Completo
Ye Gou Gu Tou
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea Flower Award1
3 giorni fa
32 di 32 episodi visti
Completo 1
Generale 8.0
Storia 7.5
Acting/Cast 8.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Classico melodramma romantico cinese ben fatto e ben interpretato

Cdrama appartenente al filone delle serie melodrammatiche sentimentali cinesi contemporanee. Non scopre l’acqua calda - si basa su svariati espedienti narrativi ampiamente diffusi quali la found family, il legame da fratelli non biologici, la separazione temporale, ecc. - ma si distingue nettamente dalla media delle produzioni dello stesso genere per la realizzazione curata, lo spessore psicologico e la notevole alchimia dei suoi interpreti.

TRAMA - La storia è ambientata nella Cina del Sud della fine degli anni Novanta lungo il Delta del Fiume delle Perle, dove Chen Yi e Miao Jing si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto a causa della complicata relazione dei loro genitori (padre di lui e madre di lei). Chen Yi è un ragazzo cresciuto tra i traumi della perdita e dell'abbandono e accoglie inizialmente la nuova arrivata con risentimento e freddezza. Miao Jing è una ragazzina che cerca disperatamente un posto da chiamare casa e risponde con una gentilezza che lentamente scalfisce le difese di Chen Yi. Quello che nasce tra loro non è un amore adolescenziale, bensì un legame di sopravvivenza, un rifugio emotivo che diventa l'unico punto fermo in un mondo di adulti assenti e incuranti.
La prima parte è quella emotivamente più potente: la ricostruzione dell'infanzia e dell'adolescenza dei due protagonisti è uno dei punti di forza del drama. La scelta di dedicare i primi dieci episodi a questo periodo non è solo funzionale alla trama, ma espone allo spettatore la vera anima della serie. Vederli crescere insieme, condividere sofferenze e piccole gioie, costruire un rapporto che è insieme fraterno e romantico, crea un'empatia sembra destinata a perdurare. Purtroppo la seconda metà del drama va a intaccare l’ottimo lavoro fatto fino a quel momento, con un lento ma inesorabile declino verso la mediocrità. Dopo la separazione dei due, tutto cambia: l’atmosfera cupa e struggente viene sostituita da una sorta di melò convenzionale saturo di fraintendimenti, tira e molla e giochi di potere che ben presto rendono la visione molto meno accattivante.
Il “giro di boa”, ovvero l’incendio e la vita trascorsa da Chen Yi nei successivi sei anni -in particolare il periodo nei bassifondi della microcriminalità locale - doveva essere un elemento chiave della seconda parte del drama e invece viene liquidato in fretta. Le rivelazioni arrivano troppo tardi e spesso attraverso dialoghi piatti, togliendo allo spettatore la possibilità di vivere la situazione con tutta l’enfasi che meritava. Ad occupare buona parte della seconda metà del drama sono intrighi aziendali che aprono molteplici – ma non necessarie – sotto trame, oltre alla presenza di un antagonista sottotono – Zhang Bin – incapace di essere veramente minaccioso.
Personalmente ho avuto l’impressione che abbiano costruito con cura un drama per la prima metà e poi, quasi come per ripensamento, si sia andati a demolire il lavoro fatto per ricostruirne da zero uno nuovo ma diverso.
Il finale è un po' piatto, un susseguirsi di momenti sereni dove si fa un po' fatica a trovare la scena giusta sulla quale calare il sipario.

PERSONAGGI – Chen Yi è un ragazzo costretto a crescere in fretta, che si fa carico di responsabilità immense pur non avendo comunque raggiunto la piena maturità e, per proteggere Miao Jing, finisce spesso per fare scelte dolorose e a volte pure sbagliate. Nella seconda parte si presenta come un uomo ferito, ruvido all'esterno ma guidato da una devozione silenziosa e lacerante. Il percorso per comprendere che non si può veramente amare gli altri se prima non si ama sé stessi è lungo e tortuoso, e lo vede spesso deciso a non cedere nonostante tutti i tentativi di Miao Jing di indirizzarlo sulla “giusta strada”.
Miao Jing è una figura che ben bilancia tratti opposti: fragile ma determinata, capace di una forza silenziosa che la porta a non arrendersi mai, nemmeno quando tutto sembra crollare. Il distacco forzato la porta a crearsi una vita autonoma, pur rimanendo emotivamente legata al passato. A differenza di Chen Yi, il suo rapporto con la madre porterà a più situazioni difficili nel corso degli anni, tutte segnate da una labile speranza illusoria e dall'immancabile abbandono.

CAST – Song Wei Long offre probabilmente una delle sue migliori interpretazioni, al pari del drama dove l’ho visto la prima volta, “Go Ahead” (2020). Ho apprezzato in modo particolare la sua recitazione trattenuta, capace di comunicare dolore profondo facendo unicamente leva su sguardi e silenzi. La prova di Zhang Jing Yi mi lascia un po’ perplessa: se considero la prova in sé, è un’ottima performance, ma se la paragono al suo ruolo di protagonista nel drama “Lighter & Princess” (2022), in moltissime scene mi è sembrato di avere davanti lo stesso, identico personaggio: stesse battute con lo stesso tono di voce, stessa mimica in situazioni analoghe. Sono due drama romantici moderni e in entrambi il suo personaggio rappresenta l’àncora emotiva della coppia. Ma questo non dovrebbe impedire un’interpretazione più esclusiva: invece, al di là della caratterizzazione e del copione, il suo modo di recitare è praticamente lo stesso. L’ho sempre considerata tra le più brave giovani attrici cinesi. Lo penso ancora? Direi di sì. La reputo versatile? Qualche dubbio, sarò sincera, ora mi sovviene. La chimica tra i due protagonisti, ad ogni modo, è palpabile – lo si vede dalla naturalezza con cui rendono ogni interazione autentica – e permette di reggere la struttura del drama anche nei momenti più deboli. Una menzione d’onore per gli attori bambini Zhou Yu Chen e Chen Zi Xuan, che sono stati straordinariamente bravi nel gettare le fondamenta di questa storia, rendendo la transizione agli attori adulti fluida e credibile.

ASPETTI TECNICI – E’ quanto lo eleva al di sopra della media dei drama dello stesso genere. Soprattutto nella prima parte, dove la regia attenta di Liu Chun Chieh riesce a creare un'atmosfera malinconica che avvolge lo spettatore. La scelta di ambientare la storia tra la fine degli anni '90 e i giorni nostri è azzeccata, e la ricostruzione d'epoca è curata nei minimi dettagli: gli autobus, i telefoni, i vestiti, gli interni delle case contribuiscono a creare un senso di nostalgia e autenticità che è raro trovare in altri drama contemporanei, nei quali invece la dimensione standard è quella di uffici e metropoli asettiche. La cinematografia è sobria, elegante: le inquadrature, spesso statiche, permettono agli attori di esprimersi in un quadro naturale, mentre un valore aggiunto è dato dall'uso dello spazio, che riflette il distacco emotivo tra i personaggi o la loro crescente intimità. Tanta cura non ha però impedito errori grossolani, come la presenza degli operatori della troupe che si intravedono in alcune scene e che in fase di montaggio non sono stati notati. La fotografia coglie in modo egregio l’atmosfera della Cina di fine Millennio: dominano le tonalità calde e desaturate per i ricordi d'infanzia, contrapposte a luci al neon, ombre marcate e toni freddi nelle sequenze urbane e notturne legate ai bassifondi. Come detto prima per gli spazi, anche l'uso della luce riflette costantemente lo stato d'animo dei protagonisti: gli ambienti ristretti e in penombra sottolineano la loro solitudine, mentre le scene all'aperto segnano i rari momenti di apertura emotiva.. Ho apprezzato moltissimo l’OST, in primis “Wander” di Lars Huang, ma anche diversi brani strumentali capaci di creare il mood giusto nei momenti più simpatici e leggeri.

IN CONCLUSIONE – Seppur sbilanciato – la prima parte merita sicuramente molto di più della seconda – è un drama romantico moderno “classico” che si posiziona un gradino sopra la media. Non è un’opera che rivoluziona le strutture del romance o del melodramma moderno cinese – gli ingredienti utilizzati, di fatto, sono sempre gli stessi – ma la differenza la fa l’esecuzione e l’interpretazione. Per gli amanti del genere, davanti ai quali si apre un panorama di centinaia di titoli equivalenti, mi sentirei di consigliare questo all’interno della ristretta rosa dei meritevoli.

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Fangs of Fortune Special
4 persone hanno trovato utile questa recensione
feb 10, 2025
1 di 1 episodi visti
Completo 2
Generale 7.5
Storia 7.5
Acting/Cast 9.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 8.5

Bello

Una puntata in più a drama finito uno special che fa vedere e racconta il dopo .. lasciando un po’ il vuoto e tristezza . Mi ha commosso . Cercando la rinascita del demone amico. Uno special che mi è piaciuto e che da spazio a un eventuale seconda stagione . Musiche belle e mai fuori luogo e belli anche i protagonisti e ben interpretati.
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Completo
The Story of Ming Lan
4 persone hanno trovato utile questa recensione
dic 30, 2024
78 di 78 episodi visti
Completo 1
Generale 8.0
Storia 6.0
Acting/Cast 8.0
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 5.0

UN PALACE HAREM MOLTO BEN CONFEZIONATO SULLA DINASTIA SONG.

Se dovessi dare un voto alla scenografia, ai costumi, alla cura per i dettagli e alla attendibilità storica questo drama varrebbe 9/9,5 ma devo fare una media col mio coinvolgimento nel seguirlo (7).
Per 73 episodi ho impiegato 3 settimane a finirlo e ho droppato sul ventesimo episodio quasi una settimana, perché i primi capitoli sono interessanti da un punto di vista storico ma anche troppo noiosi perché per 40 sono una dettagliata e prolissa descrizione delle dinamiche famigliari (questa parte andava accorciata a mio avviso). Nel corso del lavoro ci sono alcune scene inutili, a volte anche delle semplici riprese che andrebbero tolte. Il montaggio di questa serie merita appena un 6.
Trattasi di uno storico attinente la dinastia SONG, non è né un fantasy né un wuxia (fatta eccezione per un paio di combattimenti). Non ci sono eroi o persone con poteri eccezionali, solo persone normali, alcune un po' più scaltre di altre; a parte le matriarche anziane e la protagonista , o le nutrici, le donne qui vengono dipinte tutte meschinamente (manipolatrici, arriviste, assassine e prive di scrupoli) e non c'è evoluzione o riscatto per qualcuna di loro, vi anticipo anche che per una di loro non ci sarà una nemesi piena nonostante abbia attentato alla vita della protagonista e abbia ucciso il figlio della sua concubina rivale... anche questo è molto realistico perché nella vita non sempre i cattivi incorrono in conseguenze.
Il titolo fa pensare che la protagonista sia MING LANG mentre nel corso di 73 episodi viene più illustrata l'epoca storica in cui vive, ci sono circa una ventina di personaggi che non definirei secondi dato che occupano lo stesso tempo dei protagonisti sulla scena.
Ho trovato interessante vedere, molto similmente alla fioritura imprevista, le dinamiche femminili nella dinastia Song, qui vengono descritte e illustrate molto approfonditamente : dalla strutturazione sociale dell'harem alla composizione a corte, le concubine, le matriache, le nobili signore, i ranghi, le principesse, i funzionari, gli eunuchi, come venivano gestite le diatribe in seno alle famiglie e come si era terrorizzati di essere oggetto di pettegolezzi, quali ingegnosi e meschini trucchi per farsi sposare e come fregare i propri avversari con sotterfugi e retorica. E' una opera molto valida se si vuole conoscere realisticamente come funzionava la società a quell'epoca e quali sotterfugi e complotti c'erano per spodestare le avversarie o accaparrarsi un buon matrimonio. E' una serie tv molto realistica e ben realizzata.
Costumi, città, paesaggi, carrozze, fotografia, livello di recitazione sono buoni, da parte di tutti i personaggi. La scenografia meriterebbe un 10 pieno. E'chiaro che chi ha realizzato non ha improvvisato, curando ogni minimo dettaglio.
Gli attori sono bravi, qualcuno spicca di più di altri (la Nobile signora sheng per me è stata la migliore come performance recitativa), altri lo sono stati meno, la protagonista è un po' acerba come recitazione e prima di molti ritocchi che l'hanno riveduta e corretta (Vedete the legend of shen Li per rendervene conto).
Il protagonista maschile è diverso dai classici bellocci da drama ma risulta carismatico e affascinante, anche lui bravo ma non eccellente. Per questo non do un 10.
Non do un 10 anche perché non c'è minimo slancio romantico tra i due, non vedrete un bacio né altro, solo un matrimonio di una coppia che sembra sposata da un decennio sin da subito... .
Qualcuno ha detto che sarebbe stata stonata della fisicità tra i due ma iniziare un rapporto che viene così trascinato per i primi 40 episodi finendo come coppia sposata da 10 anni non credo si accordi molto al realismo che volevano rappresentare. Ci sono scene di avvicinamento fisico palesemente tagliate , e non capisco il perché, mentre nel montaggio vedo alcuni primi piani di cucine o di stanze messi a casaccio, per fortuna uno o due scene al massimo.
E' stato bello vedere questo rapporto che ricorda un po' la vita di ognuno di noi, quanti di noi si sono sposati con qualcuno che abbiamo conosciuto da bambini e di cui poi ci siamo innamorate solo da adulte, dopo aver incontrato altri e aver sperimentato altri amori.Qui è esattamente così, il protagonista sin da piccolo prova stima e un profondo senso di tenerezza e protezione nei confronti della protagonista, orfana come lui ma non va oltre. Ho davvero cercato di capire quando si innamora veramente di lei, perché si passa dalla conoscenza, all'avvicinamento, allo scontro, a qualche sporadica occasione di contatto e confronto, al matrimonio, all'essere coppia anziana. Il regista ci ha privato dei momenti più belli della nascita di una storia dopo averci fatto attendere circa 40 ore!!!
Se vi piace lo slow burning qui il rapporto tra i due si avvia dopo oltre metà della serie, è la "cosa" più slow che io abbia mai visto, con la "piccola" differenza che non c'è il BURNING ma il LINKING (ossia un legame che si crea).
Questo lavoro ha influenzato come dinamiche molti altri a seguire che hanno corretto un po' le falle nel senso che qui una volta formata la coppia e aver avviato un rapporto di allegra comicità scherzosa tra i due, che ho apprezzato molto vedere, iniziano le recriminazioni da parte di lui che vuole slancio, gelosia e attenzioni da parte della protagonista. Ming Lang sebbene abbia un rapporto con la nonna meraviglioso, affettuoso, onesto e sincero è davvero anaffettiva col marito sebbene questo cambi un po' sul finire. Inizialmente sembrava che lei o avesse sposato semplicemente perché lusingata dalle sue attenzioni machiavelliche, sul finire vedremo una protagonista molto grata e forse "innamorata". Non si capisce infatti se sia per gratitudine e per timore di divenire vedova o se alla fine si sia innamorata davvero di quest'uomo. Spero di sì.
Ci sono poche parti di unione , il drama è tutto concentrato sui discorsi, i complotti, le dinamiche di potere sacrificando la coppia.
Forse in nome del realismo si è voluto rappresentare il rapporto reale che si creava a quei tempi, senza patinarlo ed edulcorarlo, connotandolo di un romanticismo che è più un prodotto sociale moderno che di quei tempi. Altra cosa che non mi è piaciuta è l'assenza di comunicazione onesta della coppia, specialmente nel finale lui la esclude da tutto, e mi chiedo che genere di coppia abbiano davvero formato questi due.
Ma anche lei non parla molto con lui delle sue dinamiche famigliari e dei suoi trascorsi, di come sia morta veramente la madre.
Altra cosa che non ho apprezzato è l'ennesimo ritratto di una donna che viene costantemente salvata dall'uomo. La protagonista è scaltra e molto lungimirante ma a volte "si perde di casa", fino all'ultimo proverà a salvarlo, nella fase finale arriva troppo tardi perché prima si imponevano lo scrupolo di non coinvolgere la famiglia, nell'ultimo o penultimo episodio lei vuole dare una mano a proteggere la residenza dagli attacchi e viene disarmata in un nano secondo e ...LA SALVA LUI (ANCORA!!!). Il regista deve essere misogino... o non si spiega!


Per concludere se vi piacciono i palace harem, ossia drama incentrati sulla gestione dell'harem nella dinastia passata cinese , questo è molto dettagliato e ben fatto.Se vi importa poco del romanticismo e delle storie d'amore qui ne vedrete pochissimo. Se vi piacciono sotterfugi e scenate questo è il drama che fa per voi! Molto bella ed elegante la colonna sonora.

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Completo
Chi Fan Pao Bu He Lian Ai
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
apr 23, 2025
28 di 28 episodi visti
Completo 1
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 9.0
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.5

Una versione molto più modesta di L&P ma comunque apprezzabile

L’approccio a questo drama è stato un misto di speranza e timore, in entrambi i casi legati a un paragone per me imprescindibile, quello con il drama “Lighter & Princess”. La speranza nasceva dal fatto di ritrovare lo stesso attore protagonista – solitamente impegnato in serie di genere fantasy/Wuxia, non i miei preferiti –qui di nuovo alle prese con una commedia romantica moderna. Il timore era per il confronto con L&P, tra le mie serie preferite, difficile da eguagliare e quindi col rischio che le aspettative fossero disattese.

La mia recensione nasce quindi dal confronto tra le due e, a drama concluso, posso dire che è una storia sì meritevole ma non al pari di L&P.

LA STRUTTURA NARRATIVA – E’ praticamente la stessa: l’avvio, nel presente, vede i due protagonisti incontrarsi quasi per caso dopo anni dalla separazione. Da lì segue un tuffo nel passato, un lungo flashback che ripercorre la loro storia ai tempi dell’università, da quando si conoscono fino al momento in cui si lasciano. Si torna quindi al presente, con lo spettatore ora più consapevole dei trascorsi, e da lì la vicenda evolve ulteriormente fino alla conclusione.

IL CONTESTO – Sia ai tempi dell’università che dopo nel mondo lavorativo, il settore è quello finanziario (in L&P informatica). Ben presenti in entrambi, non caratterizzano solo le passioni e le professioni dei protagonisti sulla carta ma vanno proprio a intrecciarsi negli eventi e nelle vicende narrate. Ho trovato forse più ricco e stimolante il mondo della programmazione informatica, mi è sembrato ci fossero più riscontri nel concreto.

LA PROTAGONISTA - Di Ding Zhi Tong è sicuramente apprezzabile l’impegno e la correttezza, il suo timore rispetto alla stabilità economia ha senso se si guarda al suo passato, ma è un elemento che tende davvero a trascinarsi molto, forse troppo, specialmente nella prima parte della serie. Nella seconda parte, invece, manca un po’ di convinzione e coraggio. Una protagonista insomma un po’ più fragile e debole rispetto alla Zhu Yun di L&P.

IL PROTAGONISTA - Gan Jang è davvero ben caratterizzato, e per molti versi mi ricorda molto Li Xun (protagonista di L&P): intelligente e perspicace negli affari, determinato e caparbio, fermo e risoluto all’occorrenza, sicuro di sé, di chi vuole essere e degli obiettivi che vuole raggiungere, disposto a tutto per quello che ritiene il bene della protagonista, anche a compiere delle scelte controproducenti e a farsi carico di importanti responsabilità, accettando anche di essere frainteso. Rispetto a Li Xun, che nella sua genialità era anche molto introverso, decisamente asociale e poco espansivo, Gan Jang mostra un carattere molto più empatico e un atteggiamento generale spesso più sano. Certo, nella prima parte della serie il suo mettersi costantemente al servizio di Tong è forse un po’ eccessivo, dove sembra doverla compiacere a tutti i costi, ma fortunatamente riesce a ritrovare un equilibrio più avanti, quando lo vediamo confrontarsi senza timore con il padre o con Wang Sen.

LA COPPIA – Un discreto affiatamento fa funzionare il duo abbastanza bene, ma la chimica presente in L&P, dove anche lo scambio di sguardi sapeva essere intenso e carico di emozione, è tutt’altra cosa. Ho notato anche un’evoluzione minore, già che nella prima parte abbiamo fin da subito un Gan Jang innamorato perso e servizievole nei confronti di Tong, quindi un buon periodo roseo di coppia ma poi, dopo la rottura, la titubanza di Tong viene davvero tirata per le lunghe. L&P mostrava uno scenario di coppia più ricco ma anche più saldo, dove i bisticci e le prese in giro iniziali vengono sostituiti da una tregua, quindi una collaborazione, poi un interesse sempre più accentuato fino al formarsi della coppia. Il ritrovarsi dopo la rottura vede anche lì molte più sfumature (rancore, diffidenza iniziale, collaborazione forzata, tregua, confronto e confessione) rispetto a “Eat, run, love” dove invece, per quanto coerentemente con la storia portata avanti, abbiamo un Gan Jang perennemente dedito a inseguire Tong (salvo l’averla allontanata nel momento cruciale) e una Tong che pare volere correre più veloce di lui e sfuggirgli quasi all’infinito. Altro aspetto comune ai due drama è l’estrazione sociale diversa dei protagonisti (qui Gan Jang figlio di imprenditori e Tong cresciuta tra i debiti, in L&P Zhu Yun proveniente da una famiglia benestante e Li Xun che può fare affidamento solo su sé stesso)

I PERSONAGGI SECONDARI: Eat, Run, Love propone più pairing secondari rispetto a L&P. Di questi, Xu Chen Xi e Wang YI sono la coppia più interessante. Più che l’amico fidato, è l’amica di infanzia ad avermi piacevolmente stupita: un personaggio la cui rivalità con la protagonista suscita inizialmente una naturale e ben giustificata antipatia, salvo poi cambiare e diventare una fidata spalla per Gan Jang e la LT ma, insospettabilmente, anche per il riunirsi della coppia principale. Gli altri personaggi secondari non particolarmente degni di nota, nemmeno i cattivi. Punto di forza di L&P era ad esempio anche la squadra della Rete Cuore Alato, oltre a un antagonista, Lao Gao, che non era solo un avversario ma anche un ex-amico, con tutto il carico di invidia/gelosia/fiducia/amicizia che comportava.

RECITAZIONE: di alto livello in entrambe. Chen Fei Yu si dimostra ancora una volta un attore davvero performante, soprattutto nei passaggi più seri e drammatici (al sorriso di Gan Jang continuerò sempre a preferire lo sguardo imperscrutabile di Li Xun, sia chiaro). Al di là del ruolo interpretato questo giovane e promettente attore si dimostra davvero elegante, oltre ad avere un timbro di voce particolarmente affascinante. Sabrina Zhuang sempre molto brava, come mi era già capitato di notare in “You are desire”. Per quanto riguarda il resto del cast, quello di L&P lo metterei però su un gradino superiore.

MUSICHE – Su questo fronte si è volato un po’ basso. L’unica che ho notato è la sigla iniziale e, per quanto graziosa e delicata, non è niente di speciale. Una colonna sonora senza infamia e senza lode, come ce ne sono tante, che preferisce la sicurezza della comfort zone. Sicuramente siamo lontani dalle musiche di L&P, dove ne conto diverse davvero molto belle e varie, capaci di promuovere ciascuna la giusta scena, a partire dalla sigla di apertura, che con il suo ritmo e carattere non passa certo in sordina.

STORIA – Simili nella tipologia e nella struttura narrativa, dicevo, ma diverse nei contenuti. Il giovane imprenditore col sogno di ottime scarpe da corsa alla portata di tutti entusiasma solo fino a un certo punto, così come la gavetta di lei nel mondo della finanza per diventare MD. L’intreccio tra vita, percorsi, relazioni e futuro professionale poteva essere studiato meglio (in L&P gli anni dell’università vedono progetti di lavoro comune, anche con quello che poi sarà il principale antagonista). Anche il momento drammatico che porta alla rottura della coppia, in “Eat, run, love” non è così drammatico come nell’altra serie. In generale, l’impressione è quella di non aver saputo o voluto osare, a discapito del coinvolgimento dello spettatore, che è sicuramente inferiore. Come in L&P ho apprezzato l’inserimento di alcuni piccoli dettagli distintivi (le gru di carta, il primo paio di scarpe prodotte, la tisana allo zenzero, la lettura in inglese per conciliare il sonno, il vestito bianco, la canzone citata nel segnalibro, la corsa, ecc.) anche se nell’insieme meno iconici.
INIZIO SPOILER!!! L’ultimo episodio rappresenta un po’ una caduta, sbilanciato nel ritmo (tante scene concentrate a raffica, quando si sono spesi molti episodi precedenti a dilungarsi troppo) e una chiusura davvero un po’ troppo OOC per lui (avevo così apprezzato la sua affermazione nella maratona pre-dichiarazione, dove sottolineava come dovesse essere un momento privato tra due persone, senza pubblico a guardare). E invece si conclude in modo banale e troppo plateale, pazienza. FINE SPOILER!!!

PRODUZIONE – La troupe dietro le quinte è sicuramente valida, dalla regia alla scenografia al montaggio. Il direttore artistico, tra l’altro, è lo stesso di L&P.

GIUDIZIO FINALE
Di sicuro non è una perla rara, ma un buon drama, godibile per chi cerca una classica commedia romantica con qualche elemento drammatico e una recitazione di alto livello. Per i fan di L&P rappresenta una sorta di chicca nostalgica, pur con svariati limiti. Il consiglio per apprezzarle al meglio, per chi è ancora in tempo, è di vedere prima “Eat, run, love” e, solo a seguire, L&P.

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Completo
Love Between Fairy and Devil: Special
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da Emy71
ott 13, 2022
2 di 2 episodi visti
Completo 2
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Amore emozione e risate ,connubio perfetto!

Intriga sin dai primi minuti, riesce a tenere incollati allo schermo! I due protagonisti hanno un feeling raramente visto non conoscevo lei ma devo ammettere che Wang Hedi oltre ad essere davvero carino è un ottimo attore,perfetto in ogni scena ha saputo immergersi nel personaggio in modo eccezionale.
Era dai tempi di "ashes of love" che non trovavo qualcosa di così coinvolgente che ti fa venire voglia di vedere e rivedere ancora.
Ottimo anche lo svolgimento dei personaggi secondari anche essi con le loro storie e coinvolgimenti non annoiano mai durante anzi completano bene la storia principale. Effetti speciali ben fatti .
Incantevole anche la colonna sonora ben studiata ed adattata perfettamente alle scene.

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Knock Knock, Boys!
4 persone hanno trovato utile questa recensione
ago 14, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 6.0
Storia 7.0
Acting/Cast 6.0
Musica 7.0
Valutazione del Rewatch 3.0
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coppia Latte Almond promossa, coppia Peak-Thanwa bocciata

La coppia Latte-Almond e tutte le situazioni che si creano attorno a questa coppia mi piacciono tantissimo e sono anche abbastanza realistiche (la curiosità e i timori per la prima volta di Almond, la mentalità aperta e rispettosa di Latte). Ci sono diverse scene sicuramente molto didascaliche relative a sessualità e relazioni, che sono davvero una boccata d'aria fresca tra tante serie che invece romanticizzano relazioni tossiche. Ci sono anche molte scene divertenti che strappano qualche risata, ad esempio il divertente imbarazzo di Latte e Almond la loro prima volta. Purtroppo l'altra coppia, Peak-Thanwa, e tutte le situazioni che si creano attorno a questa coppia non mi sono piaciute per niente. Mancanza di comunicazione, comportamenti incomprensibili, poi tutto il dramma del matrimonio combinato che sembra un problema enorme fin quasi alla fine della serie e che poi si risolve in 5 minuti con il padre di Peak assolutamente accomodante e comprensivo.

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Completo
Wife of a 21st Century Prince
4 persone hanno trovato utile questa recensione
mag 16, 2026
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

From Rom-Com to Royal Blood: How "Perfect Crown" Cured My K-Drama Slump

Iìm writing this, after the last episode and I fell my self very sad, they two became my routine, I arrived at weekend with a mixture of anxiety and joy. I suffered and rejoiced with them.
Perfect Crown is the ultimate breakthrough show of the year that managed to do the impossible: permanently cure my total apathy towards Korean dramas. If you also drifted away from K-dramas due to repetitive plots or slow pacing, this 12-episode rollercoaster will completely pull you back in.The absolute genius of the series lies in its massive genre shift: it kicks off as a hilarious arranged-marriage romantic comedy and finishes in a dark, thrilling vortex of political intrigue, betrayal, and power struggles for the throne.
The Strengths That Are Breaking the InternetAcross social media platforms, fans cannot stop hyping this show. The web is officially obsessed with these specific elements:The Ultimate Plot Twist: The sharp transition from a lighthearted comedy to a high-stakes thriller centered around a modern constitutional monarchy completely blew viewers away.Breakneck Pacing: With only 12 episodes, the narrative completely cuts out the classic K-drama filler, executing the marriage of convenience by the very second episode.Breathtaking Visuals: Online forums are flooded with praise for the protagonist's high-fashion wardrobe and the stunning blend of modern Korean luxury with traditional royal aesthetics.Electric Chemistry: While online critics initially debated the cold distance between the leads, their iss episode on the yacht anch in episode 10 literally broke the internet, cementing their incredible on-screen.
A Masterclass in Acting: My Compliments to the CastThe absolute crown jewel of this show is its stellar cast, delivering top-tier performances that perfectly balanced historical gravitas with modern, sharp comedy.IU (Lee Ji-eun) as Seong Hui-ju: IU has proved once again why she is a powerhouse. Her portrayal of the fierce, illegitimate chaebol heiress is deeply nuanced. She seamlessly transitioned from a confident, fashion-forward CEO in the early episodes into a strong, resilient woman fighting the ruthless palace bureaucracy. She rules every single frame.Byeon Woo-seok as Grand Prince I-an: Following his massive success, Byeon Woo-seok delivers a masterful, controlled, and deeply layered performance. He perfectly embodies the melancholy of a repressed prince whose royal blood feels more like a prison than a privilege. His micro-expressions and dynamic emotional growth throughout the series are nothing short of brilliant.Noh Sang-hyun & Gong Seung-yeon: The supporting cast deserves a massive standing ovation. Noh Sang-hyun brings incredible tension and mystery as the calculating Prime Minister, while the political mind games within the royal court kept everyone glued to the screen until the very last minute.If you needed a sign to start watching Korean dramas again, this is it. Get ready to laugh through the first half and completely forget to breathe through
If entertainment means detaching yourself from reality, which is devastating these days, this show accomplished its task with flying colors. I'll miss it, and it'll take time for me to reconnect with a show like this. BRAVOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

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Completo
Zhui Luo
4 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
lug 1, 2026
29 di 29 episodi visti
Completo 1
Generale 7.5
Storia 6.5
Acting/Cast 7.5
Musica 8.5
Valutazione del Rewatch 6.5

Romance coinvolgente capace di resistere alla prova del tempo (ma non a quella della coerenza)

Tratto dall’omonimo web novel – “Zhui Luo” – il drama è una commedia romantica sul tema dell’amore che sopravvive alla prova del tempo e sulla malinconica consapevolezza che certi legami, una volta stretti, non si sciolgono mai del tutto. La vicenda attraversa l’età dell’adolescenza e poi quella adulta, seguendo la tormentata storia tra Zhou Wan e Lu Xixiao, in un romance che da una parte scalda il cuore ma dall’altra si lascia dietro un’amara scia di frustrazione.
Partiamo dal principale punto di forza della serie: al primo posto, sicuramente, c’è la sintonia tra i due protagonisti. La loro interazione risulta naturale e spontanea e, soprattutto nel loro frequentarsi da giovani, sembra che ogni piccolo gesto e ogni sguardo sia uscito dalla vita reale piuttosto che da un copione. Il drama offre una quantità impressionante di teneri momenti tra i due, dove il magnetismo della coppia è davvero indiscutibile e soddisfa il lato più empatico dello spettatore. Da appassionata di storie d’amore non ho potuto non seguire con interesse tutti i momenti condivisi, da quelli di vita ordinaria alle scene più intense e drammatiche. Insieme funzionano, insomma.

Rispetto alla caratterizzazione dei due personaggi, sono un po’ combattuta. Di Lu Xixiao mi sono piaciute principalmente due cose: in primis non si è rivelato essere la classica red flag da redimere, l’idea di lui quale giovane arrogante, freddo e ribelle deriva da un pregiudizio che viene smontato praticamente subito. Ha il suo passato pesante, la sua situazione famigliare decisamente difficile, ma è una figura indubbiamente positiva e questo mi è piaciuto perché è stata una mossa inaspettata, ovvero far credere di avere a che fare con l’ennesimo “bad boy” per poi scoprire quasi subito le carte e trovarle totalmente diverse. Altro aspetto originale è il fatto che sia rimasto perennemente innamorato di lei e, tolto un finto astio iniziale nel momento del loro ritrovo, torna ad essere palesemente e irrimediabilmente interessato a Zhou Wan. Non è forse un tratto che caratterizzerebbe quello che spesso nell’immaginario è un protagonista orgoglioso e “figo”, ma forse dipinge una figura molto più umana e comune: un amore condiviso, quando finisce, può continuare a vivere come amore a senso unico, trascendendo l’idea di debolezza e, per assurdo, anche di buonsenso. Puoi continuare ad amare una persona che non ti ama più? Penso possa accadere, e penso anche che in certi casi non si possa “decidere” di fare diversamente, per quanto si possa forzare la logica sui sentimenti.
Anche Zhou Wan si è rivelata una protagonista atipica, e qui i casi sono due: o la si voleva dipingere proprio così e allora - per quanto non mi susciti simpatia – posso dirla ben riuscita, oppure l’obiettivo era differente e non è stato proprio centrato, il che forse è anche peggio. Di fatto ci viene presentata una FL per la quale viene sempre più difficile tifare: va bene la triste storia, ma il suo approccio è spesso mirato a un tornaconto. Inizialmente lo avvicina per via della madre, poi sviluppa dei sentimenti e trova utile averlo a supporto, quindi decide di lasciarlo – per il bene suo, di lei, di entrambi… Ma, soprattutto, perché il drama doveva creare una rottura tragica, mi viene da dire – e infine eccola a riabbracciare una seconda chance, dove si appoggia nuovamente a lui. Funziona se la vediamo come una FL atipica alla quale si vogliono attribuire una buona serie di difetti, se invece l’intento era quello di portare in scena un’eroina pronta a sacrificarsi nel mentre che diventava più forte e coraggiosa, allora no, tentativo non affatto riuscito.

Rispetto ai difetti, tutto ciò che non funziona deriva principalmente da due aspetti. Uno è sicuramente una caratterizzazione superficiale dei personaggi, quelli secondari mancano proprio di un minimo di introspezione – basti pensare all’amico/fratellastro o alla madre di lei, per non parlare della famiglia di lui – mentre per i protagonisti c’è un livello di maturità fastidiosamente incostante e, di conseguenza, incoerente. Questo si lega un po’ all’altro aspetto sul quale c’è stato un pesante scivolone, mi riferisco alla credibilità della sceneggiatura. Da una parte c’è l’idea alla base della storia, dall’altra la volontà – o meglio la necessità – di generare momenti specifici che tocchino questioni come sfida, rottura, fraintendimenti, e via dicendo. Il problema è che non si è cercato di costruire qualcosa di solido e sensato, per cui il risultato è stato vedere i due protagonisti in modalità bipolare tra approcci maturi/responsabili e reazioni infantili/superficiali. Cerco di spiegarmi meglio: all'inizio vediamo Lu Xixian sfidare apertamente il padre in più occasioni e quest’ultimo portarsi a casa uscite e mosse infelici da parte sua senza battere ciglio – compreso l’intralcio nel giorno del matrimonio – quasi non avesse modo di gestire il figlio. Seguendo questa linea il nostro bravo ragazzo sente di poter gestire l'intera situazione, proteggere la sua ragazza, rivendicare un’autonomia nelle proprie scelte… Che sfuma non appena il padre butta lì una delle sue mille minacce a caso. Per la serie: avevi fatto bene i conti – in termini di mezzi e di potere – prima di imbarcarti nell’impresa? Evidentemente no, tant’è che si ritrova chiuso in casa come un bambino messo in punizione con tanto di telefonino sequestrato. Ma dai.
Da questo punto di vista non va certo meglio a Zhou Wan: è giovanissima ma manda avanti l’economia di casa e si occupa della nonna malata. Sembra il ritratto della maturità e della responsabilità, salvo poi avviare una sorta di battaglia che sa anche di rivalsa nei confronti della madre che l’aveva abbandonata, anche qui senza avere però grandi risorse e improvvisando un giorno dopo l’altro. Il peggio però è il momento della rottura con Lu Xixiao: lo abbandona su due piedi mentre giocano… A nascondino? Seriamente, c’è da sotterrarsi sotto una piastrella bella spessa per l’imbarazzo. Probabilmente gli sceneggiatori dovrebbero anche rileggere ciò che scrivono, così da impallidire per alcuni passaggi che rasentano il ridicolo, e riscrivere qualcosa di più decente. Il finale è un po' un concentrato di banalità stucchevoli, l'intero ultimo episodio è un capitolo extra - tutte le questioni si sono risolte nel precedente - ad alto tasso glicemico.

A livello di recitazione, comunque, buona la prova di entrambi. Due attori ancora un po’ acerbi ma con possibilità di crescita. Tra i due, lui un passo avanti a lei nella misura in cui ha saputo far trasparire in maniera credibile la vulnerabilità del proprio personaggio, un ragazzo che si lascia fondamentalmente usare pur di non perdere la persona amata. In lei sarebbe dovuto trasparire il profondo conflitto interiore che invece sembra destinato a non vedere la luce (e nemmeno lo spettatore). A livello espressivo, in particolar modo, ho notato un brusco e continuo salto tra l’espressione imperturbabile da “sfinge” e l’entusiasmo forse eccessivo nei momenti di levità, dove gli occhioni forzatamente a sofficino e un sorriso esagerato la facevano sembrare una bambina di sei anni all’apertura dei regali la mattina di Natale. Adulta felice è una cosa, bimba esaltata un’altra. Poca naturalezza, per quanto mi riguarda.

Sul fronte tecnico direi che si attesta nella media, dalla fotografia, al montaggio, alla regia. OST azzeccata, molti i brani che ho trovato calzanti e capaci di amplificare i momenti salienti, primo tra tutti “Frozen heart”: anche se solitamente non condivido molto la scelta di abbinare a drama asiatici canzoni con testi interamente in inglese, devo dire che la melodia mi è piaciuta davvero molto.

In definitiva, un romance con due protagonisti forse meno tipici del solito ma destinati ad attraversare i soliti clichè e pure imbastiti in modo traballante. Non è un drama che convince per la coerenza e la credibilità, o per un livello tecnico particolarmente meritevole. La coppia principale è però molto piacevole da vedere e, se ci si dimentica di tutto ciò che da un punto di vista logico non torna completamente e ci si limita a percepire la chimica tra i protagonisti, può anche bastare per una visione comunque complessivamente gradevole.
Questo è quello che può dare, per cui patti chiari fin dall’inizio, visione piacevole. Se ci si aspetta invece di più, meglio orientarsi altrove.

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Tale of the Nine-Tailed Season 2
3 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 8, 2024
12 di 12 episodi visti
Completo 1
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 10
Valutazione del Rewatch 10

Adrenalina, comicità e azione, imperdibile!

Quanto mi sono divertita! Non ho volutamente letto niente riguardo a questa drama dopo aver visto il primo e quindi non sapevo cosa aspettarmi.
Un racconto che dopo aver visto il primo mi ha sorpreso, un misto di comicità, azione e thriller. L'amore per la famiglia, l'importanza della amicizia, l'amore per la propria terra stanno alla base di questa storia da non perdere.
12 puntate una più coinvolgente dell'altra.
Qui non c'è stata una storia d'amore prevalente come nel primo, c'è stato spazio per molte altre cose e quindi si è rivelata una storia dinamica, avventurosa e coinvolgente.
Gli attori sono stati tutti eccezionali, I due fratelli volpe hanno lavorato molto bene insieme, sono riusciti ad esprimere il valore del loro legame familiare.
Cosi come i tre dèi delle montagne hanno ritrovato gli antichi legami che li avevano tenuti uniti fin dalla loro infanzia.
La storia in sè è stata ben scritta, non ci sono vuoti importanti che hanno lasciato dubbi, è evidente che ci sarà un seguito! E di questo ne sono molto felice.
Belle le ambientazioni, i trucchi, i costumi.
Molto ben eseguiti i cosiddetti "effetti speciali".
Bravi a tutti! Al cast intero, alle musiche, regista e fotografia.
Se potessi darei 100!

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Il Diario della Mia Libertà
3 persone hanno trovato utile questa recensione
da Sku
ott 15, 2024
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 8.0
Valutazione del Rewatch 9.0

Storie di vita

My liberation notes (tradotta su netflix ne “il diario della mia libertà”) appartiene a una tipologia di serie del genere slice of life, ossia entra ad osservare i personaggi in uno specifico tempo della loro vita per poi uscirne all’improvviso lasciandoti quella sensazione di malinconia che si ha quando finisci un bel libro che vorresti continuasse ancora.
La storia è molto semplice (senza nessuno spoiler perché la bellezza di scoprire lentamente il carattere dei personaggi è impagabile), è la storia di tre fratelli che vivono nella periferia rurale di Seul e sono costretti tutti i giorni ad un viaggio sfiancante da pendolari, alle prese con le proprie disillusioni e le proprie fobie, i problemi sul lavoro, la vita sentimentale, la vita in famiglia, perchè, in fondo, la vita non va mai come si vorrebbe.
L’ arrivo di un personaggio misterioso e silente nel paesino influenzerà loro vite.
Ė una serie malinconica nonostante la maggior parte degli eventi si svolgano durante una caldissima estate, una serie che si prende i suoi tempi, nella quale i silenzi, a volte, contano molto più delle parole.
Una serie che mi sento assolutamente di consigliare.

Voto 10

«Cinque minuti al giorno. Se hai cinque minuti di pace, la vita è sopportabile. Cerco di raccogliere momenti di euforia in parti da quattro a dieci secondi per coprire quei cinque minuti.
Riempio cinque minuti al giorno così.
È così che sopravvivo».

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King2Hearts
3 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
ago 24, 2024
20 di 20 episodi visti
Completo 0
Generale 10
Storia 10
Acting/Cast 10
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 10
Questa recensione può contenere spoiler

Tra i migliori drama mai visti, una serie che davvero merita.

Questo drama entra di diritto tra le pochissime serie - si possono davvero contare sulle dita di una mano - a cui ho dato la massima valutazione, 10 stelline.
L'avevo in lista da molto tempo - suggerito come consiglio per chi aveva apprezzato come me serie quali "Descendants of the sun" e "Crash landing on you" - ma data la difficile reperibilità (assurdo che tra tante serie-immondizia propinate su Viki una perla come questa non sia invece disponibile) l'avevo lasciato nella lista e quasi dimenticata lì. L'aver visto recentemente serie quali Law Cafè e Korean Odyssey mi hanno fatto apprezzare così tanto Lee Seung Gi da aver riscoperto questo titolo nella sua filmografia e aver trovato la voglia di faticare un po' per vederlo (sottotitolato in italiano e in inglese, ma posso dirmi non pienamente soddisfatta della qualità di entrambe).
Che dire...è stata una full immersione di 20 episodi da un'ora l'uno, che mi hanno fatta sorridere, divertire, commuovere, piangere come una fontana ed emozionare come pochi altre serie hanno saputo fare.

Passiamo però ora alla recensione vera e propria. Si tratta di un drama abbastanza datato: siamo nel 2012 e a livello di qualità delle riprese, montaggio, annessi e connessi la differenza con gli standard attuali si nota. Del resto la tecnologia fa passi da gigante a ritmi vertiginosi, per cui anche solo una manciata d'anni si fanno notare. Per essere comunque di oltre una decade fa, la qualità è decisamente superiore ad altre serie prodotte negli stessi anni.
Quanto al genere, lo definirei un drama romantico che si sviluppa tra intrighi politici e giochi di potere, con un' ambientazione a tratti militare che gli garantisce un buon livello di azione e dinamicità. Tema fondamentale che vuole andare di pari passo con la love story è quello del difficile rapporto tra la Corea del Nord e quella del Sud, pur rivisitate rispetto alla situazione reale (la Corea del Nord è uno stato democratico popolare a stampo comunista, la Corea del Sud una repubblica monarchica e quindi con tanto di famiglia reale).

Molte sono le tematiche che vengono trattate: proprio perchè sono molteplici, e la durata della serie per quanto apprezzabile ha comunque un suo limite, va da sé che singolarmente non vengono approfondite con la serietà di un film d'essai. Nessuna grande riflessione esistenziale, ma una serie di tematiche - anche importanti -trattate e sviluppate nella misura giusta per un buon drama. Troviamo in primis il tema della famiglia, delle responsabilità legate al ruolo (nella prima parte della serie sottolineate sia dal precedente Re, modello virtuoso, che dal giovane Principe, così desideroso di sfuggire al pesante onere al quale la vita lo ha destinato); c'è il rapporto tra i fratelli, quello figli-genitori, l'amore verso il proprio Paese e la lealtà verso i compagni d'armi. Ma non solo, trovano spazio anche temi più delicati, quali l'aborto, la disabilità. Si parla poi di fiducia, di tradimento, di sacrificio, sensi di colpa, forza di volontà e determinazione. C'è davvero molto, insomma, sul piatto.

L'aspetto forse migliore della serie è che mi ha dato davvero la possibilità di provare una vasta gamma di emozioni, anche estremamente contrastanti: se nella prima parte prevalgono i momenti più spensierati, a tratti divertenti, dove qualche questione e problematica già c'è ma sembra non risentire di toni troppo cupi, a un certo punto arrivano anche le lacrime e la commozione, le situazioni maturano e si fanno via via più pesanti e importanti.
Non è una serie dove il contesto resta in disparte e osserva l'evoluzione del rapporto tra lui e lei, ma, al contrario, il loro rapporto si trova a fronteggiare, episodio dopo episodio, una fitta serie di ostacoli complessi che coinvolge aspetti politici e militari sempre più di maggior rilievo.

Rispetto ai protagonisti, buona parte delle 10 stelle di questo drama sono dovute alla presenza di Lee Seung Gi, attore versatile e talentuoso, che qui riveste i panni di un personaggio dalle tante sfaccettature e in perenne evoluzione. Conosciamo un Lee Jae Ah solare e immaturo, a tratti superficiale ed egoista, che non aspira a diventare Re e che al quale anche il titolo di Principe sembra andare stretto. Osserviamo la sua crescita, lenta e credibile, gli errori, la frustrazione, la vergogna, il modo di reagire che va via via responsabilizzandosi e maturando, lo vediamo sfoggiare un'arroganza di facciata, che poi diventa scudo e poi ancora non basta più, fino alla presa di consapevolezza della necessità di cambiare, di diventare più forte, di farsi carico del pesante fardello che non ha mai chiesto ma che a un certo punto deve scegliere di portare. Il tutto senza mai snaturare la sua natura, lasciando in lui quei tratti caratteriali che lo contraddistinguono sin dall'inizio. Tutto questo portato in scena da un bravissimo attore, espressivo e carismatico ma al tempo stesso incredibilmente profondo. Non è la prima volta che apprezzo i ruoli interpretati da Lee Seung Gi, a cui riconosco la rara capacità di rendere un protagonista affascinante e carismatico pur arricchendolo di sfaccettature che striderebbero con lo stereotipo dell'eroe maschile forte-freddo-autorevole-coraggioso-distaccato. I suoi personaggi - Re Lee Jae Ah compreso - sanno esserlo al momento opportuno, ma sanno anche ritagliarsi dei momenti buffi e divertenti, con spaccati quasi da sit-com, a volte infantili e capricciosi, ma senza mai minare la credibilità o il fascino complessivo del personaggio (mi viene ad esempio in mente l'abbigliamento a dir poco eccentrico in Korean Odyssey o la sfilata delle mille tute dai colori improponibili in Law Cafè... ci fosse stato un altro attore, il protagonista sarebbe probabilmente caduto nel ridicolo). Tanto di cappello quindi a questo attore che riesce ad essere credibile, apprezzabile e soprattutto intenso a 360 gradi (e mi auguro di rivederlo presto in qualche nuova produzione, già che dal 2022 sembra un po' sparito).
La protagonista femminile... Sicuramente è stata caratteristica, sicuramente aveva un taglio insolito e modalità relazionali poco comuni ad altre serie, probabilmente per evidenziare la differenza culturale tra le due parti. C'è qualcosa che però non mi ha convinta fino in fondo: a volte il modo di parlare e l'atteggiamento - più che qualcosa di voluto per sottolineare l'appartenenza a un contesto diverso - mi hanno portata a pensare di avere a che fare con una protagonista parecchio tonta. Certe reazioni ed espressioni erano davvero poco credibili per una delle migliori spie/agenti speciali nordcoreane. Tanto impavida e letale in campo, quanto davvero poco astuta e arguta. La definizione di "ingenua", anche a livello delle relazioni sentimentali, trabocca un po': senza esperienza è una cosa, facile da ingannare al pari di una bimba è un'altro. Nella prima parte sono svariati i momenti in cui la scaltrezza le manca in modo assoluto, ed è davvero stridente vista la caratterizzazione del personaggio.

Ho poi apprezzato molto i personaggi secondari, dal defunto re al segretario capo - figura davvero complessa e di spessore, una di quelle che ho sentito più "vere", - dalla Regina Vedova alla Principessa, al vice comandante delle guardie (Eun Shi Kyung, nonché figlio del segretario capo e che, con la principessa, imbastisce un apprezzatissimo pairing secondario), al cattivo di turno, l'assurdo ma credibilissimo John Meyer.

Rispetto al romance, le scene davvero dedicate sono esigue: pochi i baci, totale censura sulle scene intime - si deduce che ci sono, ma non vengono minimamente accennate - eppure mi sento di dire che la love story è comunque molto emozionante, perchè tra dichiarazioni, battute e battibecchi, giochi di sguardi e sorrisi la chimica tra i due protagonisti sembra riuscire a compensare l'assenza di scene più esplicite.

INIZIO SPOILER!!
Ci sono due cose che non mi aspettavo, una che ho apprezzato e l'altra no: temevo che il tema della fiducia/tradimento sarebbe rimasto come un'ombra tra la coppia per buona parte del drama, invece ho apprezzato che la questione non viene tirata per le lunghe e i dubbi dissipati relativamente alla svelta: ci sono ostacoli sempre maggiori sul loro cammino, ma la fiducia reciproca non vacillerà praticamente mai.
Ciò che invece avrei preferito non ci fosse, è stata la dipartita di Eun Shi Kyung: inizialmente il personaggio mi sembrava un pesce fuor d'acqua, ma con l'entrata in scena della principessa e il delinearsi del secondo pairing l'avevo davvero preso a cuore, anche perchè la coppia era nettamente diversa da quella principale ma altrettanto interessante. Se la morte del precedente re e relativa consorte l'avevo un po' messa in conto fin dai primi episodi (del resto drama si intitola "The King", per cui un protagonista eternamente Principe non avrebbe avuto senso), la triste fine di Shi Kyung sinceramente non me l'aspettavo, per via del pairing secondario che si frantumava e perchè erano state poste le basi anche per lo sviluppo di una sincera amicizia con il Re. Sarò sincera, dopo esserci rimasta di stucco, per un po' ho anche sperato fosse stata una messinscena, fatto spacciare per morto con qualche motivazione e poi fatto ricomparire più avanti. Ci ho sperato fino all'ultimo, quando la principessa accenna all'imminente appuntamento al buio... salvo poi dover accettare la triste realtà e cercare di dare comunque un senso alla scelta di toglierlo dai giochi, sicuramente molto sentita e toccante.
FINE SPOILER!!!

Si poteva sperare in qualcosa di più indimenticabile per quanto riguarda la musica, non ho trovato la colonna sonora che terrò di ricordo nella playlist, ma sinceramente non è poi un problema.

In conclusione, un drama che davvero merita di essere visto, apprezzato e - sicuramente, per quanto mi riguarda - rivisto. Consiglierei la visione anche agli sceneggiatori/registi delle serie attuali, perchè una bella rispolverata di questo gioiello del 2012 li stimoli a riproporre qualcosa dello stesso calibro negli anni a venire, già che la qualità di molte serie proposte ultimamente lascia davvero a desiderare.

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Goblin
3 persone hanno trovato utile questa recensione
apr 19, 2025
16 di 16 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.5
Acting/Cast 9.5
Musica 9.5
Valutazione del Rewatch 9.5

Goblin mescola fantasia, romanticismo e dramma, creando una storia unica e affascinante

Goblin è un dramma sudcoreano che mescola fantasia, romanticismo e dramma, creando una storia unica e affascinante. La trama ruota attorno alla figura di Kim Shin (interpretato da Gong Yoo), un generale di Goryeo maledetto con l'immortalità, condannato a vagare sulla Terra per secoli come un goblin, in attesa della sua sposa destinata, l'unica persona in grado di liberarlo dalla sua esistenza eterna. Quando finalmente incontra Ji Eun-tak (interpretata da Kim Go-eun), una ragazza che afferma di essere la sua sposa, inizia un'avventura che sfida il destino ed esplora l'amore, la morte e la redenzione.
Il dramma è noto per la sua qualità artistica eccezionale. La regia è cinematografica, con una fotografia mozzafiato e ambientazioni magiche che trasportano gli spettatori in un mondo incantato e ricco di fascino. Le riprese sono eleganti e sfruttano la bellezza dei paesaggi e delle scenografie per creare un'atmosfera sospesa tra realtà e mito, con un design visivo che si distingue per la cura nei dettagli.
Le interpretazioni sono un punto di forza di Goblin . Gong Yoo offre una performance intensa e sfumata nei panni di Kim Shin, un personaggio che porta con sé secoli di solitudine e rimpianti. La sua resa emozionale del dolore e della speranza
Uno dei temi centrali di Goblin è la complessità del destino e dell'amore, non solo nella relazione tra Kim Shin e Eun-tak, ma anche in quella tra il Triste Mietitore e Sunny (interpretata da Yoo In-na). La loro storia d'amore, tormentata da legami karmici e ricordi di vite passate, aggiunge un ulteriore livello di profondità al dramma e mantiene lo spettatore coinvolto.
Goblin è un dramma che merita il suo status di cult per la sua capacità di intrecciare amore, destino e soprannaturale in un racconto indimenticabile. La bellezza visiva, unita a una trama profonda e interpretazioni eccezionali, rendono Goblin un viaggio emozionale unico, perfetto per chi cerca una storia d'amore epica e complessa. Con la sua capacità di mescolare leggerezza e dramma, umorismo e malinconia, Goblin offre un'esperienza unica che resterà a lungo nel cuore degli spettatori.

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Never Let Me Go
3 persone hanno trovato utile questa recensione
lug 14, 2023
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 9.5
Storia 9.0
Acting/Cast 9.0
Musica 9.0
Valutazione del Rewatch 9.0
Questa recensione può contenere spoiler
Iniziare a guardare questa serie penso sia stata una delle cose migliori che potessi fare.
In generale il cast per me è ottimo, veramente un ottimo cast e sincera ho amato vedere phound e puwin in una serie più “matura”, mi hanno dato un'impressione differente, non che prima non li avessi amati, ma qui è più visibile il loro talento e bho è anche un fatto di me che ho amato più questa serie che l’altra.

Per me questa serie ha tutto, ma la cosa che più mi ha colpito è la crescita personale di Diao.
Nei primi episodi mi era un totale punto interrogativo e mi stava antipatico, mi sembrava il solito bambino viziato che sparla solo eccetera, non mi stava particolarmente simpatico.
Che poi pareva avesse tremila personalità, indossava così tante maschere che veramente non capivo quale fosse la più veritiera.
Una delle cose che mi facevano arrabbiare era il suo pretendere di fare il capo così e collì con Palm quando poi dagli altri a scuola si faceva tranquillamente bullizzare, non che fosse colpa sua, chiariamoci, il bullismo ti penetra nel profondo ed è difficile riprendersi dopo essere stato ferito, proprio a livello mentale. Dico solo che dato il suo caratteraccio poteva pure cercare di tenere testa invece di far fare, in ogni caso mi è pure dispiaciuto di sta cosa, fortunatamente a lui non fregava più di tanto, ceh non è che non se ne importava perchè alla fine le cose gli hanno pure lasciato un segno, è solo che se le faceva scivolare ma quello che ho sempre pensato è che anche se fai tanto il forte, alla fine anche se di poco la cosa ti rimane, puoi fingere e può veramente non importarti ma arriverà il momento in cui la cosa si sarà così tanto accumulata che scoppierai, non tanto di tristezza ma proprio di rabbia perchè è estenuante vedere tutte queste persone che i cazzi loro non se li sanno fare.
Vabbè detto questo, in tutto sto periodo sincera sincera non ho capito il vero sè.
Pure quando si è “innamorato” di Ben, mi è parso come se non si conoscesse, perché si vedeva da lontano che non era vero amore, ma neanche una cotta.
Per me si è sbagliato con se stesso, a interpetrare i suoi pensieri; è vero che Ben gli piacesse ma non in quel senso amoroso, Diao si è perso sul fatto che lui è stato ingannato dalla sua stessa mente, e sincera l’ho visto pure normale come cosa perchè se uno si è sempre sentito solo, ha sempre sognato una persona che si preoccupasse di lui e che lo amasse ma nessuno l’ha mai fatto, questi sentimenti li conosco bene, anche io li sto vivendo da anni e posso affermare che sono così scema che se qualcuno mi si dichiarasse subito scambierei i miei sentimenti per amore (mo sarò sincera e dirò che recentemente ho ricevuto la mia prima dichiarazione, appena ricevuta mi sono sentita di amare in un certo senso quella persona anche se non sapevo chi fosse perchè era un messaggio su insta da un profilo falso ma ho fatto una sorta di intervista e sapeva tutto perchè va nella mia scuola, vabbè detto questo dico che comunque all’inizio mi sono sentita strana e più propensa ad amare quella persona ma poi ho scoperto che è una persona con cui parlai l’hanno scorso e non mi sta tanto simpatica quindi ho lasciato stare ma se non fosse stata quella persona giuro che io già ero propensissima ad amarla solo per il fatto che mi son detta “l’agonia è finita, finalmente qualcuno mi ama”) quindi nulla quando i desideri che provi sono molto profondi finisci per ingannare te stesso. Infatti se avete notato a Diao non fregava un cazzo di Ben quando non stava con lui, Diao pensava solo a dove stesse Palm e a fare il geloso per Palm e quella tizia, non c’è stata una volta in cui Diao abbia pensato a Ben nel tempo libero. Era sempre Ben a cercarlo.
Quando poi hanno diffuso la foto, non mi sento di dare colpe a nessuno, tranne a chi ha diffuso la foto ovviamente; molti avrebbero dato la colpa a Ben per aver mentito ma siamo sinceri con noi stessi, se non siamo pronti a combattere e non siamo coraggiosi abbastanza, mentiamo, no?! Quindi cerchiamo di capire tutta la pressione che ha avuto, non voleva deludere nessuno e non aveva coraggio di combattere come invece ha fatto Diao quindi ha mentito finendo per addossare la colpa a Diao, lui stesso si è sentito molto in colpa.
Adesso si passa alla parte cruciale, LA SPIAGGIA, sincera sarei rimasta traumatizzata peggio di Diao se qualcuno sparasse a una persona che tengo ma devo scappare subito e vengo trascinata via, traumatico.
Però da lì è tutto cambiato, TUTTO, PROPRIO TUTTO.
E proprio da lì che ho incominciato a vedere la vera faccia di Diao ed è proprio lì che lui è maturato come persona, è scomparso il bambino viziato che ho sempre visto ed è entrato in gioco un Diao nuovo, maturato, autonomo ma soprattutto luminoso, mi riferisco ovviamente alla storiella d’amore, non l’avevo mai visto così preso e tutto questo love in the air gli ha fatto tanto bene ma anche dolore.
In primis c’è da dire che è maturato sia per le esperienze tortuose affrontate ma soprattutto grazie a Palm, lui è stato la salvezza di Diao.
Diao si è finalmente aperto al suo amore ed è diventato una persona nuova, luminosa, sorridente e tanto altro, mi sono sentita fiera di lui, che poi dovrei dire tanto altro su questo periodo alla spiaggia ma ne parlerò dopo.
Quello che è certo è che sono rimasta veramente colpita nel profondo dalle sue parole in quella lettera, da lì si è creato una corazza in nome del suo amore e del suo non voler essere la causa di nessuna altra morte. Una persona nuova, più forte e sinceramente mi è anche dispiaciuto perché dover attraversare tutto ciò a questa giovane età e dover diventare così maturo di botto è un passo difficile, a questa età avrebbe dovuto vivere in un altro modo.

E se sono rimasta colpita dalla crescita personale di Diao così visibile e dettagliata, purtroppo sono rimasta delusissima dal fatto che Palm sia rimasto SEMPRE LO STESSO PER TUTTA LA SERIE, non è cambiato nulla ed era proprio in lui che volevo vedere un cambiamento.
Per me Palm è una persona troppo genuina, carina, troppo dedita e obbediente, niente rebellion era per lui. Solo educazione ai massimi livelli, per me esagerata.
Devo dire che a me è sempre dispiaciuto della sua situazione, il padre così va da lui e dice fai questo e fai quello, lui deve obbedire e si ritrova in merda e contro merda.
Per me il padre non l’ha amato a dovere, l’avrà amato da piccolo e forse un pò anche quando gli ha chiesto scusa alla fine, ma sinceramente non sono stata in grado di prendere quelle scuse alla lettera, dopo tutto il tempo a trattarlo di merda non riesco a percepire il pentimento, sono rancorosa. In tutto ciò, Palm è testardo, eccome lo è, troppo.
Non ho mai capito da dove venisse tutta questa voglia di protagonismo a proteggere gli altri e a fregarsi di se stesso, per me non valuta se stesso, non comprende che avrebbe dovuto trattarsi meglio di come tratta gli altri invece era sempre lì a fare lui la merda della situa, a ritenersi na merda, a svalutarsi, a farsi del male per gli altri, ma quand’è che ha fatto qualcosa per se stesso? Io veramente non le capisco queste persone, perchè poi lui veramente esagerato secondo questo aspetto, da ma non riceve e se riceve, riceve merda. Vabbè che poi ha ricevuto anche amore ma quello dopo che l’amore tra loro nascesse, prima comunque non è che fosse tanto avvantaggiato, per me è troppo grato, anche per la minima cosa.
Non dico che non si debba essere grati, assolutamente, è una delle cose fondamentali ma dico solo che con lui questo aspetto è così esagerato, per esempio se tipo qualcuno gli regala una matita lui è pronto a farsi uccidere per la persona che gli ha regalato la matita, vabbè che questo è un esempio di merda ed esagerato ma sì è esagerato quanto lui, solo non capisce che la sua vita vale e che deve utilizzarla per fare del bene sia a se stesso che agli altri, non solo alle altre persone.

Per quanto riguarda la storia d’amore tra Palm e Diao, c’è tanto da dire.
Iniziamo col fatto che tra loro c’è sempre stato interesse ma ognuno stava al suo posto, soprattutto Palm che pensava non si potesse permettere di fare ciò, di ottenere quell’amore.
Poi così quando si sono baciati per la prima volta, non so che dire che lì non ci ho capito na mazza, ceh l’ha baciato ma perchè? BHO, penso che forse non ha resistito al suo volerlo fare e vedendolo triste voleva tirare su il morale in questa maniera, che bho non ha senso aaaaaaaaaaa non lo so.
In generale fra loro c’è sempre stato un rapporto cane-gatto e soprattutto una gelosia reciproca che non è mai stata mostrata in maniera evidente.
Come già ho detto prima, tutto è iniziato dalla spiaggia, ceh non è iniziato lì ma è come se lo fosse dato che è stato proprio lì ad esserci stata una svolta essenziale tra loro come per loro stessi.
È stato bello vedere come si sono aperti a vicenda e si è creato un rapporto più equilibrato, bello, erano più in confidenza. Una cosa che non mi è piaciuta è quando si sono decisi a diventare una coppia, non che odiassi questa cosa, ero felicissima di ciò, ma quello che proprio non mi è piaciuto è il “siamo fidanzati solo su quest’isola”, a sentire questa affermazione mi erano venuti tanti dubbi su come sarebbe stata la situazione una volta finita la permanenza alla spiaggia, e sinceramente non è neanche bello da dire, se vi amate e state assieme, non importa il dove e il quando, state assieme e basta. Non è bello mettere questi confini, fa sembrare tutto molto finto e per questo ero molto preoccupata, alla fine questa cazzata non è valsa al di fuori della spiaggia, fortunatamente perché sennò li ammazzavo.
Quando poi è venuta la scena del litigio sugli scogli, lì un casino. Ci sono rimasta veramente di merda che abbiano sparato alla madre di Palm, non si meritava ciò, e sono dovuti pure scappare velocemente, quindi neanche il tempo di potersi rendere conto di quello che stava succedendo e si mettono a litigare; ceh per me non è stato buono il tempismo di Diao nel voler litigare perchè Palm stava in una situazione veramente delicata, non era il momento per fargli capire che lo stavi lasciando anche te.
Per me Diao è stato veramente duro, ha detto delle parole molto crude, parole che Palm non meritava affatto e sarò sincera se dico che alla fine capisco pure perché Diao le abbia dette, dopo tutto quello che stava succedendo si è reso conto sempre di più di essere una delle principali cause di morti e incidenti vari, tutto per la sua vita, deve essergli sembrato veramente brutto e ingiusto come tante persone si stessero facendo male per tenerlo in vita e avrà pensato che non se lo meritava, queste sono le motivazioni per cui poi scriverà la lettera da lasciare a Palm in hotel. Quella scena dove leggeva la lettera mi ha lasciato vuota, mi ha commossa, si è visto proprio il suo essere maturato e il suo voler agire purchè tutto ciò finisse.
Da lì l’ho visto molto freddo, un’altra persona, e sinceramente non mi è piaciuto per nulla come abbiano sempre dato la colpa a Chopper ma ne parlerò dopo.
Poi tutto bellino perchè si sono reincontrati ma le mie paure sono cominciate a venire col fatto che quel bastardo aveva messo Palm in un bivio, però seria non ho mai pensato che Palm li uccidesse seriamente, ho sperato in lui e mi ha fatto piacere come abbiano creato un piano assieme e siano stati vicini, poi Diao è stato rapito e lì tanto shock aiuto.
La cosa che mi è dispiaciuta è stata la lettera da parte di Palm, mi ha ricordato un botto la lettera di Diao e le mie sensazioni sono state le stesse ma sarò sincera se dico che per me era da fare, ne hanno passate così tante che un periodo di pausa a riflettere e metabolizzare il tutto ci voleva, inutile fare, ci voleva eccome, tanto poi si sapeva che era impossibile non si incontrassero più.
Quindi nulla, nell’insieme mi sono piaciuti un botto, l’unica cosa che mi ha dato perennemente fastidio è il fatto che anche se fidanzati, Palm continuasse a chiamare Diao con gli onorefici, era fastidioso sentirlo dire così ma allo stesso tempo è anche vero che questa piccolezza rappresenta molto il personaggio di Palm.

Per quanto riguarda Chopper, lui è MIO, IL MIO AMATO, TUTTO MIO, LO AMO.
Sinceramente ho sempre visto in Chopper una brava persona, si è sempre dato da fare e ha sempre amato e stato fedele alle persone a cui teneva.
Per questo mi ha reso triste vedere come fosse maltrattato, in primis dal padre che buttava sempre merda e osava pure dire che era tutto per il figlio, che scusa di merda. Ho sempre pensato fosse un padre di merda, Chopper non ha mai voluto quella vita, è nato in quella famiglia e non ha potuto fare nulla se non decidere che tipo di vita volesse vivere e lui non ha MAI voluto tutto quel potere che voleva padre, Chopper voleva solo costruirsi un qualcosa da solo, con le proprie forze e in modo onesto, se fossi stata sua madre ne sarei stata molto fiera. È vero che i genitori fanno molti sforzi per cercare di dare ai propri figli una vita migliore ma l’atteggiamento di suo padre era veramente assurdo nel voler far passare questa cosa come un beneficio al figlio quando in realtà lo stava facendo solo per sé; il padre voleva solo buttare in mezzo anche il figlio, manipolarlo per metterselo dalla sua parte e sinceramente mi ha fatto piacere che Chopper non si sia fatto influenzare.
Una cosa che sicuramente ho odiato è il fatto che tutti dessero la colpa a Chopper per le azioni del padre, capisco che sia suo figlio ma ciò non significa che ha il potere di fargli cambiare idea, ci ha provato ma il padre è dannatamente testardo, si è anche messo contro il padre arrivando a puntargli una pistola contro, Chopper ha fatto di tutto ma pare che nessuno l’abbia capito e quindi continuava a subirsi la merda degli altri che, non avendo coraggio, invece di buttare merda al padre, lo facevano al figlio.
È veramente un personaggio sottovalutato dagli altri personaggi.
Inoltre, riguardo la questione amore, vi giuro ho sentito il suo dolore, tantissimo. Con Ben diciamo che non mi è mai sembrata una cosa che potesse funzionare perchè proprio non si capivano, neanche in amicizia potevano stare. In ogni caso mi ha fatto veramente scazzare come li abbiano fatti stare felici per tipo 2 secondi e poi boom, Ben che gli butta merda addosso lasciandolo. Mamma mia che ho dovuto sopportare, alla fine è stato carino che stessero insieme ma bho non so che pensare.

In ogni caso quest’ultima parte su Chopper l’ho scritta solo adesso che è passato tanto tempo da quando ho visto la serie. Quando la finii incominciai a scrivere qualcosa ma con la scuola in mezzo non avevo finito di scrivere la recensione e per questo non l’avevo pubblicata. Data la situazione adesso non ricordo se allora volessi parlare di altro quindi la lascio così.

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Completo
Umi no Hajimari
3 persone hanno trovato utile questa recensione
da Lynnea
feb 1, 2025
12 di 12 episodi visti
Completo 0
Generale 7.5
Storia 7.0
Acting/Cast 7.5
Musica 7.5
Valutazione del Rewatch 7.0
Questa recensione può contenere spoiler

Serie originale su temi delicati che in primis emoziona ma poi va capita

Serie insolita, che va a toccare anche temi piuttosto delicati.
E' un drama dove la comunicazione è fondamentale per come è impostata la storia, ma è anche un drama giapponese, notoriamente parchi di interazioni verbali (se un concetto può essere normalmente espresso in 10 parole e la sua sintesi in 5, un drama giapponese ne utilizzerà a dir tanto 3). Sia chiaro, rispetto ad altre serie giapponesi qui le conversazioni e le interazioni non mancano, anzi, sono alla base della trama. Eppure, per ogni esternazione sembra sempre esserci altrettanto non detto.
Attorno a tematiche quali la genitorialità, l'aborto, le scelte individuali e non, ruotano le tre principali figure: inizialmente viene da fare una netta distinzione tra chi è nel giusto e chi nel torto, ma un'osservazione attenta porta a concludere che - di fatto - rappresentano semplicemente la realtà nella loro complessa imperfezione, nessuno escluso.
Abbiamo "la temeraria incompresa" Mizuki, personaggio forte e deciso a portare avanti le proprie scelte, costi quel che costi. Sebbene abbia avuto un attimo di tentennamento - valutando la strada dell'aborto perchè di fatto la più utile per le prospettive di Natsu - ci viene descritta dalla madre e dai conoscenti come un personaggio da sempre singolare. Anche nella delicata questione della maternità, alla fine, rimarrà fedele a sè stessa stabilendo un ordine di priorità, che vedrà al primo posto Umi. Decide di tenere all'oscuro Natsu, mossa pesante e sicuramente condannabile perchè di fatto toglie a lui il diritto di essere padre, e lo fa perchè consapevole che decidere di tenere il bambino significava mettere Natsu con le spalle al muro, senza dargli in realtà la possibilità di scegliere diversamente. Proprio perchè però Umi è al primo posto, quando viene a sapere della malattia terminale mette in conto di invadere nuovamente la vita di Natsu (anche qui la scelta è decisamente opinabile, sembra che si prenda il diritto di decidere cosa dire e quando dire, tenendo all'oscuro Natsu o sconvolgendogli la vita). E' un personaggio che fa una scelta, la fa nell'interesse esclusivo di Umi, e per questa scelta è pronta ad addossarsi giudizi e sensi di colpa, ma è anche una scelta convinta e della quale non si pentirà mai.
Abbiamo poi "l'indeciso perenne" Natsu, che inizialmente sembra un po' la vittima della situazione (gli viene fatto credere un aborto, poi viene lasciato, gli viene tenuta nascosta la nascita della figlia, gli viene sconvolta l'esistenza scoprendo della figlia anni dopo, aspetto che destabilizzerà inevitabilmente la vita che nel frattempo si era ricostruito). E' un personaggio che, per sua ammissione, è eternamente insicuro e indeciso: prende tempo, non si butta a capofitto. Lo vediamo da come risponde all'attuale compagna, da come gestisce il rapporto con Umi. Fin dai tempi della relazione con Mizuki appare come un bravo ragazzo, gentile e presente, però di fatto non una colonna portante del rapporto. Sarà proprio il costruire un rapporto con la figlia appena conosciuta a renderlo più sicuro di sè, più responsabile e pronto a fare delle scelte convinte.
C'è infine "l'altruista infelice", la nuova compagna di Natsu: la paternità di lui sconvolge la loro relazione come un fulmine a ciel sereno e, inizialmente, oltre a puntare a mantenere il rapporto con lui vede nella bambina anche l'inaspettata possibilità di mettere a tacere dei sensi di colpa con i quali, in segreto, convive da anni. Quando lui confessa che, pur essendone stato tenuto all'oscuro, sapere che l'aborto non era andato in porto e la bambina era poi nata gli aveva dato sollievo, lei sembra un po' alla ricerca della stessa sensazione. Consapevole di aver comunque agito all'epoca secondo quello che le sembrava buonsenso - anche se non era ciò che avrebbe voluto - continua però a dare la priorità agli altri e non ai propri desideri. Sarà difficile per lei trovare la forza di scegliere di non doversi necessariamente adattare alla nuova situazione ma di avere il diritto di compiere delle scelte per vivere bene con sè stessa, per quanto sia sinceramente affezionata a Natsu e alla piccola.

Un drama, quindi, che più che una storia di eventi narra l'evoluzione di rapporti.
Dal punto di vista del coinvolgimento, i primissimi episodi mi hanno davvero toccata - le lacrime scorrevano a fiumi - ma col progredire della serie l'impatto emotivo è via via venuto meno, un po' perchè certi meccanismi riproposti non avevano più l'effetto della prima volta, un po' perchè se all'inizio sembra ci sia una storia al centro, affiancata dallo sviluppo dei personaggi, col passare degli episodi sembra che la lettura introspettiva dei personaggi diventi la parte predominante, ma a quel punto la componente emotiva scema e l'impressione è più che altro quella di compilare una virtuale scheda del profilo psicologico di ciascun protagonista.

Buono il supporto dei personaggi secondari, complessivamente la serie conta un numero di attori piuttosto esigui, se non teniamo conto delle comparse. Buona la recitazione, il protagonista maschile esteticamente affascinante - il panorama degli attori giapponesi non offre solitamente molto in tal senso - e davvero brava la piccola attrice che interpreta Umi (attrice la cui anagrafica corrisponde all'età del suo personaggio e che è coinvolta come figura principale in moltissime scene).

In conclusione una serie senz'altro originale, consigliata per chi vuole vedere qualcosa di diverso dal solito, con l'avviso che il coinvolgimento emotivo iniziale potrebbe lasciare il posto a una più impegnativa richiesta legata alla comprensione psicologica dei personaggi nella seconda parte della serie. Lacrime nella prima parte, meningi spremute nella seconda.

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Completo
Bai Se Gan Lan Shu
3 persone hanno trovato utile questa recensione
set 15, 2025
38 di 38 episodi visti
Completo 1
Generale 3.0
Storia 3.0
Acting/Cast 2.0
Musica 4.0
Valutazione del Rewatch 1.0

Grazie, anche no.

Ecco un drama di cui si sarebbe potuto fare tranquillamente a meno. Tratto liberamente da un romanzo che avrebbe dovuto raccontare la guerra e le sue conseguenze traumatiche, la serie sembra non avere mai fatto tesoro delle innumerevoli produzioni sul tema, che negli anni hanno esplorato questo argomento in profondità e da diverse prospettive.

Il cast è uno dei punti più deboli: gli attori scelti appaiono del tutto inadatti a interpretare personaggi che dovrebbero incarnare individui temprati dall’esperienza bellica. Troppo giovani, troppo “idol”, incapaci di restituire lo spessore emotivo e il dolore psicologico devastante che la storia richiederebbe. Più che soldati segnati dalla guerra, sembrano turisti in un club a tema militare. L’unica eccezione è il capitano/mercenario Ben, un personaggio che riesce almeno a bilanciare determinazione e sarcasmo, rendendo più credibile la sua presenza in questo contesto.

La sceneggiatura è altrettanto fragile: priva di reale spessore, preferisce indulgere in dinamiche adolescenziali da “campo estivo” piuttosto che affrontare un amore maturo, fatto di scelte dolorose e coraggiose nate in mezzo all’orrore.

Il tema della guerra, che dovrebbe essere il cuore della storia, è trattato in maniera disastrosa. I militari vengono presentati come sprovveduti, privi di mezzi, strategie e persino di una gerarchia credibile, ridotti a un manipolo di quindici persone incaricate, incredibilmente, di salvare un’intera nazione. Anche i ribelli sembrano usciti da un fumetto mal disegnato, privi di qualsiasi realismo o complessità.

Gli effetti speciali, infine, risultano ridicoli: fuocherelli, un po’ di fumo e rumori di spari in sottofondo che non trasmettono né tensione né drammaticità, ma solo l’impressione di una produzione povera e improvvisata.

In definitiva, The White Olive Tree fallisce sia come drama di guerra sia come storia d’amore. Non basta inserire un’ambientazione bellica per raccontare la guerra: servono conoscenza dei codici cinematografici del genere, studio, e almeno un minimo di rispetto per la ricca bibliografia filmica già esistente sull’argomento.

Il consiglio agli autori? Continuate pure con le solite commediole romantiche tra il CEO burbero e la ragazza intraprendente: almeno lì, qualche carta in più da giocare ce l’avete.

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