il contesto c'è, ma non è prevaricante, insomma.
- la protagonista, determinata e schietta, oltre che intelligente e perspicace, perchè di fanciulle timide e snevevoli ce ne sono in giro fino troppe;
- l'affiatamento nella coppia principale, dove una volta instaurato e consolidato il legame non ci sono triangoli o crolli di fiducia reciproca (anche nel momento più difficile, la fiducia non viene di fatto meno). E' bello vedere come lei, astuta più degli altri ma non tanto quanto lui, sia quasi sempre la prima a capire i veri intenti che Xianlin nasconde dietro ad azioni apparentemente noncuranti.
- ho apprezzato la presenza di altri pairing oltre a quello principale, ben costruiti e a loro volta con ostacoli che si stagliano via via all'orizzonte, in particolare modo quello tra la sorella minore del protagonista e il giovane Pei.
- ma soprattutto i protagonista maschile, semplicemente spettacolare: non conoscevo l'attore, è estremamente carismatico, capace di affascinare e portare in scena un personaggio che sa essere crudo, distaccato, gelido, autorevole ma anche divertente, spavaldo, ironico e irriverente. Ha uno sguardo - quando non è con la protagonista - che inchioda praticamente tutti gli altri. Nel complesso, decisamente accattivante. Xuanlin non è tutto fumo e niente arrosto: fin dal primo episodio la sostanza è palese, quando fredda la spia e si adopera per occultarne il cadavere. I suoi tratti caratteriali risaltano non solo dalle sue parole ma anche dal portamento, dalle espressioni. La determinazione, la sicurezza di sé, la mancanza di paura ma soprattutto l'arguta astuzia che fanno di lui un protagonista stratega, bravo non solo nel combattimento o nella gestione del ruolo di potere ma sempre un passo avanti rispetto agli avvenimenti e alle già calcolate conseguenze. E' il ritratto del vero eroe: un'infanzia sofferta, una determinazione che lo porta ad avere un nutrito seguito, il coraggio di chi è sempre in prima linea, la freddezza con la quale riesce a gestire le situazioni più tese (come quando all'inizio sprona un giovane maresciallo a sparare alla propria sorella, già sicuro che si tratti di una finta minaccia). Tutto questo traspare da una recitazione davvero di alto livello (purtroppo dalla filmografia ho notato che l'attore nella maggior parte dei casi è protagonista di drama di generi che non sono propriamente nelle mie corde... Peccato, mi sarebbe piaciuto rivederlo in un ruolo simile). Forse il mio personaggio maschile preferito, interpretato da un attore performante e perfetto per il ruolo.
Se proprio devo trovare delle pecche...mi sarei aspettata qualcosa di più nelle ultime scene finali, sicuramente, dove invece il romance ha lasciato posto alla chiusura propagandistica. Altra cosa, ho adorato le battute tra i protagonisti quando ancora non erano una coppia, ma paradossalmente a sentimenti dichiarati la verve e la malizia tra i due è andata diminuendo, così come l'intensità delle scene romantiche (capisco la censura, ma dopo la battuta sulle manette in ascensore e la scena di lei che pulisce le ferite di lui a torso nudo - il tutto nei primi episodi - non vedo perchè non sfruttare altri elementi simili quando la coppia finalmente si forma. Purtroppo, a quel punto prendono piede bacetti a stampo e smancerie forse un po' OOC per lui. Avrei preferito qualche battuta maliziosa in più, e qualche abbraccio da orsacchiotto in meno. Ultimo appunto: io capisco che lo spettatore deve comprendere, ma che lui e lei si mettano a disquisire ad alta voce di stratagemmi e pianificazioni in teoria super segrete ovunque capiti - anzi, molte volte dopo che i nemici e loro scagnozzi di turno sono giusto appena usciti dalla stanza - non è forse la scelta più credibile del mondo.
Sono comunque delle pecche più che accettabili in una serie che non presenta sostanzialmente nessuna grande carenza, anzi.
Concludendo: per gli amanti del genere - ma mi sentirei di dire anche i non - è una serie davvero da non perdere!
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