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Jiao Zuo Ni De Mi Mi
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feb 21, 2026
24 di 24 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 8.0
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 6.0
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Quanto può spingersi avanti una relazione tossica?

Un uomo schiacciato dai sensi di colpa, da una passione oltre ogni limite per una donna che ha visto suo padre morire e la madre impazzire a causa del padre di lui. una donna che lo odia e che lo ama, sospesa tra il desiderio di vendetta e la passione che li incatena in un balletto infernale di amore disperato e sofferenza. Un bravo ragazzo che lei ama come un fratello coinvolto in questo intrigo per l'affetto che lo lega a lei e per il suo tragico primo amore che lo coinvolge con una donna che fa parte dell'intrigo e che sarà la sua rovina. Un padre senza cuore, assassino con l'istinto del predatore, che usa il figlio bastardo come un'arma per infami scopi personali. bei momenti di passione disperata, baci bollenti, torture al limite del sadismo. Un storiaccia da vedere tutta d'un fiato in una notte invernale, al calduccio sul divano. Bravi gli attori, anche belli per la verità, ritmo serrato e lieto fine (o quasi) con la giusta nemesi per i colpevoli.

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The King's Woman
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feb 25, 2026
48 di 48 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
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La fiducia è più importante dell’amore

Breve trama:
Ambientato nel periodo degli Stati Combattenti, il drama racconta la storia di Gongsun Li, una giovane donna cresciuta tra arti marziali e ideali di giustizia, che finisce nel palazzo del potente Re di Qin. Tra intrighi politici, guerre e rivalità, nasce una relazione complessa e dolorosa tra una donna che cerca libertà e un sovrano che sogna di unificare il mondo, ma che è cresciuto senza conoscere davvero la fiducia

Ci sono drama che guardi, apprezzi, magari dimentichi.
E poi ci sono quelli che ti restano addosso.

Per me The King’s Woman è stato uno di questi.

Non è solo una storia d’amore. È una tragedia emotiva costruita su incomprensioni, diffidenza, orgoglio e destino. Ed è proprio questo che lo rende così potente.

Il Re non è un semplice sovrano crudele. È un uomo cresciuto nel sospetto, nei tradimenti, nella violenza del potere. Il suo sogno è enorme: unificare gli stati, fermare le guerre, creare stabilità. Ma per realizzarlo accetta compromessi, sangue e solitudine.

E quando si innamora… lo fa in modo totale.

Non è un amore dolce. Non è un amore leggero.
È un amore assoluto, imperfetto, umano.

Ho sofferto per lui. Moltissimo.

Perché sotto il sovrano c’era un uomo che voleva solo una cosa: sincerità.
Non sacrifici fatti di nascosto.
Non protezione silenziosa.
Non decisioni prese “per il suo bene”.

Solo fiducia piena.
E questa fiducia non arriva mai davvero.

È questo che rende il drama devastante: non l’assenza d’amore, ma l’incapacità di fidarsi fino in fondo. Entrambi si amano, ma entrambi si difendono. E quando l’amore resta sempre un passo indietro rispetto alla paura… il destino non perdona.

Per me è stato un po’ come Moon Lovers.
Non per la trama, ma per la dinamica emotiva.

Un uomo potente, segnato dall’infanzia.
Un amore grande ma intrappolato nel ruolo.
Un finale che lascia quel doloroso “se solo…”.

Come in Moon Lovers, ho sperato fino all’ultimo.
Come in Moon Lovers, ho pianto.

La differenza è che qui la tragedia è ancora più cruda, meno romantizzata, più storica. Non c’è redenzione epica, non c’è magia che salva. C’è solo la realtà di due caratteri forti che non riescono a incontrarsi completamente.

Molti parlano poco di questo drama, forse perché è più datato. Ma emotivamente è fortissimo. È uno di quei titoli che non cercano di compiacere lo spettatore con un finale consolatorio.

E proprio per questo, per me, vale un 9 / 9.5.

Non perché sia perfetto tecnicamente.
Ma perché mi ha fatto sentire.

E quando un drama riesce a farti soffrire così, a farti riflettere su fiducia, potere, ideali e amore… allora ha fatto il suo lavoro fino in fondo.

Un amore grande.
Un sogno immenso.
E una ferita che resta.

E sì… lo rifarei. Anche sapendo quanto fa male.

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ago 4, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 4.0
Acting/Cast 8.0
Musica 10
Valutazione del Rewatch 5.0

Dolce ma molti buchi di trama.

La situazione della famiglia di Ye guang è stata trattata male,si è parlato poco di Xu Qi e dei suoi problemi,il rapporto della coppia secondaria si è sviluppato troppo in fretta e musica ripetuta. Ma nonostante questo la coppia principale è molto dolce e gli attori stanno recitare e cantare.Punti in più per l' ost e la musica.Secondo me il problema è stato la poca quantità di episodi,qualche episodio in più e la trama sarebbe stata spiegata meglio e i personaggi pure.Ve la consigli se volete qualcosa di semplice e non perfetto.
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Lovers of the Red Sky
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apr 18, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.5
Acting/Cast 8.0
Musica 5.0
Valutazione del Rewatch 5.0

storia carina

inizialmente è stato promettente, ammetto che speravo il meglio perché gli attori complessivamente sono stati tutti bravi e mi sono piaciuti nei loro ruoli, a un certo punto però la storia si è impantanata facendomi sperare che passassero presto le puntate per vedere la fine, ma non ero coinvolta come avrei voluto, e sperato . Si è un po’ trascinato a un certo punto e risultava faticoso vederlo. Complessivamente però la storia, non è del tutto malvagio, è solo che mancava di qualcosa .
L’ho finito, Ma non lo rivedrei.
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Liang Chen Mei Jin
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giu 1, 2026
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 7.5
Acting/Cast 9.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 7.0
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Non ci hanno creduto fino in fondo

Bel drama storico, ma ci sono state cose che meritano meno del mio voto. Quindi ho deciso di fare una recensione per categoria, così da esprimere le mie considerazioni per un drama da moltissimi considerato come capovolavoro.
Vi prego di considerare che a seguire ci sarà solo ed esclusivamente un parere soggettivo.

Scene di guerra → 10

Le scene di guerra (degli ultimi episodi) mi sono piaciute molto, perché più vicine alla realtà rispetto al solito. Il combattimento corpo a corpo è di una brutalità inaudita, e qui credo sia stato rappresentato davvero bene.

La storia → 7

Intrighi, gelosie, giochi di potere, sono quasi sempre alla base di questi drama e sono quelli che mi tengono incollata fino alla fine, quando sono ben bilanciati e mai troppo teatrali.

Non ho trovato grandi colpi di scena o “plot twist” sconvolgenti, ho però apprezzato le reazioni dei due pretendenti che non sono riusciti a conquistare il cuore della protagonista: sono state molto più realistiche del solito, mostrando non solo il dolore ma anche quell'ossessione di chi non accetta il rifiuto.

La storia, che narra le vicende dei due protagonisti Chen Yan Yun e Gu Jin Zhao, è ben articolata e sviluppata, ma fino ad un certo punto.
Il drama aveva un grandissimo potenziale, ma ciò di cui mi sono accorta verso la metà è che la storia mancava di intenzioni potenti e solide tali da sorreggere 40 episodi.
Persino il salto temporale di 3 anni (durante i quali Gu Jin Zhao trascorre il periodo di lutto a casa della nonna materna, con la quale è cresciuta), mostra che tutto è rimasto sospeso, in particolare il rapporto con Chen Yan Yune e il giovane marchese Ye Xian (entrambi innamorati di lei), e il giovane re, che in 3 anni non cresce fisicamente “ma è maturato rapidamente”. Personalmente l’ho trovato assurdo.
Ci sono personaggi che spariscono, che muoiono e, salvo per il giovane marchese, tutto sembra scorrere in modo quasi indifferente, come se non scalfisse nel profondo i due protagonisti, che dal canto loro sono presi del tutto da un unico obiettivo: sconfiggere definitivamente il maestro di Chen Yan Yun. Raggiunto questo obiettivo, tutto finisce, nel vero senso della parola.

Finale → 4

Dire che sono rimasta delusa del finale è riduttivo. Sono rimasta letteralmente a bocca aperta, smarrita perché non capivo. Non so cosa pensasse il regista, ma ha mandato in fumo (insieme alla casa del maestro) l’occasione di mostrarci un po’ di vita tranquilla dei due protagonisti, insieme ai loro figli.
Invece niente. Il nulla.
Ci viene mostrata la fine del maestro e di sua moglie nella loro casa che va a fuoco. Ma ciò che mi ha lasciata basita è la scelta di come costruire il finale.
Chen Yan Yun si trova al confine e rischia di morire se gli aiuti non arriveranno dalla capitale. Il maestro fa di tutto per ritardare gli aiuti, perché lo vuole morto. Gu Jin Zhao, quindi, decide di sfoderare una spada e andare a casa del maestro per costringerlo a dare il via libera.
E qui ho pensato “wow, qui sì che viene fuori tutto l’orgoglio e la forza di questo personaggio”.
Ed invece no. Di fronte al maestro, lascia cadere la spada e inginocchiandosi lo implora di mandare gli aiuti al marito, dicendo che in cambio lei si sarebbe avvelanata. E qui ho capito che il finale era andato a farsi benedire.
Ciò che è successo dopo ha dell’assurdo:
- lei resta in ostaggio in casa del maestro per almeno 10 giorni (in precedenza si era detto che ci volevano cinque giorni per arrivare dalla capitale);
- Chen Yan Yun, ferito e moribondo per l’ennesima volta, torna nella capitale e va a casa del maestro a salvare Gu Jin Zhao;
- il maestro mostra a Chen Yan Yun un tomo nel quale sono raccolte tutte le sue idee politiche a favore del popolo;
- la moglie del maestro minaccia Jin Zhao con una spada alla gola, e muore quasi subito;
- la casa va a fuoco, Yan Yun prende in braccio Jin Zhao, che intanto ha il tomo, e la porta via… in braccio… anche se lei sta bene.
- FINE.

Coinvolgimento → 7

Devo essere sincera... Non farei un re-watch.
Non mi ha coinvolta emotivamente. Non ho sentito quella fitta allo stomaco quando i protagonisti soffrivano. Non ho versato una sola lacrima (ed io sono una dalla lacrima facile).
Ciò che più mi ha lasciata perplessa è stato il non riuscire a vedere quella chimica tra i protagonisti che tutti dicono di vedere.
Ci sono attori che riescono a stabilire un'intesa con i co-protagonisti, tale da farti arrivare ogni tipo di emozione. Qui non ho avvertito questa sensazione, e mi dispiace proprio tanto doverlo dire, perché i due personaggi (soprattutto lui) agiscono con un forte senso di protezione e amore reciproco.
Purtroppo però i due attori non mi hanno fatto “sentire” nemmeno le farfalle nello stomaco.
Abbracci, baci… Tutto talmente casto e controllato da risultare forzato.
Ciò non significa che gli attori non siano stati bravi, anzi. Solo che per me non si sono lasciati coinvolgere dalla storia dei personaggi (ma forse il mio errore è stato guardare questo drama dopo aver fatto il re-watch di Love Like the Galaxy... e chi lo ama sa a cosa voglio dire).

Insomma, se dovessi riassumere con una frase direi che l’intenzione c‘era, ma forse non ci hanno creduto fino in fondo.

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Weak Hero
0 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 1, 2025
8 di 8 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 6.0
Acting/Cast 10
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 1.0
Attori eccellenti. La storia è violentissima e offre uno sguardo cinico su una realtà, quella del bullismo, in cui gli adulti sembrano praticamente assenti o, se presenti, impotenti e indifferenti di fronte al male. Il racconto mostra giovani privi di ideali per cui valga la pena lottare e adulti incapaci di essere guide, padri o madri.
Il risultato è un senso di sconforto profondo, amplificato dalla potenza degli interpreti, che rimangono l’unico vero punto luminoso in questa narrazione cupa.
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La Regina delle Lacrime
0 persone hanno trovato utile questa recensione
giu 23, 2026
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

La vera “queen of tears” la diventi tu. Puntata dopo puntata.

Queen of Tears non è una serie. È una lenta, raffinata e perfettamente calibrata opera di demolizione sentimentale travestita da drama romantico.
La premessa è semplice (almeno all’apparenza): una coppia sposata che… non funziona più.
Traduzione: non si parlano, non si capiscono. Due persone che, in fondo, si amano ancora… ma hanno completamente dimenticato come farlo.
Lei è ghiaccio con portamento regale: una statua che respira, ma non concede.
Lui è acqua: si adatta, scorre, tace… finché non capisci che sotto la superficie c’è un oceano che finge di essere una pozzanghera.
E tu, spettatrice, sei il terzo elemento: il fazzoletto umano.
Qui il dolore non arriva correndo. Arriva in punta di piedi, si siede accanto a te e resta. Educato, composto… ma con zero intenzione di andarsene.
Perché non basta una crisi matrimoniale. No. Qui ci mettiamo tutto: una malattia, segreti, drammi familiari, intrighi aziendali, tensioni irrisolte… e un livello di sofferenza che, a un certo punto, diventa disciplina olimpica.
Un’escalation emotiva che sembra dirti: “Vediamo quanto resisti prima di richiedere un congedo sentimentale.”
Spoiler: non resisti.
La recitazione?
Livello altissimo. Kim Soo-hyun e Kim Ji-won riescono nell’impresa di dirsi tutto senza dire niente… o di dire niente mentre, in realtà, stanno urlando tutto. Gli sguardi fanno il 70% del lavoro. L’altro 30% lo fanno le tue lacrime.
E poi c’è la vera antagonista della serie: la speranza.
Perché Queen of Tears è maestra nel concederti piccoli momenti in cui pensi: “Ok, adesso si sistemano.”
E subito dopo… col caxxo.
È un continuo saliscendi emotivo che ti fa affezionare, arrabbiare, tifare e poi – puntualmente – soffrire di nuovo. Una montagna russa senza cintura di sicurezza e con fermate sempre impreviste.
La storia d’amore è complessa, imperfetta, reale. Non è quella da copertina.
È un amore che si è incrinato, sfilacciato, perso negli angoli della routine e dell’orgoglio.
Non ti chiede: “Ci amiamo?”
Ti chiede: “Abbiamo ancora il coraggio di provarci?”
E questa domanda pesa. Pesa come una verità che non puoi schivare.
Si parla di comunicazione mancata, orgoglio, distanza emotiva e seconde possibilità. E soprattutto di una verità scomodissima: amare non basta, se non sai come farlo.
Certo, il drama ogni tanto esagera. Perché sì, a un certo punto gli eventi si accumulano con una generosità quasi sospetta.
Tipo destino in modalità: “Recuperiamo tutto il dolore arretrato in un’unica soluzione.”
Ma, incredibilmente, funziona.
Perché resta umano anche nell’eccesso.
E quando colpisce… non è mai superficiale.
È preciso.
Mirato.
Letale.
Verdetto finale: Queen of Tears non si limita a raccontare una storia d’amore. La disseziona. Con eleganza. E senza anestesia.
È la prova che: il silenzio può essere più rumoroso delle parole, l’amore non finisce sempre per mancanza… ma per incapacità, riconquistarsi è molto più difficile che innamorarsi.
È intensa, drammatica, spietatamente coinvolgente. E soprattutto ti lascia con una certezza: non stavi guardando una serie.
Stavi partecipando – senza consenso informato – a un esperimento sulle emozioni umane.

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Kill Me, Heal Me
0 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 7, 2025
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 9.5
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Recensione di “Kill Me, Heal Me”❤️

“Kill Me, Heal Me” è uno di quei drama che ti rimane nel cuore molto tempo dopo averlo terminato. Fin dalle prime puntate, mi ha catturato per la trama avvincente e per il modo incredibile in cui riesce a far ridere e commuovere allo stesso tempo. La storia di Cha Do Hyun, un uomo con sette personalità, è raccontata con grande sensibilità e profondità, rendendo ogni scena significativa e coinvolgente.
Ci sono momenti in cui ho riso a crepapelle: ad esempio, la scena in cui Cha Do Hyun rincorre il fratello di Oh Ri Jin chiamandolo “oppa” e cercando di baciarlo mi ha fatto letteralmente crepare dalle risate! Piccoli momenti di comicità come questo alleggeriscono perfettamente la tensione e rendono i personaggi ancora più adorabili e umani. Anche l’interazione tra le diverse personalità di Cha Do Hyun è spesso esilarante, mostrando il lato divertente e imprevedibile del drama.
Ma “Kill Me, Heal Me” sa anche toccare profondamente il cuore. La scena che mi ha commossa di più è stata quando Oh Ri Jin viene rapita: vedere Cha Do Hyun piangere disperato fuori, mentre combatteva con una delle sue personalità, è stato straziante. In quel momento si sente tutta la fragilità e il dolore dei personaggi, e non si può fare a meno di provare empatia per loro. È una combinazione perfetta di dramma e tensione emotiva che ti tiene con il fiato sospeso fino all’ultima scena.
Ciò che rende questo drama speciale è anche il modo in cui tratta temi delicati come il trauma e la dissociazione dell’identità con rispetto e profondità, senza mai scadere nel melodramma eccessivo. Ogni personaggio ha la sua complessità, e vedere la loro crescita, il coraggio di affrontare le proprie paure e il modo in cui imparano a fidarsi l’uno dell’altro è davvero gratificante. Il rapporto tra Cha Do Hyun e Oh Ri Jin è scritto in modo realistico e delicato, con una chimica che rende ogni scena dolce, emozionante e, allo stesso tempo, a tratti divertente.
Gli attori principali sono straordinari. Ji Sung riesce a passare da un alter ego all’altro con una naturalezza impressionante, rendendo la complessità del suo personaggio completamente credibile. Hwang Jung Eum, con la sua dolcezza e forza, completa perfettamente la coppia, rendendo ogni interazione autentica e coinvolgente.

In conclusione, “Kill Me, Heal Me” è un perfetto equilibrio tra dramma, comicità e romanticismo. Mi ha fatto ridere fino alle lacrime, piangere dal dolore dei personaggi e riflettere sulle fragilità e la forza umana. È un drama emozionante, divertente e profondamente umano, che consiglio a chiunque ami storie ben scritte, personaggi complessi e un mix di emozioni che restano con te molto tempo dopo la visione.

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2gether: The Series
0 persone hanno trovato utile questa recensione
gen 8, 2024
13 di 13 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 9.5
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10
Apprezzo molto questa serie per la sua dolcezza e per l'approccio realistico alla rappresentazione delle relazioni LGBTQ+.

Gli attori principali, Bright e Win, hanno un'ottima chimica sullo schermo e rendono i personaggi molto convincenti.

La colonna sonora è anche molto coinvolgente, con canzoni che si adattano perfettamente alle scene romantiche.

Inoltre, la serie affronta anche temi importanti come l'amicizia, la famiglia e l'accettazione di sé.

Se non avete ancora visto "2gether", vi consiglio vivamente di dargli un'occhiata.

È una serie TV adorabile che vi farà sorridere e vi farà innamorare dei suoi personaggi.

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Bad Buddy
0 persone hanno trovato utile questa recensione
mar 15, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 6.5

BL bello e divertente!

Una storia bella,divertente ed emozionante.
Racconta una storia abbastanza scontata dove due famiglie vicine sono in guerra per un motivo scontato ma invece i loro figli proveranno a essere amici ma verrano separati poi però si ritroveranno e senza troppi indugi si innamoreranno nonostante fosse tutto contro. La storia viene raccontata un modo abbastanza leggero ma anche commovente.Loro due sono testardi e sdolcinati allo stesso tempo. Il finale è un happy ending un po' per tutti.
Un bl davvero carino!
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Yunikon ni Notte
0 persone hanno trovato utile questa recensione
da weirde
mag 17, 2024
10 di 10 episodi visti
Completo 0
Generale 7.0
Storia 7.0
Acting/Cast 6.0
Musica 6.0
Valutazione del Rewatch 6.0
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Japanese drama with potential and interesting knowledge but without much heart

Trovare un drama giapponese dove la protagonista femminile non tenga perennemente gli occhi bassi, abbia la fobia del contatto fisico o anche solo visivo, sia timida e introversa a livelli da ricovero, balbetti o faccia la bambina è raro credetemi, perciò questo drama va premiato. Qui la protagonista sembra una ragazza normale, parecchio confusa sull'amore ad un certo punto e che sembra non sapere cosa prova, ma se non altro non è timida, non schifa proprio tutti i contatti fisici, sa pralare e ragionare normalmente, anzi pure meglio di alcuni uomini del drama, ha un ruolo di spicco...insomma è una figura rassicuramente della sua quasi occidentalità. Il drama poi è molto verosimile dal lato lavorativo e fornisce molte informazioni interessanti e realistiche (un po) sulle start up, e sul mondo del lavoro. Edulcorate ok, ma non così banali. Molte cose positive che me lo hanno fatto aprezzare. La difrenza d'età viene affrontata bene in modo interessante...tutto fila. Peccato per la storia romantica che non decolla mai e non ha un suo spazio. Tanto valeva eliminarla del tutto secondo me, perchè resa così non conta nulla. Ma il resto è molto piacevole.

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Namnam
0 persone hanno trovato utile questa recensione
set 18, 2023
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 7.5
Acting/Cast 7.5
Musica 6.5
Valutazione del Rewatch 1.5

Una storia ordinaria.

In certi momenti mi sono annoiata. Una storia piuttosto ordinaria senza grandi emozioni ne fascinazioni.
Come succede spesso nei drama coreani , anche se sono più coinvolgenti e interessante di questo, la fine ha un senso incompiuto o comunque deludente.
Gli attori sono simpatici e alcuni belli, ma non sono rimasta entusiasta della loro recita.
Mi secca anche che le scene a tavola sono troppo ricorrenti.
Gli ambienti delle scene sono sgraziati.
I dialoghi della sceneggiatura sono abbastanza ben costruiti ma la regia toglie loro mordente. Forse la pecca maggiore in questo risiede proprio nella regia insipiente.
La sigla di inizio, con quei cartoni disegnati è vacua e le canzoni , non le trovo particolarmente belle.

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The Only Girl You Haven't Seen Season 1
0 persone hanno trovato utile questa recensione
set 25, 2023
18 di 18 episodi visti
Completo 0
Generale 8.5
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 8.0
Un ottimo titolo interpretato da una coppia di attori sconosciuti ma decisamente di merito. Si tratta di una serie con puntate molto brevi sui 10 minuti, ma che in un periodo di tempo relativamente limitato è riuscita a portare avanti una storia piacevole e, al netto delle solite ingenuità che incontriamo nei drama, ci ha traghettato all'ultimo episodio della prima serie con la distinta voglia di averne ancora. Fortunatamente ha già disponibile la seconda serie mi fionderó immediatamente a guardarla. Ottimi costumi combattimenti tutto sommato ben coreografati tante persone che non sono chi dicono di essere vedremo cosa succederà nella seconda serie.

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Love in the Air: Special Episode
0 persone hanno trovato utile questa recensione
ott 23, 2023
1 di 1 episodi visti
Completo 0
Generale 8.0
Storia 8.5
Acting/Cast 8.5
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 8.0

Fanservice, ma non solo

Prendendo le mosse da malintesi e malumori, Rain e Sky "scappano" in gita al mare, nascondendosi alle loro controparti.
Ci vorrà poco perché ne sentano l'acuta mancanza e perché i due compagni arrivino di corsa a riprendersi i due fuggiaschi, con conseguenti bollenti scene di riappacificazione.
Sarebbe tutto dolcissimo, semplice e lineare, se non ci fosse una scena in cui si rimarca che, in Thailandia, non è ammesso il matrimonio fra persone dello stesso sesso, auspicando che la situazione possa cambiare.
E questo fa pensare, perché per tutto il drama principale, salvo un'unica frase subito corretta, le relazioni omosessuali non vengono mai osteggiate o sminuite. Ma il mondo, anche là, è evidentemente ancora un luogo imperfetto, dove una persona deve ancora lottare per reclamare il suo diritto ad occuparsi legalmente di chi gli è caro. Sì, fa pensare.

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Temperature of Love
0 persone hanno trovato utile questa recensione
da Karmen
lug 24, 2019
40 di 40 episodi visti
Completo 0
Generale 9.0
Storia 9.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.0
Degree of love è stato il primo drama coreano che ho guardato per intero, quando ancora non capivo come si pronunciassero i nomi dei personaggi, e l'ho amato molto; dopo i titoli di coda dell'ultimo episodio, l'avrei subito ricominciato da capo.

La trama a prima vista può sembrare banale, non ci sono grandi colpi di scena né eccessivi drammi, ma la storia risulta realistica e raccontata con garbo e dolcezza;
si tratta di due ragazzi che hanno avuto bisogno di tempo per comprendere se stessi e i propri desideri, che devono scontrarsi contro la realtà sia per quanto riguarda la loro relazione che le proprie carriere (le critiche al drama di Hyun Soo, i problemi al ristorante per Jung Sun); che comprendono quanto sia inevitabile andare contro le aspettative di chi amano o ferire qualcuno per tener fede ai propri sentimenti ed essere felici.

Cosa mi è piaciuto:
- Seo Hyun-Jin è bravissima, anche se la storia non le ha dato modo di esprimere completamente il suo talento come in Oh Hae Young again.
- L'antagonista maschile è costruito benissimo (non a caso l'episodio dedicato a lui è uno dei migliori): è un personaggio a tutto tondo, con pregi e difetti, ma, quel che più conta, non è detestabile. Spesso mi sono ritrovata a fare il tifo per lui, pensando che meritasse quanto o più di Jung-Sun l'amore di Hyun-Soo, e che potesse anche essere probabilmente più adatto a lei.
- Uno dei protagonisti non accreditati del drama è il ristorante di Jung-Sun, il Good Soup, ed il cibo in generale: non ho mai visto nulla che mi abbia fatto venire l'acquolina in bocca come Degree of love!
- Essendo Hyun-Soo una sceneggiatrice, lo show ci mostra a grandi linee come nasce un drama e come sia la vita di un aspirante scrittore: i concorsi, le delusioni, la gavetta, le umiliazioni, il rapporto con il regista e con gli spettatori, le ricerche continue. Molto interessante.
- La struttura degli episodi: all'inizio di ognuno, viene mostrato qualcosa di cui si sono già viste le conseguenze nella puntata precedente, una sorta di "dietro le quinte" degli eventi, che aiuta a comprendere ancora meglio la psicologia dei personaggi e le loro motivazioni.

Cosa non mi è piaciuto:
- il product placement è piuttosto goffo: le scene sembrano essere state palesemente scritte di proposito per mostrare il prodotto (quella per il caffè, per esempio, è abbastanza imbarazzante) e non risultano ben amalgamate al contesto.
- Il lieto fine per uno dei personaggi, che è stato odioso ed egoista quasi in ogni scena.
- Anche in questo drama purtroppo non manca una scena di accapigliamento...

Da: Appunti di una spettatrice

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